Dc Comics: Tynion Iv racconta il piano del Joker in Joker War

Il primo numero di “Joker War” – Batman # 95 – arriverà sugli scaffali USA il 21 luglio 2020. Inizialmente doveva debuttare per Aprile e in seguito Maggio 2020 ma è stato ritardato a causa dell’emergenza sanitaria mondiale che stiamo vivendo. L’evento toccherà tutte le bat-testate ed è proprio lo scrittore che ci racconterà qualcosa sulle intenzioni del nostro signor J. In questa storia vedremo il Cavaliere Oscuro a faccia a faccia con il nuovo villain The Designer e comunque, nonostante ciò, la cover firmata da Tony S. Daniel è interamente dedicata a Joker.

Da quando la run dello scrittore americano è iniziata il nostro Bruce Wayne ha aggiunto al suo arsenale tanti nuovi aggeggi e Tynion IV in un’intervista rilasciata a CBR ha dichiarato che queste nuove armi potrebbero ritorcersi contro il Cavaliere Oscuro.

Lo sceneggiatore ha rivelato:

“Mi piace scrivere le storie per le testate Batman Eternal, Detective Comics e persino per Batman/Teenage Mutant Ninja Turtles, ma il desiderio di raccontare una storia su Batman – focalizzata esclusivamente su Bruce Wayne – è ciò che mi ha spinto dritto nella Batcaverna. Voglio scavare a fondo nella psicologia del personaggio e spingerlo oltre i suoi limiti.

Penso che ora è il momento, inizierò a parlare più apertamente di questo: il Joker metterà le mani sui nuovi giochi che Batman ha costruito, e li userà contro Gotham City; questo è “Joker War” […] Tutti gli strumenti di Batman usati come armi contro la città dal Joker, questo è il concetto di base.

Questa storia è molto importante per Tynion IV e la sua prima intenzione è che sia un’ottima storia. Inoltre, questa ha il compito e l’occasione di dare a tutta la bat-famiglia una strada da seguire.

Voglio raccontare un grande storia, sto scrivendo Batman ad intermittenza da ormai otto anni, la mia intera mia carriera da scrittore di fumetti […] Non voglio fare qualcosa di piccolo, non voglio andarci piano con questa testata.

Penso che vogliamo dare qualcosa che potrebbe unire l’intera Gotham e aiutare a rinvigorire tutte queste connessioni e aprire potenziali nuove storie, e questa è la storia che intende aprire tutte quelle altre“.

Già a partire da Batman 93, scritto da James Tynion IV e illustrato da Guillem March, con cover regolare dell’albo firmata da Tony S. Daniel (Teen Titans, Flash: The Fastest Man Alive) e con una card stock variant cover ad opera di Francesco Mattina, ci si prepara a vedere un Batman che nell’ultimo anno, ha perso più di quanto avrebbe mai potuto immaginare, e ora deve far fronte a un così caro prezzo da stravolgergli la vita. Ma ciò che lo attende all’orizzonte è persino peggio. Nel bel mezzo di tutto questo orrore, ci si avvicina al momento della battaglia. Per Batman, la Joker War è sempre più vicina. E Gotham City non sarà più la stessa. Tuttavia, la storia principale dell’evento avrà luogo in Batman n. 95-100. Comunque, la storia proseguirà anche in  Nightwing # 70-75, Detective Comics # 1022-1026, Batgirl # 47-50, Harley Quinn # 75, Catwoman # 25-26, Red Hood: Outlaw # 48 e Batman: The Joker War Zone.

Come abbiamo detto tutte le bat-testate saranno coinvolte, che inizia con Batman #93. Questo il piano dell’opera:

Joker War

 

BATMAN: SEGRETI di Sam Kieth (Recensione)

LO PUOI LEGGERE SU: Batman: Segreti (volume, RW-Lion )

AUTORI: Sam Kieth

SINOSSI:  Joker viene incredibilmente fatto uscire di prigione, ma ben presto dimostrerà di non essere assolutamente cambiato, uccidendo il procuratore distrettuale responsabile della sua scarcerazione. Nel tentativo di fermarlo, Batman viene immortalato da una testimone mentre sembra che voglia uccidere il Pagliaccio. Questo scatenerà un putiferio mediatico che ovviamente Joker cavalcherà subito, cercando in tutti i modi di screditare l’Uomo Pipistrello agli occhi dell’opinione pubblica…

PRO:  Un racconto particolare, realizzato con lo stile inconfondibile di Kieth, il quale ha un modo unico di concepire le tavole e i personaggi al loro interno.

CONTRO:  La sceneggiatura in certi punti sembra un po’ tirata per i capelli e i “segreti” che danno il titolo al volume non sono alla fine niente di sconvolgente

GIUDIZIO COMPLESSIVO:  Sam Kieth, autore completo dallo stile inconfondibile, ci fornisce la sua versione dell’eterno dualismo che lega Batman e Joker, ovviamente in maniera molto particolare, com’era facile aspettarsi da un artista come lui.

Con dialoghi nei quali si vedono solo i loro due volti spuntare dall’ombra e tavole quasi oniriche o psichedeliche, Kieth analizza il profondo legame che si è ormai formato tra i due eterni rivali e porta la loro battaglia su un altro piano: quello della comunicazione.

Attraverso una foto ambigua, scattata per caso da una ragazza, Joker capisce che può infangare l’immagine di Batman e ne approfitta, rincarando la dose. Benché l’autore faccia riferimento solo alla carta stampata e alla tv e addirittura a macchine fotografiche con il rullino, la tematica che affronta però è molto attuale, se pensiamo a quante notizie passano ormai dai social media, spesso senza essere verificate, diffondendo falsità che possono anche rovinare la reputazione di una persona.

