Batman: il team di sviluppo svela nuovi indizi sul prossimo gioco

A cinque anni dallʼultimo episodio unʼimmagine pubblicata in rete alimenta le speculazioni sul prossimo capitolo della saga Batman: Arkham

Sono passati cinque lunghi anni quando Batman: Arkham Knight ha appassionato migliaia di giocatori in giro per il mondo. Già lo scorso dicembre erano trapelati alcuni indizi che volevano il ritorno del Cavaliere Oscuro in un nuovo episodio videludico. A un mese dalla prima comparsa di alcuni dettagli sul videogioco in lavorazione presso gli studi di Warner Bros. Games Montréal, una misteriosa immagine pubblicata recentemente sui social lascia presagire che questo ritorno sia sempre più vicino.

L’immagine in questione è frutto di una sorta di collage, i cui pezzi provengono da tre immagini pubblicate sui canali Facebook, Twitter e Instagram del team di sviluppo.

Una volta ricomposte, come in una sorta di puzzle, ciò che viene fuori da vita a una sorta di logo che sembra confermare le precedenti indiscrezioni sulla presenza della Corte dei Gufi, una setta segreta composta dall’élite di Gotham City che controlla l’intera città. Lo stesso logo è stato successivamente condiviso nella sua interezza da WB Games Montréal, che ha rimandato a una pagina segreta del suo sito.

Qui i fan hanno scoperto la presenza di una seconda immagine, simile a una sorta di “mandala”, che include anche il simbolo precedentemente diffuso dagli sviluppatori, che suggeriva inoltre la presenza di Ra’s al Ghul e della Lega degli Assassini come parte della storia. La nuova immagine, tuttavia, ha al suo interno spazi vuoti che dovrebbero riempirsi nei prossimi giochi con nuovi loghi simili a quelli già pubblicati.

Il messaggio riportato insieme all’immagine riporta la frase “Capture the Knight/Cape sur la Nuit”, dove la prima parte in inglese sembra riferirsi a Batman (Knight significa appunto Cavaliere, riferendosi all’appellativo di Cavaliere Oscuro, mentre la seconda in francese gioca con la parola Nuit (Notte) e Cape (Mantello), sempre alludendo all’Uomo Pipistrello.

Si spera che l’azienda possa accelerare un po’ e svelare al più presto nuovi dettagli sul suo nuovo gioco, considerando che il suo ultimo progetto rilevante è stato Batman: Arkham Origins del 2013, e da allora la software house si sta dedicando in gran segreto a un nuovo titolo basato sull’universo DC Comics.

Fonte: [TGCom]

 

STORIA DEL FUMETTO MODERNO: PIPISTRELLI E RINASCIMENTO AMERICANO – Parte 2/6

Per Batman il cinquantesimo numero di Detective Comics che celebra il più vecchio Comic Book pubblicato senza interruzioni sulla scena del fumetto. Il concetto di distribuzione e di vendita comincia a cambiare nel 1981, quando una rete di diverse centinaia di negozi specializzati nella vendita di fumetti e di materiale collegato, si allarga attraverso gli Stati Uniti. Rifornendosi tramite le distribuzioni di comics invece che dai tradizionali distributori di giornali, i negozi permisero lo sviluppo di un nuovo mercato del fumetto uscendo dai limitati ricavi delle edicole o dei drugstores. Il numero uno di Dazzler (marzo 1981) edito dalla Marvel Comics, fu venduto solo attraverso i negozi specializzati per testare la forza di questo nuovo canale. Il risultato dell’esperimento fu più di quattrocentomila copie vendute, quasi il doppio della media dei titoli a fumetti più richiesti. L’albo di Dazzler provò anche che, in un momento critico in cui i canali tradizionali stavano riducendosi, la nuova rete di negozi poteva fornire una forte base finanziaria. Importante fattore di rilancio fu poi la scoperta di un substrato tra i lettori occasionali di collezionisti che acquistarono più copie dell’albo speculando su un probabile valore futuro (cosa che non avvenne), un nuovo bersaglio da colpire per le strategie di marketing delle Majors. Importante evento per quest’anno fu la nascita della prima Casa indipendente, una società californiana chiamata Pacific Comics che decise di vendere direttamente ai negozi specializzati. Primo titolo fu Captain Victory and the Galactic Rangers (novembre 1981) di Jack Kirby, che trasformò la Pacific nella prima proprietaria di personaggi a fumetti autoprodotti, incoraggiando quello che in seguito sarebbe diventato un vero e proprio diluvio di albi indipendenti stampati esclusivamente per i collezionisti. Con lo sviluppo del nuovo mercato specializzato, molti piccoli editori si rivolgono al fumetto, così fa l’Eclipse Comics, già produttrice sporadica in questo campo, che inaugura nell’agosto 1982 la sua prima testata regolare Sabre mentre, per saggiare le possibilità economiche collegate al collezionismo, la Comico pubblica il dilettantesco Primer. Inferiori alle vendite di qualsiasi albo Marvel, Archie Comics o DC, questi comics sono però subito sostenuti dai collezionisti che, avidi, comprano di tutto. Il prossimo passo della DC è una maxi-serie, passaggio obbligato dopo il successo delle mini tra i lettori.

