Comicon 2019: annunciato il primo ospite – Dave McKean

Il Comicon di Napoli è entrato nel vivo della programmazione della XXI edizione che si svolgerà dal 25 al 28 aprile 2019 presso la Mostra d’Oltremare.
Primo ospite internazionale dell’edizione 2019: Dave McKean.


L’autore britannico farà ritorno al festival grazie alla collaborazione di Edizioni Inkiostro che per l’occasione presenterà il volume BLACK DOG: The Dreams of Paul Nash. L’opera sarà disponibile allo stand Edizioni Inkiostro in 3 edizioni: white con disegno originale di McKean, Artist edition e normale.
Dave McKean durante la sua carriera ha illustrato e disegnato diversi libri e graphic novel innovativi. Nel 1988 Dave McKean produce le copertine per la serie Hellblazer, della DC Comics. Nel 1989 inizia un’altra collaborazione con Neil Gaiman: gli viene affidato il progetto grafico delle edizioni americane della serie regolare, delle raccolte e delle graphic novel di Sandman, per la linea Vertigo della DC Comics.

Sempre per la DC Comics, nello stesso anno, realizza le tavole per Arkham Asylum – Una folle dimora in un folle mondo, la mitica storia di Batman sui testi di Grant Morrison. Si tratta di una delle più cupe ed interessanti avventure dell’uomo pipistrello mai realizzate grazie all’indiscutibile genio dei due autori. Il Crociato Incappucciato in questa storia si trova ad affrontare alcuni dei suoi più temibili antagonisti, primo tra tutti un diabolico Joker, all’interno del manicomio criminale nel quale sono rinchiusi, l’Arkham Asylum del titolo, ma per far questo dovrà affrontare prima di tutto le sue stesse fobie e tutto quello che lo ha portato a diventare un Cavaliere della Notte.

Fonte: [Comicon]

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Ben Affleck torna a parlare di Batman v Superman e ci introduce a The Batman

Warner Bros. e DC Films (qui trovate i prossimi film fino al 2020) proseguono la costruzione del DC Extended Universe, e piazzano ciclicamente alcune rivelazioni o teaser che stuzzicano le aspettative di noi fans. Di recente Ben Affleck è tornato a parlare anche di Batman v Superman ed ha affermato: “E’ interessante quello che è successo al film.E’ stato un film grandioso, un vero successo commerciale. Praticamente è stato visto più di tutti gli altri film della mia carriera messi insieme” ha scherzato l’intervista con FOX 5.

“Si tratta del più grande successo commerciale della mia carriera, ma ha ricevuto tanta negatività dal punto di vista editoriale. La cosa interessante è stata che il film non è stato necessariamente giudicato per l’esecuzione della messa in scena, ma per il suo tono. Da quel che ho capito, molte persone avrebbero preferito un tono più leggero per il film, e questo aspetto mi sembra particolarmente interessante.”

“Il tono di un film non ha nulla a che fare con la sua qualità. E’ soggettivo, giusto? Alcuni toni possono toccare me, ma lasciare te indifferente, oppure divertire me e offendere te. E credo che il tono del film fosse molto vicino al fumetto di Frank Miller (Il Ritorno del Cavaliere Oscuro) che ho adorato da ragazzo. Sono felice che in tantissimi siano andati a vedere il film e che gli sia piaciuto.”

Alla domanda se il film di Batman v Superman fosse piaciuto a lui, Affleck ha risposto: “Si. Si, ho amato il film di Zack. Credo sia un gran bel film, divertente ma anche toccante.”

Inoltre abbiamo scoperto che Joe Manganiello interpreterà Deathstroke nel film The Batman, dove interpreterà uno degli antagonisti (se non quello principale); ebbene, ora Ben Affleck, intervistato da Collider per il suo nuovo film The Accountant, è tornato a parlare del film, di cui sarà interprete, regista e co-sceneggiatore insieme a Geoff Johns (il suo intervento a Lucca Comics 2012).
L’attore ha confermato che il titolo del film sarà The Batman, come si vocifera ormai da più di un anno:
“Il film credo s’intitolerà The Batman. Almeno, è quello che abbiamo scelto in questo momento. Potrei anche cambiarlo… questo è tutto ciò che ho a disposizione, per ora. Stiamo lavorando sulla sceneggiatura, sta venendo bene, sono molto entusiasta”.

Collider gli ha inoltre chiesto per quale motivo abbia scelto Deathstroke come villain:
“È un cattivo grandioso perché… ho avuto semplicemente la sensazione istintiva che fosse adatto a lui. Sapete, ammiro molto quel personaggio, soprattutto il modo in cui hanno rifatto Deathstroke nei New 52, e ho pensato che potesse funzionare”.