Kieth dunque ci fa riflettere sul potere dell’informazione e di come questa possa essere facilmente manipolata e dirottata verso specifiche direzioni, non sempre giuste o veritiere. Ma il vero valore aggiunto dell’opera è sicuramente il  talento grafico dell’artista, che ci regala caratterizzazioni esagerate e grottesche, con atmosfere dark e surreali, perfette per una storia del Pipistrello.

Se volete leggere qualcosa di diverso dal solito, e amate l’arte del celebre creatore di The Maxx, questo volume è ciò che fa al caso vostro.

VOTO: 7

Marco “Spider-Ci” Novelli

Batman Forever, il montaggio ha sacrificato un importante arco narrativo

Negli anni Novanta i cinecomic erano concepiti in modo diverso rispetto ad oggi. Il genere era ancora considerato soprattutto un’opportunità per fare cassetta, ed era difficile immaginare che esplorasse temi più ostici come è capitato col recente Joker. Ne ha risentito, in un certo senso, la sceneggiatura di Batman Forever.

Batman Forever

Batman Forever

Lo ha raccontato in una recente intervista Akiva Goldsman, oggi conosciuto come co-creatore della serie DC Titans, ma all’epoca sceneggiatore del film di Joel Schumacher e del successivo Batman & Robin. Goldsman ha rivelato di aver lavorato su un’interessante prospettiva psicologica in Batman Forever, di cui però non si è vista traccia al cinema.

“Per me, Batman Forever era incentrato sul fatto che Bruce trovasse il diario del padre e vi leggesse: Martha ed io vorremmo restare a casa stasera, ma Bruce insiste per andare a vedere un film. Così scopre che è tutta colpa sua, e si aggrappa totalmente al senso di colpa fino a sentirsi responsabile per la morte dei genitori.”

Niente di tutto ciò, però, ha superato la prova del montaggio. “Lo abbiamo girato e lo abbiamo testato, e il pubblico non sembrava interessato alla componente psicologica del dramma. Non è per quello che si va al cinema a vedere un cinecomic.”

Se Batman Forever, con Val Kilmer nel ruolo di Bruce Wayne, può considerarsi riuscito solo a metà, come racconta con ironia l’honest trailer del film, Batman & Robin è per buona parte di pubblico e critica il punto più basso toccato da un film ad alto budget tratto da un fumetto. “Questo mi ha confuso” ammette Akiva Goldsman. “Voglio dire, nessuno pensava: Andrà male. Anzi, c’era un montaggio provvisorio messo su a metà delle riprese, in cui in realtà sembrava dark in modo interessante”. Di conseguenza, ha scherzato lo sceneggiatore, “Titans è un po’ il mio tour delle scuse per Batman e Robin.”

Vi regaliamo la visione dell’album fotografico del film Batman Forever.

Qui invece potete trovare il foto racconto del film Batman & Robin.

Batman & Robin – Eroi e Criminali.

FONTE: [everyeye.it e MOVIEWEB]

Andy Serkis spiega che il nuovo Batman sarà più cupo

The Batman sarà un film molto cupo, parola di Andy Serkis, ovvero Alfred il maggiordomo.

I fan attendono con ansia l’arrivo al cinema di “The Batman”, nuovo film dedicato al cavaliere oscuro della DC, diretto da Matt Reeves e con protagonista Robert Pattinson. Un film che promette di seguire in qualche modo la scia del “Joker” di Joaquin Phoenix, in termini di tematiche adulte, distanziandosi dalla versione proposta da Ben Affleck, principalmente action.

La produzione è però ferma a causa dell’emergenza coronavirus così come molte altre. Svariati i film che subiranno dei grandi ritardi, da “No Time To Die” a “Spider-Man 3”. Altri invece sembrano essere confermati, come “Dune”, la cui uscita è ancora prevista per dicembre 2020. Ad oggi si è riusciti a girare circa un quarto di “The Batman”, proponendo al pubblico negli ultimi mesi svariati dettagli sulla trama e foto dal set. I fan possono dunque immaginare come sarà la versione di Batman proposta da Pattinson. A ciò si aggiungono le parole di Andy Serkis, che prova a trascinare gli appassionati nell’universo creato da Matt Reeves, che promette d’essere molto cupo.

THE BATMAN, ANDY SERKIS PARLA DEL FILM

Andy Serkis è stato scelto per interpretare Alfred Pennysworth, il leggendario maggiordomo di Bruce Wayne. Dovrà fronteggiarsi con il precedente di Michael Caine, molto amato dal pubblico, nella trilogia di Christopher Nolan.

Alfred a Firenze

Nel corso di una recente intervista ha però parlato in generale del film, spiegando d’aver girato metà delle proprie scene: “Si tratta di una versione molto più dark delle precedenti. Posso dire che ci sarà un forte epicentro emotivo nella storia raccontata da Matt Reeves e Mattson Tomlin”.

Dettagli inoltre sul proprio personaggio: “Ci sarà una forte connessione emotiva tra Alfred e Bruce Wayne. Ho dovuto dimenticare le precedenti interpretazioni per riuscire a calarmi nel personaggio. Ho fortemente amato quella di Michael Caine e la ritengo inarrivabile, per quanto mi riguarda”.

THE BATMAN, LA TRAMA

Si sa ancora molto poco della trama di “The Batman”. Matt Reeves ha però confermato di non voler proporre una storia sulle origini del personaggio. Si vedrà però un cavaliere oscuro ancora alle prime armi, calato all’interno di una storia dai tratti tipicamente noir.

Una vera e propria detective story, con Bruce Wayne che porterà avanti delle indagini, confrontandosi con alcuni dei suoi più celebri nemici: Catwoman (Zoe Kravitz), l’Enigmista (Paul Dano), il Pinguino (Colin Farrell) e il boss mafioso Carmine Falcone (John Turturro). Al cast prendono parte anche Andy Serkis, come sottolineato, e Jeffrey Wright, che interpreterà il commissario Gordon.