Camelot 3000 (dicembre 1982), maxi di dodici numeri, scritta da Mike W.Barr e disegnata da Brian Bolland, segna il primo esperimento, sostenuto da Tales of New Teen Titans (giugno 1982) che sfrutta il forte seguito dei New Teeri Titans e della loro serie regolare. Puntata sui collezionisti anche la miniserie Wolverine pubblicata nel settembre 1982 in quattro parti dove ricompare, manco a dirlo, un Miller in forma smagliante alle prese con il membro più controverso e amato di tutti gli X-Men. A cinque anni dal taglio drastico delle testate durante la DC Implosion, il mercato diretto si è così ben consolidato che, un folto numero di fans e collezionisti decide addirittura di tentare in campo editoriale varando nuove Compagnie di produzione finanziate direttamente di tasca propria. Siamo nel 1983 e la First Comics esordisce con Warp (marzo 1983), seguito da American Flagg (ottobre 1983) fumetto di fantascienza adulta disegnato da Howard Victor Chaykin. Americomics e Capitol si uniscono a Eclipse, Pacific, Comico e First Comics nella nuova ondata di pubblicazioni per collezionisti. In questo campo entra anche la Kitchen Sink Press conosciuta per la produzione Underground, offrendo ad una nuova generazione di lettori il classico Spirit di Will Eisner. Nella distribuzione destinata solo alla vendita diretta anche la Eagle Comics che ristampa il Judge Dredd britannico (novembre 1983) per i fans USA. Ancora Frank Miller presenta per la DC, Ronin (luglio 1983) serie limitata di sei albi che raccoglie le sue influenze “a fumetti” giapponesi ed europee, riflettendole nel nuovo comic americano. Riproponendo i suoi supereroi degli anni ’40 e ’60 sotto il simbolo del Red Circle, ritorna anche la Archie Comics e pubblica ben otto nuove testate come The Black Hood (gennaio 1983), The Fly (marzo 1983) e The Shield (giugno 1983). Batman vive in quest’anno un periodo estremamente piatto in cui i vari colpi di scena (la presentazione del secondo Robin-Jason Todd tra questi), non riescono a decollare. A nulla serve anche sulla collana Detective Comics l’apporto di Gene Colan, ben distante dai fasti di Daredevil e Dracula che pur facevano prevedere per il suo Batman miglior fortuna. Comunque per il mercato in generale, grazie soprattutto alle neonate case indipendenti (anche se le tirature del loro prodotto sono limitate), l’intera industria del fumetto è rivitalizzata, rafforzando il mercato diretto ai collezionisti, una rete che porta circa la metà del guadagno ottenuto dai comics.

 

DC: The Trench, annunciato lo spin-off horror di Aquaman

Il cinecomic del DC Extended Universe con protagonista Jason Momoa avrà presto uno spin-off dedicato ai villain della pellicola. I protagonisti? Le inquietanti creature acquatiche che nel film di James Wan attaccano i protagonisti. Sarà uno spin-off in salsa horror

Da Superman a Batman v Superman, da Justice League a Wonder Woman, il DC Extended Universe ci ha insegnato che quando una pellicola fa incetta di consensi al botteghino, merita di tornare sul grande schermo. Così, dopo l’inatteso incasso record messo a segno da Aquaman con un miliardo e 120 milioni di dollari, che gli valgono il titolo di film DC più visto di tutti i tempi, la Warner Bros. mette in cantiere uno spin-off horror del film interpretato da Jason Momoa.

