Romics d’oro a Giuseppe Camuncoli e Matteo Casali più uno speciale workshop con il Cammo e tanti altri amici del nostro blog

Torna l’appuntamento con i grandi Maestri internazionali del fumetto, dell’illustrazione e del Cinema ogni anno ospiti del Romics. La manifestazione nata a Roma nel 2001 e che questo anno avrà luogo dal 6 al 9 Aprile 2017 presso la Nuova Fiera di Roma e sarà, come sempre, dedicata (tra le altre attività) anche al Fumetto, approfondendo diversi temi di grande interesse per tutti gli appassionati. Anche quest’anno il Romics, è pronto a garantire una maggiore conoscenza del settore fumettistico con la presenza delle diverse accademie del fumetto che formano ogni anno centinaia di studenti pronti per il mondo del lavoro, analizzando le opportunità e le diverse figure professionali che gravitano in quest’ambito: sceneggiatori, disegnatori, coloristi, grafici, traduttori, editor. Diversi gli autori ospiti, una miriade di novità editoriali presentate al pubblico nella nuova edizione del Romics di primavera 2017. La kermess romana ha svelato così il suo programma della XXI edizione di Romics che celebra il sodalizio artistico di due importanti esponenti dell’arte sequenziale illustrata, nonchè maestri che il nostro blog si onora di avere amici: lo sceneggiatore Matteo Casali e il disegnatore Giuseppe “Cammo” Camuncoli, entrambi ormai punti di riferimento per il fumetto italiano e internazionale.


All’interno del “comics program” di questa 21/ma edizione del Romics si celebra la presenza dei due artisti con numerosi appuntamenti, nonché una mostra dei loro lavori e l’assegnazione del Romics d’Oro, Premio conferito ai grandi Maestri internazionali del fumetto e dell’animazione nella giornata di domenica 9 Aprile.
Un programma per curiosare nel vasto mondo del fumetto e della graphic novel, per incrociare la letteratura fatta di parole con quella che lavora sulle immagini e mescolare due pubblici che a volte si sentono lontani. Incrocio tra letteratura, crossmedia narrativa illustrata, nuove tecnologie e tendenze digitali nella nona arte: quest’anno al Romics di primavera il fumetto è ancora grande protagonista. L’importante manifestazione culturale italiana ha deciso quest’anno di dare grande spazio ad ogni genere in grado di coinvolgere pubblici di ogni età grazie alla sua straordinaria forza evocativa e poetica e alla capacità di provocare meraviglia. I comics si stanno infatti finalmente affermando come strumento capace di creare cultura, di veicolare messaggi e di smuovere coscienze. Ne sanno qualcosa Matteo Casali e Giuseppe Camunucoli (qui trovate il loro showcase a Lucca Comics 2016) che, come tutti sappiamo hanno realizzato un nuovo progetto italiano per il Crociato Incappucciato realizzando Batman Europa una miniserie di quattro numeri che racconta del viaggio disperato attraverso il nostro continente del Cavaliere Oscuro insieme ad un insolito alleato, il suo nemico mortale Joker, l’unico in grado di poterlo salvare da un virus che lo sta lentamente consumando. Ma le sorprese in tema DC Universe non sono finite qui per il buon Cammo che si è  unito al “team Rebirth” per lanciare la testata All-Star Batman.

Qui sotto potete vedere i due talenti nostrani in uno scatto esclusivo per il nostro blog, il 13 luglio 2016 presso l’isola Tiberina di Roma dove si è consumata la visione cinematografica della versione estesa di Batman v Superman: Dawn of Justice.

Nella giornata di Venerdì 7 Aprile 2017 presso il Padiglione 7 – Pala Comics – Sala Officina Del Fumetto dalle 12:00 alle 13:00 al Padiglione 7 Sala Officina del Fumetto, la casa editrice SaldaPress presenta un Workshop con Giuseppe Camuncoli in collaborazione con un’altra amica del nostro blog, la disegnatrice Valentina Brancati.
Le prove di disegno dei partecipanti sono seguite da Giuseppe “Cammo” Camuncoli, il quale imposterà uno sketch sul foglio di ogni partecipante e consiglierà a ognuno come proseguire e terminare l’elaborato. In questo modo, ognuno degli aspiranti disegnatori avrà un’opera realizzata in collaborazione con uno dei più talentuosi artisti italiani. Il workshop, per il quale saranno necessari solo la vostra fantasia, qualche foglio da disegno e una matita, è a numero chiuso e quindi necessario prenotare registrandovi qui.

