Batman v Superman: Dawn of Justice – Pressbook pt. 5/7

Parte 5 del pressbook per la presentazione del film Batman v Superman: Dawn of Justice.

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Essere in forma per interpretare un Supereroe è importante, ma forse è ancora più decisivo il costume per recitare la parte. Il costumista Michael Wilkinson, autore del costume di Superman in “Man of Steel”, è stato felice di poterlo rivisitare e di avere l’opportunità di lavorare anche per i costumi di Batman e Wonder Woman.

Senza dover necessariamente tornare al tavolo da disegno, Wilkinson dice, “Abbiamo voluto sviluppare il costume di Superman. A Zack è piaciuta l’idea di renderlo ancora più aerodinamico, quindi abbiamo provato ad usare nuove tecnologie e cambiato il dettaglio laterale. Ha avuto la brillante idea di incorporare alcuni simboli di Krypton nel costume, quindi sui bicipiti, la S sul petto e sui polsini troviamo alcuni simboli di testo accennati stile trama di cotta di maglia. Questa è una citazione di Joseph Campbell significativa per Zack”.

La citazione di Campbell che Wilkinson ha integrato nel costume, la dice lunga sui temi del film nei confronti del personaggio: “E se pensavamo di trovare un abominio, troveremo un Dio; se pensavamo di ucciderne un altro, uccidevamo noi stessi; se pensavamo di viaggiare verso l’esterno, arriveremo al centro della nostra stessa esistenza; se pensavamo di essere soli, saremo insieme a tutto il mondo”

“Naturalmente, per decifrare questo sul costume dovreste essere in grado di saper leggere il Kryptoniano”, sorride Wilkinson.

Anche il mantello di Superman si è evoluto. “Con il mantello di Superman volevamo dare un senso di perfezione impossibile”, dice il costumista. “Abbiamo trovato un nuovo tessuto grandioso di una lucentezza metallica ultraterrena che si mescola a meraviglia con il blu del costume. Il tessuto è stato tagliato con una lama rovente e saldato per evitare le righe delle cuciture. Il mantello di   Superman è un estensione delle sue line estremamente eleganti, ed è una reminiscenza della cultura dei mantelli di Krypton”.

Dall’altro lato, il Batsuit è stato ispirato da un costume realistico illustrato Frank Miller in The Dark Knight Returns. In quel fumetto, il costume di Batman è meno tecnologico e più analogico, interpretato da Wilkinson come “un prototipo di Bruce Wayne realizzato nel suo laboratorio. Ha l’aspetto incompiuto, rozzo e brutale”.  Il disegno è stato utile per enfatizzare le differenze tra i due Supereroi: mentre Superman ha un profilo aerodinamico e una perfezione quasi Greca, Batman è più corpulento e  un profilo grezzo.

Se il Batsuit a prima vista può apparire low-tech, il disegnatore dichiara, “Le tecnologie usate per arrivare ad ottenere quel look sono in realtà all’avanguardia. Abbiamo iniziato facendo uno scanning di Ben per poter creare un manichino delle sue fattezze. Poi abbiamo scolpito uno strato della sua anatomia e ricoperto con uno strato di tessuto creato digitalmente. Per il cappuccio, abbiamo iniziato creando un calco in gesso poi passato al computer usando un incredibile scanner manuale. Una volta acquisiti i dati nel computer, vi abbiamo applicato una bellissima struttura in cuoio. Dopo, è iniziata la vera opera di ingegneria.

“Abbiamo svuotato le cavità del cappuccio così da farlo diventare più flessibile, per farlo muovere secondo l’anatomia dell’attore”, continua. “Si vedono benissimo i muscoli del collo ed è diventato un tutt’uno con Ben. Questo è stato un grande risultato nell’ingegneria dei costume, un cappuccio così comodo e con una completa gamma di movimenti. Ci sono voluti dai sei agli otto mesi per realizzare l’intero Batsuit prima di poterlo mandare davanti alla macchina da presa”.

Inoltre, in contrasto con l’eccellente qualità del costume di Superman, c’è il look da post battaglia del costume e del mantello di Batman. Pieno di graffi, buchi di pallottole e sporcizia incrostata nel tessuto risultato di anni di battaglie sulle strade di Gotham. E se il mantello di Superman fa parte della sua cultura Kryptoniana, quello di Batman è parte del suo travestimento, nascondendo l’uomo e aggiungendo un lato sinistro ed oscuro al già minaccioso fisico.

