NOTTE OSCURA: UNA STORIA VERA DI BATMAN, il racconto autobiografico di Paul Dini ( Recensione )

LO PUOI LEGGERE SU: Notte Oscura: Una storia vera di Batman ( volume, RW-Lion )

AUTORI: Paul Dini (storia), Eduardo Risso (disegni)

SINOSSI:  

Paul Dini è uno dei più apprezzati autori e sceneggiatori di fumetti e cartoni animati, nonché una delle principali menti dietro all’acclamatissima Batman: The Animated Series del ’92. Un giorno però la sua vita viene stravolta da un violento pestaggio in strada, ad opera di due malviventi. In questo racconto scopriremo come Dini sia riuscito ad affrontare un momento così difficile della sua vita e di come la sua fervida immaginazione, alla fine, l’abbia salvato.

PRO:  Un racconto intimo e delicato, che affronta tematiche serie in maniera ironica e stravagante, senza mai sfociare nel vittimismo o nel melodramma.

CONTRO:  Più che un “contro” è un’avvertenza: a dispetto del titolo e della copertina questa NON è una storia di Batman, ma di uno dei suoi più brillanti scrittori, a cui il Cavaliere Oscuro ha sicuramente cambiato la vita.

GIUDIZIO COMPLESSIVO:  

E’ bello ogni tanto leggere qualcosa di diverso dalla “solita storia di supereroi”. Quante volte infatti abbiamo visto il nostro Cavaliere Oscuro affrontare minacce sempre più terribili, risolvere casi intricati o buttarsi a capofitto in una battaglia senza esclusione di colpi… Tutto bellissimo, per carità, ma per una volta proviamo a cambiare prospettiva e torniamo nel mondo reale, dove il protagonista è una persona comunissima, proprio come noi.

Paul Dini era Il classico nerd timido e introverso, che sin da piccolo si rifugiava nel suo mondo fantastico, costellato dai vari personaggi dei fumetti e dei cartoni animati che ogni giorno allietavano le sue serate e alimentavano costantemente la sua fantasia. Con Batman, però, fu amore a prima vista, e dopo averne divorato fumetti, cartoni animati e serie tv, ci fu la consacrazione con il mitico film di Tim Burton dell’89.

La sua vera fortuna fu quella di riuscire a fare della propria passione un lavoro, diventando uno degli sceneggiatori di punta della Warner Bros. Animation, per poi arrivare al culmine della sua carriera proprio grazie al personaggio che più amava, in quella che viene considerata tuttora la miglior serie animata di sempre: Batman: The Animated Series !

Questo grande successo sarà anche un’iniezione di fiducia e di autostima notevole per il nostro Dini, timido e insicuro, e non fortunatissimo con le donne… ma tutto purtroppo si sfalderà dopo che un paio di delinquenti lo aggrediranno brutalmente per strada, lasciandolo esanime a terra, con diverse fratture ed ematomi.

Questa brutta disavventura costringerà lo scrittore ad una riabilitazione non solo fisica, ma anche interiore ed emotiva. I mondi che si era costruito fino ad allora sembravano non avere più senso, la crudeltà della vita, così cinica e spietata, rischiava di spazzare via quel candore puro e immacolato che solo l’immaginazione di un bambino può avere, e che Dini aveva sempre conservato gelosamente. Ma allora perché Batman non l’ha salvato ? Dov’era quando il suo più grande fan aveva davvero bisogno di lui ???

Notte Oscura è dunque un sentito e appassionato racconto autobiografico, attraverso il quale l’autore ha voluto mettersi a nudo, con tutte le sue debolezze e fragilità, nella maniera che gli riesce meglio: con un fumetto. E saranno proprio i personaggi che gli hanno dato la popolarità, ovvero Batman e i suoi più noti avversari, a fungere da veicolo per esprimere i suoi stati d’animo, sia positivi che negativi, come specchi riflessi di sé stesso.

Eduardo Risso, noto soprattutto per le sue collaborazioni con lo scrittore Brian Azzarello su serie come Batman e 100 Bullets, col suo stile particolare e fuori dai classici canoni del fumetto mainstream, riesce perfettamente a dare forma al racconto così personale di Dini, spaziando da disegni più abbozzati ad altri più realistici, fino a quelli più “fumettosi” a cui siamo abituati, a seconda dell’esigenza narrativa.

Questi cambi di stile sono accentuati da una colorazione ad hoc, più calda e sfumata per le parti più realistiche, che sono poi la maggior parte, mentre in altri casi utilizza varietà cromatiche piatte e basilari, tipiche di un fumetto o un cartoon. Un mix di stili azzeccatissimo, che mette in risalto tutto l’estro e la versatilità dell’artista argentino.   