 

Lo spin-off di Aquaman

Di un sequel diretto di Aquaman non si è ancora parlato, ma stando alle indiscrezioni pubblicate dall’Hollywood Report, prende largo l’idea di uno spin-off: la Warner Bros. avrebbe ingaggiato gli show-runner Noah Gardner e Aidan Fitzgerald per scrivere una sceneggiatura in salsa horror incentrata sulla Fossa e i suoi abitanti, le micidiali creatura marine che in Aquaman abbiamo visto mettere i bastoni fra le ruote al Re di Atlantide e alla sua compagna, Mera. Il film, intitolato The Trench, sarebbe prodotto da James Wan e Peter Safran e, secondo le prime indiscrezioni, avrebbe un budget molto più modesto rispetto alla media dei film DC sui supereroi. Nel cast non ci saranno, invece, Jason Momoa e gli altri attori di Aquaman.

La Fossa di Aquaman

Protagonisti dello spin-off di Aquaman, stand-alone su Arthur Curry , saranno i mostri marini visti nel film di successo: le mostruose creature subacquee vivono in una fessura sul fondo dell’Oceano e sono relativamente recenti, avendo visto la luce per la prima volta sulle pagine dei fumetti nel 2011 ad opera di Geoff Johns. La Fossa e le sue creature in origine facevano parte del regno di Atlantide, ma quando questo è affondato, esse sono finite nel fondo degli abissi trasformandosi in mostri famelici: i Trench sono fra i popoli sopravvissuti, insieme agli Xebeliani di Nereus e agli Atlantidei di Re Ori, di cui fa parte lo stesso Aquaman. La loro particolarità? Sono dotati di famelici denti aguzzi, che con il morso provocano la paralisi degli umani.

Uno spin-off per Aquaman: parola a James Wan

Non c’è alcuna conferma ufficiale dello spin-off, tuttavia il regista James Wan lascia spazio a qualche speranza su Twitter, dove rispondendo al commento di alcuni utenti scrive: “Durante le prime fasi della pre-produzione, mi sono innamorato della Fossa e del suo design. Segretamente, speravo di poter esplorare maggiormente questo mondo”. Che The Trench sia l’occasione giusta per Wan? Se così fosse, c’è da scommettere su una vera pellicola al cardiopalma: il regista è infatti uno dei più grandi e rispettati nomi del cinema horror, avendo diretto i film L’evocazione – The Conjuring e il sequel The Conjuring – Il caso Enfield, oltre a Saw Insidious. Portarlo a bordo di uno spin-off simile vorrebbe dire terrore assicurato.

Vi lasciamo con il doppiatore di Jason Momoa, Francesco De Francesco, il quale durante l’anteprima del film Aquaman ci ha lasciato il suo saluto.

Fonte [SkyTg24]

Trailer ufficiale di Birds Of Prey e un tributo grafico speciale

Avete mai sentito la storia della poliziotta, dell’uccello canterino, della psicopatica e della principessa mafiosa?Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn)”  è una storia contorta raccontata dalla stessa Harley, come solo lei sa fare. Quando il malvagio narcisista di Gotham, Roman Sionis, e il suo zelante braccio destro, Zsasz, prendono di mira la piccola Cass, la città viene messa sotto sopra per trovarla. Le strade di Harley, Huntress, Black Canary e Renee Montoya si incrociano, e l’improbabile quartetto non ha altra scelta che allearsi per sconfiggere Roman.

In “Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn)” della Warner Bros. Pictures, Margot Robbie (“Tonya”) torna a vestire i panni di Harley Quinn, al fianco di Mary Elizabeth Winstead (“10 Cloverfield Lane”, “Fargo” in TV) nel ruolo di Huntress; Jurnee Smollett-Bell (“True Blood” della HBO) nei panni di Black Canary; Rosie Perez (“Fearless- Senza paura”, “Pitch Perfect 2”) in quelli di Renee Montoya; Chris Messina (“Argo”, “Sharp Objects” in TV) è Victor Zsasz; ed Ewan McGregor (“Doctor Sleep”, i film “Trainspotting”) è Roman Sionis. Fa il suo esordio sul grande schermo Ella Jay Basco, nel ruolo di Cassandra “Cass” Cain.

