DC Collectibles novità per febbraio 2020

Per il nuovo anno la DC Comics ci prepara un febbraio 2020 da sballo provenienti dalla sezione DC Collectibles. La nostra strada di collezionisti sarà lastricata da una miriade di oggetti da collezione a tema Batman. Dalle statue alle mini-figure alle repliche, ce ne è per tutti i gusti. Di seguito vi riporto qualche novità con i relativi dettagli completi e le informazioni relative al preordine.

DC COVER GIRLS: BATGIRL BY FRANK CHO STATUE

progettata da FRANK CHO
scolpita da JONATHAN MATTHEWS
A dare il via alla nuova serie della famosa serie DC Cover Girls di DC Collectibles è Batgirl, disegnata dal famoso artista Frank Cho. La intrigante interpretazione di Cho conferisce a Barbara Gordon un tocco di umorismo. Qualsiasi fan delle copertine e dell’arte di Cho non vorrà perdersi questa statua, che lo introduce come nuovo artista per la linea.
• Limitata a 5.000 pezzi e numerati individualmente
• La statua misura 9,16 “di altezza
• Il prodotto finale potrebbe differire leggermente dall’immagine mostrata
IN VENDITA FEBBRAIO 2020
$ 130,00 Stati Uniti
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DC DESIGNER SERIES: HARLEY QUINN AND POISON IVY BY EMANUELA LUPACCHINO STATUE
progettata da EMANUELA LUPACCHINO (qui il suo video saluto per voi)
scolpito da JACK MATHEWS
Questa stupenda statua della serie DC Designer Series presenta due delle più famose villain di Gotham City, Harley Quinn e Poison Ivy, e mette in risalto il loro rapporto affettuoso e amorevole nei fumetti.
Disegnata dalla straordinaria artista Emanuela Lupacchino, questa statua cattura le sensazioni appassionate che questi due personaggi hanno l’uno per l’altro, pur vivendo in una città folle e intensa come Gotham. Questa iconica statua sarà in vendita appena in tempo per San Valentino 2020.
• Limitato a 5.000 pezzi e numerato individualmente
• La statua misura 10,7 “di altezza
• Il prodotto finale potrebbe differire dall’immagine mostrata
IN VENDITA FEBBRAIO 2020
$ 280,00 US
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HARLEY QUINN ROSSO, BIANCO E NERO: HARLEY QUINN STATUA DI JOSHUA MIDDLETON
basato su opere d’arte create da JOSHUA MIDDLETON
scolpito da KAREN PALINKO
Basato su una delle sue popolari cover per la serie di fumetti HARLEY QUINN, questa nuova statua esalta le opere di Joshua Middleton. Scolpita da Karen Palinko e caratterizzata da una favolosa decorazione di vernice della statua rende il pezzo speciale con un look unico e divertente. Tutto, dallo stile alla posizione fino all’espressione facciale, rende questo perfetta questa Harley Quinn da collezione per qualsiasi fan.
• Limitato a 5.000 pezzi e numerato individualmente
• La statua misura circa 7,59 “di altezza
• Il prodotto finale potrebbe differire dall’immagine mostrata
IN VENDITA FEBBRAIO 2020
$ 90,00 Stati Uniti
Pre-order qui Entertainment Earth
BATMAN BLACK & WHITE MINI FIGURES BLIND BAGS WAVE 3
Ogni bustina contiene una delle sei diverse figure in PVC da 3,75 pollici, progettate da esperti con il miglior talento del settore. Questa ondata di mini figure include figure basate sull’arte di:
• Jim Lee (The Joker)
• Jim Lee
• Dustin Nguyen
• Mike Mignola
• Sean “Cheeks” Galloway
• Batman Arkham Asylum
• I prodotti finali potrebbero differire dalle immagini mostrate
• $ 90,00 USA per caso di 18
• Ogni busta al prezzo di $ 5,00 US
IN VENDITA AGOSTO 2019
BATMAN BLACK & WHITE MINI FIGURES BLIND BAGS WAVE 1
Ogni busta contiene una delle sei diverse figure in PVC da 3,75 pollici, progettate da esperti con il miglior talento del settore. Questa ondata di mini figure include figure di Batman basate sull’arte di:
• Amanda Conner
• Darwyn Cooke
• Jason Fabok
• Patrick Gleason
• Frank Quitely
• Dick Sprang
• I prodotti finali potrebbero differire dalle immagini mostrate
• $ 90,00 USA per caso di 18
• Ogni busta al prezzo di $ 5,00 US
SCONTATO ADESSO
BATMAN BLACK & WHITE MINI FIGURES BLIND BAGS WAVE 2
La seconda ondata di Batman Black & White Mini Figures Blind Bags è disponibile presso Diamond e disponibile per ordine!
Ogni busta contiene una delle sei diverse figure in PVC da 3,75 pollici, progettate da esperti con il miglior talento del settore. Questa ondata di mini figure include figure basate sull’arte di:
• Bruce Timm (Harley Quinn)
• Frank Quitely (Robin)
• Michael Allred
• John Romita Jr.
• Gary Frank
• Eduardo Risso
• I prodotti finali potrebbero differire dalle immagini mostrate
• $ 90,00 USA in caso di 18 pezzi
• Ogni busta al prezzo di $ 5,00 US
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Dopo il Crepuscolo dei Supereroi: intervista a Luigi Siviero

