Pennyworth: una spy story ricca di avventura (Recensione senza spoiler)

Strategia del low budget, miscellanea di generi, stimolano forme e contenuti che caratterizzano la produzione televisiva Pennyworth. E’ una serie che allestisce un rifugio per veterani esperti e giovani promesse delle serie tv a partire dal novizio protagonista Jack Bannon, l’interprete di Alfred Pennyworth, fino ad arrivare agli smaliziati produttori esecutivi Danny Cannon e Bruno Heller. Gli episodi dedicati alle origini del maggiordomo più famoso al mondo diventano un laboratorio per concretizzare una proposta originale. Il loro lavoro è alla base dei vitali tasselli che compongono l’immaginario pop DC Comics rigorosamente appartenenti al mondo di Batman.

Dopo oltre mezzo secolo dalla pubblicazione di Casino Royale (1953), primo di una lunga serie di romanzi e novelle incentrati su quel James Bond, implacabile agente al servizio di Sua Maestà Britannica, nasce Pennyworth. Un character nato dalle divagazioni e inventive fumettistiche di Bill Finger e Jerry Robinson, in cui Alfie è frequentatore delle principali accademie per maggiordomi del mondo, segue un corso aggiuntivo di medicina, di letteratura classica e di teatro. Una personalità immortalata per sempre nelle movenze di tanti attori del piccolo e grande schermo* (ndr).

Nei dieci episodi che contraddistinguono la prima stagione di Pennyworth la serie diviene rapidamente l’emblema di quella identità tipicamente britannica che, specialmente negli anni sessanta, ha rivoluzionato il concetto stesso di entertainment cinematografico. Storie di spionaggio e di ambientazioni vittoriane che procedono a un buon ritmo altalenando situazioni surreali a scene d’azione, momenti di esoterismo a risse da pub, situazioni intriganti e intrigate ad inaspettate risoluzioni, scene truculente a momenti di umorismo.

Alfred lavora come buttafuori di un nightclub per adulti mettendo a dura prova il suo carattere di gentiluomo e grintoso. Per uno spunto narrativo ancora più interessante, lo sceneggiatore Bruno Heller provvede ad affiancare ad Alfie una splendida partner, metafora di un nuovo modello femminile sexy ed emancipato, dal nome di Esme, interpretata dall’attrice britannica Emma Corrin. Preferisco non svelarvi oltre, sarete voi a decidere se proseguire.

Dal mio punto di vista si tratta di una serie interessante e godibile. Non è certo la serie tv dell’anno, ma ci troviamo davanti ad episodi che, nonostante si svolgano in totale ambientazione inglese, mostrano scenari molto affini a quelli di Batman.

CURIOSITA’

A doppiare il protagonista troviamo l’eclettico Davide Perino. Già doppiatore dell’attore Jesse Eisenberg in “Batman v Superman: Dawn of Justice” e “Justice League” che interpreta Lex Luthor. Qui sotto lo potete vedere in un saluto per i lettori del blog.

Da sinistra: Jack Bannon è Alfred Pennyworth, Ben Aldridge è Thomas Wayne, Paloma Faith è Bet Sykes

Le prime note del motivo musicale di apertura, a partire dal primo episodio (in seguito l’intro sarà editato), sembra accennare un richiamo alla sigla della famosa serie TV The Persuaders! ovvero Attenti a quei due, in cui viene utilizzato il qanun (o kanun). Questo insolito strumento è un salterio a pizzico di origine araba, simile alla cetra sdraiata, e viene suonato con dei plettri. Con la sola differenza che nel 1972 il motivo musicale di Attenti a quei due, venne registrato nello studio discografico dell’ex Beatle George Harrison e si piazzò al tredicesimo posto della classifica inglese, mentre la sigla di Pennyworth, pur essendo animata con score alla James Bond, non riesce a rimanere così indelebile.

L’ultimo episodio fa un chiaro omaggio ad una delle copertine iconiche dei fumetti DC Comics. Ma non vi dico quale, altrimenti vi toglierei il gusto di seguire la serie.