Come da tradizione consolidata, sarà presente anche la RW Edizioni nell’Area Editori, presso lo stand E08 del padiglione 7, nel quale potrete trovare i fumetti editi da Lion Comics, Goen, Lineachiara e Real World. Per tutto il periodo dal 6 al 9 aprile, sarà ospite presso lo stand di RW-Lion l’artista Rafa Sandoval per presentare la rinascita delle Lanterne Verdi


Presso il Padiglione 5 – Pala Movie – Palco Movie Village domenica 9 aprile dalle ore 16.00 alle ore 17.00 ci sarà un panel dedicato a Wonder Woman 75th Anniversary. Intervengono: Salvatore Cervasio coordinatore editoriale RW Lion, Daniele Massironi Screenweek.it, Antonio Bracco Comingsoon.it. Modera Max Giovagnoli. In collaborazione con Warner Bros. Entertainment Italia e RW Lion. Qui sotto vi pubblichiamo una interpretazione del personaggio di Wonder Woman disegnata dal disegnatore Max Moda.

Sabato 1 ottobre dalle 12,00 alle 13,00 lo staff editoriale Lion terrà il panel Waiting for Rebirth: da Batman a Superman presenteranno le novità DC Comics e le più recenti produzioni Vertigo, che chiuderanno il ciclo new52 in vista della rivoluzionaria ‘rinascita’ di gennaio.

Domenica 9 Aprile presso il Padiglione 9 – Pala Comics Meeting&Lab – Sala Incontri @Cepell dalle ore 16.15 fino alle 17.15 è prevista una Signing Session e Meet&Greet con i Romics D’Oro Giuseppe Camuncoli e Matteo Casali.

Ad avvalorare l’importanza del fumetto che Romics edizione primavera 2017 vuole metterci a disposizione, ci preme evidenziare la presenza di altri protagonisti sempre amici nostro blog, come la casa editrice Bugs Comics (Padiglione 7 Stand F14B) diretta da Gianmarco Fumasoli e Paolo Altibrandi che realizza, oltre a Mostri, anche il fumetto ‘Alieni’ che ha incontrato un tale favore a livello di pubblico che ha deciso di andare incontro alle richieste dei lettori e anticipare di molto l’uscita del volume 2, che sarà presentato e disponibile in fiera nella doppia versione regular con copertina di Andrea Olimpieri (qui sotto potete ammirare un suo sketch realizzato per il nostro blog circa 6 anni fa) e una white cover che i disegnatori potranno personalizzare su richiesta in fiera (solo 200 copie).

Sketch di Andrea Olimpieri per Batman Crime Solver realizzato a Romics 2011

Sempre per la Bugs Editore saranno presenti altresì gli sceneggiatori Marco Scali, Massimiliano Filadoro, Andrea Guglielmino (qui trovate un suo pezzo scritto per il nostro blog su Batman e il Culto dei Morti) e Luca Ruocco, oltre allo stesso Fumasoli, e i disegnatori Diego Oddi, Cristian Di Clemente (qui trovate il suo disegno di Pinguino realizzato nel 2012), Dario Tallarico, Francesca Vartuli, Alessio Maruccia, Giorgio Spalletta (qui una intervista rilasciata in esclusiva al nostro blog nel 2013) e Samuele Coletti.

Sul fronte cinematografico e audiovisivo, oltre agli eventi legati a Sharon Calahan (storica direttrice della fotografia della Pixar Animation/Disney), sono da segnalare: la celebrazione dei 75 anni di Wonder Woman, con una mostra di copertine e l’incontro di cui vi abbiamo anticipato.

Batman: supereroe virale nell’arte

David Giovannetti è un artista, un fotografo contemporaneo poliedrico e inquieto attratto dalla pop art quanto dall’arte moderna. Di certo è un grande fan di Batman come dimostra la serie di fotografie che potete trovare biblioteca antonelliana di Senigallia fino a sabato 30 Aprile, in cui reinterpreta oltre al Crociato Incappucciato i personaggi principali di Gotham City come il diabolico e potente Bane e l’astuta e felina Catwoman.
Non si tratta di parodie e non c’è alcuna intenzione dissacratoria, ma è una sorta di omaggio all’arte e al supereroe. Attraverso l’obiettivo dell’artista si crea un effetto virale, una sequenza di 23 scatti che vi farà immergere tra i vicoli di Gotham City.
Abbiamo avuto il piacere di poter intervistare David che ci ha concesso anche qualche scatto significativo della mostra.

Stefano: Ciao David e benvenuto in Batman Crime Solver.

David: Ciao Stefano e grazie per avermi contattato.

Stefano: Presentati ai nostri lettori.

David: Mi chiamo David, ho 27 anni e sono un fotografo freelance. Sono cresciuto a Corinaldo in provincia di Ancona e ho sempre usato la mia fantasia come forma di evasione da una realtà che mi stava un pò stretta. Da qui è venuta fuori la passione per il video e la fotografia che si sono rivelati i mezzi più idonei per esprimere il mio punto di vista. Ora vivo e lavoro a Milano per arricchire il mio background e le mie esperienze nel settore.

Stefano: Come sei arrivato a poter creare una mostra su Batman?

