Hollywood Walk of Fame: una stella per Batman nel 2020

Dopo la stella conferita sulla Hollywood Walk of Fame al co-creatore di Batman Bob Kane il 21 Ottobre 2015, ora è il momento del Cavaliere della Notte. Nell’ambito delle celebrazioni in corso per l’80esimo anniversario di Batman, il Cavaliere Oscuro riceverà, per la categoria cinema una stella sulla Hollywood Walk of Fame. La stella, alla punta di diamante della DC Comics verrà assegnata nel 2020. Oltre ad essere l’80° anniversario della prima apparizione di Batman, questo è l’anno che segna i 30 anni da quando Tim Burton ha letteralmente cambiato il modo di realizzare i film a fumetti con Batman, il blockbuster del 1989 che ha dato il via alla rivoluzione dei supereroi che ancora oggi continua ed ha portato a sette film solisti di Batman finora.

Tra gli altri riconoscimenti per la categoria film figurano Mahershala Ali, Julia Roberts, Spike Lee e Octavia Spencer. Anche il Marvel’s Thor, Chris Hemsworth, sarà presente. Ci sono un sacco di nomi di TV e musica inclusi nella lista dei premiati nel 2020, con onori postumi diretti a Andy Kaufman e Muddy Waters. I candidati sono votati dalla Camera di Commercio di Hollywood, che supervisiona e gestisce la Walk fo Fame. Le icone dei geek precedenti premiate con una stella includono Stan Lee, Mark Hamill e Lynda Carter. I fan stanno facendo una campagna per ottenere Carrie Fisher un onore postumo.

“Le scelte di quest’anno sono state particolarmente singolari”, ha dichiarato Vin Di Bona, presidente della commissione di selezione e Variety Walk of Fame. “Siamo stati in grado di riconoscere i talenti di 35 artisti che hanno già costruito un’eredità qui a Hollywood. Inoltre, siamo stati in grado di celebrare molti nuovi artisti di talento che hanno toccato i nostri cuori in film, televisione, radio e una varietà di categorie musicali “.

L’ultima apparizione sul grande schermo di The Dark Knight è stata nel 2017 Justice League , e la sua prossima apparizione sarà nel 2021, quando Matt Reeves reinventa The Batman per interpretare Robert Pattinson piuttosto che Ben Affleck, il cui incarico si è concluso dopo due film. Il Batman eviterà le domande sullo stato dell’universo cinematografico condiviso di Batman in DC esplorando un momento poco dopo che Bruce Wayne è diventato Batman, quando ha affinato le sue abilità da detective. Secondo quanto riferito, il progetto è il primo di una trilogia pianificata per Reeves, che in precedenza ha dato nuova linfa al franchise Il Pianeta delle scimmie.

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Un pò di storia sui personaggi che popolano l’universo di Batman parte 4

BRUCE WAYNE

La prima apparizione dell’annoiato miliardario, in stanca conversazione con l’amico James Gordon, risale alle vignette di apertura de “Il Caso del Sindacato Chimico”, delineando subito la classica figura del ricco viziato in cerca di emozioni. Bruce ricalca in parte il Don Diego della Vega della saga di Zorro, ispirandosi al collega mascherato sia nei primi anni di carriera che nel dopo-Crisis, con accostamento dei characters del Year One (Anno Uno) di Frank Miller. Wayne si costruisce addosso la comoda parte di playboy nottambulo suggerita, con l’evoluzione più recente, da Alfred, il fido maggiordomo ex attore, al fine di coprire lo stretto legame con le apparizioni dell’Uomo Pipistrello, una parte che però il Batman moderno rifiuta, sviluppando, con la forzata solitudine del dopo Jason, una sorta di misoginia autolesionista. Le donne sono comunque parte della lunga vita del playboy Wayne a partire dall’insipida Julie Madison, eterna damigella in pericolo, alla bella Silver St. Cloud, che scopre negli anni ’70 la sua doppia vita, fino a Shondra Kinsolving, nera di pelle e predestinata ad una immeritata fine alla conclusione di “The Search”. Bruce ha solo un grande rivale, lo stesso Batman, in fondo il suo vero io, tanto che, sul mondo di Terra 2, dove si muovono gli eroi della Golden Age, è proprio l’Uomo Pipistrello ad impalmare Catwoman, unendo i rispettivi destini in un triste canto del cigno (entrambi moriranno nello sviluppo della loro saga: una uccisa accidentalmente a causa di un ricatto che la costringe ad indossare di nuovo il suo costume, l’altro sul campo, accanto agli amici della Justice Society, in un ultimo scontro per salvare la sua Gotham, minacciata dall’ennesimo criminale, in Adventure Comics n.462).

