La stagione 2 di Titans lancia Chella Man nel ruolo del figlio di Deathstroke, Gerico

Durante il suo panel al Comic-Con di San Diego, DC Universe ha rivelato che la seconda stagione di Titans tornerà disponibile sul servizio di streaming il 6 settembre 2019.

Nuovi personaggi si uniranno al cast originale Dick Grayson, Starfire, Raven e Beast Boy nella seconda stagione della serie. A partecipare allo spettacolo in questa stagione ci saranno Deathstroke (interpretato da Esai Morales), Aqualad (interpretato da Drew Van Acker), e il figlio di Deathstroke, Jericho, interpretato dal nuovo arrivato Chella Man. Chella è un YouTuber americano, attore, modello, artista e attivista.

Jericho (vero nome Joseph William Wilson) era originariamente un supereroe e membro dei Teen Titans durante il periodo The New Teen Titans di Marv Wolfman e George Pérez. Dall’inizio degli anni ’90, Gerico ha attraversato periodi di buonsenso e follia.

Il personaggio di Jericho fu creato nei primi anni ’80, pochi anni dopo che Marv Wolfman e George Pérez rilanciarono la serie Teen Titans e la trasformarono in un grande successo per la DC Comics. All’epoca, Wolfman e Pérez erano interessati a distanziare la squadra dalla Justice League , molti dei cui membri erano stati mentori dei Titani. Ciò significava introdurre nuovi personaggi come la mistica Raven e il tecnologico Cyborg, oltre a cambiare alcuni dei personaggi esistenti, come ad esempio Dick Grayson al quale venne cambiata la sua identità di Robin in favore di Nightwing . Jericho faceva parte di questo processo di costituzione della squadra. Gerico è muto dopo che suo padre non è riuscito a salvarlo in una missione, ed ha un’abilità unica di possedere qualcuno solo con un contatto visivo. Questo eroe gentile e orgoglioso si è dimostrato un formidabile Titano.

Titans, il fiore all’occhiello della DC Universe quando è stato lanciato lo scorso anno con i produttori esecutivi Akiva Goldsman, Geoff Johns, Greg Berlanti e Sarah Schechter, è basato sulla lunga serie di fumetti DC Teen Titans, introdotta per la prima volta da Bob Haney e Bruno Premiani. Lo spettacolo ha recentemente interrotto la produzione dopo la tragica morte del suo coordinatore degli effetti speciali durante una prova sul set.

Mentre il filmato della seconda stagione è stato mostrato alla convention, a questo punto nulla è stato reso pubblicamente disponibile. Resta sintonizzato come con la data della premiere proprio dietro l’angolo, un trailer ufficiale dovrebbe arrivare molto presto.

TITANS – Stagione 1 ( Recensione )

LO PUOI VEDERE SU: Netflix

EPISODI: 11

INTERPRETI PRINICIPALI:  Brenton Thwaites (Richard “Dick” Grayson / Robin), Anna Diop (Koriand’r / Starfire), Teagan Croft (Rachel Roth / Raven), Ryan Potter (Garfield “Gar” Logan / Beast Boy)

SINOSSI:  Rachel è una giovane ragazza, timida e introversa, che scopre di possedere degli oscuri poteri che non riesce a controllare. Quando degli uomini iniziano a darle la caccia troverà un aiuto nel detective della polizia Dick Grayson, ex pupillo dell’Uomo Pipistrello in piena crisi esistenziale. Sulle tracce di Rachel/Raven c’è anche Starfire, un’appariscente donna di origini aliene, che non ricorda quasi nulla del suo passato, ma sa che la ragazza è la chiave per far luce su di esso…

 

PRO:  Una serie matura e violenta, che punta molto sull’azione, ma anche sull’aspetto più introspettivo, mettendo in risalto paure e fragilità dei protagonisti, senza però scadere in un banale e mieloso teen drama.