Buon divertimento e fatemi sapere se la serie vi è piaciuta e come la pensate.

Vi lascio con il trailer della serie e a seguire le note del redattore.

*WilliamAustin (Batman serial), Eric Wilton (Batman and Robin serial), Alan Napier (Batman: Il film, Batman serie televisiva), Michael Gough (Batman, Batman – Il ritorno, Batman Forever, Batman & Robin), Ian Abercrombie (Birds of Prey), Michael Caine (Trilogia del cavaliere oscuro), Sean Pertwee (Gotham),JeremyIrons (Batman v Superman: Dawn of Justice, Justice League), Douglas Hodge (Joker), Jack Bannon (Pennyworth), Andy Serkis (The Batman film)

La serie è andata in onda su Epix dal 28 luglio 2019 e in Italia è stata distribuita dal 25 ottobre 2019 su Starz Play. Il primo episodio è stato proiettato, in occasione del Lucca Comics & Games, presso il cinema Centrale sabato 2 Novembre 2019.

HBO Max sta sviluppando una serie tv su Blue Beetle

Blue Beetle è tra gli eroi secondari più amati dai fan DC Comics, e presto potremmo vedere finalmente una serie a lui dedicata. Sembra infatti che HBO Max stia lavorando al progetto.

Un nuovo report suggerisce che una serie basata su Jaime Reyes / Blue Beetle potrebbe essere in fase di sviluppo presso HBO Max. Secondo Daniel Richtman, il servizio di streaming sta sviluppando una serie basata sul personaggio di DC Comics, ma al momento non sono stati forniti altri dettagli.

Non sarebbe la prima volta in cui il personaggio vedrebbe la luce in live action, che è già apparso in Smallville, mentre è ricorrente in alcune serie animate come, Batman: The Brave and the Bold, Young Justice, DC Superhero Girls  e  Justice League Action.

Nel 2018 iniziarono a circolare rapporti secondo cui un film incentrato sul giovane eroe era in fase di sviluppo per il DCEU con una sceneggiatura di Gareth Dunnet-Alcocer. Tuttavia, da allora non ci sono stati aggiornamenti.

Presentato nei fumetti durante la Crisi Infinita del 2006 e creato dagli scrittori Keith Giffen e John Rogers e dall’artista Cully Hamnerthe, l’incarnazione del Blue Beetle di Jaime Reyes ha rapidamente sviluppato un seguito di fan devoti. Il personaggio ha una vasta gamma di superpoteri grazie a uno scarabeo alieno incorporato nel suo corpo.

Fonte: [Nerdpool.it]

 

Le serie HBO MAX per DC Comics

Nel corso della presentazione ufficiale, in cui è stata confermata l’uscita della piattaforma per il maggio del 2020, è stata annunciata ufficialmente una serie TV live action dedicata a Lanterna Verde, che verrà prodotta da Greg Berlanti in collaborazione con Warner Bros. Sotto le prime dichiarazioni ufficiali: Sarà la serie DC più grande mai realizzata, andremo nello spazio con questa serie dedicata a Lanterna Verde, ma non posso rivelare altro.”

Al momento non sappiamo quale versione di Lanterna Verde vedremo nella serie, ma presumibilmente questo progetto non dovrebbe preso il posto di Green Lantern Corps, film in lavorazione con la sceneggiatura di Geoff Johns.

Berlanti e altri progetti

Greg Berlanti produrrà due serie tratte dai fumetti DC per la piattaforma streaming: la prima sarà l’adattamento di Lanterna Verde, mentre la seconda sarà Una serie antologica intitolata Strange Adventures.

Strange Adventures, che viene descritta come una serie antologica supereroistic da 1 ora per episodio, che includerà personaggi provenienti dall’intero Universo DC che incroceranno le loro vite con quelle dei comuni mortali.