JSAGA

JSA GOLDEN AGE Play Press

Una breve nota anche per la prole, se vogliamo molto numerosa per un solitario; da Helena, figlia degli eventi narrati su Terra 2, che diverrà poi la prima Huntress per vendicare la madre, fino al bambino avuto da Talia, figlia di Ra’s Al Ghul (qui la nostra intervista con la doppiatrice del videogioco, del film di Nolan e di Wonder Woman), nella Graphic “Son of the Demon” che si colloca proprio nella nuova Continuity del personaggio, regalandoci in futuro il colpo di scena, Damian Wayne. Per quanto riguarda la doppia identità, lo svolgersi della narrazione evidenzierà presto l’incapacità di Bruce di sostenere la parte di giustiziere notturno e di capo di un notevole impero finanziario tanto che, nel n.511 di Detective Comics, lo sceneggiatore Gerry Conway pensa bene di farlo abdicare a favore dell’assistente ed amico Lucius Fox, al quale cede la poltrona di Capo Esecutivo della sua Fondazione e della Wayne Enterprises, evitando i primi danni fisici dovuti a mancanza di riposo. Tragico che proprio questo tentativo di semplificare la propria vita porti in seguito Bruce all’accusa di spionaggio nella sequenza di storie che vanno dal n.598 al 600 di Detective Comics (Blind Justice, del 1989, di Sam Hamm e Denys Cowan), una brutta storia da cui uscirà solo a prezzo della vita di uno dei suoi amici, rivelando nel contempo particolari del suo addestramento di gioventù, vissuto in un monastero tibetano. Batman è il risultato finale di una ricerca compiuta da Oriente a Occidente che termina nello stesso momento che il pipistrello sfonda la finestra davanti a lui. “Un pipistrello ecco! E’ come un presagio… Sarò un pipistrello…”. Con questa frase Bruce Wayne entra nella notte. Definitiva per lui l’interpretazione cinematografica di Tim Burton in “Batman” (1989), che fa del personaggio un immenso zero, almeno fino a quando il pesante costume non gli restituisce le sue vere sembianze di creatura del buio.

Joker il film: la notizia è clamorosa

Spoiler Alert!

Sono stati mesi piuttosto impegnativi per il cinema dei supereroi, ma una volta che MCU e DCEU ci hanno annunciato le loro rispettive liste 2019, ci sarà ancora un altro film sui fumetti che attende di uscire nelle sale cinematografiche prima che l’anno si concluda.

Stiamo parlando, ovviamente, del Joker di Todd Phillips, che non si distingue solo dal resto dei film finora usciti in termini di continuità e data di uscita, ma anche perché sembra avere uno stile tutto suo, e sembra che non “giocherà” esattamente secondo le regole. Infatti sembra che Joker sarà caratterizzato da un controverso e fondamentale cambiamento. Per favore non proseguire se non vuoi toglierti il gusto di guardare il film!

Sei ancora con noi? Bene, perché secondo una fonte vicina alla produzione, ci sarà una svolta in cui Arthur Fleck/Joker (il cui vero nome è Happy Wayne, a quanto pare) è in realtà il figlio illegittimo di Thomas Wayne, che ha avuto una relazione decenni prima con una donna che non era Martha. Questo, ovviamente, significherebbe che il Joker è il fratellastro di Bruce Wayne e quindi, in questa continuity almeno, Batman e il Principe del Crimine sono collegati.

Possiamo già sentire le grida dei fan arrabbiati con questa svolta sui miti del cavaliere oscuro. E per essere onesti, si tratta di un cambiamento piuttosto controverso, sebbene possa portare ad incontri molto interessanti lungo la strada se il Joker di Phoenix dovesse mai incrociarsi con Batman di Robert Pattinson.

