BATMAN: DETECTIVE COMICS di Ed Brubaker ( Recensione )

LO PUOI LEGGERE SU: Batman: Detective Comics di Ed Brubaker (volume, Planeta )

AUTORI: Ed Brubaker ( testi ), Tommy Castillo, Patrick Zircher ( disegni )

SINOSSI:  Un misterioso killer sembra aver preso di mira alcuni dei supercriminali più pericolosi di Gotham City, lasciando sul luogo del delitto una moneta con doppia faccia, sfregiata però da entrambi i lati. Toccherà a Batman indagare per capire l’identità dell’assassino e il suo movente ! Dopodiché dovrà risolvere il caso di un’altra serie di omicidi che sembrano ricollegarsi a degli eventi di quarant’anni fa, quando il protettore di Gotham City era Alan Scott, la prima Lanterna Verde !!!

PRO:  Due racconti dalla forte impronta noir e poliziesca, che esaltano l’aspetto investigativo tipico delle più classiche storie dell’Uomo Pipistrello. Brubaker, del resto, è sempre stato un maestro in questo genere.

CONTRO:  I disegni  dello story-arc principale, a opera di Tommy Castillo, sono piuttosto grossolani e poco curati, per cui non valorizzano molto l’avvincente sceneggiatura di Brubaker.

GIUDIZIO COMPLESSIVO:  Benché ultimamente abbia un po’ abbandonato le luci dei riflettori, Ed Brubaker è stato fino a qualche anno fa uno degli scrittori più quotati dell’industria dei comics, firmando serie di grande successo sia in Marvel che in Dc, e non solo.Ma la testata che l’ha lanciato nel fumetto mainstream è stata proprio Batman, a cui sono seguiti titoli ormai cult come Gotham Central e la sua gestione di Catwoman.

Si parla meno invece del suo breve periodo alle redini della più  storica testata del Pipistrello, Detective Comics, raccolto in questo corposo volume da Planeta. Sono sostanzialmente due story-arc distinti, ma che hanno in comune il gusto dello scrittore per il giallo e il crime, con spruzzate di horror e noir.

In entrambi i casi infatti Batman fa onore al titolo della testata, indagando su degli efferati omicidi, che coinvolgeranno alcuni dei più famosi villain del Cavaliere Oscuro e un personaggio ripescato dalla gloriosa Golden Age dei comics, ovvero Alan Scott, l’originale Lanterna Verde.

Brubaker dimostra di sapersi muovere benissimo in questo contesto, confermandosi come uno dei più talentuosi scrittori pulp di questi ultimi vent’anni. Il suo approccio così crudo e diretto, energico ed efficace, si sposa perfettamente con le atmosfere dark del Cavaliere Oscuro e il suo lato più investigativo.

Il confronto con Alan Scott, poi, oltre ad essere un sentito omaggio a un’epoca che fu, è interessante in quanto mette in risalto due modi opposti d’intendere il supereroismo. La purezza e la solarità della prima Lanterna Verde deve fare i conti con una Gotham cambiata, che adesso ha bisogno di un vigilante cupo e brutale come Batman, il quale non si può definire un supereroe nell’accezione più classica del termine, anche se nutre comunque profonda ammirazione e rispetto nei confronti di un eroismo così puro e incontaminato, ormai indissolubilmente legato a un tempo che non c’è più.

Se amate lo scrittore del Maryland e il suo stile pulp/noir, ma soprattutto le storie che confermano Batman quale “migliore detective del mondo”, questo volume è ciò che fa al caso vostro.

VOTO: 7 ½

Marco “Spider-Ci” Novelli

Robin: il ragazzo meraviglia compie 80 anni e Paolo Spadot racchiude la sua storia in una fanart

L’eterno comprimario apparso nei fumetti della DC Comics a marzo del 1940, racchiuso in una fanart realizzata da Paolo Spadot.

Tanti sono gli anni passati dalla sua prima apparizione sulle pagine dei fumetti della DC Comics nel marzo del 1940, ottanta anni in cui i panni di Robin sono stati indossati da molti personaggi diversi, dotati ognuno di una propria personalità e di una particolare storia. Bob Kane e Bill Finger insieme a Jerry Robinson, introdussero il personaggio, chiamato “Robin the Boy Wonder, nel Detective Comics #38 del 1940 appunto, ispirandosi per il personaggio alle Avventure di Robin Hood, per il nome e per il costume.

Batman apre il mantello lascia andare i Robin – Fan art dell’artista Paolo Spadot (matite)

A indossarlo per primo nelle vicende di Gotham City fu Dick Grayson, un ragazzino al quale una gang aveva ucciso i genitori. Batman lo prese al suo fianco, diventando una figura paterna, ma pian piano prendendolo come suo unico vero amico, ammorbidendone il carattere e l’oscurità del personaggio. Il duo è diventato una delle figure più celebri della cultura pop fumettistica, proprio per l’incastro delle personalità, quella individualista ma allo stesso tempo tesa al bene collettivo di Batman, quella energica, giovanile ed eternamente entusiasta di Robin.

