Topolino salvò Superman, ovvero da Metropolis a Paperopoli

Recentemente, grazie all’inserto del sabato “La Lettura” pubblicato dal Corriere della Sera, sono entrato in possesso di una mini storia a fumetti che riguarda due personaggi iconici che hanno da poco compiuto gli anni: Superman (qui abbiamo celebrato i suoi 80 anni) e Topolino (che da poco ha compiuto 90 anni). Le due leggende del fumetto hanno uno stretto legame. Avrei voluto scrivere qualcosa in merito, ma ho preferito rivolgermi ad uno dei maggiori esperti italiani dell’uomo d’acciaio: Filippo Rossi. Già ospite con una approfondita intervista nel nostro blog per la promozione del suo saggio Super – Ottant’anni di Superman, il primo supereroe. Filippo si è messo senza esitazione a scrivere il pezzo e quello che potete leggere di seguito è il risultato, con tanto di “regalino” alla fine dell’articolo, dove troverete il fumetto “E Topolino salvò Superman” storia scritta da Stefano Priarone, giornalista che si occupa, tra l’altro, di cultura pop e Niccolò Storai disegnatore e autore di storyboard per il cinema.

DA METROPOLIS A PAPEROPOLI!

Di Filippo Rossi

Il mio libro Super, dedicato a Superman e alla Trinità DC Comics (con Batman e Wonder Woman), festeggia i primi ottant’anni dell’eroe venuto da Krypton: le origini di Superman (e della sua casa editrice, la DC Comics) sono nel 1938. Chi è il primo supereroe? Qual è il suo ruolo nella cultura del XX e del XXI secolo? Cosa significa essere il più grande eroe del genere umano, scoprirsi straniero in terra straniera e con i poteri di una divinità? Le risposte a queste e altre domande segnano otto decadi nella storia del fumetto popolare e nel cinema dei kolossal – e compongono un libro densissimo e vasto, che sta diventando un laboratorio alla base di presentazioni sempre più interessanti e nuovi progetti editoriali di vario genere, tra saggistica e creazioni originali. Super è allo stesso tempo saggio e narrazione: 345 pagine fitte che ho scritto mosso da sacro furore, interpuntate dai miei disegni a introdurre ciascun capitolo. Come autore cerco di raccontare la nascita degli eroi, la loro caduta e il loro rialzarsi; le strategie di una casa editrice che è stata sul tetto del mondo, ha creato e ordinato un Multiverso; come registi e produttori hanno interpretato i supereroi al cinema. L’editore Fabio Pinton di Runa ci ha creduto; il tolkieniano e autore fantasy Paolo Gulisano di Milano ne ha scritto la prefazione; l’esperto Dan Cutali di Torino ha supervisionato il manoscritto.

Disegno di Filippo Rossi

IL REGNO DEI SUPERUOMINI

Superman è un personaggio dei fumetti creato all’inizio del 1933 dallo scrittore Jerry Siegel, nato a Cleveland il 17 ottobre 1914 e morto a Los Angeles il 28 gennaio 1996, e dal coetaneo disegnatore Joe Shuster, nato a Toronto, in Canada, il 10 luglio 1914 e morto a Los Angeles il 30 luglio 1992. Due studenti liceali diciottenni di Cleveland, nell’Ohio. Rampolli di modeste famiglie ebraiche. Viene pubblicato cinque anni dopo dalla National/DC Comics sulle pagine di Action Comics #1, datato giugno 1938 ma in realtà in edicola fin da quell’aprile.

Torniamo al freddissimo gennaio del 1933 a Cleveland, Ohio…

Il liceale Jerry Siegel scrive una storia breve, che fa illustrare dall’amico e compagno di classe Joe Shuster. Il titolo è The Reign of the Superman (Il regno del superuomo), che poi Siegel autopubblica sulla sua fanzine, Science Fiction. Il personaggio del titolo è un vagabondo che ottiene grandi poteri psichici grazie a una droga sperimentale e li usa solo per profitto e divertimento; poi li perde e torna povero, disperato poiché viene ricordato solo come un essere malvagio. La doppia pagina iniziale illustra a sinistra un uomo calvo (futuro Lex Luthor?) che domina una città futuristica (Metropolis?) estesa fino alla pagina di destra. La fanzine dello scrittore in erba è un flop. Siegel e Shuster quindi passano a fare strisce a fumetti, sempre autoprodotte, per un albo che chiamano Popular Comics. I due sognano l’assunzione in un’azienda di strisce per quotidiani, un lavoro più stabile e pagato dei magazine pulp. Inoltre, il livello artistico richiesto è basso quindi più accessibile ai giovani e inesperti creativi.

Tra il ’33 e il ’34 Siegel sviluppa un nuovo personaggio, anche questo chiamato Superman ma stavolta eroico poiché lo ritiene più vendibile. Questo prototipo non possiede poteri fantastici e indossa abiti normali; Siegel e Shuster spesso lo paragonano a Slam Bradley, un altro personaggio che creano nel ’36. Siegel convince Shuster a trasformarlo in una comic strip. La propongono quindi alla Humor Publishing di Chicago dopo aver letto uno dei loro albi, Detective Dan. Un rappresentante della casa editrice è in visita a Cleveland per affari e i due ragazzi mettono velocemente insieme una striscia intitolata The Superman. Gliela mostrano trepidanti. La Humor mostra interesse ma viene espulsa dal mercato prima di poter proporre un qualsiasi contratto. Siegel è convinto che gli editori continuino a rifiutarli perché lui e Shuster sono troppo giovani e sconosciuti. Così inizia a cercare un disegnatore più esperto per sostituire l’amico. Shuster reagisce male: brucia il fumetto rifiutato di Superman, risparmiandone solo la copertina. Siegel contatta diversi artisti e, nel ’34, risponde Russell Keaton, disegnatore dei comics di Buck Rogers. Keaton illustra un nuovo trattamento supermaniano su nove strisce di prova, in cui il personaggio evolve.

In un futuro distante, alcuni “cataclismi giganti” stanno per far esplodere la Terra; l’ultimo uomo sopravvissuto manda l’unico figlio indietro nel tempo fino all’anno 1935. Qui viene adottato da Sam e Molly Kent. Il ragazzo sfoggia una forza sovrumana e una pelle resistente ai proiettili. I Kent lo chiamano Clark e gli insegnano a usare questi doni per il bene.

Anche questo progetto viene rifiutato dai newspaper syndicates e Keaton abbandona la collaborazione. Siegel e Shuster fanno la pace e tornano, testardi, a lavorare su Superman. Il personaggio diviene un alieno del pianeta Krypton e indossa il costume oggi così popolare: calzamaglia con una “S” sul petto, mutande indossate sopra di essa e un mantello. Rendono Clark Kent un giornalista che fa finta di essere timido e presentano la sua collega Lois Lane, attratta dal mitico e potente Superman e incapace di capire come i due siano in realtà la stessa persona.

I due creatori diventano fumettisti professionisti nel ’35: producono storie di detective e d’avventura per l’editrice newyorkese National Allied Publications. Anche se la casa editrice esprime subito un certo interesse per Superman, Siegel e Shuster intendono sempre venderlo come striscia per i quotidiani, collezionando rifiuti. Il leggendario editore Max Gaines, che lavora al McClure Newspaper Syndicate, suggerisce loro di mostrare Superman alla testata Detective Comics – appena comprata dalla National Allied. I due, esausti, cedono: nel marzo del ’38 vendono tutti i diritti del personaggio alla Detective Comics, Inc. per 130 dollari (dieci dollari a pagina, più o meno 2.300 dollari di oggi). Ormai hanno perso ogni speranza nel successo di Superman. Vendendolo l’avrebbero almeno visto pubblicato.

