Batman TAS 25th anniversary di Antonio Sepe

Un racconto di Antonio Sepe, dottore in sociologia, autore per la casa editoriale di fumetti Noise Press e l’Associazione Lettori Torresi ALT!

Il logo del 25° Anniversario di Batman TAS disegnato da Mattia Cattellani e colorato da Emma Calabrese.

La Batmobile

Avete mai desiderato qualcosa a tal punto da non riuscire a dormire la notte? Beh, io sì.

Questa è la storia, più o meno romanzata, di come un sogno si è realizzato… con qualche anno di ritardo.

Era il 1993, la vigilia di Natale. Me lo ricordo benissimo quel giorno. Si battezzava mia sorella. Ma più di ogni altra cosa ricordo la trepidante attesa di quel Natale. Più di ogni altro anno, quell’anno, c’era un motivo in più per aspettare l’omone vestito di rosso. Piccolo passo indietro: l’anno prima da quelle menti geniali di Bruce Timm e Eric Radomski salta fuori uno dei Batman più belli della storia. Creano una serie, Batman The Animeted Series (che solo con la maturità scoprirò essere il capolavoro che questa anno compie 25 anni). Questa piccola digressione mi serve per spiegarvi che la serie, arrivata da noi l’anno dopo, ha scatenato una follia compulsiva tra i bambini di allora. Non solo per le storie del cartoon, ma per il merchandising connesso ad essa. La Kenner, (in Italia ci sono arrivate grazie a mamma Giochi Preziosi) ricreò esattamente tutti gli stessi personaggi e veicoli visti nella serie (ad eccezione di Gordon… ma perchè Gordon giocattolo non lo fanno mai!?).

Io ricordo benissimo, gli spot, i negozi invasi dai personaggi, gli scaffali vuoti o pieni solo di personaggi secondari (oh nessuno e dico nessuno che comprasse il Cappellaio Matto!!!).

C’erano mille versioni del costume del Cavaliere Oscuro, cambiavano le attrezzature, le ali, i mantelli… quello che non cambiava mai era la sua maschera: occhi bianchi, con orecchie da pipistrello a punta e un mezzo sorriso che spuntava dal mascellone. Insomma, la perfetta riproduzione di tutto quello che si vedeva in Tv.

Ora, se siete stati bambini anche voi in quel periodo questa storia vi sembrerà familiare… quello che non potete sapere però è la mia personale storia con l’oggetto del desiderio di ogni singolo pargolo che guardava i cartoni di Batman: LA BATMOBILE.

La Batmobile disegnata da Vincenzo Viska Federici

Più di una semplice auto, più di un semplice giocattolo o pezzo di plastica. La batmobile della serie animata di Timm e Radomski era qualcosa che ancora oggi non si riesce a spiegare. Per design (parola che a 8 anni non conoscevo e che ancora oggi davanti a certe cose ancora non oso pronunciare) forma, colore, dimensioni, quella Batmobile era il punto di arrivo dei desideri di ogni bambino del 1993. Io non facevo eccezione.

Per i mesi che precedevano il Natale di quell’anno feci il bravo bambino, tanto da meritarmi l’appellativo di angelo. Ero buonissimo, aiutavo mia madre, facevo i compiti e andavo a letto presto… speravo che Babbo Natale mi stesse guardando. Era un piano diabolico, lo so. Ma dovevo rischiare, avrei fatto di tutto per la Batmobile.

Come un novello Faust stavo vendendo la mia anima al diavolo in cambio di un pezzo di plastica… ma che pezzo di plastica: lunga quasi 30 cm, spuntoni nelle ruote e meraviglia delle meraviglie l’ abitacolo si trasformava in un batwing per le missioni cittadine. Ci trovavamo davanti alla perfezione.

Ad una settimana prima di Natale ero pronto a scrivere la mia letterina. Pochi fronzoli, il messaggio era chiaro e conciso:

“Caro Babbo Natale, visto che quest anno sono stato un bravo bambino, potresti portarmi la batmobile del cartone di Batman?”. Mi ricordo ancora ogni singola parola, ogni singolo punto e la sensazioni di felicità nel poter esprimere finalmente il mio desiderio dopo mesi e mesi di duro lavoro a fingere di essere un bravo bambino.

