Wonder Woman, il film – Riflessione

di Dan Cutali

Il film dedicato a Wonder Woman ha già raccolto incassi stellari come quelle disegnate sui suoi short. Eppure questa Principessa Diana di Themyscira cinematogafica non ha pantaloncini stellati o altro nella sua uniforme che ci ricordino le stars and stripes della bandiera degli USA. Non è neanche un pallido ricordo della Wonder Woman televisiva interpretata da Lynda Carter nel 1976 e di cui tutti gli adolescenti dell’epoca s’innamorarono. In effetti, era anche lei un simbolo che rappresentava gli Stati Uniti d’America e i suoi ideali di libertà e democrazia (e potenza bellica), alla pari di Superman. In epoca pre-Crisis, quando tutto era più innocente e gli eroi erano senza macchia e senza paura, non avrebbe potuto essere altrimenti in casa DC Comics. Soltanto dopo quello spartiacque, l’arrivo delle sceneggiature di Alan Moore in suolo americano e la discesa di tutta la new wave di autori britannici, avremmo cominciato a considerare sia Superman che Wonder Woman di quel periodo un po’ stucchevoli e infantili. Nel caso della Principessa Amazzone, con il passare degli anni e con i gusti dei lettori diventati più smaliziati, l’ideale dell’icona americana è andato sbiadendosi sempre più fin quasi a scomparire.

Questo film è la celebrazione della non-americanità di Diana, di Themyscira appunto. Viene chiamata Wonder Woman dai media americani, come al solito sono loro che danno il nickname – come diremmo oggi – ai super-eroi, per darle ugualmente un senso di appartenenza statunitense. È anche la celebrazione dell’origine divina di Diana e della perdita dell’innocenza nel più classico percorso di formazione che la porta a incontrare un’Umanità sessista e retrograda rispetto alla società matriarcale in cui è cresciuta. Ovvero a crescere e cambiare, anche se a molti critici questo non è piaciuto, trovandola invece una forte incongruenza nella trama, nel carattere del personaggio. Nella pellicola di Patty Jenkins c’è finalmente il recupero metaforico della Dea Madre che trasmette amore e affetto per l’Umanità venuta alla luce dal suo grembo, come viene descritta e sottolineata con precisione nel breve trattato postato su facebook da Alessandro Di Nocera. L’insegnante partenopeo sostiene che l’intento di William Moulton Marston, creatore del personaggio di Wonder Woman ed eminente psicologo, fu quello di fornire agli adolescenti di inizio anni ’40 una figura femminile eroica ma dotata di amore materno ed emancipazione, senza alcun ammiccamento all’erotismo che una figura di questo tipo, con gonnellino svolazzante e body dal quale strabordavano le curve giunoniche, avrebbe potuto far nascere in mezzo a una miriade  di omaccioni super-muscolosi con poteri inimmaginabili ma con le mutande sopra i pantaloni della tuta. Insomma, come scritto da Di Nocera, Wonder Woman è una figura femminista ante-litteram priva di spigolature pruriginose e anzi tesa al far avvicinare ai comics il pubblico femminile, genericamente refrattario ai fumetti di supereroi. Tutto questo traspare proprio nel film che si va a incastonare nel grande mosaico del DC Comics Extended Universe, il DCEU che si sta delineando pellicola dopo pellicola prodotta dalla Warner Bros.