Luca Biagini doppia Batman nel film del 1989 e Alfred nella serie tv Gotham

L’attore Luca Biagini ha doppiato Michael Keaton nel primo film di Tim Burton interpretando Bruce Wayne/Batman, e Sean Pertwee che interpreta Alfred nella serie Gotham.

Ha avuto diversi volti per le sue significative interpretazioni di Michael Keaton nel ruolo di Bruce Wayne/Batman nell’omonimo film di Tim Burton, Hugo Weaving nel ruolo di Elrond nella trilogia de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson e Bruce Willis ne L’esercito delle 12 scimmie di Terry Gilliam. Luca Biagini è uno dei più grandi doppiatori italiani. Il volto di Luca Biagini per molti è quello del personaggio di Edoardo Della Rocca nella soap opera Centovetrine di Canale 5, che ha quasi tre anni dalla sua fine è diventata un cult, così come R.I.S. 5 – Delitti imperfetti, in cui ha interpretato Giacomo Adler, il capo della setta degli Eletti. Ma nella sua carriera Biagini ha avuto diversi volti come: John Malkovich, Ed Harris, Bruce Willis, Denzel Washington, Willem Dafoe, Billy Crystal, Alec Baldwin, Liam Neeson solo per sceglierne alcuni. Ma ce ce sono tanti altri tra film, serie tv e addirittura videogiochi. Biagini è stato anche un cartone animato, interpretando Dart Fener in Star Wars Rebels, Green Goblin in Ultimate Spider-Man, Bardack in Dragon Ball Z: Le origini del mito (primo doppiaggio) e altri. Biagini inizia la sua carriera come attore di teatro e si avvicina al doppiaggio solo dieci anni dopo, ed ora è uno dei più importanti doppiatori italiani.

Nel 1989, lui non lo sa ancora ma si immerge nelle atmosfere della cupa e gotica Gotham City di Tim Burton per poi tornarci nel 2014, un po quello che e’ capitato al suo collega Rodolfo Bianchi. Biagini realizzò il doppiaggio di quello che fu il primo della serie di film su Batman prodotti dalla Warner Bros. e fu un successo critico e finanziario, ottenendo ai tempi il più alto incasso per una pellicola basata su un fumetto della DC Comics. Il lungometraggio ricevette moltissime nomination ai Golden Globe, ai BAFTA e ai Saturn Award. Inoltre, nel 1990, Peter Young e Anton Furst furono premiati con l’Oscar alla migliore scenografia.

L’interpretazione di Biagini è piaciuta tantissimo a noi fans italiani ed è stato solo l’inizio per lui, perché lo stesso doppiatore, nel 2014 nei 100 episodi della serie televisiva Gotham di Bruno Heller, ha dato voce al personaggio di Alfred Pennyworth, doppiando l’attore Sean Pertwee. Questo il suo promo per il canale tematico Premium Action.

L’attore è stato ospite di Radio Cigliano nella trasmissione “Dopo cena con…” giovedì 16 maggio 2019 e abbiamo avuto modo di porre a lui una domanda proprio sulla serie di Gotham. Ecco la nostra domanda ed in video la sua risposta.

 

Batman e Zorro: il binomio lega i due supereroi. Ecco svelato il perchè.

Zorro nasce il 9 agosto del 1919 nel romanzo The Curse of Capistrano di Johnston McCulley, pubblicato a puntate sul settimanale di storie pulp All Story Weekly. L’eroe nerovestito, il cui vero nome è Don Diego de la Vega, è un celebre personaggio immaginario, eroico giustiziere mascherato e abile spadaccino, le cui gesta si svolgono nella California del periodo del dominio spagnolo. Anche lui fa parte dei supereroi il genere per eccellenza del mondo dei fumetti, nato negli Stati Uniti negli anni ’30 e da lì diffusosi in tutto il mondo. Un genere che si caratterizza principalmente per avere personaggi disegnati come persone comuni ma dotati invece di poteri straordinari e per trattare tematiche legate alla guerra o allo scontro tra il bene e il male, al desiderio di vendetta del cattivo e quello di giustizia dell’eroe.