Se volete leggere qualcosa di diverso dal solito, che non parla propriamente di fumetti, ma di come i fumetti ( e l’immaginazione in generale ) possano salvare la vita di un uomo e risollevarlo, anche nei momenti più bui, questo volume è quello che fa al caso vostro.

VOTO: 8

Marco “Spider-Ci” Novelli

Batman: gli esordi – Parte 3

Anche Batman e Robin, come tanti altri eroi dei fumetti e della letteratura popolare, hanno un’identità segreta che (per fortuna!) ha un’importanza secondaria rispetto al “caso” Superman-Clark Kent. Batman è il miliardario Bruce Wayne (secondo Nelson Bridwell il nome deriva da Robert the Bruce, eroico re di Scozia, e da Anthony Wayne, eroe della guerra d’indipendenza americana), mentre Robin è il suo giovane pupillo Dick Grayson. Il loro alto ‘tenore di vita rappresenta un ottimo alibi per le loro attività. Bruce non è esageratamente timido come Clark Kent, ma la sua spensieratezza e il suo apparente disinteresse per ciò che è fuori da un certo mondo dorato lo pongono al di sopra di ogni sospetto. Tanto che nessuna delle persone che lo conoscono lo riterrebbe all’altezza delle imprese che compie Batman. Il rifugio di Batman e Robin è la Batcaverna. Si tratta di un antro naturale situato sotto la villa dei Wayne: inizialmente pieno di trofei e souvenirs delle loro fantastiche imprese e in seguito zeppo di marchingegni scientifici o fantascientifici. Vi si accede dalla villa attraverso un passaggio segreto, mimetizzato da un grande orologio a pendolo. Tale ingresso è stato in seguito “aggiornato”.

Anche se Batman e Robin non sono dotati di particolari superpoteri e devono “accontentarsi” delle loro straordinarie doti acrobati-che, della loro intelligenza e di un numero pressoché infinito di marchingegni, sui quali torneremo tra poco, molte loro avventure hanno un carattere “spaziale”. Batman non vola su altri mondi, né costruisce astronavi, ma raggi di teletrasportato lo portano di tanto in tanto (soprattutto negli anni Cinquanta) su lontani pianeti dove è necessaria la sua opera o dove gareggerà in grandiose olimpiadi intergalattiche come rappresentante della Terra. Oppure va a caccia di qualche bandito extraterrestre sceso proditoriamente sul nostro pianeta. Inoltre, grazie a una macchina del tempo realizzata dal professor Nichols non mancano neppure saltuarie avventure nel passato. Nella loro lotta contro il crimine, Batman e Robin si servono di vari marchingegni che ricordano non solo per la forma ma anche per il nome il pipistrello (“bat” in inglese), e che hanno un ruolo assai importante nelle loro indagini e spesso un ruolo determinante quando devono tirarsi fuori da qualche impaccio: dalla Batmobile al Batelicottero, da tutta una serie di funzionali Batarang (specie di boomerang) a una Batcintura che è un vero e proprio campionario di oggetti utili in ogni occasione, da una macchina fotografica in miniatura alle capsule fumogene, da una serie di chiavi universali a una torcia a raggi infrarossi.

Real Fact Comics n. 5 (Novembre 1946) di 21 uscite, conduce i fan in un tour della Batcaverna condotto da Bob Kane.

Con il passare del tempo questi marchingegni hanno subito non poche trasformazioni (basti pensare alla Batmobile, tanto per fare un solo esempio): alcuni sono stati quasi completamente abbandonati mentre altri hanno subìto una rapida evoluzione. Alla fine degli anni Sessanta la Bat-cintura ospitava persino un mini laser! Con il passare degli anni anche la Batmobile ha conosciuto diverse trasformazioni e ha subìto non pochi cambiamenti passando da una tozza berlina familiare (con muso da pipistrello sul radiatore e un’ala di pipistrello sulla capote) ad avveniristiche edizioni più recenti con tettuccio trasparente e batpinne laterali.