Diana viene cresciuta a Themyscira con gli insegnamenti della madre, la Regina Hyppolita, e delle compagne Amazzoni. Sono insegnamenti di guerra ma anche di amore e giustizia. Diana è greca, tutte le Amazzoni lo sono, e durante il film si evince che in passato hanno dovuto auto-esiliarsi sull’Isola Paradiso, Themyscira appunto, a causa di una dura guerra contro gli uomini il cui unico scopo era sottometterle e conquistarle, guidati dallo spirito del Dio della Guerra, il mitologico Ares (o Marte per i latini). Da qui in poi l’avventura di Diana si sviluppa linearmente seguendo il tipico clichè del viaggio dell’Eroe, dopo l’incontro fortuito con il Capitano Steve Trevor e il suo salvataggio in mare. Quello che però salta all’occhio è finalmente un totale richiamo al fumetto che permea tutto il film, molto più marcato delle precedenti pellicole del DCEU. Ovvero, il riferimento è quello del post-Crisis: tutto ma proprio tutto è un omaggio a George Pérez, come c’è scritto in modo palese anche nei titoli di coda. Ed è questo lo spirito con cui godersi al cinema il film dedicato a Wonder Woman, gli appassionati vi riconosceranno parecchie citazioni alla leggendaria run creata dagli immortali disegni e dalla munifica penna di Pérez. Per il resto, Diana di Themyscira va vista per quello che è: la Dea salvifica e materna che comincia il suo percorso in mezzo all’Umanità (che sia americana non ha importanza – è un dettaglio che abbia fatto il suo ingresso durante la Prima Guerra Mondiale dalla parte dei giusti, infatti all’inizio ha molti dubbi) con un’ingenuità e una bontà disarmanti ma pronta a sfoderare tutta la violenza di cui è capace per difendere quei valori divini sbiaditi ma che, come ha spiegato in maniera esaustiva Di Nocera, hanno ripreso colore con Alan Moore prima, con George Pérez poi e con questo film ora.

Dan Cutali

Su Wonder Woman potete leggere anche:

Batman Shadow Of Darkness dal 24 Novembre su youtube

Il mondo del fandom e’ veramente fantastico sotto ogni aspetto. Scrivere per questo blog è la cosa che mi rende più felice al mondo perchè si viene a contatto con delle realtà veramente eccezionali. In tutto questo percorso, oltre al fan club speciali, abbiamo avuto già a suo tempo l’opportunità di conoscere anche il regista Piero Castiglia di cui ci piace riproporvi la sua ricca intervista. Premete qui per poterla leggere. Siamo tutti in attesa dell’uscita di Shadow Of Darkness, prevista per il 25 novembre 2016, che vedrà coinvolti i due capisaldi DC Comics, Bruce Wayne/Batman (Piero Castiglia) e Clark Kent/Superman (Michele Colonna). Diretto dallo stesso Piero Castiglia, il film prevede l’ingresso dei personaggi di Batgirl (Elisa Mami), Deathstroke (Diego Gabrielli), Catwoman (Jessica Lollobrigidi), Two Face (Simone Perini), Lex Luthor (Pasquale Marsella), commissario Gordon (Sergio Di Giulio).
Il tutto realizzato con le voci dei migliori doppiatori professionisti.

Backstage Doppiaggio Batman Shadow Of Darkness:

Oggi, Piero sta per far uscire il Cortometraggio “Batman Shadow Of Darkness” da lui realizzato sul suo canale youtube e per prepararci all’uscita imminente  oggi abbiamo l’opportunità di anticiparvi il mini-trailer. Si tratta della sua opera prima da professionista una pellicola girata con l’alta definizione del 4K, un progetto No-Profit, dai fan per i fan. Nell’attesa vi consiglio di fare un click sulla loro Pagina Facebook e vi invito a visionare questi brevi teaser come piccoli assaggi.

Oggi 24.11.2016 siamo in grado di pubblicare anche il film per chiunque sta seguendo questo post. Buon divertimento!!!!

Batman v Superman: Dawn of Justice – Recensione di Daniele Cutali

Tra i tanti e diversi incontri fatti sia sul web, che di persona, mi è capitato di conoscere Daniele Cutali. Un fan DC, come noi, che ha scritto una recensione su Batman v Superman: Dawn of Justice. Mi faceva piacere condividerla con voi anche per poter discutere sul film, che ormai avremmo visto tutti, o quasi. Annovero questa recensione nella sezione “Le vostre esperienze”.

Batman v Superman - La prima locandina per i cinema italiani

Batman v Superman – La prima locandina per i cinema italiani

Sono un fan, con tutto quello che ne consegue. Lo sanno tutti, chi mi conosce e ormai anche chi no. L’ho dichiarato da più parti, seguo con amore sconsiderato la DC Comics dal lontanissimo periodo 1976-1978, quando da bambino sfogliavo gli albi di Superman, Batman e Flash dell’Editrice Cenisio. Sognavo mantelli rossi, super-velocità scarlatte e investigazioni cupe dalle orecchie a punta. Poi venne tutto il resto, nei secoli dopo, anche gli albi originali americani d’importazione. Quindi sarà dura essere obiettivo con questo film, per motivi affettivi di lunga lunghissima data. Come premessa ci tengo a dire che, a parte le avventure in singolo di Supes e Bats che si sono susseguite negli anni, finora un team-up del genere noi appassionati ce lo saremmo soltanto sognato. Allora, finalmente è stato prodotto un capolavoro targato DC Comics? No, ma è un gran bel film con qualche perplessità, che lascia alcune domande esistenziali per chi conosce i personaggi come le proprie tasche.