Zorro è il primo eroe mascherato ad apparire sia in un racconto d’avventura americano sia nel mondo del cinema, nonché fonte d’ispirazione per vari supereroi, tra i quali Batman di Bob Kane e Bill Finger.

La possibilità di guadagnare di più spinse Bob Kane a mescolare in un unico personaggio molte delle icone e delle fonti che allora avevano maggior successo al cinema e sui pulp magazine. Bob Kane, affascinato dall’Italia e dai progetti ingegneristici di Leonardo da Vinci, ha unito l’ingegno leonardesco nell’ideazione di macchine complesse e fantastiche con le visioni suggerite da due film: Il segno di Zorro del 1920, con l’eroe solitario che combatte contro le ingiustizie, e l’horror The Bat del 1926 (del quale venne realizzato un remake sonoro nel 1930, The Bat Whispers).Quindi, se esistono alcune somiglianze tra i due eroi è ancora più vero che Zorro è stato fonte di ispirazione anche per altri eroi dalle identità segrete quali Superman, l’Uomo Ragno, l’Uomo Mascherato, Lone Ranger, senza contare eroi neri come Kriminal e Satanik.

Per il personaggio di Batman, non solo nell’idea, ma anche nel racconto troviamo il marchio di Zorro, infatti Bob Kane e Bill Finger, ci fanno vivere il dramma di Bruce Wayne,

raccontandoci che una sera del 26 giugno, insieme al padre Thomas e alla madre Martha, vanno al cinema per vedere Il segno di Zorro;

all’uscita i genitori vengono rapinati da Joe Chill, che nell’aggressione li uccide e il bambino, rimasto traumatizzato, promette un giorno di iniziare a combattere i criminali con lo scopo di rendere la città di Gotham un luogo più sicuro. Bruce, ereditato il patrimonio di famiglia, viene cresciuto dal maggiordomo Alfred Pennyworth e, raggiunta la maturità, gira il mondo apprendendo arti marziali e tecniche investigative dai migliori maestri. Ritornato a casa, un pipistrello irrompe da una finestra della villa dandogli l’idea di realizzare un travestimento ispirato all’animale per spaventare i criminali.

Nei romanzi di McCulley, così come successivamente nei fumetti di Bob Kane, sono tracciate le essenziali caratteristiche dei due cavalieri oscuri: l’audacia e l’astuzia, l’ironia e il romanticismo. Altro elemento comune per entrambi i supereroi è quella di avere al proprio servizio un fedele servo muto: Bernardo che conosce il vero volto di Zorro ed il gobbo Harold Allnut che conosce il vero volto di Batman. Il personaggio di Harold Allnut è apparso nell’universo DC Comics per la prima volta in The Question # 33 ed è stato creato da Dennis O’Neil e Alan Grant, mentre appare per la prima volta in una storia di Batman nell’arco narrativo Penguin Affair. Dopo aver salvato Harold, Batman gli dà una casa e una posizione nella Batcaverna, lavorando come aiutante tecnologico nella sua guerra al crimine.

Nella “DC Rebirth” appare una nuova versione di Harold Allnut. Dopo l’incontro ravvicinato di Batman e Harvey Dent con KGBeast, Duke Thomas li porta in una fattoria dove Harold esegue un intervento chirurgico su Two-Face. Batman spiega a Duke che Harold crea alcuni equipaggiamenti tecnologici per lui e li spedisce a Gotham. La didascalia di Harold lo descrive come “Genius Inventor, Mute, Family”.

Proprio parlando di fumetti, nell’ultima Napoli Comicon abbiamo avuto il piacere di conoscere il disegnatore Alessandro Miracolo presso lo stand dei Capitani Italiani. Alessandro è attualmente al lavoro sulla bella serie “Capitan Napoli” (ottimo lo script di Antonio Sepe) e sulla serie “Zorro” per la casa editrice “American Mythology”.  Questo lo sketch di cui ci ha voluti omaggiare.