Dovevo solo aspettare.

Una piccola parte della collezione dedicata alla serie animata di Batman di Antonio Sepe

Ritorniamo alla notte della Vigilia del ’93. Prima di andare in chiesa per il battesimo e la messa di Natale diedi un rapido sguardo sotto l’albero… vuoto! Ancora nulla, il Rosso Grassone non si era ancora palesato… potevo aspettare… tutto per la Batmobile.

Attesi sveglio tutta la notte. Biscotti e latte caldo preparati e mi misi nel letto, ma non riuscì mai a dormire.

Arrivò il mattino, il primo raggio di sole spuntò dalla finestra, con uno scatto arrivai all’albero alla ricerca del pacco che potesse contenere l’oggetto del mio desiderio.

Ma non c’era nulla di abbastanza grande… Che Babbo Natale avesse nascosto il pacco in un posto diverso. Cercai, in ogni singolo posto di casa, persino sul pianerottolo… non c’era nulla.

Un solo pacchetto per me sotto l’albero. Troppo piccolo per le dimensioni dell’auto di Batman, troppo grande per un buono regalo che mi dicesse di andare a ritirarla da qualche parte.

La Batmobile non c’era. Allora aprii il pacchetto con il mio nome. Le immagini che vi racconterò da ora in poi sono altamente drammatiche e hanno lasciato traumi in me.

In quel pacco c’era una riproduzione cinese di una moto di Batman. Palesemente tarocca. Persino il Batman che che la portava era palesemente cinese…e credetemi nel ’93 i cinesi non erano bravi come adesso.

Un incubo… non solo non c’era la Batmobile in quel pacco, ma quella moto era la cosa più lontana dalle mie richieste o aspettative.

Torniamo rapidamente ai giorni nostri.

Tutto quello che vi ho raccontato ha avuto grosse conseguenze sulla mia psiche. Da allora infatti ho smesso di credere in babbo Natale, non sono più andato in chiesa a Natale e soprattutto adesso sono diventato un collezionista compulsivo di oggetti della serie animata di Batman. Eh sí, da quel giorno di Natale infatti mi sono ripromesso una cosa:

La Batmobile l’avrei comprata da solo, a costo di accumulare paghette fino ai 90 anni.

La Batmobile è arrivata, 5 anni fa più o meno. Era ancora bellissima come la ricordavo e fu uno dei primi pezzi che esposi con orgoglio.

Non so cosa ne sarà di quel giocattolo quando io deciderò di passare la mia collezione ai miei figli o ai nipoti…

Posso dirvi che conosco una persona che la sua Batmobile l’ha donata alla sua nipotina, che con timore reverenziale la guarda ci gioca e poi la ripone al suo posto. Se ne prende cura, come il bambino che ci ha giocato qualche anno prima.

Per il compleanno della serie di Batman ho voluto raccontare da dove nasce la mia folle collezione… ho voluto raccontarvi di come un supereroe, le sue storie e la sua Batmobile hanno cambiato la vita di milioni di bambini e come, soprattutto, hanno cambiato la mia.

Antonio Sepe

Classe ’85, dottore in SociologiaAntonio Sepe nasce, cresce e pasce nella caotica provincia di Napoli. Divoratore di letteratura e cultura sotto forma di fumetti, libri e film, già dalla più tenera età dimostra un attaccamento viscerale per la la cultura pop – vintage ed il favoloso decennio ’80/’90. Si laurea con una tesi sul cinema e i videogiochi dal titolo “Schermi paralleli: Ri-mediazione e contaminazione tra cinema e videogiochi”. Approda al mondo del fumetto come co-ideatore del progetto “Timed” per Shockdom e per Noise Press viene insignito del titolo di editor per un progetto ancora top-secret.  Uno dei suoi racconti, Stagioni, viene inserito nella raccolta L’Altalena, pubblicata a luglio del 2017 dall’associazione ALT! Di giorno si distrae dalla sua attività principale – scrivere – lavorando per un’azienda farmaceutica: di notte, come tutti i supereroi, si traveste per combattere il crimine sulle pagine bianche della propria fantasia.

