JOKER WAR, il bat-evento di James Tynion IV & Jorge Jimenez ( Recensione )

LO PUOI LEGGERE SU: Batman nn. 20-24 ( spillati, Panini )

AUTORI: James Tyinon IV (storia), Jorge Jimenez (disegni)

SINOSSI:  Dopo anni di continue battaglie e scontri, Joker decide di sferrare il suo colpo decisivo all’eterno rivale, orchestrando un minuzioso piano che lo priverà di tutte le sue ricchezze e attrezzature, mentre la città verrà trasformata in una vera e propria zona di guerra dai suoi seguaci. Ancora una volta, Batman dovrà contare sulla sua incrollabile determinazione e forza d’animo per affrontare una delle sue battaglie più difficili. Ma per fortuna, ci sono anche tanti alleati ancora pronti a tendergli la mano…!

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BATMAN: HUSH, un classico moderno di Jeph Loeb & Jim Lee ( Recensione )

LO PUOI LEGGERE SU: Batman: Hush ( cartonato, Panini ), Supereroi – Leggende Dc nn.1-2 ( brossurati, Panini )

AUTORI: Jeph Loeb (storia), Jim Lee (disegni)

SINOSSI:  Una nuova, misteriosa, minaccia fa la sua comparsa a Gotham City: si fa chiamare Hush, e sembra conoscere molto bene il Cavaliere Oscuro e le sue debolezze. Quale volto si cela dietro le bende che lo ricoprono ??? Per scoprirlo, Batman dovrà prima affrontare alcuni dei suoi più letali avversari !

PRO:  La storia che ha rilanciato Batman in vetta alle classifiche di vendita, e ha decretato anche una “seconda giovinezza” di Jim Lee come artista, il quale ha ritrovato la gioia di disegnare, cimentandosi con un personaggio che aveva sempre amato e una sceneggiatura al fulmicotone come quella di Loeb.  

CONTRO:  Seppur avvincente, la trama di Loeb è molto schematica e assomiglia quasi a un videogioco, dove ogni episodio corrisponde a un livello, con relativo avversario/boss finale da sconfiggere.

GIUDIZIO COMPLESSIVO:  

Ci sono storie che, pur essendo relativamente recenti, sono già diventate dei classici, o per usare termini più anglofoni, dei veri cult o must-have per gli appassionati di fumetti. Batman: Hush è sicuramente uno di quelli, anche solo per il fatto che si è perso il conto, ormai, di quante volte sia stato ristampato dai vari editori che si sono succeduti in Italia in questi ultimi vent’anni.

Il motivo è presto detto: si tratta di un blockbuster fumettistico in piena regola. Abbiamo uno dei più apprezzati scrittori di comics, il quale aveva già dimostrato il suo amore per Batman e il suo universo in perle come Il lungo Halloween e Vittoria Oscura, al servizio stavolta di uno dei più grandi talenti della matita, che aspettava proprio un’occasione come questa per rimettersi in gioco dopo un periodo di stanca, dovuto anche ai suoi molteplici impegni come direttore della sua etichetta Wildstorm, poi acquisita dalla Dc.

Non ci poteva essere connubio meglio riuscito: Loeb imbastisce una trama ad orologeria, coinvolgendo quasi tutti i principali characters dell’universo batmaniano, villain compresi, in una sfida all’ultimo sangue dove non manca il classico burattinaio misterioso, in qualche modo legato al passato di Bruce Wayne. Ma ci sarà spazio anche per la love story tra Bats e Catwoman ( poi ripresa con tanto vigore da Tom King ) o il ritorno (?) di Jason Todd, all’epoca ancora creduto morto… Insomma, una storia che ha rilanciato a 360° il Cavaliere Oscuro, riportandolo finalmente sotto i riflettori e in vetta a tutte le classifiche di vendita.

Il vero fiore all’occhiello di questa saga però sono le splendide tavole di Jim Lee, il quale ha dimostrato una maturazione artistica non indifferente, affinando il suo tratto e l’attenzione ai dettagli, senza per questo togliere un grammo all’”effetto wow” tipico dello stile Image. Ogni sua tavola è una gioia per gli occhi, e le sue interpretazioni di Batman e di tutti i personaggi che lo circondano ( amici o nemici che siano ) sono tra le più iconiche e rappresentative del nuovo millennio.