Secondo quanto sostengono le fonti di Variety, la serie era addirittura già in sviluppo per DC Universe, ma alla fine è passata a HBO Max. Greg Berlanti, Sarah Schechter e lo showrunner/scrittore John Stephens saranno i produttori esecutivi. Questo potrebbe testimoniare il passaggio dell’intera piattaforma DC in HBO Max

Berlanti, che ha un accordo di produzione con la Warner Bros. TV del valore di 400 milioni di dollari e produce il numero record di 21 serie originali live action su sette piattaforme diverse; ha dichiarato che “Entrambe saranno serie mai viste prima in televisione“.

Delle 21 serie prodotte da Berlanti, quattro saranno per HBO Max, compreso The Flight Attendant con Kaley Cuoco e la docuserie Equal. Inoltre per la piattaforma produrrà quattro film tv. Ci sono poi Katy Keene, Batwoman, Arrow, The Flash, Supergirl, Black Lightning, Legends of Tomorrow, Riverdale All American (The CW); Prodigal Son (FOX); Blindspot (NBC); God Friended Me (CBS); Titans, Doom Patrol Stargirl (DC Universe); You, Chilling Adventurs of Sabrina The Girls on the Bus (Netflix).

DC Superhero High

Il terzo progetto legato alla DC si intitola DC Super Hero High; una teen comedy di 30 minuti a episodio che verrà prodotta da Elizabeth Banks. La serie avrà per protagonisti alcuni dei supereroi più celebri in versione adolescenziale negli anni del college.

DC Super Hero High seguirà un gruppo di studenti che sperimentano il divertimento e il dramma dell’adolescenza in un college per persone con poteri. Questi ragazzi stanno solo cercando di superare le pressioni del liceo, ma nessuno di loro si rende conto che un giorno diventerà un leggendario eroe.”

Max Handelman (Shrill, Pitch Perfect) sarà il produttore esecutivo della serie, che verrà scritta da Scott Weinger (Le amiche di mamma), John D. Beck (Disjointed, Fuller House) e Ron Hart (Disjointed, La vita secondo Jim).

https://i1.wp.com/batman-news.com/wp-content/uploads/2019/03/DC-Super-Hero-Girls-at-Metropolis-High-Featured.jpg?fit=1200%2C675&quality=80&strip=info&ssl=1&resize=436%2C300

La piattaforma streaming di HBO Max debutterà negli Stati Uniti a maggio 2020.

Continuate a seguirci, qui su NerdPool.it, per non perdervi le prossime novità legate al mondo DC Comics.

Fonte: [NerdPool.it] 

Wonder Woman Pilot 1974 Cathy Lee Crosby

Oggi ha il volto di Gal Gadot, ma fino a poco tempo fa la Wonder Woman per antonomasia era Lynda Carter, star della celebre serie del 1975-1979. Pochi sanno però che la principessa amazzone è stata al centro di altri progetti televisivi che non sono mai andati oltre il pilot.

1. 1967: una sit-com maschilista

Il primo ad avere l’idea di fare di Wonder Woman un’eroina televisiva fu nel 1967 William Dozier, nientemeno che il creatore della celebre serie Batman (1966-1968) con Adam West. Coinvolgendo uno degli sceneggiatori della serie, Stanley Ralph Ross (ma anche Stan Hart e Larry Siegel, che saranno poi autori del programma comico The Carol Burnett Show) realizzò un episodio pilota di circa 4 minuti allo scopo di coinvolgere nel progetto una grande produzione. Il corto si intitolava Wonder Woman: Who’s Afraid of Diana Prince?

La protagonista, interpretata dall’attrice Ellie Wood Walker, vive a casa con la madre. Una sera, mentre legge il giornale così distrattamente da cadere dalla poltrona, a causa di un tremendo temporale decide di andare in soccorso di Steve (Trevor?), in volo con il suo aereo. L’autoritaria madre le impedisce di uscire prima di aver finito la cena, lamentandosi su quale orribile sciagura sia avere una figlia adulta e non sposata in casa. Diana fa perno su una porta girevole, da cui un istante dopo esce indossando il costume di Wonder Woman (in una versione alquanto imbarazzante). Una voce narrante decanta con ironia i tradizionali attributi di Wonder Woman – «Lei sa di essere forte come Ercole, saggia come Atena, veloce come Mercurio ed è convinta di essere bella come Afrodite…» – e nel frattempo l’eroina si contempla allo specchio con mosse vanesie e vezzose, vedendosi più affascinante di quello che è visto che il suo riflesso ha le fattezze di Linda Harrison (in sottofondo, le note di Oh, You Beautiful Doll!). Finalmente, pronta a salvare il mondo, vola comicamente dalla finestra.