Dopo la recensione, che avete potuto leggere ieri, del libro Dopo il Crepuscolo dei Supereroi. Grant Morrison, Alan Moore e la British Invasion, redatta da Bendetta Berio, oggi, abbiamo il piacere di ospitare lo scrittore Luigi Siviero, sulle pagine del nostro blog. Con lui abbiamo voluto non solo presentare il suo libro, ma anche ripercorrere insieme le fasi di rinnovamento del fumetto, l’implosione della DC Comics e parlare di Batman. Sono sicuro che troverete le riflessioni dell’autore molto interessanti.

Stefano: Il tuo libro si intitola “Dopo il Crepuscolo dei Supereroi. Grant Morrison, Alan Moore e la British Invasion”. Quando è stato pubblicato e quale è l’editore che lo pubblica e dove è disponibile?

LUIGI SIVIERO: Il libro è stato pubblicato da Eretica Edizioni alla fine del 2018. Può essere ordinato nelle librerie e acquistato nei negozi di libri in rete (tipo Amazon, IBS, Feltrinelli e così via) e nel sito dell’editore (http://www.ereticaedizioni.it/prodotto/luigi-siviero-dopo-il-crepuscolo-dei-supereroi/). Purtroppo non è disponibile nelle fumetterie perché Eretica è una casa editrice che non pubblica abitualmente fumetti (ne ha in catalogo solo un paio) e libri sui fumetti. Essendo un editore estraneo a questo settore non ha rapporti con i distributori che si occupano in modo specifico di rifornire le fumetterie.

Stefano: Cosa differenzia il tuo libro dai tanti scritti finora sul tema ?

LUIGI SIVIERO: I libri su Grant Morrison e sulla British Invasion sono tantissimi, soprattutto in lingua inglese. Mi sembra che ci sia una tendenza a isolare una singola opera e a sviscerarla: penso a Our Sentence is Up: Seeing Grant Morrison’s The Invisibles di Patrick Meaney, Curing the Postmodern Blues: Reading Grant Morrison and Chris Weston’s The Filth in the 21st Century di Tom Shapira e The Anatomy of Zur-en-Arrh: Understanding Grant Morrison’s Batman di Cody Walker, dedicati rispettivamente a The Invisibles, The Filth e al lungo ciclo di Batman, ma anche a Grant Morrison: The Early Years di Timothy Callahan, nel quale alcune opere realizzate da Morrison nei primi anni della sua carriera vengono analizzate in maniera autonoma l’una dall’altra. Dopo il Crepuscolo dei Supereroi si differenzia da questo tipo di libri perché ha un approccio più sistematico ai fumetti supereroistici di Grant Morrison. Dapprima ho rintracciato un filo conduttore che attraversa tutta la produzione di Morrison (vale a dire il tentativo da parte del fumettista scozzese di rivitalizzare la figura del supereroe dopo che Alan Moore e Frank Miller lo avevano messo seriamente in discussione in Watchmen e Il ritorno del Cavaliere Oscuro) e solo in un secondo momento – e sempre tenendo d’occhio il quadro generale – ho preso in considerazione le specificità delle singole opere, allo scopo di capire come di volta in volta lo sceneggiatore abbia affrontato una sfaccettatura di quel problema ricorrente. Con questo non voglio criticare il lavoro degli altri saggisti: anche la scelta di occuparsi di un’opera specifica ha un suo perché e può dare risultati interessanti.