“Zack voleva che il nostro Batman fosse incredibilmente intimidatorio dal punto di vista fisico, un combattente esperto, un lottatore”, dice Wilkinson. “La sua potenza non deriva dalla sua armatura ma dalla forza bruta dell’uomo dentro di essa, perciò si può vedere la definizione dei muscoli dalla testa ai piedi, anche attraverso gli stivali ed i guanti. Si ha l’impressione di una forza enorme”.

La storia ha richiesto anche un secondo Batsuit, con funzioni completamente diverse. In aggiunta al Batsuit che Batman indossa per la maggior parte del film, è stata realizzata una “tuta meccanica corazzata”. In questo costume, Bruce Wayne e Alfred hanno profuso tutte le loro conoscenze della meccanica, sperando di averlo reso impenetrabile per dare a Batman una possibilità in più di combattere contro Superman.

Così come il costume di Henry Cavill lo ha aiutato ad immedesimarsi in Superman, Ben Affleck è convinto che il Batsuit abbia fatto lo stesso con lui per Batman. “Dopo aver letto la sceneggiatura”, ammette Affleck, “Mi sono chiesto, ‘Come faccio a fare questo? Come si fa ad interpretare Batman?’ Poi ho indossato il costume, mi sono guardato allo specchio ed ho pensato, ‘Ecco come si fa’.  In realtà, non stai interpretando Batman, ma Bruce Wayne, è li che il personaggio diventa complicato. Batman è stoico ed oscuro e se il costume è ben fatto e con le luci giuste, diventa un’icona, quasi un quadro di questo personaggio vendicatore. Strafare con Batman è sempre sbagliato. Il costume da solo fa già gran parte del lavoro”.

Forse la difficoltà maggiore per il reparto costumi è stata quella di progettare il nuovo costume di Wonder Woman. Erano già stati fatti dei tentativi altrove per aggiornare il disegno dell’icona anni ‘70, ma il regista Snyder non voleva semplicemente una rivisitazione. Voleva cominciare tutto da capo.

“La prima cosa di cui io e Zack abbiamo parlato è stato che volevamo che apparisse come se avesse indossato quel costume da sempre”, ricorda Wilkinson. “Indossa una placca sul petto stile gladiatore, una gonna pantalone e protezioni sulle gambe, tutto usurato da mille battaglie. Il cuoio è aggrinzito e sembra vecchio. Tutte le sue armi sono logore e danno un fantastico senso dell’età che hanno”.

Snyder voleva che il costume di Wonder Woman fosse realizzato in metallo, sembrava un’idea geniale fino a quando Wilkinson ha iniziato a pensare a quale sarebbero potute essere le difficoltà durante le scene di lotta ed altri effetti speciali. “Il metallo è rigido”, spiega Wilkinson, “ma le coreografie e i requisiti delle scene d’azione richiedevano una grande libertà di movimento. Pertanto abbiamo sviluppato un materiale che sembra metallo, ma che una volta pitturato risultava anticato alla perfezione, ed era comunque flessibile quanto basta. Ho progettato una placca pettorale sezionata con giunture ad espansione, che consentono a Gal di respirare e piegarsi e fare tutte le mosse incredibili pur sembrando di indossare una solida armatura di metallo. Volevamo che fosse potente ed intimidatoria in equilibrio con la sua grazia regale”.

Come Wilkinson ha imparato ormai, le difficoltà fanno parte del processo di creazione di costume complessi. “Ogni volta che lavoriamo a questi costumi di Supereroi, facciamo enormi ricerche e sviluppo in fase di pre-produzione”, dice Wilkinson. “Ci soffermiamo sui tessuti e pensiamo a come potranno essere i costumi durante le riprese. In genere ci sono sempre molte scene d’azione e spesso gli attori vengono appesi a cavi o eseguono delle coreografie elaborate, quindi i costumi devono essere anche resistenti.  Bisogna anche pensare a fare stare comodi gli attori, che vuol dire aggiungere elementi freschi sotto i costumi quando fa molto caldo o aggiungere strati per mantenerli caldi quando fa freddo. E poi i costumi devono durare per tutto il tempo necessario alle riprese. Bisogna capire quanti capi servono e in quale diverse varianti, magari con il mantello corto, oppure senza mantello, cappucci flessibili, stivali pesanti…è un vero e proprio rompicapo. Ma è stato veramente appagante, perché questo mi consente di andare in luoghi dove quei costumi non si sono ancora mai visti, oppure di esplorare nuove tecnologie che ci aiutano a rendere questi costumi non solo belli da vedere ma anche molto funzionali”