Superman debutta come personaggio principale, raffigurato in copertina, sul numero 1 della rivista antologica Action Comics: la data stampata è giugno 1938 ma la pubblicazione esatta è il 18 aprile ’38. L’antologia è un successo immediato grazie al personaggio. Nel giugno ’39 l’editrice sorella Detective Comics inizia una serie parallela chiamata solamente Superman, dedicata esclusivamente a lui. In breve anche Action Comics lascia perdere gli altri personaggi e viene riservata solo all’Uomo d’Acciaio: da allora le due testate vengono pubblicate senza interruzioni.

Intanto, nel gennaio del ’39 si realizza la volontà originaria di Siegel: una striscia a fumetti appare ogni giorno sui giornali, attraverso la mediazione del potente McClure Syndicate; in novembre parte anche la versione domenicale a colori. La scrivono dei ghostwriter su indicazioni dell’autore e la continuity va per conto suo. Nel ’41 i lettori delle strisce si contano sull’ordine dei venti milioni in tutti gli States. Shuster disegna le prime strisce ma poi passa il lavoro a Wayne Boring, matitista del Minnesota. Dal ’49 al ’56 il disegnatore diventa Win Mortimer. Le strisce terminano nel maggio del ’66 ma vengono ripubblicate dal ’77 al ’83, in coincidenza con la serie di film della Warner Bros.

Superman, zio Paperone e il Giocattolaio

CADUTA AMERICANA E SOPRAVVIVENZA ITALIANA

Jerry Siegel scrive la maggior parte delle narrazioni supermaniane tra albi e strisce, poi presta il servizio militare. Nel ’44, coscritto alle Hawaii, non può impedire che la casa editrice proponga in autonomia la versione giovanile del suo personaggio: il cosiddetto “Superboy”. Oltretutto, basato su un concept dello stesso autore a suo tempo rifiutato. È l’inizio della lunga lotta legale sui diritti dell’Uomo d’Acciaio combattuta tra gli ancora anonimi inventori e la DC Comics, che sulle pagine stampate non li cita mai. Dopo la Seconda guerra mondiale, nel ’47, Siegel e Shuster portano in tribunale l’editrice per il possesso di Superman e di Superboy. La decisione del giudice è che la vendita a prezzo di fame del ’38 concede il possesso del supereroe alla DC Comics, mentre Superboy appartiene a Siegel. Un accordo tra le parti fa poi intascare ai due creatori 94mila dollari (960mila di oggi) per la rinuncia a qualsiasi pretesa; in cambio, Siegel e Shuster vengono licenziati e dimenticati. Cadono in miseria. Nel 1975, dopo l’annuncio del film di Richard Donner con Christopher Reeve (che esce nel 1978) e la protesta di Siegel, un’azione di artisti del fumetto impone alla DC Comics di tornare sui propri passi: da allora, i due inventori del primo supereroe devono essere sempre nominati (e pagati) in ogni iterazione del personaggio. Siegel e Shuster sono in miseria e il recupero dei diritti salva loro la vita. La causa riguarda anche gli eredi e dura tutt’oggi.

Siegel nel frattempo conduce una carriera discontinua e di scarso successo commerciale, segnato dalla decennale causa legale e, soprattutto, dall’orgogliosa lotta di principio con la potente DC Comics. Tra le sue collaborazioni più curiose e, dal nostro punto di vista italiano, clamorose, vi è quella con la Mondadori per la popolare testata Topolino.

Nel 1968, trent’anni dopo aver pubblicato Superman, Jerry Siegel conosce il genio del fumetto disneyano Carl Barks – vero creatore dell’universo dei Paperi e del mito di Paperon De’ Paperoni. Grazie a lui lavora per la Western Publishing nel comic book Junior Woodchucks, ossia il famosissimo gruppo para-scout delle Giovani Marmotte di Qui, Quo e Qua, i nipotini di zio Paperino. Realizza due brevi episodi…

On the Dodo’s Trail, 9 pagine dedicate alle Giovani Marmotte disegnate da Kay Wright – pubblicate su Junior Woodchucks #16 del settembre 1972, poi in Italia su Topolino #886 del 19 novembre 1972 con il titolo Qui, Quo, Qua sulle tracce del dodo.

The Maxi-Medal, 9 pagine dedicate a Qui, Quo, Qua disegnate sempre da Kay Wright – pubblicate su Junior Woodchucks #17 del novembre 1972, poi in Italia sull’Almanacco di Topolino #203 del novembre 1973 con il titolo Le Giovani Marmotte e la maximedaglia.

Il primo, breve passo dalla Metropolis di Clark Kent verso la Paperopoli della Walt Disney è compiuto. Il secondo, più grande, implica una trasvolata oceanica dalla East Coast americana alla Milano meneghina. Ciò avviene nel decennio che, alla sua fine, lo rilancia all’attenzione mondiale con la drammatica pacificazione sui diritti supermaniani con la DC Comics, dovuta al successo incredibile del primo film dell’Uomo d’Acciaio Christopher Reeve.

Negli anni ’70 Siegel è una leggenda solo per gli addetti ai lavori più colti, visto l’anonimato e la stato di indigenza; accetta, possiamo immaginare con che stato d’animo, questo fatidico lavoro minore: la scrittura di storie italiane per la Arnoldo Mondadori Editore, licenziataria per l’Italia dei diritti dei fumetti Walt Disney Company per i mitici Mickey Mouse e Donald Duck. La testata per la quale lavora è, ovviamente, il settimanale Topolino, centrale nella crescita intellettuale e creativa di intere generazioni di piccoli appassionati – compreso il sottoscritto. Qui, il creatore di Superman figura come “scriptwriter”, ossia soggettista e sceneggiatore a regolare libro paga Mondadori, di alcune avventure lette da quasi tutti i bambini italiani degli anni ’70.

PAPEROPOLIS, MILANO, U.S.A.

Nel 1971 Mario Gentilini, direttore responsabile dell’albo italiano Topolino, è in visita alla sede della Walt Disney a Burbank, California. Qui incontra Jerry Siegel: lo conosce già avendo diretto, nel decennio precedente, la testata italiana dedicata al suo Superman, il settimanale Nembo Kid.

L’imprenditore milanese ha uno di quei colpi di genio degni di una carriera: proporre alla decaduta star americana, ideatrice della prima icona supereroica, la scrittura delle storie nostrane sul mito dell’arte statunitense, Mickey Mouse.

Siegel accetta: pubblica in Italia ben 158 storie tra il 1972 e il 1980. L’autore ne approfitta per esprimere tutta la sua disperazione esistenziale, pur in un genere dedicato ai bambini: assoluto idealismo, sconsolata lotta contro i massimi sistemi, critica amara delle grandi compagnie capitalistiche senz’anima – simbolo della diatriba con la DC Comics per i diritti di Superman. Lo stesso rampante miliardario Paperon De’ Paperoni presenta slanci positivi a confronto di capitani d’industria ben peggiori come lo spietato Rockerduck. In questa visione siegeliana, il preferito è ovviamente la sfortunata vittima universale Paperino; mentre il buon Topolino è protagonista eroico di avventure fantascientifiche: entra anche a far parte dei Rangers Spaziali. Le forme narrative, in effetti, fanno ampio ricorso a idee legate alla science fiction più classica.

