DC Women Of Action e intervista ad Emanuela Lupacchino

Shea Fontana autrice di DC: Women Of Action

Shea Fontana, l’autrice di DC Superhero Girls, Wonder Woman: Heart of the Amazon, e Batman Overdrive ha recentemente pubblicato un post su Twitter dove annunciava il suo nuovo progetto per DC Comics, intitolato DC: Women Of Action. Questo libro a copertina rigida di 176 pagine celebra le più grandi creazioni femminili emerse dal colosso editoriale di Burbank.

 

 

 

Il tomo splendidamente illustrato profila gli eroi e i cattivi femminili più indipendenti e popolari della Dc, oltre agli autori e agli artisti femminili della vita reale, che hanno dimostrato una ragione fondamentale e intrinseca dietro il loro continuo successo.

Il libro presenterà personaggi paradigmatici come Wonder Woman, Catwoman, Batgirl, Harley Quinn, Renee MontoyaPower Girl, Black Canary, Starfire, Hawkgirl, Amanda Waller e molte, molte altre creazioni esemplari, che hanno arricchito con la loro presenza il panorama supereroistico del DC Universe. Il tutto racchiuso in un volume, disponibile in USA dal 22 ottobre 2019.

Per saperne un po’ di più abbiamo avuto l’opportunità di fare una breve intervista ad una delle disegnatrici che ha partecipato alla realizzazione del libro: Emanuela Lupacchino.

Stefano: In quale periodo sei stata contattata dal team di lavoro di Shea Fontana per la realizzazione del libro ?

Emanuela: Circa un anno fa, a metà settembre del 2018.

Stefano: Cosa ti è stato anticipato sul libro prima che fosse pubblicato, per farti comprendere il genere di opera che poi hai realizzato ?

Emanuela: Inizialmente mi è stato indicato che il tema principale del libro era l'”empowerment” delle donne dell’universo DC Comics, cioè l’evoluzione e la crescita personale di ciascun personaggio, con l’idea di ottenere una raccolta celebrativa della storia di ognuna di esse. Ogni illustrazione doveva essere incentrata su di un personaggio principale ed enfatizzarne il carattere ed il temperamento.

Stefano: Quale personaggio ti ha chiesto di disegnare e con quali specifiche?

Emanuela: In un primo momento ho ricevuto l’incarico di illustrare quattro personaggi femminili dell’universo DC, ma in seguito ad un brutto infortunio ho dovuto rinunciare (a malincuore!) alla metà delle illustrazioni ed ho potuto portarne a termine soltanto due, realizzando quelle di Wonder Woman in Themyscira e di Renee Montoya.

Wonder Woman disegnata da Emanuela Lupacchino

Stefano: Quando hai iniziato la realizzazione delle illustrazioni sei riuscita immediatamente a disegnare ciò che volevi rappresentare ?

Emanuela: Avendo lavorato molti anni sul personaggio, quello di Wonder Woman è stato un processo creativo molto fluido, avevo già chiaro il senso dell’illustrazione e come realizzarlo in maniera iconica ed adeguata per lo scopo del libro. Per quanto riguarda Renee Montoya è stata una fase progettuale più articolata poiché ho suggerito varie opzioni in fase di layout, con strutture molto diverse tra loro per cercare di dare più scelta possibile al team editoriale.

 

Stefano: Sei stata l’unica italiana ad aver preso parte alla formazione del libro ?

Emanuela:

Renee Maria Montoya disegnata da Emanuela Lupacchino

Stefano: Cosa ti piace di più e cosa meno dei personaggi DC Comics?

Emanuela: Adoro il fatto che ognuno di loro, a prescindere dalla loro natura, sia di grande ispirazione per moltissime persone e che rispecchiano tutti nobili principi. Quello che mi spiace è vedere che col passar degli anni alcuni degli eroi DC siano un po’ meno scanzonati e più seriosi anche nel modo di apparire, ma credo sia fisiologico che si evolvano seguendo un look che li renda contemporanei e visivamente più adatti alla nostra epoca.

Stefano: Dopo tanti anni che disegni fumetti DC Comics si prova ancora la stessa emozione quando si partecipa ad un’opera corale del genere?

