Avete sempre desiderato la Batmobile? Ora potete comprarla!

Se avete sempre sognato di guidare la macchina di Batman, ora potete acquistare su Craigslist una Batmobile di seconda mano!

BATMOBILE Se il vostro sogno è sempre stato quello di guidare la mitica Batmobile, ora potrebbe diventare realtà. Infatti è in vendita attraverso il sito di annunci americano Craigslist un’auto-tributo realizzata in modo davvero impressionante e professionale, che richiama in tutto e per tutto quella di Batman. In particolare quella del primo film dedicato all’Uomo Pipistrello, uscito nelle sale nel 1989 e interpretato da Michael Keaton (con Jack Nicholson nei panni del Joker).

LA STORIA La base su cui l’auto è poi stata interamente modificata è quella di una Opel GT del 1973 e ha anche una storia fatta di buoni sentimenti: è stata realizzata nei primi anni Novanta per conto di un medico, grande fan dell’Uomo Pipistrello, che era solito utilizzarla soprattutto per rallegrare i suoi piccoli pazienti malati.

 

I DETTAGLI La (finta) turbina, le orecchie e le ali da pipistrello sui lati e sul retro, i cerchi con l’iconico simbolo del bat-segnale, l’illuminazione sottoscocca… la replica è perfetta in ogni particolare. Nell’annuncio della vettura sul popolare sito di compravendite online il venditore dichiara: “I simboli sull’auto non sono decalcomanie. Sono dipinti con le finiture più professionali che abbia mai visto. La vernice è di un nero lucidissimo e già solo tra simboli e finiture la macchina deve essere costata una fortuna. È stata analizzata da esperti del settore che hanno stimato soltanto la verniciatura intorno ai 10mila dollari“. Anche le portiere non vanno sottovalutate: non ci sono maniglie, ma si aprono con un telecomando oppure con un interruttore piazzato vicino alla leva del cambio.

GLI INTERNI E IL PREZZO E per quanto riguarda gli interni? In termini di elettronica, molto è stato fornito direttamente da Sony, quando è venuta a conoscenza dell’esistenza di quest’auto e della sua finalità principalmente benefica. L’equipaggiamento comprende un bat-telefono, un videoregistratore, un computer palmare Magic Link e un Super Nintendo su cui si può giocare al videogame di Batman Forever. Inoltre dietro al sedile del guidatore c’è un busto proprio di Batman! Il prezzo? 35mila dollari. Che non è poco per una Opel GT usata, ma è sicuramente pochissimo per una Batmobile.

Vi ricordiamo il nostro speciale sulle Batmobili che potete trovare qui e qui.

[Fonte: motorbox.com]

80 di Batman: gli auguri della colorista Barbara Ciardo

Barbara Ciardo, nasce sotto il segno dell’arte a Napoli. Si occupa da sempre di arte visuale sotto qualunque forma artistica che abbia come risultato un oggetto visibile, pertanto i suoi interessi variano e spaziano su tutto ciò che riguarda la comunicazione visiva e il linguaggio delle immagini, passando dalle produzioni per bambini fino ad arrivare a quelle per adulti. Il suo bagaglio specialistico, risulta impressionante. I suoi inizi professionali si svolgono presso lo studio GG di Giuliano Monni, che le ha conferito il giusto background per potersi proporre alla Marvel Comics, colorando alcuni albi di “She Hulk” e “Secret Invasion Frontline” disegnati da Pasquale Qualano, Vincenzo Cucca e Marco Castiello. Per quanto riguarda l’arte sequenziale Barbara, ha avuto l’opportunità di diventare colorista per le principali testate della DC Comics, tra cui anche il recente Before Watchman. La nostra attenzione, si sofferma anche sul fantastico lavoro fatto sul graphic novel Batman Natale (Batman Noel), opera liberamente ispirata al celebre romanzo di Charles Dickens, Canto di Natale (A Chrismas Carol). In questa opera il suo lavoro, si sposa in modo sfavillante con l’arte del disegnatore Lee Bermejo, e con la sua delicatezza e cromaticità dei colori, Barbara, da vita ad una storia che si fa leggere e guardare in un solo respiro.

