Rinascita dell’universo DC: Trinity Parte 2

Inizia sempre allo stesso modo: una splendida giornata a Metropolis, una giornata normale, finchè non lo è più ed ecco che troviamo i due Superman combattere. E’ un episodio ospitato nel numero 22 di Wonder Woman dove andrà in scena un vero e proprio scontro tra due Superman: “Non ricordo come inizia lo scontro, non so neanche se abbia inizio, ma so per certo, in quel preciso istante, nel mezzo della battaglia che non finirà mai” e con i testi di Cullen Bunn e le bellissime matite di Emanuela Lupacchino, ecco che Wonder Woman e Batman si trovano a reagire a questi brutti sogni di Clark che, per quest’ultimo, non sono solo sogni ma è come se qualcuno stesse giocando con la sua vita, distorcendo il suo passato, plasmando e riplasmando la sua esistenza. I suoi ricordi sono sempre più nitidi e gli sfuggono come sabbia tra le dita. E’ Batman però a fare un’ipotesi: e se ci fosse qualcuno tanto formidabile da poter manipolare la realtà dell’uomo più potente della terra?, anche solo andando a modificare piccoli dettagli della sua vita, modellarlo a suo piacimento e rendendo Superman un’arma?. Superman ricorda così un uomo incappucciato che gli è apparso in passato che ha sempre affermato di sapere su di lui più di quanto lui stesso sapesse. Nel frattempo ciò che preme di più sia a Batman e a Wonder è non cadere nel tranello di andare tutti contro tutti, perché in particolare una tavola che si trova sempre nel magnifico numero 22, desta terrore ai nostri eroi della trinity e cioè il multiuniverso che mostra infinite probabilità, possibilità che potrebbe rendere le loro vite un giocattolo dentro una scatola dei balocchi celestiale.

Ed è a questo punto che la Trinità partirà verso lo Spazio Profondo al fine di soccorrere i colleghi della Justice league alle prese con un nemico alieno misterioso e potentissimo. Ecco i nostri eroi alle cascate della gola del diavolo , un’ora a nord di Smalville, un luogo speciale per Clark dopo essere stai intrappolati tutti e tre nel mondo onirico di Mogul che sembrava comunque reale. Lì Clark ha ritrovato suo padre, ha incontrato il se bambino. Tutti e tre hanno rivissuto le loro rispettive infanzie e a desso è come se fossero cresciuti tutti e tre insieme. Giungono poi alla Torre di Guardia della Justice league dove Cyborg li ha convocati. La Torre è un satellite costruito con tecnologia marziana, Thanagariana e Kryptoniana. Qui si trovano ad affrontare creature aliene che non sono spinte da nessuna ossessione o altro e non parlano e non fanno altro che assimilare e consumare. Si attaccano ad un corpo e lo consumano appunto. L’infezione inoltre sembra costringere i corpi ospiti ad aggredire gli altri componenti della Justice League. Altre conseguenze di questo virus che ha attaccato le menti dei nostri eroi e che ne cambia la fisiologia, avrà come conseguenza la quarantena, perché sta per diffondersi sul pianeta sottostante. Sono quindi a repentaglio le vite degli eroi più potenti dell’Universo DC. Superman, Batman e Wonder Woman non hanno molto tempo per venire a capo della situazione che si sta verificando, combattono su centinaia di tonnellate di robusto metallo e reattori a fusione in decadimento orbitale verso la torre. Batman è costretto, una volta catturato l’Aquaman alterato con un cavo di cromo e silicio, a chiedere l’aiuto a Flash. Bruce Saune e Barry Allen, sembrerebbero una coppia improbabile: Batman sempre tenebroso e accigliato e Flash sempre vivace e ottimista. Hanno sempre preso sentieri diversi, ma poi sono finiti sulla stessa strada , una strada disseminata di ostacoli e l’unica cosa che li ha sempre spinti ad andare avanti è la famiglia. Così per evitare che la torre si schianti sulla terra rilasciando il virus letale, Clark con la sola sua forza cerca di deviare la torre di guardia quanto basta per poi catapultarla oltre la terra. Uniti i nostri eroi tentano di sovvertire le sorti dell’umanità con la loro forza e intelligenza perché tutta la vita è preziosa.