Le storie esclusive per l’Italia iniziano con due titoli che la dicono tutta sulle passioni supereroiche e cosmiche dell’autore del kryptoniano Kal-El…

 

Paperino e la macchina dell’eroismo, 30 pagine dedicate a zio Paperino disegnate dal giovanissimo maestro veneziano Giorgio Cavazzano, che nella sua eccezionale carriera ha anche l’onore di battezzare l’esordio italiano del creatore di Superman – pagine pubblicate su Topolino #878 del 24 settembre 1972.

Zio Paperone e il rovesciamento cosmico, 23 pagine dedicate a zio Paperone disegnate da Giancarlo Gatti – pubblicate sull’Almanacco di Topolino #199 del 1 luglio 1973.

Il capolavoro è una storia cosmica di alto livello, figlia oscura delle drammatiche crisi spaziotemporali del primo supereroe e di una situazione personale terrificante. Paperone, Paperino e Archimede attraversano la storia della Terra in una scorribanda da un secolo all’altro, fino a vivere gli ultimi istanti del nostro pianeta. È un olocausto. La popolazione terrestre si è auto-distrutta a causa delle guerre e dell’avidità; e la Luna sta precipitando sulla Terra. Non a caso, questa magnifica opera del Siegel maturo, ideata a inizio decennio, è riproposta dalla Mondadori proprio nei momenti in cui il suo Superman trionfa nei cinema di tutto il mondo. Ecco…

Zio Paperone e la scorribanda nei secoli, 34 pagine dedicate a Paperino, Archimede, Zio Paperone disegnate dal maestro Romano Scarpa e inchiostrate da Sandro Del Conte – pubblicate su Topolino #911 del 13 maggio 1973, poi ripubblicate nei Classici di Walt Disney (seconda serie) #22 dell’ottobre 1978.

A seguire è tutta discesa. Un altro exploit è la riproposta nel mondo italico Disney di un personaggio basilare dell’Universo di Superman: il Giocattolaio, villain psicopatico creato da Siegel nel settembre 1943 su Action Comics #64…

Le Giovani Marmotte contro il terribile Giocattolaio, 30 pagine dedicate a Qui, Quo, Qua disegnate da Guido Scala – pubblicate su Topolino #922 del 29 luglio 1973.

Cito alcuni dei titoli finali firmati da Jerry Siegel per l’Italia, a mo’ di esempio…

Macchia Nera e i furti paralizzanti, 34 pagine dedicate a Macchia Nera, Phantom Blot, il nemico fanta-horror di Topolino nato nel 1939 come Batman, disegnate Giancarlo Gatti – pubblicate su Topolino #1047 del 21 dicembre 1975.

Topolino e il terrore ad alta tensione, 30 pagine dedicate a Topolino, Pippo e Gambadilegno disegnate da Sergio Asteriti – pubblicate su Topolino #1059 del 21 marzo 1976.

Zio Paperone e il triangolo del terrore, 25 pagine dedicate a zio Paperone, Paperino, Qui, Quo, Qua, Archimede e Banda Bassotti disegnate da Luciano Gatto – pubblicate su Topolino #1132 del 7 agosto 1977.

Pippo “drago” dei travestimenti, 25 pagine dedicate a Pippo disegnate da Sergio Asteriti – pubblicate su Topolino #1149 del 4 dicembre 1977.

Paperino e la cura d’urto, 29 pagine dedicate a Paperino disegnate da Maurizio Amendola – pubblicate su Topolino (Arnoldo Mondadori Editore, serie 1949) #1208 del 21 gennaio 1979.

Tutte le storie sono state ripubblicate nei volumetti dei Grandi Classici Disney, la popolare serie antologica Mondadori edita in 34 numeri dal giugno 1980 al luglio 1988.

In contemporanea alla misconosciuta avventura professionale di Jerry Siegel tra Paperi e Topi tricolori (nonostante tutto, di buon auspicio?), lo scrittore e l’ormai semicieco disegnatore Joe Shuster vincono la loro guerra. Riescono a ottenere dalla DC Comics un vitalizio per la creazione di Superman – dal quale è nato un intero genere, ricordiamo: quello dei supereroi. Soprattutto, ricevono il riconoscimento della loro opera. Shuster scompare nel 1992, Siegel nel 1996: entrambi in debito con la vita.

Questi avvenimenti della vita professionale di Jerry Siegel tra “Paperi e Topi tricolori”, sono stati tramutati in una breve storia dal titolo “E Topolino salvò Superman” scritta da Stefano Priarone, e Niccolò Storai che potete scaricare qui.

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BATMAN E SUPERMAN, AMICI O NEMICI?

Il rapporto di due supereroi profondamente diversi, eppure, forse proprio per questo, tanto vicini.

di Alessondro Bottero

Batman e Superman. La notte e il giorno. Due eroi che racchiudono tutte le varie dicotomie e le differenze tra i due modi di essere eroe. Tanto solare, buono, profondamente rispettoso della legge e dell’ordine costituito Superman, tanto notturno. duro, inflessibile, teso ad inseguire la giustizia più che la legge Batman. Eppure, malgrado tutte le differenze, tra i due è sempre esistita un’amicizia, o, nei peggiori dei momenti, un rapporto di stima e fiducia reciproca, pur se venato da una sottile diffidenza.

Alla Dc Comics fu subito chiaro fin dagli anni ’40, che le potenzialità dei suoi personaggi principali non si annullavano, anzi si potenziavano a vicenda. e nella primavera del 1941 diede alle stampe World’s Best Comics (dal n.2 World’s Finest Comics), una testata che presentava storie di Superman e Batman, anche se i due personaggi non si incontravano mai. Due carriere parallele che arrivarono ad un punto d’incontro sul n.71 (luglio/agosto 1954) della rivista, dove i due Titani della Giustizia univano le forze contro il crimine. Il primissimo incontro tra loro risale però a due anni prima su Superman 76 (maggio/giugno 1952), in una storia dove i due scoprono l’identità segreta l’uno dell’altro. Subito simpatizzano, e dato anche il clima più “naive” di quegli anni, che aveva portato ad un edulcoramento del carattere notturno di Batman, tra Superman e Batman nasce una specie di giovanile complicità che si traduce in amicizia e stima reciproca.

Per tutto il periodo pre-Crisis, ossia fino al 1986, Batman e Superman condividono numerosissime avventure, principalmente sulla collana World’s Finest (conclusasi col n.323, nel gennaio 1986). Le cose cambiano bruscamente dopo Crisis. Nel nuovo universo DC Comics Batman riprende in pieno i tratti notturni e da “outsider” ai margini della legalità, che ne avevano caratterizzato i primissimi anni. Il primo incontro tra i due nel “nuovo universo DC Comics”. si ha su Man of Steel n.3, dove collaborano per catturare una pazza omicida. Alla fine si lasciano in un clima di rispetto sì, ma anche di diffidenza. perlomeno da parte di Superman, per i nietúdi l’uno dell’altro. Due modi di essere supereroi troppo diversi per potersi conciliare pienamente. Nel corso degli anni questa diffidenza si attenuerà e Superman arriverà addirittura ad affidare la sua vita nelle mani di Batman nel corso della saga “Dark Knight over Metropolis”.