Emanuela: Anche dopo molti anni di carriera in DC comics è sempre una grandissima emozione essere chiamati per lavorare su progetti importanti come questo. E’ soprattutto lusinghiero aver partecipato con un personaggio così importante come Wonder Woman, ed è stato davvero meraviglioso il supporto e la comprensione ricevuti dal team durante quel momento molto difficile che mi ha costretta a rinunciare a poter realizzare tutte e 4 le illustrazioni.

Questi è il saluto che l’artista DC Comics, in occasione di Romics di Aprile 2017, ha voluto rivolgere ai lettori del nostro blog.

Dylan Dog e Batman (con Joker) insieme in un fumetto

Storica partnership tra Bonelli, Dc Comics e Rw Edizioni: nasce una miniserie con eroi e anti-eroi dei due universi. Il numero zero a Lucca Comics.

Se il Joker cinematografico vi ha folgorato e non vedete l’ora di rituffarvi nelle atmosfere di Gotham City, ma al tempo stesso siete appassionati di fumetto «scuola italiana» questa notizia è destinata a sconvolgere ogni vostra certezza: l’universo di Batman incontra quello di Dylan Dog. Una coproduzione italo-statunitense che abbraccia Sergio Bonelli Editore e Dc Comics con Rw Edizioni porta a una particolarissima miniserie crossover che avrà per protagonisti Batman, Joker, Dylan Dog e Xabaras.

Il numero zero a Lucca Comics
Il numero zero del crossover, intitolato Relazioni Pericolose, scritto da Roberto Recchioni e disegnato da Gigi Cavenago e Werther Dell’Edera, sarà incentrato sui personaggi di Dylan Dog e Batman, con le nemesi Xabaras e lo stesso Joker, e verrà proposto in esclusiva allo stand Sergio Bonelli Editore in occasione di Lucca Comics and Games 2019. Ancora «top secret» i dettagli della storia e degli altri personaggi dell’universo di Batman e Dylan Dog che appariranno nel progetto della miniserie di tre albi, la cui pubblicazione è prevista nel 2020.

Joker – La copertina «Villain» della mini-serie Bonelli-Dc

Due copertine diverse
«Tutti alla Sergio Bonelli Editore siamo emozionati di far parte di un evento di tale portata», sottolinea il direttore editoriale Michele Masiero. «Le nostre menti creative si sono messe in moto nel momento stesso in cui abbiamo incontrato per la prima volta gli amici della Dc». Pasquale Saviano, amministratore delegato di Rw Edizioni, editore italiano degli albi e delle graphic novel Dc, si dice «ogoglioso di collaborare a questo storico progetto e di farne parte. Non vediamo l’ora di poter lavorare con Sbe e Dc per offrire ai lettori italiani una storia esaltante, che mai si sarebbero aspettati». Masiero aggiunge: «Attendiamo con trepidazione il momento in cui tutti leggeranno questo speciale, che sarà disponibile a Lucca con due diverse copertine, una Heroes a l’altra Villains».

Dylan Dog – La copertina «Heroes»

The Batman: tutte le anticipazioni sul film con Robert Pattinson

La ricetta che solitamente decreta un film di successo c’è: un grande regista, Matt Reeves, che dirige un grande (sicuramente che stuzzica la curiosità dei fan) attore, Robert Pattinson, in un cinecomic che si preannuncia di impatto. Ecco le prime indiscrezioni trapelate su trama, protagonisti, il luogo in cui verrà girato e la storia da cui il film trarrà ispirazione. Ma andiamo con ordine e vediamo, una a una, tutte le anticipazioni del film The Batman disponibili fino ad ora.

 

Film The Batman: dove si girerà e a quale opera sarà ispirato?