Diretto da Cathy Yan (“Dead Pig”) da una sceneggiatura di Christina Hodson (“Bumblebee”), il film è basato sui personaggi della DC Comics. Margot Robbie ha anche prodotto la pellicola assieme a Bryan Unkeless e Sue Kroll. I produttori esecutivi del film sono Walter Hamada, Galen Vaisman, Geoff Johns, Hans Ritter e David Ayer.

La squadra creativa che ha affiancato Cathy Yan dietro le quinte è composta dal direttore della fotografia Matthew Libatique (“A Star Is Born”, “Venom”); lo scenografo K.K. Barrett (“Lei”); i montatori Jay Cassidy (“American Hustle – L’apparenza inganna”, “Il lato positivo – Silver Linings Playbook”) ed Evan Schiff (“John Wick – Capitolo 2” e  “John Wick 3 – Parabellum”); e la costumista Erin Benach (“A Star Is Born”). Musiche di Daniel Pemberton (“Spider-Man: Un nuovo universo”).

La disegnatrice Simona Barone, della Scuola Romana dei Fumetti, ha realizzato un tributo grafico al personaggio di Harley Quinn che volentieri condividiamo con voi.

 

Warner Bros. Pictures presenta una produzione Lucky Chap Entertainment / Clubhouse Pictures / Kroll & Co. Entertainment, “Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn), la cui uscita nelle sale italiane è prevista per il 6 febbraio 2020. Il film sarà distribuito da Warner Bros. Pictures.

STORIA DEL FUMETTO MODERNO: PIPISTRELLI E RINASCIMENTO AMERICANO – Parte 1/6

Ogni personaggio dei comics che attraversi quasi 80 anni di avventure deve necessariamente evolvere. Impossibile sarebbe immaginare oggi un Batman anni ’60, magari un derivato di quello interpretato da Adam West nei telefilm, diviso tra umorismo e cattivo gusto, o anche accettare senza obiezioni la sobrietà anatomica e le storie iperrealiste del periodo disegnato dal grande Neal Adams. Alla base di questa evoluzione, una somma di cambiamenti storici, economici e grafici che impediscono ad un character di ristagnare pena l’abbandono dei propri lettori, attratti in America come nel nostro Paese, da uno sgargiante sfavillio di novità. Entriamo così direttamente nel più vasto movimento grafico che il fumetto moderno delimiti, per altro senza troppa chiarezza, e che molti hanno definito Rinascimento Americano, una sferzata di rinnovamento che copre quasi dieci anni di produzione (ma vedremo che le basi sono gettate ancora prima) e arriva, seppure con notevoli scossoni, fino ai giorni nostri. Il Pipistrello deve molto a questo periodo e, anche se una delle conseguenze più discutibili sarà il filone “morte e distruzione” che porterà Batman al ciclo Knightfall, la trama ricostruita da Frank Miller negli anni in questione, rimane la base di lavoro su cui si muovono a tutt’oggi i nuovi sceneggiatori e disegnatori del Crociato di Gotham. Le prime fasi di un rinnovamento sono chiaramente legate ad una crisi e, mentre la grafica comincia a raccogliere già dal 1977 le prime influenze europee legate a Métal Hurlant, rivista sul fumetto fantastico francese edita dal gruppo nato il 19 dicembre 1974 sotto la sigla Les Humanoides Associés, e alla fantascienza di un dopo bomba “hard boiled” della britannica 2000 A.D., che presenta autori come Brian Bolland, Alan Davis, Dave Gibbons e Alan Moore, influenze che permetteranno il lancio americano di Heavy Metal con un impatto sullo stile dei disegnatori del periodo pari a quello del fumetto underground negli anni ’60, alla fine dei ’70 assistiamo ad un vero e proprio calo delle vendite. Ad una rapida espansione iniziata nel 1975, si risponde così tre anni dopo con pesanti tagli eseguiti sui titoli marginali. Il 1978 costringe le grandi Majors, DC Comics e Marvel, a attestarsi sulle collane più forti. Per la Casa delle Leggende, il declino delle vendite, che porterà più di cinquanta titoli, varati nei tre anni precedenti, al ristretto numero di sei, sarà definito “DC Implosion” (ne parliamo qui con lo scrittore Luigi Siverio) costringendo la società alla revisione di tutto il processo di distribuzione.