Batman apre il mantello lascia andare i Robin – Fan art dell’artista Paolo Spadot (chine)

Spirito ampiamente ripreso dal talento artistico pontino di Paolo Spadot il quale si è cimentato a realizzare un cimelio speciale per i cultori del Ragazzo Meraviglia. Una tavola in cui  è possibile vedere alcune delle molte incarnazioni dei Robin (qui un nostro speciale), caratterizzate dai diversi volti, sempre pronti non solo a sostenere Batman ma anche ad avere una vita propria, spesso complicata e oscura non meno di quella del suo più anziano amico, ma non meno avventurosa ed eroica. 

Batman apre il mantello lascia andare i Robin – Fan art dell’artista Paolo Spadot (colori)

Un’opera in cui si alternano i “sideman” dei quali Batman sembra non possa fare a meno, non fosse altro perché questi “aiutanti” incarnano la gioventù, il futuro, la possibilità di continuare la vita e la sfida contro il male, personaggi necessari per far si che Batman possa manifestare la capacità di mantenere quel sogno di giustizia comune e che possa essere sempre rinnovato. Qui sotto ne abbiamo realizzato una speciale gif animata per voi in modo che potete condividerla se vi fa piacere.

Per conoscere meglio i retroscena su questa magnifica tavola di Paolo Spadot, vi rimandiamo alla nostra video intervista che potete trovare qui di seguito.

 

STORIA DEL FUMETTO MODERNO: PIPISTRELLI E RINASCIMENTO AMERICANO – Parte 5/6

L’attenzione dei media e dei collezionisti è ora focalizzata sulla DC Comics ma è la marvel che controlla il quaranta per cento dei trecento milioni di dollari dell’industria delle nuvole parlanti. La Casa delle Idee sta uscendo infatti con più albi degli altri editori, circa cinquanta titoli mensili e, con una distribuzione totale di sette milioni di copie. Tuttavia rimangono in campo venticinque editori indipendenti che forniscono più libertà creativa agli autori e permettono uno sviluppo dell’industria mai visto dai primi anni ’50. Ancora novità per Batman: su Killing Joke (1988), albo unico disegnato dal bravo Brian Bolland, Alan Moore riscrive le origini del folle Joker, criminale avversario e controparte psicopatica dell’oscuro Detective di Gotham e decreta la fine di Batgirl (Barbara Gordon) che da un parziale ritiro viene, con questa storia, segregata su una sedia a rotelle. Su The Cult (1988), miniserie di quattro albi prestige, Jim Starlin, autore anche di “A Death in the Family”, e il disegnatore Berni Wrighson, sprofondano Batman nelle pesanti atmosfere dell’horror. Comparso su Detective Comics nel maggio 1939 tocca al nostro Chirottero Umano festeggiare i cinquanta nel 1989, anno che segna anche il suo ritorno sulla scena cinematografica. Continua senza diminuire d’intensità l’interesse dei lettori e, anche la Marvel Comics festeggia il numero uno dell’omonima rivista edita nel novembre 1939, e i cinquant’anni di eroi come la prima Torcia Umana, Submariner e altri. Entrambe le Majors gestiscono quasi il settantacinque per cento delle vendite nei negozi specializzati, ma ci sono ancora oltre settantacinque piccoli e medi editori che pubblicano centinaia di titoli. In libreria, all’attenzione della critica e all’esame dei media, molti fumetti in graphic novels e albums.

Gli anni ottanta si chiudono con un crescente interesse nel medium fumetto e all’incremento di un sempre più vasto pubblico. Di quest’anno Arkham Asylum, hardcover DC dove la coppia di artisti inglesi, Grant Morrison e Dave McKean propongono l’atmosfera folle e oscura del manicomio criminale di Gotham dove le paure e i dubbi di Batman si infrangono contro le pazze sicurezze del Joker in un confronto senza speranza. Al pessimismo imperante risponderà lo sceneggiatore Marv Wolfman che, nei numeri dal 440 al 442 di Batman e su The New Titans n.60 e 61, costruirà le basi per l’arrivo del terzo Rabin “ufficiale”, Timothy Drake, nella saga di A Lonely Place of Dying. Nel Novembre 1989 si inaugura Legends of the Dark Knight, la terza collana dedicata al “Caped Crusader”. La serie si frammenta in avventure che si dipanano in pochi albi con la possibilità di racchiudere successivamente il tutto da immancabili volumetti da libreria. gli autori, tra i migliori del momento, cambiario ad ogni miniserie proponendo teams come quello di Shaman (storia che inaugura la serie nel novembre 1989) composto da Dennis O’Neil, Edward Hannigan e John Beatty o il duo di Gothic (n.10, agosto 1990), composto da Grant Morrison e Klaus Janson, decisamente più titolati di quelli impegnati nelle serie regolari.