Batman 80th

Il suo ricordo di Batman è stato al cinema con il primo Batman di Burton, e a metà film chiese a sua nonna di uscire dalla sala. Non ha voluto rivedere il film per diversi anni, in quanto trovava inquietanti sia il personaggio che il suo universo. Da adulta ha recuperato parte del materiale legato al mito di Batman, l’ha rivalutato e ne ha scoperto il fascino, mai immaginando che avrebbe avuto con lui un incontro così ravvicinato…

I suoi auguri sono già stati pubblicati a Natale 2018 unitamente alle variant cover di Detective Comics 1000.

Questi sono i suoi auguri speciali per l’ottatesimo compleanno di Batman!

Wonder Woman Pilot 1974 Cathy Lee Crosby

Oggi ha il volto di Gal Gadot, ma fino a poco tempo fa la Wonder Woman per antonomasia era Lynda Carter, star della celebre serie del 1975-1979. Pochi sanno però che la principessa amazzone è stata al centro di altri progetti televisivi che non sono mai andati oltre il pilot.

1. 1967: una sit-com maschilista

Il primo ad avere l’idea di fare di Wonder Woman un’eroina televisiva fu nel 1967 William Dozier, nientemeno che il creatore della celebre serie Batman (1966-1968) con Adam West. Coinvolgendo uno degli sceneggiatori della serie, Stanley Ralph Ross (ma anche Stan Hart e Larry Siegel, che saranno poi autori del programma comico The Carol Burnett Show) realizzò un episodio pilota di circa 4 minuti allo scopo di coinvolgere nel progetto una grande produzione. Il corto si intitolava Wonder Woman: Who’s Afraid of Diana Prince?

La protagonista, interpretata dall’attrice Ellie Wood Walker, vive a casa con la madre. Una sera, mentre legge il giornale così distrattamente da cadere dalla poltrona, a causa di un tremendo temporale decide di andare in soccorso di Steve (Trevor?), in volo con il suo aereo. L’autoritaria madre le impedisce di uscire prima di aver finito la cena, lamentandosi su quale orribile sciagura sia avere una figlia adulta e non sposata in casa. Diana fa perno su una porta girevole, da cui un istante dopo esce indossando il costume di Wonder Woman (in una versione alquanto imbarazzante). Una voce narrante decanta con ironia i tradizionali attributi di Wonder Woman – «Lei sa di essere forte come Ercole, saggia come Atena, veloce come Mercurio ed è convinta di essere bella come Afrodite…» – e nel frattempo l’eroina si contempla allo specchio con mosse vanesie e vezzose, vedendosi più affascinante di quello che è visto che il suo riflesso ha le fattezze di Linda Harrison (in sottofondo, le note di Oh, You Beautiful Doll!). Finalmente, pronta a salvare il mondo, vola comicamente dalla finestra.

L’obiettivo era evidentemente quello di creare una sit-com con al centro non tanto le imprese di Wonder Woman quanto il suo poco edificante rapporto con la famiglia (come Captain Nice, serie dello stesso anno). La costruzione di un’eroina così risibile si basava, peraltro, su un repertorio ben riconoscibile di stereotipi maschilisti e misogini. Del resto anche il titolo, che fa eco al film del 1966 Chi ha paura di Virginia Woolf?, non fa che rimarcare la scarsissima credibilità di questa Wonder Woman. L’esperimento non andò oltre i 4 minuti del pilot. Sta di fatto che, grazie a quel progetto, Ellie Wood Walker e Linda Harrison furono le prime donne a vestire i panni della principessa amazzone in una pellicola.

2. 1974: bionda, senza superpoteri

Il secondo tentativo di portare Wonder Woman in tv è un film del 1974, anche questo pensato come pilot per un’ipotetica serie. Scritto da John D.F. Black, sceneggiatore di crime movie, il film mostra un’eroina molto diversa da quella dei fumetti.

Interpretata da Cathy Lee Crosby, Wonder Woman è bionda. Non indossa la tiara né il costume classico, ma un miniabito che ricorda vagamente una tuta sportiva. Non maneggia il lazo dorato ma un bastone. Non ha superpoteri, ma fa arti marziali. Ha abbandonato le sue sorelle amazzoni per andare a vivere nel mondo degli uomini, dove viene conosciuta come Wonder Woman ma anche come Diana Prince (Dee per gli amici). Diventa un’agente segreta, assistente di Steve Trevor. Le viene affidata la missione di recuperare dei documenti del Pentagono sottratti dai cattivi di turno e nascosti nella sella di un asino.

