Linus reinterpreta Batman. Intervista a Sergio Ponchione

«Batman non è un superhero ma un luogo dell’anima» così lo definisce Graziano Origa. «Indubbiamente molto affascinante, da sconfinare a volte nei territori del fumetto underground che amo» Sergio Ponchione. Questo e tanto altro su Linus n. 5 di Maggio 2019 per festeggiare gli 80 anni di Batman.

Le celebrazioni mondiali dell’80esimo anniversario di Batman hanno già avuto la loro prima tappa ufficiale in Italia a Romics e successivamente a Napoli Comicon. Entrambe le Fiere del Fumetto, del Cinema, dell’animazione e dei Games, hanno ospitato, in modo diverso, omaggi d’artista, statue e contenuti di diverso genere dedicati all’uomo pipistrello, comparso per la prima volta sulla rivista Detective Comics #27 il 30 marzo del 1939.

Detective Comics #27 (05/1939)

Linus è stata la prima rivista italiana dedicata esclusivamente ai fumetti, destinata a un pubblico adulto. Il suo nome si riferisce all’omonimo personaggio dei fumetti della celebre serie a strisce Peanuts pubblicata sulle pagine del periodico. Linus questo mese è arrivato in edicola per festeggiare il compleanno del nostro amato Cavaliere Oscuro, infatti il n. 5 di Maggio 2019 è un numero interamente a lui dedicato.


La cover del nuovo albo è un omaggio alla storica copertina di Batman disegnata da Bob Kane. Basta aprirlo per poter immergersi nelle atmosfere completamente ridisegnate dall’ottimo Sergio Ponchione, il quale ha illustrato un tributo a tema per il racconto “Batman a Viggiù” scritto da Aldo Nove, contenente altre due tavole dello stesso Sergio.
Ad arricchire il numero troviamo anche un bellissimo editoriale di Igort Tuveri, un buon approfondimento di Graziano Origa dal titolo Batman & Robert, la storia Il Bat-Man e il caso del sindacato chimico, altri due tributi disegnati da Davide Toffolo, ai quali si aggiungono due incredibili pagine di omaggio a Batman di Antonio Lapone. La pellicola scorre nel sangue è l’approfondimento della storia cinematografica di Batman, curato da Andrea Fornasiero, al quale si associa un “lampo” di Giuseppe Sansonna dedicato al Joker di Phoenix e una breve rubrica di Giovanni Boccia Altieri. Insomma, si tratta di un numero per veri collezionisti del mondo di Batman.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Sergio Ponchione il quale ci ha spiegato la genesi della copertina da lui illustrata.

Batman – Copertina di Linus n. 5 Maggio 2019

Fin da giovanissimo, dopo il diploma dell’istituto d’arte, hai iniziato a pubblicare i tuoi lavori. Raccontaci qualcosa della tua carriera artistica.
Prima avevo già pubblicato qualcosa su fanzine e simili, ma l’inizio professionale è nel 1999, collaborando con Sergio Bonelli Editore a un racconto di Zona X per passare poi a Jonathan Steele. Avevo 24 anni e da allora ho fatto un pò di tutto: libri come autore completo (Obliquomo, Grotesque, Memorabilia), disegni per serie in edicola (Jonathan Steele appunto, Mercurio Loi), racconti e illustrazioni per riviste (Linus su tutte) e autoproduzioni, disegni per l’editoria scolastica e copertine di libri. Mi piace misurarmi con diverse realtà editoriali, mantiene vivi gli stimoli creativi.

Quali sono i tuoi modelli di riferimento, se ne hai, nell’ambito della nona arte ?
Sono troppi. Per evitare lunghi eventi ne nomino solo uno, ma musicale: Frank Zappa. La sua filosofia musicale, creativa e lavorativa rimane la mia guida e cerco sempre di applicarla al tavolo da disegno.

Il tuo stile a volte sembra di avanguardia ed altre volte è molto personale, quasi intimista e pare provenire più da un tuo stato emotivo. E’ una impressione corretta?
Sì, abbastanza. Credo traspaiano i miei stati d’animo perchè cerco di trasmettere la mia visione delle cose, gli aspetti di realtà e irrealtà che più mi colpiscono, enfatizzandoli secondo il mio carattere. Amo il grottesco proprio perchè è il confine suggestivo fra questi due scenari.

