NOTTE OSCURA: UNA STORIA VERA DI BATMAN, il racconto autobiografico di Paul Dini ( Recensione )

LO PUOI LEGGERE SU: Notte Oscura: Una storia vera di Batman ( volume, RW-Lion )

AUTORI: Paul Dini (storia), Eduardo Risso (disegni)

SINOSSI:  

Paul Dini è uno dei più apprezzati autori e sceneggiatori di fumetti e cartoni animati, nonché una delle principali menti dietro all’acclamatissima Batman: The Animated Series del ’92. Un giorno però la sua vita viene stravolta da un violento pestaggio in strada, ad opera di due malviventi. In questo racconto scopriremo come Dini sia riuscito ad affrontare un momento così difficile della sua vita e di come la sua fervida immaginazione, alla fine, l’abbia salvato.

PRO:  Un racconto intimo e delicato, che affronta tematiche serie in maniera ironica e stravagante, senza mai sfociare nel vittimismo o nel melodramma.

CONTRO:  Più che un “contro” è un’avvertenza: a dispetto del titolo e della copertina questa NON è una storia di Batman, ma di uno dei suoi più brillanti scrittori, a cui il Cavaliere Oscuro ha sicuramente cambiato la vita.

GIUDIZIO COMPLESSIVO:  

E’ bello ogni tanto leggere qualcosa di diverso dalla “solita storia di supereroi”. Quante volte infatti abbiamo visto il nostro Cavaliere Oscuro affrontare minacce sempre più terribili, risolvere casi intricati o buttarsi a capofitto in una battaglia senza esclusione di colpi… Tutto bellissimo, per carità, ma per una volta proviamo a cambiare prospettiva e torniamo nel mondo reale, dove il protagonista è una persona comunissima, proprio come noi.

Paul Dini era Il classico nerd timido e introverso, che sin da piccolo si rifugiava nel suo mondo fantastico, costellato dai vari personaggi dei fumetti e dei cartoni animati che ogni giorno allietavano le sue serate e alimentavano costantemente la sua fantasia. Con Batman, però, fu amore a prima vista, e dopo averne divorato fumetti, cartoni animati e serie tv, ci fu la consacrazione con il mitico film di Tim Burton dell’89.

La sua vera fortuna fu quella di riuscire a fare della propria passione un lavoro, diventando uno degli sceneggiatori di punta della Warner Bros. Animation, per poi arrivare al culmine della sua carriera proprio grazie al personaggio che più amava, in quella che viene considerata tuttora la miglior serie animata di sempre: Batman: The Animated Series !

Questo grande successo sarà anche un’iniezione di fiducia e di autostima notevole per il nostro Dini, timido e insicuro, e non fortunatissimo con le donne… ma tutto purtroppo si sfalderà dopo che un paio di delinquenti lo aggrediranno brutalmente per strada, lasciandolo esanime a terra, con diverse fratture ed ematomi.

Questa brutta disavventura costringerà lo scrittore ad una riabilitazione non solo fisica, ma anche interiore ed emotiva. I mondi che si era costruito fino ad allora sembravano non avere più senso, la crudeltà della vita, così cinica e spietata, rischiava di spazzare via quel candore puro e immacolato che solo l’immaginazione di un bambino può avere, e che Dini aveva sempre conservato gelosamente. Ma allora perché Batman non l’ha salvato ? Dov’era quando il suo più grande fan aveva davvero bisogno di lui ???

Notte Oscura è dunque un sentito e appassionato racconto autobiografico, attraverso il quale l’autore ha voluto mettersi a nudo, con tutte le sue debolezze e fragilità, nella maniera che gli riesce meglio: con un fumetto. E saranno proprio i personaggi che gli hanno dato la popolarità, ovvero Batman e i suoi più noti avversari, a fungere da veicolo per esprimere i suoi stati d’animo, sia positivi che negativi, come specchi riflessi di sé stesso.

Eduardo Risso, noto soprattutto per le sue collaborazioni con lo scrittore Brian Azzarello su serie come Batman e 100 Bullets, col suo stile particolare e fuori dai classici canoni del fumetto mainstream, riesce perfettamente a dare forma al racconto così personale di Dini, spaziando da disegni più abbozzati ad altri più realistici, fino a quelli più “fumettosi” a cui siamo abituati, a seconda dell’esigenza narrativa.