Il Batman di queste vicende è comunque quello dei primi anni che, privo di Robin, raccoglie la lezione dell’eroe tenebroso legato ai tempi storici inquieti che, alla Marvel è proposta da Wolverine, il Punitore, Ghost Rider e altri. La DC ritorna alle ipotesi più intriganti con Gotham by Gaslight (1989), disegnato da Mike Mignola (Batman contro Jack lo Squartatore nella cornice vittoriana) ed è con questo albo che gli sceneggiatori ritornano ai What if pre-Crisis dove realtà alternative e tempi passati e futuri si scatenano, così nasce la collana di albi fuoriserie Elseworlds dove tutto è possibile. Nonostante tutto però è la Marvel che, eterna rivale DC, inaugura i ’90 con un nuovo record di distribuzione; Spiderman n.1, scritto e disegnato da Todd McFarlane, vende oltre due milioni e settecentomila copie in sei edizioni simultanee. La Dark Horse diventa la terza editrice più popolare dopo Marvel e DC Comics pubblicando le trasposizioni a fumetti di film di successo come Aliens, Terminator e Predator. Il cacciatore alieno di Predator si scontrerà in seguito con Batman (1991), in una miniserie di tre numeri frutto di una breve collaborazione tra case editrici. Riappare il fumetto horror che passa dagli adattamenti di romanzi come Vampire Lestat di Anne Rice o Nightbreed tratto dai lavori dello scrittore inglese Clive Barker. La DC Comics organizza i suoi migliori autori in una linea adulta destinata a diventare Vertigo, dedicata soprattutto alle ambientazioni dell’ orrore, così sceneggiatori e disegnatori inglesi come Alan Moore, Neil Gaiman, Grant Morrison, Dave Gibbons, Brian Bolland e Alan Grant, propongono al pubblico le proprie versioni di Sandman, Swamp Thing, Doom Patrol, Animal Man e altri titoli di successo.

Un po’ di storia sui personaggi che popolano l’universo di Batman parte 10

BATGIRL

Erede involontaria di Betty Kane (tornata ora al suo primo amore: il tennis, di cui è campionessa nazionale), la nuova Batgirl appare nel gennaio del 1967 (Detective Comics n. 359), reintroducendo la seducente presenza femminile nella scenografia virile del Cavaliere Oscuro. Barbara Gordon nella storia iniziale figlia del Commissario alleato del Batman, sviluppa subitola passione per l’indagine poliziesca e la lotta contro il crimine che la porta ad un parallelo addestramento fisico di alto livello. L’incontro con il Detective Mascherato, durante una festa in costume, condizionerà la sua vita futura tanto che il suo travestimento, dedicato proprio all’Uomo Pipistrello, diventerà il suo vero costume da battaglia. Ammessa a pieno titolo nella Batman Family combatterà spesso a fianco del Dinamico Duo, figurando in molte avventure da sola, a discapito del poco seguito che sembrano avere le eroine dei fumetti in USA.

L’era moderna fa di Barbara Gordon la nipote adottata del Commissario James Gordon che, pur lasciando invariata la sua carriera pre-Crisis ha già abbandonato da tempo la carriera di vigilante notturna a causa delle ferite riportate nello scontro con il Cormorano (Cormorant), assassino che catturerà nel suo ultimo caso (Batgirl Special, numero unico del 1988). Il suo lavoro di cacciatrice di criminali continua sotto la nuova identità di Oracolo, procurando informazioni e dati riservati sulle attività criminali a chi combatte la malavita, un’attività che sembra priva di pericoli, fino a quando il folle Joker la ferisce gravemente, provocando una paralisi che la costringe sulla sedia a rotelle, per colpire il padre adottivo. Il nuovo andamento delle trame, sia dei nuovi cartoni animati della Warner (che hanno già reintrodotto il personaggio) che le prime scaramucce del grande cross-over di quest’anno, Zero Hour, fanno presagire senza difficoltà un suo ritorno sulla scena a fumetti anche se questo character, forse troppo datato come impostazione, potrebbe difficilmente misurarsi con le avventure “hard” dell’ultima produzione DC.

Come è stato festeggiato Batman per i suoi 80 anni

Era il 1939, e mentre l’Europa si stava pericolosamente incamminando sulla china che l’avrebbe portata a dare il via alla Seconda Guerra Mondiale, esattamente 3 mesi prima che la Germania di Hitler invadesse la Polonia, negli Stati Uniti veniva pubblicata la prima storia a fumetti di Batman: l’Uomo pipistrello non è il supereroe più vecchio di tutti (Superman ha un anno più di lui), ma è sicuramente uno dei più “anziani”, anche se ad andare in pensione non pensa proprio. Nonostante che quest’anno compia ben 80 anni.

La prima apparizione del Cavaliere oscuro risale al numero 27 della rivista a fumetti “Detective Comics” (Dc, da cui deriva il nome della casa editrice che ancora oggi ne pubblica le avventure): fra le pagine di quel ricercatissimo albo, che oggi vale circa 1,5 milioni di dollari, appariva quello che allora si chiamava “The Bat-Man” e che nel giro di 8 decenni è diventato una vera e propria icona della cultura pop , declinata in libri, graphic novel, magliette, cappellini, film, cartoni animati, tazze, ciabatte, mutande, calamite, portachiavi e così via.

Le origini del mito di Batman
La storia dell’Uomo pipistrello, creato da Bob Kane e Bill Finger, è abbastanza nota: sotto al costume si nasconde Bruce Wayne, scapolo impenitente e miliardario (nel 2012, Forbes ha stimato che la sua fortuna si aggirerebbe intorno ai 12 miliardi di dollari), i cui genitori vennero uccisi da un rapinatore quando lui era solo un bambino. Da lì la promessa di combattere i criminali e rendere la città di Gotham (una versione alternativa di New York) un posto più sicuro. Wayne, che secondo le stime nei fumetti avrebbe circa 30-35 anni, è uno dei pochi supereroi senza superpoteri: “compensa” questa mancanza con un’intelligenza decisamente superiore alla media, un allenamento fisico al limite dello sfinimento e soprattutto un’ampia serie di gadget e armi hi-tech che sviluppa e produce lui stesso, appunto grazie alla sua sterminata ricchezza.