Tanti, forse troppi, puntano il dito su Zack Snyder come sugli sceneggiatori Chris Terrio e David S. Goyer, quest’ultimo autore dei soggetti per la trilogia del Batman di Nolan, completamente fuori continuity ma mica pizza e fichi, e di quel gioiello che è Da Vinci’s Demons. Di Snyder ne criticano la regia , il montaggio, un po’ tutto, e non ne comprendo la ragione. Sarò un fan cieco? No, non credo. Personalmente, il discorso dal punto di vista supereroistico con Snyder, poteva già essere chiuso in positivo con Watchmen (Sucker Punch e 300 esulano da tutine attillate e mantelli, anche se il secondo è tratto da un graphic novel dell’immenso Frank Miller). Ma invece ha proseguito sulla strada della profondità di significato, lasciando le allegre sdrammatizzazioni alla concorrenza, dove si è in vena di scherzare anche quando il mondo sta implodendo su se stesso. Legittime differenze di vedute. Snyder invece sa interpretare la quintessenza dell’azione sul grande schermo come pure le implicazioni filosofiche che i protagonisti trasudano da ogni poro del costume. Certo, non lo fa alla perfezione e la causa va ricercata nel troppo materiale a disposizione, al doverlo comprimere in già due ore e mezza di film. Il messaggio però, arriva dritto come un missile. Lo fa soprattutto con Watchmen e con questo Dawn of Justice, ponte per i film corali sulla Justice League.

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La domanda che sta alla base di questo film cupo, oscuro, arrabbiato e crudele, è: ma se Superman per qualsiasi ragione impazzisse o qualcuno potesse controllarne la mente, chi potrebbe fermare un alieno con i poteri di un dio? E lasciate da parte Thor, per favore. C’è da dire che effettivamente, è una domanda davvero lecita. La risposta va cercata in Batman, il cui dubbio diventa tarlo e poi ossessione. Da come comincia, infatti, potrebbe sembrare un film di Batman. Invece, è un film “con” Batman, è diverso. Perché il Cavaliere Oscuro interpretato da Ben Affleck, purtroppo sempre plastico nelle sue espressioni inesistenti, è incazzato nero per la distruzione e i morti che a suo tempo la lotta tra il Generale Zod e Superman hanno causato a Metropolis e dintorni. Ovvio che in queste scene si sprecano le reminiscenze nei confronti dell’11 Settembre, ormai incubo di tutti gli sceneggiatori americani, tra macerie, calcinacci e nuvoloni di polvere di cemento. Quello di Affleck è un Batman sulla quarantina, appesantito da vent’anni di lavoro da vigilante nella confinante Gotham City. Primo appunto: nelle scene dedicate a Batman e Gotham manca il Commissario Jim Gordon, da sempre pedina fondamentale del pipistrello. Come già detto, però non è un film di Batman. E nonostante l’inespressività e lo sguardo vuoto, Affleck è un buon interprete del Cavaliere Oscuro. Per delinearlo psicologicamente e fisicamente, Snyder, Terrio e Goyer hanno preso a piene mani dal capolavoro The Dark Knight Returns di Frank Miller, anche il costume.

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Superman balza al centro delle cronache perché non viene più visto come l’eroe salvatore del mondo ma appunto come una macchina di distruzione. E qui entra in scena Lex Luthor, la classica nemesi di Superman, ma trasformato in un personaggio molto strano per il canone fumettistico. A metà tra una checca isterica e il Joker di Heath Ledger, un folle oltre ogni limite, almeno a me è parso così – sarà stato un omaggio da parte di Snyder? –Jesse Eisenberg interpreta il deux ex-machina malvagio che allerta il governo sul pericolo di avere un super-alieno davvero in grado di distruggere il pianeta, se solo volesse. Da qui in poi lo svolgersi della trama, o dei vari plot, perché ce ne sono parecchi, avviene tutto in super-velocità. Le citazioni fumettistiche sono innumerevoli, a cominciare dai flashback e i flashforward di Bruce Wayne. Per non rovinare la sorpresa, parlo soltanto di una premonizione di Batman nella quale avviene proprio ciò di cui ha più timore: un Superman diventato cattivo forse per mano di… un’enorme Omega disegnata sul terreno in mezzo alle rovine di Metropolis dovrebbe far riflettere ed essere foriera di un oscuro presagio su chi sarà il super-villain del prossimo film sulla Justice League. Probabile che moltissime altre citazioni vadano perdute per chi non ha seguito la serialità e i graphic novel della DC Comics.