David: Grazie ad un mio amico, Marco Pettinari, che fa parte dell’associazione culturale “SenaComics” di Senigallia. Quest’ultima in occasione dell’uscita del nuovo film “Batman VS Superman” ha organizzato una maratona cinematografica sulla trilogia di Christopher Nolan e all’interno dello stesso evento hanno voluto inserire una mostra fotografica sul tema che mi hanno proposto di realizzare e curare.

Stefano: Parlaci della mostra nel dettaglio.

David: Ora le foto sono in esposizione alla biblioteca Antonelliana di Senigallia fino a sabato 30 Aprile 2016. Si tratta di 23 scatti il cui protagonista è ovviamente Batman, interpretato da Silvio Gregorini, Catwoman da Chiara Grilli e Bane da Stefano Spadoni. Per miei motivi personali sono stato costretto a svolgere il lavoro in tempi molto brevi, ma grazie al loro aiuto siamo riusciti a fare comunque un buon lavoro e divertirci nello stesso tempo.

Stefano: Che tecniche fotografiche hai utilizzato?

David: Essendo mio obiettivo quello di teletrasportare l’osservatore all’interno del fumetto, e fargli provare la sensazione di trovarsi davvero a Gotham City con il misterioso uomo pipistrello, ho cercato subito di evitare foto troppo semplici e pulite che al contrario avrebbero dato l’idea di uno shooting a dei cosplayer. Per raggiungere questo scopo ho lavorato molto di fantasia e post-produzione in modo da rendere l’immagine meno fotografica e più vicina all’illustrazione fumettistica. Nel dettaglio ho sfruttato molto le luci forti del giorno e il buio più totale della notte per crearmi una buona base di partenza su cui lavorare poi al pc e creare poi i contrasti simili a quelli del fumetto

Stefano: Cosa conoscevi del personaggio di Batman ? Cosa ti piace e cosa non ti piace?

David: Sono sempre stato appassionato a questo personaggio, ma lo conoscevo più nella versione cinematografica che in quella a fumetto. Ho avuto poi modo di approfondire quest’ultimo aspetto grazie al lavoro per la mostra. Innanzitutto mi affascina l’atmosfera e l’ambientazione in cui è collocato e la sua storia; inoltre in certi periodi della mia vita mi sono rivisto molto nel suo animo tormentato.

Stefano: Grazie per la tua disponibilità e il tuo tempo.

David: Grazie a te Stefano per avermi dato la possibilità di raccontare la mia esperienza. Ne approfitto per dire che sono comunque aperto a qualsiasi tipo di proposta per collaborazioni simili a questa.

Un tour virtuale a Villa Wayne

Batman V Superman: Dawn of Justice, si sta consumando al cinema e credo proprio che in questo week-end pasquale, in termini di pubblico potrà avere una ulteriore grossa spinta.
Intanto, in rete, grazie a Google, chi come noi ama il film ed in particolare il Crociato Incappucciato, sarà contento di sapere che è possibile fare una visitina alla villa di Bruce Wayne.
Infatti, le grandi stanze del ricco abitante di Gotham City ma anche la bat-caverna, con tanto di bat-mobile e tutti quei congegni utilizzati dall’Uomo Pipistrello per le sue battaglie contro i crimine, sono disponibili in un tour virtuale grazie a Google Street View per una visita guidata.
Insomma se siete in attesa di andare al cinema e capire come andrà lo scontro tra Bruce Wayne e Clark Kent oppure volete rivivere l’emozione del film nel rivedere villa Wayne, potete farlo cliccando qui.

Villa Wayne - L'originale

Batman v Superman se non avete letto i fumetti

Ancora prima della resa dei conti cinematografica tra il Crociato Incappucciato e l’Uomo d’Acciaio in Batman v Superman: Dawn of Justice , su Twitter ha iniziato a circolare l’hashtag #whowillwin (#chivincera). Tra noi, appassionati di fumetti e tra chi ha già visto il film è facile notare la grande influenza de Il ritorno del Cavaliere Oscuro, il classico scritto dal fumettista e sceneggiatore Frank Miller, il costume di Robin nella teca della bat-caverna con il riferimento a Morte in famiglia. Ma tra gli spettatori ci saranno anche normali frequentatori di cinema, che vedendo il titolo si chiederanno perplessi come mai Batman e Superman si scontrino, dal momento che in teoria sarebbero amici, anzi super amici. Per gli appassionati le sole parole “Dawn of Justice” (“l’alba della giustizia”) sono sufficienti per capire che alla fine Batman e Superman dovrebbero riuscire ad appianare le loro divergenze e, con l’aiuto di Wonder Woman, fare un passo verso la creazione della Justice League: finalmente la risposta della DC Comics al gruppo di supereroi Marvel degli Avengers. Per lo spettatore medio però tutto questo potrebbe non essere così chiaro. Tra amici, colleghi e addirittura celebrità, la domanda che continua a saltar fuori è sempre la stessa: «Perché combattono tra loro?». Mettiamo insieme i cinque punti fondamentali per chi fa parte della seconda categoria e vuole mettersi in pari (con qualche spoiler minimo, ma solo per chi non ha visto i trailer).

