Cosplay DC Comics di Nicole Schiralli

Cosplay: la passione di un’arte che si è ben diffusa in tutto il mondo, a partire dal Giappone fino ad arrivare qui in Italia. Inizialmente venivano interpretati o riprodotti solo personaggi del mondo dei manga, anime e dei videogiochi, ma la passione è dilagata fino a comprendere personaggi della musica, del cinema e della televisione.

Impossibile andare ad una fiera del fumetto o un grande evento senza veder sfilare il cast di “Batman” o di “Star Wars”, per citarne solo alcuni. In Italia si svolgono annualmente importanti eventi e fiere dedicati interamente al mondo del fumetto, con grande attenzione al cosplay e ai cosplayer, con tanto di gare e premi. In queste competizioni non conta solo la somiglianza col personaggio scelto, ma anche e soprattutto l’interpretazione, il make up e la fattura del costume, che per essere premiato deve essere realizzato dallo stesso cosplayer.

Alcune delle fiere più amate sono: il Lucca Comics&Games che è a oggi la più importante rassegna cosplay d’Europa (attiva dai primi anni ’90, si svolge sempre a cavallo tra ottobre e novembre), il Romics a Roma che da appuntamento agli appassionati ben due volte l’anno, il Torino Comics in cui, da due anni a questa parte, un intero padiglione viene dedicato alla sfilata cosplay attirando migliaia di curiosi (l’appuntamento è sempre ad aprile) e il Festival del Fumetto di Novegro che, con l’edizione primaverile e invernale, accoglie moltissimi cosplayer da tutta Italia, nella cornice di un verdissimo parco espositivo. Su tutto il territorio italiano, inoltre, nascono e si consolidano tante altre piccole realtà che riempiono il calendario per tutto l’anno.

 

Il Cosplay è una vera e propria arte, fatta di sacrifici, pazienza e soddisfazioni. Essere un cosplayer non significa essere esibizionista, ma piuttosto aver la volontà di mostrare l’amore che si prova verso un certo personaggio. Un cosplayer non si esibisce solo per se stesso, ma soprattutto per gli altri, per far emozionare e divertire.

Per comprendere meglio il mondo Cosplay anche stavolta abbiamo voluto dare la parola agli stessi protagonisti. Questa e’ volta di Nicole Schiralli,  la quale porta con se un bagaglio di esperienze diverse e con tanta voglia di mettersi in gioco. Ma lasciamole la parola.

 

Ciao a tutti i lettori di Batman Crime Solver!

Mi chiamo Nicole, ho 20 anni. Quello che vedete qui sotto è un disegno-sketch che ho realizzato tempo fa, dedicato all’uomo pipistrello.

 

Per farmi conoscere meglio, parto con il dire che non mi è mai realmente piaciuto disegnare, sopratutto quando ero piccola. Non pensavo di saperlo fare, poi un pomeriggio ero in treno da sola e per noia ho scarabocchiato una piccola bozza, il mio primo disegno, che presto è diventato una mia piccola passione!

Ho iniziato il mio percorso artistico studiando tutti i tipi di danza e musical, ed ho lavorato alcune volte come modella in negozi di grandi firme come ABC Junior e Gaudenzi.

Ho scoperto di avere tante passioni nella mia vita, come la cucina, tramandata da mio papà che fin da piccola mi portava in giro per l’Italia facendomi scoprire cosa significa realmente mangiare bene.

Ho lavorato anche come grafica e disegnatrice, creando un’etichetta per il nostro Olio, la “650” per la mia azienda di Famiglia “Olio Crudo”, premiata in tutto il mondo con medaglie d’oro a partire da Los Angeles arrivando a Tokyo, dal Flos Olei classificata fra le migliori 20 aziende mondiali di extravergine e dal Gambero Rosso con il massimo punteggio.

Dopo ciò, anni fa feci un anno di Artistico per imparare e perfezionare la tecnica, ed uno dei miei primi disegni fu proprio Batman!

Ora sono anche una Cosplayer, mi sono avvicinata a questo mondo tramite la mia famiglia che per pura curiosità, un giorno mi portò in gita a Lucca Comics, così da quel giorno decisi di provarci anche io, truccandomi di blu e portando in fiera Mystique degli X-Men.

Mystique è in assoluto il mi personaggio preferito, è quello in cui mi sento più somigliante…e la stessa cosa mi è successa con Joker, un personaggio folle e molto particolare che ho amato portare in giro per l’Italia. Ed è grazie a Joker ho conosciuto il mio fidanzato, lui faceva Batman, io il nemico !

Vivendo con lui mi sono immersa totalmente nel bellissimo mondo della Dc Comics, guardando film, cartoni e qualche fumetto importante… in particolare come “The Killing Joke” che ad ora rimane il mio preferito.

Il film animato di quest’ultimo, mi ha fatto innamorare di un personaggio come Barbara Gordon, una ragazzina sveglia ed un pò testarda come me!

Batgirl di Arkham Knight, Black Canary del fumetto, Wonder Woman del film e Harley Quinn di Suicide Squad furono i miei successivi cosplay e sono molto soddisfatta dei miei costumi, ed ora sto lavorando ad altre varianti di questi bellissimi personaggi!