Fonte: [Sky Tg 24]

Batman Last Knight On Earth

Mettete in sottofondo Heroes fall (gli eroi cadono) degli Hidden Citizens: Batman: Last Knight on Earth (Dc, 2019) di Scott Snyder e Greg Capullo è la storia di una caduta e di una rinascita. Quest’opera è l’ultimo, ideale, atto del New 52, della run che ha decretato il successo di questo duo creativo. Il canto del cigno del pipistrello dovrebbe essere indimenticabile, ma, almeno secondo me, solo l’inizio di questo racconto è davvero memorabile: l’atto finale di questo fumetto non è all’altezza delle aspettative.

Scott Snyder è famoso per i suoi folgoranti primi atti: premesse accattivanti, emozionanti, ricche di suspense. Le prime tavole di Batman: Last Knight on Earth catturano subito l’attenzione dei lettori. La sagoma del Cavaliere Oscuro disegnata col gesso, a terra, come se lui fosse la vittima di un omicidio. Un vicolo buio, quel vicolo di Gotham. Un ultimo caso da risolvere? Un ultimo sogno? Batman è in piedi, sotto una pioggia battente: di fronte a lui c’è un ragazzino, uno spettro dal passato. Bang.

Un giovane Bruce si risveglia in un manicomio, legato a un letto. Uno psichiatra sorridente, troppo sorridente, incombe sull’eroe, ma per fortuna appare un volto familiare, rassicurante: il buon Alfred metterà le cose a posto. O forse no… Snyder sta per stendere il suo pubblico con uno sconvolgente plot twist: Bruce si trova ad Arkham perché, durante la fatidica notte a Crime Alley, ha ucciso i suoi genitori. Batman è solo un parto della sua fantasia malata. Vi lascio un minuto per riprendervi.

No, le cose non sono andate davvero così: questa potrebbe essere la premessa perfetta per elseworld affascinante e disturbante, ma non per l’“ultima storia” di Batman, per la sua ultima missione. Qualcosa non torna. Pennyworth sta mentendo spudoratamente perché, come sempre, vuole tenere Bruce al sicuro, anche a costo di spezzargli il cuore: al di là delle mura dell’ospedale psichiatrico c’è un mondo morto.

Cosa è successo? L’ultimo scontro tra il bene e il male, un conflitto sanguinoso innescato dalle parole incendiarie di Lex Luthor, è finito in tragedia: gli uomini hanno ceduto ai loro istinti peggiori e hanno decretato la caduta degli eroi. Al di fuori del manicomio c’è un paesaggio devastato alla Mad Max, un deserto in cui si aggirano i superstiti dell’Apocalisse.

L’ultima battaglia è finita ancora prima di iniziare? No, c’è ancora una speranza. Se Batman riuscirà a sconfiggere Omega, il misterioso villain che è entrato in possesso dell’Anti-Life Equation e che ha preso il controllo di Gotham, il bat-segnale potrà tornare a essere un faro nell’oscurità. L’umanità può ancora risollevarsi, può ancora far risorgere il mondo dalle sue ceneri, ma ha bisogno dell’aiuto di un eroe.

Bruce, l’ultimo cavaliere, dall’armatura-camicia di forza, accetta la queste, e si inoltra nel deserto in cerca di risposte: deve capire chi è davvero e deve scoprire che cosa è successo durante gli anni di cui non ha memoria. Tra le dune lo aspetta una lanterna che contiene la testa di un vecchio amico, sempre ammesso che lo si possa definire così, ma non lui non è la persona migliore a cui chiedere delle spiegazioni: è notoriamente inaffidabile.

Inizia così un viaggio epico che porterà Bruce a scoprire cosa ne è stato della Justice League e quali sono state le conseguenze della caduta degli eroi. Al termine di questo percorso iniziatico, troverà ad aspettarlo Omega, il suo destino, ma se esiste un Omega, una fine, esiste anche un Alfa, la promessa di un nuovo inizio.

Le premesse per una storia avvincente, indimenticabile, ci sono tutte, ma di atto in atto, almeno secondo me, si perde un po’ di magia: il primo colpisce al cuore i lettori e li lascia alle prese con una serie di interrogativi; il secondo introduce nuovi personaggi e rivelazioni, complicando sin troppo la trama; il terzo non soddisfa le aspettative.

L’identità di Omega è prevedibile per chi conosce bene le storie di Snyder: a ben guardare Last Knight on Earth è solo una variazione sul tema delle sceneggiature precedenti dell’autore. Tutto torna, tutto ritorna:  la Corte dei gufi, la macchina “sforna cloni” destinata a perpetrare l’eredità del pipistrello, la sedia di Mobius, l’esplorazione del lato più oscuro della psiche di Batman, il ciclo infinito di cadute e rinascite.

Snyder indulge nei suoi cliché preferiti e dà ampio spazio ai suoi personaggi prediletti seguendo, in linea di massima, la falsa riga del New 52: Joker è l’amico/nemico desideroso di servire e mettere alla prova il suo bat-sovrano; Jim Gordon deve sempre essere presente, seppure in un ruolo minore; Alfred è il padre che non vorrebbe vedere suo figlio andare incontro alla notte oscura.

Questa serie di simmetrie serve a rimarcare il collegamento con il New 52, a stabilire una connessione tra quel ciclo e la storia che vuole esserne l’ideale conclusione. I riferimenti sono voluti, studiati, ma, almeno secondo me, vanno a scapito della novità, del desiderio di superare sé stessi e i propri limiti.