Questi cambi di stile sono accentuati da una colorazione ad hoc, più calda e sfumata per le parti più realistiche, che sono poi la maggior parte, mentre in altri casi utilizza varietà cromatiche piatte e basilari, tipiche di un fumetto o un cartoon. Un mix di stili azzeccatissimo, che mette in risalto tutto l’estro e la versatilità dell’artista argentino.   

Se volete leggere qualcosa di diverso dal solito, che non parla propriamente di fumetti, ma di come i fumetti ( e l’immaginazione in generale ) possano salvare la vita di un uomo e risollevarlo, anche nei momenti più bui, questo volume è quello che fa al caso vostro.

VOTO: 8

Marco “Spider-Ci” Novelli

BATMAN: HUSH, un classico moderno di Jeph Loeb & Jim Lee ( Recensione )

LO PUOI LEGGERE SU: Batman: Hush ( cartonato, Panini ), Supereroi – Leggende Dc nn.1-2 ( brossurati, Panini )

AUTORI: Jeph Loeb (storia), Jim Lee (disegni)

SINOSSI:  Una nuova, misteriosa, minaccia fa la sua comparsa a Gotham City: si fa chiamare Hush, e sembra conoscere molto bene il Cavaliere Oscuro e le sue debolezze. Quale volto si cela dietro le bende che lo ricoprono ??? Per scoprirlo, Batman dovrà prima affrontare alcuni dei suoi più letali avversari !

PRO:  La storia che ha rilanciato Batman in vetta alle classifiche di vendita, e ha decretato anche una “seconda giovinezza” di Jim Lee come artista, il quale ha ritrovato la gioia di disegnare, cimentandosi con un personaggio che aveva sempre amato e una sceneggiatura al fulmicotone come quella di Loeb.  

CONTRO:  Seppur avvincente, la trama di Loeb è molto schematica e assomiglia quasi a un videogioco, dove ogni episodio corrisponde a un livello, con relativo avversario/boss finale da sconfiggere.

GIUDIZIO COMPLESSIVO:  

Ci sono storie che, pur essendo relativamente recenti, sono già diventate dei classici, o per usare termini più anglofoni, dei veri cult o must-have per gli appassionati di fumetti. Batman: Hush è sicuramente uno di quelli, anche solo per il fatto che si è perso il conto, ormai, di quante volte sia stato ristampato dai vari editori che si sono succeduti in Italia in questi ultimi vent’anni.

Il motivo è presto detto: si tratta di un blockbuster fumettistico in piena regola. Abbiamo uno dei più apprezzati scrittori di comics, il quale aveva già dimostrato il suo amore per Batman e il suo universo in perle come Il lungo Halloween e Vittoria Oscura, al servizio stavolta di uno dei più grandi talenti della matita, che aspettava proprio un’occasione come questa per rimettersi in gioco dopo un periodo di stanca, dovuto anche ai suoi molteplici impegni come direttore della sua etichetta Wildstorm, poi acquisita dalla Dc.

Non ci poteva essere connubio meglio riuscito: Loeb imbastisce una trama ad orologeria, coinvolgendo quasi tutti i principali characters dell’universo batmaniano, villain compresi, in una sfida all’ultimo sangue dove non manca il classico burattinaio misterioso, in qualche modo legato al passato di Bruce Wayne. Ma ci sarà spazio anche per la love story tra Bats e Catwoman ( poi ripresa con tanto vigore da Tom King ) o il ritorno (?) di Jason Todd, all’epoca ancora creduto morto… Insomma, una storia che ha rilanciato a 360° il Cavaliere Oscuro, riportandolo finalmente sotto i riflettori e in vetta a tutte le classifiche di vendita.

Il vero fiore all’occhiello di questa saga però sono le splendide tavole di Jim Lee, il quale ha dimostrato una maturazione artistica non indifferente, affinando il suo tratto e l’attenzione ai dettagli, senza per questo togliere un grammo all’”effetto wow” tipico dello stile Image. Ogni sua tavola è una gioia per gli occhi, e le sue interpretazioni di Batman e di tutti i personaggi che lo circondano ( amici o nemici che siano ) sono tra le più iconiche e rappresentative del nuovo millennio.