Specifiche

  • Titolo: RINASCITA WONDER WOMAN 20/22/24/26 (parte)
  • Linea: Lion

Le puntate precedenti:

TRINITY PARTE 1

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Buon compleanno Superman!

Era il 1938 e l’industria del fumetto lottava per sopravvivere, ma Jack Liebowitz aveva il presentimento che i comics avessero del potenziale non sfruttato. “Sentivo che era un buon settore”, avrebbe poi detto. Quando Malcolm Wheeler-Nicholson andò in bancarotta, Liebowitz e il socio Harry Donenfeld rilevarono la sua quota della società per conto della Detective Comics, Inc. e acquistarono Fun Comics e New Adventure Comics, portando a tre le testate della società (con Detective Comics). A livello societario ci fu anche un altro cambiamento: Whitney Ellsworth lasciò la Detective Comics e Vin Sullivan rimase Tunico supervisore. L’industria aveva bisogno di un eroe e Superman arrivò al momento giusto. Con il lancio di Action Comics, Jerry Siegei e Joe Shuster videro finalmente pubblicato il loro ambizioso progetto e i lettori reagirono con grande entusiasmo. Superman diventò la prima megastar dei fumetti, dimostrando che i comics erano più che una moda passeggera. La Golden Age dei fumetti era iniziata.

10 GIUGNO 1938 SUPERMAN FA LA SUA PRIMA APPARIZIONE SUL PRIMO NUMERO DI ACTION COMICS

Action Comics 1

In estate la DC lanciò la sua quarta testata, Action Comics che, come il titolo prometteva, con More Fun Comics, New Adventure Comics e Detective Comics, offriva appassionanti fumetti d’azione. Anche se i lettori venivano attirati dalle imprese di avventurieri virili come Chuck Dawson, Scoop Scanlon e Pep Morgan, fu la serie principale, “Superman”, a dimostrarsi speciale. “Era da tanto tempo che sapevamo di poter proporre qualcosa di molto diverso, qualcosa che avrebbe subito coinvolto il pubblico”, disse l’autore di Superman, Jerry Siegei, che insieme al disegnatore Joe Shuster riuscì finalmente a portare la loro creazione preferita all’attenzione dei lettori. Fu il supervisore Sheldon Mayer, che lavorava al McClure Syndicate di M.C. Gaines, a suggerire Superman alla DC come serie da inserire in Action Comics. La prima storia comprendeva una breve introduzione su Superman, che poteva “fare balzi di 200 metri, saltare un palazzo di venti piani, sollevare pesi eccezionali e correre più veloce di un treno espresso”. Aveva anche la fortuna di possedere una tale invincibilità che “niente di meno potente di una granata potrebbe perforargli la pelle”. Il pianeta Krypton veniva mostrato ma non nominato, e Clark Kent lavorava come reporter per il Daily Star (il Daily Planet sarebbe apparso solo nel novembre 1940 in  Superman n.7). Loise Lane fu inserita subito nella serie, anche se all’inizio respinse Clark definendolo uno “smidollato, insopportabile vigliacco”. La storia si concludeva con una profetica frase di chiusura: “Così iniziano le avventure del personaggio dei fumetti più sensazionale di tutti i tempi”. Siegel poi commentò dicendo: “Potrebbe sembrare un pò presuntuosa, ma esprime esattamente ciò che avevamo pensato”.