Portando questi cosplay ho avuto la possibilità di lavorare un pò ovunque per eventi importanti, principalmente con associazioni quali la “ Next Cosplay “,  gruppi Disney e per beneficenza con Make a Wish.

Alla fine della giornata penso che l’importante sia divertirsi e fare le cose con il cuore e semplicità.

Questo è il mio piccolo omaggio per gli 80 anni di Batman!

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Batman in Italia. Com’era rosso il mio Pipistrello

Difficile affrontare la presenza di Batman in Italia senza cadere nel facile gioco della polemica e della critica distruttiva. Di fatto, è bene riconoscere a mente fredda come, tra i nemici più pericolosi e letali, accanto al Joker o al Pinguino, possano schierarsi a buon diritto molte delle figure più note, passate e presenti del panorama editoriale italiano. Il Cavaliere Oscuro è infatti uno dei tanti personaggi “made in USA” dei quali è bene non chiedersi mai quanti albi sono stati saltati e perché, o quante copertine e avventure sono state completamente reinventate seguendo l’ispirazione del momento, visto che le risposte potrebbero probabilmente far inorridire l’appassionato filologo così come il più tollerante lettore occasionale. Le ragioni di questo scempio ininterrotto, che inizia fin dagli anni ’40, sono diverse. Inizialmente per esempio, le ingenuità di traduzione e di adattamento colpiscono un fumetto relegato nell’ambito della letteratura per adolescenti e un pubblico ignaro, che affronta il Detective di Gotham con la stessa attenzione con cui legge il primo Topolino (che in qualche modo ha a che vedere con Superman), lettori spesso più occupati a nascondere l’allora e diseducativo giornalino ai genitori, che a controllare errori e orrori di traduzione. Il passare del tempo, pur apportando fortunatamente modifiche di un certo rilievo, non ha però reso grandi favori al nostro eroe tanto che, proprio in questi ultimi anni, l’alta qualità delle storie e i contenuti destinati ad un pubblico adulto, non sono serviti a migliorare lo stato di ideale embargo da parte dei lettori verso l’ultima edizione quindicinale di Casa Rizzoli. Evitando così questioni spinose pane e lavoro di critici e fanzinari, veri habitué del “massacro in diretta”, passiamo ad una rapida ricostruzione del fenomeno Batman in Italia. Il settimanale per ragazzi “Urrà” è il primo contenitore delle strisce sindacate del personaggio.

“Urrà!” – n. 1 (27/04/1947) – 28 (02/11/1947)