Quando leggo una storia di Snyder mi capita sempre di “smontarmi” una volta arrivata all’ultimo atto (penso specialmente a Morte della famiglia): troppi paroloni, troppi intrecci da risolvere con soluzioni non sempre all’altezza delle premesse. Eppure il senso di delusione che ho provato durante la lettura del finale, non può offuscare il mio giudizio. Quindi ho deciso di stilare una lista di pro e di contro, di motivi per cui vale o meno la pena di leggere questo fumetto:

Pro:

  • Il character design di Capullo. Wonder Woman “in versione Mad Max” con i capelli rasati e il volto segnato dalle cicatrici è più “cazzuta” che mai, mentre lo Spaventapasseri non è mai stato così terrificante.
  • L’ambientazione
  • Il primo atto, in particolare la scena ambientata a Crime Alley e quella del manicomio.
  • La caratterizzazione di questo giovane, confuso, ma super determinato Batman.
  • Il legame padre-figlio che unisce Bruce e Alfred (giusto in caso Tom King non vi abbia fatto abbastanza male).
  • I particolari a cui bisogna prestare attenzione (un certo penny, per esempio) perché giocheranno un ruolo cruciale in seguito.
  • Il concept della lanterna-testa, folle, demenziale, eppure geniale.
  • La Bat-famiglia.

Contro:

  • L’identità di Omega.
  • Thomas Wayne… questo pover’uomo non trova pace ultimamente.
  • Il nuovo “Robin”: preferivo il cavallo.
  • La spiegazione del motivo per cui gli eroi sono caduti e il mondo è andato in rovina: è un filino tirata per i capelli.
  • La pappa già pronta: ci sono troppi elementi già visti e rivisti nel New 52.
  • Un terzo atto debole: troppi fili da tirare e troppe aspettative deluse.

Se siete dei fan sfegatati di Scott Snyder e di Capullo, se amate la loro sinergia e il loro stile, adorerete  Batman: Last Knight on Earth: è il coronamento della loro visione. Se, invece, avete uno sguardo più critico, potreste intravvedere delle crepe in questo bat-segnale d’inchiostro. Però devo ammettere che questa è forse la più coerente conclusione per il New 52: è la promessa di una rinascita, di una nuova epoca d’oro.

When all the heroes fall
Essence floating from the fire
Arise
Silent prayers and whispered ends
I hear ‘em calling from within (…)
I come alive at the end of time…

Redatto dalla bookblogger Benny seguite anche il suo nuovo blog cliccando qui

Stampa artistica di Batman # 50 Deluxe da collezione

Sideshow Collectibles ha rilasciato i dettagli per la loro ultima stampa artistica, che presenta un’ampia varietà di personaggi presenti nelle variant cover di Batman # 50 (matrimonio che non avresti mai pensato di vedere) dell’artista J. Scott Campbell. Misura circa cm. 96,52 x 38,10 si tratta di una stampa ottenuta con un processo su carta e tela, di un’opera d’arte digitale tramite l’uso di una stampante altamente professionale a getto d’inchiostro e in più volendo c’e’ anche incorniciata. È disponibile su appunto su carta, carta incorniciata e tela incorniciata. Il prezzo è di $ 500 per la tela incorniciata (limitata a 75), la carta incorniciata $ 450 (limitata a 300) e solo la carta $ 225 (limitata a 300). La stampa è disponibile su Sideshow Collectibles .

Stampa artistica di Batman # 50 Deluxe da collezione Sideshow

Sideshow presenta la Batman n. 50 Stampa artistica dell’artista J. Scott Campbell.

Nella stampa artistica giclée di Batman # 50, troviamo la Bat-Family e la Gotham Rogues ‘Gallery che si oppone alla periferia di Gotham vicino alle porte di Arkham Asylum. L’illustrazione dettagliata mostra Batwoman, Black Canary, Huntress, Red Robin, Nightwing, Commissario Gordon, Batgirl, Batman, Catwoman, Mr. Freeze, Poison Ivy, Pinguino e la sua ondata di pinguini, Clayface, Joker, Harley e la sua iena, l’Enigmista e Ra’s al Ghul. Il Batsegnale che illumina il cielo notturno dietro di loro.

Originariamente prevista come variant cover per Batman # 50, scritta da Tom King per DC Comics, questa collezione di copertine è ora disponibile per i collezionisti in un formato da collezione d’arte. Ogni Batman # 50 stampa artistica è firmata a mano dall’artista J. Scott Campbell e presenta un sigillo di autenticità in rilievo come parte dell’edizione limitata di 300 pezzi.

Fonte: [The Batman Universe]

BATMAN: CACOFONIA, di Kevin Smith e Walter Flanagan ( Recensione )

LO PUOI LEGGERE SU: Batman: Cacofonia ( volume, Planeta )

AUTORI: Kevin Smith, Walter Flanagan

 

SINOSSI:  Dopo aver scoperto che il boss criminale di mezza tacca Maxie Zeus mescola la tossina del Joker con l’ecstasy per far sballare i suoi clienti, il Pagliaccio del Crimine decide di dichiarare guerra a Zeus e iniziare una violenta rappresaglia. Batman ovviamente si metterà di mezzo per fermarli, ma un altro inaspettato giocatore farà il suo ingresso in campo: si tratta di un inquietante serial killer di giustizieri mascherati, che pronuncia solo onomatopee. Il Cavaliere Oscuro sarà in grado di gestire questa complicata situazione ???

 

PRO:  Kevin Smith analizza con sagacia l’indissolubile rapporto che lega Batman alla sua nemesi, Joker, e riutilizza un personaggio introdotto nella sua run su Freccia Verde, Onomatopea, molto particolare e intrigante.

CONTRO:  La brillante sceneggiatura di Smith non è purtroppo sorretta da disegni all’altezza, che raggiungono a malapena la sufficienza. Il tratto di Flanagan è molto acerbo e poco curato nei dettagli.

GIUDIZIO COMPLESSIVO:  

Kevin Smith è un brillante sceneggiatore e regista, che nell’ambito dei fumetti purtroppo è conosciuto anche per i suoi continui ritardi nelle consegne, che spesso lo portano a non concludere le storie che ha iniziato. Anche Cacofonia fa parte in realtà di un progetto più ampio, mai portato a termine, ma dal quale si evince comunque tutta l’abilità di Smith nel trattare determinati personaggi.