Nota a margine:

Ottant’anni fa, (anche se in realta’ l’Uomo d’Acciaio i suoi ottant’anni li ha compiuti ad aprile, visto che i comic-book delle origini erano dei bimestrali antologici e anche dopo essere diventati mensili hanno per decenni riportato in copertina non il mese d’uscita, ma la data di fine reperibilita e quindi di ritiro dai newsstand e dai drugstore), nelle edicole americane si trovava ancora il giornalino a fumetti, Action Comics numero 1. C’erano dentro diverse storie, ma una, di tredici pagine appena, eccitò così tanto i lettori; in breve tempo le avventure di Superman si presero tutto lo spazio che c’era nel periodico. Per incassare il primo compenso per quella storia, Jerry e Joe cedettero tutti i diritti sul personaggio. Come ho anticipato era l’anno 1938. Solo nel 1975, finalmente, dopo una lunghissima battaglia legale, venne riconosciuto il diritto degli autori (nonché creatori del personaggio) di vedere in ogni fumetto dell’Uomo d’Acciaio la dicitura: Superman creato da Jerry Siegel e Joe Shuster.

In questo video la DC Comics racchiude l’evoluzione dell’iconico simbolo del personaggio.

UN BOLLO FILATELICO PER L’UOMO D’ACCIAIO

In occasione degli ottant’anni dell’Uomo D’Acciaio, RW Edizioni e Poste Italiane hanno collaborato per realizzare un esclusivo bollo filatelico che fissi nel tempo questo momento speciale.

Presso lo stand RW Edizioni, durante il Napoli Comicon 2018, abbiamo acquistato le tre esclusive cartoline celebrative timbrate con lo speciale bollo filatelico su cui è disegnato il simbolo di Superman.

Ve le mostriamo qui sotto.

Questo è il retro delle cartoline complete di bollo filatelico

Oggi, Superman si muove in un mondo molto diverso eppure i suoi valori, il suo potere invincibile e gentile, sono rimasti invariati. Jerry Siegel e Joe Shuster diedero vita a un simbolo che, a ottant’anni dalla sua prima apparizione, continua a ispirare i lettori di comics di tutto il mondo e continua a influenzare la cultura di massa.

UN BLOG DEDICATO AI GADGET DI SUPERMAN

A questo proposito, per continuare a celebrare il mito di Superman, vi segnalo un blog hawaiano gestito dal mio amico Lawrence (hawaiisupermanfan), interamente dedicato ai gadgets dedicati all’uomo d’acciaio. Per visualizzare il suo blog fate clic anche sull’immagine qui sotto.

Per completare la celebrazione dell’azzurrone di casa DC Comics, qui trovate una serie di articoli che abbiamo dedicato ai momenti cinematografici e televisivi dedicati alle avventure dell’uomo d’acciaio, oltre ad una speciale intervista a Veronica Puccio la doppiatrice italiana della serie tv Supergirl.

SuperEaster egg

Ho il piacere di presentarvi due disegnatori:

Umberto Giampà che ha partecipato al nostro libro tributo Batman Silent Book, ma qui ci offre è il suo personale omaggio a Superman.

Max Moda anche lui ha partecipato al libro tributo Batman v Superman Concept Artbook e Dead xx Squad, ma qui ci offre il suo personale omaggio a Superman.

Frank Miller: “I supereroi? Li amo, ora ho messo gli occhi su Superman”

 “I supereroi? Li amo, come i fumetti sono legati alla nostalgia, a quello che ognuno si porta dentro della propria giovinezza. Non li lascio, anzi, adesso ho messo gli occhi su Superman“.

Frank Miller sceglie Napoli per lanciare la sua idea nella costruzione di una nuova dottrina, moderna, dark, del mondo degli eroi pop del XX secolo. L’artista americano è stato ospite al Comicon, dove ha incontrato tantissimi fan in religiosa attesa. Il creatore di Sin City e 300, l’uomo che ha rilanciato e modernizzato il mito di Batman, è il regalo che Comicon si è fatto per il suo ventesimo anniversario, portandolo a Napoli (come vi avevamo anticipato qui).