Se non sbaglio in Italia l’unico libro dedicato in modo specifico a Morrison (oltre al mio) è Grant Morrison All Star di Giovanni Agozzino, Nicola Peruzzi e Antonio Solinas. Anche questo saggio (davvero interessante e ben fatto), che copre tutte le opere di Morrison uscite fin quasi alla data di pubblicazione del libro nel 2010, è incentrato su recensioni delle singole opere e ha un’impostazione cronologica. In futuro mi piacerebbe scrivere un libro simile, sempre su Grant Morrison. Vorrei fare una biografia con curiosità e approfondimenti sui singoli fumetti, affiancati da notizie sulla vita privata e non, come il rapporto lavorativo e di amicizia con Mark Millar, la carriera musicale, le tante apparizioni di Morrison come personaggio dei fumetti, le esperienze di recitazione in video musicali e cortometraggi e la lite con Alan Moore.

Stefano: “Dopo il Crepuscolo dei Supereroi” è un saggio/compendio che fa riferimento ai fumetti supereroistici di Morrison scritti nella prima metà della carriera dell’autore. Quale è il tuo resoconto di questo excursus storico?

LUIGI SIVIERO: Morrison esordì nel fumetto americano in un’epoca segnata profondamente da opere nelle quali veniva messo in risalto il lato oscuro dei supereroi. The Uncanny X-Men di Chris Claremont era la collana campione di vendite, Wolverine stava diventando un’icona, Punisher aveva tre serie mensili, Rob Liefeld inventava Cable e si avviava a trasformare i nuovi Mutanti in X-Force… Per non parlare del Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller e di Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons, l’opera che più di ogni altra ha segnato Grant Morrison. L’influenza di Watchmen sul fumettista scozzese non è stata però positiva: pur apprezzando il capolavoro di Moore e Gibbons, Morrison ha cercato con tutte le forze di smarcarsi dalla visione crepuscolare dei supereroi che emergeva da quelle pagine. Nel mio libro ho spiegato come Morrison abbia cercato di coniugare il realismo mooriano – che nella seconda metà degli anni Ottanta era diventato ormai una caratteristica quasi irrinunciabile per chi volesse fare fumetti di supereroi – con il manicheismo ingenuo della Silver Age. Morrison si chiese se l’approccio realista ai supereroi avrebbe condotto inevitabilmente alla creazione di vigilanti dai metodi brutali, di pazzi assassini e di divinità algide del tutto estranee all’etica e ai problemi degli esseri umani, oppure se sarebbe stato possibile muoversi nella direzione opposta, trovando una giustificazione realista al comportamento disinteressato e altruista dei supereroi classici. La soluzione al problema fu trovata da Morrison nella serie JLA, che ritengo il punto di arrivo del lungo e tortuoso percorso iniziato dal fumettista a metà del decennio precedente. È questo il motivo per cui il libro si chiude proprio con il capitolo dedicato al supergruppo della DC Comics.

Stefano: Le prime fasi di un rinnovamento del fumetto sono chiaramente legate ad una crisi. La sezione grafica comincia a raccogliere già dal 1977 le prime influenze europee legate a Métal Hurlant, rivista sul fumetto fantastico francese edita dal gruppo nato il 19 dicembre 1974 sotto la sigla Les Humanoides Associés, e alla fantascienza di un dopo bomba “hard boiled” della britannica 2000 A.D. E’ proprio lì che si presentano autori del calibro di Brian Bolland, Alan Davis, Dave Gibbons e Alan Moore…

LUIGI SIVIERO: Per quanto riguarda la British Invasion credo che 2000 AD abbia avuto un ruolo niente affatto secondario nella formazione degli autori britannici. Dredd, il personaggio principale della rivista, non è un eroe, anzi: quest’uomo che è contemporaneamente poliziotto, giudice e giuria incarna il potere in un mondo distopico e senza speranze. Amministra la giustizia e combatte il crimine, ma a differenza dei supereroi non è un’incarnazione del bene e della speranza. Penso che Dredd possa essere visto come un “supereroe” (le virgolette sono d’obbligo) privato della patina di ingenuità che caratterizzava i supereroi americani degli anni d’oro.

Immagino che Métal Hurlant abbia influenzato soprattutto i disegnatori, alcuni dei quali osservavano il fumetto europeo. Per esempio Frank Miller ha attinto anche dall’Italia, dove è stato affascinato da Sergio Toppi e Gianni De Luca.

Stefano: Parlaci del tuo punto di vista sul periodo della “DC Implosion”, probabilmente il periodo piu’ buio per la Casa delle Leggende.