1. Superman ha salvato una città distruggendola
Il film del 2013 L’uomo d’acciaio, che ha introdotto il Superman interpretato da Henry Cavill, rappresenta l’inizio dei tentativi da parte di Warner Bros e DC Entertainment di costruire un universo cinematografico condiviso per i film sui supereroi DC. Il film non finisce bene: Superman riesce a salvare la Terra, ma per farlo contribuisce a distruggere gran parte della città di Metropolis. Durante lo scontro con il generale Zod, che viene dal pianeta Kripton come Superman e ha la sua stessa forza, vengono abbattuti palazzi e muoiono molte persone. Superman si comporta in modo eroico, ma per molti abitanti della città il fatto che sia un alieno fa della Terra un bersaglio. Tra i molti che la pensano così c’è anche Batman.

2. Batman considera Superman una scheggia impazzita
Bruce Wayne, l’alter ego di Batman, ha assistito alla distruzione provocata dalla battaglia tra Superman e Zod (in cui le nuvole accecanti di detriti hanno l’aria di essere un forte rimando all’11 settembre). Sembra che uno dei palazzi della sua Wayne Enterprises a Metropolis sia stato distrutto, uccidendo probabilmente molti dei dipendenti. La nuova versione di Batman, interpretato da Ben Affleck, non ha ancora incontrato Superman. Batman è convinto che Superman abbia contribuito a distruggere una città, e per questo dovrebbe essere considerato una minaccia da eliminare. Nonostante molte persone considerino Superman un eroe, Batman crede che anche solo l’1 per cento di possibilità che diventi un criminale sia una ragione sufficiente per eliminarlo.

3. Superman considera Batman un vigilante che va fermato
Superman non condivide i metodi usati da Batman per combattere la criminalità. Come giornalista, Clark Kent cerca di convincere il direttore del Daily Planet Perry White a indagare su Batman e i suoi metodi. Sembra che Kent ne stia facendo una battaglia personale, risponde White. Quando Kent intervista Bruce Wayne a un evento promosso da Lex Luthor, per prima cosa gli chiede cosa pensa della presenza di Batman a Gotham City. Da Superman, poi, Kent strappa via le portiere della Batmobile e minaccia di fermare per sempre Batman se continuerà a fare Batman. Che ovviamente non gli dà retta.

4. Il film è basato su un classico dei fumetti DC
Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, la celebre e importante storia a fumetti scritta da Miller per la DC Comics che ha recentemente festeggiato il suo 30esimo anniversario, influenza molto Batman v Superman: Dawn of Justice. Nel fumetto Batman è molto invecchiato e non gradisce che altri supereroi gli diano ordini. Molti aspetti del Ritorno del Cavaliere Oscuro sono stati adattati per il film, compreso il costume corazzato che un brizzolato Batman indossa per tenere testa alla forza di Superman.

5. Dietro le quinte, Lex Luthor muove i fili
Lex Luthor (interpretato questa volta da Jesse Eisenberg) storicamente non ama molto Superman. Nel film escogita un piano per far sì che i due supereroi si eliminino a vicenda, in modo da non doversene occupare personalmente. Luthor troverà sicuramente dei modi per far scontrare a morte Superman e Batman: è questa l’idea di Luthor di una nuova splendida alba.

BATCOSPLAY: SABATINO D’AGOSTINO

La nuova edizione autunnale di Romics 2015 ha chiuso i battenti. Quattro giorni intensi in cui migliaia di persone hanno invaso la Fiera di Roma, chi in cosplay e chi no, e goduto delle tante iniziative in programma, passeggiato tra gli stand di espositori e negozianti, incontrato gli autori, provato videogiochi in anteprima e, cosa non da meno, incontrato tantissimi appassionati con interessi in comune. Abbiamo avuto l’opportunita’ di conoscere un cosplay dedicato al nostro beniamino veramente ben riuscito, così gli abbiamo chiesto di presentare il suo bel lavoro qui sul nostro blog.