Zorro e Batman, sono quindi due eroi che racchiudono in loro gli ideali di giustizia e di libertà, che incarnano lo spirito della ribellione contro la tirannia, che riscattano i propri concittadini. A questo si aggiunge il fascino del mistero dei giustizieri mascherati, del costume nero, che vivono la loro doppia identità segreta come “damerini” intellettuali, un pò paurosi, ma imbattibili nelle loro avventure. Il successo di Zorro, così come quello di Batman, ancora è di così vaste proporzioni da annoverare, oltre ai romanzi, i film e le serie televisive, anche pubblicità, produzioni teatrali, radiodrammi, mostre, un film biografico, cartoni animati, fumetti, giocattoli, maschere e costumi di carnevale.

 

Batman Annual #3: La festa del papà

Dal 12 dicembre 2018 nelle fumetterie statunitensi

Ci sono storie indimenticabili, che toccano il cuore dei lettori. Father’s Day di Tom Taylor e Otto Schmidt (DC Comics, 2018) è una di quelle. Basta un solo fermo immagine per riassumere l’atmosfera di questo one-shot: notte fonda, un uomo è sdraiato sul letto, insonne, in attesa della telefonata di suo figlio. È una scena evocativa, emotiva: credo che chiunque di noi conosca quell’ansia, l’angoscia che ti soffoca quando non sai se, dopo lo squillo tanto atteso, tirerai un sospiro di sollievo o se verrai precipitato nell’abisso della disperazione.

 

Quante volte la nostra felicità è stata determinata da una singola chiamata? Se avete dei figli, vi sarà capitato di aspettare con trepidazione la telefonata che vi confermava che il vostro pargolo era tornato a casa sano e salvo o che il suo aereo era atterrato. Nascite, lutti, incidenti o liete novelle: dietro la parola pronto, si nascondo tutte le incognite della nostra esistenza.

 

There was a call. One phone call. That’s all it took. One phone call and our lives were changed.

L’uomo disegnato da Otto Schmidt, quello che non può permettersi di addormentarsi, perché sta aspettando un responso, una sentenza, lo sa bene: lui è Alfred, l’instancabile, impareggiabile e ironico, maggiordomo di villa Wayne. Tom Taylor ci invita a sederci accanto a Pennyworth e a trascorrere due notti al suo fianco: la prima appartiene al suo passato, mentre la seconda è ancora tutta da scrivere. Il filo rosso che unisce questi due momenti è quello del telefono: l’araldo che ha portato e che riporterà l’oscurità di Gotham nelle stanze della magione.

Quando il padroncino Bruce era un bambino, Pennyworth aveva delle ambizioni che, probabilmente, lo avrebbero portato a lasciare la villa e a mettere su famiglia. Quei progetti sono andati in fumo nel corso di una sola notte. Una serata che i fan di Batman hanno rivissuto sino alla nausea. Abbiamo ancora nelle narici l’odore della cordite. Leco delle perle che cadono a terra, tingendosi di cremisi, risuonerà per sempre nelle nostre orecchie.

 Da allora la vita del maggiordomo non è stata più la stessa. Alfred ha messo da parte le sue aspirazioni per restare al fianco di un bambino sperduto in una casa che era diventata, all’improvviso, troppo grande e silenziosa. Pennyworth sperava di poter tenere il suo protetto al riparo dalle tenebre e dai mostri in agguato sia sotto il letto sia nelle vie della città. Invece, quel ragazzino è diventato tutt’uno con l’oscurità: l’ha abbracciata per poter riportare la luce nella tormentata metropoli. Bruce si è consacrato, come un cavaliere d’altri tempi, alla crudele dama Gotham. 

Notte dopo notte, Batman lascia il santuario di villa Wayne per intraprendere la sua queste, per sanguinare, lottare, cadere e rialzarsi. Intanto Alfred, lo scudiero che è molto di più di un semplice servitore, attende il suo ritorno e la chiamata che gli confermerà se l’ennesima battaglia contro il drago è stata vinta. Un’attesa straziante che richiede sacrificio e dedizione. Un compito ingrato.