L’obiettivo era evidentemente quello di creare una sit-com con al centro non tanto le imprese di Wonder Woman quanto il suo poco edificante rapporto con la famiglia (come Captain Nice, serie dello stesso anno). La costruzione di un’eroina così risibile si basava, peraltro, su un repertorio ben riconoscibile di stereotipi maschilisti e misogini. Del resto anche il titolo, che fa eco al film del 1966 Chi ha paura di Virginia Woolf?, non fa che rimarcare la scarsissima credibilità di questa Wonder Woman. L’esperimento non andò oltre i 4 minuti del pilot. Sta di fatto che, grazie a quel progetto, Ellie Wood Walker e Linda Harrison furono le prime donne a vestire i panni della principessa amazzone in una pellicola.

2. 1974: bionda, senza superpoteri

Il secondo tentativo di portare Wonder Woman in tv è un film del 1974, anche questo pensato come pilot per un’ipotetica serie. Scritto da John D.F. Black, sceneggiatore di crime movie, il film mostra un’eroina molto diversa da quella dei fumetti.

Interpretata da Cathy Lee Crosby, Wonder Woman è bionda. Non indossa la tiara né il costume classico, ma un miniabito che ricorda vagamente una tuta sportiva. Non maneggia il lazo dorato ma un bastone. Non ha superpoteri, ma fa arti marziali. Ha abbandonato le sue sorelle amazzoni per andare a vivere nel mondo degli uomini, dove viene conosciuta come Wonder Woman ma anche come Diana Prince (Dee per gli amici). Diventa un’agente segreta, assistente di Steve Trevor. Le viene affidata la missione di recuperare dei documenti del Pentagono sottratti dai cattivi di turno e nascosti nella sella di un asino.

Pensare una serie con una supereroina senza superpoteri sembra un’idea bizzarra e anche un po’ inutile. Ma tutto ha una spiegazione. Nel 1968 lo sceneggiatore Denny O’Neil e il disegnatore Mike Sekowsky introdussero nella serie a fumetti un cambio radicale nel personaggio di Wonder Woman, inaugurando la cosiddetta “Diana Prince era. In queste storie l’amazzone rinuncia ai poteri e al costume, apre una boutique, cambia diversi fidanzati e combatte i cattivi a colpi di kung fu. Wonder Woman tornerà al suo splendore solo nel 1972, anche grazie all’intervento della femminista Gloria Steinem che, dando voce a un’ampia fetta di pubblico, sostenne la necessità di restaurare l’immagine originale della supereroina più rappresentativa del girl power.

Forse anche a causa di questo clima di “ritorno alle origini”, la Wonder Woman della Crosby non convinse per niente la ABC. Così, l’anno successivo fu realizzato un altro film pilot, The New Original Wonder Woman, molto più fedele all’eroina dei fumetti, con l’ex reginetta di bellezza Lynda Carter. Il resto è storia. Una chicca: nello speciale Wonder Woman ’77, ispirato proprio alla serie con la Carter, fa una comparsata la Wonder Woman bionda. È una sorta di versione alternativa dell’eroina con cui la vera amazzone deve confrontarsi.

3. 2011: una specie di Ally McBeal

Il terzo progetto di serie televisiva è stato concepito nel 2011. Sembrava nascere sotto i migliori auspici, che avevano il nome e cognome di David E. Kelley, autore di serie di successo, soprattutto legal dramaUn po’ sulla falsariga della sua creazione più famosa, Ally McBeal, la sua idea era quella di concentrarsi sulla vita privata dell’eroina, interpretata stavolta da Adrianne Palicki.