Batman: Hush è dunque un volume che non può mancare nella libreria di un vero bat-fan, specialmente se si ama lo stile esplosivo di Lee. Non ha lo stesso spessore narrativo di opere come Il lungo Halloween, ma offre comunque una bella panoramica sul mondo dell’Uomo Pipistrello e introduce uno dei più amati e carismatici villain di questi ultimi anni.

Panini lo ha già ristampato in cartonato per la linea Dc Library, ma proprio Hush inaugurerà anche la nuova collana da edicola Supereroi – Le leggende Dc, con i primi due volumi, per cui avrete la possibilità di acquistarlo anche in versione economica. Approfittatene !

VOTO: 8

Marco “Spider-Ci” Novelli

DAMIAN: IL FIGLIO DI BATMAN, di Andy Kubert (Recensione)

LO PUOI LEGGERE SU: Damian: Il figlio di Batman ( volume, RW-Lion )

AUTORI: Andy Kubert

SINOSSI:  Mentre indagano su una serie di efferati omicidi, Batman e Damian vengono travolti da una tremenda esplosione, che porterà il Cavaliere Oscuro alla morte…! Damian allora inizierà una vera caccia all’uomo, in cerca di vendetta, dando libero sfogo alla sua indole assassina. Quando deciderà di raccogliere l’eredità del padre e indossare il manto di Batman, si sforzerà di onorare il suo retaggio mantenendo anche un codice etico e morale. La sua educazione con Talia al Ghul e la Lega degli assassini, però, è difficile da dimenticare…

PRO:  Le tavole di Andy Kubert sono sempre di grande impatto e confermano il suo indiscusso talento nel rappresentare personaggi iconici come il Cavaliere Oscuro, in tutta la loro dirompente energia.

CONTRO:  La storia imbastita da Kubert si può definire “inesplosa”. Mette sul piatto tanti elementi, senza però svilupparne nessuno in modo chiaro e coerente, come se fosse solo l’inizio di una storia più ampia, che però non è mai stata portata avanti…

GIUDIZIO COMPLESSIVO:  

Non sempre un grande artista della matita riesce ad essere altrettanto abile nella scrittura. Anzi, possiamo tranquillamente affermare che si tratta di casi piuttosto rari… Non fa eccezione purtroppo Andy Kubert, superstar del fumetto nota soprattutto per le sue collaborazioni con grandi scrittori come Neil Gaiman, Frank Miller, Grant Morrison e tanti altri, il quale ha provato a realizzare in toto una miniserie con protagonista Damian Wayne, il figlio di Batman e Talia al Ghul introdotto per la prima volta nel graphic novel Batman: Il figlio del demone e poi reinserito nella continuity ufficiale da Grant Morrison quasi vent’anni dopo.

Le intenzioni di Kubert in realtà sarebbero buone: realizzare una sorta di prequel del famigerato Batman #666, una storia molto amata dai fan, sempre scritta da Morrison, dove ci veniva mostrato un futuro distopico e violento, nel quale era proprio Damian a vestire i panni del Cavaliere Oscuro, in tutta la sua irruenza e aggressività.

Il problema, però, è che Kubert non ha la scrittura dirompente o la carica eversiva di Morrison, per cui ciò che emerge da questa miniserie è solo un racconto troncato a metà, con tanti elementi e personaggi buttati lì senza essere minimamente approfonditi o contestualizzati, in un’accozzaglia di eventi di cui non si capisce bene la direzione.

Diciamo che il tutto potrebbe avere un senso se fosse solo l’incipit per una serie regolare o comunque una trama di più ampio respiro, e probabilmente nella testa dell’autore era così, ma dato che di fatto questo progetto non è più andato avanti, quello che rimane è solo la sensazione di una grossa occasione sprecata, che lascia un po’ di amaro in bocca, in quanto alcune idee potevano essere valide, ma il loro potenziale purtroppo non è stato sfruttato a dovere o comunque non sviluppato in maniera soddisfacente.