Artista poliedrico, che passa dal fumetto al cinema, Miller, spiega i punti di contatto tra le due forme d’arte: “Fumetti e cinema hanno sentieri simili, si basano entrambi sull’importanza di combinare parole e immagini. Ma con le differenze. Nel cinema ci sono reali attori e reali emozioni, e poi sono grande schermo. I fumetti li puoi leggere sul divano o in bagno. Ma entrambi danno una visione potente e grandi storie”. Storie legate ai momenti di chi legge e guarda, ma anche di chi li crea, come lo stesso Miller confessa: “Il mio Batman me lo chiedevano da tempo – racconta l’artista 61enne – poi decisi come farlo quando avevo 29 anni. Era la vigilia del mio trentesimo compleanno, avevo paura di invecchiare, di quello che mi aspettava. Così decisi di fare un Batman 50enne, immaginare le sue ansie personali ma anche i suoi dolori muscolari”.


Non solo supereroi, però, Miller guarda anche all’America contemporanea: “Sto studiando, vorrei fare una buona parodia sul corrente regime in America. Ma non è facile, perché sarebbe come fare una parodia di una parodia. E poi la situazione negli Usa è troppo inquietante per sembrare divertente“. Ma Miller collega la nostalgia all’attualità politica: “Come dicevo per i supereroi ognuno di loro fa scattare la nostalgia, perché è legato a una generazione. E questo influenza anche la politica, il mondo è sempre governato da uomini di mezza età che pensano alla loro gioventù. Ne abbiamo avuti alcuni che sono cresciuti durante la guerra, negli anni Sessanta, negli anni Settanta. Oggi ci sono quelli che hanno nostalgia degli anni ’80 il che è un po’ strano perché in effetti non sono stati il miglior periodo della storia”. Miller, però, continua a raccontare il passato e il presente dell’immaginazione collettiva e ha voglia di farlo: “Ho un nuovo progetto su Sin City – dice – ma anche con la Dc Comics. Ma mi piacerebbe fare tante cose, ad esempio vorrei collaborare con Milo Manara, ma lo farò appena ha tempo, è sempre super impegnato”.

Qui di seguito, potete assistere al suo incontro con Milo Manara, svoltosi a Lucca Comics edizione 2016.

È morta Margot Kidder, la nostra eterna Lois Lane in ‘Superman’ con Christopher Reeve

L’attrice, 69 anni, è morta domenica 13 maggio 2018 nella sua abitazione di Livingston, negli Stati Uniti. Dopo il successo con il blockbuster firmato da Richard Donner, si era allontanata dal cinema a causa di un grave disturbo bipolare.

Margot Kidder, l’attrice che vestì i panni di Lois Lane, la tenace giornalista innamorata di Superman, è morta domenica 13 maggio 2018 nella sua casa di Livingston, nello stato del Montana. Al momento le cause del decesso sono sconosciute.

Kidder, 69 anni, era diventata famosa in tutto il mondo nel 1978 grazie al blockbuster di Richard Donner, quando era stata scelta per diventare la donna per cui perde la testa il protagonista Clark Kent, interpretato da Christopher Reeve. Una curiosità: nel film è Lois a dare il nomignolo di ‘Superman’ all’eroe, un elemento narrativo inedito che viene poi aggiunto anche alla storica serie a fumetti.

Diversi attori tra cui Mark Hamill, l’attore e doppiatore statunitense, che ha raggiunto fama mondiale interpretando il personaggio di Luke Skywalker nella saga cinematografica di Guerre stellari e per aver prestato la voce al Joker nelle serie animate e nei videogiochi dedicati a Batman, si stanno unendo in queste ore al ricordo dell’attrice.

L’attrice, che era nata il 17 ottobre 1948 a Yellowknife, in Canada, fece parte della saga recitando anche nei tre sequel successivi di Superman ma progressivamente si allontanò dal cinema, ottenendo solo piccole parti in show e film per la tv. La sua carriera cominciò quando viveva a Toronto, clavorando per il piccolo schermo.