Il centro nevralgico del racconto è indubbiamente l’eterno dualismo tra Batman e Joker, a cui lo scrittore tiene a fornire una sua interpretazione, molto arguta e interessante. Approfittando di un momento di parziale “lucidità” del Clown, imbottito di psicofarmaci e antipsicotici, il Cavaliere Oscuro prova ad analizzare con lui il rapporto che li lega, e ciò che verrà fuori probabilmente lo inquieterà ancora di più…

Secondo Smith, infatti, se non ci fosse Batman Joker non avrebbe ragione di esistere. Finché uno dei due non morirà la loro battaglia non avrà mai fine. Ma c’è un passaggio tra tutti che è particolarmente emblematico, quando Joker afferma: “Non ti odio perché sono pazzo. Sono pazzo perché ti odio”. Il che riassume in sostanza tutta l’essenza della nemesi di Batman e il pensiero dello scrittore al riguardo.

In soli tre numeri Smith riesce quindi a imbastire un bel confronto tra i due, aggiungendo anche un terzo elemento di sua creazione, l’inquietante e misterioso Onomatopea, del quale si apprenderà qualcosa in più solo nel finale, lasciando il lettore sbigottito

Batman: Cacofonia è una miniserie adrenalinica e divertente, da leggere tutta d’un fiato, che dimostra il talento narrativo dissacrante di Smith e il suo amore per l’universo fumettistico, quello batmaniano in particolare. Una valida lettura, dunque, da recuperare se siete amanti del Cavaliere Oscuro.

 

VOTO: 7 ½

 

Marco “Spider-Ci” Novelli

Batman v Joker: le 10 migliori storie

Esiste una rivalità nei fumetti più iconica di quella tra Batman e il Joker? Molti eroi hanno nemici, ma pochi hanno personalità diametralmente opposte raccontate in modo così perfetto. Il Joker è la precisa nemesi di Batman: una forza violenta e colorata del caos che impatta direttamente di fronte all’impeto ordinato e stoico di Batman.

Ora, il Clown Prince of Crime avrà una nuova svolta a fumetti. L’attesissimo Batman: Three Jokers di Geoff Johns e Jason Fabok – che esplorerà le origini segrete di Joker ed avrà una svolta scioccante – è finalmente programmato per giugno 2020.

Con DC che definisce la serie come “la storia di Batman / Joker definitiva”, stiamo guardando indietro alla lunga storia della loro rivalità con le più grandi storie di Batman / Joker mai raccontate.

Batman TAS Episodio 51: L’uomo che uccise Batman

Racconta la storia di un insignificante membro di una piccola banda criminale uccide Batman apparentemente per caso, egli viene coinvolto in una rissa in un bar fra criminali e arrestato. Scarcerato dal Joker e Harley Queen, che tentano poi di ucciderlo, il delinquente si rivolge a Rupert Thorne, che però si rifiuta di credere alla sua storia, secondo cui la morte di Batman sia stata solo frutto di una assurda casualità. Era un piano escogitato da Batman, il quale fingendosi morto, riesce a catturare alcuni dei criminali dei più pericolosi.

The Laughing Fish – Detective Comics Vol. 1 #475-476

Non c’è una storia migliore del senso dell’umorismo deformato del Joker di Steve Englehart e di Terry Austin. In “The Laughing Fish“, Batman scopre che Joker ha rilasciato una neurotossina nel porto di Gotham che crea pesci abbelliti con il suo ghigno contorto. Joker, vedendo un’opportunità, decide di brevettare il suo pesce che ride. Dopo che gli è stato negato un brevetto, Joker giura vendetta per l’insulto, uccidendo un impiegato di brevetti proprio sotto il naso di Batman e promettendo di farsi strada nella catena di comando.

Batman TAS Episodio 22: Un piccolo favore

Dopo una brutta giornata, Charlie Collins insulta un automobilista sconosciuto: in realtà quello è il Joker, che lo lascia stare in cambio di un favore. Due anni dopo infatti il Joker chiama Collins per fargli mantenere la promessa: dovrà aiutarlo per far saltare in aria Gordon, in una serata in suo onore.

Joker: l’uomo che ride

Joker: l’uomo che ride rientra nella serie di fumetti DC che hanno voluto narrare, o rinarrare, in chiave moderna le origini del cavaliere oscuro, iniziata con il celebratissimo “Batman: Anno Uno” e proseguita con “Batman e il monaco pazzo”. Ed Brubaker si propone di raccontare la prima apparizione di Joker a Gotham City, ben prima che diventasse il nemico più famoso di Batman. Sceglie di farlo con un albo one-shot che cita direttamente il romanzo di Victor Hugo servito da ispirazione per la creazione di Joker stesso. Così come successivamente verrà fatto con Il Batman che ride.

Batman: Endgame – Batman # 35-406

“Pensa solo ai grandi momenti che abbiamo avuto … e sorridi!” Scott Snyder e Greg Capullo hanno legato i fili di due delle loro storie più popolari in Batman “Endgame”, in quanto il Cavaliere Oscuro ha avuto la sua ultima battaglia con il Clown Prince of Crime. Se “La Corte dei Gufi” ha fatto da apripista e “Una morte in famiglia” è stato lo spaventoso sforzo del secondo anno, “Endgame” è un’escalation di eventi. Le immagini del giorno del giudizio pervadono Endgame . Batman si trova di fronte a un’apocalisse di zombi che è appena stata proiettata nell’immagine del Joker. Le opere di Capullo evocano classici dell’orrore come La notte dei morti viventi nel suo ritratto di una città trasformata dall’apocalisse virale, Jim Gordon si nasconde in una casa con le finestre sbarrate mentre Batman corre nei corridoi di un ospedale che si dice infestato. I cittadini trasformati vagano per la strada, quasi selvaggi. La Justice League è fuori combattimento e Gotham brucia.