L’anno è il 1946 ed il fumetto americano è quasi al termine delle vicissitudini legate alla censura fascista che vedono attribuire ad esempio, la paternità di Superman ai fratelli Vincenzo e Zenobio Baggioli. Proprio accanto all’ultimo figlio di Krypton, nella Collezione Uomo d’Acciaio di qualche anno dopo (Edizioni Mondiali di Milano. 1940, ritroveremo il Dinamico Duo battezzato fantasiosamente, il Falco e l’Aquilotto. Il n. 33 degli Albi del Falco Mondadori, datato Luglio 1955, diventa sede stabile del nostro Pipistrello che, per dieci anni, indosserà uno sgargiante costume rosso, sorte già toccata al Phantom di Lee Falk nato nel 1936, contro ogni logica di mimetizzazione nel buio della notte. Sul settimanale di Nembo Kid, l’auto del Cavaliere Oscuro diventerà finalmente la Bat-mobile dopo aver contato tra i nomi di battesimo più insoliti, anche quello, ridicolo, di Pipis-mobile. Tra le stranezze tutte italiane, un simpatico Jolly normale colorato di rosa nelle vignette, o un Batman accomodante che ordina al suo carceriere, come ultimo pranzo prima dell’ennesima condanna a morte della malavita, una bella pasta asciutta al pomodoro, contravvenendo a tutti i principi dietetici dei supereroi. Altre trascurabili ingenuità, come quella di mostrare un Batman di copertina in uniforme grigia che si colora di rosso all’interno dell’albo, diventano l’allegra caratteristica del disimpegno del fumetto d’epoca. li Pipistrello Umano arriva alla sua serie regolare mensile nel Dicembre 1967, presentando storie disegnate interamente da autori italiani nella marea di storie americane. Nel n.4. “Lo Spettro”, curato dai sedicenti Paul e Peter Montague, in realtà i nostrani Paolo e Pietro Montecchi, presenta al lettore un Batman dal fisico esilino, graficamente diviso tra le suggestioni dei telefilm e i disegni di Carmine Infantino, che si muove sulla scena senza l’appoggio di Bat-accessori (anche se, nelle prime pagine, la Bat-mobile e il giovane partner Robin fanno una breve apparizione), risultando, tutto sommato, convincente. La presenza di altri autori come Sergio Tarquinio, visto in alcune storie di Superman, e quella occulta dì sceneggiatori del calibro di Pier Carpi, ci regalano una rilettura del “Detective di Gotham” piacevole spesso in grado di fronteggiare con successo i maestri d’oltreoceano. Col tempo i nostri, baldanzosi, si misureranno con tutta la vasta scenografia del Pipistrello, affrontando come in “Il grande colpo della notte di Natale” (Batman Mondadori n.23. Dicembre 1967, sempre del duo Montecchi). dove compaiono Jolly, Pinguino, Enigmista, Gatta e Batgirl, la vasta parata di avversari e comprimari di Batman, ma senza riuscire a superare una certa staticità d’azione, punto fermo della produzione italiana di quegli anni. Di lì a poco, Neal Adams (qui il nostro speciale in due parti) avrebbe portato il Batman nelle tenebre più oscure, rinnovando la sua leggenda grafica. La Mondadori invece, pensò bene di riadattare da noi alcuni disegni del maestro americano con risultati molto discutibili. Si veda ad esempio in Batman n.54 del Marzo 1969, “Il suo nome è incubo” (in realtà traduzione libera di “And Hellgrammite is his name!”, “Brave and The Bold n. 80” del Novembre 1968), il disegno del cattivo Hellgrammite, avversario dell’ultimo Superman, i cui occhi da insetto sono completamente coperti da un retino omicida. Nell’Agosto del 1971, la staffetta passa alla “Williams” Inteuropa di Milano che riparte proprio con Neal Adams proponendo il ritorno alle trame dark del trio Adams, O’Neil e Giordano. Caratteristica negativa degli albi Williams, il colore, sparato sulle pagine con tonalità assurde e impossibili, ancora oggi ostacolo grossolano ad una piacevole lettura. Solo nel 1976, con il mensile della Censio, potremo finalmente leggere un Batman decente. La crisi del fumetto in Italia e la parallela caduta di qualità delle avventure del personaggio in patria, non ne permetteranno una vita lunghissima (ultimo numero uscito, il 71 del Novembre 1985), e i nostri appassionati saranno interrotti sulla soglia della Crisis riparatrice. Con Il “Cavaliere Oscuro Ritorna” di Frank Miller. Batman approda, nel Gennaio 1988 su Corto Maltese, affrontando una pubblicazione serializzata all’estremo che intacca immediatamente la fiducia dei Jans italiani nella gestione Rizzoli. Traduzioni carenti e formati che vanno dai primi interessanti albi Prestige che propongono l’adattamento dei due film di Tim Burton. “Killing Joke“, e diviso in due parti, “Year One”, all’inserto spillato al centro della rivista di Fulvia Serra (di carta quasi inferiore all’originale), contenente'”Year Two” e “Batman contro Predator”, provocano una rapida disaffezione dei lettori anche se le avventure pubblicate sono tutte quelle celebrate del nuovo “Rinascimento Americano” e dei suoi maggiori interpreti.

Batman contro Predator – Autografato da Chris Warner

Il quindicinale di Batman, edito dalla Rizzoli-Glénat nel Settembre 1992, promuove nuovamente il Pipistrello all’attenzione del grande pubblico inquadrando, con le storie del “Dopo-Crisis”, l’apparizione del ladruncolo Jason Todd destinato a diventare il secondo Robin (in realtà, come vedremo più avanti, il personaggio era stato proposto in America nel 1985 come trapezista in storie che forse non vedremo mai, cosa che provoca, ancora oggi, in molti saggisti italiani un po’ di confusione).

Baman Glenat Autografato Chris Warner

La testata di Batman subisce dagli appassionati un primo, netto, rifiuto, ereditato dall’umore critico sviluppato intorno a Corto Maltese, una conseguenza letale per il lavoro certamente più accurato di un nuovo team di redattori preparati e volenterosi. Solo adesso una stampa migliorata della collana, la maggiore cura delle traduzioni e il lancio della nuova serie di cartoni animati, hanno riportato a galla un Batman che ha sempre meritato negli anni molta più attenzione dal pubblico di quella realmente avuta. Il cammino omerico del nostro eroe in Italia, fino a quel momento è stato sfortunato. Dopo la crisi dei primi anni ottanta la Play Press è stata una delle prime case editrici a riportare i fumetti statunitensi in edicola. Ma per questo, vi rimandiamo al nostro speciale Play Press, suddiviso in cinque parti che potete trovare qui.

Batman: la data di nascita e qualche chicca storica

Il celeberrimo uomo pipistrello, meglio noto come Batman è nato dalla mente di Bob Kane e Bill Finger. Il primo albo a fumetti fu pubblicato dalla DC Comics nel numero 27 della rivista Detective Comics, nel maggio 1939. Ma la data di nascita vera e propria del pipistrello più amato del pianeta è il 30 marzo 1939, giorno della sua primissima apparizione. I suoi soprannomi sono Il giustiziere o il cavaliere oscuro, ma anche Il crociato incappucciato.

Detective Comics #27 necessita almeno di due note di colore pubblicate da Bleeding Cool, che ha corredato l’articolo dedicato a Batman con delle immagini davvero molto significative. Questo è il promo dedicato alla prima apparizione di Batman pubblicato su Action Comics #12, che usciva una settimana prima di Detective Comics.