Il cinecomic The Batman comincia a prendere forma. Il nuovo lavoro di Matt Reeves dovrebbe essere girato, come riporta HN Entertainment, presso i Leavesden Studios di Londra, gli stessi dove precedentemente sono stati girati Batman v Superman: Dawn of Justice, Wonder Woman e sequel del 1984 e l’intera saga di Harry Potter. Trapelata, inoltre, anche la notizia relativa all’opera a cui si ispirerà il film, la celebre saga a fumetti DC Batman: Il lungo Halloween (The Long Halloween). Scritta da Jeph Loeb e illustrata da Tim Sale, la serie di fumetti è stata pubblicata tra ottobre 1996 e ottobre 1997 e vede un giovane Batman protagonista delle sue prime ricerche come detective a Gotham. La run prevede una serie di colpi di scena e, proprio come affermavano precedenti rumors, la presenza di quattro – se non addirittura sei – super antagonisti presi dalla galleria classica. La news arriva direttamente dalla bocca di Kevin Smith nel corso del podcast Fatman Beyond Podcast.

Film The Batman: trama e ispirazione anni ’90

La storia dovrebbe svolgersi negli anni ’90 seguendo il primo anno di attività di un giovane Bruce Wayne. Il giovane miliardario si trova a indagare su una serie di misteriosi omicidi commessi un killer che uccide solamente nei giorni festivi. Quando le persone cominceranno a morire in maniera strana sarà compito di Batman scendere nelle profondità di Gotham per trovare indizi e capire chi dei villain che compariranno, tutti possibili sospetti, è davvero il colpevole. Intanto, l’attesa è alle stelle per l’inizio delle riprese del film. La produzione della pellicola inizierà a gennaio dell’anno prossimo, con l’uscita nelle sale in programma nell’estate dell’anno successivo. Ma le notizie, per circolare, non hanno bisogno del primo “Ciak”. Prima di tutto, il cast: al fianco di Robert Pattinson troveremo Jeffrey Wright nei panni del commissario Gordon, mentre le indiscrezioni tratte da Variety propongono per il ruolo dell’Enigmista l’attore Paul Dano. Ci sarà anche Andy Serkis. Zoe Kravitz (figlia del cantante Lenny) interpreterà la donna gatto che ammalierà Robert Pattinson. La nuova Catwoman dopo quella di Michelle Pfeiffer, Halle Berry (ricodiamo che non è un film DC Comics) e Anne Hathaway. Andando indietro, ci sono anche Eartha Kitt e la leggendaria Julie Newman della televisione Anni 60.E anche lei stessa. Zoe che ha dato la voce, nella versione originale, a Catwoman in Lego Batman. Il Film. Ora gli studi della Warner sono impegnati nella ricerca dell’interprete che completerà il trio di villain del film ovvero l’alter ego di Oswald Chesterfield Cobblepot, il Pinguino.

La colonna sonora

A firmare la colonna sonora del film di The Batman sarà il Premio Oscar Michael Giacchino.

Batman non è un eroe, parola di Robert Pattinson

Durante la sua lunga intervista rilasciata al New York Times, Robert Pattinson ha parlato un po’ di tutti i suoi lavori cinematografici fino ad arrivare a Batman. Sono state proprio le dichiarazioni sul Cavaliere Oscuro a lasciare un po’ perplessi tutti, infatti, l’attore non ci avrebbe pensato due volte prima di confessare che: “E’ un’esperienza del tutto diversa dai film che ho fatto. Normalmente giro sei settimane, ora girerò per sei mesi! Batman non è un eroe, è un personaggio complicato. Non potrei mai interpretare un vero eroe. Ci deve sempre essere qualcosa di un po’ sbagliato nei miei ruoli. Penso che sia così perché uno dei miei occhi è più piccolo rispetto all’altro”. E poi ha continuando ammettendo: “Adoro Matt Reeves e il personaggio è fantastico. La sua morale è un tantino fuori. Non è il classico ragazzo d’oro, a differenza di quasi tutti gli altri personaggi dei fumetti. La sua visione del mondo è semplice, ma è anche strana e questo ti permette di avere più spazio d’azione per interpretarlo.”

The Batman, la trama

Stando a quanto è dato sapere al momento, il film dovrebbe svilupparsi come una “detective story”. Batman si ritroverà sulla tracce del o dei responsabili di alcune morti sospette. Una situazione alquanto complessa che lo condurrà dai peggiori criminali di Gotham. Un duro confronto dopo l’altro, passando in rassegna personalità folli e deviate, nella speranza di raggiungere la verità.