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Snyder è stato accusato di aver montato il film in modo troppo frenetico, senza linearità e continuità tra le varie sequenze infilate una dietro l’altra ad alta compressione, per narrare e far vedere troppe cose. Sì, in effetti c’è tanto, troppo materiale sullo schermo, come già dicevo. Ma io trovo che sia proprio questa la forza del film. Chi si è lamentato quando fu pubblicata Crisis on infinite Earths, il maxi-crossover che nel 1985 cambiò per sempre la storia della DC Comics? Penso pochi. Ecco io credo che lo spirito e il senso sia quello, premonizioni-cambi inquadratura-personaggi in quantità-cambi scena. Viene fuori tutto ciò che ci si aspetta dalla storia di icone pop quali sono Superman e Batman. E vogliamo parlare della terza icona che da sempre forma la Trinità DC Comics? Non sapevo cosa attendermi dalla modella israeliana Gal Gadot, interprete di Diana Prince/Wonder Woman. Nell’immaginario popolare è ancora ben viva la figura di Lynda Carter in short stellati e coroncina dorata, la Wonder Woman dai tratti tipicamente caucasici statunitensi e gli occhioni azzurri della serie televisiva della seconda metà degli anni ’70, che fece innamorare più di un adolescente appassionato e non di fumetti. Ma in quel periodo non era ancora stata riscritta la storia dell’Amazzone. Appunto, amazzone. Greca fino al midollo, dell’Isola Themyscira e che ha combattutto contro il dio Ares. Questa è la storia riscritta subito dopo Crisis on infinite Earths dal mitico George Peréz. E allora Gal Gadot è lei. A parte la bellezza mediterranea mozzafiato e i lineamenti vagamente somiglianti a quelli di Natalie Portman, la Wonder Woman di Gal Gadot è una guerriera coi controcazzi! E tante scene con lei protagonista sono riprese dal suo fumetto seriale, proprio quello di Peréz.

Wonder Woman Gal Gadot

Wonder Woman Gal Gadot

Dawn of Justice è un film dai colori scuri, quasi senza speranza, non per bambini ma per quei bambini ancora vivi dentro gli adulti che hanno centinaia di albi DC Comics in casa (o in cantina, come me). La solarità dei film che l’hanno preceduto è stata spazzata via per rendere umano un personaggio come Superman, assurto a falso Dio ma pieno di punti deboli nonostante l’invulnerabilità, che quando anche il Governo della nazione che protegge non si fida di lui, non sa più che fare. Soltanto l’amore per Lois e per sua madre gli fanno trovare la via. Questo è il senso di un fumettone con sotto sotto radici filosofiche che affondano nel cammino messianico dell’eroe, anzi del supereroe, fino all’estremo sacrificio per l’Umanità tutta. Non solo per l’America, questo Snyder e soci lo fanno ripetere più volte e meno male aggiungo io. Fine del supereroismo americanocentrico.

Ed ecco il secondo appunto, che mi ha fatto notare un caro amico, lui marveliano. Zack, Zack, come è possibile che a causa soltanto di un nome in comune tra i due rivali, che si sfracellano di botte a colpi di vista a raggi infrarossi, armatura e lancia di kryptonite, nel giro di mezzo secondo diventino alleati, amici, uniti per la vita contro il nemico in comune, umano e mostro? Misteri dei cinecomics con tanto di battuta. Adesso cominciamo il conto alla rovescia per Suicide Squad e poi per il film a solo di Wonder Woman e la prima parte di quello sulla Justice League nel 2017. Il DC Universe è finalmente arrivato al cinema!