I fumetti da non perdere per conoscere Batman
L’Uomo pipistrello compare in un gran numero di serie, compresa l’originale “Detective Comics” (pubblicata pressoché ininterrottamente dal 1937 a oggi), ma è nelle cosiddette “miniserie”, negli albi singoli o nelle graphic novel che è possibile conoscerlo al meglio e avvicinarsi al personaggio anche senza averne mai letto. Soprattutto partendo dal materiale pubblicato negli anni Ottanta, che porta la firma dello sceneggiatore e disegnatore Frank Miller. Batman veniva da due decenni di storie “scanzonate”, meno dark e in qualche modo meno “preoccupanti” per i genitori dei ragazzini che volevano i suoi fumetti: un escamotage che ne aveva in parte risollevato le vendite, ma lo aveva anche snaturato rispetto alle origini. Questo sino al 1986 e al 1987, quando vennero pubblicate due storie che contribuiranno a ridefinire per sempre il personaggio, facendolo tornare cupo, violento e tormentato, più reale e dunque più apprezzabile (e finalmente apprezzato) dai lettori:
– prima, “Il ritorno del Cavaliere Oscuro”, che immagina cosa accadrebbe se Wayne smettesse di combattere i malviventi;


– poi, “Batman: Anno uno”, che ne rinarra le origini (nel cinema di oggi, sarebbe un “re-boot”).

Fra le altre opere impossibile non citare:
– “The Killing Joke”, scritta da Alan Moore e disegnata da Brian Bolland, che accende i riflettori sul rapporto strano e contorto che Batman ha con il suo più vecchio e pericoloso nemico, il Joker;
– l’incredibile “Arkham Asylum”, scritta da Grant Morrison e illustrata da Dave McKean, dove il “protagonista” è il manicomio di Arkham, in cui vengono rinchiusi i “super cattivi” affrontati e sconfitti da Batman;


– l’originale “Gotham by Gaslight”, realizzata da Brian Augustyn e Mike Mignola, che vede Batman in un universo alternativo, nel 19esimo Secolo, impegnato ad affrontare Jack lo Squartatore;
– l’arco narrativo di “Knightfall”, pubblicato tra il 1993 e il 1995 sulle testate “Batman” e “Detective Comics”, che culmina con il cattivissimo Bane che arriva a spezzare la schiena a Bruce Wayne , costringendolo sulla sedia a rotelle.

Batman sul grande (e piccolo) schermo
La deriva “buonista” dei fumetti degli anni Cinquanta e Sessanta è evidente anche nella prima trasposizione televisiva dell’Uomo pipistrello, che dal 1966 al 1968 è protagonista di una serie che porta il suo nome, trasmessa dal canale americano Abc e in cui a interpretare Batman e Robin c’erano gli attori Adam West e Burt Ward. Il telefilm era chiaramente rivolto ai bambini, con tanto di scritte onomatopeiche che comparivano sullo schermo a ricordare quelle dei fumetti e addirittura consigli per i giovani spettatori sull’importanza di allacciare le cinture di sicurezza, fare i compiti, mangiare verdure, bere latte e così via. Un prodotto molto politically correct ed “educato”, da cui nel 1989 e nel 1992 prese decisamente le distanze il regista Tim Burton per realizzare i bellissimi “Batman” e “Batman, il ritorno”, interpretati da Michael Keaton, con accanto un “super cast” composto, fra gli altri, da Jack Nicholson, Kim Basinger e (nel secondo film) Michelle Pfeiffer e Danny DeVito. Successivamente, dopo la parentesi delle pellicole firmate da Joel Schumacher, fra 2005 e 2012 è arrivata la trilogia di Christopher Nolan e Christian Bale: è stata molto apprezzata dalla critica e dal pubblico, ma per i “puristi” del Cavaliere oscuro, il “Batman” da ricordare è quello di Burton , cupo, camp e deliberatamente kitsch, perfettamente in scia con i fumetti di Miller, usciti pochi anni prima.

Come è stato festeggiato dalla Dc Comics
Nonostante che il giorno esatto del compleanno sia il 30 maggio (è in quel giorno di 80 anni fa che uscì il numero 27 di “Detective Comics”), la Dc ha deciso di “anticipare” i festeggiamenti con la pubblicazione di due volumi speciali:
– il 13 marzo, “Detective Comics: 80 Years Of Batman”, con copertina rigida, storie inedite e alcuni saggi sulla figura del Cavaliere oscuro;
– il 27 marzo, l’attesissimo numero 1000 di “Detective Comics”, un albo di 96 pagine di grande formato con un’avventura inedita di Batman scritta da Peter J. Tomasi e disegnata da Doug Mahnke.

Il post della Dc Comics su Facebook per celebrare Batman

Anche la RW Lion, la Warner e altri autori hanno aderito ai festeggiamenti

Romics 4-7 Aprile 2019 : Warner Bros. Entertainment Italia, DC Comics ed RW Lion, nel padiglione Movie Village della manifestazione hanno allestito tavole realizzate da artisti internazionali e italiani (in collaborazione con C’art Gallery), statue ufficiali, omaggi d’autore e installazioni.