Quest’anno segna però la nascita della prima Graphic Novel, Empire, pubblicata dal Berkley Books, scritta e sceneggiata dal noto scrittore di fantascienza Samuel R. Delany e disegnata da Howard Chaykin, che avrebbe poi ripetuto l’esperienza negli anni successivi con The stars my destination (1979) su testo di Alfred Bester, e con The sword of heaven, the flowers of hell (1980) di Michael Moorcock, albi che entrano nei canali di vendita tradizionali e nelle librerie tentando la distribuzione ad un pubblico adulto.

Formata da Frangoise Mouly e dal disegnatore Art Spiegelman, veterano dell’Underground inizia Raw, rivista sul fumetto d’avanguardia che incoraggia la sperimentazione grafica, dove apparirà per la prima volta Maus, esperienza autobiografica di Spiegelman che unisce i suoi ricordi come cartoonist con le esperienze paterne dell’olocausto nazista, rappresentando, con animali antropomorfi, vittime e carnefici del dramma. Il 1979 vede l’introduzione nel mondo del fumetto del concetto di miniserie, una storia completa divisa in tre o quattro albi, un’idea che si afferma subito tra gli appassionati per la facilità con la quale può essere collezionata. Prima miniserie è World of Krypton (luglio 1979) edita dalla DC, limitata a tre numeri, avanguardia di un’intera generazione di serie limitate rinnovatrici del genere, che avrebbero permesso ad autori e sceneggiatori, una più ampia libertà grafica. Quasi in punta di piedi un nuovo artista comincia a ridefinire trame e disegni del Daredevil della Marvel, è un certo Frank Miller che riuscirà a riaccendere l’immaginazione dei fans sul mondo dei supereroi. Il 1980, sottolineato da problemi gravi di distribuzione e di inflazione, costringe DC e Marvel Comics al sesto aumento del prezzo di copertina in dieci anni, passando da 40 a 50 cent e costringendo una seppur piccola fetta di lettori all’abbandono. La situazione peggiora e il fumetto viene esposto sempre meno accanto alle riviste e ai quotidiani. Tra gli editori più colpiti, la Gold Key abbandona la vendita nelle edicole e l’alto ritorno di invenduto lo costringe alle prime buste, tre albi impacchettati assieme, un sistema che noi lettori italiani conosciamo più che bene fin dai tempi d’oro della Marvel-Corno.

Come è stato festeggiato Batman per i suoi 80 anni

Era il 1939, e mentre l’Europa si stava pericolosamente incamminando sulla china che l’avrebbe portata a dare il via alla Seconda Guerra Mondiale, esattamente 3 mesi prima che la Germania di Hitler invadesse la Polonia, negli Stati Uniti veniva pubblicata la prima storia a fumetti di Batman: l’Uomo pipistrello non è il supereroe più vecchio di tutti (Superman ha un anno più di lui), ma è sicuramente uno dei più “anziani”, anche se ad andare in pensione non pensa proprio. Nonostante che quest’anno compia ben 80 anni.

La prima apparizione del Cavaliere oscuro risale al numero 27 della rivista a fumetti “Detective Comics” (Dc, da cui deriva il nome della casa editrice che ancora oggi ne pubblica le avventure): fra le pagine di quel ricercatissimo albo, che oggi vale circa 1,5 milioni di dollari, appariva quello che allora si chiamava “The Bat-Man” e che nel giro di 8 decenni è diventato una vera e propria icona della cultura pop , declinata in libri, graphic novel, magliette, cappellini, film, cartoni animati, tazze, ciabatte, mutande, calamite, portachiavi e così via.

Le origini del mito di Batman
La storia dell’Uomo pipistrello, creato da Bob Kane e Bill Finger, è abbastanza nota: sotto al costume si nasconde Bruce Wayne, scapolo impenitente e miliardario (nel 2012, Forbes ha stimato che la sua fortuna si aggirerebbe intorno ai 12 miliardi di dollari), i cui genitori vennero uccisi da un rapinatore quando lui era solo un bambino. Da lì la promessa di combattere i criminali e rendere la città di Gotham (una versione alternativa di New York) un posto più sicuro. Wayne, che secondo le stime nei fumetti avrebbe circa 30-35 anni, è uno dei pochi supereroi senza superpoteri: “compensa” questa mancanza con un’intelligenza decisamente superiore alla media, un allenamento fisico al limite dello sfinimento e soprattutto un’ampia serie di gadget e armi hi-tech che sviluppa e produce lui stesso, appunto grazie alla sua sterminata ricchezza.