LUIGI SIVIERO: Forse la decisione drastica di chiudere numerose serie è stata affrettata ed è dipesa da fattori sfortunati e transitori. A quel tempo si stava tentando di uscire dalla crisi petrolifera del 1977 e la DC aveva provato ad adottare una nuova formula editoriale (albi con più pagine e prezzo maggiorato) per cercare di rispondere alla Marvel, che negli anni Settanta aveva accresciuto la sua quota di mercato aumentando il numero di uscite mensili. Pare che la mossa della DC non diede i suoi frutti anche a causa di una tempesta di neve che compromise la distribuzione dei fumetti proprio in concomitanza con questo rilancio. Può darsi che l’implosione sia stata solo il frutto di una retromarcia decisa troppo in fretta…

Stefano: Il 1979 vede l’introduzione nel mondo del fumetto del concetto di miniserie, una storia completa divisa in tre o quattro albi, un’idea che si afferma subito tra gli appassionati per la facilità con la quale può essere collezionata. Prima miniserie è World of Krypton (luglio 1979) edita dalla DC, limitata a tre numeri, avanguardia di un’intera generazione di serie limitate rinnovatrici del genere, che avrebbero permesso ad autori e sceneggiatori, una più ampia libertà grafica. Ci fai un paragone tra le miniserie dell’epoca con quelle di oggi?

LUIGI SIVIERO: Nella seconda metà degli anni ’70 negli Stati Uniti è nato il mercato diretto delle fumetterie. Le miniserie, ma anche le graphic novel, sono potute nascere e prosperare proprio grazie all’esistenza di quel nuovo canale di vendita. Da qualche anno a questa parte, anche per via dell’accresciuta importanza di un altro canale di vendita, le librerie di varia, si è assistito a un aumento vertiginoso delle edizioni in volume. Oggi è quasi scontato che una serie della Marvel o della DC venga raccolta in volume a pochi mesi di distanza dalla prima edizione serializzata, ma c’è stato un tempo in cui questa pratica era del tutto sconosciuta. Perfino Neil Gaiman, quando iniziò a sceneggiare The Sandman, credeva che la vita editoriale delle sue storie non sarebbe andata molto oltre il classico mese fra un numero e l’altro! Un cambiamento così radicale del mercato del fumetto americano ha inciso sulla produzione delle miniserie.

Per quanto riguarda le miniserie incentrate sul talento degli autori, direi che questo formato ha perso importanza. Fra serie mensili ideate per essere riconfezionate successivamente in uno o più volumi e fumetti che escono direttamente in formato graphic novel, le miniserie hanno fino con il distinguersi sempre meno dai fumetti pubblicati negli altri formati.

Invece le miniserie nelle quali vengono narrati i grandi eventi editoriali (tipo Guerre segrete e Crisi sulle Terre infinite) hanno avuto uno sviluppo spaventoso. Negli anni Ottanta gli eventi erano davvero degli eventi. Invece da un po’ di tempo a questa parte si sta esagerando, e le cose buone vengono fin troppo diluite con quelle inutili…

Stefano: Una domanda diretta che riguarda il Cavaliere Oscuro. Ogni personaggio dei comics che attraversi quasi 80 anni di avventure deve necessariamente evolvere. Impossibile sarebbe immaginare oggi un Batman anni ’60, magari un derivato di quello interpretato da Adam West nei telefilm, diviso tra umorismo e cattivo gusto, o anche accettare senza obiezioni la sobrietà anatomica e le storie iperrealiste del periodo disegnato dal grande Neal Adams. Cosa pensi dell’evoluzione di questo personaggio?

LUIGI SIVIERO: L’evoluzione di Batman nel corso degli anni ha qualcosa di straordinario. Sì, è praticamente impossibile pensare che oggi venga fatto un telefilm di Batman in stile Adam West, però quel telefilm è un’eredità che è rimasta e che oggi o in futuro, assieme a tutte le altre storie e versioni del personaggio, potrà servire come base per creare qualcosa di completamente nuovo. Del resto il Batman seriale di Grant Morrison affonda le radici in molti fumetti del passato che hanno atmosfere simili a quelle del telefilm.

Stefano: Quali sono gli aspetti del mondo DC Comics che apprezzi e quali no?