Superman, temendo che un giorno qualcuno possa arrivare a controllarlo e ad usare i suoi immensi poteri per commettere atti malvagi, affida a Batman un anello di Kryptonite, per ucciderlo se questo accadesse. Credo che l’opera che meglio abbia colto caratteri e le attitudini, non solo dei due personaggi, ma anche di tutto il mondo che li circonda, sia Stata la miniserie in tre numeri “World’s Finest”, edita nel 1990, scritta da Dave Gibbons, e disegnata da uno Steve Rude in gran forma, dove i due vengono colti nel loro essere quasi figure archetipe del giorno e della notte. In tutto questo discorso va inserito, certamente, anche “Il Ritorno del Cavaliere Oscuro”, in cui Frank Miller ci offre la sua visione distopica del rapporto tra i due. Batman e Superman qui sono raffigurati come su due lati della barricata: uno, Kal-El, asservito al governo, agente speciale segretissimo usato dagli USA per risolvere situazioni disperate, ma ormai legato mani e piedi alla classe politica dedita alla conservazione dello Status Quo; l’altro, Bruce Wayne, vecchio ma ancora disposto a mettersi in moto per combattere quelle ingiustizie che un sistema legislativo e penale ormai impazzito non riesce più a contrastare. Lo scontro finale è degno di una tragedia wagneriana. II semidio apparentemente cade di fronte all’uomo che lotta per riaffermare il senso dei suoi atti e la libertà di combattere per quello che ritiene il bene. Ma anche qui alla fine è l’amicizia che trionfa.

Quando Superman si accorge del trucco usato da Batman per fingersi morto, preferisce star zitto per non guastare i piani del suo vecchio amico. La risposta finale alla domanda: che rapporto esista tra loro due è a questo punto molto chiaro. I due si stimano, si apprezzano, riconoscono l’uno la competenza e l’efficacia dei metodi dell’altro, ma una vera e propria amicizia ormai è perduta, forse per sempre, perché troppi diversi i metodi seguiti. Forse è la vita stessa che non permette più una risposta univoca ai problemi della società, e Batman e Superman che incarnano due tipi di risposte, non possono conciliare i loro modi di essere. A noi lettori delle loro gesta rimane la certezza che sempre le stelle di questi eroi brilleranno nel firmamento fumettistico e che le pagine migliori della loro storia sono ancora da leggere negli anni a venire.

Alessandro Bottero (Giornalista, traduttore, scrittore)

Il giornalista qui saluta i nostri affezionati lettori.

DC Comics: appuntamento a novembre 2018 con le strisce di Superman e Batman

Le case editrici di fumetti Editoriale Cosmo e RW Edizioni hanno comunicato un nuovo piano editoriale che farà felici tutti coloro che desiderano completare le proprie collezioni DC Comics. Infatti,: a novembre 2018 è prevista la la pubblicazione di due nuove collane, edite soltanto da Editoriale Cosmo, in cui saranno raccolte le strisce quotidiane e domenicali di Batman e Superman pubblicate dalla DC Comics negli anni Quaranta.

In attesa di ulteriori dettagli sulla nuova iniziativa, vi proponiamo il post con l’annuncio diffuso dalla pagine Facebook di Editoriale Cosmo:

Cari lettori,

è in arrivo un’opportunità davvero irresistibile dedicata a tutti coloro che stavano aspettando di leggere le classiche strip di Batman e Superman. Da Novembre 2018, Editoriale Cosmo lancerà due collezioni (una dedicata a Superman e l’altra a Batman) che presenteranno tutte le strisce giornaliere e domenicali dei più importanti personaggi della DC Comics. Inoltre, Editoriale Cosmo potrà contare sulla collaborazione e il supporto di RW Edizioni, inclusa l’attività promozionale nel canale delle fumetterie allo scopo di raggiungere il pubblico più vasto possibile.

Tenetevi pronti per questa incredibile avventura!

Editoriale Cosmo
RW Edizioni

Un ringraziamento speciale a RW Edizioni.
Il catalogo principale di DC Entertainment (DC Comics, DC Vertigo, Mad, ecc.) è pubblicato in Italia dai tipi di RW Edizioni.

Super – Ottant’anni di Superman, il primo supereroe – Intervista a Filippo Rossi

Durante una chat serale con il mio amico Dan Cutali (qui troverete uno dei suoi articoli) sono venuto a conoscenza che un suo amico ha realizzato un libro dedicato a Superman. Dan, neanche a dirlo, ne ha curato l’intera supervisione. Avrei mai potuto lasciarmi sfuggire l’occasione di poterlo intervistare? Assolutamente no. Chi ama i prodotti della DC Comics, come noi, assolutamente non può perdere un’occasione del genere. Così ora eccomi qui per una breve intervista a Filippo Rossi, autore del libro, che troverete in libreria: “Super – Ottant’anni di Superman, il primo supereroe”. Filippo si occupa di telecomunicazioni digitali, fumetto, illustrazione, grafica e scrittura. È uno dei massimi esperti di Star Wars; ha pubblicato nell’ottobre 2017 il volume “La Forza sia con voi – Storia, simboli e significati della saga di Star Wars” (Áncora Editrice) scritto unitamente all’esperto di Fantasy Paolo Gulisano. Ha realizzato l’organo Living Force Magazine, vincitore dei Premi Italia 2013 e 2016 come miglior fanzine italiana di science fiction. Per Oscar Mondadori ha supervisionato la riedizione 2015 dei tre romanzi tratti dalla Trilogia Classica di Guerre Stellari e si occupa di tutti gli attuali romanzi ufficiali Star Wars (Lucasfilm). Superman ha compiuto 80 anni e il nostro blog ne ha celebrato giustamente l’anniversario con un breve pezzo (qui), ma oggi, abbiamo l’onore di ospitare uno dei massimi esperti sulla vita editoriale dell’azzurrone. Conosciamolo meglio e cerchiamo di comprendere come è arrivato a scrivere dell’uomo d’acciaio.

Stefano: Ciao Filippo e benvenuto su Batman Crime Solver e grazie per aver accettato il mio invito.

Filippo: Grazie a te. È un onore essere ospite di veri appassionati dei più grandi eroi e antieroi del mondo.

Stefano: Iniziamo dagli albori. Come è nata la tua passione per la fantascienza e il fantasy?

Filippo: Sono nato il 14 febbraio del 1971. La mia infanzia è stata segnata da una serie pazzesca, insostenibile di traumi epocali. Vedere in televisione il Sandokan di Salgari e Sollima a cinque anni; vedere al cinema “Guerre Stellari” di George Lucas a sei anni; leggere Jules Verne a sette anni; vedere in tv i cartoni animati robotici di Go Nagai a otto anni; leggere l’epica di Omero a nove anni; vedere al cinema “Excalibur” di John Boorman a dieci anni; leggere il Ciclo Bretone Arturiano, versioni francese e britannica, a undici anni; leggere i fumetti dei paperi di Carl Barks a dodici anni; leggere la fantascienza di Isaac Asimov a tredici anni; leggere il romanzo “Dune” di Frank Herbert a quattordici anni. Una volta giunti i drammi dell’adolescenza, la mia mente, ormai piegata ad angolo retto, è stata definitivamente spezzata in tre frammenti fluttuanti dai supereroi DC Comics. Il 1986 è per me una data spartiacque per tre motivi: “Watchmen” di Alan Moore e Dave Gibbons, “Il ritorno del Cavaliere Oscuro” di Frank Miller e il Dylan Dog di Tiziano Sclavi. Inghilterra, USA e Italia. Una trinità di opere affrontate “in diretta”, nel giro di pochissimi mesi, all’età di quindici anni. Da allora la mia vita è cambiata. Una roba tipo l’esplosione catastrofica di Krypton o l’assassinio di entrambi i genitori da parte di Joe Chill. Quell’anno ho proclamato al sole alla luna diversi giuramenti. Ululando.