La pre-produzione del film è iniziata questa estate (2019), mentre le riprese cominceranno solamente nel 2020. L’uscita del film è prevista nelle sale cinematografiche americane il 25 giugno 2021.

Joker: Killer Smile : intervista ad Andrea Sorrentino (La Repubblica Napoli)

La Repubblica Napoli – 01.10.2019 di Alessandro Di Nocera

Joker: Killer Smile” è una miniserie che la DC Comics pubblicherà a partire dal mese di ottobre all’interno di una linea editoriale di nuova concezione denominata Black Label, destinata ad accogliere produzioni a fumetti dai toni più oscuri e adulti. In essa, l’illustratore napoletano Andrea Sorrentino prosegue la collaborazione con il cartoonist canadese Jeff Lemire. La storia punta a un approccio realistico, sulla scia del film con Joaquin Phoenix vincitore del Leone d’Oro al Festival di Venezia. È un’indagine sul Joker e sull’effetto che ha sulle persone comuni che hanno la sfortuna di farci una chiacchierata o, peggio, provano a comprenderlo. Il progetto ha un profilo molto indipendente, per il quale la DC Comics ha concesso agli autori ampia libertà creativa e possibilità di manovra.

Nato a Napoli, trentasettenne, il cartoonist Andrea Sorrentino non ama apparire in pubblico (“Sono pigro”, afferma scherzando), preferisce starsene appartato nel suo studio alle falde del Vesuvio, chino sul tavolo da disegno a sperimentare soluzioni grafiche e narrative che possano soddisfarlo come artista e stupire i suoi lettori. Un lavoro appassionato che quest’estate gli è valso un Premio Eisner, equivalente americano dell’Oscar per la narrativa disegnata, come co-creatore, assieme allo sceneggiatore canadese Jeff Lemire, di “Gideon Falls”, epopea sospesa tra noir, mystery e horror che ha conseguito il riconoscimento come “Miglior nuova serie a fumetti”. Un progetto nato in seno alla Image Comics (e proposto in Italia, in volumi cartonati, da Bao Publishing) che potrebbe essere presto trasposto in una serie TV, con Sorrentino e Lemire in veste di produttori. Una storia incentrata su atroci delitti e misteriose sparizioni collegate a uno spaventoso “Granaio nero” che si materializza nei campi di una cittadina rurale nel cuore degli Stati Uniti.
Come sua abitudine, Sorrentino non si è recato al Comicon di San Diego, la kermesse nel corso della quale vengono assegnati gli Eisner: il premio gli è stato recapitato a casa. Ha accettato però molto volentieri di rispondere alle nostre domande.

Sorrentino, qual è stato il suo approccio all’industria dei comics?
“Ho esordito come illustratore per una linea di manuali di giochi di ruolo editi dall’americana White Wolf. Avevano un indirizzo e-mail al quale potevi mandare qualche tua illustrazione per proporti come illustratore per qualche loro libro e così, dopo aver preparato qualcosa che pensavo potesse essere a tema con le loro pubblicazioni, decisi di inviargliela. In questo modo fui notato da un editor della DC Comics che mi propose di realizzare alcune copertine. Sono passato poi a disegnare una miniserie e, nel 2011, la mia prima serie regolare, l’horror ‘I,Vampire’. Ho collaborato per diverso tempo con la DC Comics, prima di firmare un contratto in esclusiva di tre anni con la Marvel. Lì sono stato coinvolto in produzioni come ‘Old Man Logan’ (uno dei titoli a cui è ispirato il film ‘Logan – The Wolverine’, con Hugh Jackman) e “Secret Empire”. Adesso sono impegnato su ‘Gideon Falls’, ma continuo a realizzare copertine per le due major”.

Negli USA il suo coinvolgimento nel genere supereroistico ha lasciato il segno.
“Credo di essere riuscito a portare avanti una narrazione rivolta a una platea ampia, pur mantenendo un tratto distintivo e personale. Grazie a questo sono riuscito a lavorare su storie intimiste, ma anche su serie per il grande pubblico come ‘X-Men’ o ‘Green Arrow’”.