Daniele Cutali

Olimpo d’eroi

Sapete cosa facevano i Greci la sera, dopo cena? Ascoltavano i miti. Convocavano un buon raccontatore, possibilmente cieco e in cambio di un buon pasto gli facevano raccontare una storia. La principale differenza tra i miti greci e quelli dei fumetti sta nel fatto che le vicende private dei personaggi allora venivano affidate alla viva voce dei narratori, piuttosto che alle pagine dei fumetti. Ma il succo è lo stesso: non a caso, infatti, mithsos in greco vuol dire racconto. I miti sono la prima forma di narrativa di cui si abbia notizia. Nascono in un certo periodo storico, da un particolare ambiente sociale, all’interno del quale la figura dell’eroe occupa la posizione di massimo prestigio. E ogni periodo naturalmente ha i suoi eroi, i suoi personaggi mitici. Non a caso, abbiamo assistito tutti a quelle discussioni…”Superman è il massimo!” “E’ meglio Batman!” “Doomsday fa un boccone di entrambi!”. Nei negozi di fumetti, nei cortili di tutto il mondo gli appassionati si accapigliano da sempre sui loro personaggi preferiti che rispondono a requisiti molto particolari: origini appassionanti, capacità prodigiose, un look interessante, una personalità dinamica, forti motivazioni e devono rappresentare qualcosa di importante. In breve non basta che fossero rilevanti, devono fare tendenza. Non devono essere “solo” potenti, ma formidabili. Non devono essere semplicemente indurre a leggere i fumetti, ma farceli amare. Ad ognuno di voi che leggerà questo mio breve pezzo…il suo (super)eroe.

Stefano

Batman v Superman v Flash

Batman v Superman v Flash

Scritto per la fanzineA6: a6fanzine.blogspot.com  Facebook: www.facebook.com/A6Fanzine

IMAGINARIUM LATINA FEST III EDIZIONE

Si e’ concluso da pochi giorni la terza edizione dell’iMaginarium Latina Fest, il festival interamente dedicato al mondo del fantastico, del quale Batman Crime Solver è media partnership. Purtroppo per diversi impedimenti, non abbiamo potuto presenziare. Un inviato sul campo, Mariodonato Lombardini, ci onora di un suo pezzo dedicato alla bella e immancabile manifestazione pontina.

 

La locandina dell'iMaginarium Latina Fest 2014

La locandina dell’iMaginarium Latina Fest 2014

 

Nella splendida cornice dell’Hotel “Miramare” di Latina Lido (località Capo Portiere), nel week end del 28 e 29 giugno si è svolta la terza edizione del “Imaginarium Latina Fest” , kermesse tenuta “a battesimo” circa tre anni or sono dalla attivissima Associazione Culturale “Chimera”. Davvero vasto il programma dell’evento che, nella serata di sabato, prevedeva anche una sfilata di cosplayers quantomeno locali che invece, nonostante gli sforzi profusi nella pubblicizzazione, non sono stati affatto presenti: un’altra nota stonata nel panorama di questo hobby, che sembra ormai dominato dal motto “ niente gare, niente presenze”. Meglio descrivere la realtà di chi fa arte senza compromessi, che ha fatto bella mostra di se sin dall’inaugurazione della kermesse, dalle 16:30 circa. Dopo i sentiti ringraziamenti alla direzione dell’Hotel Miramare nella persona di Giovanna Campoli, da parte della curatrice e scrittrice Filomena Cecere, sono state presentate al pubblico le “penne del fantastico” che la scorsa stagione hanno preso parte al flash mob di scrittura organizzato dalla “Chimera”:  Marta Tempra, Loriana Lucciarini e Monica Serra. Le tre scrittici emergenti, talenti innati del nuovo raccontare, hanno espresso con vivacità e soddisfazione le proprie esperienze riguardo a “Imaginarium. Cronache e Leggende”. Filomena Cecere ha introdotto il resoconto, spiegando come la scrittura sia un percorso personale, che ci fa sentire cresciuti ad ogni nuovo step. Il nocciolo centrale di ciò è stato “Imaginando Imaginarium”, svoltosi in una amena località ai confini di Nepi: in tale occasione è sorta l’idea di sviluppare un “trait d’union” tra i mondi interiori ed i loro comunicatori, trasformandoli da solitari a condivisi. La storia di Loriana Lucciarini (La leggenda dei quattro custodi), tratta dei quattro elementi naturali del mondo (Aria, Acqua, Fuoco e Terra), che si sono incarnati in quattro giovani di Halya. I quattro “custodi” vivono inconsapevoli la loro vita quotidiana, finché non sono chiamati a difendere Imaginarium, grazie all’unione dei loro poteri, tramite uno stile innato e ispirato da molti generi differenti. La giovanissima Marta Tempra invece è autrice di “Figlio della Luna”, una scoperta narrativa che le ha fatto apprezzare le personificazioni dei  nomi, specialmente del personaggio di Pangus. Attraverso una serie di avvincenti flashback, si risale dalla morte del protagonista agli oscuri destini del mondo della sabbia, dove una sfortunata popolazione di esseri fantastici sfida le avversità di una misera esistenza. Secondo Monica Serra, autrice di “La via dei draghi”, il fantasy è un genere narrativo presente da sempre e quindi nel flash mob i mondi, le atmosfere ed i protagonisti nascono quasi per combinazione, come la sua donna guerriera che si trova ad attraversare un territorio quasi inesplorato, che secondo alcune leggende era stato un tempo dimora dei leggendari draghi.