Pensare una serie con una supereroina senza superpoteri sembra un’idea bizzarra e anche un po’ inutile. Ma tutto ha una spiegazione. Nel 1968 lo sceneggiatore Denny O’Neil e il disegnatore Mike Sekowsky introdussero nella serie a fumetti un cambio radicale nel personaggio di Wonder Woman, inaugurando la cosiddetta “Diana Prince era. In queste storie l’amazzone rinuncia ai poteri e al costume, apre una boutique, cambia diversi fidanzati e combatte i cattivi a colpi di kung fu. Wonder Woman tornerà al suo splendore solo nel 1972, anche grazie all’intervento della femminista Gloria Steinem che, dando voce a un’ampia fetta di pubblico, sostenne la necessità di restaurare l’immagine originale della supereroina più rappresentativa del girl power.

Forse anche a causa di questo clima di “ritorno alle origini”, la Wonder Woman della Crosby non convinse per niente la ABC. Così, l’anno successivo fu realizzato un altro film pilot, The New Original Wonder Woman, molto più fedele all’eroina dei fumetti, con l’ex reginetta di bellezza Lynda Carter. Il resto è storia. Una chicca: nello speciale Wonder Woman ’77, ispirato proprio alla serie con la Carter, fa una comparsata la Wonder Woman bionda. È una sorta di versione alternativa dell’eroina con cui la vera amazzone deve confrontarsi.

3. 2011: una specie di Ally McBeal

Il terzo progetto di serie televisiva è stato concepito nel 2011. Sembrava nascere sotto i migliori auspici, che avevano il nome e cognome di David E. Kelley, autore di serie di successo, soprattutto legal dramaUn po’ sulla falsariga della sua creazione più famosa, Ally McBeal, la sua idea era quella di concentrarsi sulla vita privata dell’eroina, interpretata stavolta da Adrianne Palicki.

Wonder Woman è l’eroina che protegge Los Angeles, ma tutti sanno che è Diana Themyscira, a capo delle Themyscira Industries, fondate sullo sfruttamento commerciale della sua immagine. Diana ha anche una terza identità, questa volta segreta: assumendo il cognome di Prince, si rifugia in un triste appartamento che divide con un gatto, dove, guardando film d’amore, è libera di ripensare a Steve Trevor, l’ex-fidanzato che le ha spezzato il cuore. Presto si scontra con le trame di Veronica Cole (Liz Hurley), donna d’affari senza scrupoli che commercializza farmaci mortali. Può però contare su un alleato nelle forze dell’ordine, il detective Ed Indelicato (un ancora sconosciuto ma già notevole Pedro Pascal, oggi famoso per aver interpretato Oberyn Martell e Javier Peña).

Il pilot ha una cifra smaccatamente trash, un trash che non è solo esasperazione ironica dell’elemento pop legato alla serie con la Carter. Per niente raffinato è il costume della protagonista, che – sia nella versione con pantaloni da cavallerizza che in quella tradizionale – definire sexy è un eufemismo. Poco elegante è anche il modo in cui si gioca con l’immagine provocante dell’eroina: durante una riunione d’affari Diana cestina il design delle nuove action figures da mettere in vendita, chiudendo la discussione con la frase «Non ho mai detto di fare merchandising con le mie tette!» (sic!), mentre in varie scene successive la telecamera indulge proprio sul suo generoso decolleté. Inoltre, il modus operandi dell’eroina è a tratti disturbante: non esita a torturare un sospettato costretto in un letto d’ospedale per ottenere informazioni (con buona pace del lazo della verità), e nel combattimento finale inchioda un uomo ad una porta trafiggendogli la gola con una spranga. Questa spietatezza si spegne poi nella scena finale: dopo essere stata applaudita per la sua vittoria sui cattivi come Wonder Woman, in veste di Diana Prince torna a casa e si iscrive a Facebook, specificando di essere single dopo aver scoperto che l’ex si è sposato.