Nei primi anni Settanta partecipa a Quackser Fortune Has a Cousin in the Bronx accanto a Gene Wilder. Il grande passo arriva nel 1973, quando Brian De Palma la chiama per l’horror Le due sorelle, in cui interpreta una delle protagoniste. Si ricorda anche la versione cinematografica del Pigmalione, nel 1983, con Peter O’Toole, al quale segue l’avvicinamento al teatro. Nel 1996 le viene diagnosticato un grave disturbo bipolare che la allontana dal cinema. l creatori della serie animata I Griffin le resero omaggio nell’episodio Il cavaliere nero, con un personaggio chiamato, appunto, Margot.

Gli ultimi anni

Negli anni 2000 ha preso comunque parte come guest star a serie tv, vincendo un Emmy Award.  A Broadwa Margot Kidder ha recitato nel 2002 nella pièce “I monologhi della vagina”, ed è ricordata anche per il proprio impegno in favore dell’ambiente e contro la guerra.

Rinascita dell’Universo DC: Trinity Parte 1

Apprezzata sia dalla critica che dal pubblico, Trinity è stata una delle rivelazioni più sorprendenti dell’era Rinascita dell’Universo DC: la serie con protagonisti Superman, Batman e Wonder Woman è curata da Francis Manapul, che ha firmato memorabili storie di The Falsh e Detective Comics come autore completo.
La storia, dal sapore molto intimista e umano, guarderà ai tre principali supereroi dell’Universo DC con un’ottica nuova, mostrando una caratterizzazione a tutto tondo che evidenzierà le particolarità e spigolosità dei loro caratteri. In questa serie saremo testimoni dell’evoluzione delle relazioni tra Diana Prince, Bruce Wayne e Clark Kent, e di come il rapporto tra i tre sia sì spesso difficile, ma anche solido e unico. Trinity sarà inoltre connessa ai tanti misteri accennati in Universo DC Rinascita, storia speciale che ha dato il via alla nuova, spettacolare era dell’Universo DC.

I personaggi:
Wonder Woman:
Da sempre indefessa paladina della verità, Wonder Woman ha però recentemente scoperto di essere vittima di un grande raggiro , che l’ha portata a dubitare di ogni casa, a partire dalla sua stessa originale. Assieme a Cheetah, sua antica amica e poi avversaria, è decisa a risolvere i tanti misteri che la vedono nolente protagonista. In passato, inoltre, Diana ha avuto una relazione con il Superman dell’Universo DC dei New 52, morto poco tempo fa.


Batman:
Il Cavaliere Oscuro di Gotham City è uno degli eroi più importanti e singolari del mondo. Batman non dispone di alcun super potere, ma grazie a incredibili doti fisiche e mentali, è il più grande detective del mondo, è in grado di affrontare potenzialmente qualsiasi tipo di minaccia e avversità. Membro della justice league e individuo assai diffidente, il Crociato incappucciato non riesce ancora a fidarsi del “nuovo” Superman, che ha preso il posto del precedente.


Superman:
L’attuale Superman non è quello che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni. Questa interazione di Clark, infatti, appartiene, assieme a sua moglie Lois e a suo figlio Jonatha, a una realtà precedente quella dei New 52, che ebbe fine a seguito dell’evento FLASHPOINT. Superman e i suoi cari si sono però trovati catapultati in questo mondo, a loro ancora estraneo e Clark ha scelto di indossare nuovamente il mantello dell’Uomo d’Acciaio: il mondo avrà sempre bisogno di Superman!