Batman: gli esordi – Parte 2

«Le prime avventure di Batman – come ha efficacemente scritto Joe Brancatelli sull”‘Enciclopedia mondiale del fumetto” curata da Maurice Horn e da Luciano Secchi poterono considerarsi uniche ai suoi tempi, infatti egli si presentava al suo pubblico come un acerrimo e accanito cacciatore di delinquenti, spinto all’unica meta per lui concepibile: l’annientamento del crimine. Nelle sue imprese gli capitò di giungere all’omicidio e la sua forza contro la delinquenza organizzata si raffinò con l’adozione di marchingegni elettronici, tecnica di cui era un cultore e nella quale giungeva a risultati invidiabili. Nel corso delle sue vicende egli mise in luce le pieghe più recondite di una società in cui la violenza deflagrava per sopire la esasperazione di certi sentimenti e fu proprio in Batman che, per la prima volta, la realtà cruda e senza veli veniva proposta al lettore, una realtà resa più cupa dalla figura di Batman che, come ebbe a dichiarare Kane stesso, era stata creata per infondere nei delinquenti la paura dell’inferno. Batman era praticamente un vigilante notturno, un giustiziere le cui mani arrivavano laddove quelle della giustizia non potevano o non volevano arrivare». Batman era un detective, ma anche un detective molto particolare, più vicino ai supereroi (nonostante non possieda superpoteri) che ai “normali” detective dei fumetti. Inoltre pretendeva di amministrare la giustizia in proprio e agiva con una violenza inaudita nel mondo dei fumetti. Una violenza alla Dick Tracy e alla Red Barry, tanto per restare in questo ambito. Ma anche una violenza che molti americani avevano conosciuto di persona negli anni del proibizionismo o di cui avevano abbondantemente letto sui giornali e che da qualche tempo era arrivata anche sugli schermi da quando i film sui gangster avevano dato vita a un fortunato filone cinematografico facendo la fama di autori come James Cagney, Edward G.Robinson e George Raft. E il primissimo Batman, oltre alle atmosfere cupe che caratterizzavano le sue avventure, non esitava a far uso di armi da fuoco e di colpi mortali di lotta giapponese.

Solo nel numero 33 di “Detective Comics” i lettori vennero a sapere che la sua battaglia contro il crimine era stata provocata dall’uccisione dei genitori per opera di un ladro. Ecco perché egli aveva giurato di dedicare tutta la sua esistenza alla lotta senza quartiere contro il crimine e perché in lui l’amore per la giustizia si mescolava a una sorta di vendetta personale contro i criminali. Nel numero 38 di “Detective Comics” compare il giovane Dick Grayson, un acrobata da circo, anch’egli orfano e anch’egli vittima della delinquenza, che da quel momento lotterà a lungo accanto a Batman come Robin, The Wonder Boy (il ragazzo meraviglia). Le storie si fanno via via meno cruente e anche la grafica si fa meno cupa così come l’odio di Batman diventa meno evidente, sino a scomparire del tutto, ed egli rinnega le armi da fuoco e la grinta delle prime avventure.

BATMAN/FORTNITE: PUNTO ZERO

Da oggi martedì 20 aprile 2021 la miniserie in sei numeri in contemporanea assoluta con la pubblicazione negli USA. In ogni albo cartaceo un codice bonus esclusivo per sbloccare all’interno di Fortnite contenuti ispirati alla trama della storia a fumetti.

Da oggi, martedì 20 aprile 2021, partono le pubblicazioni di Batman/Fortnite: Punto Zero, l’attesa miniserie in sei numeri che unisce il Cavaliere Oscuro e gli altri supereroi DC al fenomeno videoludico globale di Epic Games. Un appuntamento senza precedenti, con cadenza quindicinale, disponibile in edicola, nelle fumetterie e negli store online.

In ogni copia cartacea di Batman/Fortnite: Punto Zero sarà presente un codice per riscattare all’interno di Fortnite un oggetto estetico del gioco, ispirato agli eventi del fumetto. Si parte conil costume di Harley Quinn Rinascita, riscattabile con il primo numero della miniserie (e disponibile in gioco a partire da giugno). Poi, in ordine di uscita, il deltaplano Batman Zero Wing, il piccone Rampino Artigliato di Catwoman, il deltaplano del Distruttore Deathstroke, il dorso decorativo Vendetta di Harley Quinn e, con l’ultima uscita del 6 luglio, il piccone ascia Batarang. Chi raccoglierà tutti e sei i codici sbloccherà anche il nuovo costume Batman Zero Corazzato.

Scritta da Christos Gage, con la consulenza narrativa di Donald Mustard, il Chief Creative Officer di Epic, Batman/Fortnite: Punto Zero è disegnato da Reilly BrownChristian DuceNelson DeCastro e John Kalisz. La copertina del numero uno è realizzata da Mikel Janín (Batman, Wonder Woman, Future State: Superman – Worlds at War).