Mad Love

Ambientato nella continuity di Batman: The Animated Series , e raccontato dai creatori della TAS Paul Dini e Bruce Timm, “Mad Love” è il fumetto che racconta la storia di Harley Quinn, che ha debuttato come scagnozzo su Batman TAS prima della perfetta interpretazione dell’attrice/doppiatrice Arlene Sorkin l’ha volata nel cuore dei fan per sue interpretazioni nella serie animata, Batman: La maschera del Fantasma e Batman of the Future: Il ritorno del Joker. Mad Love stabilisce il legame sconcertante, irragionevole e innegabile tra la dottoressa Harleen Quinzel e il suo paziente, il Joker; una relazione che porta alla follia e al caos per tutti i soggetti coinvolti. “Mad Love” ha vinto un Will Eisner Comic Industry Award per essere stata la miglior single story nel 1994, un onore meritato per una storia che dura come una delle migliori e più strazianti nella canonicità di Batman.

Il Cavaliere Oscuro

I puristi possono denigrare The Dark Knight di Christopher Nolan per il suo Joker non tradizionale, ma nessuna storia ha definito in modo così succinto la dicotomia tra Joker e Batman. Batman, il triste vendicatore, si occupava solo di ordine e regole, e Joker, l’anarchico colorato e folle per il quale il caos è un modo di vivere. Il cavaliere oscuro diventa più tradizionale di quanto molti possano dargli credito, attingendo a storie risalenti alla prima apparizione di Joker. E, naturalmente, la componente principale del successo del film è la rappresentazione amara di Heath Ledger del Joker come un uomo senza nome, senza volto e senza passato.

The Joker’s Five-Way Revenge – Batman Vol.1 #251

Realizzata da Denny O’Neil e Neal AdamsThe Joker’s Five Way Revenge, ha preparato il terreno per le innumerevoli esplorazioni della follia del Joker. In quest’avventura Batman dovrà salvare la vita ad un gruppo di scagnozzi che ha osato opporsi al Joker. La storia è importante perché stabilisce alcune aspetti del personaggio, come il disprezzo per la vita dei suoi stessi scagnozzi e la visione contorta del suo rapporto con Batman.

Una morte in famiglia – Batman Vol. 1 # 426-429

È difficile pensare a una storia che cattura così perfettamente la brutalità del Joker, la sua carneficina dilagante come “A Death In The Family”. In essa, Joker tenta di vendere un’arma nucleare ai terroristi del Medio Oriente, una ricerca che incrocia il suo cammino con quella di Jason Todd, il secondo Robin, che è a caccia della sua madre natale. E ovviamente, sappiamo tutti come finisce questa storia, con la morte di Jason per mano di Joker, non necessariamente il primo, ma sicuramente il momento più scioccante in cui Joker ha fatto soffrire Batman con il corpo di Robin tra le sue mani. La cosa forse ancora più scioccante è che il destino di Jason è stato deciso da un sondaggio tra i lettori, con il quale i lettori hanno votato per la fine di Jason (tramite un numero 1-900), dimostrando che, forse, c’è un po ‘di Joker in tutti noi.

The Killing Joke

Non sorprende che The Killing Joke sia considerato da molti come la storia definitiva di Joker. Il brutale attacco di Joker a Barbara Gordon e il suo successivo tormento sia di suo padre che di Batman sono probabilmente il peggior incubo per i lettori dei molti orribili misfatti di Joker. L’attacco è stato così brutale che ha portato Batman al limite del suo codice d’onore. Salvata solo dall’arrivo della polizia e dalla sua gioia per la sua distorta comprensione della vita e della morte, la follia di Joker, il suo rapporto contorto con Batman e la sua volontà di fare cose che qualsiasi persona sana di mente troverebbe mostruose.

Fonte: [Comicus.it e newsarama.com]

 

 

Joker – recensione con spoiler

Sinossi

Joker ha come tema centrale la mancanza e la perdita di empatia, da parte della maggior parte delle persone che ci circondano. Gli individui che hanno bisogno di aiuto ed assistenza vengono ignorati, abbandonati ed emarginati dalla società, anziché aiutati con le dovute assistenze, cure e supporto. Spesso e volentieri sono vittime di bullismo e di episodi di violenza gratuita, e ciò può causare (nei casi peggiori e più problematici e nelle persone non stabili mentalmente) un cambiamento di personalità, che può portare alla follia e all’esasperazione dell’individuo in questione. Il quale diventa così un pericolo pubblico, per quasi tutte le persone che hanno la sfortuna di incrociare il suo cammino.

Perché ormai Arthur Fleck non ha più niente da perdere in questa vita, e anzi spera che la sua morte possa essere meglio della vita in questa “terra”. Dalla persona buona e gentile che è, alcuni eventi drammatici, la società odierna, le bugie famigliari e il continuo subire violenza e bullismo, l’hanno trasformato nel peggiore criminale di Gotham.

Todd Phillips, il regista, si è fatto una domanda nel creare il suo film: come posso fare interessare la gente a questa storia? Qual è il personaggio che può adattarsi bene a questa vicenda? Qual è il genere più seguito al cinema in questo momento? La risposta è sfruttare un personaggio iconico e adatto come il Joker per raccontare ciò. Questa è la premessa e l’obiettivo che si è posto il regista nel creare il suo film! È riuscito nell’impresa? Assolutamente si, ed anche molto bene.

Ci vuole capacità e coraggio per fare un film con l’impostazione di Joker. Il Joker in questione, o per meglio dire, il tizio che poi si trasformerà nel futuro Joker, (di cui non siamo neanche certi del suo nome), prima che diventasse il criminale che tutti conosciamo, ha avuto un suo trascorso, ma questo suo passato non è mai stato “certo e sicuro”, neanche in nessun fumetto e nelle migliori storie del personaggio.