I fumetti da non perdere per conoscere Batman
L’Uomo pipistrello compare in un gran numero di serie, compresa l’originale “Detective Comics” (pubblicata pressoché ininterrottamente dal 1937 a oggi), ma è nelle cosiddette “miniserie”, negli albi singoli o nelle graphic novel che è possibile conoscerlo al meglio e avvicinarsi al personaggio anche senza averne mai letto. Soprattutto partendo dal materiale pubblicato negli anni Ottanta, che porta la firma dello sceneggiatore e disegnatore Frank Miller. Batman veniva da due decenni di storie “scanzonate”, meno dark e in qualche modo meno “preoccupanti” per i genitori dei ragazzini che volevano i suoi fumetti: un escamotage che ne aveva in parte risollevato le vendite, ma lo aveva anche snaturato rispetto alle origini. Questo sino al 1986 e al 1987, quando vennero pubblicate due storie che contribuiranno a ridefinire per sempre il personaggio, facendolo tornare cupo, violento e tormentato, più reale e dunque più apprezzabile (e finalmente apprezzato) dai lettori:
– prima, “Il ritorno del Cavaliere Oscuro”, che immagina cosa accadrebbe se Wayne smettesse di combattere i malviventi;


– poi, “Batman: Anno uno”, che ne rinarra le origini (nel cinema di oggi, sarebbe un “re-boot”).

Fra le altre opere impossibile non citare:
– “The Killing Joke”, scritta da Alan Moore e disegnata da Brian Bolland, che accende i riflettori sul rapporto strano e contorto che Batman ha con il suo più vecchio e pericoloso nemico, il Joker;
– l’incredibile “Arkham Asylum”, scritta da Grant Morrison e illustrata da Dave McKean, dove il “protagonista” è il manicomio di Arkham, in cui vengono rinchiusi i “super cattivi” affrontati e sconfitti da Batman;


– l’originale “Gotham by Gaslight”, realizzata da Brian Augustyn e Mike Mignola, che vede Batman in un universo alternativo, nel 19esimo Secolo, impegnato ad affrontare Jack lo Squartatore;
– l’arco narrativo di “Knightfall”, pubblicato tra il 1993 e il 1995 sulle testate “Batman” e “Detective Comics”, che culmina con il cattivissimo Bane che arriva a spezzare la schiena a Bruce Wayne , costringendolo sulla sedia a rotelle.

Batman sul grande (e piccolo) schermo
La deriva “buonista” dei fumetti degli anni Cinquanta e Sessanta è evidente anche nella prima trasposizione televisiva dell’Uomo pipistrello, che dal 1966 al 1968 è protagonista di una serie che porta il suo nome, trasmessa dal canale americano Abc e in cui a interpretare Batman e Robin c’erano gli attori Adam West e Burt Ward. Il telefilm era chiaramente rivolto ai bambini, con tanto di scritte onomatopeiche che comparivano sullo schermo a ricordare quelle dei fumetti e addirittura consigli per i giovani spettatori sull’importanza di allacciare le cinture di sicurezza, fare i compiti, mangiare verdure, bere latte e così via. Un prodotto molto politically correct ed “educato”, da cui nel 1989 e nel 1992 prese decisamente le distanze il regista Tim Burton per realizzare i bellissimi “Batman” e “Batman, il ritorno”, interpretati da Michael Keaton, con accanto un “super cast” composto, fra gli altri, da Jack Nicholson, Kim Basinger e (nel secondo film) Michelle Pfeiffer e Danny DeVito. Successivamente, dopo la parentesi delle pellicole firmate da Joel Schumacher, fra 2005 e 2012 è arrivata la trilogia di Christopher Nolan e Christian Bale: è stata molto apprezzata dalla critica e dal pubblico, ma per i “puristi” del Cavaliere oscuro, il “Batman” da ricordare è quello di Burton , cupo, camp e deliberatamente kitsch, perfettamente in scia con i fumetti di Miller, usciti pochi anni prima.