Stefano: Cosa ti piace e cosa non ti piace del mondo DC Comics?

Filippo: Mi piace tutto. Niente, “non mi piace”. Più ci penso, più mi ritrovo un integralista, un fanatico, un terrorista DC. Un crociato. Un jihadista. Gli eroi sono perfetti e variegati, e soprattutto seri. Gli antieroi sono ambigui e multipli, e soprattutto estremi. Gli ambienti sono simbolici e infiniti, e soprattutto colti. Il Multiverso della DC Comics non ha mezze misure, tutto è superlativo e iper-reale, leggendario nel puro senso della parola. Metropolis e Apokolips sono come il regno di Logres per Re Artù o la Terra di Mezzo per J.R.R. Tolkien. Tutti vi si ritrovano poiché la DC Comics comprende tutto: decine di millenni di storie fantastiche dell’umanità coniugate al passato, un cosmo fantascientifico coniugato al futuro.

La trinità disegnata da Filippo Rossi

Stefano: Veniamo al tuo libro: Super. Quando esce e quale è l’editore che lo pubblica?

Filippo: Super – Ottant’anni di Superman, il primo supereroe esce entro la fine di settembre (2018) per Runa Editrice, Padova. Ringrazio l’editore Fabio Pinton, che ci ha creduto subito; il tolkieniano e autore fantasy Paolo Gulisano, che mi sostiene con grande generosità da molti anni di collaborazioni e, in questo caso, introduce il volume con una prefazione mitologica; e l’esperto Dan Cutali, che ha collaborato con estrema pazienza e capacità nel lungo compito di supervisione per centinaia e centinaia e centinaia di pagine.

Stefano: Cosa differenzia il tuo libro dai tanti scritti finora sull’uomo d’acciaio?

Filippo: Ho cercato di dire tutto su di un personaggio iconico come Superman, tra i più popolari ma tra i più misteriosi di sempre. Non solo: dico tutto dell’intero Universo narrativo fittizio che lo ha espresso e dal quale è nato. Si tratta di un mondo inventato complessissimo e ricchissimo. Ne ho studiati e amati tanti, nel corso dei decenni, ma una roba così sinceramente la posso paragonare solo a quella prodotta dal genio di un certo Tolkien. La sua è stata però una creazione autonoma, datata, filologica e autoriale; il Multiverso DC Comics è invece una creazione multi-autoriale, in crescita e in cambiamento continuo, adattata nel corso di ottant’anni a ogni decennio storico e ad almeno quattro generazioni reali. La cosa è incredibile, a ben pensarci: solo l’arte pulsante del fumetto poteva esprimere un’invenzione intellettuale così potente, vasta e stratificata. Così viva. D’altro canto, una parte importantissima del libro è dedicata alle diverse interpretazioni cinematografiche di questo Multiverso editoriale: anche queste, numerose e particolari. Soprattutto, ho affrontato un corpo a corpo feroce con l’ultima versione filmica, quella guidata dal regista Zack Snyder. L’ho analizzata con il microscopio: vi ho scovato temi e idee sorprendentemente coerenti, emozionanti e originali. Sono film eroici adatti ai nostri tempi, frutto dei nostri tempi e per questo preziosi per capirci e migliorare.

Stefano: Il tuo libro riporta diversi spunti molto interessanti sul personaggio di Superman.  Partiamo dall’analisi del personaggio con particolare riferimento al contestuale periodo storico.

Filippo: Ho detto più su che Superman è sia popolare che misterioso. È ovviamente un paradosso, ma non casuale. L’essere umano vive tramite i paradossi. Tanto Star Wars quanto Superman hanno la forza, a mio parere ancora poco compresa dal grande pubblico, della contemporaneità. La saga science fantasy o space fantasy americana, o meglio globale, di Guerre Stellari è un intreccio di scontri generazionali che si applicano anche alla realtà: sono sempre i giovani a produrre un nuovo film o una nuova esperienza, andando contro la generazione precedente e distruggendola, pur conoscendola e amandola. I supereroi DC Comics e in particolar modo Superman hanno, allo stesso modo, la forza dell’attualità: in 80 anni il personaggio si è evoluto e si è adattato a ogni periodo storico umano del “Secolo breve”, tra il Novecento e il Duemila. Il secolo che ha avuto e ha il potere di esaltare o distruggere l’umanità del pianeta Terra. Dalla Grande Depressione alla Seconda guerra mondiale, dalla Coca Cola alle bombe atomiche, dal Rock and Roll al Vietnam, dalla Contestazione studentesca alla Guerra fredda, dalle crisi energetiche al terrorismo, dalla caduta del muro di Berlino ai movimenti populisti. E Superman c’è sempre stato, interprete delle più intime pulsioni del genere umano.

Stefano: Superman, nel tuo libro, ma anche nell’immaginario collettivo, è definito una figura messianica. Ci sono riferimenti anche alla cristologia?

Filippo: Superman è “semplicemente” un buono che sceglie di aiutare il prossimo, un essere vivente che avrebbe il potere di spaccare tutto o dominare tutto ma non lo fa, lasciando spazio libero agli umani, alle loro scelte, ai loro eroismi e alle loro meschinità, ai loro trionfi e ai loro fallimenti. Ne ha dato una visione interessante l’ultimo lavoro di Zack Snyder, colui che ha proiettato luce cinematografica alla storia inenarrabile di “Watchmen”. Superman è migrante e clandestino, un buon samaritano apolide che soffre: un Cristo del XX e del XXI secolo. In fin dei conti è frutto dell’invenzione di due ebrei. Di Superman reali ce ne sono tanti e tutti hanno sofferto, tutti sono stati uccisi dalle circostanze umane: dal Gesù storico a Mahatma Gandhi, da Martin Luther King a Nelson Mandela, distrutto da decenni di carcere duro e ingiusto. Oggi, Superman l’ho intravisto in un’immagine ripresa per caso di Marc Gasol, il famoso e ricchissimo e fisicato cestista catalano dell’NBA che, pur avendo la possibilità di godersi la vita, ha deciso di tuffarsi segretamente in mare per salvare migranti. L’ha fatto “togliendosi gli occhiali”, sfruttando l’identità segreta, senza fiatare, sporcandosi il corpo nell’acqua salmastra del Mediterraneo e lordandosi le mani con il sangue degli innocenti. Di Superman ce ne sono anche oggi, anche se non danno nell’occhio.

Superman disegnato da Filippo Rossi

Stefano: L’anno prossimo è l’anniversario per gli 80 anni di Batman. Cosa ne pensi del dualismo Batman-Superman proposto nei fumetti e nei recenti film DC Comics?

Filippo: Le migliori storie di Superman sono quelle in cui si confronta idealmente con Batman, come del resto le migliori storie di Batman sono quelle in cui appare almeno un parallelo o almeno una citazione di Superman. Gli stessi creatori erano legati, come sono concettualmente connessi i due personaggi… L’infinito non può esistere senza il finito. Il giorno non può esistere senza la notte. Il Bene non può esistere senza il Male. Dio non può esistere senza Lucifero. L’uomo non può esistere senza la donna. Achille non può esistere senza Ettore. Luke Skywalker non può esistere senza Darth Vader. Gesù Cristo non può esistere senza la Madonna. Per lo Snyder del 2016, la “Martha” di Siegel & Shuster ’38 e di Kane & Finger ’39 è una parte per il tutto, un’immagine concreta per l’inconscio collettivo, un nome proprio per un concetto metafisico.