Nel primo capitolo della nostra nuova serie comprimaria, assieme a Superwoman e cioè Trinity, siamo stati partecipi di una singolare cena a casa di Kent. Lois Lane ha invitato i principali “colleghi” di suo marito, Batman e Wonder Woman, a casa loro, così che tutti possano conoscersi meglio. Il Superman dell’Era Rinascita non è infatti quello che abbiamo visto in attività nel post FLASHPOINT, ma una sua versione proveniente dalla realtà dell’Universo DC esistita prima di quella de I NUOVI 52. Qualcosa però è andato storto, e i tre eroi si sono proiettati in quello che sembra essere il passato di Clark. I tre supereroi sono stati intrappolati in un sogno o meglio incubo/ indotto, vittime di un piano malvagio orchestrato da Poison Ivy e da un suo misterioso alleato. Gli eroi sono ormai costretti a rivivere il loro passato, compresi gli eventi più drammatici di quest’ultimo. Sta per tornare in scena poi, la Black Mercy, una pianta aliena in grado di dar
vita al “sogno perfetto” di chiunque vi entri in contatto intrappolandolo in un limbo onirico. Creata da Alan Moore e Dave Gibbons sulle pagine di Superman Annual vol.1 #1 (1984), che potete ancora leggere nell’episodio a fumetti: “Per l’uomo che aveva tutto” su Superman, I Classici del Fumetto di Repubblica anno 1, n. 14 del 23 Maggio 2003 e Le storie di Alan Moore Superman, Planeta DeAgostini del 2008. La Black Mercy ha funestato le esistenze di molteplici eroi DC come Lanterna Verde (Hal Jordan), Superman, Freccia Verde e Batman. Oltre ad essere apparsa anche in un episodio a cartone animato di Justice League Unlimited è apparsa anche nel l’episodio n. 12 della prima stagione di Supergirl


Quando la vittima si accorge però che la realtà creata dalla Balck Mercy ha dei difetti strutturali che ne evidenziano la natura fittizia, questa pianta aliena perde progressivamente la propria presa sulla mente dell’ignaro ospite . Nel “mondo perfetto” creato dalla Black Mercy per Superman , l’Uomo d’Acciaio non ha mai visto il suo pianeta Krypton perire ed è sposato con una donna che è un ibrido tra Lois Lane e Lana Lang. Batman invece non ha mai visto morire i suoi genitori, con i quali è cresciuto, sposando poi Kathy Kane e avendo con la donna una splendida bambina. Si conclude così il primo arco narrativo di Trinity.

Specifiche

  • Titolo: RINASCITA WONDER WOMAN 8/10/12/14/16/18
  • Linea: Lion

Smallville

Smallville. Dieci stagioni, andate in onda tra il 2001 e il 2011, che esplorano la vita del giovane Clark Kent, interpretato da Tom Welling (doppiato dal nostro Marco Vivio) e il suo percorso per diventare l’iconico eroe dal mantello rosso e dagli incredibili poteri. Quali sono le sue motivazioni? Cosa lo ha spinto a diventare il paladino dell’Umanità nonostante le sue origini aliene? Con quali valori è stato cresciuto dai suoi genitori adottivi, Jonathan e Martha? Quali amicizie e amori hanno segnato la sua strada? Quali difficili scelte, quali incontri e scontri?

Con queste intriganti premesse la serie si riprometteva di riportare ai giorni nostri il mito di Superman, da sempre sotteso all’eterna dicotomia tra un linguaggio che sa di universalità – pescando addirittura nella mitologia – e l’inevitabile condanna a essere eternamente fuori dal tempo. Trovare nuove strade per raccontarne la storia non era, e tuttora non è, facile (né mai lo sarà, a mio modesto parere). Ma, per certi versi, usando l’espediente dell’elseworld, Smallville ci riesce.

Almeno per le prime cinque stagioni, infatti, pur conservando una preponderante componente romantica – si tratta pur sempre di un teen drama – Smallville fa il suo dovere piuttosto bene, delineando i tratti dei personaggi principali della mitologia supermaniana anche con una certa complessità: il cammino dell’eroe viene costellato di prove e fatiche, che specularmente raccontano anche il declino dell’amico destinato a divenire il suo peggior antagonista. Tra una fanciulla da salvare e un freak of the week, la storia si mantiene su buoni livelli, vantando perfino dei cameo di rilievo, da Margot Kidder al compianto Christopher Reeve, in quello che all’epoca fu un vero e proprio passaggio di testimone estremamente toccante.