CONTRO:  Per assecondare ancora di più i toni dark della serie, Dick Grayson è stato reso qui un vigilante spietato e violento, come il suo mentore. Si tratta chiaramente di un percorso iniziale del personaggio, che però cozza con l’aura solare e positiva che ha sempre contraddistinto l’ex Ragazzo Meraviglia nei fumetti.

GIUDIZIO COMPLESSIVO:  Dopo aver ripreso terreno anche al cinema con successi come Aquaman e Wonder Woman, la Dc continua a rafforzare il suo comparto televisivo approdando sulle piattaforme streaming. Questo gli permette sicuramente una maggiore libertà creativa e meno restrizioni rispetto a uno show che deve andare in onda su un canale televisivo, con palinsesti e regole ferree a cui sottostare.

Titans infatti è un serial molto cupo e violento, che non ci presenta quattro ragazzini dai costumi sgargianti pronti a far baldoria, ma dei personaggi a tutto tondo, che lottano coi propri demoni e cercano di capire quale sia il loro posto nel mondo. Dick Grayson in particolare vuole scrollarsi di dosso l’ombra opprimente di Batman e trovare una sua strada, mentre Raven ha un potere che non sa gestire e un grosso vuoto affettivo da colmare.

Loro due sono certamente i personaggi meglio sviluppati di Titans, ma anche Gar/Beast Boy, interpretato dall’asiatico Ryan Potter, è molto simile alla sua controparte cartacea, mentre lo stesso non si può dire della Starfire dell’afroamericana Anna Diop, più simile a una prostituta che a una principessa aliena… In generale, comunque, tutte le interpretazioni dei protagonisti risultano convincenti e funzionali al ruolo, cosa non certo scontata, specie quando si ha a che fare con giovani attori semi-sconosciuti.

Le strizzate d’occhio ai fan Dc e gli ospiti d’onore ovviamente non mancano, per cui aspettatevi di vedere Donna Troy/Wonder Girl, Hawk & Dove, la Doom Patrol ( prossima a debuttare con una serie tutta sua ), Jason Todd e… Batman ! Ma come ben ci hanno insegnato i film Marvel, non andatevene dopo i titoli di coda…!

Geoff Johns, deus ex-machina assoluto dell’universo Dc fumettistico, è tra gli scrittori e produttori di questo serial, per cui non c’è bisogno di aggiungere altro. Il suo nome ormai è una garanzia per ogni Dc fan che si rispetti.

L’inizio delle riprese della seconda stagione è fissato per marzo 2019.

VOTO: 7 ½

 

Marco “Spider-Ci” Novelli

Powerless

Powerless, la prima comedy ambientata nell’universo cinematografico (e narrativo) Dc Comics ha esordito negli Stati Uniti dal canale NBC il 2 febbraio 2017 in un mondo nel quale le creature televisive della casa di fumetti hanno avuto decisamente più fortuna di quelle apparse su grande schermo (basti pensare a Arrow o Supergirl). La prima ed unica stagione della serie televisiva Powerless, composta da 12 episodi da 21 minuti circa, è stata trasmessa fino al 20 aprile 2017. Il 25 aprile 2017, la NBC sospende a tempo indeterminato la trasmissione della serie e l’11 maggio 2017 ha annunciato in via ufficiale la sua cancellazione. Gli ultimi tre episodi sono andati in onda in prima visione dal 12 al 26 maggio 2017 sul servizio on demand della televisione pubblica neozelandese TVNZ. In Italia la serie è stata trasmessa sul canale Joi della piattaforma pay-per-view Mediaset Premium a partire dal 2 ottobre 2017. ATTORI: Vanessa Hudgens, Danny Pudi, Alan Tudyk, Christina Kirk, Ron Funches. IDEATORE: Ben Queen.

Adam West con alle spalle il cast di Powerless

LA TRAMA:Vanessa Hudgens nei panni di Emily Locke, una ragazza ambiziosa e piena di sogni, si trasferisce da una piccola cittadina a Charm City per lavoro. È, infatti, appena stata assunta da un avamposto della Wayne Enterprises (sì, quella di Bruce Wayne/Batman) che si occupa di pianificare misure di protezione per i cittadini in una società ormai stufa dei danni collaterali generati dalle imprese dei vigilanti e dei superumani. Nell’episodio speciale, intitolato Win, Luthor, Draw, Adam West interpreta Dean West, presidente delle Wayne Industries, che si reca a Charm City per portare delle spiacevoli notizie ai membri della Wayne Security: la compagnia ha raggiunto un accordo che prevede la cessione della divisione alla compagnia rivale, la LexCorp.