Il personaggio di Deathstroke, alias Slade Wilson, è nato sulle pagine di Teen Titans i fumetti di Marv Wolfman e George Pérez pubblicati all’inizio degli anni ottanta dedicati al supergruppo capitanato da Robin, la spalla del nostro Uomo Pipistrello. Si tratta di un mercenario che si sottopose a un esperimento per amplificare le sue capacità fisiche, peraltro già notevoli grazie al suo addestramento nell’esercito. Nella versione dei New 52 lo ritroviamo già maturo, quando i suoi giorni di gloria sono ormai finiti, ma una particolare circostanza lo costringe a indossare nuovamente la maschera e reclamare ciò che gli appartiene di diritto. La scelta di un attore come Joe Manganello (39 anni) dimostra che Affleck è interessato proprio a questa incarnazione del personaggio: avremo quindi un Batman e un Deathstroke già maturi, in grado di giocarsela alla pari grazie all’esperienza.

Sappiamo che The Batman sarà ambientato, almeno in parte, all’interno dell’Elizabeth Arkham Asylum for the Criminally Insane, noto più semplicemente come Arkham Asylum e che potrebbero comparire molti avversari dell’Uomo Pipistrello (annunciati già qui). Fra di essi ci sarà certamente il Joker (Jared Leto) e anche J.K. Simmons nei panni del Commissario Gordon.

Joe Manganiello nel frattempo ha appena iniziato la sua preparazione fisica e teatrale.

The Batman uscirà nelle nostre sale tra “circa un anno e mezzo“, come dichiarato dal CEO di Time Warner.

Vi lasciamo in calce uno stralcio video dell’intervista.

Batman/TMNT Adventures: le cover

Dopo le dichiarazioni e l’annuncio dei diversi crossover tra le case editrici DC Comics e IDW Edizioni presentate durante il San Diego Comic-Con 2016, arrivano dal sito CBR alcuni dettagli riguardo a Batman/TMNT (Teenage Mutant Ninja Turtles) Adventures. Qualcosa siamo stati in grado di anticiparvelo tramite le matite di Alessandro Giampoaletti (che trovate anche nell’albo Batman v Superman Concept Artbook e Dead xx Squad) con il suo rapido ed efficace sketch che vedete qui sotto.

Sketch di Alessandro Giampaoletti – Lucca Comics 2015

Ma torniamo alla notizia. Sono stati pubblicati i primi particolari sulla trama e quattro tipi diversi di copertine del primo volume, che sarà in distribuzione e vendita a partire dall’11 settembre. La storia di Batman/TMNT Adventures si basa sui criminali che evadono da Arkham Asylum e fuggono da Gotham City per poi devastare New York. A questo punto Batman crea una nuova alleanza con le Tartarughe Ninja per combattere i villain di turno. La miniserie è stata realizzata da Matthew K. Manning e Jon Sommariva. Grazie al sito Comic Book Resources siamo in grado di mostrarvi le prime illustrazioni. Presto saremo lieti di ospitare sul nostro blog un’intervista con uno dei disegnatori delle tartarughe ninja…stay tuned.

Batman: Arkham VR

Con i pc in declino e gli smartphone verso la saturazione nei mercati avanzati, la realtà virtuale non ci sta mettendo molto a diventare il nuovo accattivante trend dell’universo tecnologico. E le prime stime di un mercato appena agli esordi confermano la tendenza.

Tra le tantissime novità annunciate durante la conferenza di Sony all’E3 di Los Angeles c’è stato anche il promettente Batman: Arkham VR, nuova fatica di Rocksteady Studios in arrivo in esclusiva per PlayStation VR, il visore per la realtà virtuale di Sony in uscita il prossimo ottobre.

Batman: Arkham VR non sarà una riedizione delle precedenti avventure di Batman della serie Arkham, ma presenterà un nuova storia ambientata nell’universo di Arkham, ancora parzialmente avvolta dal mistero.

Il reveal trailer mostrato durante l’E3 non ci dà informazioni utili, se non che il titolo sarà disponibile già a partire da ottobre, in occasione del lancio di PlayStation VR, e che ci racconterà una intensa e misteriosa storia nello stile dei fumetti classici di Batman, con una forte dosa di psicologia nera in pieno stile Arkham.

La data di uscita non è poi così lontana, quindi prepariamoci a tanti nuovi dettagli in arrivo nelle prossime settimane.