Milano Design Week 2019 dal 20 al 26 Aprile 2019 ha presentato una Mini versione Clubman total black dedicata al Cavaliere Oscuro. Siete curiosi di vederla? Cliccate qui.

Napoli Comicon 25-28 Aprile 2019: Presso lo stand RW Lion è stato messo a disposizione il servizio filatelico temporaneo per l’annullo del francobollo con il timbro speciale realizzato esclusivamente per gli 80 anni di Batman.

A maggio 2019 il settimanale Film Tv ha celebrato gli 80 anni di Batman con una fantastica copertina del maestro Carmine Di Giandomenico.

La rivista Linus, con l’edizione del mese di Maggio 2019 omaggia una storica copertina di Bob Kane con la reinterpretazione della stessa da parte del disegnatore Sergio Ponchione (da noi intervistato per l’occasione).

Etna Comics dal 6 al 9 Giugno 2019, per festeggiare gli 80 anni di Batman, ha invitato il disegnatore Neal Adams.

La DC Comics in collaborazione con Warner Bros., dal 28 giugno al 10 settembre 2019, presso il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano (in via San Vittore 21) ha organizzato la mostra “Batman: 80 Years of Technology“. La stessa è stata aperta di nuovo al pubblico nel mese di Ottobre 2019.

Giffoni Film Festival a Salerno, il 26 luglio in collaborazione con Warner Bros. e DC Comics celebra il cavaliere oscuro con una masterclass dal titolo #Batman80 – Il Mito del Cavaliere Oscuro e la trasmissione in anteprima nazionale Batman: Hush.

RW-Lion sta pubblicando 9 albi in edizione speciale, a partire dal numero 55 del quindicinale Batman e negli otto numeri dispari successivi, al cui interno potrete trovare altrettanti poster che celebrano il Cavaliere Oscuro e il suo mondo. Il retro di ogni poster, inoltre, andrà a comporre l’immagine celebrativa ufficiale scelta per festeggiare gli 80 anni di Batman. Questi albi avranno anche uno speciale inserto di 24 pagine, che rievocherà le storie più belle e significative mai scritte sul personaggio, in un’apologia unica a lui dedicata.

Sabato 21 Settembre 2019, in occasione della contemporanea accensione del Batsegnale in 12 città del mondo, la Warner Bros. Ent. Italia e RWLion hanno creato un piccolo party per l’occasione presso l’hotel NH di Piazza Cinquecento a Roma. Qui potete trovare il nostro articolo dedicato.

Domenica 22 Settembre 2019, presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, i visitatori hanno potuto intraprendere un affascinante ed emozionante viaggio nella storia dell’uomo pipistrello.

In occasione del Batman Day, Batman Crime Solver, vi ha regalato:

la traduzione ( redatta da Marco Piva) di 5 (cinque) fumetti che fanno da prequel al film Batman v Superman, scritti da Christos N. Gage e disegnati da Joe Bennett, e che sono dedicati a figure chiave del film come Superman, Batman, Lois Lane, la senatrice Finch e Lex Luthor. Qui potete trovare i fumetti da leggere;

un fumetto home made dal titolo L’eco di un’anima con i disegni di Max Moda. Qui potete scaricare il fumetto;

una cartolina speciale disegnata da Paolo Spadot. La potete trovare qui;

una serie di clip video in cui autori del fumetto, blogger e altri fanno gli auguri a Batman. Qui trovate la raccolta.

20 fatti su Batman che forse non conoscete

Nora Fries riprende vita su Detective Comics # 1015

Fai attenzione a cosa desideri…

Per anni, Victor Fries ha tentato di riportare in vita la sua amata Nora dopo averla messa in un crudele sonno criogenico nel disperato tentativo di salvarle la vita. Alla fine, ha trovato un modo, e per la prima volta da quando è diventato Mr. Freeze, la moglie di Victor cammina di nuovo … ma a quale costo? La nuova vita donata a Nora richiedeva a Victor di rapire diverse donne innocenti e di accettare l’aiuto di Lex Luthor, qualcuno le cui motivazioni non sono quasi altruistiche. I rapimenti hanno portato Batman sulle tracce di Mr. Freeze e il siero di rigenerazione di Luthor potrebbe aver fatto di più a Nora che riportarla indietro. L’ossessione di Victor stava facendo tutto il necessario per salvare la precedente gentile Nora. Ora è tornata, ma si può davvero dire che è stata salvata?

In questo esclusivo primo sguardo a Detective Comics n. 1015, Victor scopre che sua moglie prova un po ‘troppa gioia nella distruzione che considera rigorosamente un male necessario. È una grande sorpresa per il gelido cattivo di Gotham, e ce n’è uno ancora più agghiacciante a venire – ora che Nora ha le sue stesse capacità, potrebbe esserci da fare veramente ben poco che possa fare per reprimerla.