Wonder Woman è l’eroina che protegge Los Angeles, ma tutti sanno che è Diana Themyscira, a capo delle Themyscira Industries, fondate sullo sfruttamento commerciale della sua immagine. Diana ha anche una terza identità, questa volta segreta: assumendo il cognome di Prince, si rifugia in un triste appartamento che divide con un gatto, dove, guardando film d’amore, è libera di ripensare a Steve Trevor, l’ex-fidanzato che le ha spezzato il cuore. Presto si scontra con le trame di Veronica Cole (Liz Hurley), donna d’affari senza scrupoli che commercializza farmaci mortali. Può però contare su un alleato nelle forze dell’ordine, il detective Ed Indelicato (un ancora sconosciuto ma già notevole Pedro Pascal, oggi famoso per aver interpretato Oberyn Martell e Javier Peña).

Il pilot ha una cifra smaccatamente trash, un trash che non è solo esasperazione ironica dell’elemento pop legato alla serie con la Carter. Per niente raffinato è il costume della protagonista, che – sia nella versione con pantaloni da cavallerizza che in quella tradizionale – definire sexy è un eufemismo. Poco elegante è anche il modo in cui si gioca con l’immagine provocante dell’eroina: durante una riunione d’affari Diana cestina il design delle nuove action figures da mettere in vendita, chiudendo la discussione con la frase «Non ho mai detto di fare merchandising con le mie tette!» (sic!), mentre in varie scene successive la telecamera indulge proprio sul suo generoso decolleté. Inoltre, il modus operandi dell’eroina è a tratti disturbante: non esita a torturare un sospettato costretto in un letto d’ospedale per ottenere informazioni (con buona pace del lazo della verità), e nel combattimento finale inchioda un uomo ad una porta trafiggendogli la gola con una spranga. Questa spietatezza si spegne poi nella scena finale: dopo essere stata applaudita per la sua vittoria sui cattivi come Wonder Woman, in veste di Diana Prince torna a casa e si iscrive a Facebook, specificando di essere single dopo aver scoperto che l’ex si è sposato.

Anche in questo caso il progetto non superò la prova del pilot. Forse perché, come dimostra il successo ottenuto dal film di Patty Jenkins, concepito per piacere agli spettatori ma anche alle spettatrici, in questo momento storico almeno il 50% del pubblico non ha voglia di assistere alla trasformazione di un’eroina iconica in un’ennesima macchietta stereotipata. David E. Kelley ha commentato il suo insuccesso così:

Penso ancora che il progetto sia buono per una serie televisiva. Che sia maturo. Abbiamo fatto degli errori. Il mio unico rimpianto è che non abbiamo avuto la possibilità di correggerlo. C’erano un sacco di cose che funzionavano e un grande cast. Nel tempo avremmo messo a posto quello che non andava, ma non ne abbiamo avuto l’occasione. Tutte le mie serie sono state un work in progress almeno fino al terzo, quarto o quinto episodio. Questo progetto ha preso forma più rapidamente di quanto mi sia successo in passato. Siamo arrivati a questo risultato e avrei voluto lavorarci ancora un po’. Credo nel potenziale di questa serie. Penso sarebbe stato un grande successo.

Chi è rimasto affascinato da Adrianne Palicki in versione supereroina, potrà seguirla altrove, e in altre vesti super, ovvero in Agent of S.H.I.E.L.D., dove interpreta Bobbi Morse alias Mimo.

Fonte : [Fumettologica]

La stagione 2 di Titans lancia Chella Man nel ruolo del figlio di Deathstroke, Gerico

Durante il suo panel al Comic-Con di San Diego, DC Universe ha rivelato che la seconda stagione di Titans tornerà disponibile sul servizio di streaming il 6 settembre 2019.