Annunci

Batman: Creature of the Night

La DC Comics mira a portare il personaggio icona punta di diamante della casa editoriale di Burbank dal fumetto al mondo reale.

Ci sono molte ragioni per cui Batman è ancora ampiamente considerato uno dei più grandi supereroi di tutti i tempi. La creazione a firma di Bill Finger e Bob Kane ha colpito nel segno la sensibilità dei lettori e continua a risonare fino ad oggi. Purtroppo, Batman non esiste realmente e non ci può salvare dalle minacce reali del nostro mondo. Ma cosa succederebbe se esistesse realmente? Questo è quanto la DC Comics sta esplorando. Le implicazioni di una vera e propria Creatura della Notte a contatto con la dura realtà quotidiana. Si tratta di una nuova miniserie in quattro episodi dello scrittore Kurt Busiek e dell’artista John Paul Leon che trasferiscono la filosofia di Batman nel mondo reale.

Si tratta del sequel spirituale di Superman: Identità segreta, una miniserie di 2004 scritta da Busiek che si è occupata anche di un altro iconico eroe del fumetto in un contesto più realistico. Tuttavia, questa storia apparirà apparentemente molto più scura, visto che un giovane fan di Batman, di nome Bruce Wainwright, sperimenta la perdita triste dei suoi genitori in una rapina andata storta. Questo è Batman; la sua storia inizia sempre con una tragedia. Bruce Wainwright, un giovane lettore di fumetti ossessionato da Batman, perde i suoi genitori a seguito di una tentata rapina sfociata in omicidio. È una storia che parla di perdita e di come affrontare i propri demoni interiori di fronte a tale perdita, che prende una svolta inaspettata quando un familiare giustiziere mascherato inizia ad apparire nelle strade di una Boston dell’anno 1968.

Lo stile d’arte di Leon sembra particolarmente adatto per questa storia. L’autore di Robocop, Batman e X-Men rappresenta un mondo molto simile al nostro ed il giovane protagonista Bruce Wainwright appare, almeno in questa preview piendo zeppo di Bat-merchandise.

Batman: La creatura della notte # 1 sarà rilasciata mercoledì 29 novembre.

Le quattro parti usciranno in formato Prestige, quindi  con carta e stampa di qualità superiore rispetto ai fumetti normali.

SINOSSI

BATMAN: CREATURE OF THE NIGHT #1

Testi di KURT BUSIEK

Disegni e copertina di JOHN PAUL LEON

Il giovane Bruce Wainwright perde i suoi genitori a seguito di un crimine violento…e nel mondo reale, non esistono supereroi pronti a salvarti. La rabbia e il dolore cominciano a crescere dentro Bruce finché non si sente più in grado di tenerle dentro, ma qualcosa di strano inizia a prendere il volo nella notte di Gotham! Forse il dolore di Bruce non è più dentro di lui dopotutto?

Due moderni maestri come Kurt Busiek e John Paul Leon si riuniscono per un seguito spirituale dell’acclamata SUPERMAN: SECRET IDENTITY, dando un nuovo approccio mai visto prima alla leggenda di Batman, e alle oscure emozioni che lo guidano!

Injustice 2: Superman v Batman

Il cattivo che non ti aspetti

Superman è fuori di testa, quei suoi occhi rossi fanno paura quando brillano di una follia controllata a stento, da esaltato; lo vediamo all’interno dell’Arkham Asylum, il manicomio criminale di Gotham City, mentre Batman cerca di placare la sua furia omicida e giustizialista. Il Superuomo vuole eliminare tutti i criminali che sono rinchiusi in quel luogo tetro, per eliminare il male alla radice. Batman, che non ha mai ucciso nessuno, ovviamente non ci sta e, con una bomba alla kriptonite, mette temporaneamente fuori gioco l’uomo d’acciaio. Ma arriva Robin! Per fortuna, verrebbe da esclamare. Ma che fa? Si è alleato con Superman e sgozza alle spalle un prigioniero del manicomio, il cattivissimo psicopatico uccisore di decine di donne: Victor Szasz. Non è certo una grande perdita, ma Batman la prende molto male, sia per il tradimento di Robin sia perchè non è mai stato un assassino.