Naturalmente, tutti e tre i personaggi in costume appaiono anche come i loro alter ego, Clark Kent, Bruce Wayne e Diana Prince, e Wilkinson ed il suo team hanno dovuto provvedere anche al loro guardaroba. “Per tutti i vestiti in borghese di Clark, abbiamo deciso per uno stile uomo Midwestern del Kansas, perciò abbiamo usato strutture morbide e calde—lana, velluto a coste—e colori marroni terra e tartan”.

Visto il fisico di Cavill, tutto è stato rifatto da zero. “Henry ha forme straordinarie, non si può comprare il suo abbigliamento al negozio”, nota Wilkinson, “ed eravamo consapevoli di dover usare tessuti e disegni che sminuissero la sua taglia e che lo aiutassero—in realtà aiutare Clark—a nascondersi nei suoi vestiti”.

Bruce Wayne, invece, ha richiesto uno stile totalmente opposto. “La cosa che mi ha aiutato a scoprire chi fosse in realtà e come dovesse vestire Bruce, è stata una conversazione che avevo avuto in precedenza con Ben”, dichiara Wilkinson. “Aveva la sensazione che il suo personaggio dovesse essere molto austero, il tipo di persona che, quando apri il suo armadio, ha otto camicie bianche perfettamente stirate e 12 incredibili completi blu e neri. Infatti, forse quella è la sua uniforme, quello è il suo alter ego, far finta di essere un facoltoso playboy che esce solo con supermodelle e guida macchine da sogno, mentre in realtà è molto più simile al personaggio di Batman”.

Quando il costumista ha avuto bene in mente tutti questi dettagli, ha evitato la volontà di essere appariscente optando per uno stile raffinato e minimalista per Bruce Wayne. “Ho disegnato tutti i suoi vestiti e ho scelto dei tessuti favolosi. I vestiti su misura di Bruce sono stati realizzati dai fantastici sarti di Gucci a Milano, e gli stanno a pennello”.

Bruce Wayne, comunque, non è l’unico uomo d’affari milionario nella storia. In contrasto con quel personaggio in quasi tutto, Lex Luthor è un modello dei giorni nostri, imprenditore poco più che ventenne che cura un vasto impero ma con poca affinità per come suo padre potrebbe aver gestito le cose al suo tempo.

“Subito dopo che Jesse Eisenberg fu scritturato per interpretare Lex, ho avuto subito le idee chiare sul suo personaggio”, ricorda Wilkinson. “C’era stato un grande senso di libertà perché il casting avvenne in maniera inusuale, in qualche modo contrario all’immagine del tycoon di Wall Street, con il completo a tre pezzi e cravatta sgargiante che uno si aspetta di solito. Il nostro Lex è un giovane uomo d’affari del 21° secolo; mi piaceva l’idea che avesse una fisicità completamente diversa da quella muscolosa dei Supereroi. Naturalmente il suo potere risiede nell’intelletto, non nel fisico.  Anche se è sfacciatamente ricco, e quindi potrebbe comprarsi tutti i migliori vestiti del mondo, combina giocosamente pezzi costosissimi con t-shirt stampate, completi casual chiari e scarpe da ginnastica. Non lo si può certo biasimare per il suo stile—a lui piace così”.

Wilkinson si è divertito pensando al prospetto di vestire due personaggi che potevano fare acquisti nelle stesse boutique, ma che hanno un approccio così diverso riguardo i loro guardaroba.  “Abbiamo immaginato Lex come un mix tra Mick Jagger e un imprenditore della Silicon Valley, lo stesso tipo di  atmosfera. Penso che il risultato si sia rivelato come una sorpresa ed una provocazione per il personaggio”.

Del disegno dei vestiti civili di Diana Prince, Wilkinson dice di essere stato attento a resistere alla tentazione di usare “troppa alta moda. Volevamo creare vestiti per Gal che fossero originali e molto appariscenti, ma anche giusti per la sua persona e per la realtà del film”.