Sempre su Bleeding Cool, è apparsa l’immagine relativa alla pubblicazione della testata nel catalogo della Copyright Entries del 1939, dove venivano registrate tutte le nuove uscite relative alle opere letterarie, musicali, teatrali, cinematografiche e pubblicitarie.

Tutti sanno che dietro la maschera del giustiziere si nasconde il miliardario Bruce Wayne, uno degli uomini più ricchi e potenti del mondo. Cosa lo spinge a travestirsi da pipistrello? Un trauma, ovviamente: l’avere assistito da bambino all’assassinio dei suoi genitori da parte di un ladro lo spinge a intraprendere una guerra contro il crimine. E’ questa la ragione che lo anima. I suoi allenamenti quotidiani sono fisici e mentali e del tutto estremi, per riuscire a dare sempre il meglio. Con il suo costume con maschera e mantello incute timore nei suoi avversari, oltre che contenere tutto il suo mirabolante equipaggiamento.

Batman vanta infine la seconda posizione nella classifica dei cento maggiori eroi della storia dei fumetti, dopo Superman e prima dell’Uomo Ragno, anche se in Italia Batman è preferito a Superman.

Per quanto riguarda i fumetti di Batman in Italia, abbiamo già pubblicato un post dedicato.

La DC Comics ha presentato gli eventi e le uscite che avranno luogo in territorio americano, per festeggiare gli 80 anni di Batman.

DETECTIVE COMICS – 80 YEARS OF BATMAN: DELUXE EDITION

Per celebrare l’eredità del Cavaliere oscuro, DETECTIVE COMICS: 80 ANNI DI BATMAN segue la via tracciata da ACTION COMICS: 80 YEARS OF SUPERMAN. Curato dall’editore Paul Levitz, presenta le ristampe delle avventure più memorabili del Cavaliere Oscuro. Ci sarà anche un racconto inedito: una nuova storia che narra di un evento traumatico vissuto da un giovane Bruce Wayne scritta da Paul Levitz con i disegni di Denys Cowan e Bill Sienkiewicz. Nel volume saranno presenti anche i layout originali della storia su Batman di DETECTIVE COMICS # 200, disegnati da Lew Sayre Schwartz e firmati da Bob Kane. Come se ciò non bastasse, questo volume include alcuni saggi su Batman di collaboratori del calibro di Cory Doctorow, Neil Gaiman, Glen David Gold, Dennis O’Neil, l’ex capo della polizia di San Diego Shelley Zimmerman e Anthony Tollin.

DETECTIVE COMICS #1000

Dopo 80 anni, è il momento del numero 1000 di DETECTIVE COMICS! Questo numero di 96 pagine, creato da schiera incredibile di talenti, ci porterà in un viaggio attraverso il passato, il presente ed il futuro di Batman … oltre a un epilogo sensazionale che presenterà la prima comparsa nell’universo DC del micidiale Arkham Knight! Ma chi è sotto la maschera? E perché vuole Batman morto? L’incredibile futuro delle avventure di Batman inizia qui!

 

Titans la serie: ecco il nuovo Batman

Ambientata a Detroit in quelli che sembrano essere i giorni nostri, vediamo innanzitutto una squadra parziale, ispirata forse più all’adattamento di Cartoon Network che al mondo della DC Comics. Il super-gruppo di “adolescenti” è comunque capitanato dal primo RobinDick Grayson, che ha abbandonato Gotham City per non cadere negli errori e le contraddizioni del suo mentore, col quale ha un rapporto controverso.
La scelta però, non ottiene subito i risultati sperati: il ragazzo meraviglia torna infatti a indossare la maschera dopo circa un anno, e nel corso della serie lo vediamo lasciarsi andare a momenti di furia cieca, espressi con una rabbia che ricorda molto la violenza punitiva dello stesso Batman.
Come Dick, anche gli altri giovani eroi sono tormentati e pieni di dubbi: come ad esempio Starfire, che ha completamente perso la memoria e si è svegliata in una macchina inseguita da persone che cercavano di ucciderla. La prima cosa che scopre è di chiamarsi Kory Anders, gioco di parole ispirato al suo nome alieno Koriand’r, e nel corso degli episodi si intuisce che si sia infiltrata nel mondo della criminalità organizzata per cercare una misteriosa ragazza, Rachel. E sarà proprio lei a far riunire tutta la squadra.


Rachel Roth, o Raven, è una ragazzina di non più di sedici anni. Vive con quella che pensa essere sua madre e sa di doversi nascondere da suo padre, ma nient’altro. Questo non riesce a dissipare i suoi dubbi, alimentati dalla sensazione di avere qualcosa di oscuro dentro, dalla tremenda quanto incomprensibile potenza distruttiva.
Una serie di intricate vicende portano questi personaggi ad incontrarsi e ad avere un nemico comune. Ma di questo, in qualche modo, vi avevamo già parlato nella nostra recensione.

La notizia, che gia’ circola da diversi giorni, è che Iain Glen, attore noto ai più per aver vestito i panni di Jorah di Game of Thrones, sarà il miliardario Bruce Wayne in Titans, la serie TV targata DC.