Mi chiamo Sabatino D’Agostino e ho 24 anni e la passione per il Cavaliere Oscuro da molto tempo. Colleziono fumetti, statue e action figure di Batman e altri personaggi Marvel e DC. Da due anni ho iniziato a dilettarmi nell’arte del cosplay . Il personaggio di cui vi parlo e che ho realizzato in occasione del Romics di ottobre 2015 è Batman accompagnato da Batgirl, interpretata dalla mia fidanzata che si chiama Giordana. Ho realizzato l’intero costume creando un ibrido fra i vari costumi classici del Crociato Incappucciato ma quello al quale mi sono ispirato di più, in particolare per la rappresentazione della maschera è “Batman Hush”. Per la realizzazione del costume è stata cucita una tuta in lycra sopra la quale è stato appuntato uno stemma personalizzato di Batman in pelle, lo stesso materiale con il quale è stato creato il pantaloncino. Tutto è stato rammendato dalla mia sarta di fiducia e cioè mia madre . Per quanto riguarda il mantello ho disegnato la sagoma su pelle e ho ritagliato il tutto, attaccandolo alla tuta con dei bottoni in ferro. Invece per quanto riguarda i gauntlet ho preso un paio di parastinchi, che avevo in casa, ai quali ho applicato nella parte interna tre lame tagliate da me con la mola elettrica su un foglio in acciaio, poi  ho verniciato il tutto e ho fatto cucire nella parte interna un pezzo di tessuto nero per rendere l’idea del gauntlet .

Il parastinco utilizzato

Il parastinco utilizzato

Mentre i guanti sono stati acquistati gli stivali e i paraginocchia mi sono stati prestati.

Il guanto utilizzato

Il guanto utilizzato

Per la cintura invece, le tasche multiuso e la cintura stessa sono state acquistate, mentre i cilindri li ho realizzati verniciando i tubi delle vitamine multicentrum e infine lo stemma l’ho realizzato tagliando una piastra in acciaio di forma rettangolare sulla quale ho attaccato uno stemma di pipistrello anch’esso in acciaio.

Vista frontale del costume

Vista frontale del costume

La parte più complessa è stata la realizzazione della maschera utilizzando varie tecniche e materiali. Il punto di partenza è stato la realizzazione del guscio della mia testa attraverso l’utilizzo di bende gessate, all’interno del quale poi ho versato del gesso ceramico extraduro. Asciugato il gesso è stato possibile ricavare la copia della mia testa sopra alla quale ho realizzato il calco della maschera di Batman con argilla . Una volta realizzata la scultura ho colato su di essa del gesso tixotropico gv81, logicamente facendo un muro di argilla tra la colata di gesso sulla parte frontale e quella sulla parte posteriore con dei registri, così da avere due parti di gesso che combaciano. Una volta in possesso delle due parti in gesso pulite le ho fatte combaciare e all’interno ho fatto una colata di lattice prevulcanizzato (resina naturale ed economica adatta alla realizzazione di calchi e stampi di piccole dimensioni), miscelato con il colore acrilico nero polycolor, e dopo aver aspettato il giusto tempo per l’essiccamento è stato possibile togliere la maschera di Batman finita. Per renderla lucida ho spalmato sopra il prodotto primal b 60 a (resina acrilica pura in dispersione acquosa).

Vista di profilo del costume

Vista di profilo del costume

Per quanto riguarda la realizzazione della maschera sono stato aiutato dal  amico  Armando , con il quale (insieme ad altri) condivido un progetto che consiste in primis nella realizzazione di un fanfilm su Batman e di ripiego tutto ciò verte anche sulla realizzazione di costumi per cosplayer. Il progetto sarà pubblicizzato sulla nostra pagina Facebook e Instagram Crime Alley Studios da poche settimane in rete. Le idee sono ancora tante e speriamo di poterli realizzare tutte.

 

 

 

BATMAN E IL CULTO DEI MORTI

A cura di Andrea Guglielmino (giornalista, saggista)

L’etimologia della parola héros è oscura, proprio come il Cavaliere di Gotham. Indicava, nell’epica antica, gli eroi le cui gesta erano cantate dai poeti, mentre successivamente fu usata per designare un morto che dal sepolcro potesse esercitare un qualche tipo di influsso, benigno o maligno, e andasse quindi venerato. Il culto degli eroi nasce intorno all’VIII secolo, come diretta conseguenza dell’influsso esercitato dalla poesia epica che in quel periodo era al suo culmine, inoltre si lega all’evoluzione della polis greca. Lentamente viene a decadere il normale culto dei morti e quello dell’eroe assume maggiore importanza. Ecco allora che l’eroe è insieme divinità decaduta e morto vero e proprio.

Morte in famglia Batman numeri 426-429 1ª edizione: Dicembre 1988 – gennaio 1989

Morte in famglia Batman numeri 426-429 1ª edizione: Dicembre 1988 – gennaio 1989

Adottando un certo grado di semplificazione, in antropologia e storia delle religioni si fa discendere dunque il culto degli eroi da quello dei morti e degli antenati. Nella religione greca, però, gli eroi non sono i morti familiari, ma personaggi mitici che altrove non hanno mai trovato culto. Per Omero è chiaro: eroe e divinità sono distinti. Nessun eroe è dio e nessun dio è eroe (con qualche eccezione). A differenza del dio il culto dell’eroe è strettamente legato a un singolo luogo: la sua tomba. Il culto diviene così la risposta alla manifestazione di potenza dell’eroe. Le più importanti distinzioni tra i culti eroici e quelli divini erano dati dal fatto che i primi prevedessero dei sacrifici serali o notturni, con vittime scure e su focolari a terra, mentre la carne sacrificata veniva consumata per intero. Invece i sacrifici agli dèi erano diurni, su altari elevati, prevedevano vittime bianche e della carne ne veniva bruciata solo una parte, il resto era consumata dai sacrificanti. Il tipo di culto eroico avvicina questi agli dèi inferi ai quali si sacrificava in modo simile. Il bruciare l’intera vittima era dovuto al fatto che essa era sacra, cioè inadatta al consumo umano, inoltre nel caso degli eroi il collo veniva piegato verso il basso e il sangue defluiva in un botros sacrificale.