L’unico punto di forza del volume, dunque, restano i disegni, sui quali Kubert non si smentisce e conferma la sua innegabile maestria, regalandoci tavole di ampio respiro, molto dinamiche e potenti. Proprio per questo, forse, sarebbe preferibile se continuasse a concentrarsi su ciò che gli riesce meglio, lasciando ai veri professionisti ( scrittori, in questo caso ) il loro mestiere…

VOTO: 5

Marco “Spider-Ci” Novelli

BATMAN: BARCELLONA – Il Cavaliere del Drago ( Recensione )

LO PUOI LEGGERE SU: Batman: Barcellona – Il Cavaliere del Drago ( volume, Planeta )

AUTORI: Mark Waid, Diego Olmos

SINOSSI:  Batman è costretto a raggiungere Barcellona per fermare Killer Croc, convinto di essere la reincarnazione del famoso drago ucciso da San Giorgio, patrono della Catalogna. Arrivato lì, conoscerà un po’ di storia della città, grazie a una sua vecchia amica del posto, e intavolerà una feroce battaglia col suo mostruoso avversario. 

PRO:  Un’occasione unica per vedere l’ombra del Cavaliere Oscuro stagliarsi tra le affascinanti architetture di Barcellona.

CONTRO:  La trama è solo un forzato pretesto per realizzare un grande spot alla bella città catalana, in vista dell’imminente Salone del Fumetto che si sarebbe svolto laggiù.

GIUDIZIO COMPLESSIVO:  Non c’è dubbio che Barcellona sia una città affascinante, ricca di storia e di cultura, dove si fondono luci dalle mille sfumature ad architetture gotiche e maestose. Una location ideale, dunque, per una figura ombrosa e pittoresca come quella di Batman.

La domanda da porsi allora è: per quale motivo il Cavaliere Oscuro dovrebbe lasciare la sua Gotham per andare a Barcellona ??? La risposta ha provato a fornircela Mark Waid, scrittore di indubbio talento, ben noto ai fan sia Marvel che Dc, in questo volume speciale  che ha solo il chiaro scopo di puntare i riflettori sulla bella città catalana, coinvolgendo il più famoso character della Dc.

Il pretesto per far volare Batman in Spagna infatti è piuttosto forzato e privo di logica: non c’è motivo per cui Killer Croc si rechi apposta ( e non si sa come ) fino a Barcellona, con la scusa di credersi la reincarnazione del drago ucciso da San Giorgio, visto che alla fine il suo scopo è sempre quello di uccidere il Pipistrello, per cui poteva benissimo continuare a farlo a Gotham, come sempre…

La trama è quindi solo una futile scusa per realizzare una perfetta cartolina in formato comic book di Barcellona, dove si vedranno alcune strade e monumenti tipici della città, senza farsi mancare riferimenti religiosi e folcloristici, come la succitata leggenda che riguarda il suo patrono. Il tutto illustrato ovviamente da un artista del posto, Diego Olmos, il cui tratto netto e spigoloso si sposa bene con le ombre del Cavaliere Oscuro, anche se a volte risulta un po’ grossolano e frettoloso nei dettagli.

Non aspettatevi in sostanza grandi emozioni da questa storia, palesemente realizzata da Waid solo per compiacere la dirigenza Dc e gli organizzatori del Salone del Fumetto di Barcellona, che l’avevano ospitato qualche anno prima. Non ci troviamo di fronte a un capolavoro di sceneggiatura, dunque, ma rimane giusto il valore a livello collezionistico, in quanto si tratta di un evento unico, stampato da Planeta in un elegante cartonato di grandi dimensioni, che vanta oltretutto una cover esclusiva dell’immenso Jim Lee.

VOTO: 5

Marco “Spider-Ci” Novelli

BATMAN: ARKHAM ASYLUM, il graphic novel capolavoro di Grant Morrison e Dave McKean ( Recensione )

LO PUOI LEGGERE SU: Batman: Arkham Asylum ( volume, Panini )

AUTORI: Grant Morrison,  Dave McKean

SINOSSI:  I pazienti del Manicomio Arkham hanno preso possesso della struttura e tengono in ostaggio il personale al suo interno ! L’unica condizione che hanno posto per liberarli è che Batman si presenti da loro. Una volta arrivato lì, per l’Uomo Pipistrello inizierà un viaggio dentro la follia che permea ogni singola stanza del manicomio, e al contempo scopriremo le origini “maledette” di questo luogo e del suo fondatore, Amadeus Arkham !

PRO:  Un tassello fondamentale della mitologia batmaniana, che vanta una notevole ricerca stilistica, sia per quanto riguarda i testi che per l’apparato grafico, opera di un artista “prestato” al fumetto come Dave McKean.