Lunga vita a Batman, a Napoli il compleanno dell’uomo-pipistrello si festeggia in Biblioteca

Alle Celebrazioni in tutto il mondo per 80esimo anniversario di Batman, non poteva mancare Napoli che apre al cavaliere oscuro i saloni monumentali della Biblioteca Nazionale, in un connubio apparentemente insolito fra la biblioteca ed il più amato dei super eroi per un percorso nell’arte del fumetto , elemento distintivo dell’editoria del novecento.

Detective Comics n. 27 (05/1939)

Detective Comics #27 (05/1939)

I visitatori potranno intraprendere un affascinante ed emozionante viaggio nella storia dell’uomo pipistrello dalla prima apparizione sul numero 27 di Detective Comics del maggio 1939, edito dalla newyorkese DC Comics e creato da Bob Kane con Bill Finger, alle recenti nozze, mai celebrate, con l’amata Catwoman fino al suo atavico nemico, il Joker, che proprio in questi giorni ha ricevuto il leone d’oro al festival del cinema di Venezia; una carrellata di immagini ricostruita attraverso le pubblicazioni della RW edizioni , che in Italia stampa in esclusiva i fumetti della DC comics , e la riproduzione delle tavole originali dei fumetti più importanti come Il ritorno del Cavaliere Oscuro, Anno uno, The Killing Joke e Il lungo Halloween. Di sala in sala come in una “long strip” fans grandi e piccini potranno leggere su grandi tavole gli episodi fondamentali e una short story An Innocent Guy scritta ed illustrata da Brian Bolland tratta dal capolavoro The killing Joke.

2.Batman - The Killing Joke
Alla grande festa per Batman non poteva mancare la Scuola Italiana di Comix
di Napoli: personaggi dei fumetti , disegnatori , fans di Batman si ritroveranno dalle ore 10 alle 14 nella grande sala di lettura della Biblioteca dove sono previsti happening, proiezioni e performance no stop, laboratori per i bambini e ragazzi. Allo speciale evento prenderanno parte il noto disegnatore Marco Castiello con un intervento live dedicato al super eroe ed i cosplayers dell’associazione Altanur tratti dall’universo narrativo di Batman, che accoglieranno gli ospiti grandi e piccini.
A far da cornice ai festeggiamenti una mostra di testi rari, manoscritti ed autografi sulla storia delle illustrazioni che hanno dato origine al filone del fumetto.
“Da strumento di facile intrattenimento – dichiara il direttore della BNN Francesco Mercurio – il fumetto si è ben presto trasformato in un mezzo di comunicazione al contempo popolare e sofisticato, in fenomeno culturale di massa che ha creato miti e personaggi radicati nell’immaginario collettivo, come nel caso di Batman. Tra i compiti di una Biblioteca come la Nazionale di Napoli c’è quello di accogliere e valorizzare, nelle sue raccolte, le diverse forme di espressione e i diversi linguaggi, testuali e visivi, della contemporaneità.

batman-80th

Batman 80th

L’ottantesimo anniversario di Batman, si svolge a Napoli con il patrocinio della stessa DC comics, nell’ambito della partnership della Biblioteca con la RW edizioni , che si tradurrà nella donazione di alcune significative raccolte ed a partire da ottobre 2019 di ogni nuova pubblicazione periodica della editrice di Batman , i libri incrementeranno il fondo di fumetti della sezione Lucchesi Palli, dando vita ad una collezione ad hoc dedicata al super eroe, con il preciso intento, caro all’editore e vicino alla mission dell’istituzione di trasmettere alle nuove generazioni la cultura del fumetto .
L’iniziativa rientra nell’apertura straordinaria di domenica 22 settembre della biblioteca nazionale di Napoli prevista per le Giornate del patrimonio 2019, e dedicate alla arte.

Batmobile, l’eroica supercar: la sua storia

Comparve nel 1939 su Detective Comics 27, già nella primissima storia dell’Uomo Pipistrello. È stata protagonista al cinema e in tv, diventando negli anni un “personaggio cult” dell’immaginario culturale

Buon compleanno, Batmobile. Per certi versi, un’auto storica anch’essa. La vettura di Batman nasce infatti insieme all’Uomo Pipistrello, quando la DC Comics, nel maggio 1939, dà alle stampe Detective Comics n. 27, il primo albo in cui compare Batman.

La sua storia la conosciamo tutti. Quella del piccolo Bruce Wayne, che dopo aver assistito alla morte dei genitori, diventa erede dell’impero finanziario di suo padre e grazie alle sue risorse economiche riesce a vestirsi da pipistrello e combattere il crimine con una serie di gadget particolari.

Tra di essi, quello rimasto nell’immaginario collettivo dei fan di fumetti e film è senza dubbio la cosiddetta Batmobile, il mezzo che Batman usa per spostarsi in mezzo alle strade di Gotham City. La macchina appare sin da subito: è una berlina, ma camuffata in maniera alquanto scenografica.

LA ROSSA E LA BATMOBILE DEL ‘66

La primissima macchina dell’Uomo Pipistrello in realtà tutto sembra tranne che un veicolo sofisticato. Il disegnatore Bill Finger infatti mostra una normale berlina, sebbene dal profilo più allungato del normale, con i canoni tipici delle auto americane di fine anni Trenta. E il colore è un semplice rosso acceso.