Batman: La leggenda

Tra i tanti libri che ho in casa dedicati al Cavaliere Oscuro, ce ne è uno del tutto italiano che risalta per qualità ed impegno profuso: Batman: la leggenda. Ricordo ancora quando in un freddo e piovoso ottobre dell’ormai lontano 1999, durante Lucca Comics, mi sono imbattuto casualmente in questo volume che mi ha permesso di ampliare la mia conoscenza. Per i ragazzi che mi leggono devo dire che all’epoca internet era solo agli albori. 😉
Così, preso da nostalgia, ma soprattutto per farvi conoscere questo bellissimo gioiello, grazie all’uso di Facebook, ho potuto contattare Valentina Semprini e Egisto Quinti Seriacopi, che all’epoca si sono presi la briga di realizzare un saggio che ritengo valido a tutt’oggi perché è un approfondimento al personaggio di Batman a 360°: fumetti, film, serie animate, gadgets e quanto altro ruotava fino al momento della pubblicazione intorno al vigilante di Gotham City. Inoltre come omaggio extra c’era una cartolina con un Batman spietato, dipinta dal bravissimo e ancor più giovane Gabriele Dell’Otto.

Stefano:  Ciao Valentina ed Egisto, grazie per aver accettato il mio invito e benvenuti tra le pagine di Batman Crime Solver.

Valentina:  Grazie a te! È bello tornare a parlare di fumetti dopo un po’ che non mi capitava.

Egisto:  Fortunata Valentina, ultimamente ne parlo e me ne occupo forse troppo spesso, anche se rimane una delle cose che preferisco fare oltre al mio lavoro.

 

Stefano:  Presentatevi al nostro pubblico. Chi è Valentina Semprini?

Valentina:  Una nerd. Non troppo grave (quello irrecuperabile è Egisto), ma sempre nerd. Che, per una serie di circostanze, ha trovato il modo di convogliare questa essenza nerd in qualcosa di più scientifico e costruttivo. Sono stata folgorata sulla via dell’Università dal mio impatto con la semiotica, che ha condizionato tutte le mie scelte successive: esami, tesine, piano di studi, tesi di laurea con Umberto Eco (poi divenuta un libro, “Bam! Sock!” pubblicato nel 2006 da Tunuè). Non c’è attività professionale degli ultimi diciotto anni (incluso l’adattamento di dialoghi per serie animate giapponesi, a lungo la mia principale fonte di sostentamento) che non sia partita da lì. A distanza di tanto tempo, è ancora ciò che mi da un’identità, perfino ora che mi sono ritirata “a vita privata” e mi sto divertendo a esplorare il mio lato creativo, sotto pseudonimo (vedi www.velmastarling.com). Il lato critico e saggistico voleva prendersi una pausa.

 

Stefano:  Parlami anche di quando facevi parte dello staff di Cartoon Club.

Valentina:  Ho iniziato nel 1997, fresca di laurea, e sono rimasta nello staff della manifestazione fino al 2014. Di anno in anno mi sono occupata di allestire mostre (spesso condividendo sfiancanti maratone notturne con Egisto e altri colleghi), curare i concorsi per i cortometraggi animati, tenere i contatti con gli ospiti internazionali, redigere cataloghi (quasi sempre in co-editing con Paolo Guiducci o Sabrina Zanetti), gestire il sito internet del festival… insomma mi sono adattata a ricoprire i ruoli di cui c’era bisogno. La cosa di cui vado più fiera è la creazione del Premio “Franco Fossati” per la saggistica sul fumetto. Parallelamente all’attività con Cartoon Club c’è stato il ruolo di caporedattrice per la rivista “Fumo di China”, che ho ricoperto per una decina d’anni.

 

Stefano: E chi è Egisto Quinti Seriacopi, fuori e dentro Cartoon Club?