Inizia così il secondo capitolo di Injustice, picchiaduro per Playstation 4 e Xbox One che si svolge nell’universo di DC Comics. E’ un preludio traumatico, perchè fa male vedere un Superman così incattivito, ma lo è dal primo episodio, da quando perse la testa per avere ucciso Lois Lane incinta e raso al suolo Metropolis, per un inganno del Joker.

Sviluppato da NetherRealms, già responsabili del notevole rilancio del grandguignolesco Mortal Kombat, Injustice 2 possiede una narrativa serrata, cupa e oscuramente spettacolare che intervalla un combattimento dopo l’altro tra decine di super eroi buoni, super eroi diventati malvagi, super malvagi adesso buoni o sempre cattivissimi. Una sinfonia solenne e funebre che compendia decine di storie e personaggi di DC Comics: da Harley Quinn a Lanterna Verde, da Wonder Woman a Super Girl, da Acquaman a Swamp Thing.

Injustice 2 è un picchiaduro sofisticato, tecnico e talvolta difficile da gestire senza un profondo allenamento, ma è proprio nella modalità single-player che risulta più appassionante, grazie alla forza della trama, alla comparsa continua di personaggi indimenticabili, esaltanti o inquietanti. La profondità, anche etica e politica, dell’intreccio favorisce il desiderio del giocatore di viverla intensamente, di migliorarsi nelle tecniche più complesse di combattimento, mentre quella che sembra una tragedia immane si sta consumando. Ma c’è ancora una speranza, che arriva da lontano.

Imperdibile per gli appassionati di fumetti americani e per gli esegeti di DC Comics che vi troveranno numerosi spunti di riflessione, citazioni travogenti e dolorose sorprese, Injustice 2 è così spettacolare che si rischia di dimenticare che sia anche un eccellente picchiaduro classico, molto violento e coinvolgente; un’opera che dimostra ancora una volta il talento degli artisti di NetherRealm. Malgrado le sue ambientazioni siano nere e disperanti sono disegnate con arte e se chi non è avvezzo a fumetti DC rischia di perdere il filo di una trama così gloriosamente contorta, lo ritroveranno comunque le sue emozioni.

Gotham: la serie TV

Gotham è la serie TV ideata da Bruno Heller per il network Fox che la trasmette dal 22 settembre 2014. Ma cos’ha di tanto speciale questa serie? Tutto: di fatto è la storia di un giovane Bruce Wayne ancora lontano dal divenire Batman, eppure così realistica, ironica ed emozionale da lasciare spiazzati. Con una regia di bravura eccezionale e un cast strepitoso, è ormai arrivato alla terza stagione e sul web sono già in circolazione indiscrezioni sulla quarta. In Italia, la serie è trasmessa dal 12 ottobre 2014 da Mediaset in chiaro su Italia 1 e da Mediaset Premium.

Gotham: cosa è?

La storia di Gotham è molto articolata e tocca diversi punti dell’universo a fumetti di Batman: di fatto, la storia ruota attorno ad un giovane Bruce Wayne, determinato a far luce sull’assassinio dei propri genitori. Le scoperte che farà saranno sconcertanti, al punto da mettere in discussione persino l’onore del padre, in un convulso roteare di colpi di scena che terranno incollato allo schermo il telespettatore. Non solo Wayne, nelle tre serie di Gotham si fa la conoscenza anche con tutti quei personaggi che poi diventeranno i buoni e cattivi della saga Batman. Nella prima stagione tra i villain troviamo i mafiosi Fish Mooney (personaggio creato appositamente per la serie tv) e due mafiosi apparsi nella miniserie a fumetti Anno Uno: Carmine Falcone (Introdotto come il boss della criminalità gothamita, originario della Sicilia) e Salvatore Vincent “Sal” Maroni (anche lui italoamericano) e succesivamente dall’Enigmista fino ad arrivare a Joker, Pinguino e Catwoman.

Gotham: gioie e dolori per noi fan?