Quale e’ il tuo rapporto con i super eroi dei fumetti e con Batman in particolare?
Adoro i super eroi fin da bambino. Ne ho letti chili e chili. Ora più saltuariamente ma sempre con grande affetto. Di Batman ho sempre apprezzato molto il suo lato oscuro, notturno. L’ho letto meno degli eroi Marvel perchè quando divoravo fumetti nei primi anni 90 era poco pubblicato in Italia, ma ne recuperavo diversi albi speciali in originale. Oggi rimane uno dei personaggi che leggo con grande piacere. La sua natura umana senza super poteri lo ha forse mantenuto più credibile e appassionante di altri suoi colleghi mascherati.

Hai realizzato la copertina del n. 5 di Linus con un bellissimo omaggio ai primi anni del personaggio. Ci racconti qualche retroscena o curiosità che ne ha preceduto la realizzazione ?
Come è nata l’idea di celebrare gli 80 anni di Batman e quale è stata la genesi della copertina?
L’idea credo sia nata da Igort, direttore attuale di Linus, ma me l’ha comunicata Stefania Rumor dalla redazione. Ovviamente l’idea del reboot mi è piaciuta subito, amante come sono della rimanipolazione del materiale altrui. Mi hanno mandato un impaginato con la copertina originale che intendevano riproporre e ho cercato un pò di reinterpretazioni già fatte di copertine on line, come Alex Ross per Detective Comics #27 e altri. Potevo essere fedele o stravolgere l’originale, ho scelto una “fedele rimanipolazione”. Per le illustrazioni interne del racconto di Aldo Nove ho invece fatto un Batman meno grottesco ma spero altrettanto d’effetto. Il tutto è stato poi approvato dalla DC Comics e voilà.

Cosa ti piace di più delle atmosfere create da Bob Kane?
Confesso di non averlo mai seguito molto, ma l’aspetto naif del suo lavoro è indubbiamente molto affascinate, da sconfinare a volte nei territori del fumetto underground che amo.

Quale è la tua storia di Batman preferita e perchè?
Se la giocano The Killing Joke e Batman: Year One, ma direi più la seconda, meno sperimentale della prima ma ugualmente riuscita. È perfetta, asciutta, equilibratissima. Un vero manifesto del personaggio per vecchi e nuovi lettori.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato e ti auguriamo un grosso in bocca al lupo per il proseguimento della tua carriera.
Grazie a voi!

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Batman: la data di nascita e qualche chicca storica

Il celeberrimo uomo pipistrello, meglio noto come Batman è nato dalla mente di Bob Kane e Bill Finger. Il primo albo a fumetti fu pubblicato dalla DC Comics nel numero 27 della rivista Detective Comics, nel maggio 1939. Ma la data di nascita vera e propria del pipistrello più amato del pianeta è il 30 marzo 1939, giorno della sua primissima apparizione. I suoi soprannomi sono Il giustiziere o il cavaliere oscuro, ma anche Il crociato incappucciato.

Detective Comics #27 necessita almeno di due note di colore pubblicate da Bleeding Cool, che ha corredato l’articolo dedicato a Batman con delle immagini davvero molto significative. Questo è il promo dedicato alla prima apparizione di Batman pubblicato su Action Comics #12, che usciva una settimana prima di Detective Comics.

Sempre su Bleeding Cool, è apparsa l’immagine relativa alla pubblicazione della testata nel catalogo della Copyright Entries del 1939, dove venivano registrate tutte le nuove uscite relative alle opere letterarie, musicali, teatrali, cinematografiche e pubblicitarie.

Tutti sanno che dietro la maschera del giustiziere si nasconde il miliardario Bruce Wayne, uno degli uomini più ricchi e potenti del mondo. Cosa lo spinge a travestirsi da pipistrello? Un trauma, ovviamente: l’avere assistito da bambino all’assassinio dei suoi genitori da parte di un ladro lo spinge a intraprendere una guerra contro il crimine. E’ questa la ragione che lo anima. I suoi allenamenti quotidiani sono fisici e mentali e del tutto estremi, per riuscire a dare sempre il meglio. Con il suo costume con maschera e mantello incute timore nei suoi avversari, oltre che contenere tutto il suo mirabolante equipaggiamento.

Batman vanta infine la seconda posizione nella classifica dei cento maggiori eroi della storia dei fumetti, dopo Superman e prima dell’Uomo Ragno, anche se in Italia Batman è preferito a Superman.