LUIGI SIVIERO: Un aspetto che mi piace dell’Universo DC è che molte belle storie non sono state soffocate dalla continuity. Mi sembra che rispetto a quanto avviene in casa Marvel gli autori subiscano meno intromissioni dall’alto, meno richieste di coordinare le loro storie con quelle degli altri autori. Paradossalmente questo modo di dirigere le serie ha portato alla creazione di personaggi che hanno alle spalle vite solide e ben sviluppate. Per dire, ormai è assodato da un bel pezzo che Dick Grayson è Nightwing, e nessun autore si è mai inventato nulla per farlo ritornare il Robin ragazzino. Invece nei fumetti della Marvel la continuity è più stretta ma sembra che non porti da nessuna parte: il matrimonio fra Peter Parker e Mary Jane è stato cancellato, Jean Grey è ritornata, le conseguenze di Civil War sulla vita di Spider-Man sono state annullate…

Quello che non mi piace è… che non sempre la continuity è serrata! Nel momento in cui si decide di creare un universo narrativo con storie più o meno in contatto l’una con l’altra bisognerebbe fare in modo che ci sia una certa coordinazione e un piano a lungo termine. Ogni tanto la sensazione è che la DC navighi a vista.

Ci tengo a precisare che non sono per nulla uno di quei lettori che giudicano un fumetto di supereroi in base a quanto è in linea con la continuity. Se c’è una bella storia da raccontare e per farla si deve calpestare la continuity… beh, chi se frega, facciamola! Però nel momento in cui degli autori mi propongono un universo narrativo coordinato, io un pochino me lo domando se quell’universo è davvero ben coordinato. Senza contare che la continuity dei fumetti di supereroi è qualcosa di unico: non esiste nessun campo della narrativa in cui sia mai stato fatto niente di paragonabile.

Stefano: A quali fiere ti possono trovare i nostri lettori?

LUIGI SIVIERO: A dire il vero non sono un grande frequentatore di fiere. Sono stato alcune volte a Lucca, ma è da un paio d’anni che non ci vado. È più facile trovarmi in rete. Un tempo curavo un blog di informazione sui fumetti che oggi ho trasformato in una pagina personale (http://house-of-mystery.blogspot.com/), mentre oggi mi diverto a condividere immagini legate ai fumetti sulla pagina House of Mystery su Facebook (https://www.facebook.com/House-of-Mystery-151242860897/).

Stefano: Grazie per la tua pazienza e per il tempo che ci hai dedicato.

LUIGI SIVIERO: Grazie a te! È stato un piacere!

 

Dopo il Crepuscolo dei Supereroi di Luigi Siviero (Recensione)

Dopo il crepuscolo dei supereroi un’analisi sui fumetti supereroistici di Morrison, Moore e la British Invasion.

Un Robin assorto, seduto sui tasti di una gigantesca macchina da scrivere, si interroga sul suo futuro e su quello del Cavaliere Oscuro. Sopra la sua testa pende un punto interrogativo/spada di Damocle.


Quando ho iniziato a leggere il saggio Dopo il Crepuscolo dei Supereroi. Grant Morrison, Alan Moore e la British Invasion di Luigi Siviero (Eretica Edizioni, 2018) mi è subito tornato in mente questo pannello de Il Colpevole è il maggiordomo (l’epilogo ideale di Batman R.I.P.) Perché?
Perché in questo libro vediamo Morrison alle prese con la stessa domanda che assilla Robin: E adesso cosa succede?


E adesso cosa succede? è un interrogativo ricorrente nella storia dei fumetti. Chi si distrae, anche solo per un attimo, rischia di fare la fine dell’Enigmista in Quando è una porta di Neil Gaiman: Mi sono perso qualcosa? Ero via quando hanno cambiato le regole?