Queste linee molto generali che descrivono il culto degli eroi sono liberamente tratte dagli studi di esperti in materia storico-religiosa quali Burkert e Brelich, e a noi servono per riflettere su quanto questi caratteri si siano traslati, e con quali modificazioni, nella moderna figura del super-eroe e in particolare di Batman, che con l’oscurità e il culto dei morti condivide molto, a partire dal suo look, dal suo muoversi in ambienti notturni e dal suo stretto legame con un animale totemico, il pipistrello, preso a simbolo della sua personale crociata.

Le molte morti del Batman Edizione Originale Batman #433-435 USA Edizione Italiana Batman N. 28-29 Ed. Glenat da 05/1989 a 07/1989.

Le molte morti del Batman Edizione Originale Batman #433-435 USA
Edizione Italiana Batman N. 28-29 Ed. Glenat da 05/1989 a 07/1989.

Partiamo dunque dal primo elemento: la morte. Se il culto degli eroi è culto dei morti, anche i super-eroi devono in qualche modo, simbolicamente o fattualmente, passare per questo stadio. In alcuni casi (Spawn, Dead-man, Ghost Rider) il passaggio è narrativamente esplicitato. In altri, l’esperienza di morte è indiretta. Nel caso di Batman (come di Spider-Man) l’iniziazione passa attraverso l’uccisione di una o più persone care. Il ‘culto della tomba’ per Bruce Wayne è dunque il culto della tomba dei suoi genitori, che non a caso appare spesso in flashback e fisicamente, come monito e promemoria per il fine ultimo della crociata del cavaliere, sempre sospesa tra giustizia e vendetta. E il sacrificio compiuto da Wayne affinché essa abbia successo è naturalmente auto-sacrificio, quello di una vita privata normale, libera da incubi e ossessioni. La sua identità viene nascosta dietro una maschera, che con il suo apparato simbolico incentrato sull’asse pieno-vuoto rimanda ancora una volta a un campo semantico legato alla morte. In tragedia gli eroi venivano rappresentati proprio attraverso le maschere, e le maschere sono molto presenti nei culti dei morti di certe popolazioni tradizionali (ma pensiamo anche, senza andare troppo lontani, al Messico e al ‘Dia de los muertos’). Ogni carnevale è un culto dei morti, che vengono richiamati in un momento dell’anno in cui il clima è incerto per propiziare il ritorno della nuova stagione e dunque riprendere il ciclo naturale che porta a un buon raccolto l’anno successivo. Pensiamo anche alle maschere funerarie – come il celebre ‘falso di Agamennone’. Questo legame tra eroe e morte non è esclusivo della figura di Batman. Di Spider-Man abbiamo detto. Superman è addirittura l’unico superstite di un mondo distrutto (e tuttavia, con le sue attribuzioni solari, a partire dalla fonte del suo potere, il suo ipotetico ‘culto’ sarebbe più vicino a quello degli dèi, che a quello degli eroi. Probabilmente si tratta di una sintesi tra i due), nell’esperienza di Daredevil si aggiunge all’esperienza della morte di una persona cara (il padre) anche quella della cecità, un passaggio nel buio facilmente associabile a un passaggio nel regno dei morti.

Non solo: in Batman c’è l’animale totemico. Ovvero un’entità naturale o soprannaturale che ha un significato simbolico particolare per una singola persona o clan o tribù, e al quale ci si sente legati per tutta la vita. Il termine deriva dalla parola ototeman, usata dai nativi americani Ojibway. L’associazione con il proprio totem avviene in una cerimonia di iniziazione, che può avere luogo appena dopo la nascita, oppure anche in età adulta. E le cerimonie di iniziazione, già di per sé, non sono che un rituale di morte e rinascita. Si passa dallo stadio ‘naturale’, ingenuo, dell’infanzia alla vita ‘culturale’ da uomo adulto, con uno scopo nella vita e una missione, spesso suggerita proprio da una visione del proprio totem, che per Bruce Wayne avviene con una caduta accidentale in un pozzo – quindi un avvicinamento alla Terra, una discesa agli inferi e una sepoltura simbolica – dove per la prima volta guarda in faccia quello che sarà la sua guida, il pipistrello, annusandone l’alito e superando la paura infertagli dal suo sguardo feroce.