Egisto: Quante pagine abbiamo a disposizione? La mia passione per il Fumetto è un imprinting infantile. Mia madre per farmi addormentare mi leggeva gli albi della casa editrice Nerbini, che appartenevano a mio padre. Vista la mia età, a volte censurava e reinterpretava alcune situazioni (per l’epoca decisamente osé, oggi letture per l’infanzia) del Flash Gordon di Alex Raymond, e ogni tanto mi mostrava le figure. La fortuna di avere una famiglia di lettori onnivori. La passione per il disegno e gli studi mi hanno portato all’Accademia di Belle Arti, per poi vendermi – ma non del tutto – alla grafica pubblicitaria e infine per approfondire questa qualifica nel settore del marketing e discipline annesse. Il fumetto ha sempre scandito la mia vita. Linus è stata la mia scuola, il mio mentore. Lucca il luogo dove ho dato risposte a tutte le mie domande su questo straordinario linguaggio, complesso e articolato. Insieme a colleghi appartenenti alla “setta” di chi aveva intuito da tempo che il Fumetto oltre ad uno strumento di intrattenimento era un linguaggio Artistico, ci ha portato a realizzare diverse iniziative. Fra queste certamente la più interessante da un punto di vista della lettura di questo linguaggio è stata “FRATELLIRIBELLI”. Era il titolo di una performance audiovisiva dove intere storie a fumetti sono state sonorizzate da un gruppo di doppiatori, con suoni, musiche ed effetti speciali. Abbiamo lavorato su “Dylan Dog: Memorie dall’invisibile”, “Nathan Never: Vampyrus” dello straordinario Nicola Mari, “Batman: Arkham Asylum”, “Martin Mystère: Di tutti i colori”, “Daredevil: La morte di Electra” (il ciclo di Miller), “Una ballata del mare salato” di Hugo Pratt, “Fuochi” di Lorenzo Mattotti e tante altre. FRATELLIRIBELLI ha girato il belpaese, dal Museo Revoltella di Trieste al Palazzo delle Esposizioni di Roma, e presso altre manifestazioni a fumetti o di cinema di animazione italiane fino ad approdare a Cartoon Club. Era il 1995 quando ho presentato la prima serie di queste proiezioni presso la sala del Baraccano a Bologna. Per quegli anni era una formula di pura avanguardia esplorativa di questo linguaggio e delle sue possibilità espressive. A seguire, mostre e iniziative presso altre città italiane: Casacomix a Casalecchio di Reno, Moncalieri Comics a Torino. E Riminicomix, la mostra mercato di Cartoon Club, l’unica che apre al pubblico alle 17:00 e chiude alle 01:00. Siamo a Rimini e ci siamo adeguati alla vita notturna della città. Quest’anno compie venti anni d’ininterrotto successo e costante crescita. Fra le altre cose interessanti che mi fanno sentire come uno che nel suo piccolo ha fatto qualche cosa per questo linguaggio è l’essere oggi dentro il comitato scientifico della Biennale del Disegno di Rimini alla voce “Fumetto”, per la quale ho avuto il piacere di portare a rimini mostre di Lorenzo Mattotti, Hugo Pratt, e per questa edizione 2016 Andrea Pazienza. Ho scritto interventi per “Fumo di China” e ideato la collana editoriale ABACO. Gestisco una piccola casa editrice che pubblica ovviamente fumetti, la DADA Editore. Ho recentemente scritto un libro, per la casa editrice Hermatena, dal titolo “Slurp! A tavola con il fumetto”, con la Dott.ssa Paola Parenti, grande appassionata ed esperta di cucina. Dimenticavo! ho anche un lavoro, sono art director dell’agenzia di comunicazione e marketing Dienneà.

Stefano: Avete inaugurato la collana ABACO nel 1999, curando un volume dal titolo “Batman: la Leggenda” per Cartoon Club Editore di Rimini. Potete raccontarci come è nata la vostra collaborazione e perché un libro su Batman?

Valentina & Egisto:  Lavoravano entrambi per Cartoon Club già da qualche tempo e per i 60 anni di Batman avevamo pensato di mettere in piedi una mostra, come sempre dotata di catalogo. Poi ci siamo resi conto che, vista la qualità dei pezzi che avremmo esposto, serviva un volume dall’aspetto imponente, autorevole. E non solo: se l’esperimento Batman fosse riuscito, magari avremmo potuto produrre altri volumi diversi dai ‘soliti’ cataloghi: cosa poi avvenuta con “L’oro di Zio Paperone”, scritto da un quartetto di superesperti disneyani. Purtroppo l’avventura si fermò lì, perché la produzione di ogni singolo volume comportava una mole di lavoro superiore a quelle che erano allora le nostre forze. Qualche anno fa però abbiamo lavorato insieme a un volume dal titolo “The Art of the Rat”, dedicato al Rat-Man di Leo Ortolani colorato da suo fratello Larry, che per taglio e formato può essere considerato anche lui un ABACO.

 

Stefano: Il volume edito da Cartoon Club raccoglie una serie di saggi, affidati a competenti autori, e una serie d’immagini-omaggio create per l’occasione. Parlatecene nel dettaglio.

Valentina & Egisto:  Prima parlavamo di qualità dei pezzi perché avevamo chiesto dei disegni inediti, realizzati appositamente per la mostra, a diversi disegnatori che ci erano sembrati adatti a rapportarsi col personaggio, non importa che fossero esordienti o affermati, sconosciuti o famosi. Tra loro, nomi come Lorenzo Mattotti, Sergio Toppi, Davide Fabbri, César, Massimilano Frezzato, Vanna Vinci, Nicola Mari. Ciascuno di loro ha risposto con entusiasmo, abbiamo raccolto decine di piccole opere d’arte. Come minimo, il livello dei contributi saggistici doveva essere altrettanto alto. Abbiamo contattato collaboratori di vecchia data ma anche persone nuove, scelte in ambiti estranei al fumetto, proprio per ottenere sguardi originali e inediti sul personaggio. “Batman: la Leggenda” doveva essere da una parte un compendio chiaro ed esaustivo sulla vita editoriale e narrativa del Cavaliere Oscuro, dall’altro una raccolta di spunti destinati a suggerire analisi e approcci mai tentati prima.