La seconda metà di serie non si mantiene su questi livelli, cercando di barcamenarsi tra una quantità di personaggi – tra gli altri e solo a livello indicativo: Flash, Aquaman, Black Canary, Cyborg, Martian Manhunter, Metallo, Zod, la Legione, Brainiac… – e storie forse un po’ sfuggite di mano, la voglia di fare dello show qualcosa di più fumettistico e la necessità di conservarne le radici teen, in un graduale declino che ha il suo apice nell’ottava stagione – discesa pur parzialmente giustificata dal cambio di sceneggiatori dovuto a un lungo sciopero della categoria negli U.S.A., ragione comunque non sufficiente a considerare quantomeno passabili alcuni story-arc: ancora non perdono l’orribile gestione della questione Lana Lang, per non parlare del main villain, un Doomsday tanto mal scritto quanto inutile.

Le cose migliorano dalla metà della nona stagione, con il subentro di Geoff Johns (qui una nostra ripresa esclusiva a Lucca Comics 2012) alla sceneggiatura di alcuni episodi – memorabile la doppia puntata sulla Justice Society of America, che vide non solo l’ingresso nella serie di Hawkman, Doctor Fate e Stargirl, ma anche riferimenti importanti a Sandman, Jay Garric (ben prima di The Flash) e a Alan Scott, la prima Lanterna Verde.

Geoff Johns a Lucca Comics 2012 - Foto di Batman Crime Solver

Foto di repertorio di Batman Crime Solver – Geoff Johns a Lucca Comics 2012

La decima stagione ricollega bene molti punti oscuri – tranne, per l’appunto, che fine abbia fatto Lana, a dimostrare che si trattava proprio di una sceneggiatura partorita male – traghettando degnamente Clark ad abbracciare, finalmente, il suo destino contro la grande minaccia di Darkseid. A dirla tutta, avremmo tutti voluto una scena finale più action, vedere finalmente Superman in azione e non semplicemente Welling sbottonarsi la camicia e mostrarci lo Scudo; ma, data la qualità non più eccelsa e il budget richiesto troppo elevato, ci si è un po’ tutti accontentati, chiudendo persino un occhio sulla sorte riservata a Lex Luthor.

Si tratta comunque di una visione leggera e non impegnativa, pur parlando di oltre duecento puntate. La visione della serie in streaming, può essere un buon rimedio per coloro che non l’hanno vista.

Se proprio non sopportate trame “alla Beautiful” che puntano più al romanticismo che all’azione, evitatelo come la peste. Consigliata a tutti gli altri, soprattutto agli appassionati del genere e dei personaggi.

Tra le nostre tante interviste abbiamo in archivio per voi i saluti di Marco Vivio il doppiatore di Clark Kent interpretato da Tom Welling.

E i saluti dal bravissimo Fabrizio Vidale che è apparso nel serial doppiando il personaggio WINSLOW SCHOTT / GIOCATTOLAIO (prima apparizione è stata su Action Comics n. 64 settembre 1943) interpretato da Chris Gauthier (stagione/episodi 8.14, 9.4, 10.20).

CURIOSITÀ

Filmato quasi interamente a Cloverdale, nella Columbia Britannica, la serie vede l’ingresso nel mondo della televisione di nuovi talenti come Kristin Kreuk nel ruolo di Lana Lang, e il ritorno di volti ben più noti come John Schneider (il Bo Duke di Hazzard) nel ruolo di Jonathan Kent, di Annette O’Toole (apparsa nel film Superman III nel ruolo di Lana Lang) nel ruolo della madre di Clark Kent e di John Glover nel ruolo di Lionel Luthor. Senza dimenticare la nostra Wonder Woman Lynda Carter che ha recitato in Smallville un cameo in nel ruolo di Moira Sullivan.