Batman: Hush è dunque un volume che non può mancare nella libreria di un vero bat-fan, specialmente se si ama lo stile esplosivo di Lee. Non ha lo stesso spessore narrativo di opere come Il lungo Halloween, ma offre comunque una bella panoramica sul mondo dell’Uomo Pipistrello e introduce uno dei più amati e carismatici villain di questi ultimi anni.

Panini lo ha già ristampato in cartonato per la linea Dc Library, ma proprio Hush inaugurerà anche la nuova collana da edicola Supereroi – Le leggende Dc, con i primi due volumi, per cui avrete la possibilità di acquistarlo anche in versione economica. Approfittatene !

VOTO: 8

Marco “Spider-Ci” Novelli

KINGDOM COME – Il capolavoro di Mark Waid & Alex Ross

Nell’ambito del fumetto mainstream statunitense, le storie più coraggiose e dirompenti sono generalmente quelle slegate dalla tanto amata/odiata continuity, in quanto non devono preoccuparsi più di tanto delle possibili ripercussioni che determinate scelte narrative potrebbero avere su personaggi con decenni di storia editoriale alle spalle. In questo modo l’autore può dare libero sfogo a tutto il suo estro creativo, prendendo direzioni che normalmente, su una serie regolare, non potrebbe mai percorrere.  

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DAMIAN: IL FIGLIO DI BATMAN, di Andy Kubert (Recensione)

LO PUOI LEGGERE SU: Damian: Il figlio di Batman ( volume, RW-Lion )

AUTORI: Andy Kubert

SINOSSI:  Mentre indagano su una serie di efferati omicidi, Batman e Damian vengono travolti da una tremenda esplosione, che porterà il Cavaliere Oscuro alla morte…! Damian allora inizierà una vera caccia all’uomo, in cerca di vendetta, dando libero sfogo alla sua indole assassina. Quando deciderà di raccogliere l’eredità del padre e indossare il manto di Batman, si sforzerà di onorare il suo retaggio mantenendo anche un codice etico e morale. La sua educazione con Talia al Ghul e la Lega degli assassini, però, è difficile da dimenticare…

PRO:  Le tavole di Andy Kubert sono sempre di grande impatto e confermano il suo indiscusso talento nel rappresentare personaggi iconici come il Cavaliere Oscuro, in tutta la loro dirompente energia.

CONTRO:  La storia imbastita da Kubert si può definire “inesplosa”. Mette sul piatto tanti elementi, senza però svilupparne nessuno in modo chiaro e coerente, come se fosse solo l’inizio di una storia più ampia, che però non è mai stata portata avanti…

GIUDIZIO COMPLESSIVO:  

Non sempre un grande artista della matita riesce ad essere altrettanto abile nella scrittura. Anzi, possiamo tranquillamente affermare che si tratta di casi piuttosto rari… Non fa eccezione purtroppo Andy Kubert, superstar del fumetto nota soprattutto per le sue collaborazioni con grandi scrittori come Neil Gaiman, Frank Miller, Grant Morrison e tanti altri, il quale ha provato a realizzare in toto una miniserie con protagonista Damian Wayne, il figlio di Batman e Talia al Ghul introdotto per la prima volta nel graphic novel Batman: Il figlio del demone e poi reinserito nella continuity ufficiale da Grant Morrison quasi vent’anni dopo.

Le intenzioni di Kubert in realtà sarebbero buone: realizzare una sorta di prequel del famigerato Batman #666, una storia molto amata dai fan, sempre scritta da Morrison, dove ci veniva mostrato un futuro distopico e violento, nel quale era proprio Damian a vestire i panni del Cavaliere Oscuro, in tutta la sua irruenza e aggressività.

Il problema, però, è che Kubert non ha la scrittura dirompente o la carica eversiva di Morrison, per cui ciò che emerge da questa miniserie è solo un racconto troncato a metà, con tanti elementi e personaggi buttati lì senza essere minimamente approfonditi o contestualizzati, in un’accozzaglia di eventi di cui non si capisce bene la direzione.