A Gotham City è apparsa un’anomalia. Una fenditura nella realtà stessa risucchia il Cavaliere Oscuro e lo trasporta in un mondo sconosciuto e bizzarro, nel quale non ricorda chi sia né da dove venga… Batman è finito dentro Fortnite! Qui si ritroverà a combattere contro avversari inusuali, faccia a faccia con personaggi come l’Incursore rinnegato, Pescesecco, Bandoliera e molti altri. E mentre il più grande detective del mondo cerca di dare un senso a questo nuovo, bizzarro mondo, scoprirà la sconvolgente verità sull’Isola, su ciò che si cela oltre il loop e su come tutto quanto sia collegato al misterioso Punto Zero.

Questa miniserie si caratterizza per i suoi straordinari disegni e per una storia che appassionerà i seguaci di Batman e quelli di Fortnite. Un’avventura senza precedenti che mette in scena le avventure del Crociato Incappucciato contro i campioni di Fortnite sull’Isola, nel disperato tentativo di salvare non solo sé stesso ma anche gli altri volti familiari dell’Universo DC… e forse l’intero Multiverso.

Fonte: [Panini DC Italia]

Batman: gli esordi – Parte 1

Il 1938 era stato l’anno di Superman. Creato nel 1933 da Jerome Siegel e da Joe Shuster, che a lungo avevano cercato di affidarlo a un’agenzia che ne curasse la distribuzione sui quotidiani, il capostipite di tutti i supereroi dei fumetti apparve in giugno sul primo numero di “Action Comics” e raggiunse un successo insperato. Tanto che dall’anno successivo sarebbe diventato titolare di una serie di strisce sui quotidiani e avrebbe avuto un albo tutto suo. “Action Comics”, come forse tutti sanno, era un albo della National Periodica’ Publications, una casa editrice specializzata in comic books. All’inizio del 1939, visto il successo ottenuto da Superman (anche se certamente nessuno avrebbe potuto supporre il boom che il supereroe avrebbe raggiunto in seguito), sembra che Whitney Ellsworth, direttore di alcune testate della National, abbia chiesto a Bill Finger e a Bob Kane di creare un personaggio dello stesso genere. Probabilmente lo aveva chiesto anche ad altri autori. Fatto sta che Finger e Kane riuscirono proprio a trovare l’idea giusta.

Nato il 24 ottobre del 1916 a New York, Robert “Bob” Kane era entrato nel mondo dei fumetti a vent’anni lavorando nello studio di Samuel Maxwell Iger. Anche se può sembrare difficile crederlo, in quel periodo era specializzato in personaggi umoristici. Ed era anche piuttosto bravo, tanto che Iger disse una volta che se fosse rimasto in quel settore «avrebbe potuto diventare uno dei migliori umoristi del nostro tempo». Ma nel 1938 Kane si era messo in proprio e aveva incominciato a collaborare alle testate della National realizzando tra l’altro, su testi di Bill Finger (nato anch’egli a New York, l’8 febbraio del 1914), due serie avventurose: «Rusty and his Pais» e «Clip Carson». Finger e Kane si misero subito al lavoro dando vita a un eroe mascherato. Nessun superpotere, ma un fisico da atleta e un aspetto particolarmente sinistro. Finger contribuì non solo alle sue caratteristiche psicologiche ma suggerì anche il mantello e le orecchie da pipistrello da aggiungere alla maschera per caratterizzarlo maggiormente. Ne risultò un eroe notturno, che agiva da solo, quasi sempre nell’ombra, avvolto in una calzamaglia viola, il simbolo del pipistrello sul petto, il cappuccio-maschera con due lunghe orecchie che gli nascondeva gli occhi, ridotti a due fessure bianche, e un gran mantello che proiettava paurose ombre su Gotham City, la città dove agiva, un misto tra New York e Los Angeles.

The Bat-Man è la prima grafica del nome dell’eroe. Successivamente l’articolo sarà cancellato e ‘Bat’ e ‘Man’ verranno unite in un’unica parola: Batman, l’Uomo Pipistrello. The Bat-Man dava la caccia ai criminali giocando sulle loro insicurezze e sulle loro paure, e nonostante il disegno fosse un po’ dilettantesco (come del resto quello del primissimo Superman e di molti altri eroi dei fumetti), con gli sfondi appena accennati, un’anatomia talvolta approssimativa e i criminali stereotipati, piacque a Ellsworth e ai dirigenti della casa editrice e apparve per la prima volta nel maggio del 1939 sulle pagine del numero 27 di “Detective Comics”. La storia era firmata solo da Bob Kane e non c’era nessun accenno a Bill Finger, che pure aveva avuto un ruolo determinante nella creazione del personaggio e che avrebbe continuato a scriverne sceneggiature almeno fino al 1947.