Per quanto riguarda i fumetti di Batman in Italia, abbiamo già pubblicato un post dedicato.

La DC Comics ha presentato gli eventi e le uscite che avranno luogo in territorio americano, per festeggiare gli 80 anni di Batman.

DETECTIVE COMICS – 80 YEARS OF BATMAN: DELUXE EDITION

Per celebrare l’eredità del Cavaliere oscuro, DETECTIVE COMICS: 80 ANNI DI BATMAN segue la via tracciata da ACTION COMICS: 80 YEARS OF SUPERMAN. Curato dall’editore Paul Levitz, presenta le ristampe delle avventure più memorabili del Cavaliere Oscuro. Ci sarà anche un racconto inedito: una nuova storia che narra di un evento traumatico vissuto da un giovane Bruce Wayne scritta da Paul Levitz con i disegni di Denys Cowan e Bill Sienkiewicz. Nel volume saranno presenti anche i layout originali della storia su Batman di DETECTIVE COMICS # 200, disegnati da Lew Sayre Schwartz e firmati da Bob Kane. Come se ciò non bastasse, questo volume include alcuni saggi su Batman di collaboratori del calibro di Cory Doctorow, Neil Gaiman, Glen David Gold, Dennis O’Neil, l’ex capo della polizia di San Diego Shelley Zimmerman e Anthony Tollin.

DETECTIVE COMICS #1000

Dopo 80 anni, è il momento del numero 1000 di DETECTIVE COMICS! Questo numero di 96 pagine, creato da schiera incredibile di talenti, ci porterà in un viaggio attraverso il passato, il presente ed il futuro di Batman … oltre a un epilogo sensazionale che presenterà la prima comparsa nell’universo DC del micidiale Arkham Knight! Ma chi è sotto la maschera? E perché vuole Batman morto? L’incredibile futuro delle avventure di Batman inizia qui!

 

Introduzione alla DC Comics

È passato davvero tanto tempo da quando la DC Comics è nata, ed ora può considerarsi all’avanguardia nel campo dell’arte grafica. Per molti, la prima apparizione di Superman nel leggendario Action Comics 1 del giugno 1938 rappresenta la nascita dei supereroi, ma noi con questa breve introduzione desideriamo accompagnarvi attraverso gli esordi di questa casa editrice, quindi da prima della creazione di Superman e Batman (…riuscite anche solo a immaginare un mondo tanto deprimente?), fino alla nascita della nostra icona preferita: Batman. Molti saranno i siti che celebreranno gli 80 anni del Cavaliere Oscuro parlando dei suoi esordi, fino arrivare ai giorni nostri. In molti parleranno delle varie fasi fumettistiche in cui il Cavaliere della notte è passato parlandovi della Golden Age del fumetto (1938-1955), della Silver Age (1956-1969) e della Bronze Age (1970-1979), fino alla Modern Age (dal 1980 a oggi).
Noi, con questo articolo, al contrario, desideriamo fare un viaggio a ritroso, per farvi comprendere le difficoltà che ha avuto ai suoi esordi il colosso editoriale che pubblica le storie del nostro amato uomo pipistrello.

Mentre la grande crisi del 1929 lanciava la sua lunga ombra sulle economie mondiali, in Germania il dittatore più spietato del secolo, Adolf Hitler, sali al potere. Oppresso dalle ristrettezze economiche e dalla minaccia della guerra mondiale, il pubblico cercava distrazione, divertimento, svago. Grazie all’avvento del sonoro, il cinema entrò nella sua età dell’oro. Le riviste pulp dominavano la stampa d’intrattenimento e, con stelle del calibro di Shadow e Phantom Detective, fornirono modelli di riferimento per i supereroi dei comics che, di li a poco, avrebbero spopolato. Il genere pulp, che influenzò autori come Bob Kane, il creatore di Batman, diede lavoro a futuri supervisori della DC, tra cui Harry Donenfeld e Jack Schiff. Anche la fantascienza prometteva un domani più luminoso. A Cleveland, nel 1932, Jerry Siegel e Joe Shuster lanciarono Science Fiction, una rivista amatoriale ciclostilata. Nel terzo numero venne pubblicata una storia intitolata “The Reign of the Superman”, in cui uno squattrinato acquisiva poteri mentali e provava a impossessarsi del mondo. Presto Siegel e Shuster idearono una versione più ambiziosa e fantasiosa di quel personaggio, che diventò un orfano proveniente da un mondo lontano e dotato di poteri molto più grandi di quelli dei comuni mortali. Nel frattempo, nascevano i primi albi a fumetti. Nel 1933, M.C. Gaines, un addetto alle vendite della Eastern Color Printing, intuì che le enormi pagine domenicali dei quotidiani su cui venivano pubblicati i fumetti potevano essere piegate per creare un formato più pratico e adatto ai bambini, all’incirca 18×25 cm. Questa idea portò alla pubblicazione del fumetto gratuito Funnies on Parade. Nel 1934 uscì Famous Funnies, con un prezzo di copertina di dieci centesimi. Mentre diversi concorrenti si affrettavano a entrare nel business dei fumetti, un ufficiale della cavalleria a riposo, il maggiore Malcolm Wheeler-Nicholson, fece i primi passi che avrebbero portato alla nascita della DC Comics. Prolifico scrittore pulp, nel 1934 fondò la National Allied Publications, sicuro del successo che il nuovo mezzo espressivo avrebbe riscosso. La giovane società sarebbe sopravvissuta a diversi errori gestionali prima di dare vita, alla fine del decennio, alle grandi leggende di Superman e Batman, annunciando la Golden Age dei comics. Già alla fine degli anni Trenta, i comics erano destinati al successo.