Nella versione cinematografica il personaggio ha subito una “destrutturazione” estrema e realistica. È stato altresì privato di alcuni suoi dettagli iconici. Non troverete il Joker con le carte da gioco, e con gadget stravaganti e pericolosi, non troverete neanche la sua “tipica” risata folle, e le carte da gioco vengono sostituite con dei bigliettini da visita che lui lascia alle persone, per avvisarle del comportamento problematico e patologico legato alla sua risata, che gli prende nei momenti in cui sta male o si trova a disagio ed è causa di non pochi problemi. Non ha la pelle bianca perché è caduto in un container industriale pieno di sostanze chimiche, che l’hanno devastato mentalmente. Immaginate un Joker senza queste “classiche” caratteristiche, calato nel mondo realistico di una Gotham City sporca, cruda e corrotta.
Il suo desiderio era lavorare come comico di cabaret, avere una ragazza e una vita normale come tutti. Invece il suo lavoro è fare il “clown” per una ditta da 4 soldi, in condizioni precarie, deriso dalle persone e dai colleghi.

È Joker o no?

Detto ciò analizzando il film da “fan” di Batman, avendovi già avvisato dei dovuti dettagli cambiati del personaggio, (cambiamenti sensati e funzionali per raccontare al meglio la vicenda in questione) non mi trovo del tutto d’accordo con chi dice che questo non sia “Joker”. In 80 anni del personaggio, in quanti fumetti e graphic novel, gli autori ci hanno messo del loro e hanno raccontato il personaggio con interpretazioni differenti, ma lo stesso meritevoli? Joker è un personaggio sfaccettato e complesso, che può essere trattato in tante e diverse maniere. Questo film infatti va preso come una bellissima graphic novel. Non è importante che il tizio si chiami Jack Napier, Joseph Kerr, o Arthur Fleck. Non ha senso fare paragoni con i fumetti, sono media differenti. Che poi in realtà gli “omaggi” ed i riferimenti ai fumetti ci sono eccome. Ve ne dico qualcuno: quando Arthur sale sul palco nel locale per esibirsi (ricorda la storia “Il Re della commedia” di Legends Of The Dark Kight). Arthur ci dice che, “basta solo una giornata storta per trasformare un uomo normale in un folle” (chiaro riferimento a The Killing Joke). Un altro evento drammatico, mi ha riportato alla mente la storia “Rappresaglia”. Joker che fa’ un uccisione in diretta tv, mi ha ricordato “il ritorno del Cavaliere oscuro” di Miller. La scena in cui entra in teatro per cercare una persona, (con i cartelloni fuori di Charlie Chaplin) sono un chiaro omaggio alla storia “Tornare in sé” sempre di Legends of the Dark Knight. Ci sono anche due scene che omaggiano il Cavaliere Oscuro di Nolan, e nel programma tv di Murray, i font utilizzati per la scritta del programma sono gli stessi di Batman The Animated Series. Ci sono anche piccoli easter eggs, al Batman della serie tv anni 60 e a quello del 1989 di Burton. Insomma sono sempre strizzatine d’occhio, che ovviamente apprezzeranno e noteranno solo i fan e che non sono rilevanti nella comprensione del film, ma che fanno lo stesso la loro parte.

Joker probabilmente, è tra i pochi prodotti cinematografici della Dc Comics, che è riuscito a mettere d’accordo sia la maggior parte dei fan puristi del fumetto, e anche il grande pubblico e la critica. Un’impresa assolutamente non facile. Che dire poi del film in sé, a livello tecnico? Il film ha una storia molto semplice ma funzionale e ben scritta. Tutta la pellicola si regge sull’eccezionale interpretazione di Phoenix, ed ha un’ottima regia, una fotografia che rispecchia esattamente con i propri colori, luci ed ombre, lo stato d’animo del protagonista e la soundtrack del film, è sempre adeguata a ciò che vediamo su schermo. È la prima volta che vediamo un Joker come questo di Phoenix. Non è poi facile, fare un film su Joker senza trattare ed avere il “dualismo/scontro Batman e Joker” come i precedenti film di Burton e Nolan. E anche per questo, che l’ho trovato un film coraggioso e differente da tutti i precedenti. Per questo motivo, non si può e non ha senso, fare inutili paragoni con il Joker di Ledger e questo di Phoenix, sono interpretazioni diverse, per film con intenti differenti, ma entrambe sono delle interpretazioni estremamente carismatiche e valide. Solamente il nostro gusto personale può dirci quale preferiamo.

Questo film rappresenta in un certo senso, ciò che è stato Batman Begins nel 2005, che racconta le origini di Bruce Wayne. Come questo è l’unico film che ci ha voluto raccontare (in maniera ancora più personale) l’origine di Joker. Lo potevano benissimo chiamare “Joker begins”, ma ovviamente non l’hanno fatto per non creare confusione o legami con la trilogia di Nolan. Ma detto ciò, volevo esporre un mio personale pensiero: io credo che questo film non avrebbe visto la luce se la trilogia di Nolan non avesse avuto tutto quel successo. Nonostante come dicevo, sono due prodotti differenti, ma che in comune hanno un certo realismo di fondo, nel trattare i personaggi, anche se Joker lo fa in maniera ancora più drammatica e realistica. Per di più accettare un progetto simile, da un regista come Todd Phillips, che prima d’ora si era occupato quasi sempre e solo di commedie, non era una cosa così sicura e scontata. Phillips per me, è stato un po’ il regista “sorpresa” di quest’anno, a cui faccio i miei più sinceri complimenti.