Gotham non è un semplice prequel di Batman: gli episodi sono ambientati durante la adolescenza di Bruce Wayne, dunque Batman non lo si vede (almeno per il momento o forse non lo si vedrà mai). Anche i collegamenti con i comics book vanno e vengono, nel senso che – per motivi televisivi – esistono dei nuovi personaggi, reinterpretazione degli stessi mentre alcuni sono assenti nel fumetto e nei film ufficiali, e gli stessi personaggi si conoscono e interagiscono in modi che, ovviamente, non spiegano ciò che poi accade nell’universo di Batman “da grande”. Questo è probabilmente un aspetto a me personalmente non molto gradito (anche se devo dire l’ho trovato ben congegnato), ma in fondo la stessa cosa è già avvenuta in relazione al rapporto film-fumetto. Il segreto è sedersi in poltrona, e goderselo per quello che è: uno spaccato di un mondo frutto di fantasia, che ci consente di conoscere i personaggi di Batman da giovani. Qui potete trovare uno speciale sul mondo di Batman.

 

Un cast da urlo

Le scazzottate in Gotham non mancano, ma va anche detto che Ben McKenzie, l’attore che interpreta Jim Gordon, non ama molto le controfigure: durante una scena particolarmente “dinamica”, l’attore si è infatti procurato un notevole taglio sulla fronte, immediatamente ricucito sul set. Su una cosa credo possiamo essere tutti d’accordo però: sia Ben McKenzie sia Robin Lord Taylor (l’attore che in Gotham interpreta Pinguino) hanno sottolineato che l’atmosfera di Gotham è talmente viva e realistica che mette in luce, anche in loro stessi, l’eterno dibattito fra bene e male, quell’alternarsi di luci e ombre presente nell’animo di tutti noi. Proprio come accadrà al futuro Batman.

 

Batman chiede la mano di Catwoman

Batman fa il grande passo e chiede a Catwoman di sposarlo. L’annuncio dato anche su Twitter dalla casa di fumetti Dc Comics

Anche gli eroi hanno un cuore. L’ultimo a fare il grande passo è Batman. Il Cavaliere oscuro, dietro la cui maschera si nasconde il filantropo/playboy Bruce Wayne, ha deciso di chiedere la mano a Selina Kyle, ovvero Catwoman. Ad anticipare il coup de teatre nelle strisce fumettistiche è stata la stessa casa editrice Californiana che in un tweet anticipa la copertina del numero 24 della saga con il seguente lancio promozionale: «La migliore decisione possibile o il più grande errore nella vita di Batman».

L’uomo pipistrello dà appuntamento alla gatta sul tetto del suo palazzo a Gotham City. E nel modo più classico e romantico, in ginocchio, le mostra un diamante che stringe nella sua mano e pronuncia una sola parola: «Marry me» (sposami). Il loro flirt, d’altra parte, va avanti da 75 anni. Infatti i due hanno iniziato a conoscersi nella primavera del 1940, quando il fumetto era alla sua prima pubblicazione nelle edicole statunitensi, come antologico stagionale che raccoglieva le avventure ancora mai stampate del dinamico duo composto da Batman e Robin. «Voglio che le persone tornino a casa e si chiedano se sia giusto che Catwoman dica sì o meno. Un grande dibattito potrebbe nascere intorno alla questione», ha detto il fumettista e scrittore statunitense, Tom King al giornale Usa Today. Batman sembra aver trovato la propria compagna di vita, dopo un passato ricco di relazioni (di cui vi abbiamo parlato nel nostro speciale Amori Perduti): dalla super cattiva Talia al Ghul, figlia del potente capo della Lega degli assassini Ra’s al Ghul, al bacio con Wonder Woman.

Batman n. 24 – Batman chiede la mano di Catwoman

Batman svela così il suo volto più umano, che spesso rimane in secondo piano, celato dai continui scontri con i villain di sempre. Che si tratti di Hush, Poison Ivy, Bane, Pinguino o Joker. Per King, continuare sulla linea della sofferenza interiore che già da bambino Bruce Wayne ha accumulato fino ad oggi, non avrebbe svelato più nulla di nuovo sul personaggio. Invece, mescolando ingredienti come il dolore con sentimenti non sempre nascosti (come avete letto nello speciale Amori Perduti) come l’amore, l’eroe ha la possibilità di «nascere a una seconda vita» (stando alle sue parole). Comunque quanto accade oggi, si è già consumato in casa DC Comics proprio tra Batman e Catwoman. Se siete curiosi potete leggere qualcosa qui. In attesa di poter leggere la storia, voi cosa pensate di questa svolta a tinte rosa conferita al personaggio?