Il designer ha fatto ricerche nel campo dell’eleganza e sofisticatezza della moda europea, dando risalto alla bellezza dell’attrice per mezzo di colori minimal . “Indossa molti capi a tinta unita  e gioielleria che simboleggia la sua intelligenza e, in qualche modo, che si tratta di una persona con la quale non bisogna bisticciare. Pensavamo fosse importante che i suoi vestiti suscitassero sensazioni di forza piuttosto che essere di ornamento”.

Naturalmente, sappiamo tutti che Wonder Woman è famosa anche per i suoi accessori, ma né lei né Batman sarebbero veramente pronti per la battaglia senza i loro propri arsenali individuali.

Gli uomini cadono dal cielo e gli dei scagliano fulmini…

Ecco come inizia.

—Alfred

Sperando di farvi cosa gradita vi riproponiamo i cinque fumetti dal titolo Batman v Superman: Dawn of Justice – Cross Fire, pubblicati solo in America dalla bevanda Dr Pepper (tradotti per noi dall’attore Marco Piva e lettering realizzato da Michael Formica) che fanno da prequel al film di Snyder. – CAPITOLO 5

Batman v Superman Dawn of Justice -Cap. 5

Fonte: [Ufficio Stampa Warner Bros.Entertainment Italia]

Batman secondo Frank Miller e Christopher Nolan: due trilogie a confronto – Intervista con Francesca Perozziello

SPECIALE INTERVISTA CON FRANCESCA PEROZZIELLO SCRITTRICE DEL LIBRO “MILLER VS NOLAN – LE DUE TRILOGIE DEL CAVALIERE OSCURO A CONFRONTO” EDITO DA ALTER EGO.

Francesca Perozziello è nata a Milano nel 1988. Laureata in Scienze umanistiche per la comunicazione e Storia e forme delle arti visive, dello spettacolo e dei nuovi media, svolge la professione di traduttrice e docente universitaria di Mediazione scritta passiva dall’inglese all’italiano presso Scuola Superiore per Mediatori Linguistici di Pisa. Francesca è da sempre appassionata e studiosa del linguaggio dei fumetti, del cinema e del teatro ed ha pubblicato numerosi articoli su riviste e siti specializzati.

Presso l’Università di Pisa, nell’anno accademico 2012-2013, riceve la massima votazione con lode, per la sua tesi dal titolo: Batman secondo Frank Miller e Christopher Nolan: due trilogie a confronto e decide di pubblicarne un libro che vede la luce grazie all’editore Alter Ego a Febbraio 2021.

Scrivere sulle due visioni di Batman: quella di Christopher Nolan, uno dei più importanti registi del cinema contemporaneo e confrontarla con la leggenda del fumetto Frank Miller (qui a Lucca Comics 2016) è un’operazione delicata quanto ardua, ma Francesca Perozziello riesce ad armonizzare le due visioni, dell’uomo pipistrello dal punto di vista transmediale. Il suo saggio si sposta attraverso i due diversi tipi di media, e con le sue riflessioni contribuisce a perfezionare ed integrare le notizie e le tante supposizioni dei lettori e degli appassionati di Batman contribuendo ad ampio spettro allo sviluppo e all’evoluzione della storia dell’Uomo-Pipistrello. Leggendo il suo studio, si ha la percezione di migliorare la comprensione di Batman all’interno dei due diversi “contenitori” di narrazione. In questo modo Francesca ricostruisce e assegna un significato complessivo alle due trilogie così diverse, quanto simili, integrandole in modo graduale e piacevole in una unica opera.

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Batman incontra gli studenti di tutta Italia grazie a PoliCultura

Il concorso per le scuole ideato dal laboratorio HOC del Politecnico di Milano si arricchisce del supporto di Warner Bros. Entertainment Italia

Milano, 26 gennaio 2021 – Una grande novità per l’edizione 2021 di PoliCultura. Quest’anno il concorso di digital storytelling per la scuola, nato nel 2006 e realizzato dal laboratorio HOC del Politecnico di Milano, riceverà il sostegno di Warner Bros. Entertainment Italia. Un impegno, quello della celebre casa di produzione e distribuzione cinematografica ancora più prezioso, considerato il momento non certo semplice per bambini e ragazzi di tutta Italia.