Anche in questo caso il progetto non superò la prova del pilot. Forse perché, come dimostra il successo ottenuto dal film di Patty Jenkins, concepito per piacere agli spettatori ma anche alle spettatrici, in questo momento storico almeno il 50% del pubblico non ha voglia di assistere alla trasformazione di un’eroina iconica in un’ennesima macchietta stereotipata. David E. Kelley ha commentato il suo insuccesso così:

Penso ancora che il progetto sia buono per una serie televisiva. Che sia maturo. Abbiamo fatto degli errori. Il mio unico rimpianto è che non abbiamo avuto la possibilità di correggerlo. C’erano un sacco di cose che funzionavano e un grande cast. Nel tempo avremmo messo a posto quello che non andava, ma non ne abbiamo avuto l’occasione. Tutte le mie serie sono state un work in progress almeno fino al terzo, quarto o quinto episodio. Questo progetto ha preso forma più rapidamente di quanto mi sia successo in passato. Siamo arrivati a questo risultato e avrei voluto lavorarci ancora un po’. Credo nel potenziale di questa serie. Penso sarebbe stato un grande successo.

Chi è rimasto affascinato da Adrianne Palicki in versione supereroina, potrà seguirla altrove, e in altre vesti super, ovvero in Agent of S.H.I.E.L.D., dove interpreta Bobbi Morse alias Mimo.

Fonte : [Fumettologica]

80 di Batman: gli auguri dell’autore Antonio Sepe

Antonio Sepe, dottore in sociologia, autore per la casa editoriale di fumetti Noise Press e l’Associazione Lettori Torresi ALT!

Molti di noi (se non per la maggior parte) conosce già la sua passione per Batman, che nasce grazie all’inimitabile ed inarrivabile, serie animata “Batman The Animated Series” una delle migliori serie animate mai tratte da un fumetto, una serie capolavoro, ritenuta un punto saldo e vero riferimento, di praticamente tutti i fan di Batman, ed uno dei migliori prodotti audiovisivi, mai realizzati sul personaggio. Molto bella e significativa, la storia che Antonio ci racconta di quando fin da bambino desiderava la batmobile di questa splendida serie animata per Natale, per poi purtroppo rimanere deluso, e ricevere in regalo un Batman cinese con relativa moto cinese, da allora vista la sua delusione, aveva giurato che al costo di metterci anni, si sarebbe comprato da solo la batmobile e che sarebbe diventato un grande collezionista delle action figure della Kenner, di questa amatissima serie animata, una missione che con il passare degli anni ha realizzato con successo.

Batman 80th

Questa la doverosa introduzione dedicata ad Antonio Sepe classe 1985, dottore in Sociologia, che vive nella disorganica quanto veramente ben mescolata provincia di Napoli. Lui è un vorace lettore di fumetti e libri, ed un cultore di film. Fin da bambino dimostra un attaccamento viscerale per la cultura pop – vintage ed il favoloso decennio 1980/1990. Si laurea con una tesi sul cinema e i videogiochi dal titolo “Schermi paralleli: Ri-mediazione e contaminazione tra cinema e videogiochi”. A Lucca Comics 2018 invece, esordisce anche come sceneggiatore sia su “The Steams Chronicles 2” sia sul numero 1 di Capitan Napoli “Currè currè guaglio”, di cui è anche soggettista. Nel 2019 insieme ad altri disegnatori e sceneggiatori Napoletani crea “Maliestremi”, progetto indie che lo vede ancora una volta nelle vesti di editor. Al Comicon 2019 sceneggia una nuova storia per i Capitani Italiani che fa da apripista alle nuove vicende del Capitano Napoletano.

Di giorno si distrae dalla sua attività principale – scrivere – lavorando per un’azienda farmaceutica: di notte, come tutti i supereroi, si traveste per combattere il crimine sulle pagine bianche della propria fantasia.

Questi sono i suoi auguri speciali per l’ottatesimo compleanno di Batman!

 

Per tutti coloro che fossero interessati a sapere cosa e’ Capitan Napoli questo è un estratto della conferenza di presentazione tenutasi in data 23.11.2018 a Poggiomarino (NA).