 

Stefano:  Personalmente ricordo di aver comprato quel libro all’interno del Palasport di Lucca, quando Lucca Comics aveva ancora due edizioni (quella primaverile e quella autunnale). In regalo c’era una bella cartolina disegnata da Gabriele Dell’Otto…

Valentina:  …con cui ci mise in contatto Marco Pellitteri, un caro amico oltre che eccellente saggista e ricercatore. Un giorno mi chiama e mi dice di conoscere un disegnatore emergente, tale Dell’Otto, uno destinato a fare strada, che ha pronto un disegno bellissimo di Batman a colori, e ci chiede se siamo interessati a inserirlo nel volume. Ci fa avere l’immagine e restiamo a bocca aperta. Solo che eravamo ormai avanti con l’impaginazione, altri due disegni a colori erano già stati destinati a cover e quarta di copertina. Così, a quel punto a Egisto viene un’illuminazione…

Egisto:  Quell’illustrazione era una meraviglia, non potevamo scartarla. Pubblicarla in bianco e nero all’interno del volume avrebbe significato sacrificare gran parte del suo fascino. Così ho pensato: perché non farne una cartolina? Un gadget aggiuntivo.

Stefano:  Guarda caso il titolo di questo bellissimo saggio su Batman ha lo stesso titolo che RW Lion ha scelto per propagandare la propria collana dedicata alla raccolta dei grandi classici. Che effetto vi ha fatto quando avete ascoltato lo spot in tv?

Valentina:  Ho sorriso. Batman È una leggenda, non potevamo certo mantenere il monopolio di quel titolo. Senza contare che una delle serie USA del personaggio, “Legends of the Dark Knight”, punta proprio sullo stesso concetto.

Egisto: Quando lo scegliemmo, questo titolo, era un termine che usciva spontaneo, direttamente dal cuore e dalla mente, nei confronti di quella che era ed è come dice Valentina un’icona nel panorama del Fumetto internazionale. Il suo fascino e la sua personalità di “personaggio” rimangono intatte e straordinariamente contemporanee, nonostante alcuni cali di qualità narrativa e grafica, impossibili da evitare vista la grande produzione di storie. Divertente pensare che forse i ragazzi della RW abbiano letto il nostro saggio, o che lo abbiano almeno visto in giro.

 

Stefano: All’epoca si festeggiava il sessantesimo della comparsa di Batman. Tante cose sono cambiate nel frattempo…

Valentina:  Il Bat-cosmo si è espanso, anche e soprattutto grazie alle trasposizioni cinematografiche. La trilogia di Christopher Nolan ha reso il personaggio ancora più noto, universale. Film di prossima uscita come il cross-over con Superman e quello sulla Justice League ne consacreranno ulteriormente la caratura. La serie televisiva “Gotham” ne esplora il background. A volte mi chiedo se ci sia ancora spazio per i fumetti, in questo proliferare di schermi grandi e piccoli. E mi rispondo: forse meno di prima, ma tutto dipende dagli autori. Il “Dark Knight” di Miller e il “Killing Joke” di Moore hanno una trentina d’anni e sono ancora attualissimi. Con un personaggio simile ci sono sempre nuovi margini di manovra.

 

Egisto:  La trilogia di Nolan, grazie all’interpretazione straordinaria di Christian Bale (Bruce Wayne / Batman) e Michael Caine (Alfred Pennyworth), ha dato nuova linfa ed energia al personaggio sia cinematografico che cartaceo. Nel contemporaneo la sinergia dei vari mezzi e/o strumenti di comunicazione è talmente vasta che trovo difficile definire un futuro per il Fumetto e il suo supporto editoriale, la carta stampata. Non credo che la produzione di storie scritte e disegnate terminerà mai. Tutto quello che di artistico nasce dalla mente e dalla creatività umana è un’esigenza primordiale che mi porta a considerarla un mezzo per lasciare il segno della propria presenza, della propria cultura, del tempo in cui abbiamo vissuto o viviamo. Muteranno i supporti ma non cesseremo di produrre Arte, tantomeno quella a Fumetti.

 

Stefano:  Cosa ti piace del personaggio di Batman e spiegacene le ragioni.

Valentina:  Mi piace il fatto che non abbia superpoteri in senso stretto. Che dal punto di vista della sua attività di supereroe sia una sorta di self-made-man. Che tante storie ne esplorino il lato borderline, senza il quale un soggetto del genere non sarebbe credibile. Che, nonostante il carattere cupo e solitario, spesso si circondi di una bat-family forse un po’ disfunzionale (i vari Robin, Nightwing, Huntress, Catwoman eccetera non sono proprio dei modelli di equilibrio e razionalità) ma ricca di motivazioni e capace di fare gioco di squadra. E soprattutto mi piace l’idea alla base del personaggio: usare l’arma principale dei criminali, la paura, contro di loro.