CONTRO:  Per rendere ancora più intensa e viscerale la discesa negli inferi di Batman, Morrison avrebbe potuto calcare di più la mano e approfondire alcuni confronti con i pazienti del manicomio, perlomeno i più famosi…

GIUDIZIO COMPLESSIVO:  Quanto è labile il confine che separa Batman dai folli criminali contro cui combatte ogni notte ???

E’ questo il quesito attorno a cui ruota una delle più allucinanti e dirompenti storie mai scritte sull’Uomo Pipistrello, che è riuscita a rompere gli schemi del classico fumetto mainstream, non solo per i contenuti forti, ma perché si è avvalsa del talento visionario del grande Dave McKean, il quale ha sposato a pieno il concetto di fumetto quale “espressione artistica”, con la A maiuscola.

Le sue illustrazioni infatti sono un mix di stili differenti, che uniscono la ruvidezza degli schizzi a matita con la corposità dei pennelli e della pittura a olio, inserendo anche elementi fotografici e collage di vario tipo, in quello che si può considerare un vero e proprio trip visivo, dove nessuna tavola viene imbrigliata in una griglia ben definita, ma lascia fluire le immagini e le suggestioni, attraverso un percorso a volte straniante e disturbante.

Questo perché la volontà dello scrittore Grant Morrison ( e di McKean, ovviamente ) era quella di trascinare il lettore nella spirale di violenza e follia che si respira dentro il manicomio Arkham, un luogo maledetto, che racchiude tutto ciò che di più marcio si può trovare in una città corrotta come Gotham City.

Ma quanto c’è di Batman in un luogo come Arkham ? In un certo senso è lui ad “alimentarlo”, sbattendo dentro i folli criminali che lo abitano, ma in fondo lui è così diverso da loro ? Si può considerare sano di mente un vigilante che va in giro vestito da pipistrello, ossessionato da una promessa fatta quando era ancora un bambino, traumatizzato dalla morte violenta dei propri genitori ???

Come gli grida, punzecchiandolo, lo stesso Joker da dentro il manicomio: “qui per te c’è sempre posto !”, ed è questa la grande paura di Batman, sapere che un giorno quel lato oscuro che alberga in lui possa prendere il sopravvento e portarlo dall’altra parte della barricata, insieme a quel male che ha sempre tentato di combattere…

Arkham Asylum è un racconto tetro e inquietante, che pone al centro della scena il manicomio criminale per eccellenza del mondo dei comics, un elemento fondamentale dell’iconografia batmaniana, in quanto Batman, più di qualunque altro supereroe, è fortemente caratterizzato anche dai suoi avversari, che in un certo senso lo completano e contribuiscono ad alimentare il suo mito.

Questo volume è ormai considerato un caposaldo della letteratura disegnata, proprio perché si discosta dalla maggior parte della produzione fumettistica mainstream, elevandosi a qualcosa di più puramente artistico e concettuale. Per cui, se siete fan del Cavaliere Oscuro o del buon fumetto in generale, non dovrebbe mancare nella vostra libreria ( la Panini, tra l’altro, ne ha da poco pubblicato un’elegante versione Absolute, con tanto di cofanetto rigido e diversi contenuti extra, per cui è un’ottima occasione per recuperarlo ).

VOTO: 8

Marco “Spider-Ci” Novelli

BATMAN: DETECTIVE COMICS di Ed Brubaker ( Recensione )

LO PUOI LEGGERE SU: Batman: Detective Comics di Ed Brubaker (volume, Planeta )

AUTORI: Ed Brubaker ( testi ), Tommy Castillo, Patrick Zircher ( disegni )

SINOSSI:  Un misterioso killer sembra aver preso di mira alcuni dei supercriminali più pericolosi di Gotham City, lasciando sul luogo del delitto una moneta con doppia faccia, sfregiata però da entrambi i lati. Toccherà a Batman indagare per capire l’identità dell’assassino e il suo movente ! Dopodiché dovrà risolvere il caso di un’altra serie di omicidi che sembrano ricollegarsi a degli eventi di quarant’anni fa, quando il protettore di Gotham City era Alan Scott, la prima Lanterna Verde !!!