Lois&Clark – Le nuove avventu­re di Superman

Lois&Clark: Le nuove avventure di Superman (Lois&Clark: The New Adventures of Superman) Con: Teri Hatcher, Dean Cain, Michael Landes, Justin Whalin, Lane Smith, Tracy Scoggins, John Shea, K Callan, Eddie Jones. Produzione: Usa, 1993, avventura/fantastico, colore (86 episodi di 60’ e 1 di 90’).

Il serial anni ’90 sulle gesta di Super­man predilige la storia d’amore tra Lois Lane (Teri Hatcher) e Clark Kent (Dean Cain), entrambi giornalisti al “Daily Planet” di Metropolis. La pri­ma ha occhi solo per il super-uomo e prega Kent di fissarle un appuntamento con il suo idolo: la reporter non sa che Clark è il volto umano di Super­man. Attorno alla coppia ruotano il giovane giornalista Jimmy Olsen (interpretato dapprima da Michael Lan­des, in seguito da Justin Whalin), il direttore Perry White (Lane Smith), la cronista mondana Catherine “Cat” Grant (Tracy Scoggins), il cui personaggio lo ritroviamo nella nuova serie di Supergirl, e Lex Luthor (John Shea), l’acerrimo nemico di Su­perman creduto morto alla fine della prima stagione ma che ricompare di tanto in tanto. K Callan ed Eddie Jones interpretano sporadicamente i genitori adottivi dell’uomo-acciaio: Martha e Jonathan Kent. Phyllis Coates, che aveva interpretato Lois nella prima serie tv sul super-eroe (1951), veste in una puntata i panni della madre della giornalista, Ellen Lane. L’aspetto ro­mantico tra la coppia protagonista guadagna enfasi con il passare delle puntate: dapprima lei si innamora di Lex Luthor e arriva a un passo dall’al­tare; alla fine della seconda stagione Lois sospetta che Clark sia Superman e Kent rivela la sua vera identità chiedendole la mano; il matrimonio avviene dopo 35 puntate di fidanzamento. Rispetto alle altre trasposizioni sul su­per-eroe emergono due novità non indifferenti: la storia è ambientata negli anni ’90 e i genitori di Clark sono entrambi vivi e vegeti, assumendo il ruolo di confidenti nei confronti del figlio adottivo. Non mancano plot più pro­priamente fantascientifici: tra viaggi nel tempo, rapimenti alieni, realtà vir­tuali e cloni figli dell’ingegneria genetica, Superman si ritrova miniaturizza­to in un episodio tratto dal best-seller di Richard Matheson Tre millimetri al giorno. Se Deborah Joy Levine cura l’edizione televisiva anni ’90 del su­per-eroe ideato da Jerry Siegei e Joe Schuster, Robert Singer è il produttore esecutivo insieme alla stessa Levine, David Jacobs, Brad Buckner ed Euge­nie Ross-Lemming. La musica originale è composta da Jay Gruska. Tra le guest-stars: Elliott Gould, Tony Curtis, Roger Daltrey (Who), Adam West (Batman di cui vi mostriamo un frammento qui sotto in cui interpretava Jerry, un reporter nell’episodio Whine, Whine, Whine – Processo a Superman), Sherman Hemsley e Isabel Sanford (protagonisti dei Jefferson), Sonny Bono, Denise Richards, Raquel Welch. Nell’ultimo episodio Lois e Clark decidono di avere un super-bim­bo anche se sono “biologicamente incompatibili”.

CURIOSITA’

Nell’episodio in cui è stato ospite, Adam West è stato anche raggiunto dal co-protagonista della serie Batman Frank Gorshin (The Riddler) che ha interpretato Sharpie Lawyer.

Il compianto Frank Gorshin interpretava l’antipatico avvocato Sharpie Lawyer nell’episodio della seconda stagione , Whine, Whine, Whine – Processo a Superman.