Ci sta poi tutta la “polemica”: è un cinecomics oppure no? Lo è. In quanto la definizione di “cinecomics” significa: prodotto cinematografico con personaggi ispirati e tratti da fumetti. Non significa in senso stretto “trasposizione o fedeltà al 100% al fumetto in questione”. Lo si potrebbe chiamare anche “cinecomics d’autore” o come meglio preferite, ma anche nei cinecomics, ci sono all’interno diversi generi e diversi modi di trattare i personaggi. Infine, come anche la questione riguardo il giudizio del film: chi lo definisce un capolavoro, chi un film sopravvalutato, chi un ottimo film, ma penso che ciò conti davvero poco. Il cinema è sempre arte, e l’arte è soggettiva, per quanto poi si possa comunque valutare un lungometraggio anche solo a livello tecnico. Avrete già capito da quanto ho scritto che a me Joker è piaciuto davvero tanto, perché sotto l’aspetto da “cinecomics” c’è anche altro da scoprire. Ma proprio perché non è un “blockbuster” ma più un film di nicchia, “mascherato” però da film mainstream, il più grande merito del film per me è proprio questo. Fare arrivare un film come questo al grande pubblico, sfruttando l’immagine di “Joker”, è stata un’operazione intelligente e funzionale. È un film che tra l’altro fa’ anche riflettere, sulla situazione critica che abbiamo oggi nella nostra società, e quando un film ti fa pensare e ti lascia qualcosa dentro, proprio come una qualsiasi altra opera d’arte.

Quando mi chiedono se è un film che consiglieresti e che potrebbe piacere a tutti rispondo: dipende da voi, da cosa cercate in un film e dai vostri gusti. Sicuramente non è un film che va’ visto solo per “svago”, ed è pur sempre un film drammatico, che omaggia in modo chiaro e potente, anche il cinema di Martin Scorsese, con riferimenti e citazioni a Re Per Una Notte e Taxi Dtiver. Non aspettatevi il “classico” cinecomic chiassoso e action stile Dc o Marvel, è quanto di più lontano da quel tipo di approccio. Non mi dilungo troppo sul lato prettamente tecnico del film, in quanto è stato già come sapete, ampiamente premiato al festival di Venezia come miglior film, vinto 2 Golden Globe e 2 premi Oscar, nelle categorie: migliore attore e migliore colonna sonora.

Concludendo, è il film che mi ha emozionato di più del 2019. Mi auguro che la Warner/Dc, possa realizzare altri film di questa caratura dedicati al mondo di Batman. Confidiamo nell’imminente futuro partendo proprio dal nuovo Batman di Reeves. Per coloro che non hanno ancora visto Joker spero che questa recensione sia da sprono. Fatevi una vostra idea senza pregiudizi!

Il film l’ho visto ben 3 volte. 2 volte al cinema (una volta in anteprima, e la seconda volta il primo giorno di uscita) e l’ultima volta, l’ho visto in doppio Blu Ray 4 k, nell’edizione speciale in steelbook.


Sull’edizione home video, vi segnalo che il Blu Ray è un 4k Nativo e non Upscalato e quindi con un un’elevata qualità video a livello di definizione e dettaglio. Purtroppo la traccia audio Italiana è solo in 5.1 Dolby Digital, mentre in lingua inglese può vantare un ben migliore e più coinvolgente audio in 5.1 in Dolby Atmos.

Sul versante contenuti speciali, sinceramente sono rimasto un po’ deluso, mi aspettavo qualcosa in più, in quanto, a parte un interessante intervista al Regista che ci spiega come è nato il film questione, c’è davvero poco altro.

E voi che ne pensate? Avete amato questo film o no? L’avete acquistato anche in home video? Sono curioso di sapere i vostri giudizi e buona visione a tutti!

Mirko Giovannoni

Joker di Todd Phillips vincitore di 2 premi Oscar

Il film Joker diretto da Todd Phillips si è aggiudicato due premi Oscar come Miglior attore protagonista per Joaquin Phoenix e miglior colonna sonora originale su ben undici candidature, un vero record per l’edizione, divenendo la seconda pellicola basata su un personaggio dei fumetti DC Comics a concorrere come miglior film,  dopo il primo premio per il trucco e acconciatura del 2017 ricevuto per il film Suicide Squad. E prima ancora per quello postumo ricevuto da Heath Ledger sempre per il ruolo del Joker nel 2009 nel film ne Il Cavaliere Oscuro di Nolan.

Inoltre Joker ha vinto due Golden Globe e il prestigioso Leone d’Oro alla 76esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Il film, genere drammatico/thriller e vietato ai minori di 14 anni, è uscito al cinema il 3 Ottobre 2019 e vede Joaquin Phoenix interpretare il protagonista affiancato nel cast da Robert De Niro, Zazie Beetz, Frances Conroy e Brett Cullen.

Poster film Joker 2019

Poster film Joker 2019

Joker racconta la storia, ambientata negli anni ottanta, di Arthur Fleck, un attore comico fallito ed emarginato dalla società che vaga per le strade di Gotham City iniziando una lenta e progressiva discesa negli abissi della follia, sino a divenire una delle peggiori menti criminali della storia.

Arthur vive con la madre anziana Penny e inizialmente lavora come pagliaccio durante il giorno, mentre di notte si sforza di essere un comico di cabaret.

Ma poi scopre che lo zimbello sembra essere proprio lui.

Intrappolato in un’esistenza sempre in bilico tra apatia e crudeltà, Arthur prenderà una decisione sbagliata che provocherà una reazione a catena di eventi, utili alla cruda analisi di questo personaggio.

Film impegnativo ma molto bello e coinvolgente, con l’interpretazione di Joaquin Phoenix ritenuta da tantissime persone che hanno visto il film una delle migliori mai viste fin ora nella storia del cinema, capace di metterti i brividi e di farti emozionare al tempo stesso, così come capace di metterti paura ma anche di farti commuovere.