PRO:  Due racconti dalla forte impronta noir e poliziesca, che esaltano l’aspetto investigativo tipico delle più classiche storie dell’Uomo Pipistrello. Brubaker, del resto, è sempre stato un maestro in questo genere.

CONTRO:  I disegni  dello story-arc principale, a opera di Tommy Castillo, sono piuttosto grossolani e poco curati, per cui non valorizzano molto l’avvincente sceneggiatura di Brubaker.

GIUDIZIO COMPLESSIVO:  Benché ultimamente abbia un po’ abbandonato le luci dei riflettori, Ed Brubaker è stato fino a qualche anno fa uno degli scrittori più quotati dell’industria dei comics, firmando serie di grande successo sia in Marvel che in Dc, e non solo.Ma la testata che l’ha lanciato nel fumetto mainstream è stata proprio Batman, a cui sono seguiti titoli ormai cult come Gotham Central e la sua gestione di Catwoman.

Si parla meno invece del suo breve periodo alle redini della più  storica testata del Pipistrello, Detective Comics, raccolto in questo corposo volume da Planeta. Sono sostanzialmente due story-arc distinti, ma che hanno in comune il gusto dello scrittore per il giallo e il crime, con spruzzate di horror e noir.

In entrambi i casi infatti Batman fa onore al titolo della testata, indagando su degli efferati omicidi, che coinvolgeranno alcuni dei più famosi villain del Cavaliere Oscuro e un personaggio ripescato dalla gloriosa Golden Age dei comics, ovvero Alan Scott, l’originale Lanterna Verde.

Brubaker dimostra di sapersi muovere benissimo in questo contesto, confermandosi come uno dei più talentuosi scrittori pulp di questi ultimi vent’anni. Il suo approccio così crudo e diretto, energico ed efficace, si sposa perfettamente con le atmosfere dark del Cavaliere Oscuro e il suo lato più investigativo.

Il confronto con Alan Scott, poi, oltre ad essere un sentito omaggio a un’epoca che fu, è interessante in quanto mette in risalto due modi opposti d’intendere il supereroismo. La purezza e la solarità della prima Lanterna Verde deve fare i conti con una Gotham cambiata, che adesso ha bisogno di un vigilante cupo e brutale come Batman, il quale non si può definire un supereroe nell’accezione più classica del termine, anche se nutre comunque profonda ammirazione e rispetto nei confronti di un eroismo così puro e incontaminato, ormai indissolubilmente legato a un tempo che non c’è più.

Se amate lo scrittore del Maryland e il suo stile pulp/noir, ma soprattutto le storie che confermano Batman quale “migliore detective del mondo”, questo volume è ciò che fa al caso vostro.

VOTO: 7 ½

Marco “Spider-Ci” Novelli

BATMAN: SEGRETI di Sam Kieth (Recensione)

LO PUOI LEGGERE SU: Batman: Segreti (volume, RW-Lion )

AUTORI: Sam Kieth

SINOSSI:  Joker viene incredibilmente fatto uscire di prigione, ma ben presto dimostrerà di non essere assolutamente cambiato, uccidendo il procuratore distrettuale responsabile della sua scarcerazione. Nel tentativo di fermarlo, Batman viene immortalato da una testimone mentre sembra che voglia uccidere il Pagliaccio. Questo scatenerà un putiferio mediatico che ovviamente Joker cavalcherà subito, cercando in tutti i modi di screditare l’Uomo Pipistrello agli occhi dell’opinione pubblica…

PRO:  Un racconto particolare, realizzato con lo stile inconfondibile di Kieth, il quale ha un modo unico di concepire le tavole e i personaggi al loro interno.

CONTRO:  La sceneggiatura in certi punti sembra un po’ tirata per i capelli e i “segreti” che danno il titolo al volume non sono alla fine niente di sconvolgente

GIUDIZIO COMPLESSIVO:  Sam Kieth, autore completo dallo stile inconfondibile, ci fornisce la sua versione dell’eterno dualismo che lega Batman e Joker, ovviamente in maniera molto particolare, com’era facile aspettarsi da un artista come lui.

Con dialoghi nei quali si vedono solo i loro due volti spuntare dall’ombra e tavole quasi oniriche o psichedeliche, Kieth analizza il profondo legame che si è ormai formato tra i due eterni rivali e porta la loro battaglia su un altro piano: quello della comunicazione.