Diciamo che il tutto potrebbe avere un senso se fosse solo l’incipit per una serie regolare o comunque una trama di più ampio respiro, e probabilmente nella testa dell’autore era così, ma dato che di fatto questo progetto non è più andato avanti, quello che rimane è solo la sensazione di una grossa occasione sprecata, che lascia un po’ di amaro in bocca, in quanto alcune idee potevano essere valide, ma il loro potenziale purtroppo non è stato sfruttato a dovere o comunque non sviluppato in maniera soddisfacente.

L’unico punto di forza del volume, dunque, restano i disegni, sui quali Kubert non si smentisce e conferma la sua innegabile maestria, regalandoci tavole di ampio respiro, molto dinamiche e potenti. Proprio per questo, forse, sarebbe preferibile se continuasse a concentrarsi su ciò che gli riesce meglio, lasciando ai veri professionisti ( scrittori, in questo caso ) il loro mestiere…

VOTO: 5

Marco “Spider-Ci” Novelli

BATMAN: BARCELLONA – Il Cavaliere del Drago ( Recensione )

LO PUOI LEGGERE SU: Batman: Barcellona – Il Cavaliere del Drago ( volume, Planeta )

AUTORI: Mark Waid, Diego Olmos

SINOSSI:  Batman è costretto a raggiungere Barcellona per fermare Killer Croc, convinto di essere la reincarnazione del famoso drago ucciso da San Giorgio, patrono della Catalogna. Arrivato lì, conoscerà un po’ di storia della città, grazie a una sua vecchia amica del posto, e intavolerà una feroce battaglia col suo mostruoso avversario. 

PRO:  Un’occasione unica per vedere l’ombra del Cavaliere Oscuro stagliarsi tra le affascinanti architetture di Barcellona.

CONTRO:  La trama è solo un forzato pretesto per realizzare un grande spot alla bella città catalana, in vista dell’imminente Salone del Fumetto che si sarebbe svolto laggiù.

GIUDIZIO COMPLESSIVO:  Non c’è dubbio che Barcellona sia una città affascinante, ricca di storia e di cultura, dove si fondono luci dalle mille sfumature ad architetture gotiche e maestose. Una location ideale, dunque, per una figura ombrosa e pittoresca come quella di Batman.

La domanda da porsi allora è: per quale motivo il Cavaliere Oscuro dovrebbe lasciare la sua Gotham per andare a Barcellona ??? La risposta ha provato a fornircela Mark Waid, scrittore di indubbio talento, ben noto ai fan sia Marvel che Dc, in questo volume speciale  che ha solo il chiaro scopo di puntare i riflettori sulla bella città catalana, coinvolgendo il più famoso character della Dc.

Il pretesto per far volare Batman in Spagna infatti è piuttosto forzato e privo di logica: non c’è motivo per cui Killer Croc si rechi apposta ( e non si sa come ) fino a Barcellona, con la scusa di credersi la reincarnazione del drago ucciso da San Giorgio, visto che alla fine il suo scopo è sempre quello di uccidere il Pipistrello, per cui poteva benissimo continuare a farlo a Gotham, come sempre…

La trama è quindi solo una futile scusa per realizzare una perfetta cartolina in formato comic book di Barcellona, dove si vedranno alcune strade e monumenti tipici della città, senza farsi mancare riferimenti religiosi e folcloristici, come la succitata leggenda che riguarda il suo patrono. Il tutto illustrato ovviamente da un artista del posto, Diego Olmos, il cui tratto netto e spigoloso si sposa bene con le ombre del Cavaliere Oscuro, anche se a volte risulta un po’ grossolano e frettoloso nei dettagli.

Non aspettatevi in sostanza grandi emozioni da questa storia, palesemente realizzata da Waid solo per compiacere la dirigenza Dc e gli organizzatori del Salone del Fumetto di Barcellona, che l’avevano ospitato qualche anno prima. Non ci troviamo di fronte a un capolavoro di sceneggiatura, dunque, ma rimane giusto il valore a livello collezionistico, in quanto si tratta di un evento unico, stampato da Planeta in un elegante cartonato di grandi dimensioni, che vanta oltretutto una cover esclusiva dell’immenso Jim Lee.