Quella di Alfred è davvero una thankless task? Pennyworth paga un prezzo ogni notte, lo sappiamo bene: sia il fumettista Scott Snyder, negli ultimi numeri del New 52, sia gli autori del videogioco Batman: The Telltale Series hanno sottolineato quanto sia difficile restare al fianco del Cavaliere Oscuro. Di quanti fardelli puoi farti carico prima di andare in pezzi, prima di gridare per favore basta e di chiedere a un uomo inflessibile, inarrestabile, di rinunciare alla sua missione, di gettare via la maschera per te?

L’Alfred di Father Day nasconde la sua preoccupazione dietro sagaci frecciatine, perché sa che il suo protetto non ascolterà né rimproveri né consigli sensati. Di giorno si muove incessantemente: si occupa di tutte le faccende che Bruce tralascia per concentrarsi sulla sua missione. Quando calano le tenebre si ferma e trattiene il respiro in attesa dello squillo del telefono. La pressione a cui è sottoposto è intollerabile, ma lui si aggrappa a un singolo pensiero, a un faro nella notte: quante delle persone che ho incontrato oggi devono la loro vita a Batman? 

A fine lettura scoprirete se quella del maggiordomo è davvero unathankless task e saprete cosa è successo quando ha risposto al telefono. Avrete letto una storia diversa dal solito, incentrata sul rapporto tra un padre e un figlio (tranquilli, c’è anche un’epica scena d’azione). Uno one shot in cui sceneggiatura e disegno lavorano in sinergia per dare il massimo risalto alle emozioni. Taylor si è focalizzato sulla psicologia, sulla caratterizzazione dei personaggi: il suo copione è convincente e ben strutturato. Invece Schmidt ha reso in maniera magistrale espressioni e gesti.

 

Se siete alla ricerca delle lettura perfetta per celebrare la Festa del papà, l’avete trovata: Batman Annual #3 è il fumetto che fa per voi. Questa storia ci ricorda che l’essere padre non ha nulla a che fare con i legami di sangue: è una scelta, un impegno, una promessa che ti lega al filo di un telefono e, soprattutto, al cuore di un’altra persona. Auguri a tutti i papà, a tutti coloro che sanno cosa vuol dire mettersi nei panni di Alfred.

Redatto da:  Benny a.k.a.  seguite anche il suo blog cliccando qui Benny a.k.a. Unreliablehero

Batman compie 80 anni: 10 curiosità sul supereroe e gli appuntamenti per festeggiarlo

Per il compleanno dell’Uomo Pipistrello, DC Comics e Warner Bros hanno in serbo alcuni appuntamenti imperdibili. Intanto, ecco la storia di Batman, dal film con George Clooney alla versione cartoon Lego con la voce di Claudio Santamaria

Aaron Taylor-Johnson e Nicholas Hoult sono già stati eroi dei fumetti al cinema (Quicksilver e Bestia), eppure farebbero carte false per indossare la maschera di Batman. Il film di Matt Reeves uscirà al cinema solo fra due anni e mezzo (25 giugno 2021) ma le bat-scommesse sull’erede di Ben Affleck li danno tra i favoriti. Più giovane, più dinamico, più fresco? Sembra lo slogan di un dopobarba invece è l’immagine che DC Comics vuol dare ad uno dei miti più amati, l’Uomo Pipistrello, che il 30 marzo spegne 80 candeline.

Ancora in grandissima forma – basti vedere la parodia di Lego Movie 2 per farsene un’idea – Bruce Wayne (il cui nome è un omaggio al re Bruce I di Scozia e il cognome è preso in prestito da un generale della rivoluzione americana) riesce sempre a reinventarsi e stare al passo con le nuove generazioni. Ecco perché quest’anno sarà dedicato a celebrare i successi conseguiti finora, dalle strisce alla tv, passando per la gloriosa consacrazione cinematografica.

Gli appuntamenti

In calendario sono già tantissimi, tutti accomunati dall’hashtag #LongLiveTheBat, e avranno il culmine il 21 settembre, ribattezzato Batman Day, quando su moltissime città del mondo verrà lanciato il bat-segnale. Gotham, insomma, non è mai stata così vicina da quando nel 1939 questo giustiziere mascherato mette a rischio la vita da miliardario per combattere il crimine.