Glen interpreterà chiaramente una versione più adulta del Cavaliere Oscuro: dopo decenni passati a combattere il crimine, Bruce è intenzionato a recuperare il rapporto con Dick Grayson (Robin), aiutando i Titans a difendere Gotham.

Tra le new entries della seconda stagione, Esai Morales interpreterà Slade Wilson (Deathstroke), mentre Joshua Orpin vestirà i panni di Conner Kent (Superboy).

Titans arriverà sulla piattaforma di Netflix in autunno negli Stati Uniti. Ancora nessuna notizia per quanto riguarda un eventuale debutto in Italia.

Joaquin Phoenix accetta la sfida. Torna il super cattivo di Batman

Il nuovo film racconterà le vicende giovanili del criminale che sorride. Interpretarlo, però, è una vera prova d’attore

«Mia madre mi diceva di sorridere, sempre e metter su una faccia felice». È il suo sorriso, triste e forzato, il marchio di fabbrica del Joker, uno dei più famosi cattivi della storia dei fumetti. Lo sarà anche nella versione interpretata da Joaquin Phoenix, di cui è appena stato pubblicato il trailer, presentato al Cinemacon, annuale convention cinematografica di Las Vegas. Il film, dal titolo Joker – Fai un bel sorriso, uscirà a ottobre e sarà l’ultima pedina della DC Comics nella ormai infinita battaglia fra il marchio di fumetti e la concorrente Marvel per la creazione del miglior film tratto da una saga a disegni.

Diretto da Todd Phillips, lo stesso di War Dogs e Una Notte da Leoni, il film esplorerà le origini del Joker, un personaggio emarginato, escluso dalla società e infelice sino alla pazzia. «Pensavo che la mia vita fosse una tragedia dice ma ora penso sia una commedia», Joaquin Phoenix è affiancato nel cast da Robert De Niro, Marc Maron, volto molto amato dai fan di GLOW, Bill Camp e Glenn Fleshler.

Nato dalla penna di Jerry Robinson nel 1940, il Joker è il più famoso e temibile avversario di Batman ma nel film di Phillips non ci saranno battaglie con l’uomo pipistrello. Questo episodio è, infatti, ambientato in un’epoca precedente a quella delle sfide con Batman che hanno caratterizzato le precedenti apparizioni del famoso villain su un set cinematografico.

Joker in versione Joaquin Phoenix realizzato da Enrico Fregolent

La più famosa di queste apparizione è ancora oggi l’indimenticabile interpretazione di Jack Nicholson, nel Batman di Tim Burton del 1989 ma il primo in assoluto fu Cesar Romero, che lo portò in scena nella serie tv Batman, degli anni ’60 e poi nel film che ne è derivato, del 1966. Erano gli albori del cinema tratto dai fumetti, un genere che ha conosciuto il vero successo solo con il nuovo secolo. È del 2008 infatti il Joker di Heath Ledger, ne Il Cavaliere Oscuro diretto da Christopher Nolan. Quella interpretazione valse a Ledger un Oscar postumo e fu la sua ultima. L’artista australiano morì a causa di un’intossicazione da farmaci e sonniferi, il 22 gennaio 2008. Non fu mai accertato con sicurezza se si sia trattato di un suicidio o di un errore nel dosaggio di medicinali regolarmente prescritti all’attore. Rimane il sospetto che Ledger fosse entrato in una brutta depressione proprio a causa di quel ruolo dal quale non riusciva a uscire. Nella casa dell’attore fu trovato il diario del Joker, ovvero il quaderno su cui lui stesso aveva preso appunti e incollato foto di clown e iene con sorrisi terrificanti. Sull’ultima pagina del diario, compariva la scritta: «Bye Bye». Addio. Quel Joker è stato scelto da Empire Magazine come il terzo più grande personaggio cinematografico di sempre.

Joker disegnato da Edoardo Ortenzi

Poi, molto più recentemente, è stata la volta del Joker di Jared Leto, in Suicide Squad, datato 2016. Caricata di enormi aspettative, dati i precedenti più che illustri, l’interpretazione di Leto non è riuscita a convincere il pubblico esigente degli appassionati del genere. Il film è comunque stato un successo ai botteghini, incassando più di 740 milioni di dollari e vincendo un Oscar dal sapore italiano: nell’edizione 2017 degli Academy Awards infatti, Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini hanno portato a casa la statuetta per miglior trucco e make up. Ma Leto dopo quella interpretazione non si è detto disponibile a tornare nella parte.

Ecco dunque che la scelta di oggi è ricaduta su Phoneix, premio Oscar per Walk the Line e grande interprete di film come Il Gladiatore e Her. Dai commenti entusiasti che hanno fatto seguito alla pubblicazione del primo trailer pare proprio che l’attore sia riuscito, con un sorriso, a portare con onore l’enorme peso delle interpretazioni dei suoi illustri predecessori.

Fonte: [Il Gionale]

Romics XXV edizione : 80 anni di Batman – Il resoconto

Romics ormai è diventata una fiera più che consolidata nel tempo, oltre che nei numeri, i quali confermano quanto di buono realizzato dagli ideatori e coordinatori. Della kermesse romana vi avevamo già anticipato più di qualcosa. La fiera si è conclusa domenica 7 Aprile 2019 e questo è il  nostro resoconto per quanto riguarda Batman e la DC Comics.