Ci parli di “Gideon Falls”.
“La serie è nata dalla voglia mia e di Lemire di cimentarci in un progetto sul quale detenessimo proprietà e pieni diritti. È un obiettivo, credo, che hanno un po’ tutti coloro che fanno questo lavoro. Jeff aveva già diverse esperienze di questo tipo alle spalle. Per fortuna è andato tutto molto bene, vendite e critiche ci hanno permesso di andare avanti e la serie è anche stata acquisita per la TV. La consiglierei a tutti quelli che hanno adorato ‘Twin Peaks’ o ‘True Detective’, o che amano le atmosfere alla Stephen King”.

I personaggi di “Gideon Falls” sono dotati di fisionomie assai specifiche e di una propria gestualità. Come procede nel cosiddetto character design?
“Quando lavori a una serie incentrata su persone comuni e che quindi non se ne vanno in giro tutto il tempo con lo stesso costume da supereroe addosso, è importante lavorare sulla fisionomia per creare dei personaggi distintivi. La mascherina che copre la bocca e il naso di Norton – un personaggio apparentemente affetto da disturbi psichici – è il dettaglio forse più evidente: oltre a renderlo immediatamente riconoscibile, simboleggia il suo timore nei confronti del mondo esterno, delle cose che gli succedono attorno. Ma anche il linguaggio del corpo di personaggi come Clara, che è una poliziotta o Angie, la dottoressa che tiene in cura Norton, riflettono il loro carattere. Pose e movimenti più aperti e disinvolti, quasi mascolini a volte, per la prima e decisamente più chiusi ed ‘educati’ per la seconda, che ha un background culturale decisamente diverso”.

Colpiscono le soluzioni grafiche che adotta nelle tavole. Widescreen cinematografici, ma anche grandi splash page dense di immagini surreali.
“Credo che il segreto per me sia sempre stato quello di non sentirmi mai del tutto arrivato. Di avere sempre quel desiderio di imparare, di migliorare, di provare nuove strade. Questo mi porta a sperimentare diverse soluzioni narrative o di design. Mi aiuta a mantenere il mio lavoro fresco, stimolante e spero serva a dare un senso a quei dollari (o euro) che un lettore investe quando acquista un mio lavoro”.

L’apporto ai colori del pluripremiato veterano Dave Stewart è eccezionale. Come si relaziona con lui, visto che non di rado i colori sono essenziali nel racconto?
“Dave è un colorista davvero incredibile. Abbiamo fatto una chiacchierata prima di iniziare il lavoro su ‘Gideon Falls’, nel corso della quale gli ho esposto quelle che erano le mie richieste e le mie idee in termini di atmosfera o approccio. Ma lui dopo è andato avanti senza una singola nota o indicazione, riuscendo a capire, quasi magicamente, con assoluta esattezza quello che avrei voluto per ogni singola scena. Ha una capacità di cogliere i momenti giusti per far esplodere colori molto potenti proprio quando serve o andarci cauto quando la soluzione lo richiede. Credo sia un po’ il segreto di ‘Gideon Falls’: sia nei disegni che nei colori operiamo per un lento crescendo e quando le cose deflagrano a conclusione di ogni singolo volume, il tutto viene amplificato dal contrasto con la calma apparente che sembra aver regnato nella prima metà del capitolo”.

Dopo il salernitano Francesco Francavilla, lei è il secondo campano – e il primo napoletano – a vincere un Eisner.
È una grande soddisfazione, un modo per avere conferma che stai procedendo nella direzione giusta. Che anni di lavoro e di studio (che comunque continueranno) sono stati notati e riconosciuti. Da un punto di vista professionale sarebbe ipocrita dire che le cose non cambiano. Sei guardato comunque in modo diverso, si apre qualche porta in più. In ogni caso ci tengo a condividere il successo con tutti quelli che hanno lavorato a ‘Gideon Falls’: Jeff Lemire, Dave Stewart, il nostro coordinatore Will Dennis, Steve Wands, Ryan Brewer e tutto lo staff di grafica e lettering della Image Comics, il nostro editore americano”.