Il primo evento in calendario? Il 15 marzo a Austin in Texas durante il festival pop SXSW un milione e mezzo di pipistrelli voleranno di notte sul Congress Bridge. Il 30 al WonderCon di Anaheim si svolgeranno convention a tema “Happy Birthday, Batman!” con ospiti a sorpresa. E il Romics di Roma (4-7 aprile 2019) ospiterà una mostra interattiva sul supereroe (anche Shanghai ha in mente un progetto simile per l’estate). Da Madame Tussauds di Orlando e Sydney ai mattoncini a tema Uomo Pipistrello durante la mostra a San Paolo (Brasile), si moltiplicano i festeggiamenti da una parte all’altra del globo attraverso memorabilia ad edizione limitata e sorprese ancora da svelare.

10 curiosità sull’Uomo Pipistrello

1. Francobolli pipistrelli. Le Poste statunitensi hanno omaggiato Batman con una serie di 20 francobolli ad hoc i 75 anni dell’eroe, un onore concesso di rado persino a personaggi in carne e ossa.

2. Un parco (quasi) a tema. Anche se Batman non ha un vero e proprio parco divertimenti con il suo nome, tutti quelli di proprietà Warner Bros., a Madrid, Abu Dhabi e in Australia, dedicheranno uno spazio ancora maggiore nel 2019 a questo personaggio. Intanto i collezionisti perderanno la testa per i gadget esclusivi che potranno trovarvi.

3. Andy Warhol, Batman ribelle. Esistono undici film su Batman, tutti autorizzati. E poi ce n’è uno muto e in bianco e nero non ufficiale diretto da Andy Warhol nel 1964, Batman Dracula. Senza i necessari permessi, non è stato neppure distribuito nei cinema anche se alcune scene sono finite in un documentario del 2006 Jack Smith and the Destruction of Atlantis.

4. Da Vinci docet. Le ali di Batman, a detta dei suoi creatori Bob Kane e Bill Finger, sono un omaggio all’Ornitottero, la macchina volante di Leonardo. L’ispirazione, infatti, nasce da vari disegni del genio del Rinascimento italiano.

5. Moglie e figli. Gli universi paralleli nei fumetti sono spesso un espediente narrativo che permette di esplorare possibilità infinite. In una di queste Bruce Wayne ha una moglie, di cui non si conosce l’identità, e un figlio, Bruce Wayne Jr., che finisce per innamorarsi della figlia di Superman Kara. Non è l’unico: c’è Damian, un illegittimo, Terry McGinnis (frutto di un esperimento sul suo DNA), Helena (figlia di Catwoman) e Tallant.

6. Nella lista di Forbes. Forbes stila una lista dei personaggi di fantasia più ricchi (si chiama Forbes Fictional 15) e Bruce Wayne ne fa parte dal 1939. È in ottima compagnia, da Tony Stark a Mr. Burns de I Simpson.

7. È il capo di Superman. La Wayne Entertainments ha comprato il giornale per cui lavora Clark Kent, il Daily Planet, quindi tecnicamente Batman è il capo di Superman, il che amplifica il divario di classe tra i due supereroi. Il primo, un po’ come Tony Stark, è ricco di famiglia, mentre il secondo paga le bollette facendo il reporter.

8. Guinnes dei primati. Nel 2013 un fan di Batman è entrato nel Guinness dei Primati per aver realizzato con le stampanti 3D un costume con 23 gadget funzionanti. Julian Checkley è il cosplayer che ha trasformato in realtà il sogno di tutti gli appassionati dell’Uomo Pipistrello con un costume degno di Bruce Wayne.

9. Merito di Hugh Hefner. La prima serie tv su Batman (1966) è merito di Hugh Hefner, anche se in via indiretta. Un anno prima ha organizzato un party nella sua maison di Chicago a tema, perché è sempre stato patito dei fumetti. Uno dei capi del canale ABC, Yale Udoff, era tra gli ospiti e ha avuto l’idea di trasformare quel party in costume in un progetto a puntate.

10. No Bond, no party. Vari attori hanno rifiutato il ruolo di Batman al cinema (secondo le voci di corridoio a Hollywood) tra cui Kevin Costner, Mel Gibson, Bill Murray, Tom Selleck, Charlie Sheen e Pierce Brosnan, che avrebbe detto di no per via del costume.