Giovedì, 4 Aprile, 2019 alle ore 10:00, presso il Padiglione 5 “Pala Movie” abbiamo potuto assistere all’inagurazione e all’apertura della Mostra: “Long Live Batman”.
Le celebrazioni mondiali dell’80mo Anniversario di Batman hanno avuto la loro prima tappa ufficiale in Italia a Romics con una mostra di tavole originali, omaggi d’artista, statue e contenuti trasmediali dedicati all'”uomo pipistrello”, comparso per la prima volta sulla rivista Detective Comics #27 il 30 marzo del 1939. Warner Bros. Entertainment Italia, DC Comics, RW Edizioni e Romics hanno ospitato nel Movie Village della manifestazione: tavole del fumetto realizzate da artisti internazionali e italiani (tra i quali Neal Adams, Gabriele Dell’Otto, Bill Sienkiewicz, Tim Sale, Kelley Jones e Giuseppe Camuncoli) – in collaborazione con CArt Gallery e Statue Collector – statue ufficiali, omaggi d’autore e installazioni in un percorso storico che, partito nel 2017 con la mostra di Tiferno Comics a cura di Riccardo Corbò e Vincenzo Mollica, è stato aggiornato dallo stesso Corbò ed arricchito di contributi transmediali da Max Giovagnoli, per il grande pubblico italiano di Batman. L’appuntamento è stato inserito nelle celebrazioni ufficiali DC Comics dedicate all’icona immaginativa mondiale più potente del fumetto di tutti i tempi, al grido “Long Live Batman”.

Tavola realizzata dal maestro Milo Manara

 

 

 

Tra gli espositori era presente anche lo stand dei Gotham Shadows, fans-club dell’Uomo Pipistrello che, oltre a costumi straordinariamente simili agli originali, si avvale di oggetti e scenografie autorealizzati che trascinano i visitatori nelle cupe atmosfere di Gotham City.

Sempre al grido di “Long Live Batman” live show di Body painting. Sono stati realizzati due progetti Body Art: Poison Ivy sulla cosplayer Alessia Dionisi e una demo a tema Batman a cura di Alex Hansen sulla modella Aniuka Anna.

Demo a tema Batman a cura di Alex Hansen sulla modella Aniuka Anna

Foto di Fabio Caresta – Demo a tema Batman a cura di Alex Hansen sulla modella Aniuka Anna

Poison Ivy a cura di Sonia Ricci sulla cosplayer Alessia Dionisi

Body Art: Poison Ivy a cura di Sonia Ricci sulla cosplayer Alessia Dionisi

Presso il Padiglione 7 “Pala Comics” Stand Saldapress, abbiamo assistito alla signing session con Ryan Ottley, Romics d’Oro 2019. Ryan Ottley è uno dei disegnatori più importanti del fumetto statunitense contemporaneo.  Il disegnatore, è stato premiato in particolare per il suo lavoro su Spiderman, ma a noi piace ricordare anche la sua attività presso la DC Comics con le sue Variant Cover di Justice League of America: Rebirth #1, Robin: Son of Batman #10, The Flash #35.

Questo il suo Batman, realizzato per noi.

Venerdì 5 Aprile 2019, presso il padiglione 5 “Pala Movie” si è svolto il panel “Long Live Batman: Rubare l’anima all’eroe”, intervista a Gabriele Dell’Otto, Romics d’Oro 2016. Gabriele è uno dei più importanti illustratori italiani nel mondo, collaboratore Marvel e DC ed è a lavoro anche su Batman. La sua presenza ha arricchito il parterre degli autori della mostra celebrativa di Romics per gli 80 anni del Cavaliere Oscuro. “Rubare l’anima all’eroe” è stato il titolo dell’incontro, moderato da Max Giovagnoli, co-curatore della mostra. Nell’occasione, il maestro ha presentato, in anteprima mondiale, un magnifico portfolio (a tiratura limitata solo 100 copie) griffato DC Comics dal titolo “Gotham Crimes”, che ci svela i peggiori nemici del cavaliere oscuro come non li avete mai visti.

La scuola Internazionale dei Comics e la scuola Romana dei Fumetti, come al solito ci hanno deliziato con giovani autori di buona qualità artistica. Vi proponiamo qualche sketch realizzato durante la fiera.

 

Joker in versione Joaquin Phoenix realizzato da Enrico Fregolent

Joker in versione Metal realizzato da Lorenzo Di Santo

Joker in versione Bruce Timm realizzato da Claudio Bruni

Harley Quinn realizzata da Zirimau Illustrator

Joker disegnato da Chiara Giorgi

Joker disegnato da Edoardo Ortenzi

Tantissimi i gadets da collezione in vendita e piu’ di qualcuno era veramente meritevole di acquisto. Vi proponiamo qualcosa.

 

Per la promozione del film Shazam! da noi già recensito, è stata allestita una statua in scala 1:1 del personaggio.