Birds of Prey – Teaser

Dai creatori di Smallville una nuova intensa saga che vi terrà col fiato sospeso anche se per soli 13 episodi.

Birds of Prey è stata creata da David Carson (anche produttore ) e Shawn Levy, ispirato all’omonimo fumetto della DC Comics.

Interpreti e personaggi

  • Ashley Scott: Helena Kyle/Cacciatrice
  • Dina Meyer: Barbara Gordon/Oracolo
  • Rachel Skarsten: Dinah Redmond
  • Ian Abercrombie: Alfred Pennyworth
  • Shemar Moore: Detective Jesse Reese
  • Mia Sara: Dottoressa Harleen Quinzel

Doppiatori e personaggi

  • Laura Lenghi: Helena Kyle/Cacciatrice
  • Francesca Guadagno: Barbara Gordon/Oracolo
  • Perla Liberatori: Dinah Redmond
  • Dante Biagioni: Alfred Pennyworth
  • Fabio Boccanera: Detective Jesse Reese
  • Alessandra Korompay: Dottoressa Harleen Quinzel

Si tratta di uno spin-off dell’universo di Batman, incentrato sulle avventure di Helena Kyle, nota come la Cacciatrice, figlia di Bruce Wayne / Batman e Selina Kyle / Catwoman. A seguito di una tragedia Helena ricorre alla terapia psicologica presso lo studio della dottoressa Harleen Frances Quinzell.

Partita con un grande ascolto per la puntata pilota, la serie è stata poi accolta poco calorosamente dai fan del fumetto e dal pubblico costringendo la Warner a interromperne la trasmissione dopo tredici puntate di un’ora ciascuna.

In Italia la serie è stata trasmessa da Canal Jimmy a partire dal novembre 2005. Questo il promo originale dell’epoca.

New Gotham. Una città cupa, sconvolta dai criminali da quando Batman è scomparso nel nulla. Da un rifugio segreto tre donne si preparano ad affrontare i malvagi. A capo del trio, Barbara Gordon o meglio Batgirl, inchiodata ad una sedia a rotelle ma per nulla decisa ad arrendersi nella nuova veste di Oracolo. Con lei, Helena, figlia segreta di Batman e Catwoman, in preda ad un lacerante conflitto tra sete di giustizia ed istinti malvagi. E poi la misteriosa Dinah, ossessionata da strane visioni, che in seguito si scoprirà essere la figlia di Black Canary. Preparatevi… la leggenda ha inizio. Maggiori approfondimenti li potete trovare in questo nostro articolo di repertorio.

Per maggiori approfondimenti sulla serie potete leggere:

anche qui per poter parlare della prima apparizione in tv della dottoressa Harley Quinn.

Smallville

Smallville. Dieci stagioni, andate in onda tra il 2001 e il 2011, che esplorano la vita del giovane Clark Kent, interpretato da Tom Welling (doppiato dal nostro Marco Vivio) e il suo percorso per diventare l’iconico eroe dal mantello rosso e dagli incredibili poteri. Quali sono le sue motivazioni? Cosa lo ha spinto a diventare il paladino dell’Umanità nonostante le sue origini aliene? Con quali valori è stato cresciuto dai suoi genitori adottivi, Jonathan e Martha? Quali amicizie e amori hanno segnato la sua strada? Quali difficili scelte, quali incontri e scontri?

Con queste intriganti premesse la serie si riprometteva di riportare ai giorni nostri il mito di Superman, da sempre sotteso all’eterna dicotomia tra un linguaggio che sa di universalità – pescando addirittura nella mitologia – e l’inevitabile condanna a essere eternamente fuori dal tempo. Trovare nuove strade per raccontarne la storia non era, e tuttora non è, facile (né mai lo sarà, a mio modesto parere). Ma, per certi versi, usando l’espediente dell’elseworld, Smallville ci riesce.