VOTO: 5

Marco “Spider-Ci” Novelli

BATMAN: ARKHAM ASYLUM, il graphic novel capolavoro di Grant Morrison e Dave McKean ( Recensione )

LO PUOI LEGGERE SU: Batman: Arkham Asylum ( volume, Panini )

AUTORI: Grant Morrison,  Dave McKean

SINOSSI:  I pazienti del Manicomio Arkham hanno preso possesso della struttura e tengono in ostaggio il personale al suo interno ! L’unica condizione che hanno posto per liberarli è che Batman si presenti da loro. Una volta arrivato lì, per l’Uomo Pipistrello inizierà un viaggio dentro la follia che permea ogni singola stanza del manicomio, e al contempo scopriremo le origini “maledette” di questo luogo e del suo fondatore, Amadeus Arkham !

PRO:  Un tassello fondamentale della mitologia batmaniana, che vanta una notevole ricerca stilistica, sia per quanto riguarda i testi che per l’apparato grafico, opera di un artista “prestato” al fumetto come Dave McKean.

CONTRO:  Per rendere ancora più intensa e viscerale la discesa negli inferi di Batman, Morrison avrebbe potuto calcare di più la mano e approfondire alcuni confronti con i pazienti del manicomio, perlomeno i più famosi…

GIUDIZIO COMPLESSIVO:  Quanto è labile il confine che separa Batman dai folli criminali contro cui combatte ogni notte ???

E’ questo il quesito attorno a cui ruota una delle più allucinanti e dirompenti storie mai scritte sull’Uomo Pipistrello, che è riuscita a rompere gli schemi del classico fumetto mainstream, non solo per i contenuti forti, ma perché si è avvalsa del talento visionario del grande Dave McKean, il quale ha sposato a pieno il concetto di fumetto quale “espressione artistica”, con la A maiuscola.

Le sue illustrazioni infatti sono un mix di stili differenti, che uniscono la ruvidezza degli schizzi a matita con la corposità dei pennelli e della pittura a olio, inserendo anche elementi fotografici e collage di vario tipo, in quello che si può considerare un vero e proprio trip visivo, dove nessuna tavola viene imbrigliata in una griglia ben definita, ma lascia fluire le immagini e le suggestioni, attraverso un percorso a volte straniante e disturbante.

Questo perché la volontà dello scrittore Grant Morrison ( e di McKean, ovviamente ) era quella di trascinare il lettore nella spirale di violenza e follia che si respira dentro il manicomio Arkham, un luogo maledetto, che racchiude tutto ciò che di più marcio si può trovare in una città corrotta come Gotham City.

Ma quanto c’è di Batman in un luogo come Arkham ? In un certo senso è lui ad “alimentarlo”, sbattendo dentro i folli criminali che lo abitano, ma in fondo lui è così diverso da loro ? Si può considerare sano di mente un vigilante che va in giro vestito da pipistrello, ossessionato da una promessa fatta quando era ancora un bambino, traumatizzato dalla morte violenta dei propri genitori ???

Come gli grida, punzecchiandolo, lo stesso Joker da dentro il manicomio: “qui per te c’è sempre posto !”, ed è questa la grande paura di Batman, sapere che un giorno quel lato oscuro che alberga in lui possa prendere il sopravvento e portarlo dall’altra parte della barricata, insieme a quel male che ha sempre tentato di combattere…

Arkham Asylum è un racconto tetro e inquietante, che pone al centro della scena il manicomio criminale per eccellenza del mondo dei comics, un elemento fondamentale dell’iconografia batmaniana, in quanto Batman, più di qualunque altro supereroe, è fortemente caratterizzato anche dai suoi avversari, che in un certo senso lo completano e contribuiscono ad alimentare il suo mito.