Per quanto riguarda “Gli Ashram e le piogge mistiche” la scrittrice e maestra di arti marziali Elisabetta Zanello si è alternata con Filomena Cecere nel descrivere le sue personali interpretazioni sulle tracce fornite dal flash mob. “Riflessi di Imaginarium” è una serie di appassionanti precisazioni su quanto narrato dalle colleghe, perché il fantasy di oggi è multi settoriale e beneficia dell’apporto di altri generi non meno importanti, a tutto vantaggio di un positivo allargamento degli orizzonti mentali e culturali dei lettori, giovanissimi e non. Maestra di Arti Marziali della scuola “Tao Lung” ed educatrice nel “Centro Avalon” di Roma, ha mostrato con grande eleganza e possenza il frutto delle pratiche trasmesse ai suoi allievi nello spettacolo di kung fu che ha concluso la kermesse. Sono stati ricordati anche i due scrittori assenti e cioè Stefano Mancini (L’acciaio delle stelle) e Francesca Costantini (Dragon air).

La presentazione di Filomena Cecere ha invece ricordato come ogni libro nasca da un momento particolare di vita vissuta, anche se la sua passione è il genere horror, sortita dalla visone del “Dracula” di Tod Browning del 1931. Da allora “Sette minuti dalla morte”, “Alanis” e “Mascit” sono i suoi romanzi più riusciti ed importanti, nati anche da alcune tradizioni orali locali, delle antiche “urban legends” del territorio pontino rielaborate in chiave gotica. Il segreto della sua scrittura? La concentrazione che scaturisce dall’isolarsi nella sua “bolla spazio-temporale”!

Oltre alle fantastiche “space masks” dell’artista Saknara, che ha realizzato face painting su richiesta ed esposto alcune sue creazioni originali, sabato e domenica si sono svolti nella piazzetta di Capo Portiere i giochi di ruolo e l’esposizione di armi e figuranti a cura dell’Associazione Culturale “In Cerca di Avventura” di Cisterna (LT), già curatrice del recente “Cisterna Fantasy”. Quindi dopo il seminario e gli incontri sui vari volti del fantasy tra cinema, letteratura e scrittura con gli autori Stefano Mancini, Monica Serra e Andrea Franco, la kermesse si è piacevolmente conclusa con il flash mob a sfilata “Art Fantasy”, dove illustratori, fumettisti e grafici hanno disegnato e dipinto molti esemplari di maglieria personalizzata, indossate dalle modelle che hanno quindi sfilato.

Arrivederci alla quarta edizione e complimenti al team organizzativo!

Mariodonato  Lombardini

Un gruppo di partecipanti all'iMaginarium Latina Fest

Un gruppo di partecipanti all’iMaginarium Latina Fest

 