Nel 1955 la Golden Age, l’età d’oro iniziata nel 1938, lasciò il posto alla Silver Age, un’epoca segnata dal codice di autocensura che portò alla scomparsa della violenza nel mondo dei comics e alla creazione di storie solari, “ingenue”. Intorno al 1975, i costumi colorati e le avventure fantasiose cedettero il passo alla cupezza della Dark Age.
L’adesso preso in considerazione da Siviero riguarda la transizione dalla Dark Age, caratterizzata per l’appunto da storie “oscure” (vedi La morte di Superman e Knightfall) e dalla decostruzione della figura del supereroe, al Rinascimento, il periodo in cui il concetto di supereroismo venne ricostruito dalle fondamenta. Nella prima metà degli anni Novanta, Morrison avvertiva un cambiamento imminente nell’aria: i lettori erano stufi di eroi folli, psicopatici, a mala pena distinguibili dai cattivi. Bisognava trovare il modo di fare uscire i personaggi dei fumetti dalle tenebre in cui era precipitati:
«[Millar]: Vogliamo glorificare i supereroi, anziché farli a pezzi.
«[Morrison]: Vogliamo ripristinare la loro dignità. Renderli di nuovo incredibilmente potenti e divini e fonti di ispirazione, che è ciò che mi piaceva dei supereroi quando ero bambino. (Un estratto dell’intervista del 1995, Comic Aren’t For Adults Anymore).
In Dopo il Crepuscolo dei Supereroi vengono messi in luce i passaggi che portarono l’autore scozzese a ricostruire la figura del supereroe e trovare un nuovo, inedito, equilibrio tra l’ottimismo ingenuo della Silver Age e il cupo realismo della Dark Age. Lo scrittore guardò al passato, alle diverse epoche dei comics, senza però lasciarsi “incatenare” da quanto era stato prodotto dai suoi predecessori: la nuova alba poteva essere realizzata solo mediando tra quelle diverse anime e tenendo conto delle esigenze delle nuove generazioni di lettori.
L’autore di Arkham Asylum fu obbligato a confrontarsi con un mostro sacro della Dark Age, con un altro sceneggiatore appartenente alla British Invasion , alla schiera di talenti inglesi reclutati dalla DC: Alan Moore l’ideatore, tra gli altri, di un crossover, mai venuto alla luce, intitolato Il Crepuscolo dei Supereroi (una sorta di “Trono di spade” tra dinastie di eroi). I capolavori realistici e cupi di Moore (Miracleman, Watchmen) avevano influenzato più di uno sceneggiatore: sembrava ormai impossibile riuscire a riproporre degli eroi positivi.
Morrison, che pure era rimasto affascinato dalle opere del suo collega britannico, sentiva il bisogno di scrivere qualcosa di diverso: per lui il realismo, la violenza e la logica, presenti nelle opere della Dark Age, dovevano essere considerati come un’opzione e non un obbligo. Lo sceneggiatore era consapevole di dover tenere conto dell’eredità di Moore, ma, allo stesso tempo, voleva riuscire a cambiare le carte in tavola: non poteva rassegnarsi alla morte del superuomo.
Morrison si affidò alla metanarrazione per mettere in atto il suo processo di decostruzione (del realismo mooriano) e di ricostruzione (dell’eroe). Per esempio, in Aztek tre personaggi incarnano rispettivamente la Silver Age, la Dark Age e il Rinascimento: I primi due numeri (…) sono una riflessione su come la figura del supereroe fosse cambiata nel corso degli anni e su quale strada i fumetti dei supereroi avrebbero potuto imboccare in futuro.


Morrison e Millar esposero il loro ragionamento per mezzo di una metafora costituita dall’utilizzo di tre personaggi – Piper, Bloodtype e Aztek – che rappresentano rispettivamente passato remoto, passato recente/presente e un possibile futuro del supereroismo.

 

E adesso cosa succede? Se volete scoprire come Morrison, grazie alla metanarrazione e alle sue doti di sceneggiatore, riuscì a rispondere a questa domanda, dovrete affidarvi al libro di Siviero: compirete un viaggio iniziatico, rischiarato dalla luce dell’Arcano 18 (la Luna di Arkham Asylum) che vi condurrà verso una nuova alba dorata, l’aurora degli dei di JLA. Dopo il Crepuscolo dei Supereroi è un saggio scorrevole e accattivante, realizzato con cura (dietro ogni riga si avverte l’eco di una ricerca minuziosa): una vera fucina di riflessioni sui fumetti d’oltreoceano e sulla loro storia. Questo volume è in grado di soddisfare sia chi si avvicina per la prima volta alle diverse epoche dei comics, sia chi conosce già gli sceneggiatori della British Invasion e vuole rileggere, con uno sguardo più consapevole, le loro opere.
Prima di lasciarvi all’intervista realizzata da Stefano allo scrittore Luigi Siviero  (che troverete qui domani), vorrei ritornare per un’ultima volta davanti alla fatidica macchina da scrivere e porvi il quesito: E adesso cosa succede? In che direzione stanno andando i comics? Ci aspettano degli eroi in crisi (penso in particolare a Tom King) oppure gli dei della JLA torneranno a camminare a testa alta tra gli uomini? Non so cosa ci riserva il futuro: posso solo sperare che dietro quei tasti si celi una nuova generazione di autori capaci di tenere testa a Morrison.