Egisto:  Concordo con valentina e le sue preferenze, ci troviamo perfettamente allineati su questo. Aggiungo solo che personalmente amo soprattutto il lato borderline di Batman e quel suo essere saltuariamente schizofrenico.

 

Stefano:  Quale è la storia di Batman che preferisci in assoluto e perché?

Valentina:  Questa domanda ti qualifica come un sadico torturatore. Conosciamo tutti le pietre miliari come il “Dark Knight”, il “Killing Joke“, “Year One” eccetera, e fra quelle è quasi impossibile decidere (Egisto, tu ci riesci?). Io però ho un debole per lo story-arc “Hush” di Jeph Loeb e Jim Lee, perché tira in ballo i comprimari più importanti della Bat-family, oltre a un certo numero di storici avversari: quindi è una storia molto corale, cosa che incontra i miei gusti. E poi il tratto di Jim Lee mi fa impazzire.

Egisto:   In cima alla classifica delle preferenze campeggia luminosa come una stella cometa “Arkham Asylum”: una folle dimora in un folle mondo… Scritto e sceneggiato da Grant Morrison, illustrato e co-sceneggiato da Dave McKean, di cui apprezzo tutto il lavoro grafico, narrativo, artistico e cinematografico. Avevo accennato del mio apprezzamento alla schizofrenia di Batman & co, vero? Poco dopo la sua prima pubblicazione in Italia (febbraio 1997 Play Press), questo graphic novel è stato tradotto in una straordinaria performance audiovisiva di FRATELLIRIBELLI (come ti dicevo poco fa) che riscosse un successo di pubblico straordinario. Fu talmente eccezionale l’affluenza che dovemmo replicare la sera successiva, non avendo la sala del Baraccano di Bologna una capienza adeguata a contenere tutto il pubblico pervenuto. Delle tante produzioni realizzate è certamente una delle più suggestive. A seguire, tutta l’opera di Miller.

Stefano:  Fai una tua personale classifica dei fumetti e dei cartoni animati da più amati.

Valentina:   L’avevo detto, che eri un sadico. Va bè, ci provo, in rigoroso ordine sparso. Fumetti: quasi tutte le opere di Alan Moore e Frank Miller. “Preacher” di Garth Ennis. La “Saga di Paperon de’ Paperoni” firmata da Don Rosa. La “Storia del West” di Gino D’Antonio. Le parodie disneyane di Silvia Ziche. Gli “X-Men” di Chris Claremont, gli “Avengers” di Brian Bendis. A scatola chiusa, qualunque cosa firmata da Giancarlo Berardi, Terry Moore, Neil Gaiman. E poi non sto citando pietre miliari come “Asterix”, “Maus”, “L’Eternauta”… niente da fare, sono troppi! Cartoni animati: conservo un amore viscerale per i vecchi robottoni giapponesi, “Goldrake” in primis. Poi “Ghost in the Shell”. Parecchi lungometraggi disneyani, alcuni outsider come “The Book Of Life” di Jorge Gutierrez o “Balto” di Simon Wells. Classici immortali come la “Linea” di Osvaldo Cavandoli. E un posticino speciale per una serie giapponese non conosciutissima, “Claymore” (tratta dal manga di Norihiro Yagi). Primo perché l’adattamento italiano in gran parte l’ho curato io, secondo perché è stata fra gli spunti che mi hanno indotta a riprendere il mio antico amore per il fantasy e ad esplorare il lato creativo di cui ti parlavo prima.

Egisto:  Sono d’accordo con Valentina, il tuo mi sembra accanimento terapeutico! Dunque: anch’io metto fra i primi cartoni animati preferiti tutti i robottoni di Go Nagai, da Mazinga a Ufo Robot Goldrake. Della mitica Disney di un tempo ciò che considero il suo capolavoro cinematografico, “La carica dei 101”. Di quella di oggi, “I Robinson”. Leggo troppo e di tutto, fra il “tanto” direi che faccio prima a dichiarare che tutto ciò che è stato pubblicato in Italia di Miller, Moore ed Ennis l’ho letto, ma di Alan Moore “Fashion Beast” è fra i miei preferiti. Il fumetto franco belga, con il Blueberry di Jean “Mœbius” Giraud, in vetta alla classifica di questa scuola. “Blake e Mortimer” di Edgar P.Jacobs, “Asterix”, “Tin Tin” di Hergé. Poi sempre di Mœbius “Il Garage ermetico di Jerry Cornelius” del periodo Métal Hurlant. La saga di Paperon de’ Paperoni di Carl Barks, decisamente migliore di quella di Don Rosa (dai… scateniamo la polemica).

Valentina:  Adesso non cominciare, che non ne usciamo più.