Attraverso una foto ambigua, scattata per caso da una ragazza, Joker capisce che può infangare l’immagine di Batman e ne approfitta, rincarando la dose. Benché l’autore faccia riferimento solo alla carta stampata e alla tv e addirittura a macchine fotografiche con il rullino, la tematica che affronta però è molto attuale, se pensiamo a quante notizie passano ormai dai social media, spesso senza essere verificate, diffondendo falsità che possono anche rovinare la reputazione di una persona.

Kieth dunque ci fa riflettere sul potere dell’informazione e di come questa possa essere facilmente manipolata e dirottata verso specifiche direzioni, non sempre giuste o veritiere. Ma il vero valore aggiunto dell’opera è sicuramente il  talento grafico dell’artista, che ci regala caratterizzazioni esagerate e grottesche, con atmosfere dark e surreali, perfette per una storia del Pipistrello.

Se volete leggere qualcosa di diverso dal solito, e amate l’arte del celebre creatore di The Maxx, questo volume è ciò che fa al caso vostro.

VOTO: 7

Marco “Spider-Ci” Novelli

BATMAN n. 1 – Il nuovo rilancio Panini (Recensione)

LO PUOI LEGGERE SU: Batman n.1 ( spillato, Panini Comics )

AUTORI: Tom King, Tony S. Daniel, Mitch Gerads

SINOSSI:  Batman è stato “spezzato” un’altra volta da Bane. Sia lui che tutti gli altri eroi di Gotham City sono stati esiliati dalla città e non possono più farvi ritorno, pena l’uccisione del maggiordomo Alfred. Adesso è Bane a governare Gotham, insieme a tutti gli altri avversari di Batman, che mantengono l’”ordine” e la pace in città. In più, c’è un nuovo dinamico duo che vigila sulle strade, composto da Thomas Wayne, padre di Bruce proveniente dalla realtà di Flashpoint, e la metaumana nota come Gotham Girl !

PRO:  Una saga spiazzante,  che ci catapulta in una realtà distopica e surreale, dove sembra non esserci più speranza per il Cavaliere Oscuro.

CONTRO:  Questa saga non è un vero e proprio starting point, ma piuttosto il culmine della lunga gestione di King sul personaggio, e i redazionali, purtroppo, non aiutano granché a comprenderla meglio.

GIUDIZIO COMPLESSIVO:  Il tanto atteso rilancio Panini Dc finalmente è arrivato, e possiamo così iniziare a vedere come si muoverà il nuovo editore con le testate di Batman & Co.

Com’era facile immaginarsi, gli albi sono in linea con quelli che già conosciamo della Marvel, caratterizzati da una buona qualità di stampa e un apparato redazionale essenziale, ma che in questo caso non approfondisce o riassume l’antefatto di quanto ci troviamo a leggere.

Un neofita, o chi comunque non segue Batman da tempo, sicuramente si troverà spiazzato a leggere una saga dirompente come La città di Bane, dove l’unico Batman che compare è quello di Flashpoint e Gotham City è completamente in balia dei supercriminali.

Essere catapultati di colpo in una storia del genere non è di certo l’ideale per chi si vuole approcciare per la prima volta all’Uomo Pipistrello, per cui è consigliabile aspettare perlomeno la fine della gestione di King ( tra una decina di numeri circa ) e recuperarla eventualmente in volumi.

Chi invece ha apprezzato ( e seguito ) la lunga epopea dello scrittore su Batman, sicuramente non rimarrà deluso da questo nuovo incipit, così estremo da risultare straniante e accattivante allo stesso tempo, visto che non si capisce ancora bene dove King voglia andare a parare e gli scenari che si vanno ad aprire sono molteplici e di certo non rassicuranti.

Evitando di aprire l’ennesima discussione a proposito dei prezzi, facciamo comunque un grosso in bocca al lupo alla Panini, che in questi anni ha sempre dimostrato passione e professionalità e di certo non mancherà di proporre al meglio anche i prodotti Dc in Italia, funestati in passato da gestioni non sempre all’altezza.

VOTO: 7

Marco “Spider-Ci” Novelli

DYLAN DOG / BATMAN ( Recensione )


Solamente fino a un anno fa, l’idea di vedere insieme personaggi Dc Comics e Sergio Bonelli Editore era solo un’utopistica fantasia nerd, destinata a rimanere nella mente di tanti appassionati senza alcuna speranza che si avverasse.