 

 

La bat-collezione di Roberto Laganà

Sembra di capire che molti lettori di questo blog siano collezionisti di libri, albi a fumetti, tavole originali, dvd, gadget assortiti che riguardano il mitico Cavaliere Oscuro.
Ognuno di noi destina uno spazio della propria abitazione, o un garage segreto, o un capanno dedicato ad accogliere una parte dei propri oggetti del desiderio.  E’ il caso del giovane Roberto Laganà che cataloga e conserva questo materiale. Roberto Laganà Vinci nasce a Messina il 5 Gennaio 1995 da madre messinese e padre catanese. Mentre vi parliamo di lui, facciamo scorrere una piccola parte della sua collezione.

 

Fin da piccolo sviluppa un innato interesse per la lettura, interesse che sazia divorando, da un lato, grandi classici della letteratura come Moby Dick e 20000 leghe sotto i mari, dall’altro, montagne di Topolino.

Questo suo amore folle per la carta stampata si tramuta presto in passione per la scrittura, passione che lo spinge a frequentare uno dei licei classici della sua città, in cui si diploma nell’A.S. 2012/2013. Finiti gli studi classici, cambia completamente campo di studi, frequentando la facoltà di Chimica, ottenendo la Laurea Triennale nell’A.A. 2017/2018 e continuando a studiare per il conseguimento della Laurea Magistrale.

Nonostante questo cambio di direzione però, nel suo piccolo, non smette mai di scrivere né, certamente, di leggere. Dal 2016 fa parte dell’associazione culturale Hydra Eventi, associazione organizzatrice del MessinaCon, il festival del fumetto messinese.

Nonostante libri e fumetti siano stati fondamentali per la sua crescita personale, non è con loro che nasce una delle sue più grandi passioni, quella per il Crociato Incappucciato, per questa, Roberto deve ringraziare la cara vecchia, a tratti pericolosa, televisione. È con Batman: The Animated Series, infatti, che Roberto si approccia per la prima volta al mondo del Cavaliere Oscuro.

Batman diventa in breve tempo il suo eroe preferito, quello da cui si vestiva a Carnevale e quello ai cui principi si ispirava.

Nonostante questo, l’amore per Batman resta confinato allo schermo, fino al 2008, anno di uscita de’ Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan, il film dell’epifania, quello che spinge un tredicenne a dire: «Voglio saperne di più!».

È così che finalmente Roberto fa la conoscenza del suo primo vero fumetto di Batman: The Killing Joke, un’opera che lo colpisce così tanto da non fargliene avere più abbastanza. Inizia così a leggere, in principio, i più importanti capisaldi del Pipistrello, come Batman: Anno Uno o Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, successivamente, tutto quello che trova su Batman, cominciando, così, a costruire la sua piccola collezione.

 

 

 

Il Joker di Joaquin Phoenix è già considerato da Oscar

Arriverà nelle sale a ottobre ma il nuovo film della Warner Bros., in mostra al Festival di Venezia, è già sulla bocca di tutti. Merito della versione di Todd Phillips, incentrata su Arthur Fleck prima di diventare la nemesi di Batman

Poster film Joker 2019

Poster film Joker 2019

DC Collectibles novità per febbraio 2020

Per il nuovo anno la DC Comics ci prepara un febbraio 2020 da sballo provenienti dalla sezione DC Collectibles. La nostra strada di collezionisti sarà lastricata da una miriade di oggetti da collezione a tema Batman. Dalle statue alle mini-figure alle repliche, ce ne è per tutti i gusti. Di seguito vi riporto qualche novità con i relativi dettagli completi e le informazioni relative al preordine.