La risposta di Catwoamn ci ha messo un po’ ad arrivare, visto che poi sulla collana di Batman è partita la saga intitolata The War of Jokes & Riddles.
La decisione di Catwoman è stata poi pubblicata su Batman #32 ma DC Comics e Tom King hanno deciso che la risposta è si. Catwoman accetta la proposta di Batman, durante un dialogo piuttosto intimo e personale tra i due, sceneggiato da uno degli autori più interessanti dell’attuale mercato statunitense e disegnato da Mikel Janin.

Batman #32 – Il dialogo tra Bruce e Selina

«Questo è per me il vero amore», ha rivelato King in un’intervista del 2 Ottobre 2017 a USA Today, aggiungendo che succederanno ancora molte cose nella relazione tra i due e che la decisione di Batman avrà ripercussioni su tutti i personaggi che gli sono vicini, dal maggiordomo Alfred ai membri della Justice League. «Per la gran parte dei supereroi, se li rendi felici, metti fine al conflitto», ha continuato lo scrittore. «Dai una moglie a Spider-Man e poi che cosa fai? Ma per Batman è l’opposto: se gli dai la felicità, crei conflitto, perché lui è fondamentalmente un personaggio triste».

Batman #32 – Il SI di Selina

 

Possibile il crossover tra Gotham e l’Arrowverse, parola di David Mazouz

Fin da quando abbiamo visto le prime immagini della serie Gotham, ci siamo chiesti se Bruce Wayne potrebbe mai interagire con le attuali serie CW in un possibile crossover e in qualche modo avere a che fare con gli eroi dell’Arrowverse. Tali crossover sono stati resi realtà già in tutte le serie attualmente in corse: Arrow, The Flash, Supergirl e DC Legends of Tomorrow.
Questo significa che si potrebbe potenzialmente vedere un giovane Bruce Wayne da Gotham interagire con personaggi del calibro di Green Arrow in un crossover?
David Mazouz, il giovanissimo attore californiano, star indiscussa della serie Gotham nei panni di un giovanissimo Bruce Wayne, intervistato da Movie Pilot, ha dichiarato: “Penso che potremmo facilmente fare un crossover grazie a Flash, perché lui viaggia nel tempo. L’ostacolo più grande prima che arrivasse Flash, quando c’era solo Arrow, era che Gotham è ambientato nel passato, mentre Arrow nel presente. Non siamo nello stesso tempo, quindi come è possibile un crossover? Tuttavia, ora che sappiamo che il viaggio nel tempo non è solo stato introdotto, ma ampiamente usato con Legends of Tomorrow e The Flash, è molto plausibile che un crossover possa accadere, perché potremmo tornare indietro nel tempo e visitare Gotham. Lo sostengo in pieno. Sono un grande fan. Penso che sarebbe fantastico.”

Stephen Amell, David Mazouz and Grant-Gustin

Quando poi gli è stato chiesto se ci fosse un personaggio particolare, con cui Bruce Wayne vorrebbe interagire con, Mazouz ha suggerito:
“Mi piacerebbe per Bruce interagire con un giovane Clark Kent. Batman V Superman fa apparire Gotham e Metropolis come città gemellate distaccate da tutta una baia. Se questo è il caso, allora Clark Kent potrebbe prendere una barca attraverso la baia e visitare Gotham. Penso che potrebbe essere davvero cool.”
Abbiamo trovato questa sua dichirazione, spiritosa quanto intraprendente.
I personaggi “cattivi” di Gotham si stanno moltiplicando e Bruce Wayne, presto sara’ Batman ed avrà certo bisogno di essere aiutato da qualche altro supereroe. Chi verra’ in suo soccorso?