Ebbene, ciò che sembrava impossibile alla fine è accaduto, e in occasione di Lucca Comics & Games 2019 è stato annunciato, a sorpresa, un numero zero che avrebbe fatto da apripista a un evento epocale: il primo crossover tra due dei personaggi più amati del colosso editoriale di Burbank e la più importante casa editrice italiana, ovvero Batman e Dylan Dog.

Roberto Recchioni, attuale curatore della serie dell’Indagatore dell’incubo, è la mente dietro a questo inaspettato team-up, che metterà a confronto due charachter apparentemente opposti, ma che in realtà hanno anche dei punti in comune. Entrambi infatti sono dei detective, con un lato oscuro che spesso li tormenta, e combattono quotidianamente contro freak e personaggi ambigui e crudeli.

Recchioni decide di puntare subito in alto, schierando le loro due nemesi per eccellenza: Joker e il dott. Xabaras. Grazie a un abile esercizio di “ret-con” scopriamo che i due si sono già incontrati in passato e a quanto pare le loro strade sono destinate a incrociarsi di nuovo… Dopodiché viene riproposto sotto questa nuova luce il primo faccia a faccia tra Xabaras e suo figlio Dylan, raccontato proprio nel primo, storico, numero scritto da Tiziano Sclavi, reinterpretato poi successivamente dallo stesso Recchioni, in una nuova versione a colori sempre presente in questo volume.

Un mese e mezzo dopo Lucca, infatti, come “regalo di Natale” per chi non era riuscito ad andare alla fiera, la Sergio Bonelli ha fatto uscire un volume contenente 4 storie complete, che servisse a introdurre a lettori vecchi e nuovi i due protagonisti e le loro nemesi.

Oltre quindi al succitato numero zero del crossover, potrete leggere La nuova alba dei morti viventi, realizzata dallo stesso team della serie Orfani, ovvero Roberto Recchioni e Emiliano Mammucari, che ci ripropone appunto il primo numero di Dylan Dog, ma in una versione più moderna e compressa, oltre che a colori. Da segnalare l’originale escamotage di utilizzare come voce narrante la custodia del clarinetto di Dylan (!), ma soprattutto i neofiti del personaggio potranno comprendere meglio il collegamento con quanto visto nel numero zero di Dylan Dog/Batman.

Gli appassionati dell’Uomo Pipistrello, invece, potranno godersi la primissima apparizione del Joker, a opera di Bob Kane e Bill Finger, dalla quale si evinceva già tutta la carica eversiva del personaggio, pur con le ovvie ingenuità dell’epoca, sia a livello grafico che narrativo. Mentre si chiude in bellezza con la potenza visiva del tratto di Neal Adams, nella celebre storia La vendetta in cinque punti del Joker, scritta dal grande Dennis O’Neal, autore di uno dei più memorabili cicli del Pipistrello negli anni Settanta, proprio in coppia con Adams.

Si tratta di due racconti fortemente caratterizzati dai loro disegnatori, che hanno saputo dare un’impronta unica al loro lavoro e ai personaggi che hanno raffigurato, sia che si trattasse del tratto naif ma seminale di Bob Kane, che di quello più realistico e iconico di Adams.

In sostanza, questi 4 racconti si possono considerare dei piccoli assaggi in attesa della portata principale, che sarà il primo numero di questo team-up finora solo sognato dai lettori nostrani. Le premesse sono buone, così come il potenziale per sfornare una grande storia. La scrittura moderna e dinamica di Recchioni, unita al suo sarcasmo tagliente e all’amore per i fumetti di supereroi, fanno ben sperare, così come le ottime tavole di Werther Dell’Edera, inchiostrate da Gigi Cavenago, che col loro tratto cinetico e stilizzato si dimostrano perfetti nelle sequenze d’azione, ma anche molto espressivi e convincenti, soprattutto quando si tratta di rappresentare personaggi sfaccettati e complessi come Joker e Xabaras.

Se anche voi non state nella pelle per leggere il primo numero di Dylan Dog/Batman e volete conoscere meglio i due personaggi, o recuperare alcune loro storie più rappresentative, questo volume è ciò che fa al caso vostro.

 

Voto: 7 ½

Marco “Spider-Ci” Novelli