Come è stato festeggiato dalla Dc Comics
Nonostante che il giorno esatto del compleanno sia il 30 maggio (è in quel giorno di 80 anni fa che uscì il numero 27 di “Detective Comics”), la Dc ha deciso di “anticipare” i festeggiamenti con la pubblicazione di due volumi speciali:
– il 13 marzo, “Detective Comics: 80 Years Of Batman”, con copertina rigida, storie inedite e alcuni saggi sulla figura del Cavaliere oscuro;
– il 27 marzo, l’attesissimo numero 1000 di “Detective Comics”, un albo di 96 pagine di grande formato con un’avventura inedita di Batman scritta da Peter J. Tomasi e disegnata da Doug Mahnke.

Il post della Dc Comics su Facebook per celebrare Batman

Anche la RW Lion, la Warner e altri autori hanno aderito ai festeggiamenti

Romics 4-7 Aprile 2019 : Warner Bros. Entertainment Italia, DC Comics ed RW Lion, nel padiglione Movie Village della manifestazione hanno allestito tavole realizzate da artisti internazionali e italiani (in collaborazione con C’art Gallery), statue ufficiali, omaggi d’autore e installazioni.

Milano Design Week 2019 dal 20 al 26 Aprile 2019 ha presentato una Mini versione Clubman total black dedicata al Cavaliere Oscuro. Siete curiosi di vederla? Cliccate qui.

Napoli Comicon 25-28 Aprile 2019: Presso lo stand RW Lion è stato messo a disposizione il servizio filatelico temporaneo per l’annullo del francobollo con il timbro speciale realizzato esclusivamente per gli 80 anni di Batman.

A maggio 2019 il settimanale Film Tv ha celebrato gli 80 anni di Batman con una fantastica copertina del maestro Carmine Di Giandomenico.

La rivista Linus, con l’edizione del mese di Maggio 2019 omaggia una storica copertina di Bob Kane con la reinterpretazione della stessa da parte del disegnatore Sergio Ponchione (da noi intervistato per l’occasione).

Etna Comics dal 6 al 9 Giugno 2019, per festeggiare gli 80 anni di Batman, ha invitato il disegnatore Neal Adams.

La DC Comics in collaborazione con Warner Bros., dal 28 giugno al 10 settembre 2019, presso il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano (in via San Vittore 21) ha organizzato la mostra “Batman: 80 Years of Technology“. La stessa è stata aperta di nuovo al pubblico nel mese di Ottobre 2019.

Giffoni Film Festival a Salerno, il 26 luglio in collaborazione con Warner Bros. e DC Comics celebra il cavaliere oscuro con una masterclass dal titolo #Batman80 – Il Mito del Cavaliere Oscuro e la trasmissione in anteprima nazionale Batman: Hush.

RW-Lion sta pubblicando 9 albi in edizione speciale, a partire dal numero 55 del quindicinale Batman e negli otto numeri dispari successivi, al cui interno potrete trovare altrettanti poster che celebrano il Cavaliere Oscuro e il suo mondo. Il retro di ogni poster, inoltre, andrà a comporre l’immagine celebrativa ufficiale scelta per festeggiare gli 80 anni di Batman. Questi albi avranno anche uno speciale inserto di 24 pagine, che rievocherà le storie più belle e significative mai scritte sul personaggio, in un’apologia unica a lui dedicata.

Sabato 21 Settembre 2019, in occasione della contemporanea accensione del Batsegnale in 12 città del mondo, la Warner Bros. Ent. Italia e RWLion hanno creato un piccolo party per l’occasione presso l’hotel NH di Piazza Cinquecento a Roma. Qui potete trovare il nostro articolo dedicato.

Domenica 22 Settembre 2019, presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, i visitatori hanno potuto intraprendere un affascinante ed emozionante viaggio nella storia dell’uomo pipistrello.

In occasione del Batman Day, Batman Crime Solver, vi ha regalato:

la traduzione ( redatta da Marco Piva) di 5 (cinque) fumetti che fanno da prequel al film Batman v Superman, scritti da Christos N. Gage e disegnati da Joe Bennett, e che sono dedicati a figure chiave del film come Superman, Batman, Lois Lane, la senatrice Finch e Lex Luthor. Qui potete trovare i fumetti da leggere;

un fumetto home made dal titolo L’eco di un’anima con i disegni di Max Moda. Qui potete scaricare il fumetto;

una cartolina speciale disegnata da Paolo Spadot. La potete trovare qui;

una serie di clip video in cui autori del fumetto, blogger e altri fanno gli auguri a Batman. Qui trovate la raccolta.