Egisto: Poi tutti i graphic novel di Will Eisner, e tutta la sua produzione (compreso Spirit) di cui rileggo spesso “Contratto con Dio”. Però rileggo spesso anche “Akira” di Katsuhiro Otomo, e ne riguardo il bellissimo lungometraggio di animazione. Entrando nel panorama dei manga c’è “Crying Freeman” di Kazuo Koike e Ryòichi Ikegami, “Planets” di Makoto Yukimura, “Berserk” di Kentaro Miura. “Una Ballata del mare salato” di HP e tutta la sua produzione, anche senza l’affascinante Corto Maltese. Sono un fan fondamentalista del “Rat-Man” di Leo Ortolani, del “Ken Parker” di Berardi e Milazzo, di “Orfani” e relative stagioni connesse di Recchioni e Mammucari. Passando ai suopereroi…

Valentina:  Egisto, non abbiamo tutto il giorno…

Egisto: Lo “Spider-Man” di Romita Senior e Junior, “I Fantastici Quattro” del periodo Jak Kirby e sempre di The King, “Capitan America”, “Gli Eterni”, “Kamandi”. Poi “Silver Surfer” di Sal Buscema, “Nick Fury” del costruttivista pop Steranko. Infine Batman: dei suoi tanti cicli narrativi apprezzo quelli di Jim Aparo, Neal Adams, Jim Lee che lo ipertrofizza consegnandolo virtualmente nelle mani di Frank Miller che lo ri-consegna alla storia dei comics statunitensi invecchiandolo anagraficamente ma rendendolo più giovane artisticamente. Basta… mi fermo qui, ma avviso che potrei proseguire.

Valentina:  Ma va’? Non si capiva!

 

Stefano: Volete salutare i lettori del nostro blog?

Valentina:  Li saluto cordialmente, ma soprattutto li ringrazio per aver avuto la pazienza di leggere queste elucubrazioni. E se qualcuno di loro vuole leggere “Batman: la Leggenda”, sappia che presso la sede di Cartoon Club / Fumo di China, ce n’è ancora qualche copia disponibile.  🙂

Egisto:  Ottima operazione di marketing promotion, io non avrei saputo fare di meglio, pur non mancando di esperienza. Io aggiungerei anche le mie personali scuse: non si dovrebbero sottoporre gli amici di Fumetto a tanta crudele tortura.

Aurora Barone e la sua rimpatriata di Harley Quinn

Lucca Comics 2015 – La prima edizione della Harley Quinn the reunion organizzata da Aurora Barone, ha confermato il grande interesse delle cosplayers dedicate al personaggio creato dalla mente dello sceneggiatore Paul Dini dopo aver visto l’attrice Arleen Sorkin vestita da pagliaccio in una sequenza, ambientata in un sogno, della soap opera Days of our Livesverso.
Anche durante questa reunion sono state catturate immagini, citazioni e fotografie che trovano raffigurate la psicologa/villain di Gotham City. Da quanto abbiamo potuto vedere, anche questo incontro ha dato un riscontro di pubblico soddisfacente. Ma lasciamo la parola all’organizzatrice Aurora Barone.

Raduno di Harley Quinn Lucca Comics 2015

FAI CLICK QUI PER VEDERE QUALCHE FOTO DELLA REUNION

Era da molti anni che desideravo poter radunare più Harley Quinn possibile e puddin’ (per chi è ancora digiuno Puddin’ e’ il Joker) a Lucca Comics, e poter sfilare insieme sulle antiche mura perimetrali della città li dove tutto è iniziato e dove io e Harleen Frances Quinzel 4 anni fa ci siamo presentate ufficialmente per la prima volta insieme a mia sorella Poison Ivy. E stato proprio in quel momento che mi sono detta: “perchè non organizzare un raduno dedicato proprio alla mia pazza preferita del manicomio criminale di Arkham Asylum?”. Allora mi sono armata di buona volontà e ho iniziato a invitare e pubblicizzare il mio evento attraverso tutti i miei canali a disposizione. Temevo fossero in poche ad aver raccolto il mio appello e invece tante Harley Quinn dall’aspetto fisico snello ed atletico con lunghi capelli biondi mi fermavano per chiedermi dove si trovava Piazza San Romano (dove c’e’ la mitica fontana). Quasi tutte erano venute a Lucca Comics solo per partecipare al mio raduno. Alle 15 quando ho visto tutte quelle Harley e Puddin nel nostro punto di ritrovo mi sono sentita non felice di più, ero al settimo cielo, ed è stato bellissimo. Camminare insieme intente a creare il caos più totale in stile Harley come se stessimo fronteggiando Batman e i suoi alleati. Vedere le altre Harley aggiungersi e la gente fermarsi solo per noi, è stata una sensazione emozionante, unica, quasi non ripetibile. Non ho aggettivi per descrivere come mi sono sentita in quel momento. E invece ora eccomi qui che mi ritrovo ad organizzare una seconda edizione della reunion di Harley e Puddin’, con grandi novità e una nuova location, possibilmente ancora migliore oserei dire.. Stay tuned Harley e puddin’, ma intanto cliccate sulla mia fotografia qui sotto e ascoltate cosa ho da dirvi…