Stefano: Detto tra me e te… e qualche migliaio di lettori del blog. Quale è tra Batman e Superman il tuo preferito?

Filippo: La risposta è istintiva: Superman. Io sono emozionato dal concetto davvero sovrumano di bontà assoluta, disinteressata e altruistica. Non è un dettame religioso ma uno stato mentale, una scelta di vita, una missione civile che, tra l’altro, permette da quarantamila anni all’uomo e alla donna di sopravvivere ed evolversi. Se non ci fossimo aiutati fin dalle caverne, saremmo stati divorati dalle fiere. L’immenso, romanzesco Batman è mosso da un sottile egoismo, motivato da una pazzia quasi suicida: è un disperato obbligato a essere eroe dalla sua stessa follia, dal suo stesso dolore. Per questo lo sento molto vicino: Batman è come sono io. Ma Superman è come vorrei e dovrei essere: Superman, dopo aver ragionato a supervelocità, sceglie di essere eroe, e lo fa solo perché ama veramente. La scelta consapevole per amore è sempre fondamentale per qualsiasi personaggio esemplare di livello mitico. Siamo tutti Batman e siamo ridotti così… fossimo tutti Superman, l’umanità sarebbe da tempo dominatrice pacifica delle stelle.

Stefano: Grazie per la tua pazienza e per il tempo che ci hai dedicato e ne approfitto per invitarti a festeggiare con noi gli 80 anni di Batman, magari, se ti fa piacere con un tuo pezzo.

Filippo: Come no! Che la Forza sia con voi.

Intervista al disegnatore Giacomo Porcelli

La nostra Italia è piena di talenti e più  mi guardo intorno e più ne escono. Ho avuto la fortuna di imbattermi in un altro artista a tutto tondo, il suo nome e’ Giacomo Porcelli. Nato nel 1968 a Caltagirone in provincia di Catania, Giacomo si diploma all’Istituto d’arte per la ceramica. Dopo il diploma si iscrive al corso di laurea in scienze geologiche che abbandona alcuni anni dopo per lavorare nel campo a lui più congegnale, quello artistico. Da molti anni si dedica alla realizzazione di ornamenti di vario genere con pittura su ceramica e pietra lavica. Da sempre è stato anche attratto e coinvolto dal mondo dei fumetti, tanto è vero che l’esordio anche in questo settore non tarda arrivare. Nel 2008 si classifica primo al concorso nazionale FUMETTI IN TV a Treviso con una breve storia inserita nel contesto della Prima Guerra Mondiale edita da Nicola Pesce Editore. Quasi subito dopo Coniglio Editore pubblica, sulla storica rivista erotica “Blue”, un paio di episodi della serie realizzata da lui dal titolo “In The Jungle”. Nell’anno 2012 con la Wombat, subito dopo la pubblicazione a fumetti dal tratto tagliente, Brian il matto, inizia una vera e propria collaborazione arrivando alla diffusione su Wombat Magazine, della sua breve storia Der Vampyr (Fake). Di Giacomo ho avuto la fortuna di poter visionare diversi lavori ed ognuno è diverso dall’altro, lasciandomi respirare pienamente l’aria dell’arte. I più attenti di voi lo avranno già riconosciuto, infatti Giacomo, come tanti altri era già passato da queste parti con questa fantastica illustrazione realizzata appositamente per il Batman Day 2017. Ma quello che mi piace sottolineare di questo artista è la sua umanità e semplicità, due caratteristiche che molto spesso (almeno per mia personale esperienza) combaciano con i disegnatori e maestri in campo artistico.

#BatmanDay 2018

Questo è un piccolo frammento della bellezza dell’arte che passa attraverso le mani di Giacomo Porcelli…il resto lo vedremo durante l’intervista.

Stefano: Ciao Giacomo, grazie per aver accettato l’intervista e benvenuto su Batman Crime Solver.

Giacomo: Ciao Stefano, grazie a voi

Stefano: Ho fatto un brevissimo accenno alla tua storia artistica. Vuoi ragguagliarci meglio?

Giacomo: Si, dopo Der Vampyr ho avuto l’onore di collaborare con il grande Pino Rinaldi nella realizzazione di un breve episodio di Agenzia X e che Pino pubblicò nel volume Agenzia X e Omega Compendium con la Cagliostro E-press. Ho disegnato la quarta di copertina del secondo volume di Robotics per Shockdom e adesso oltre a un paio di richieste di collaborazione sto lavorando a un progetto mio che spero possa vedere la luce tra qualche anno.

Stefano: Le tecniche artistiche di cui sei dotato sono molte. Ce le potresti illustrare brevemente?

Giacomo: Quando disegno le mie tavole a fumetti utilizzo  una miscela di colori acrilici per creare delle ombre su cui poi lavoro con gli inchiostri. Le illustrazioni a colori invece le realizzo alternando colori acrilici e colori ad olio. Il computer lo utilizzo per le correzioni, per creare effetti luminosi e per ravvivare i bianchi, visto che il bianco ad olio è molto bello dal vivo ma riprodotto dagli scanner risulta sempre smorto. Del resto avendo a che fare con un settore  artistico come quello della ceramica che è legato all’aspetto materico dei colori, mi capita di avere poca propensione a esagerare con l’uso dei colori al computer.

Stefano: A proposito di ceramica…Puoi dire ai nostri lettori cosa comporta il realizzare un’illustrazione su una lastra di pietra lavica ceramizzata come quella che hai realizzato per il Batman Day e come ti è venuto in mente di avvicinare due forme d’arte così distanti fra loro?

Giacomo: Ho già realizzato fusioni fra ceramica e disegno di fantascienza. Ho pensato che il Batman Day era un ottima occasione per proporre un esperimento del genere. I rischi in questo genere di lavori sono però alti. Il disegno su carta ti dà molta sicurezza, la tavoletta grafica ancora di più visto che hai un controllo totale di ogni aspetto della tua opera, dal colore al tratto grafico. La ceramica è invece  una continua sfida contro gli elementi. Ciò che vedi quando crei un opera non è ciò che diventerà.  Devi cercare di prevedere il comportamento degli smalti e dei colori che una volta cotti a 950 gradi subiscono un cambiamento irreversibile. Immagina che ancora oggi con  i miei trent’anni di esperienza in questo settore, quando affido al fuoco un ‘opera frutto di decine di ore di lavoro, qualche attimo di angoscia lo provo ancora.

Stefano: Ci sono artisti a cui sei particolarmente legato e ai quali “rubi” qualcosa per inserirle nelle tue opere?

Giacomo: Gli artisti che ammiro del mondo del fumetto e dell’illustrazione sono molti, ma quello che mi ha colpito in maniera veramente pesante è stato H.R. Giger. Quando negli anni 90 vidi per la prima volta le opere di Giger trovai la fusione tra organico e meccanico fatta in quel modo, era qualcosa che andava oltre tutto ciò che avevo visto fino ad allora.

Stefano: Tra i fumetti che hai realizzato, quale e’ quello al quale sei piu’ affezionato e perche’?