Edizione originale: Legends of the dark knight n. 1-5 da 11/1989 a 03/1990 Edizione italiana: Batman n. 15-19 (Glenat); Le leggende di Batman 26 (Play Press) - Batman La Leggenda n. 75

Edizione originale: Legends of the dark knight n. 1-5 da 11/1989 a 03/1990
Edizione italiana: Batman n. 15-19 (Glenat); Le leggende di Batman 26 (Play Press) – Batman La Leggenda n. 75

Si potrebbe continuare all’infinito su questa linea di raccordi, sottolineando anche come nella figura di Batman questo rapporto con il totem sia ancora più forte che in altre figure super-eroistiche. Essendo privo di poteri sovrannaturali, al Paladino di Gotham l’energia, e il suo status di ‘super’ derivano certamente dalla ricchezza, dalla tecnologia e da anni di allenamento duro, ma a livello simbolico, proprio dal rapporto con il proprio animale totemico. E’ il costume stesso a investire Wayne del potere di compiere la sua missione, e a dettargli il cammino, proprio come in una visione. Come quelle dei popoli tradizionali, che non avvenivano mai in maniera ‘casuale’. Presso gli Ojibway, ad esempio, erano ricercate attraverso digiuni, salassi, lunghe degenze in capanne sudatorie e altre mortificazioni corporali atte a provocarle. Appariva il totem – in un sogno, diremmo razionalmente, ma per gli Indiani era verità – e indicava la strada.

Per Wayne è  lo stesso. L’allenamento straziante, i combattimenti che lacerano il corpo (ad esempio nel ‘Cavaliere Oscuro’ di Miller), l’abbassarsi al minimo livello di estrazione sociale fino all’accattonaggio (in ‘Batman Begins’ di Nolan) rappresentano il percorso di mortificazione che portano all’affermazione della sua personale ‘visione’, non singola nel tempo ma diluita nel corso degli anni. E, proprio come a un eroe, al Crociato Incappucciato si chiede di esercitare un influsso (tendenzialmente considerato benigno) sulla qualità delle vita dei suoi ‘adepti’ o protetti.

Batman l’icona pop creata da Bob Kane e Bill Finger

Nel giorno che celebra la più popolare icona pop e il super eroe dei super eroi, Batman Crime Solver vuole celebrare Bob Kane, Bill Finger e la nascita di Batman raccontandovi ciò che e’ accaduto dietro le quinte nel lontano 1939 e regalandovi le prime tre storie di Batman apparse su Detective Comics da scaricare che troverete in fondo all’articolo.

Nella primavera del ’38 un nuovo personaggio, a bordo di un razzo proveniente dal morente e distante pianeta Krypton, era approdato sulle pagine delle strips americane. Nel 1939 ACTION COMICS, il magazine che ospitava le sue avventure, superò il mezzo milione di copie mensili, con un trend in forte ascesa. Gli autori di Superman — Jerry Siegel e Joe Shuster – guadagnavano 800 dollari alla settimana. Era uno stipendio da sogno per quell’epoca e Bob Kane, avuta la notizia, confidatagli dal suo editor Vincent Sullivan, stentò a crederci e disse qualcosa tipo: “Lavoro su personaggi di ripiego e su strip che hanno solo una mansione riempitiva. Tutta roba umoristica. Incasso circa 40 dollari a settimana e sbarco a fatica il lunario. Se mi garantisci i guadagni di Siegel &Shuster, ti consegnerò un secondo Superman sul tavolino entro lunedì”. Questa conversazione tra Kane e Sullivan ebbe luogo un venerdì. C’era l’intero week-end davanti. Un week-end fortunato perché segnò la nascita di un’icona dell’immaginario fumettistica mondiale! Tornato a casa, Kane si diede da fare a buttar giù sketch preparatori e bozze, cercando l’ispirazione giusta, accennando le linee fondamentali del suo super eroe. In quel momento non si curò delle origini, ciò che gli premeva era creare il suo personaggio immaginario. Il character venne fuori ripensando a tre elementi sostanziali che avevano impressionato la sua vita: la macchina voltante di Leonardo Da Vinci,  il film The Mark Of Zorro, interpretato dalla stella del muto Douglas Fairbanks e il film The Bat Whispers (la seconda versione cinematografica di The Bat, un giallo scritto da Mary Roberts Rinehart). In questa pellicola Chester Morris era il cattivo di turno. Ma grazie al costume da pipistrello che indossava, emergeva subito come la vera star. Al completo da pipistrello, Kane aggiunse il tocco di raffinatezza del mantello. Anche qui si sciupavano i precedenti già visti al cinema, primo fra tutti il Dracula uscito nel 1931, con un immortale Bela Lugosi.