Le cose cambiano definitivamente nel 1966, quando la serie tv “Batman” raggiunge un successo senza precedenti. Il Pipistrello, interpretato da Adam West, e il suo fidato compagno Robin, che porta il volto dell’attore Burt Ward, colpiscono nel segno grazie a una sceneggiatura irriverente, un po’ kitsch e a tratti comica. La base è un esemplare di Lincoln Futura, concept car poi mai effettivamente messa in vendita dalla casa madre Ford, dipinta di nero e rosso e con fattezze che rimandano a quelle delle ali di pipistrello.

La Batmobile del ’66, dato il modello su cui era stata costruita, ebbe all’inizio alcuni problemi con trasmissione e scarico, mentre il motore era quello della Ford Galaxie, tipica full-size USA degli anni Sessanta. In dotazione, ovviamente realizzati per l’occasione, una serie infinita di gadget a disposizione di Batman e Robin, alcuni veramente pacchiani, come il lanciarazzo, il bat-telefono, il bat-fotoscopio o il bat-ariete per abbattere porte rinforzate.

I FILM DI TIM BURTON: OSCURA E LETALE

La macchina assume le giuste modifiche nel 1989, quando Tim Burton dirige il primo dei suoi due film dedicati a Batman, dal titolo omonimo. La Batmobile diventa totalmente nera, un rimando alle caratteristiche gotiche della pellicola. Venne inserito un motore jet Impala da 365 CV, che alla partenza faceva scattare le fiamme dagli scarichi. Lunga più di 6 metri e larga più di 2, grazie al postbruciatore raggiungeva la velocità massima di 530 km/h, con lo 0-100 performato in appena 3,7 secondi.

Gadget, come sempre, tanti, molto meno rispetto alla versione del ’66, ma più realistici. Pannelli in ceramica, scudi protettivi attivabili tramite riconoscimento vocale e armi. Nel sequel “Batman – Il ritorno” del 1992 la macchina assume altre caratteristiche, come quella di poter trasformarsi in una sorta di missile per passare attraverso dei corridoi stretti, il tutto grazie al distacco di alcuni pezzi del telaio e il ritiro all’interno degli pneumatici.

LE MODIFICHE DI JOEL SCHUMACHER

Nuovi elementi apparvero nei successivi due film, diretti dal regista Joel Schumacher. I più evidenti all’esterno, con luci inserite sui cerchioni, sul frontale e sulle fiancate. La Batmobile di “Batman Forever”, pilotata da Val Kilmer, vantava un motore Chevrolet 350 ZZ3, propulsore da corsa da 345 CV e 530 km/h di velocità in modalità turbo. Per alleggerirla e aumentare il passo, molti componenti vennero costruiti in fibra di carbonio.

La Batmobile che si ritrovò a guidare invece George Clooney due anni dopo per “Batman e Robin” aveva lo stesso motore, ma venne allungata fino addirittura a 10 metri. La velocità di base era 370 km/h, che si spingevano fino ai 563 con l’ausilio del postcombustore.

LA BATMOBILE DI BALE E NOLAN

La trilogia di Christopher Nolan, con il premio Oscar Christian Bale a vestire i panni del giustiziere, segna una svolta inedita. Per la prima volta, la Batmobile diventa a tutti gli effetti un mezzo realistico: un tank, per la precisione, con caratteristiche e tecnologia militare.

La “Tumbler”, come viene chiamata in “Batman Begins”, ricorda molto nell’aspetto il Nighthawk, un jet da guerra statunitense, ma è stato ispirato dagli spinner presenti nel cult di fantascienza “Blade Runner”. In pratica, un mezzo militare come gli Hummer, ma elegante e sportivo come una Lamborghini: i due marchi a cui molti fan hanno paragonato il veicolo.

“BATMAN V SUPERMAN: DAWN OF JUSTICE”

L’ultima Batmobile a comparire al cinema è quella del 2016 in “Batman v Superman”, pellicola appartenente al nuovo franchise cinematografico della DC. Anch’essa corazzata e con modalità stealth, lunga 6 metri e larga più di 3, rispetto alle precedenti si presenta con un assetto leggermente abbassato, che la rende più slanciata.

Pesante poco più di 3 tonnellate, ha all’attivo sistemi di protezione derivati dall’uso militare, così come i tipici armamenti da fuoco. Solamente l’ultima, grande, Batmobile. E pensare che ha compiuto già 80 anni.

Fonte: [Auto.it]

Un pò di storia sui personaggi che popolano l’universo di Batman parte 7

COMMISSARIO GORDON

Apparso a colloquio con Bruce nelle prime pagine del n.27 di Detective Comics, il Commissario James W. Gordon è senza dubbio il primo vero amico del Giustiziere di Gotham. Dalla lotta contro “The Mob”, l’industria del crimine degli anni ’40, fino ai successivi pazzi che infestano la città, i due saranno alleati e potranno contare l’uno sull’altro senza alcun timore. Gordon, di età indefinibile, combatterà la malavita ad oltranza anche se l’insostenibile stress giornaliero lo indebolirà tanto da causargli un primo infarto (Batman n.364, ottobre 1983), seguito da un secondo, nei primi anni ’90, causato dai danni del fumo e al quale fu collegata una vera campagna di prevenzione dell’American Heart Association. Il nuovo corso di Miller, ne costruisce un passato poco limpido che lo porta, dai corpi di polizia di Chicago, a Gotham City dove entra in azione come detective della squadra omicidi. La sfida ad una amministrazione corrotta costa subito cara al futuro Capitano che logora con un lavoro ingrato la sua tranquillità familiare. Colpo di grazia al rapporto con la moglie Barbara è la love story con il Sergente Sarah Essen che preferisce trasferirsi quando scopre che la moglie di Gordon attende un bambino. Abbandonato da Barbara e dal figlio a seguito degli eventi narrati in “Night Cries” (vedi capitoli successivi), diventa il tutore della nipote Barbara, orfana tredicenne, che è l’unica a rimanere con lui.