1935 GENESI DELLA DC

Tutto ebbe inizio così. Malcolm eeler-Nicholson, uno scrittore pulp ex funzionario militare. Aveva fondato La National Allied Publications nel 1934 e, anno successivo, lanciò il primo albo a fumetti contenente materiale inedito: New Fun. Prima di New Fun, gli albi albi a fumetti ristampavano le strisce d diane più popolari, ma il ristretto budget di Wheeler-Nicholson non gli permetteva di riprodurre le costose s c e sindacate. Così, ironicamente, costretto a originare storie inedite. che scrittori e disegnatori avessero un posto in cui andare per vendere i propri prodotti, fu razione per molti sognatori, tra giovani autori di Cleveland: Jerry- Siegel e Joe Shuster. Dopo aver quattro numeri di New Fun, Wheeler-Nicholson li impacchettò per farne la sua prima raccolta. Presto aggiunse anche un secondo titolo alla squadra della National Allied: Comics.

1936 PUNTO DI PARTENZA

Sebbene nel 1936 il mondo stesse attraversando una dura crisi economica, la prestazione di Jesse Owens alle Olimpiadi di Berlino dimostrò che esistevano eroi veri. Intanto, nell’ambito della cultura di massa, Green Hornet (il Calabrone Verde) e Phantom (l’Uomo Mascherato) definivano l’immagine del vigilante mascherata. In campo fumettistico, Malcolm Wheeler-Nicholson voleva lanciare una nuova testata, Detective Comics, ma la mancanza di fondi ne fece slittare la pubblicazione al 1937. Nel frattempo, Whitney Ellsworth e Vin Sullivan lavoravano per Wheeler-Nicholson come supervisori, svolgendo a volte anche gli incarichi di autore e disegnatore. Tra i collaboratori c’erano Jerry Siegel e Joe Shuster, che crearono “Federal Men” per New Comics e “Calling All Cars” per More Puri Comics, continuando anche a scrivere le avventure di Henri Duval e Dr. Occult. I loro sforzi per trovare un editore
per Superman, invece, non davano ancora buoni risultati.

1937 CAMBIO DI PROPRIETÀ

L’audace ingresso di Malcolm Wheeler-Nicholson nel mercato fumettistico continuava a ottenere risultati ondivaghi. New Comics e More Fun Comics non avevano ancora un pubblico regolare e il desiderio di Wheeler-Nicholson di lanciare una terza testata lo costrinse ad affrontare la necessità di trovare un socio più ricco. Nel 1937 il suo distributore, Harry Donenfeld, accettò di entrare in affari con lui per la pubblicazione di Detective Comics; a loro si unì anche Jack Liebowitz, consulente di Donenfeld, e i tre fondarono la Detective Comics, Inc. Le iniziali del nome della società, che già prima del 1940 venivano stampate sulle copertine dei loro fumetti, decretarono il marchio DC. Tuttavia, Wheeler-Nicholson non restò a lungo nella Detective Comics, Inc.: a causa di problemi economici, fu costretto a uscire dalla società prima della fine dell’anno e Donenfeld e Liebowitz si affrettarono a rilevare le sue quote.