DC COVER GIRLS: BATGIRL BY FRANK CHO STATUE

progettata da FRANK CHO
scolpita da JONATHAN MATTHEWS
A dare il via alla nuova serie della famosa serie DC Cover Girls di DC Collectibles è Batgirl, disegnata dal famoso artista Frank Cho. La intrigante interpretazione di Cho conferisce a Barbara Gordon un tocco di umorismo. Qualsiasi fan delle copertine e dell’arte di Cho non vorrà perdersi questa statua, che lo introduce come nuovo artista per la linea.
• Limitata a 5.000 pezzi e numerati individualmente
• La statua misura 9,16 “di altezza
• Il prodotto finale potrebbe differire leggermente dall’immagine mostrata
IN VENDITA FEBBRAIO 2020
$ 130,00 Stati Uniti
Pre-order qui Entertainment Earth
DC DESIGNER SERIES: HARLEY QUINN AND POISON IVY BY EMANUELA LUPACCHINO STATUE
progettata da EMANUELA LUPACCHINO (qui il suo video saluto per voi)
scolpito da JACK MATHEWS
Questa stupenda statua della serie DC Designer Series presenta due delle più famose villain di Gotham City, Harley Quinn e Poison Ivy, e mette in risalto il loro rapporto affettuoso e amorevole nei fumetti.
Disegnata dalla straordinaria artista Emanuela Lupacchino, questa statua cattura le sensazioni appassionate che questi due personaggi hanno l’uno per l’altro, pur vivendo in una città folle e intensa come Gotham. Questa iconica statua sarà in vendita appena in tempo per San Valentino 2020.
• Limitato a 5.000 pezzi e numerato individualmente
• La statua misura 10,7 “di altezza
• Il prodotto finale potrebbe differire dall’immagine mostrata
IN VENDITA FEBBRAIO 2020
$ 280,00 US
Pre-order qui Entertainment Earth
HARLEY QUINN ROSSO, BIANCO E NERO: HARLEY QUINN STATUA DI JOSHUA MIDDLETON
basato su opere d’arte create da JOSHUA MIDDLETON
scolpito da KAREN PALINKO
Basato su una delle sue popolari cover per la serie di fumetti HARLEY QUINN, questa nuova statua esalta le opere di Joshua Middleton. Scolpita da Karen Palinko e caratterizzata da una favolosa decorazione di vernice della statua rende il pezzo speciale con un look unico e divertente. Tutto, dallo stile alla posizione fino all’espressione facciale, rende questo perfetta questa Harley Quinn da collezione per qualsiasi fan.
• Limitato a 5.000 pezzi e numerato individualmente
• La statua misura circa 7,59 “di altezza
• Il prodotto finale potrebbe differire dall’immagine mostrata
IN VENDITA FEBBRAIO 2020
$ 90,00 Stati Uniti
Pre-order qui Entertainment Earth
BATMAN BLACK & WHITE MINI FIGURES BLIND BAGS WAVE 3
Ogni bustina contiene una delle sei diverse figure in PVC da 3,75 pollici, progettate da esperti con il miglior talento del settore. Questa ondata di mini figure include figure basate sull’arte di:
• Jim Lee (The Joker)
• Jim Lee
• Dustin Nguyen
• Mike Mignola
• Sean “Cheeks” Galloway
• Batman Arkham Asylum
• I prodotti finali potrebbero differire dalle immagini mostrate
• $ 90,00 USA per caso di 18
• Ogni busta al prezzo di $ 5,00 US
IN VENDITA AGOSTO 2019
BATMAN BLACK & WHITE MINI FIGURES BLIND BAGS WAVE 1
Ogni busta contiene una delle sei diverse figure in PVC da 3,75 pollici, progettate da esperti con il miglior talento del settore. Questa ondata di mini figure include figure di Batman basate sull’arte di:
• Amanda Conner
• Darwyn Cooke
• Jason Fabok
• Patrick Gleason
• Frank Quitely
• Dick Sprang
• I prodotti finali potrebbero differire dalle immagini mostrate
• $ 90,00 USA per caso di 18
• Ogni busta al prezzo di $ 5,00 US
SCONTATO ADESSO
BATMAN BLACK & WHITE MINI FIGURES BLIND BAGS WAVE 2
La seconda ondata di Batman Black & White Mini Figures Blind Bags è disponibile presso Diamond e disponibile per ordine!
Ogni busta contiene una delle sei diverse figure in PVC da 3,75 pollici, progettate da esperti con il miglior talento del settore. Questa ondata di mini figure include figure basate sull’arte di:
• Bruce Timm (Harley Quinn)
• Frank Quitely (Robin)
• Michael Allred
• John Romita Jr.
• Gary Frank
• Eduardo Risso
• I prodotti finali potrebbero differire dalle immagini mostrate
• $ 90,00 USA in caso di 18 pezzi
• Ogni busta al prezzo di $ 5,00 US