 

La RW Edizioni ha rinnovato la propria partecipazione a questa importante fiera romana ed ha messo a disposizione degli avventori le più recenti pubblicazioni targate LION.

Ospite dello stand RW Lion sabato 6 Aprile è stato il disegnatore Dc Comics Emanuel Simeoni (molto apprezzato in Batman Eternal e Batman Talon), che possiamo vedere disegnare con entrambe le mani su un enorme foglio bianco. Le immagini che vedete qui sotto sono state messe a disposizione dall’autore stesso.

Emanuel Simeoni ospite della RW Lion

Emanuel Simeoni ospite della RW Lion

I cosplayer erano veramente tanti, ne abbiamo scelti alcuni da vedere assolutamente.

 

 

A proposito di scontri titanici, Romics ci ha offerto un duetto imperdibile. I disegnatori: Elena Casagrande (DC Comics) e Emilio Laiso (Marvel) si sono scontrati a colpi di matite e tavoletta grafica. Entrambi sono insegnanti della Scuola Romana dei Fumetti.  Elena ha usato la tecnica analogica del disegno manuale su una lavagna, Emilio invece la moderna tecnica digitale proiettata sui pixel di uno schermo installato all’interno della mostra. I soggetti rappresentati sono stati Doctor Who, nella sua ultima incarnazione, e Doctor Aphra, direttamente dai fumetti di Star Wars, due figure femminili appartenenti a diversi universi narrativi fantascientifici.

Emilio Laiso (Marvel)

Elena Casagrande (DC Comics)

Ecco il risultato della live performance eseguita da Elena Casagrande (DC Comics) ed Emilio Laiso (Marvel)

Romics, come al solito offre tantissimi spunti per noi amanti della nona arte, ma per ovvi motivi, non possiamo mostrarvi tutto qui. Quindi, vi invitiamo a seguirci sulla nostra pagina Facebook, dove pubblicheremo tantissime altre foto e molti video che saranno visibili sul nostro canale Dailymotion. Continuate a seguirci.

 

Alcuni personaggi della Rogue Gallery di Batman

Sono il peggio che Gotham City possa offrire. Maniaci, assassini, gangster e scontenti d’ogni sorta, i loro nomi malfamati costituiscono un vero schedario criminale. Una feccia che accampa pretese territoriali su Gotham ed è affetta da fissazioni psicotiche sul Cavaliere Oscuro, come loro nemesi. E’ opinione consolidata, tra gli storici del fumetto americano, che Batman abbia raccolto nel tempo la miglior Rogue Gallery mai vista nel sotto-genere supereroístico.


Alcune nemesi di straordinario fascino si sono aggiunte anche piuttosto recentemente. Verso la fine degli anni sessanta abbiamo assistito alla nascita di Dollmaker (il fabbricante di bambole) apparso per la prima volta su Plastic Man n. 10 (giugno 1968). In seguito tre persone si sono susseguite nel ruolo del Fabbricante di Bambole. Gli anni ’70, ad esempio, ci hanno regalato Ra’s Al Ghul (creato da Julius Schwartz, Dennis O’Neil e dal disegnatore Neal Adams nel 1971) oppure un Man-Bat (apparso per la prima volta nel 1970 su Detective Comics vol. 1 n. 400, personaggio creato da Frank Robbins e Neal Adams). Terribili e inquietanti. Ma la stragrande maggioranza dei Bat-villains è composta di arcinemici classici, di lungo, lunghissimo corso. Alfieri del Male introdotti durante la mitica Golden Age (1938-1955) e da allora eternamente impostisi nell’immaginario collettivo. Ad esempio il cangiante FACCIA DI CRETA o meglio Clayface (creato da Bill Finger e Bob Kane per le pagine di Detective Comics vol. 1 n. 40). Per poi continuare con la sensuale CATWOMAN (creata da Bob Kane e Bill Finger nel 1940) e il goffo PINGUINO, alter ego di Oswald Chesterfield Cobblepot (creato da Bob Kane e Bill Finger). E dopo di loro ancora Hugo Strange (prima apparizione Detective Comics #36 (1940). Creato da Bill Finger e Bob Kane), DUE FACCE (creato da Bob Kane e Bill Finger nel 1942), lo SPAVENTAPASSERI (creato da Bill Finger e Bob Kane nel 1941) e ancora l’ENIGMISTA (creato da Bill Finger e Dick Sprang, apparso per la prima volta su Detective Comics n. 140, nel 1948), Cappellaio Matto (prima apparizione Batman #49 (1948). Creato da Bill Finger e Bob Kane). Nel breve volgere di una manciata di stagioni, insomma, l’officina grafica di Bob Kane & Bill Finger dotò il Cavaliere Oscuro di minacce sufficienti per andare avanti dei secoli.