Giacomo: Sicuramente a quello che sembra apparentemente il più “leggero”, In The Jungle. A parte che Blue ne pubblicò solo un paio di episodi e poi la rivista chiuse quindi, lo considero come qualcosa che non ebbe il tempo di esprimere appieno le sue potenzialità e che Laura Scarpa, allora alla direzione artistica della Coniglio Editore aveva intuito,  visto che avevano deciso di pubblicare tutta la serie sulla loro rivista di punta fianco a fianco a grossi nomi del fumetto erotico.

Stefano: Che fumetti leggevi da bambino e cosa leggi oggi?

Giacomo: Da bambino, parlo degli anni 70, leggevo i fumetti che circolavano a casa mia, Tex e Zagor in primis. I personaggi Marvel li ho conosciuti grazie alle raccolte della Corno che mi prestavano gli amici, mentre,  era molto difficile che mi capitasse fra le mani un albo DC Comics. Non ti so dire se all’epoca  la Cenisio, avesse problemi di distribuzione dalle mie parti , ma ho conosciuto gli eroi DC  soprattutto grazie alle serie televisive e al cinema. Mi  piacevano molto anche i fumetti che uscivano per le edizioni dei Fratelli Spada, Turok, Magnus anno 4000, Star Trek, etc. Negli anni successivi ho letto di tutto, da Skorpio e Lanciostory all’Eternauta, da Dylan Dog e Nathan Never ai manga giapponesi e naturalmete supereroi Marvel e Dc a manetta. Oggi purtroppo non ho il tempo che avevo prima quindi sono costretto a selezionare molto il materiale che leggo sia libri che fumetti.

Stefano: Quando realizzi un’opera d’arte (qualsiasi essa sia) cosa ti fa da musa ispiratrice?

Giacomo: L’ispirazione può arrivare dalle fonti più disparate. Qualunque cosa può aprire la strada a una storia o a un disegno. L’importante è mantenersi recettivi verso il mondo che ci circonda.

Stefano: Tu realizzi spesso storie tue. C’e’ qualcosa che hai realizzato e ti piacerebbe vedere pubblicato. Raccontaci di cosa si tratta?

Giacomo: Finora ho scritto e pubblicato storie brevi. Da un po’ di tempo sto lavorando a una storia di più ampio respiro. Si tratta di un western, o meglio inizia come un normale spaghetti western per poi trasformarsi in qualcosa di molto diverso e molto inquietante. Ma non posso anticipare altro

Stefano: Per il Batman Day del 2017, ci hai realizzato una tavola che molti hanno veramente amato. Ci spieghi come e’ nata l’idea di quella tavola e come l’hai realizzata?

Giacomo: Quando mi proponesti di realizzare un disegno per il Batman Day  2017 non ebbi il minimo dubbio sulla scena e sul personaggio che avrebbe dovuto affiancare Batman. Joker è in assoluto uno dei cattivi più belli da disegnare, soprattutto a colori. Ecco perché scelsi di usare i colori ad olio.

Stefano: Anche questa volta ti sei impegnato nel realizzare due opere per i lettori del nostro blog. Raccontaci come ti sono venute le ispirazioni e come le hai realizzate.

Giacomo: Come abbiamo anticipato prima il disegno dedicato al Batman Day è stato realizzato su pietra lavica dell’Etna. Ho ritenuto che il colore scuro del basalto si abbinasse molto bene con il Cavaliere Oscuro e con Catwoman.

Opera di Giacomo Porcelli

Il secondo disegno l’ho voluto dedicare a Superman e al Generale Zod. Nel disegno c’è una combinazione un po’ strana. Il personaggio di Superman è ispirato a quello degli ultimi film che io ritengo, senza nulla togliere al grande Christopher Reeve, essere quello che più si avvicina alla mia personale idea di Superman e di Krypton. Il Generale Zod che amo di più invece è quello interpretato da Terence Stamp degli anni ottanta. Il carisma che ha conferito questo attore al Kryptoniano ribelle è veramente incredibile. L’accoppiata è un po’ strana ma la fantasia non deve avere confini e nel multiverso DC tutto è possibile!

Tributo a Superman di Giacomo Porcelli

Stefano: Dove ti possono trovare i nostri lettori?

Giacomo: In questo momento qualcosa si può vedere sul mio profilo Facebook.

Stefano: Grazie per averci dedicato il tuo tempo Giacomo e in bocca al lupo per il proseguo della tua carriera!

Giacomo: Grazie Stefano. Un saluto a voi e a tutti i lettori di Batman Crime Solver.

Rinascita dell’universo DC: Trinity Parte 4

Clark è l’eroe più forte, colui in cui è riposta la speranza, la speranza dell’umanità. Clark non è soltanto l’eroe più forte di tutto l’universo DC  Comics, è anche marito di Lois e padre di Jon ed è a loro a cui va il suo pensiero, oltre alle miliardi di vite sulla terra. La sua forza più grande è proprio l’aiuto degli altri, che gli infondono questa speranza, riesce ad essere sempre determinante per la buona riuscita di qualsiasi impresa. Clark infonde tanta fiducia nelle Lanterne Verdi che, incaricate di proteggere la terra sono state infettate dal virus proprio come Diana che sta cercando di liberarsi. Questa infezione ha permesso a quest’ultima di vedere le cose molto più chiaramente, ha compreso che l’androide ha offerto a Superman e a Batman di salvare il pianeta dalla contaminazione ma al costo della vita della Justice League. Stiamo parlando della donna meravigliosa: Wonder Woman, colei che rappresenta il sentimento più forte e vivo e cioè l’amore. La bella amazzone possiede forza fisica che le permette facilmente di accerchiare il mostro
con il suo lazo della verità. Grazie a quest’ultimo, viene a conoscenza che sul pianeta di origine di questi mostri, gli esseri danzavano armoniosamente attraverso i cieli, impegnati in un ciclo continuo di morte e rinascita. Poi il mostro, ha voluto modificare l’evoluzione naturale del suo mondo e come spesso accade quando si cede al fascino della creazione di un entità superiore, se n’è rimasti soggiogati a tal punto da averne paura. Diana, affronta il nemico in un acceso combattimento, sperando che non sia troppo tardi, mentre Batman cerca di salvare Victor in una capsula in cui è riposta tanta energia, tale da farlo rigenerare e poi c’è Superman che, grazie al calore della terra, mentre scende ancora più in basso riesce a liberare anche Jessica e Simon, le lanterne verdi. Riuniti, in una grande trinità, fanno atterrare la torre di guardia su di un tetto recuperando la stima e anzi accrescendola di tutta la Justice League che adesso crede ancora di più in loro. Si conclude così l’arco narrativo ambientato nello spazio. Riprende, invece la fila degli eventi lasciati in sospeso su Wonder Woman rinascita 20. Su quel numero infatti, una delle più letali nemiche di Diana e cioè Circe, aveva tentato di stringere un ampia alleanza con Lex Luthor e Ra’s Al Ghul in una sorta di trinità malvagia. Le sue capacità ammaliatrici costituiscono la sua arma più pericolosa. E’ con
quest’ultima che riesce a circondarsi di alleati e seminare il panico fra i suoi avversari. Nel tentativo di saldare questa alleanza Circe aveva rivelato a Ra’s e a Luthor l’esistenza delle misteriose fosse di Pandora, mistiche fonti simili alle più note come Fosse di Lazzaro. Qui si trovano tutti i mali del mondo e le fosse di Pandora offrono tutti i loro segreti a Circe e a Ra’s Al Ghul, signore immortale degli assassini. Circe sa, sa
che la trinità è basata sull’unione dei nostri tre eroi e la loro forza è il destino, e loro sanno a loro volta, che sono uniti e che alla fine del mondo saranno soltanto loro tre come ultimi a combattere perché quando “le urla e i detriti della battaglia li circondano, quando tutto è perduto e la morte tende loro la mano, sanno che possono fidarsi l’uno dell’altro”. Circe comincia così a credere di essere una trinità anch’ella con Luthor e Ra’s Al Ghul. Luthor però risponde in maniera molto defilata al richiamo della “strega”.