Il saggio, già presentato il 19 gennaio 2019 presso la fumetteria Libroteka di Trento, è disponibile sul sito di Eretica Edizioni ( http://www.ereticaedizioni.it/prodotto/luigi-siviero-dopo-il-crepuscolo-dei-supereroi/ ), sui principali store di libri online (Amazon, IBS, Feltrinelli) e può essere ordinato in libreria.

Redatto da:  Benny a.k.a.  seguite anche il suo blog cliccando qui Benny a.k.a. Unreliablehero

 

The Batman’s Grave: Warren Ellis e Bryan Hitch

Lo sceneggiatore Warren Ellis (Legends of the Dark Knight e WildStorm) e il disegnatore Bryan Hitch (Justice League e JLA) realizzeranno, in occasione dell’ottantesimo anniversario del Cavaliere Oscuro, una miniserie in 12 numeri intitolata The Batman’s Grave (La tomba di Batman).

La copertina che Hitch ha firmato per il primo numero, che sarà disponibile anche con una variant cover di JeeHyung Lee

La storia, che esordirà negli Stati Uniti il 9 ottobre 2019, vedrà il protagonista entrare nella mente della vittima di un omicidio il cui volto è stato divorato per metà. Batman svilupperà una vicinanza quasi morbosa con le vittime dell’assassino, nutrendo un’ossessione verso i dettagli dei decessi e provando a vivere i loro ultimi istanti di vita sulla sua pelle. Il fumetto affonderà le sue radici nelle questioni che tipicamente affliggono l’uomo da sempre «vita, morte e tutte quelle domande che la maggior parte delle persone ha troppa paura di fare» secondo le informazioni diffuse dall’editore di Burbank.

La coppia di autori, risulta già ben collaudata, infatti Ellis e Hitch , dopo aver creato insieme nel 1999 le avventure della squadra Authority, si sono ritrovati nel 2017 per una storia breve contenuta nel volume antologico WildStorm: A Celebration of 25 Years.

«Il mio primissimo lavoro in DC furono due numeri di Legends of the Dark Knight, quindi sono passati 25 anni da quando ho fatto una storia lunga di Batman» afferma Ellis. «Ho deciso di rivisitare la scena del crimine dove è iniziata la mia carriera nel fumetto americano, e sono lieto che il mio vecchio compagno Bryan Hitch stia compiendo con me questa fuga di mezzanotte. Sono passati troppi anni da quando abbiamo affrontato insieme per l’ultima volta una campagna lunga.»

Qui di seguito una delle prime tavole di The Batman’s Grave, inchiostrata da Kevin Nowlan, che di recente ha già collaborato con Bryan Hitch sulla serie di Hawkman.

 

 

Mondo mette in vendita poster esclusivi di Batman

Mondo è uno dei tanti negozi presenti ormai da anni al Comic-Con di San Diego.
Presso il San Diego Convention Center il suo stand è collocato al n. 435 e si possono trovare poster, vinili, spille e abbigliamento.
Quest’anno al SDDC sono stati esposti due poster su Batman unici per tutti i partecipanti, ma sono disponibili anche online sul sito ufficiale.

Il poster raffigura Batman che si slancia in uno spazio vuoto ed il disegno di Gotham City in mostra all’interno del suo mantello.
Ideato e disegnato da Greg Ruth, il poster è realizzato con due colori diversi. La versione online è ora disponibile per $ 50 a tiratura limitata di duecentoventicinque pezzi.
La versione in vendita esclusiva al SDCC, in serie limitata a centoventicinque pezzi, al prezzo di $ 75.

Lanterna Verde chiede una riunione della Justice League

Siamo attualmente nel bel mezzo di una folle corsa ai sequel, reboot, crossover e revival, in cui i network e i media di settore si stanno sforzando di riportare in vita i loro character più popolari. Ciò include anche il mondo dei supereroi del mondo animato. Proprio quest’anno, DC Universe ha finalmente consegnato i nuovi episodi di Young Justice , uno spettacolo che noi fans speravamo sarebbe tornato già anni fa. Infatti, dopo una pausa di 6 anni (l’ultima edizione è del 2013) è attualmente in corso la terza stagone della serie animata Young Justice, sottotitolata Outsiders, viene distribuita negli Stati Uniti su DC Universe in due parti; la prima (ep. 1-13) andata in onda dal 4 al 25 gennaio 2019; mentre la seconda (ep. 14-26) è in corso questo mese (giugno 2019).