Sempre nei primi tempi di vita di Batman, ebbe vita il genio folle, il Principe Clown del Crimine… il JOKER. Forse il solo personaggio negativo in grado di competere in popolarità con i maggiori eroi. E di batterli!
Il Joker debuttò nella primavera del 1940 su Batman n. 1. Proprio a quell’epoca il maligno ghigno del Joker esplose con l’impatto di una torta in faccia. Batman aveva appena conquistato il pubblico dei giovanissimi, grazie all’introduzione di Robin e alla decisa edulcorazione dei toni (sparite le pistole, niente più omicidi). Con l’esordio del buffonesco villain i teenager accostatisi alla serie restarono ipnotizzati. Ai pari di Bats, anche del Joker vennero presto smussati gli angoli più ruvidi e violenti. Da killer spietato, abituato a uccidere le sue vittime con un letale gas esilarante, il character si trasformò in un pagliaccio dal sorriso stampato. La nuova maschera piacque a tal punto, che ci sarebbero voluti oltre 40 anni – fino alle opere di Frank Miller (“Il Ritorno del Cavaliere Oscuro”) e di Alan Moore (“The Killing Joke”) – per un ritorno all’atavica passione per le stragi. Addirittura il Joker non desiderava una cassa da morto neppure per i suoi più indomiti avversari. Anzi, spesso rinunciò all’occasione di farla finita con il Dinamico Duo, senza cui la sua esistenza avrebbe perso di significato.
Un “cattivo” di incredibile e prolungato successo. A tratti persino simpatico. L’unico superstite del momentaneo oblio in cui caddero, negli Anni ’50, tutti i villains storici. L’unico così inscindibilmente legato a Batman da non potersene privare mai.
Il Clown è l’altra faccia della medaglia Gotham City. E’ l’anima nera del Pipistrello. Il suo alter ego schizzato. Joker vive per ricordare a Batman dove può condurre un’accelerazione eccessiva nei meandri dell’ossessione legalitaria. Quanto Due Facce, e più dello stesso, il Joker è pazzia pura. Ma è una pazzia funzionale alla saga, necessaria perché a Batman non sfugga mai il confine tra Bene e Male. Perché solo sfiorando, senza abbracciarli, i gorghi della lucida follia, l’eroe può individuare un limite alla sua crociata notturna e solitaria, altrimenti destinata a degenerare in violenza irrazionale. Il divario fra la Legge e il Caos è da sempre ambiguo e sottile. Tragicamente ironico, come il satanico ghigno del Joker. A distanza di 52 anni, venne deciso, nei cartoni animati  “Batman: The animated series“, di affiancare al Re del Crimine di Gotham il personaggio di Harley Quinn nel secondo episodio intitolato “Joker’s Favor“. Andato in onda a settembre del 1992, in cui il Joker era chiamato a organizzare uno dei suoi soliti piani folli. In questo contesto, il piano prevedeva che si sarebbe vestito da donna e che sarebbe balzato fuori da una torta. Gli sceneggiatori fecero tuttavia questioni sul fatto che Joker potesse vestirsi da donna. Infine preposero di revisionare la storia, aggiungendo un personaggio femminile. Questa donna altri non era che Harley Quinn.

Tanta fu, infatti, l’influenza che ebbe la storica serie animata nell’immaginario collettivo dei nerd dell’epoca, che la DC decise di inserirla nel suo universo fumettistico, commissionando proprio a Dini e Timm le origini dell’irrivente compagna di Joker, i quali sfornarono Mad Love, la prima graphic novel supereroistica a vincere un Eisner Award. Al grande parterre di villain si aggiunge anche l’ecoterrorista Poison Ivy. Nata a dalla matita di Robert Kanigher e Sheldon Moldoff nel 1966, debutta nel Batman n. 181. Il suo nome significa letteralmente edera velenosa. Le sue forme generose e l’appeal quasi mediterraneo cozzano con le bellezze filiformi imposte dalla società ma riesce a spopolare nei comics. Poison sfila tra le pagine della DC Comics con il personaggio che ricalca lo stereotipo della femme fatale e anche la sua fisicità, oltre che le sue origini diventano un punto di forza. Nello stesso periodo debutta Re Tut (prima apparizione in televisione “La maledizione di Re Tut” (1966). Prima apparizione nei fumetti “Batman Confidential” #26. Creato da Christina Weir, Nunzio DeFilippis e Josè Luis Garcia-Lòpez). Uno dei villain più forti dell’era moderna di Batman è certamente Hush, alter ego di Thomas “Tommy” Elliot, creato da Jeph Loeb (testi) e Jim Lee (disegni) per l’omonima saga nel 2002, al quale si aggiunge Bane nato nel fumetto Batman: La vendetta di Bane e successivo arco narrativo Batman: Knightfall del 1993, per poi riprendere nella nuovissima run di Tom King. Insomma, ogni grande eroe è definito dai grandi nemici affronta, e nessun gruppo di malvagi, assassini e criminali sembra essere migliore di quello che disturba Gotham City. Da un clown omicida, killer cerebrali e mostri brutali Batman ha letteralmente una lunga sfilza di avversari che mettono alla prova il suo acume nel combattere il crimine. I suoi nemici sognano un caos confacente alle loro peculiari manie, sia per diventare favolosamente ricchi, sia per appagare un’insaziabile bramosia di disordine. Nelle celle imbottite di Arkham Asylum, o dietro le sbarre del carcere di Blackgate, tramano le loro prossime insidiose imprese criminali…mentre Batman attende il prossimo inevitabile, scontro.