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Sky Cinema Batman

Da oggi si accende SKY CINEMA BATMAN: per la prima volta su Sky Cinema un canale interamente dedicato all’amatissimo supereroe DC. Da sabato 16 a domenica 24 gennaio 2021 sul canale 303 si accende:

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Batman: Urban Legends – Guardiani e nemici di Gotham City al centro della scena

La nuova serie di antologie mensili di 64 pagine mette in luce nuove voci creative e legami con alcuni dei più grandi eventi a Gotham City.

Copertina regular di Hicham Habchi per il primo numero di Batman: Urban Legends

Batman è l’eroe più famoso di Gotham City, ma ci sono molti altri eroi e cattivi che potranno brillare in Batman: Urban Legends, la nuovissima serie antologica mensile che mette in risalto i migliori talenti e un mix di nuove voci. lasciando il segno nella città che il Cavaliere Oscuro chiama casa.

I primi sei numeri sono ancorati da un thriller su Batman / Cappuccio Rosso dello scrittore Chip Zdarsky ( Detective Comics # 1027 , Dark Nights: Death Metal Guidebook # 1) e l’artista preferito dai fan Eddy Barrows ( Detective Comics, Freedom Fighters , Future State: Robin Eterno ). Il vigilante rinnegato Jason Todd, alias Cappuccio Rosso, sta indagando su una nuova e letale droga che sta investendo Gotham City. Nel corso di una notte, questa indagine cambierà la sua vita per sempre – e lo ha messo in mirino di Batman.

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The Batman: La serie tv di HBO Max sarà un prequel del film

Il progetto per HBO Max sta coinvolgendo anche l’ideatore di Boardwalk Empire Terence Winter.

Matt Reeves esplorerà l’oscuro mondo di Gotham City anche in tv. Il regista di The Batman, prossimo film DC incentrato sul Crociato Incappucciato, interpretato per la prima volta da Robert Pattinson, sta lavorando con Warner Bros. Television e il servizio di video in streaming HBO Max a una serie spin-off ambientata nell’universo narrativo dell’iconico personaggio, lo stesso del film in uscita in Italia la prossima estate.

the batman - Robert Pattinson

The Batman: I primi dettagli della Serie TV

La companion series, alla quale Reeves sta lavorando anche con il produttore di The Batman Dylan Clark e l’ideatore di Boardwalk Empire Terence Winter, con quest’ultimo nel ruolo di sceneggiatore, immergerà le braccia nella disanima cinematografica della corruzione a Gotham City, offrendo l’opportunità senza precedenti di espandere il mondo ritratto dal film ed esplorare ulteriormente la miriade di personaggi complessi e irresistibili di Gotham.

“Questa è un’opportunità straordinaria, non solo per espandere la visione del mondo che sto creando nel film, ma per farlo con quel tipo di profondità e dettaglio che solo un formato di lunga durata può permettere”, ha commentato Reeves in un comunicato. “E lavorare con l’incredibilmente talentoso Terence Winter, che ha scritto in modo così penetrante e potente sui mondi della criminalità e della corruzione, è in assoluto un sogno”.

The Batman al via le riprese

Gotham City in tv

Questa sarà la terza serie DC ambientata nella metropoli di Batman. Segue Gotham, andata in onda sulla FOX per cinque stagioni e incentrata sul suo principale tutore della legge, James Gordon, interpretato in una versione più giovane da Ben McKenzie, e la recentissima Batwoman di The CW, incentrata invece sull’omonima giustiziera sotto la cui maschera si nasconde la cugina dell’Uomo Pipistrello, Kate Kane. O meglio, si nascondeva. Dopo il passo indietro di Ruby Rose, nella seconda stagione la serie avrà una nuova protagonista, Ryan Wilder, interpretata da Javicia Leslie.

Al momento sembra inverosimile la possibilità che la serie di Reeves abbia una qualche connessione con quest’ultima e le altre serie dell’Arrowverse in onda su The CW, così come con le altre in streaming su DC Universe e la stessa HBO Max, inclusa Titans con l’ex pupillo di Batman, Dick Grayson. Nessuna parola, invece, sul coinvolgimento dei personaggi di The Batman, tra i quali Selina Kyle/Catwoman (Zoë Kravitz, Big Little Lies), Oswald Cobblepot/Pinguino (Colin Farrell, True Detective), Edward Nashton/Enigmista (Paul Dano, Escape at Dannemora), James Gordon (Jeffrey Wright, Westworld) e Alfred Pennyworth (Andy Serkis).