Tuttavia, c’è ancora una serie animate molto amata che non si affronta da anni: il popolare show televisivo Justice League, che vantava un cast di voci all-star per la DC e la Warner Bros. Non c’è stato alcun segno di una riunione o un risveglio di questa serie classica, ma questo non significa che il cast non sia nell’idea.

In realtà, sembra essere vero il contrario. Un paio di star dello show hanno interagito su Twitter domenica 23 Giugno 2019, e uno di loro ha citato DC e Warner Bros. per fare una riunione.

Tutto è iniziato con l’attore e doppiatore statunitense Phil LaMarr, che ha dato voce a Lanterna Verde nella serie Justice League e Justice League Unlimited, pubblicando una foto del cast principale dei vecchi studi della Warner Bros. nel 2001. La foto includeva Carl Lumbly (Martian Manhunter), Susan Eisenberg (Wonder Woman), George Newbern (Superman), Kevin Conroy (Batman), Maria Canals-Barrera (Hawkgirl) e Michael Rosenbaum (Flash).

Dopo che LaMarr ha taggato tutti i suoi ex co-protagonisti nel tweet, e ha utilizzato l’hashtag #JLReunion, Michael Rosenbaum si è assunto il compito di richiedere pubblicamente una riunione per la serie.

Rosenbaum ha citato il tweet di LaMarr e ha detto: “Warner Brothers, gentilmente togli la testa dalle guance e facciamo una reunion, non costerebbe nulla. Il suo tweet includeva un hashtag simile a quello di LaMarr, che pronunciava ” Justice League Reunion” invece di usare il “JL” abbreviato. Tutto questo prima che Twitter gli sospendesse l’account per violazione delle regole del social di San Francisco.

Quanto vi piacerebbe vedere una riunione della Justice League ? Fatecelo sapere nei commenti!

Fonte: [Comicbook]

Hollywood Walk of Fame: una stella per Batman nel 2020

Dopo la stella conferita sulla Hollywood Walk of Fame al co-creatore di Batman Bob Kane il 21 Ottobre 2015, ora è il momento del Cavaliere della Notte. Nell’ambito delle celebrazioni in corso per l’80esimo anniversario di Batman, il Cavaliere Oscuro riceverà, per la categoria cinema una stella sulla Hollywood Walk of Fame. La stella, alla punta di diamante della DC Comics verrà assegnata nel 2020. Oltre ad essere l’80° anniversario della prima apparizione di Batman, questo è l’anno che segna i 30 anni da quando Tim Burton ha letteralmente cambiato il modo di realizzare i film a fumetti con Batman, il blockbuster del 1989 che ha dato il via alla rivoluzione dei supereroi che ancora oggi continua ed ha portato a sette film solisti di Batman finora.

Tra gli altri riconoscimenti per la categoria film figurano Mahershala Ali, Julia Roberts, Spike Lee e Octavia Spencer. Anche il Marvel’s Thor, Chris Hemsworth, sarà presente. Ci sono un sacco di nomi di TV e musica inclusi nella lista dei premiati nel 2020, con onori postumi diretti a Andy Kaufman e Muddy Waters. I candidati sono votati dalla Camera di Commercio di Hollywood, che supervisiona e gestisce la Walk fo Fame. Le icone dei geek precedenti premiate con una stella includono Stan Lee, Mark Hamill e Lynda Carter. I fan stanno facendo una campagna per ottenere Carrie Fisher un onore postumo.

“Le scelte di quest’anno sono state particolarmente singolari”, ha dichiarato Vin Di Bona, presidente della commissione di selezione e Variety Walk of Fame. “Siamo stati in grado di riconoscere i talenti di 35 artisti che hanno già costruito un’eredità qui a Hollywood. Inoltre, siamo stati in grado di celebrare molti nuovi artisti di talento che hanno toccato i nostri cuori in film, televisione, radio e una varietà di categorie musicali “.

L’ultima apparizione sul grande schermo di The Dark Knight è stata nel 2017 Justice League , e la sua prossima apparizione sarà nel 2021, quando Matt Reeves reinventa The Batman per interpretare Robert Pattinson piuttosto che Ben Affleck, il cui incarico si è concluso dopo due film. Il Batman eviterà le domande sullo stato dell’universo cinematografico condiviso di Batman in DC esplorando un momento poco dopo che Bruce Wayne è diventato Batman, quando ha affinato le sue abilità da detective. Secondo quanto riferito, il progetto è il primo di una trilogia pianificata per Reeves, che in precedenza ha dato nuova linfa al franchise Il Pianeta delle scimmie.