1938 GIUGNO BENVENUTO, SUPERMAN

L’industria del fumetto lottava per sopravvivere, ma Jack Liebowitz aveva il presentimento che i comics avessero del potenziale non sfruttato. “Sentivo che era un buon settore”, avrebbe poi detto. Quando Malcolm Wheeler-Nicholson andò in bancarotta, Liebowitz e il socio Harry Donenfeld rilevarono la sua quota della società per conto della Detective Comics, Inc. e acquistarono More Fun Comics e New Adventure Comics, portando a tre le testate della società (con Detective Comics). A livello societario ci fu anche un altro cambiamento: Whitney Ellsworth lasciò la Detective Comics e Vin Sullivan rimase l’unico supervisore. L’industria aveva bisogno di un eroe e Superman arrivò al momento giusto. Con il lancio di Action Comics, Jerry Siegel e Joe Shuster videro finalmente pubblicato il loro ambizioso progetto e i lettori reagirono con grande entusiasmo. Superman diventò la prima megastar dei fumetti, dimostrando che i comics erano più che una moda passeggera. La Golden Age dei fumetti era iniziata.

1939 IL DEBUTTO DEL CAVALIERE OSCURO

Incoraggiato dal travolgente successo di Superman, il business manager della DC, Jack Liebowitz, unì le forze con l’editore M.C. Gaines (che portava con sé il suo giovane e perspicace editor Sheldon Mayer) per lanciare una nuova linea di fumetti sotto le bandiere della All American Publications. La All American e la DC instaurarono un rapporto d’amicizia che comportò anche uno scambio di personaggi tra i loro titoli. La Golden Age era ormai in pieno svolgimento quando titoli della All American come All-American Comics, Movie Comics e Mutt & Jeff si riversarono nelle edicole. Per quanto riguarda la DC, Superman ottenne una serie tutta sua e finì sui quotidiani con una propria striscia, ma la notizia più importante dell’anno fu l’acquisizione da parte dell’editor Vin Sullivan del nuovo eroe dello scrittore Bill Finger e del disegnatore Bob Kane – un vigilante mascherato chiamato Batman. “Sembrava un personaggio interessante”, disse Sullivan: “Penso che nessuno avesse capito che sarebbe diventato quello che è oggi”.

Detective Comics #27 (05/1939)

Buon compleanno Bruce Wayne

In tanti pensiamo al compleanno di Batman che quest’anno compie 80 anni, ma ci siamo mai chiesti quale è il giorno del compleanno di Bruce Wayne?

Bruce Wayne compie gli anni oggi, il 19 febbraio (è difficile sapere quanti), ma il filantropo, miliardario di Gotham City, è anche colui che veste i panni di Batman, donando ai cittadini il sogno di una città ripulita dal crimine. Nato genio creativo di Bob Kane e Bill Finger, ha fatto la sua prima apparizione nei fumetti nel maggio del ’39 in Detective Comics #27. La data di nascita di Bruce ci viene rivelata dal calendario DC Comics del 1976 pubblicato qui, dove potete trovare le date di nascita di tutti gli altri personaggi DC Comics.

Bruce Wayne

La figura di Bruce Wayne spesso viene offuscata da quella dell’eroe Batman, ma per molti versi, Bruce Wayne è morto la notte in cui i suoi genitori furono assassinati a Crime Alley, tanti anni fa. Nella mente di Bruce, da quel giorno, Batman è diventato la realtà dominante, poiché la sua sete di giustizia offusca tutti gli altri bisogni e desideri personali. Assolutamente determinato nella propria crociata, Bruce si vede unicamente come il Cavaliere Oscuro. Bruce Wayne, playboy miliardario e annoiato, ben noto a tutta Gotham City è uno specchietto per le allodole, per sviare l’attenzione dal fatto che le sue opere di beneficenza diventano ben più concrete quando il giorno cede il passo alla notte, e Batman indossa i suoi “abiti da lavoro”.

Tanti auguri Bruce ed almeno altri 100 di questi giorni!