Aurora Barone - CLICCATE SULLA FOTO PER ASCOLTARE IL SUO MESSAGGIO

Aurora Barone – CLICCATE SULLA FOTO PER ASCOLTARE IL SUO MESSAGGIO

LE ORIGINI DI HARLEY QUINN

Vicina alla laurea Harleen Frances Quinzell propone la sua tesi al dottore Dr Odin Markus. L’argomento già non faceva presagire nulla di buono. Secondo Harleen infatti le persone potevano ignorare le regole della società solo in due circostanze: la prima commettendo un crimine e la seconda per amore. Quindi permette al dr. Markus, di farsi osservare mentre era con il suo ragazzo Guy Kopski. Un giorno i due si incontrano e Guy nota qualcosa di molto strano Harleen non rideva alle sue battute, era molto triste. Harleen confessa al suo ragazzo di aver minacciato e sparato al Dr Odin Markus e di non sapere se fosse ancora vivo. Guy prende la pistola di Harleen e scappa. Harleen lo insegue e lo ritrova nel luogo del possibile omicidio. Ritrova Guy ancora con la pistola fumante davanti al corpo di un senzatetto morto. Guy aveva ucciso quell’uomo pensando che fosse il Dr. Markus. Visibilmente disturbato e in preda a delle risate compilamene isteriche chiede ad Harleen di ucciderlo se lo ama ancora. Harleen prende la pistola e spara. Non si sa se Guy ora e’ ancora vivo. Di tutta questa assurda esperienza Harleen pensa che sia stata generata puramente dal caos e crede di aver capito le regole del caos e pensa quindi di essere l’unica persona di comprendere Joker. Chiede quindi al Dr. Markus di essere assegnata al manicomio di Arkham Asylum per lo studio del pazzo criminale al fine di poterne realizzare un libro. E così effettivamente accade ignara di tutte le conseguenze. Harleen si presenta al pagliaccio del crimine sicura che il Joker avrebbe fatto una battuta sul suo nome chiamandola per assonanza “Arlecchino”.  Invece Joker rimane in silenzio per svariati minuti per poi sfociare in una fragorosa risata. Chiede alla dottoressa se stesse flirtando con lui. Harleen era completamente stregata da quella mente disturbata quindi si avvicina al criminale. Joker coglie la palla al balzo e inizia a stringere le sue mani intorno al collo di Harleen. Mentre la strangola guarda i suoi occhi, ma non nota terrore come in tutte le altre sue vittime, nota che lo sguardo della dottoressa è uno sguardo d’amore. Joker fa una cosa che non aveva mai fatto si ferma e dice alla dottoressa che stava solo scherzando. Harleen si innamora pazzamente (è il caso di dirlo) del criminale e comincia una relazione con lui. Viene però scoperta dallo staff dell’ospedale che la allontana dal Joker e la rimuove dal suo incarico. Harleen però non si da pace, quindi in una notte di follia pura lo libera, e non solo, decide di abbandonare la sua sanità mentale e la sua identità diventando l’aiutante di Joker: Harley Quinn. Ma il Joker come si sa non ama niente e nessuno, a parte il caos, e quindi non fa niente altro che sfruttare Harley Quinn. Una notte dopo essere stato liberato per l’ennesima volta da lei, cerca di ucciderla. Harley Quinn però riesce a sopravvivere e fuggire. Da allora abbandona il Joker e inizia a lavorare in proprio. Diventa un vero e proprio boss creando una sua squadra: il quintetto. Durante la sua carriera si alleerà anche con altre due villain femme fatale: Poison Ivy  e Catwoman creando il gruppo delle Sirene di Gotham City. Ed ad un certo punto diventa piu’ spregiudicata e violenta allenadosi con la Squadra Suicida, la Suicide Squad.

NOTA: La DC Comics realizzò una serie di fumetti prodotti da Elseworlds. Fra il 1997 e il 1998, gli artisti di Elseworlds pubblicarono Thrillkiller, che si collocò temporalmente nel 1961, in una Gotham completamente devastata dal crimine. Bruce Wayne, qui, è un detective che lavora con Jim Gordon. Robin e Batgirl sono eroi vigilanti. Il Joker è una donna che si chiama Bianca Steeplechase e Harley è sempre Harley, rinominata tuttavia Hayley Fitzpatrick. Qui è una studentessa e non una psichiatra.

DC UNIVERSE LE ORIGINI: MAGGIO 2013

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Daniela Di Matteo per il Batman Silent Book (Harley Quinn)

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