I meriti di Finger (morto nel febbraio del 1974) sarebbero stati riconosciuti soltanto molto tempo dopo. E solo tra gli addetti ai lavori, visto che ancora oggi, sulle nuove avventure a fumetti di Batman leggiamo soltanto “created by Bob Kane”. Nonostante le avventure di Batman siano state siglate per più di vent’anni. soltanto da Bob Kane (tipico e non isolato caso di firma-marchio), il successo del personaggio e il moltiplicarsi delle sue avventure hanno evidentemente fatto in modo che vi mettessero mano un gran numero di soggettisti e di disegnatori. Come per Superman e per la maggior parte degli eroi dei comic books di questo periodo è però materialmente impossibile compilare un elenco completo dei collaboratori visto che non sono praticamente mai stati indicati sino alla seconda metà degli anni Sessanta. Ci limitiamo quindi ad alcuni nomi. Tra gli sceneggiatori possiamo ricordare, oltre a Bill Finger, Otto Binder, Bili Woolfolk, Jack Schiffe Gardner Fox. Per ciò che riguarda i disegnatori: Winslow Mortima, Dick Sprang, Curtis Swan, Mike Secowsky (per “World’s Fines Comics”), Mike Secowsky e Gardner Fox (per “Justice League of America”), Arnold Drake e Nick Cardy (per “Teen Titans”). Per “Detective Comics” e “Batman”, le testate più importanti: la lista si allunga: John Broome, Jerry Robinson, Jim Mooney, Jack Burnley, Carmine Infantino, Murphy Anderson, Joe Giella, Sid Greene, Ross Andru, Jim Aparo, Walt Simonson, Gil Kane, Neal Adams e Frank Robbins.

Nel 1943 escono anche le prime strisce quotidiane, distribuite dal McClure Syndicate. La firma è sempre quella di Bob Kane, ma quasi sicuramente sono realizzate da Charles Paris, Jack Burnley e Jerry Robinson. La serie si interrompe nel 1946 per riprendere vent’anni più tardi, il 29 maggio 1966, distribuita questa volta dal Ledger Syndicate. Scritte da Whitney Ellswort, le storie sono sempre firmate da Bob Kane e disegnate soprauutto da Sheldoin Moldoffe e Al Plastino. Da quella che inizia il 9 gennaio 1967 molte di queste avventure sono state pubblicate in Italia sul settimanale “Stop”.

Zack Snyder’s Justice League arriva in DVD, Blu-Ray e 4K

ZACK SNYDER’S JUSTICE LEAGUE arriva in DVD, Blu-Ray e 4K

DISTRIBUITO DA WARNER BROS. HOME ENTERTAINMENT

Disponibile in digitale dal 22 aprile 2021

DVD, Blu-Ray e 4K UHD in arrivo dal 27 maggio 2021

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BATMAN: HUSH, un classico moderno di Jeph Loeb & Jim Lee ( Recensione )

LO PUOI LEGGERE SU: Batman: Hush ( cartonato, Panini ), Supereroi – Leggende Dc nn.1-2 ( brossurati, Panini )

AUTORI: Jeph Loeb (storia), Jim Lee (disegni)

SINOSSI:  Una nuova, misteriosa, minaccia fa la sua comparsa a Gotham City: si fa chiamare Hush, e sembra conoscere molto bene il Cavaliere Oscuro e le sue debolezze. Quale volto si cela dietro le bende che lo ricoprono ??? Per scoprirlo, Batman dovrà prima affrontare alcuni dei suoi più letali avversari !

PRO:  La storia che ha rilanciato Batman in vetta alle classifiche di vendita, e ha decretato anche una “seconda giovinezza” di Jim Lee come artista, il quale ha ritrovato la gioia di disegnare, cimentandosi con un personaggio che aveva sempre amato e una sceneggiatura al fulmicotone come quella di Loeb.  

CONTRO:  Seppur avvincente, la trama di Loeb è molto schematica e assomiglia quasi a un videogioco, dove ogni episodio corrisponde a un livello, con relativo avversario/boss finale da sconfiggere.

GIUDIZIO COMPLESSIVO:  

Ci sono storie che, pur essendo relativamente recenti, sono già diventate dei classici, o per usare termini più anglofoni, dei veri cult o must-have per gli appassionati di fumetti. Batman: Hush è sicuramente uno di quelli, anche solo per il fatto che si è perso il conto, ormai, di quante volte sia stato ristampato dai vari editori che si sono succeduti in Italia in questi ultimi vent’anni.