BATMAN E L’ERA DI NEAL ADAMS Parte 2/2

Nei suoi disegni, precisi e realistici nelle prospettive e nell’anatomia umana, Batman ritorna ad essere una creatura del buio, le orecchie del cappuccio si allungano e la cappa, ancora non dotata di vita propria come quella teatralmente gotica realizzata da autori come Todd McFarlane (vedi: “Batman-Year Two”), comincia a drappeggiarsi inquietante sulle spalle possenti dell’eroe, sottolineando azione e stati d’animo. Successivamente, il logico passaggio sulle testate dedicate al crociato di Gotham, “Batman” e “Detective Comics”, e la collaborazione con quello che divenne in seguito lo sceneggiatore di punta della DC, Denny O’Neil, permisero all’artista un più accurato approfondimento del personaggio che, non più appesantito dalla scenografia kitch dei primi 60, ritorna alle origini di cupo vigilante. Il Batman di O’Neil e Adams infatti, quasi completamente privo dell’apporto di Robin (Dick Grayson), ora impegnato nella difficile arte del crescere, e domiciliato in un superattico cittadino, superò indenne le prove che lo opponevano a nuove minacce come quella di Ra’s Al Ghùl, signore indiscusso di una potente associazione criminale, che, dopo aver scoperto l’identità dell’eroe, gli offre la propria organizzazione come suo erede e la mano della bella figlia Talia nella storia “Daughter of the Demon” (La figlia del demone, Batman n. 232, 1971). Ra’s Al Ghùl, poi descritto immortale nello sviluppo di una lunga saga che vede lui e Talia al centro di una trama complessa, verrà poi rivisitato in una serie di graphic novels, che meritano menzione a parte, dove gli sceneggiatori Mike W. Barre, nuovamente, Dennis O’Neil ne spiegano le origini provocando nel contempo eccezionali colpi di scena nella vita del Batman. Interessante anche l’introduzione di Man-Bat, “Detective Comics n. 400” del 1970, per la sceneggiatura di un altro grande disegnatore, Frank Robbins al quale si deve una delle versioni grafiche del Batman anni 60. Adams dà a Kirk Langstrom, imminente studioso di fauna notturna trasformato da un esperimento fallito in pipistrello umano, aspetti e proporzioni plausibili che ritroveremo anche nella storia “Moon of the wolf” (La luna del lupo, Batman n. 255 del 1974) scritta da Len Wein, più noto per la creazione di “Swamp Thing” a fianco di Bernie Wrightson, classica trama a sfondo Horror con annesso licantropo che sottolinea di nuovo la straordinaria capacità di Adams di rendere reali le trasformazioni anatomiche più improbabili.

La sagoma inconfondibile che si staglia nella notte senza stelle della città di Gotham diventa simbolo di una giustizia inevitabile e, anche se a volte il tratto perfetto del disegnatore regala un Batman troppo “uomo in costume” e quindi per l’osservatore esterno non molto impressionante, la sua apparizione davanti ai malviventi inizia a provocare vere e proprie crisi d’isteria. Ultimo elemento del lavoro di restauro compiuto da Adams sul crociato incappucciato è ridefinire con O’Neil gli avversari classici del personaggio; Half an evil (Batman n.234, 1971) ripropone, per la prima volta dagli anni 50, la figura di Two-Face, lo sfigurato Harvey Dent, combattuto eternamente tra bene e male. Sempre con Denny O’ Neil alla sceneggiatura, la bella prova su Joker’s five-way revenge con il personaggio da sempre considerato la nemesi di Batman, Joker, in questa storia inquadrato nuovamente come killer mentalmente instabile, aspetto di base del character che verrà mantenuto ed evidenziato dai vari sceneggiatori fino ai giorni. nostri. Nei nuovi aspetti attribuiti a Batman, una conoscenza effettiva delle arti marziali, dal judo fino alla boxe occidentale che l’impostazione anatomicamente impeccabile rende ancora più evidente e, legata a trame e contenuti, la capacità di usare il personaggio sia come detective in gialli classici, sia come elemento notturno, con la possibilità di sfruttare le ambientazioni e i fondamenti fantastici del sovrannaturale. Abbandonando il personaggio circa nel 1974, Neal Adams si batte per molti anni contro le condizioni di lavoro offerto dalle majors dell’industria dei comics che privano dei diritti i disegnatori, sfruttando le nuove possibilità aperte dal mercato europeo e impegnandosi nell’Associazione degli Artisti del fumetto. Tra le prime reazioni al negativo stato di cose collegato al lavoro nell’editoria americana, la fondazione con Dick Giordano della “Continuity ” che, già dal 1971, si muove nel campo televisivo, illustrativo e cinematografico, curando copertine e manifesti per la pubblicità. Dal 1980, la “Continuity” entra nel mondo del fumetto editando personaggi come “Ms. Mystic”, “Echoes of Future Past”, “Toyboy”, “Armour” e “Captain Power and the Soldiers of the Future” tratto dalla serie televisiva, ma per Adams il fascino legato al giustiziere di Gotham è ancora vivo tanto che, con il personaggio di “Valeria the She-Bat”, che richiama immediatamente la concezione del Man-Bat, riporta sulla carta le sagome notturne tanto apprezzate in passato e, con la figura sinistra di “Knighthawk”, definisce, come afferma lui stesso, il Batman, della Continuity che cerca di rinnovare nel lettore quell’indimenticabile feeling con la sua versione del cavaliere oscuro, radice ideale di quello che Frank Miller accompagnerà sul viale del tramonto nel suo altrettanto indimenticabile “The Dark Knight Returns”.