Questo volume è ormai considerato un caposaldo della letteratura disegnata, proprio perché si discosta dalla maggior parte della produzione fumettistica mainstream, elevandosi a qualcosa di più puramente artistico e concettuale. Per cui, se siete fan del Cavaliere Oscuro o del buon fumetto in generale, non dovrebbe mancare nella vostra libreria ( la Panini, tra l’altro, ne ha da poco pubblicato un’elegante versione Absolute, con tanto di cofanetto rigido e diversi contenuti extra, per cui è un’ottima occasione per recuperarlo ).

VOTO: 8

Marco “Spider-Ci” Novelli

BATMAN: DETECTIVE COMICS di Ed Brubaker ( Recensione )

LO PUOI LEGGERE SU: Batman: Detective Comics di Ed Brubaker (volume, Planeta )

AUTORI: Ed Brubaker ( testi ), Tommy Castillo, Patrick Zircher ( disegni )

SINOSSI:  Un misterioso killer sembra aver preso di mira alcuni dei supercriminali più pericolosi di Gotham City, lasciando sul luogo del delitto una moneta con doppia faccia, sfregiata però da entrambi i lati. Toccherà a Batman indagare per capire l’identità dell’assassino e il suo movente ! Dopodiché dovrà risolvere il caso di un’altra serie di omicidi che sembrano ricollegarsi a degli eventi di quarant’anni fa, quando il protettore di Gotham City era Alan Scott, la prima Lanterna Verde !!!

PRO:  Due racconti dalla forte impronta noir e poliziesca, che esaltano l’aspetto investigativo tipico delle più classiche storie dell’Uomo Pipistrello. Brubaker, del resto, è sempre stato un maestro in questo genere.

CONTRO:  I disegni  dello story-arc principale, a opera di Tommy Castillo, sono piuttosto grossolani e poco curati, per cui non valorizzano molto l’avvincente sceneggiatura di Brubaker.

GIUDIZIO COMPLESSIVO:  Benché ultimamente abbia un po’ abbandonato le luci dei riflettori, Ed Brubaker è stato fino a qualche anno fa uno degli scrittori più quotati dell’industria dei comics, firmando serie di grande successo sia in Marvel che in Dc, e non solo.Ma la testata che l’ha lanciato nel fumetto mainstream è stata proprio Batman, a cui sono seguiti titoli ormai cult come Gotham Central e la sua gestione di Catwoman.

Si parla meno invece del suo breve periodo alle redini della più  storica testata del Pipistrello, Detective Comics, raccolto in questo corposo volume da Planeta. Sono sostanzialmente due story-arc distinti, ma che hanno in comune il gusto dello scrittore per il giallo e il crime, con spruzzate di horror e noir.

In entrambi i casi infatti Batman fa onore al titolo della testata, indagando su degli efferati omicidi, che coinvolgeranno alcuni dei più famosi villain del Cavaliere Oscuro e un personaggio ripescato dalla gloriosa Golden Age dei comics, ovvero Alan Scott, l’originale Lanterna Verde.

Brubaker dimostra di sapersi muovere benissimo in questo contesto, confermandosi come uno dei più talentuosi scrittori pulp di questi ultimi vent’anni. Il suo approccio così crudo e diretto, energico ed efficace, si sposa perfettamente con le atmosfere dark del Cavaliere Oscuro e il suo lato più investigativo.

Il confronto con Alan Scott, poi, oltre ad essere un sentito omaggio a un’epoca che fu, è interessante in quanto mette in risalto due modi opposti d’intendere il supereroismo. La purezza e la solarità della prima Lanterna Verde deve fare i conti con una Gotham cambiata, che adesso ha bisogno di un vigilante cupo e brutale come Batman, il quale non si può definire un supereroe nell’accezione più classica del termine, anche se nutre comunque profonda ammirazione e rispetto nei confronti di un eroismo così puro e incontaminato, ormai indissolubilmente legato a un tempo che non c’è più.

Se amate lo scrittore del Maryland e il suo stile pulp/noir, ma soprattutto le storie che confermano Batman quale “migliore detective del mondo”, questo volume è ciò che fa al caso vostro.

VOTO: 7 ½

Marco “Spider-Ci” Novelli