Fonte:[comingsoon.it]

Batman: Death by Design (Recensione)

Gotham City sta affrontando il più grande boom edilizio di sempre, ma cosa succede quando i cantieri in cui si stanno svolgendo i lavori vengono colpiti da una misteriosa raffica d’incidenti e fatalità?
Qualcosa sta minacciando l’industria edilizia di Gotham City e Batman sarà chiamato a scoprire chi si cela dietro tutto questo.

Sono tante le graphic novel dedicate al Cavaliere Oscuro. Alcune hanno il Joker come avversario, altre Catwoman, il Pinguino o Due Facce. In quasi tutte, però. la status della città non viene approfondito molto. In Death by Design non è così.
Gotham è in pieno boom edilizio ed architetti di tutto il mondo hanno progettato palazzi che sono in via di completamento. Batman è da poco in attività e, una sera, per testare un nuovo prototipo di rampino, va a fare visita alla Gotham Central Station. Quest’edificio sarà demolito ed il rampollo dei Wayne, mentre mette alla prova il suo nuovo giocattolo, si domanda se gli mancherà. Il mattone a cui era attaccato si stacca, provocandone la caduta quindi non avrà remore, il giorno dopo, alla conferenza indetta per la demolizione dell’edificio, a darne il via per la costruzione di una nuova stazione ferroviaria. Non termina neppure il suo discorso che una gigantesca gru precipita provocando un’immensa confusione.
Con questo preambolo, che trae ispirazione da eventi effettivamente accaduti (la demolizione della Pennsylvania Station nel 1963 ed il crollo di una gru nel 2008 in quel di Manhattan) il buon Chip Kidd, qui alla sua prima graphic novel come autore, mette su una storia incentrata suò tema dello sviluppo edilizio che non è stato probabilmente mai usato in un racconto che ha Batman per protagonista, evidenziandone i pro ed i contro. Ovviamente, essendo una storia sull’eroe di Gotham, non mancheranno quesiti da risolvere, scazzottate, finestre frantumate, damigelle in pericolo, mafia locale ed il più classico dei suoi avversari, risate comprese.
Ciò che colpisce di questo albo non è tanto il tema trattato, per quanto insolito, ma i disegni di Dave Taylor, le cui tavole sono realizzate a matita e pastello blu ed illuminate da un leggero tocco di colore per dare profondità e importanza a ciò che vi è ritratto. L’artista non ha mai usato la gomma da cancellare per cui ciò che troverete nel volume è effettivamente ciò che ha realizzato di primo acchito.
La storia di Kidd è semplice e senza pretese ma, per quanto l’abbia apprezzata, il vero pezzo forte del volume sono i disegni di Taylor che piaceranno sicuramente ai nostalgici delle avventure anni ’40 del Cavaliere Oscuro. Chi è abituato alle storie recenti potrebbe storcere il naso per cui vi consiglio di visionarlo dal vivo prima di acquistarlo.

Per fare una passeggiata tra i meandri (s)conosciuti di Gotham City vi segnaliamo:

UNA PASSEGGIATA TRA STORIA E LOCALITA’ MITICHE DI GOTHAM CITY

Gotham City… la città delle tenebre

La pagina Facebook Così Parlò il Raffo del mitico Raffaele Coppola vi ha presentato:

BATMAN DEATH BY DESIGN
Editore: RW LION
Collana: BATMAN DEATH BY DESIGN
Serie: GRANDI OPERE DC
di Chip Kidd, Dave Taylor
16,8×25,6, C, 112 pp, col.

Dc Comics: Tynion Iv racconta il piano del Joker in Joker War

Il primo numero di “Joker War” – Batman # 95 – arriverà sugli scaffali USA il 21 luglio 2020. Inizialmente doveva debuttare per Aprile e in seguito Maggio 2020 ma è stato ritardato a causa dell’emergenza sanitaria mondiale che stiamo vivendo. L’evento toccherà tutte le bat-testate ed è proprio lo scrittore che ci racconterà qualcosa sulle intenzioni del nostro signor J. In questa storia vedremo il Cavaliere Oscuro a faccia a faccia con il nuovo villain The Designer e comunque, nonostante ciò, la cover firmata da Tony S. Daniel è interamente dedicata a Joker.