Batman: Knightfall

Batman: Knightfall è un arco narrativo a fumetti di Batman, pubblicata dalla DC Comics tra il 1993 e il 1995. L’arco descrive come il criminale Bane liberi i reclusi dell’Arkham Asylum e spezzi la schiena a Batman; Bruce Wayne cede il suo ruolo a Jean Paul Valley, che impazzisce, ed in seguito Wayne, ristabilitosi, cerca poi di riprendersi il mantello.

Le storie sono state pubblicate in originale principalmente sulle testate Batman e Detective Comics, mentre in Italia su Batman Edizioni Glenat n. 48-49 e 51-52 (i primi otto capitoli), su Batman Saga, 24 albi editi da PlayPress e su Batman la leggenda dal volume 52 al 60.

Qui di seguito potete trovare un approfondimento sulla saga con tanto di recensione.

Knightfall – Batman è “Morto”. Lunga vita a Batman! Parte 3/3

Accenno al periodo successivo a Knightfall, considerazioni e copertine italiane edizioni Play Press

Successivamente agli eventi narrati in Batman: Knightfall, Bane, una volta riuscito a ricostruire il suo possente fisico muscolo per muscolo e a disintossicarsi dal Venom, si reca a Santa Prisca dove interroga il prete gesuita, che lo aveva cresciuto ed educato in Peña Dura, sulla vera identità di suo padre. Il prete gli spiega che suo padre potrebbe essere uno fra quattro uomini: un rivoluzionario, un dottore americano, un mercenario inglese e un banchiere svizzero. Bane, dopo aver ucciso il gesuita, parte per Roma alla ricerca di quest’ultimo e qui fa la conoscenza di Ra’s al Ghul, il quale, ritenendolo un nuovo potenziale compagno per sua figlia Talia, lo nomina suo erede, ruolo che in passato aveva scelto per Batman prima che quest’ultimo lo tradisse.

Ritornato a Gotham, Bane affronta Nightwing (Dick Grayson) in un combattimento corpo a corpo venendo sconfitto ma riuscendo a scappare, successivamente affronta nuovamente Bruce Wayne, tornato nel frattempo a indossare i panni del Cavaliere Oscuro. Batman ottiene la sua rivincita con Bane e, finalmente, riesce a sconfiggerlo in un unico combattimento.

In seguito, Bane combatte Azrael nella storia Angel and the Bane. Ha poi un ruolo comprimario nella storia “Terra di nessuno” nel quale si mette alle dipendenze di Lex Luthor intenzionato a conquistare Gotham, ma viene convinto da Batman a lasciare il piano del filantropo di Metropolis. Dopo la sconfitta di Ra’s al Ghul, Bane intraprende una campagna per distruggere Lazarus Pit e, contemporaneamente, fa la conoscenza di Black Canary.

Bane arriverà persino a credere che suo padre sia Thomas Wayne, cosa che in seguito si rivelerà infondata dopo un test del DNA.

Bane, in seguito, scoprirà che il suo vero padre è il mercenario inglese Sir Edmund Dorrance, soprannominato Re Serpente. Bane e Batman si alleeranno per combattere Dorrance e, nel combattimento, Bane sarà ferito e salvato da Batman.

Oltre alle storie regolari, la serie offrì numerosi crossover tra i vari personaggi legati a Batman, come il numero 47 incentrato su Azrael, o tra le testate della DC, come ad esempio l’albo numerato “1 000 000”, legato alla saga di One Million.