Il motivo è presto detto: si tratta di un blockbuster fumettistico in piena regola. Abbiamo uno dei più apprezzati scrittori di comics, il quale aveva già dimostrato il suo amore per Batman e il suo universo in perle come Il lungo Halloween e Vittoria Oscura, al servizio stavolta di uno dei più grandi talenti della matita, che aspettava proprio un’occasione come questa per rimettersi in gioco dopo un periodo di stanca, dovuto anche ai suoi molteplici impegni come direttore della sua etichetta Wildstorm, poi acquisita dalla Dc.

Non ci poteva essere connubio meglio riuscito: Loeb imbastisce una trama ad orologeria, coinvolgendo quasi tutti i principali characters dell’universo batmaniano, villain compresi, in una sfida all’ultimo sangue dove non manca il classico burattinaio misterioso, in qualche modo legato al passato di Bruce Wayne. Ma ci sarà spazio anche per la love story tra Bats e Catwoman ( poi ripresa con tanto vigore da Tom King ) o il ritorno (?) di Jason Todd, all’epoca ancora creduto morto… Insomma, una storia che ha rilanciato a 360° il Cavaliere Oscuro, riportandolo finalmente sotto i riflettori e in vetta a tutte le classifiche di vendita.

Il vero fiore all’occhiello di questa saga però sono le splendide tavole di Jim Lee, il quale ha dimostrato una maturazione artistica non indifferente, affinando il suo tratto e l’attenzione ai dettagli, senza per questo togliere un grammo all’”effetto wow” tipico dello stile Image. Ogni sua tavola è una gioia per gli occhi, e le sue interpretazioni di Batman e di tutti i personaggi che lo circondano ( amici o nemici che siano ) sono tra le più iconiche e rappresentative del nuovo millennio.

Batman: Hush è dunque un volume che non può mancare nella libreria di un vero bat-fan, specialmente se si ama lo stile esplosivo di Lee. Non ha lo stesso spessore narrativo di opere come Il lungo Halloween, ma offre comunque una bella panoramica sul mondo dell’Uomo Pipistrello e introduce uno dei più amati e carismatici villain di questi ultimi anni.

Panini lo ha già ristampato in cartonato per la linea Dc Library, ma proprio Hush inaugurerà anche la nuova collana da edicola Supereroi – Le leggende Dc, con i primi due volumi, per cui avrete la possibilità di acquistarlo anche in versione economica. Approfittatene !

VOTO: 8

Marco “Spider-Ci” Novelli

THE SUICIDE SQUAD: Missione Suicida – Il trailer

Dallo sceneggiatore / regista James Gunn, arriva l’avventura d’azione dei supereroi della Warner Bros. Pictures, “The Suicide Squad – Missione Suicida”, con lo schieramento dei delinquenti più degenerati della DC.

KING SHARK, DANIELA MELCHIOR come Ratcatcher 2, JOEL KINNAMAN come Colonnello Rich Flag, IDRIS ELBA come Bloodsport, MARGOT ROBBIE come Harley Quinn, JOHN CENA come Peacemaker, PETER CAPALDI come Pensatore, DAVID DASTMALCHIAN come Polka-Dot Man e JULIO CESAR RU come Milton RU nell’avventura d’azione sui supereroi della Warner Bros. Pictures “THE SUICIDE SQUAD”, un’uscita della Warner Bros. Pictures.
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Supereroi – Le leggende DC in edicola

Una nuova collezione da edicola mostra tutti gli eroi più famosi della DC COMICS.

Ognuna di queste storie ha una nuova introduzione che esplora la natura del fumetto proposto, contestualizzando le storie e spiegando anche perché i supereroi DC sono stati così rivoluzionari. Già dalla prima uscita sarà possibile rivivere alcuni momenti significativi con alcuni degli iconici personaggi della casa di Burbank. Si tratta della prima collana da edicola realizzata da Panini DC Italia.
Nel primo volume, troveremo Batman nell’epico racconto di omicidio, misteri e amore, in cui il cavaliere oscuro intraprende quella che sembra una semplice missione per scoprire l’identità del misterioso criminale Hush.  L’albo sarà in edicola a partire dal 13 Aprile 2021.

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Batman v Superman: Dawn of Justice – Pressbook pt. 7/7

Parte 7 di 7 del pressbook per la presentazione del film Batman v Superman: Dawn of Justice.

>  L’ESTREMA RIVALITA’ CON LA CITTA’ SORELLA <<

Portando Batman e Superman insieme nel film, i produttori hanno deciso che, piuttosto che girare in casa di uno o dell’altro, avrebbero utilizzato entrambe le città icona, Gotham e Metropolis.