DC: Rebirth – Tutto cambia, niente cambia

Rinascita, (in inglese Rebirth, conosciuto anche come DC Universe Rebirth) costituisce il rilancio dell’universo supereroistico della DC Comics dopo la chiusura delle serie nate con il reboot dei New 52 del 2011.

A distanza di 5 anni e in seguito ad una crisi di vendite Geoff Johns (direttore creativo della DC) ammette che la nuova continuity ha appiattito le storie dei personaggi DC, impoverendo la mitologia anche di eroi iconici quali Superman, Batman, Wonder Woman e molti altri.

L’inizio della saga di un nuovo multiverso DC inizia il 25 maggio 2016 con la distribuzione dell’albo DC Universe: Rebirth n.1, scritto da Geoff Johns e disegnato da Gary Frank, Ivan Reis, Ethan Van Sciver e Phil Jimenez. Dal mese di Gennaio, come negli Stati Uniti, anche in Italia la rinascita ha coinvolto gradualmente e progressivamente tutti gli spillati del parco testate RW Lion e riguarda non soltanto la numerazione, il sommario e la continuity, ma anche la periodicità: Batman, Superman, Flash, Wonder Woman, Lanterna Verde, Justice League e Suicide Squad/Harley Quinn sono diventi infatti quindicinali.

Dopo la pubblicazione ad inizio gennaio di Universo DC: Rinascita, vero e proprio prologo che fa da apripista al nuovo status quo, i primi titoli a rinascere sono stati quelli di Batman e Superman, i personaggi-bandiera dell’editore di Burbank. Sul quindicinale del pipistrello di Gotham City, oltre alla rinascita di Batman, in appendice si trovano anche Detective Comics e Nightwing, mentre sul quindicinale del figlio di Krypton possiamo leggere la rinascita di Superman, Action Comics e la controversa New Super-Man. La Principessa Amazzone e il Velocista Scarlatto sono titolari principali di una testata a loro dedicata: su Flash sono pubblicate anche le avventure di Aquaman e Green Arrow, mentre su Wonder Woman c’è la miniserie di Poison Ivy, e da marzo le serie Trinity e Superwoman. Lanterna Verde invece vede pubblicata la rinascita di Hal Jordan and The Green Lantern Corps. Queste le altre testate Lion interessate dal Ribirth: Justice League, Justice League America, Suicide Squad/Harley Quinn e Batman Il Cavaliere Oscuro.

L’iniziativa DC: Rebirth ci ha restituito il passato degli eroi, e ci ha ridato anche il vero Superman. È sempre lui, anche se non porta più le mutande sopra ai pantaloni. Il problema della DC Comics è che, malgrado i suoi eroi siano noti grazie agli altri media (cinema, tv, videogames…), spesso i giovani non ne leggono i fumetti (iniziati negli anni ’30-’40) per paura di dover recuperare tonnellate di vecchi numeri al fine di comprendere le storie attuali. Ogni tanto è quindi necessario un “colpo di spugna” alla continuity per cancellare parte del passato e facilitare l’inizio della lettura alle nuove generazioni.

Da gennaio la DC Comics ha quindi varato anche in Italia l’iniziativa editoriale Rebirth: tutte le sue testate principali hanno azzerato la numerazione e la periodicità. Stavolta però non si tratta di un reboot (non avrebbe senso, sono passati solo cinque anni dall’ultimo!), bensì di una sorta di “marcia indietro” per recuperare quel che di buono c’era nel passato, che era stato cancellato.

 

Facciamo un piccolo riassunto.
Nel 2011 Barry Allen/Flash (su testi di Geoff Johns e disegni di Andy Kubert) era tornato indietro nel tempo per salvare sua madre Nora, uccisa da Eobard Thawne (aka Professor Zoom aka Anti-Flash).

Così facendo fece nascere una nuova linea temporale, detta Flashpoint, in cui Nora era ancora viva,  infatti nella storia, la realtà spazio-temporale di Terra-0 viene alterata e manipolata da Reverse-Flash. Si crea quindi una nuova linea temporale denominata convenzionalmente Flashpoint timeline in cui tutto il destino del mondo era stato modificato.
La capsula che trasportava Kal-El in fasce, anziché tra i campi di Smallville, si schiantò nel mezzo di Metropolis. Il piccolo fu preso in custodia dai militari e crebbe come alieno di esperimenti da laboratorio senza mai vedere il sole.