L’albo numero 74 fece parte dell’arco narrativo di Cataclisma, così come dall’83 al 94 furono raccontate vicende legate a Terra di nessuno. Proprio con questo evento, nel numero 96 la serie si concluse, e il suo posto venne preso da Batman: Gotham Knights, 76 albi dal 2000 al 2006.

Molto resterebbe da dire riguardo i presupposti di questo cambiamento. Vero è che fino ad allora, in cinquantaquattro anni di attività, Batman non era cambiato quasi per nulla, e un nuovo look si imponeva, specialmente rispetto al massiccio re-styling subito in quegli anni da Superman, e a fronte degli ultimi accadimenti post-Doomsday. Naturalmente – è il caso di dirlo? – in tutto questo hanno giocato maggiormente le solite questioni finanziarie. Infatti, la supposta “morte” di Batman dopo i trionfi economici del caso Superman, ha fatto affluire nuove valanghe di dollari freschi nelle capaci e rifiorenti casse della DC Comics. Infatti in quel periodo per mesi e mesi tutti gli albi regolari dei due eroi hanno conteso le zone alte della classifiche di vendita e delle ordinazioni agli albi Image e Valiant, lasciandosi alle spalle, e per diverse lunghezze, praticamente quasi tutta la produzione Marvel, e questo non può che averci fatto piacere.

Sarà il caso di spendere qualche commento sull’apporto dei sin­goli artisti nel ciclo di Knightfall. Ai testi ritroviamo, sotto la regia di O’Neil, autori ben noti, come Doug Moench, Chuck Dixon, e Alan Grant. Dei tre, Moench è sicuramente il più “clas­sico”, mentre Dixon è il più cinico e violento, rispetto ad un Grant capace di conservare sempre un tocco d'(auto)ironia. Fra i disegnatori, si alternano l’oramai orrendo Jim Aparo (suo il n. 497, e che comunque, se inchiostrato da gente tipo Dick Giordano o Joe Rubinstein, non è poi così male), I’adamsiano Mike Netzer, il transfuga Norm Breyfogle (ormai indirizzato verso l’Ultraverse della Malibu), gli onesti mestieranti Brett Blevins, Graham Nolan, Scott Hanna, e, parzialmente, anche il grande ed oscuro Klaus Janson. Alle copertine, tutte di altissima qualità (tranne quella del 497 di Batman, censurata in fase di stampa, mediante lo sbiancamento dei litri e litri di sangue rosso versato dal nostro eroe nel momento supremo, in puro dispregio delle regole censorie dell’ormai patetico “Comics Code”), si sono alternati artisti del calibro di Sam Kieth, Kelley Jones, e Bill Sienkiewicz. Senza dimenticare il sublime Joe Quesada, autore del progetto grafico del nuovo Batman, e della spettacolare copertina a rilievo del n. 500 di Batman, e il bravo Mike Manley, fresco reduce dal Darkhawk marvelliano, e approdato alla DC come disegnatore semi-regolare di una delle collane di Batman (e, ironicamente, il nuovo Batman, nella versione di Manley, somiglia moltissimo, per certi versi al character della Marvel!). Probabilmente, questo nuovo Batman verrà anche disegnato dal “divo” Todd McFarlane. E’ infatti vicinissimo il momento di un cross-over (si parla di tre o quattro albi) fra il Cavaliere Oscuro e lo Spawn della Image, a dimostrazione dell’effettivo continuum spazio-temporale esistente fra tutti questi prodotti dell’industria culturale. Come ha, infatti, dimostrato l’irriverente Dave Sim nel n. 10 di Spawn, tutti i super-eroi andrebbero messi in galera, e i loro autori impiccati, perché sacrificati masochisticamente al dio denaro. Cosi che un Superman in cella, non può far altro che ripetere sconsolatamente “Doomsday”, visto che il giorno del giudizio viene per tutti, prima o poi, autori e personaggi. Batman compreso…

BATMAN SAGA: ALCUNE COPERTINE STORICHE

“Batman Saga” (1 – 24):
serie Composta da 24 Numeri usciti fra il novembre del 1995 e l’ottobre del 1997.
CONTIENE le saghe “Knightfall” (Numeri 1-7), Parzialmente Edita Dalla Glenat Italia, “Knightquest” (Numeri 8-19) e “KnightsEnd” (Numeri 20-24).
Periodicità: Mensile. Dimensioni: cm. 17×26 Numero di Pagine: 96 (nn. 1 – 8), 72 (9 – 24);
i Numeri 9/10 e 21/22 Sono doppi.