Almeno per le prime cinque stagioni, infatti, pur conservando una preponderante componente romantica – si tratta pur sempre di un teen drama – Smallville fa il suo dovere piuttosto bene, delineando i tratti dei personaggi principali della mitologia supermaniana anche con una certa complessità: il cammino dell’eroe viene costellato di prove e fatiche, che specularmente raccontano anche il declino dell’amico destinato a divenire il suo peggior antagonista. Tra una fanciulla da salvare e un freak of the week, la storia si mantiene su buoni livelli, vantando perfino dei cameo di rilievo, da Margot Kidder al compianto Christopher Reeve, in quello che all’epoca fu un vero e proprio passaggio di testimone estremamente toccante.

La seconda metà di serie non si mantiene su questi livelli, cercando di barcamenarsi tra una quantità di personaggi – tra gli altri e solo a livello indicativo: Flash, Aquaman, Black Canary, Cyborg, Martian Manhunter, Metallo, Zod, la Legione, Brainiac… – e storie forse un po’ sfuggite di mano, la voglia di fare dello show qualcosa di più fumettistico e la necessità di conservarne le radici teen, in un graduale declino che ha il suo apice nell’ottava stagione – discesa pur parzialmente giustificata dal cambio di sceneggiatori dovuto a un lungo sciopero della categoria negli U.S.A., ragione comunque non sufficiente a considerare quantomeno passabili alcuni story-arc: ancora non perdono l’orribile gestione della questione Lana Lang, per non parlare del main villain, un Doomsday tanto mal scritto quanto inutile.

Le cose migliorano dalla metà della nona stagione, con il subentro di Geoff Johns (qui una nostra ripresa esclusiva a Lucca Comics 2012) alla sceneggiatura di alcuni episodi – memorabile la doppia puntata sulla Justice Society of America, che vide non solo l’ingresso nella serie di Hawkman, Doctor Fate e Stargirl, ma anche riferimenti importanti a Sandman, Jay Garric (ben prima di The Flash) e a Alan Scott, la prima Lanterna Verde.

Geoff Johns a Lucca Comics 2012 - Foto di Batman Crime Solver

Foto di repertorio di Batman Crime Solver – Geoff Johns a Lucca Comics 2012

La decima stagione ricollega bene molti punti oscuri – tranne, per l’appunto, che fine abbia fatto Lana, a dimostrare che si trattava proprio di una sceneggiatura partorita male – traghettando degnamente Clark ad abbracciare, finalmente, il suo destino contro la grande minaccia di Darkseid. A dirla tutta, avremmo tutti voluto una scena finale più action, vedere finalmente Superman in azione e non semplicemente Welling sbottonarsi la camicia e mostrarci lo Scudo; ma, data la qualità non più eccelsa e il budget richiesto troppo elevato, ci si è un po’ tutti accontentati, chiudendo persino un occhio sulla sorte riservata a Lex Luthor.

Si tratta comunque di una visione leggera e non impegnativa, pur parlando di oltre duecento puntate. La visione della serie in streaming, può essere un buon rimedio per coloro che non l’hanno vista.

Se proprio non sopportate trame “alla Beautiful” che puntano più al romanticismo che all’azione, evitatelo come la peste. Consigliata a tutti gli altri, soprattutto agli appassionati del genere e dei personaggi.

Tra le nostre tante interviste abbiamo in archivio per voi i saluti di Marco Vivio il doppiatore di Clark Kent interpretato da Tom Welling.

E i saluti dal bravissimo Fabrizio Vidale che è apparso nel serial doppiando il personaggio WINSLOW SCHOTT / GIOCATTOLAIO (prima apparizione è stata su Action Comics n. 64 settembre 1943) interpretato da Chris Gauthier (stagione/episodi 8.14, 9.4, 10.20).