Bill Finger e Bob Kane

Bill Finger e Bob Kane

Dopo aver sciolto gli ultimi dubbi, il giovane artista chiamò ad aiutarlo l’amico e collaboratore Bill Finger, di appena un anno più giovane. I due lavoravano insieme alla strip di Rusty E I Suoi Compari, serie minore presentata nell’antologico “Adventure Comics”. Al suo arrivo nello studio del suo amico Bob Kane, Bill Finger esaminò accuratamente le bozze. Vide una specie di Superman, con gli stivali ma privo di guanti, vestito di una tutina rossa vagamente somigliante alla pelle di un roditore volante, gli occhi coperti da una mascherina stile Zorro, il mantello alla Dracula. Si susseguirono tutta una serie di consigli. C’era da trovare un design vigoroso per il suo character. Un look capace di impressionare al primo sguardo e di attirare sin dalla copertina la curiosità del lettore.

Dall’illustrazione di un pipistrello contenuta nel dizionario Webster, nacque l’idea delle orecchie appuntite e triangolari, mentre si stabili di coprire completamente il viso, avvolgendolo con un cappuccio. Il mantello assunse un ruolo di primo piano: quando l’eroe saltava, doveva somigliare alle ali di un Pipistrello. In un secondo momento, gli occhi del personaggio furono ridotti a inquietanti fessure bianche. Da Ii a poco, il Bat-Man avrebbe viaggiato fino in Ungheria, per sterminare con pallottole d’argento un miriade di vampiri (Detective Comics n. 31/32, scritto da Gardner Fox).

Il personaggio era finalmente completo.

Con un ultimo tocco di grande eleganza, Finger gli diede il nome Bruce Wayne e al suo socio, Bob Kane, non sfuggi la somiglianza con il proprio cognome. D’altronde Bat-Man amava le nottate in bianco proprio come lui e come ogni altro disegnatore professionista.

Quando la versione definitiva del fumetto venne presentata a Vincent Sullivan, non ci furono dubbi. Questo super eroe così gotico, imperscrutabile, e allo stesso tempo del tutto sprovvisto di poteri soprannaturali, era perfetto per le atmosfere cupe di Detective Comics.

Bill Finger e stato recentemente confermato co-creatore di Batman

Bill Finger e stato recentemente confermato co-creatore di Batman

Il resto è storia. Bill Finger sceneggiò la prima Bat-avventura (“The Case of the Chemical Syndacate”) senza occuparsi granché di essere politicamente corretto. l cattivi infatti morivano tra le fiamme, o giù da un grattacielo, e Bat-Man non li salvava dal loro atroce destino, come se la fossero meritata. Presto sarebbe apparsa anche una pistola nel suo arsenale. Una interruzione narrativa di breve durata, poiché la National Comics ne proibì l’ulteriore uso per non turbare i bambini ed evitare reazioni negative da parte dei loro genitori. Mentre Finger si dilettava ad attingere idee dalla fiction d’evasione, prendendone in prestito i più popolari prototipi, Bob Kane affinò il suo stile grafico.

Per le origini del personaggio ci sarebbe stato tempo in seguito e infatti arrivarono nel novembre 1939.

L'origine del personaggio di Batman è la morte dei genitori di Bruce Wayne

L’origine del personaggio di Batman è la morte dei genitori di Bruce Wayne

Ma, fino ad allora, per quanto assurdo possa sembrare, il racconto del raccapricciante omicidio in Crime Alley non era neppure lontanamente nei pensieri dei creatori. Joe Chill che massacrò i coniugi Wayne di fronte agli occhi puri del figlio Bruce, il tormento di vendetta maturata da Bruce fino alla nascita dell’alter ego Batman. Nessuno, oggi, saprebbe concepire una storia del Crociato Incappucciato senza la sua traumatica esperienza infantile. Non esiste Bat-racconto di un certo rilievo, recente o meno recente, che non riprenda a suo modo l’accaduto.

Bob Kane fu aiutato dallo sceneggiatore Bill Finger che, insieme con lui, pose le basi per una dettagliata biografia dell’Uomo Pipistrello.

Bob Kane fu aiutato dallo sceneggiatore Bill Finger che, insieme con lui, pose le basi per una dettagliata biografia dell’Uomo Pipistrello.

A tanti anni dalla prima apparizione Batman è uno dei personaggi più famosi e amati della storia del fumetto che ha accompagnato e accompagna i sogni e le fantasie dei ragazzini (e non solo) di tutto il mondo. Neanche a dirlo, lo storico numero 27 è uno dei più ambiti e introvabili albi a fumetti tanto che nel 2010 fu battuto all’asta per ben un milione di dollari!

Batman Crime Solver, in occasione del Batman Day, vi regala in versione e visione dimostrativa, per le prime tre storie di Batman pubblicate su Detective Comics, ma anche con la calda raccomandazione di comprare, se ancora non lo avete fatto, i fumetti in tutto il proprio splendore. Detective Comics #27

Detective Comics #27 (05/1939)

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Detective Comics n. 28 (06/1939)

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Detective Comics n. 29 (07/1939)

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