Promosso Commissario, è aiutato da validi collaboratori come Renee Montoya, bella donna poliziotto che non stravede per i metodi di lotta del Cavaliere Oscuro, e Harvey Bullock, detective spreciso e villano, che fa uso industriale di dounuts (specie di ciambelloni dolci). Il ritorno di Sarah Essen, collegato a quello del poliziotto corrotto Flass (conosciuto in Year One), costringerà James Gordon ad una corsa contro il tempo per salvare il figlio rapito in “Vows” (Promesse, Legend of the Dark Knight Annual n.2, 1992, di Dennis O’Neil e Michael Netzer), avventura inserita nella storia a ritroso del Pipistrello. Il matrimonio tra Gordon e Sarah concluderà degnamente la vicenda. Il rapporto fra il Commissario e Batman si è fatto negli anni, se possibile, ancora più saldo e il Bat-segnale, il grande faro che proietta l’ombra del pipistrello nel cielo per avvertire il nero detective, ha illuminato spesso la notte di Gotham; unico neo, l’attitudine dell’eroe a dileguarsi prima che l’amico abbia finito di parlare, cosa che ha sempre irritato il Commissario. E’ grazie a questo particolare che intuirà come dietro la maschera del secondo Batman, non ci sia più la persona che apprezza e ammira da tempo, fattore che lo porterà ad infrangere, con quello che sembra un gesto definitivo, il grande Bat-segnale, durante gli eventi che concludono “The Crusade” in Knightquest (Shadow of the Ba n.28 del giugno 1994).

Un pò di storia sui personaggi che popolano l’universo di Batman parte 6

ALFRED PENNYWORTH

Nel n. 16 di Batman Comic (aprile/maggio 1943), un grasso personaggio fa la prima entrata in Wayne Manor. L’uomo appassionato detective dilettante, è Alfred Pennyworth, maggiordomo purosangue, discendente di una famiglia inglese e futura spalla comica del Dinamico Duo del quale scopre presto la doppia vita. Da allora, è lui il vero signore della grande casa solitaria a pochi chilometri da Gotham, ormai più confidente che servitore, pronto ad indossare, se necessario, anche gli stessi panni del Batman. Lo straordinario successo dei telefilm degli anni ’60 ci regalano un nuovo Alfred, modellato sul magro e sardonico attore Alan Napier e, con questo aspetto arriva fino alla Crisis. Tra le vicissitudini del passato anche la sua morte, totalmente inaspettata, avvenuta nel tentativo di salvare i suoi amici, che lo porterà, grazie all’uso di una macchina sperimentale, a diventare The Outsider (L’Estraneo, Detective Comics n.356), e a cercare di uccidere Batman.

Tra le curiosità, Bruce Wayne onora il suo ultimo tributo all’amico con la Alfred Fondation, organizzazione benefica che contribuisce al miglioramento delle condizioni dell’umanità, che cambia il proprio nome in Wayne Fondation (in onore del padre Thomas Wayne), quando il fido maggiordomo torna in vita. L’Estraneo possiede il controllo telecinetico sugli oggetti, il potere di trasmutare la materia e quello telepatico. Il Cavaliere Oscuro, dopo averlo riportato alla normalità, ha cancellato ogni ricordo dell’esperienza, evitando ad Alfred un vero e proprio shock. Le trame del 1984, svelano in seguito l’esistenza di una figlia, Julia, che Pennyworth difenderà, con ]’appoggio di Batman, contro uno dei nemici del detective, Deathshot (Detective Comics n.536), infallibile killer a pagamento.

La nuova genesi del personaggio, legata sempre a Year One, lo ripropone in veste seriosa, ex-attore e ex-soldato (dall’esercito ha ricevuto un ottimo addestramento medico che gli servirà per curare le numerose ferite di Bruce), maggiordomo solo per ottemperare alle ultime volontà paterne; sta per lasciare Casa Wayne quando la tragedia improvvisa di Crime Alley lo costringe a restare. Alfred aiuterà la Dottoressa Leslie Thompkins a prendersi cura del piccolo Bruce. Subito al corrente della doppia identità del Batman, diventa un alleato importante, responsabile dei servizi di comunicazione e degli equipaggiamenti riposti nella Batcaverna. Bruce deve a lui la capacità di muoversi come un attore, recitando la parte di playboy, e l’abilità di camuffarsi che, come Batman, usa per infiltrarsi negli ambienti della malavita. Nelle avventure di questi ultimi anni, Alfred ha sviluppato un tagliente senso dell’umorismo che usa, tra avvertimento e consiglio, quando Bruce Wayne perde di vista i suoi scopi principali ed ha bisogno, cosa che non ammetterebbe mai, di aiuto esterno.