Da quando la run dello scrittore americano è iniziata il nostro Bruce Wayne ha aggiunto al suo arsenale tanti nuovi aggeggi e Tynion IV in un’intervista rilasciata a CBR ha dichiarato che queste nuove armi potrebbero ritorcersi contro il Cavaliere Oscuro.

Lo sceneggiatore ha rivelato:

“Mi piace scrivere le storie per le testate Batman Eternal, Detective Comics e persino per Batman/Teenage Mutant Ninja Turtles, ma il desiderio di raccontare una storia su Batman – focalizzata esclusivamente su Bruce Wayne – è ciò che mi ha spinto dritto nella Batcaverna. Voglio scavare a fondo nella psicologia del personaggio e spingerlo oltre i suoi limiti.

Penso che ora è il momento, inizierò a parlare più apertamente di questo: il Joker metterà le mani sui nuovi giochi che Batman ha costruito, e li userà contro Gotham City; questo è “Joker War” […] Tutti gli strumenti di Batman usati come armi contro la città dal Joker, questo è il concetto di base.

Questa storia è molto importante per Tynion IV e la sua prima intenzione è che sia un’ottima storia. Inoltre, questa ha il compito e l’occasione di dare a tutta la bat-famiglia una strada da seguire.

Voglio raccontare un grande storia, sto scrivendo Batman ad intermittenza da ormai otto anni, la mia intera mia carriera da scrittore di fumetti […] Non voglio fare qualcosa di piccolo, non voglio andarci piano con questa testata.

Penso che vogliamo dare qualcosa che potrebbe unire l’intera Gotham e aiutare a rinvigorire tutte queste connessioni e aprire potenziali nuove storie, e questa è la storia che intende aprire tutte quelle altre“.

Già a partire da Batman 93, scritto da James Tynion IV e illustrato da Guillem March, con cover regolare dell’albo firmata da Tony S. Daniel (Teen Titans, Flash: The Fastest Man Alive) e con una card stock variant cover ad opera di Francesco Mattina, ci si prepara a vedere un Batman che nell’ultimo anno, ha perso più di quanto avrebbe mai potuto immaginare, e ora deve far fronte a un così caro prezzo da stravolgergli la vita. Ma ciò che lo attende all’orizzonte è persino peggio. Nel bel mezzo di tutto questo orrore, ci si avvicina al momento della battaglia. Per Batman, la Joker War è sempre più vicina. E Gotham City non sarà più la stessa. Tuttavia, la storia principale dell’evento avrà luogo in Batman n. 95-100. Comunque, la storia proseguirà anche in  Nightwing # 70-75, Detective Comics # 1022-1026, Batgirl # 47-50, Harley Quinn # 75, Catwoman # 25-26, Red Hood: Outlaw # 48 e Batman: The Joker War Zone.

Come abbiamo detto tutte le bat-testate saranno coinvolte, che inizia con Batman #93. Questo il piano dell’opera:

Joker War

 

Gotham 6 ? Gli attori sono disponibili

L’assassinio di Thomas e Martha Wayne. Il detective James Gordon e i futuri villains dell’universo di Batman tra i quali Catwoman, Pinguino, l’Enigmista, Poison Ivy e Due Facce. Il piccolo Bruce Wayne che non è ancora diventato l’uomo più ricco del mondo. Bruce Wayne che non ha ancora intrapreso una guerra contro il crimine indossando un costume con cappuccio e mantello. Bruce Wayne quando non era ancora il Batman che tutti conosciamo.

Molti fan hanno salutato per sempre (?) la serie TV Gotham terminate con la quinta stagione. Se vi sentite demoralizzati per la conclusione del telefilm prequel di Batman, potete cominciare a nutrire una piccola aspettativa riguardo a tanto inverosimile, quanto imprevedibile, ritorno della serie TV con nuovi episodi. Alcuni degli attori protagonisti di Gotham si sono infatti detti disponibili a un ritorno sul set per nuove puntate e nuove stagioni a testimonianza che la voglia di proseguire a recitare in questa serie per il piccolo schermo è veramente tanta.