Nuovi personaggi si uniranno al cast originale Dick Grayson, Starfire, Raven e Beast Boy nella seconda stagione della serie. A partecipare allo spettacolo in questa stagione ci saranno Deathstroke (interpretato da Esai Morales), Aqualad (interpretato da Drew Van Acker), e il figlio di Deathstroke, Jericho, interpretato dal nuovo arrivato Chella Man. Chella è un YouTuber americano, attore, modello, artista e attivista.

Jericho (vero nome Joseph William Wilson) era originariamente un supereroe e membro dei Teen Titans durante il periodo The New Teen Titans di Marv Wolfman e George Pérez. Dall’inizio degli anni ’90, Gerico ha attraversato periodi di buonsenso e follia.

Il personaggio di Jericho fu creato nei primi anni ’80, pochi anni dopo che Marv Wolfman e George Pérez rilanciarono la serie Teen Titans e la trasformarono in un grande successo per la DC Comics. All’epoca, Wolfman e Pérez erano interessati a distanziare la squadra dalla Justice League , molti dei cui membri erano stati mentori dei Titani. Ciò significava introdurre nuovi personaggi come la mistica Raven e il tecnologico Cyborg, oltre a cambiare alcuni dei personaggi esistenti, come ad esempio Dick Grayson al quale venne cambiata la sua identità di Robin in favore di Nightwing . Jericho faceva parte di questo processo di costituzione della squadra. Gerico è muto dopo che suo padre non è riuscito a salvarlo in una missione, ed ha un’abilità unica di possedere qualcuno solo con un contatto visivo. Questo eroe gentile e orgoglioso si è dimostrato un formidabile Titano.

Titans, il fiore all’occhiello della DC Universe quando è stato lanciato lo scorso anno con i produttori esecutivi Akiva Goldsman, Geoff Johns, Greg Berlanti e Sarah Schechter, è basato sulla lunga serie di fumetti DC Teen Titans, introdotta per la prima volta da Bob Haney e Bruno Premiani. Lo spettacolo ha recentemente interrotto la produzione dopo la tragica morte del suo coordinatore degli effetti speciali durante una prova sul set.

Mentre il filmato della seconda stagione è stato mostrato alla convention, a questo punto nulla è stato reso pubblicamente disponibile. Resta sintonizzato come con la data della premiere proprio dietro l’angolo, un trailer ufficiale dovrebbe arrivare molto presto.

TITANS – Stagione 1 ( Recensione )

LO PUOI VEDERE SU: Netflix

EPISODI: 11

INTERPRETI PRINICIPALI:  Brenton Thwaites (Richard “Dick” Grayson / Robin), Anna Diop (Koriand’r / Starfire), Teagan Croft (Rachel Roth / Raven), Ryan Potter (Garfield “Gar” Logan / Beast Boy)

SINOSSI:  Rachel è una giovane ragazza, timida e introversa, che scopre di possedere degli oscuri poteri che non riesce a controllare. Quando degli uomini iniziano a darle la caccia troverà un aiuto nel detective della polizia Dick Grayson, ex pupillo dell’Uomo Pipistrello in piena crisi esistenziale. Sulle tracce di Rachel/Raven c’è anche Starfire, un’appariscente donna di origini aliene, che non ricorda quasi nulla del suo passato, ma sa che la ragazza è la chiave per far luce su di esso…

 

PRO:  Una serie matura e violenta, che punta molto sull’azione, ma anche sull’aspetto più introspettivo, mettendo in risalto paure e fragilità dei protagonisti, senza però scadere in un banale e mieloso teen drama.

CONTRO:  Per assecondare ancora di più i toni dark della serie, Dick Grayson è stato reso qui un vigilante spietato e violento, come il suo mentore. Si tratta chiaramente di un percorso iniziale del personaggio, che però cozza con l’aura solare e positiva che ha sempre contraddistinto l’ex Ragazzo Meraviglia nei fumetti.

GIUDIZIO COMPLESSIVO:  Dopo aver ripreso terreno anche al cinema con successi come Aquaman e Wonder Woman, la Dc continua a rafforzare il suo comparto televisivo approdando sulle piattaforme streaming. Questo gli permette sicuramente una maggiore libertà creativa e meno restrizioni rispetto a uno show che deve andare in onda su un canale televisivo, con palinsesti e regole ferree a cui sottostare.