CURIOSITÀ

Filmato quasi interamente a Cloverdale, nella Columbia Britannica, la serie vede l’ingresso nel mondo della televisione di nuovi talenti come Kristin Kreuk nel ruolo di Lana Lang, e il ritorno di volti ben più noti come John Schneider (il Bo Duke di Hazzard) nel ruolo di Jonathan Kent, di Annette O’Toole (apparsa nel film Superman III nel ruolo di Lana Lang) nel ruolo della madre di Clark Kent e di John Glover nel ruolo di Lionel Luthor. Senza dimenticare la nostra Wonder Woman Lynda Carter che ha recitato in Smallville un cameo in nel ruolo di Moira Sullivan.

Lois&Clark – Le nuove avventu­re di Superman

Lois&Clark: Le nuove avventure di Superman (Lois&Clark: The New Adventures of Superman) Con: Teri Hatcher, Dean Cain, Michael Landes, Justin Whalin, Lane Smith, Tracy Scoggins, John Shea, K Callan, Eddie Jones. Produzione: Usa, 1993, avventura/fantastico, colore (86 episodi di 60’ e 1 di 90’).

Il serial anni ’90 sulle gesta di Super­man predilige la storia d’amore tra Lois Lane (Teri Hatcher) e Clark Kent (Dean Cain), entrambi giornalisti al “Daily Planet” di Metropolis. La pri­ma ha occhi solo per il super-uomo e prega Kent di fissarle un appuntamento con il suo idolo: la reporter non sa che Clark è il volto umano di Super­man. Attorno alla coppia ruotano il giovane giornalista Jimmy Olsen (interpretato dapprima da Michael Lan­des, in seguito da Justin Whalin), il direttore Perry White (Lane Smith), la cronista mondana Catherine “Cat” Grant (Tracy Scoggins), il cui personaggio lo ritroviamo nella nuova serie di Supergirl, e Lex Luthor (John Shea), l’acerrimo nemico di Su­perman creduto morto alla fine della prima stagione ma che ricompare di tanto in tanto. K Callan ed Eddie Jones interpretano sporadicamente i genitori adottivi dell’uomo-acciaio: Martha e Jonathan Kent. Phyllis Coates, che aveva interpretato Lois nella prima serie tv sul super-eroe (1951), veste in una puntata i panni della madre della giornalista, Ellen Lane. L’aspetto ro­mantico tra la coppia protagonista guadagna enfasi con il passare delle puntate: dapprima lei si innamora di Lex Luthor e arriva a un passo dall’al­tare; alla fine della seconda stagione Lois sospetta che Clark sia Superman e Kent rivela la sua vera identità chiedendole la mano; il matrimonio avviene dopo 35 puntate di fidanzamento. Rispetto alle altre trasposizioni sul su­per-eroe emergono due novità non indifferenti: la storia è ambientata negli anni ’90 e i genitori di Clark sono entrambi vivi e vegeti, assumendo il ruolo di confidenti nei confronti del figlio adottivo. Non mancano plot più pro­priamente fantascientifici: tra viaggi nel tempo, rapimenti alieni, realtà vir­tuali e cloni figli dell’ingegneria genetica, Superman si ritrova miniaturizza­to in un episodio tratto dal best-seller di Richard Matheson Tre millimetri al giorno. Se Deborah Joy Levine cura l’edizione televisiva anni ’90 del su­per-eroe ideato da Jerry Siegei e Joe Schuster, Robert Singer è il produttore esecutivo insieme alla stessa Levine, David Jacobs, Brad Buckner ed Euge­nie Ross-Lemming. La musica originale è composta da Jay Gruska. Tra le guest-stars: Elliott Gould, Tony Curtis, Roger Daltrey (Who), Adam West (Batman di cui vi mostriamo un frammento qui sotto in cui interpretava Jerry, un reporter nell’episodio Whine, Whine, Whine – Processo a Superman), Sherman Hemsley e Isabel Sanford (protagonisti dei Jefferson), Sonny Bono, Denise Richards, Raquel Welch. Nell’ultimo episodio Lois e Clark decidono di avere un super-bim­bo anche se sono “biologicamente incompatibili”.