Gotham 6 si fa? Il cast sarebbe favorevole “Penso che, se fossero coinvolte le altre persone, saremmo assolutamente disposti a farlo insieme”. “Sarebbe davvero spaventoso se fosse senza di loro. Eravamo davvero molto uniti, e lo saremmo rimasti… Sarebbe difficile immaginare di fare queste cose senza Ben McKenzie, che nella serie interpreta Jim Gordon” ha dichiarato Donal Logue, l’interprete di Harvey Bullock.  Ma del possibile ritorno di Gotham con nuove stagioni ne ha parlato anche Robin Lord Taylor, l’attore che vestiva i panni del Pinguino: “Adesso è un mondo completamente diverso, è folle. Niente si perde più. Inoltre, il nostro show arriva su Netflix il 30 settembre, la stagione finale esce su Netflix il 30 settembre e le persone continueranno a scoprire la serie. Con il passare degli anni, diventa sempre più grande. È davvero eccitante”.

Quindi Gotham, la serie TV proseguirà? La Fox deve ancora decidere. Ora la decisione passa a Fox, che dovrà stabilire se far continuare la serie TV considerato il successo di pubblico che ha avuto e anche tenuto presente di quanto la sesta stagione di Gotham sia voluta anche dagli attori che in questi anni hanno recitato nei vari episodi. Ma non è da escludere che anche qualche altro network televisivo, o piattaforma streaming (come Netflix e Amazon Prime Video), possa interessarsi a Gotham.

Fonte : [https://www.facebook.com/GOTHAMonFOX/]

Robin: il ragazzo meraviglia compie 80 anni e Paolo Spadot racchiude la sua storia in una fanart

L’eterno comprimario apparso nei fumetti della DC Comics a marzo del 1940, racchiuso in una fanart realizzata da Paolo Spadot.

Tanti sono gli anni passati dalla sua prima apparizione sulle pagine dei fumetti della DC Comics nel marzo del 1940, ottanta anni in cui i panni di Robin sono stati indossati da molti personaggi diversi, dotati ognuno di una propria personalità e di una particolare storia. Bob Kane e Bill Finger insieme a Jerry Robinson, introdussero il personaggio, chiamato “Robin the Boy Wonder, nel Detective Comics #38 del 1940 appunto, ispirandosi per il personaggio alle Avventure di Robin Hood, per il nome e per il costume.

Batman apre il mantello lascia andare i Robin – Fan art dell’artista Paolo Spadot (matite)

A indossarlo per primo nelle vicende di Gotham City fu Dick Grayson, un ragazzino al quale una gang aveva ucciso i genitori. Batman lo prese al suo fianco, diventando una figura paterna, ma pian piano prendendolo come suo unico vero amico, ammorbidendone il carattere e l’oscurità del personaggio. Il duo è diventato una delle figure più celebri della cultura pop fumettistica, proprio per l’incastro delle personalità, quella individualista ma allo stesso tempo tesa al bene collettivo di Batman, quella energica, giovanile ed eternamente entusiasta di Robin.

Batman apre il mantello lascia andare i Robin – Fan art dell’artista Paolo Spadot (chine)

Spirito ampiamente ripreso dal talento artistico pontino di Paolo Spadot il quale si è cimentato a realizzare un cimelio speciale per i cultori del Ragazzo Meraviglia. Una tavola in cui  è possibile vedere alcune delle molte incarnazioni dei Robin (qui un nostro speciale), caratterizzate dai diversi volti, sempre pronti non solo a sostenere Batman ma anche ad avere una vita propria, spesso complicata e oscura non meno di quella del suo più anziano amico, ma non meno avventurosa ed eroica. 

Batman apre il mantello lascia andare i Robin – Fan art dell’artista Paolo Spadot (colori)

Un’opera in cui si alternano i “sideman” dei quali Batman sembra non possa fare a meno, non fosse altro perché questi “aiutanti” incarnano la gioventù, il futuro, la possibilità di continuare la vita e la sfida contro il male, personaggi necessari per far si che Batman possa manifestare la capacità di mantenere quel sogno di giustizia comune e che possa essere sempre rinnovato. Qui sotto ne abbiamo realizzato una speciale gif animata per voi in modo che potete condividerla se vi fa piacere.

Per conoscere meglio i retroscena su questa magnifica tavola di Paolo Spadot, vi rimandiamo alla nostra video intervista che potete trovare qui di seguito.