Un 2013 da ricordare

Il 2013 per tutti gli amici di Batman Crime Solver e’ stato veramente speciale.
La pagina Facebook, cosi’ come il Blog e i followers su Twitter e Instagram sono aumentati e questo grazie al vostro continuo coinvogimento e alla vostra Bat-Tenacia. ^_^
I momenti speciali si vivono con persone speciali, quindi sotto con i ringraziamenti.
Abbiamo iniziato l’anno chiedendoci quando avremmo rivisto al cinema il Cavaliere Oscuro, per passare a Batman in versione spaghetti western. Quest’anno e’ stata venduta all’asta la Batmobile degli anni 60, mentre tanti cosplay di grosso calibro prestavano la loro presentazione al nostro blog.
E’ nato un progetto commissionato da Cartoon Network: Batman e Robin. Il dinamico duo della Dc Comics e’ arrivato in una versione di action figure esilarante in stile Clay Animation (uno dei tipi della tecnica di animazione in passo uno). Michael Keaton, lo storico interprete dei due Batman diretti da Tim Burton, ci ha raccontato la sua sui nuovi film di Nolan. In alternanza alle news, piu’ o meno attendibili che sono riuscito a carpire, ci sono state delle gradevoli interviste a coloristi e disegnatori di alto profilo e che in qualche modo hanno a che fare con il mondo di Batman, ricordiamo che il 12 Gennaio e’ stata nostra gradita ospite, in esclusiva, Barbara Ciardo, colei che ha colorato la graphic novel di Lee Bermejo: Natale, mentre la sezione Fan-Art si e’ sempre piu’ arricchita di altri grandi artisti. E mentre a inizio anno Sky ripeteva i film di Batman, prendeva sempre piu’ corpo il progetto di questo blog: il Batman Silent Book. Un libro illustrato da grandi disegnatori italiani che hanno proposto Batman in una vasta gamma di idee e di respiro artistico. Un team tra i migliori talenti italiani che desidero ringraziare uno ad uno:
ACQUAVIVA ALBERTO, ASTONE VITTORIO, BANDINI MICHELE, CASAGRANDE ELENA, DI MATTEO DANIELA, FLOREAN ARIANNA, GALLICCIA FABRIZIO, GIAMPA’ UMBERTO, GIORGILLI CRISTINA, IVAN FIORELLI, LAISO EMILIO, LISTA EMILIA, MAGALOTTI LORENZO, MARTELLO ANNAPAOLA, MICHELANGELI MIRTA, MUSCARÀ SALVO, OLIMPIERI ANDREA, PASTORELLO ALESSIA, PUCCI CARMINE, RAPPOLLI FLAVIO, SCAZZOCCHIO LEONARDO, SIMEONI EMANUEL, STRATI CLAUDIO, STRATI LUCA, SUSI LORENZO, TRAVERSI ILARIA, VALENTINO TINA.
Fortunate quelle 64 persone che sono riuscite ad accaparrarsi il libro.
Bellissimo e’ stato il tour che siamo riusciti a fare per la promozione con tanti autori, la presentazione a GenComics di Genzano e l’Immaginarium Latina Fest, l’Italian Horror Fest di Nettuno e finalmente la cena di presentazione a Latina.
Ricordo con piacere Radio Kaos Italy in cui Matteo Roberti e Paolo Ferretti per la loro trasmissione Anime Kaos hanno scelto quattro dei protagonisti del libro per un’intervista che si consumata sul lungotevere di Roma.
Batman Crime Solver è stato inoltre ospite della Slayer ItaCon, la prima convention Italiana che riguarda il mondo di Buffy ed Angel, organizzata dalla Fantasy Events.
Non dimentico assolutamente i grandi marchi che hanno affiancato l’iniziativa del libro ed hanno voluto partecipare: gli amici di Orgoglio Nerd nella persona di Daniele Dacco’ e DC Leaguers nella persona di Marco Cecini.
Così come chi ci ha dato spazio all’interno delle proprie pubblicazioni come la bella webzine Comics World di Simona Ciuffa e Alessandro Giacona e il canale La Vipera su Tubo di Giuseppe Bitetto.
Ma soprattutto un ringraziamento forte va a chi ha sempre sostenuto il nostro operato e ci ha consentito uno spazio in quel di Lucca Comics al loro fianco: il gruppo dei Gotham Shadows. Un fantastico team di attori, costumisti, coregrafi che danno vita al mondo di Batman e tutte le nostre piu’ fervide fantasie sull’uomo pipistrello.
Vorrei poter linkare tutti, proprio tutti, ma diventa una impresa impossibile. Posso solo invitarvi a cliccare sul blog nell’anno 2013 a guardare, ascoltare e leggere la passione che ognuno ha dedicato al Cavaliere Oscuro.
Buon anno a tutti,
Stefano

Il gruppo dei Gotham Shadows

Il gruppo dei Gotham Shadows