CURIOSITA’

Nell’episodio in cui è stato ospite, Adam West è stato anche raggiunto dal co-protagonista della serie Batman Frank Gorshin (The Riddler) che ha interpretato Sharpie Lawyer.

Il compianto Frank Gorshin interpretava l’antipatico avvocato Sharpie Lawyer nell’episodio della seconda stagione , Whine, Whine, Whine – Processo a Superman.

Flash – La serie anni 90

Flash (The Flash.) Con: John Wesley Shipp, Amanda Pays. Produzione: Usa, 1990, avventura/fantastico, colo­re (22 episodi della durata di 60’; 1 episodio della durata di 120’).

L’uomo mascherato più veloce del mondo sfreccia come un lampo in tele­visione a 50 anni dalla sua prima apparizione nei fumetti. Infatti Flash nasce ufficialmente nel gennaio del 1940 grazie alla matita di Harry Lampert; ma la versione più famosa è quella del 1956 di Carmine In­fantino, che disegna le vicissitudini di Barry Allen, un tranquillo scienziato della polizia criminale che viene contaminato durante un esperimento da una mistura chimica isotopica. È l’ini­zio del mito: dovendo rincorrere un autobus, Allen si accorge di superarlo a velocità supersonica mentre i suoi piedi fanno scintille. I tentativi di ritornare normale non hanno esiti positivi; neanche la collega e confidente Tina McGee riesce a trovare un antidoto. Ma dopo pochi giorni suo fratello viene ucciso da una banda di malviventi e così lo scienziato decide di diventare Flash, un lampo di giustizia nella notturna e piovosa Central City, assai si­mile alla “Bat-maniana” Gotham City. Ogni super-eroe che si rispetti ha un costume degno del nome che porta: Flash veste una tuta aderente rossa fuoco con lo stemma di un lampo sul petto. Nella versione televisiva del fumetto l’uomo che abbatte la barriera del suono s’incarna in John Wesley Shipp (popolare attore di soap quali Sentieri e Santa Barbara), mentre Ti­na, l’unica a conoscere la doppia identità di Allen, ha il bel volto di Amanda Pays. Se la puntata-pilota è costata 6 milioni di dollari, 25 mila dollari è valso il costume firmato da Robert Short, già creatore dei trucchi di E.T. e premio Oscar per quelli di Beetlejuice. Sulla tuta rossa sono stati applicati complicati meccanismi su 30 sezioni diverse, dotate tutte di giunture in foamglas; il vestito di Flash ha evidenziato tuttavia un difetto: si consumava in fretta e a ogni puntata se ne sono resi necessari almeno 6. La “colpa” del trapasso in carne e ossa è dei produttori esecutivi Danny Bilson e Paul De Meo, che rispetto al fumetto hanno apportato qualche modifica: la love-story tra il protagonista e la bella Tina, che nelle strips sfocia nel matrimonio, si poggia più che altro sulla complicità; il fedele aiutante Kid Flash viene lasciato negli albi a riposare. La colonna sonora è affidata a Danny Elfman, che l’anno prima aveva accompagnato di note il Batman cinematografico di Tim Burton (qui trovate un articolo sulle location del film), in seguito ripresa nel film Justice League. Mark Hamill, l’ex Luke Skywalker di Guerre Stellari, tenta di rivoluzionare la sua immagine nei panni del malvagio Trickster.

CURIOSITA’:

Nella serie statunitense The Flash del 2014 ricopre il ruolo di Henry Allen, il padre di Barry Allen/Flash per poi interpretare un’altra incarnazione di Flash, ovvero Jay Garrick. Nell’edizione italiana per l’attore John Wesley Shipp è stato richiamato il doppiatore originario Stefano Benassi.

Qui invece potete trovare la video intervista esclusiva al doppiatore di Barry Allen interpretato nel 2014 dall’attore Grun Gustin, a cui da voce il bravissimo Alesandro Campaiola!