Giunge così al suo cospetto Etrigan. Quando Jason Blood si è trasformato in questo demone, Etrigan appunto, ha acquisito capacità uniche come una super forza che gli permette di mettere in difficoltà gli avversari. Come tutti i demoni possiede una debolezza verso il ferro. Possiede anche poteri magici e capacità telematiche, può
emettere fiamme infernali, sia dalla bocca che dalle mani, è immortale e non invecchia e non gli accade nulla anche quando sanguina o cade nelle fosse. Soltanto in questa occasione, James Blood può finalmente liberarsi del demone. E’ il momento di inviare una richiesta di soccorso che i nostri tre eroi subito accolgono. Batman gli intima così di ritornare nel corpo di Etrigan ma Jason sa che l’incantesimo che li lega necessita del sacrificio di una forza vitale molto grande. Anche stavolta non ci sarà bisogno di alcun sacrifico da parte della nostra trinità poiché si mostrano uniti e disposti ad unire le loro forze. Ad Etrigan, il cui piano è fallito non resta altro che sparire lasciando incolume Jason Blood. L’unione dei nostri tre eroi è stata fondamentale poiché la malefica Circe ha dovuto far sparire le fosse con uno dei suo malefici appunto. Settimane dopo però , sulla catena montuosa in Antartide ecco che riappaiono le fosse che possono così spostarsi su lunghe distanze e comunque, di questi luoghi terribili, Circe ne possiede la mappa.

Appaiono all’orizzonte Bizzarro, Artemide e Cappuccio Rosso, che avranno molto di cui parlare con la loro “amica” Circe.

Specifiche

  • Titolo: RINASCITA WONDER WOMAN 26/ 28/ 30
  • Linea: Lion

Le puntate precedenti:

TRINITY PARTE 1

TRINITY PARTE 2

TRINITY PARTE 3

Rinascita dell’universo DC: Trinity Parte 3

Clark è l’eroe più forte, colui in cui è riposta la speranza, la speranza dell’umanità ed è così che pensando a Lois e a Jon e alle miliardi di vite sulla terra, Superman sa che la sua forza più grande è proprio l’aiuto degli altri, che gli infondono questa speranza, riesce anche questa volta ad essere determinante per la buona riuscita dell’impresa.

Peccato che le lanterne verdi, incaricate di proteggere la terra sono state infettate dal virus come Diana che sta cercando di liberarsene. Questa infezione le ha permesso di vedere le cose molto più chiaramente, ha compreso che l’androide ha offerto a Superman e a Batman di salvare il pianeta dalla contaminazione ma al costo della vita della Justice League.

Diana però accerchia il mostro con il suo lazo della verità che gli rivela che sul pianeta di origine di questi mostri, gli esseri danzavano armoniosamente attraverso i cieli, impegnati in un ciclo continuo di morte e rinascita. Poi il mostro, ha voluto modificare l’evoluzione naturale del suo mondo e come spesso accade quando si cede al fascino della creazione di un entità superiore, se n’è rimasti soggiogati a tal punto da averne paura. Diana comincia a lottare sperando che non sia troppo tardi, mentre Batman cerca di salvare Victor in una capsula dove c’è tanta energia da farlo rigenerare e poi c’è Superman che grazie al calore della terra, mentre scende ancora più in basso riesce a liberare anche Jessica e Simon, le lanterne verdi. Riuniti, in una grande trinità, fanno atterrare la torre di guardia su di un tetto recuperando la stima e anzi accrescendola di tutta la justiceleague che adesso crede ancora di più in loro. Si conclude così l’arco narrativo ambientato nello spazio. Riprende, invece la fila degli eventi lasciati in sospeso su wonder woman rinascita 20. Su quel numero infatti, una delle più letali nemiche di Diana e cioè Circe, aveva tentato di stringere un ampia alleanza con LexLuthor  e Ra’s Al Ghun in una sorta di trinità malvagia.  Le sue capacità ammaliatrici costituiscono la sua arma più pericolosa con le quali riesce a circondarsi di alleati e seminare il panico fra i suoi avversari. Nel tentativo di saldare questa  alleanza Circe aveva rivelato a Ra’s al Ghul e a Luthor l’esistenza delle misteriose fosse di Pandora, mistiche fonti simili alle più note come Fosse di Lazzaro. Qui si trovano tutti i mali del mondo e le fosse di Pandora offrono tutti i loro segreti a Circe e a Ra’s Al Ghul, signore immortale degli assassini.

Circe sa, sa che la trinità è basata sull’unione dei nostri tre eroi e la loro forza è il destino, e loro sanno a loro volta,  che sono uniti e che alla fine del mondo saranno soltanto loro tre come ultimi a combattere perché quando “le urla e i detriti della battaglia li circondano, quando tutto è perduto e la morte tende loro la mano, sanno che possono fidarsi l’uno dell’altro”.  Circe comincia così a credere di essere una trinità anch’ella con Luthor e Ra’s al ghul.Luthor però risponde in maniera molto defilata al richiamo della “strega”. Giunge così al suo cospetto Etrigan. Quando Jason Blood si è trasformato in questo demone, Etrigan appunto, ha acquisito capacità uniche come una super forza che gli permette di mettere in difficoltà gli avversari. Come tutti i demoni possiede una debolezza verso il ferro. Possiede anche poteri magici e capacità telematiche, può emettere fiamme infernali, sia dalla bocca che dalle mani, è immortale e non invecchia e non gli accade nulla anche quando sanguina o cade nelle fosse. Soltanto in questa occasione, James Blood può finalmente liberarsi del demone. E’il momento di inviare una richiesta di soccorso che i nostri tre eroi subito accolgono. Batman gli intima così di ritornare nel corpo di Etrigan ma Jason sa che l’incantesimo che li lega necessita del sacrificio di una forza vitale molto grande. Anche stavolta non ci sarà bisogno di alcun sacrifico da parte della nostra trinità poiché si mostrano uniti e disposti ad unire le loro forze.

Ad Etrigan, il cui piano è fallito non resta altro che sparire lasciando incolume Jason Blood. L’unione dei nostri tre eroi è stata fondamentale considerato che la malefica Circe ha dovuto far sparire le fosse con uno dei suo malefici appunto. Settimane dopo però , sulla catena montuosa in Antartide ecco che riappaiono le fosse che possono così spostarsi su lunghe distanze e comunque, di questi luoghi terribili, Circe ne possiede la mappa. Appaiono all’orizzonte Bizzarro, Artemide e Cappuccio Rosso, che avranno molto di cui parlare con la loro “amica” Circe.

Specifiche

  • Titolo: RINASCITA WONDER WOMAN 26 (parte)/28/30
  • Linea: Lion

Le puntate precedenti:

TRINITY PARTE 1

TRINITY PARTE 2