“Abbiamo pensato alla dinamica di creare due ambienti come città rivali che rappresentasse l’antagonistica relazione tra Batman e Superman”, dichiara Charles Roven. “Metropolis e Gotham come città sorelle, una di fronte all’altra, un po’ come New York City e certi angoli del New Jersey lungo il fiume Hudson. Metropolis è più cosmopolita, mentre Gotham è una città più dura”.

Il film è stato girato in gran parte a Detroit e dintorni, Michigan, mentre altre scene sono state girate nell’area di Chicago, Illinois, e quelle della fattoria della famiglia di Clark ancora una volta nei dintorni di Yorkville. Grazie alla preferenza di Zack Snyder per i set reali, gran parte del film è stato girato in esterni o in grandi costruzioni, la più grande delle quali era la Batcaverna, un’opera di ingegneria che sarebbe l’invidia di molti tra i più audaci architetti.

“Il concetto principale della caverna è che tutto è sospeso”, spiega Tatopoulos. “Tutto è attaccato come un pipistrello—niente ha un sostegno inferiore strutturale. Perfino all’interno del laboratorio, ogni postazione di lavoro è appesa in aria; l’unica cosa che tocca terra è la sedia. Anche il palazzo non tocca terra, poggia su travi poste all’esterno”.

La caverna è composta da una serie di spazi cubici collegati da una scalinata flottante e circondata muri di vetro sospesi usando un sistema a ragno, che sono una serie di staffe che mantengono il vetro solo in alto e in basso. Le staffe sono sostenute da tubi di acciaio, pitturate in modo di confondersi con i colori scuri delle mura intatte della caverna. C’è acqua che scorre lungo i muri della caverna fino a formare un laghetto sotto un ponticello, tra due cubi di vetro. L’effetto che si crea è quello di un cubicolo di vetro stretto in una caverna esistente. Il designer ha scelto un effetto  organico, minimalista e claustrofobico, costruito da un uomo che è diventato un tutt’uno con la sua natura animale ma che ne è rimasto schiacciato.

Questo tema minimalista continua sotto terra, nella piccola casa di vetro sul lago che sorge nella valle scavata sotto la fatiscente Wayne Manor. “La casa rispecchia la stessa idea di una orma di un piede molto profonda”, dice Tatopoulos. “La casa è immersa nella natura, quasi come se non fosse lì; dovunque si guardi si è nella natura. Ho preso ispirazione dall’architettura di Mies van der Rohe e la casa è stata realizzata sull’idea che il padre di Bruce credeva che van der Rohe l’avrebbe progettata”. Al suo interno, la casa contiene mobili minimalisti e l’essenziale sui muri della cucina: una griglia per il vino, frigorifero, lavello, fornelli e una macchina per il caffè. Un ambiente austero per un uomo con una singolare visione, combattere il crimine e in generale l’atteggiamento di chi non ha nulla da chiedere al mondo.

La casa è stata ricostruita su un vecchio campo di Ragazze Scout del Michigan, luogo in cui sono girate la maggior parte delle scene del film. Detroit ha offerto alla produzione la libertà e gli spazi necessari per girare all’aperto, su vere strade. “Abbiamo fatto una vasta ricerca per scegliere le strade di Gotham nel centro di Detroit”, dichiara Deborah Snyder. “C’era qualcosa di così reale in quelle strade tormentate della città, i palazzi vecchi di decenni  che ne hanno viste di tutti i colori”.

Una sequenza che ha visto protagonista un lungo inseguimento tra auto, è stata girata in sette giorni, tra una raffineria di petrolio e  le banchine del porto. “Sono state location coraggiose ed oscure, con quel leggero tocco di pioggia che non guasta”, continua. “Abbiamo girato su set reali per quanto ci è stato possibile, perfino le esplosioni e i ribaltamenti delle auto”.

Il Broad Museum della Michigan State University a East Lansing è stato il set della dimora di Lex Luthor; la Wayne County Courthouse, costruita subito dopo la Guerra Civile, è stata usata per le riprese di Gotham e Washington, DC; e la vecchia Grand Central Station è stata teatro della scena culmine della battaglia. Il film è stato anche girato per breve tempo nel New Mexico, che ha rappresentato il Nord Africa e a Bora Bora, diventata un isola dell’Oceano Indiano.

Per raffigurare questo mondo epico, il regista Snyder si è affidato al direttore della fotografia Larry Fong, con il quale ha lavorato già diverse volte. “Mi è piaciuto lo sviluppo dell’aspetto del film”, dice Fong. “Zack ha certamente un suo stile ma non ha paura di sperimentare cose nuove”.