20 fatti su Batman che forse non conoscete

Wonder Woman 750: una tavola in antemprima mondiale e intervista ad Elena Casagrande

Nel mondo attuale, sempre più spesso, le protagoniste femminili puntano sulle proprie curve per affermarsi, mentre nel fumetto la donna rispetto al maschio emerge senza alcun riferimento sessuale. La prima super-eroina delle strips americane, creata dallo psicologo William Moulton Marston in coppia con il disegnatore Harry G. Peters nel 1942, sta per celebrare il numero 750 con tutta l’evoluzione della sua indipendenza, della sua libertà, della sua forza al servizio dei più bisognosi. DC Comics ha composto un cast di tutto rispetto per festeggiare l’amazzone e anche in questo caso, sono state messe insieme alcune tra le più talentuose matite italiane tra cui troviamo: Elena Casagrande, Emanuela Lupacchinio e Gabriele Dell’Otto.


L’albo, in formato gigante sarà pubblicato in America il prossimo 22 Gennaio 2020. Per voi abbiamo intervistato in esclusiva Elena Casagrande che per l’occasione ci ha onorato in anteprima mondiale di una sua tavola. Nello speciale albo, di 96 pagine e alcune variant cover, saranno contenute diverse storie inedite realizzate da team fantastici. Ma andiamo a toglierci qualche curiosità sul lavoro svolto da Elena.


Stefano: Ciao Elena e benvenuta sul nostro blog.
Elena: Ciao Stefano e bentrovati a tutti i lettori di Batman Crime Solver.

Stefano: Come e’ avvenuta la tua partecipazione al n. 750 di Wonder Woman?
Elena: Mi hanno proposto se ero disponibile a realizzare una storie breve su Wonder Woman per festeggiare il numero speciale 750.  Ovviamente ho accettato subito.

Stefano: Cosa ha di speciale il numero 750 della serie dedicata all’amazzone?
Elena: Si tratta di una collezione di storie brevi fatte da diversi team di artisti, oltre ad un approfondimento della storyline più recente di Wonder Woman.

Stefano: Da chi è stata scritta la tua storia?
Elena: La storia che ho trattato è composta di otto pagine ed è stata scritta dalla writer canadese Mariko Tamaki.

Stefano: Avevi già lavorato con lei ?
Elena: E’ la prima volta che collaboro con questa scrittrice, pur avendo lei già scritto qualcosa per DC Comics e Marvel.

Stefano: Come ti sei trovata a lavorare con Mariko Tamaki?
Elena: Bene! Abbiamo collaborato molto per portare a compimento al meglio il nostro lavoro.

Stefano: È la prima volta che disegni per una storia Wonder Woman ?
Elena: Si, finora ufficialmente l’avevo disegnata solo su una variant cover insieme a tutta la Justice League. E’ stata pubblicata nel numero 100/42 edito dalla RW Lion.

Stefano: Chi farà i colori della tua storia ?
Elena: Sunny Gho, già colorista anche per Marvel.

Stefano:  Quale armatura hai disegnato sul corpo della principessa guerriera ?
Elena: Ho ricevuto questa reference per poterla disegnare.

Stefano: Si tratta di un personaggio storico nel mondo DC Comics che rappresenta le donne in genere…che emozioni ti ha lasciato poterla disegnare?
Elena: Una profonda soddisfazione, perché è bello avere a che fare con personaggi così forti non solo a livello fisico, e molto onore per tutto ciò che rappresenta.

 

Wonder Woman 750 di Elena Casagrande

Wonder Woman 750 di Elena Casagrande

Stefano: Questa tavola che ci mostri in anteprima mondiale ha una griglia un po’ fuori dal normale. Come l’hai pensata per poi realizzarla in questo modo ?
Elena: Si, in realtà rompo la griglia “sparpagliando” le vignette. Volevo distinguerla dalle altre tavole e pensando a come potessi fare, leggendo e rileggendo la sceneggiatura, ho provato a giocare con gli spazi, cercando di dare una maggiore dinamicità a quello che accadeva. Spero che una volta che saranno aggiunti i balloons l’effetto verrà ulteriormente ampliato.

Stefano: Grazie per il tempo che ci hai dedicato e per l’anteprima che hai voluto regalare al nostro blog.
Elena: Mi sembrava l’occasione giusta per fare un piccolo omaggio natalizio ai tuoi lettori. Grazie a te Stefano e buon Natale a tutti.