Titans infatti è un serial molto cupo e violento, che non ci presenta quattro ragazzini dai costumi sgargianti pronti a far baldoria, ma dei personaggi a tutto tondo, che lottano coi propri demoni e cercano di capire quale sia il loro posto nel mondo. Dick Grayson in particolare vuole scrollarsi di dosso l’ombra opprimente di Batman e trovare una sua strada, mentre Raven ha un potere che non sa gestire e un grosso vuoto affettivo da colmare.

Loro due sono certamente i personaggi meglio sviluppati di Titans, ma anche Gar/Beast Boy, interpretato dall’asiatico Ryan Potter, è molto simile alla sua controparte cartacea, mentre lo stesso non si può dire della Starfire dell’afroamericana Anna Diop, più simile a una prostituta che a una principessa aliena… In generale, comunque, tutte le interpretazioni dei protagonisti risultano convincenti e funzionali al ruolo, cosa non certo scontata, specie quando si ha a che fare con giovani attori semi-sconosciuti.

Le strizzate d’occhio ai fan Dc e gli ospiti d’onore ovviamente non mancano, per cui aspettatevi di vedere Donna Troy/Wonder Girl, Hawk & Dove, la Doom Patrol ( prossima a debuttare con una serie tutta sua ), Jason Todd e… Batman ! Ma come ben ci hanno insegnato i film Marvel, non andatevene dopo i titoli di coda…!

Geoff Johns, deus ex-machina assoluto dell’universo Dc fumettistico, è tra gli scrittori e produttori di questo serial, per cui non c’è bisogno di aggiungere altro. Il suo nome ormai è una garanzia per ogni Dc fan che si rispetti.

L’inizio delle riprese della seconda stagione è fissato per marzo 2019.

VOTO: 7 ½

 

Marco “Spider-Ci” Novelli

Powerless

Powerless, la prima comedy ambientata nell’universo cinematografico (e narrativo) Dc Comics ha esordito negli Stati Uniti dal canale NBC il 2 febbraio 2017 in un mondo nel quale le creature televisive della casa di fumetti hanno avuto decisamente più fortuna di quelle apparse su grande schermo (basti pensare a Arrow o Supergirl). La prima ed unica stagione della serie televisiva Powerless, composta da 12 episodi da 21 minuti circa, è stata trasmessa fino al 20 aprile 2017. Il 25 aprile 2017, la NBC sospende a tempo indeterminato la trasmissione della serie e l’11 maggio 2017 ha annunciato in via ufficiale la sua cancellazione. Gli ultimi tre episodi sono andati in onda in prima visione dal 12 al 26 maggio 2017 sul servizio on demand della televisione pubblica neozelandese TVNZ. In Italia la serie è stata trasmessa sul canale Joi della piattaforma pay-per-view Mediaset Premium a partire dal 2 ottobre 2017. ATTORI: Vanessa Hudgens, Danny Pudi, Alan Tudyk, Christina Kirk, Ron Funches. IDEATORE: Ben Queen.

Adam West con alle spalle il cast di Powerless

LA TRAMA:Vanessa Hudgens nei panni di Emily Locke, una ragazza ambiziosa e piena di sogni, si trasferisce da una piccola cittadina a Charm City per lavoro. È, infatti, appena stata assunta da un avamposto della Wayne Enterprises (sì, quella di Bruce Wayne/Batman) che si occupa di pianificare misure di protezione per i cittadini in una società ormai stufa dei danni collaterali generati dalle imprese dei vigilanti e dei superumani. Nell’episodio speciale, intitolato Win, Luthor, Draw, Adam West interpreta Dean West, presidente delle Wayne Industries, che si reca a Charm City per portare delle spiacevoli notizie ai membri della Wayne Security: la compagnia ha raggiunto un accordo che prevede la cessione della divisione alla compagnia rivale, la LexCorp.