Se il lavoro di riprese per “Man of Steel” era fatto principalmente a mano, Fong dice che per questo film Snyder ha voluto fare dei cambiamenti. Perciò Fong ha avuto un approccio più classico, usando perlopiù dolly, Technocrane e Steadicam. “La progettazione delle riprese con questi mezzi è stata un’ottima disciplina. Volevamo un look naturalistico ma intensificando la realtà. Questo era ciò che cercavamo di realizzare”.

La varietà di riprese è stata seconda solo varietà dei formati.  “Quando abbiamo iniziato a discutere dei formati, Zack ha puntato dritto al 35mm Cinemascope a macchina singola. Ma prima della fine abbiamo girato anche in 16mm, 35mm Cinemascope, 35mm Flat, 65mm, GoPro, digitale e IMAX”, ride Fong.

L’IMAX ha comportato delle grandi difficoltà, secondo il direttore della fotografia. “Le machine da presa IMAX sono voluminose e pesanti, con una profondità di campo molto superficiale.  Zack adora molto muovere le machine da presa”, aggiunge “quindi abbiamo dovuto spingerci al limite. Abbiamo provato a fare dei movimenti di macchina molto elaborati ed anche riprese a mano e il nostro operatore, John Clothier e il primo assistente operatore, Bill Coe, sono stati grandiosi.  Il risultato è stupefacente. Si sente veramente la portata immensa del formato”.

Ad enfatizzare l’impressionante livello del film, è la colonna sonora creata da Hans Zimmer e Junkie XL, che hanno lavorato in squadra per produrre una composizione degna dei Supereroi icona del grande schermo. Per dare inizio al processo, Zimmer dice, “Tutto ha avuto inizio quando è entrato in stanza Zack dicendo, ‘Ragazzi, voglio raccontarvi una storia’. Per noi quello è stato un ingresso meraviglioso in questo mondo”.

Incorporare i temi musicali di “Man of Steel” per le scene di Superman, Clark e Lois è stato fondamentale per i compositori, che volevano dare al pubblico un senso di familiarità con il mondo in espansione dell’eroe. “Abbiamo ripreso il concetto di Hans per Superman nell’ultimo film, inclusi la steel guitar e le percussioni, che celebrano veramente il potere del personaggio, e questa è un grande tema di discussione in questo film”, dichiara Junkie XL. “Abbiamo apportato leggere modifiche e penso che entrambi siamo contenti di come questo ha funzionato per il film”.

Insieme, i compositori hanno realizzato i nuovi temi  musicali per Batman.  Zimmer dice di aver trovato più facile come approccio al personaggio la concentrazione sul suo alter ego. “Ho prestato molta attenzione a Bruce Wayne. In lui c’è molta rabbia ed è proprio irresistibile, tanto che è diventata una sorta di missione supportare quelle emozioni. Ho cercato di scoprire il modo di scrivere un tema che fosse pieno di ambiguità e allo stesso tempo fornisse una scorciatoia al suo carattere instabile, mostrare il buio può diventare luce…non si sa mai”.

Per il debutto di Wonder Woman, Zimmer e Junkie XL hanno compost un tema tribale evidenziato dal suono distinguibile di un violoncello elettrico, eseguito dalla violoncellista Tina Guo.   Zimmer nota, “Come Diana Prince, Tina è elegante, quando imbraccia il suo violoncello—la sua spada—e da inizio al più feroce dei banshee, scatenata, una guerriera proprio come Wonder Woman. La prima volta che ho fatto ascoltare il pezzo a Zack e Debbie, sono rimasti veramente scioccati, nel senso buono del termine, e questo era proprio l’effetto sperato, la giusta dose di sorpresa”.

Con tutti gli elementi finalmente al loro posto, Zack Snyder trova che, “La cosa più eccitante per me è il fatto di avere un’opportunità con ‘Batman v Superman’, di trasportare le più grandi icone della storia dei fumetti sul grande schermo, in un singolo mondo coerente dove ognuna delle proprie esperienze e avventure passate, crea adesso un arazzo all’interno dell’universo DC.  Quando si nomina Batman, quando si nomina Superman, oppure Wonder Woman, si parla di nomi che la gente conosce ed ama. Vederli interagire con le loro avventure che si intrecciano, beh…è semplicemente una cosa incredibile e credo che la gente non veda l’ora di gustarselo al cinema”.

Fonte: [Ufficio Stampa Warner Bros.Entertainment Italia]