Il proiettile di Joe Chill uccise il piccolo Bruce Wayne, e fu suo padre Thomas a divenire Batman.

Ma, soprattutto, Aquaman e Wonder Woman erano nemici mortali a causa di una guerra tra Atlantide e Themyschira (l’isola delle amazzoni) di cui stava facendo le spese il mondo intero.

Per scongiurare l’apocalisse, Barry decise a malincuore di tornare nuovamente indietro nel tempo e fermare se stesso, sacrificando sua madre.

Tutto ciò è stato riassunto nel bel film animato per l’home video Justice League: The Flashpoint Paradox (2013) diretto dallo stesso regista di Justice League Dark .

Ciò però non ripristinò il vecchio continuum, bensì originò una terza linea temporale, soprannominata dalla DC New 52 (dato che 52 testate avrebbero ricominciato la numerazione da 1).

Nell’universo New 52 Flash e soci erano più giovani, avevano fondato la Justice League da appena cinque anni, e molti eventi e personaggi del loro passato erano scomparsi senza che loro ne conservassero il ricordo (il perfetto starting point per nuovi lettori).

Se da un lato la realtà New 52 portò belle sorprese (come il ritorno di Barbara Gordon nei panni di Batgirl), dall’altro gli autori caddero nella tentazione del restyling probabilmente non necessario.

Da tempo molti sostenevano che Superman era troppo puro e perfetto per i gusti scaltri del pubblico d’oggi. Grant Morrison (Arkham Asylum  tra gli altri capolavori), colse l’occasione del reboot per proporre un nuovo Superman che facesse abbandonare l’idea del boy-scout sorridente che aiuta i gattini a scendere dall’albero. Un Superman che, nei flashback sugli inizi della sua carriera, non si faceva scrupolo a minacciare di scaraventare un boss mafioso giù da un palazzo se questi non avesse ammesso i suoi crimini, il tutto sotto agli occhi dei poliziotti che lo tenevano inutilmente sotto tiro.

Un Superman visto dall’umanità non come un eroe e un modello, bensì come una potenziale minaccia aliena.

Un Superman che, invece di flirtare con Lois Lane, flirta con Wonder Woman.

Nel frattempo però le vendite delle varie collane erano iniziate a calare. Il reboot New 52 aveva sacrificato alcune storie e personaggi, scontentando i vecchi fans affezionati alle storie originali dei supereroi.

Ad esempio, Superman, il nuovo azzurrone sfrontato e dai modi spicci era antipatico a molti, non è stato molto amato dal momento che lui inizialmente rappresentava la purezza di cuore di Kal-El (ai limiti dell’ingenuità).

Ecco allora che, da maggio 2016 (gennaio 2017 per l’Italia), Geoff Johns e la DC hanno varato l’iniziativa Rebirth: la continuity pre e post Flashpoint si sono sovrapposte per creare un universo (si spera) definitivo.
Il che ha permesso un coup de theatre perfetto per ri-aggiustare i nostri eroi preferiti. Vi anticipiamo qualcosa che riguarda il Superman di New 52, che muore per un avvelenamento da radiazioni, accumulatosi per varie battaglie precedenti.

E mentre Lex Luthor (con armatura robotica) si appresta a sostituirlo, arriva il colpo di scena. Scopriamo infatti che il Clark Kent della realtà pre-Flashpoint, la “sua” Lois Lane, e il loro figlio Jon, in qualche modo avevano continuato ad esistere anche nella nuova linea temporale. Il vecchio Clark agiva in segreto, lasciando i riflettori al se stesso più giovane. Ma, ora che il “fratellino minore” è venuto a mancare, il vecchio Superman decide di raccoglierne l’eredità. Per quanto riguarda Batman, vi svelerà tutto Marco “Spider-Ci” Novelli. nella recensione del primo story-arc targato Rebirth, che pubblicheremo a breve sul nostro blog.

Stay tuned ! 😉