Ha appena ultimato una storia incentrata sul Joker…
“‘Joker: Killer Smile’ è una miniserie che la DC Comics pubblicherà a partire da ottobre all’interno di una linea editoriale di nuova concezione denominata Black Label, destinata ad accogliere produzioni dai toni più oscuri e adulti. Mi rivede collaborare sempre con Jeff Lemire ed è una storia che mira ad avere un approccio realistico, sulla scia del film con Joaquin Phoenix vincitore del Leone d’Oro al Festival di Venezia. È un’indagine sul Joker e sull’effetto che ha sulle persone comuni che hanno la sfortuna di farci una chiacchierata o, peggio, provano a comprenderlo. Il progetto ha un profilo molto indipendente, per il quale dalla DC ci hanno dato molta libertà e possibilità di manovra”.

Fonte: [La Repubblica]

Joaquin Phoenix con la vittoria del Leone d’oro si prenota all’Oscar: Io sono il Joker

Il 3 Ottobre 2019 arriverà finalmente nelle sale cinematografiche. Sarà una produzione tratta da un personaggio dei fumetti di completo stampo autoriale, con le stigmate di un film di intrattenimento e con ottime probabilità di largo successo di pubblico.

Capelli verdi arruffati, viso bianco con trucco pesante sugli occhi, enormi labbra rosse in un sorriso esteso fino quasi alle orecchie, una specie di ghigno spaventoso che contraddistingue questa maschera più di ogni altra cosa. Il terrificante Joker è famoso quanto il supereroe che lo combatte, Batman, tanto da aver conquistato il diritto a un lungometraggio tutto per sé diretto da Todd Phillips.

Uno standalone movie, come si dice in gergo tecnico, che ne racconta l’evoluzione da clown sfortunato a killer psicopatico, perché si sa che i cattivi sono più affascinanti dei buoni e scoprire l’origine della loro malvagità è spaventoso e tranquillizzante insieme. Quasi volessimo rassicurarci del fatto che tanto orrore ha una spiegazione perfettamente razionale e non è solo frutto del caso. Il film, che s’intitola appunto Joker, ha vinto il Leone d’Oro alla 76ma Mostra del cinema di Venezia  e uscirà in Italia il 3 ottobre 2019. C’è già chi scommette che il suo protagonista, l’attore Joaquin Phoenix, conquisterà un’altra nomination agli Oscar, forse quella buona per portare a casa la favolosa statuetta. Perché il ruolo del Joker non è solamente difficile in sé, ma prevede anche il confronto con le precedenti interpretazioni da brivido.

Il primo a cimentarsi fu Cesar Romero nel telefilm degli anni Sessanta Batman. Seguito, ma solo vent’anni dopo, dal grande Jack Nicholson nel visionario Batman di Tim Burton, del 1989, che gli dette i connotati del lucido psicopatico. Il più tragico è stato quello di Heath Ledger – ne Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan del 2008 – giovane attore prodigio che s’immerse in maniera tanto maniacale nel ruolo da morirne. Si racconta infatti che Ledger si fosse rinchiuso per un mese aspettando che l’orrido clown gli “entrasse nella testa”. Ne risultò un’interpretazione tanto spaventosa quanto indimenticabile, che gli fruttò un Oscar. Postumo però: l’attore morì a soli 28 anni di overdose poco dopo la fine delle riprese. L’ultimo a cimentarsi in ordine di tempo è stato il musicista Jared Leto, tre anni fa. Ora tocca a Phoenix, un fuoriclasse, già esperto di personaggi borderline. Con la grande differenza che questo Joker è un film senza Batman Al contrario, è stato immaginato come la vicenda reale di un uomo che precipita nell’abisso della follia e, per questo, è ancora più spaventoso.

La storia è ambientata nel 1981 a Gotham City, dove Arthur Fleck è un uomo con problemi mentali, costretto a occuparsi dell’anziana madre, ex governante della famiglia Wayne (quella di Batman). L’uomo lavora di giorno come pagliaccio e di notte come comico di cabaret, covando sogni di grandezza, ma scoprendosi in realtà lo zimbello di tutti. A un certo punto le frustrazioni continue lo indurranno a trasformarsi in uno spaventoso clown assetato di vendetta. Individuerà il suo principale nemico proprio in Bruce Wayne, figlio di un miliardario candidato a sindaco della città. Il tema del film è questo: la società ostile fa impazzire le sue vittime. Il regista Todd Phillips e lo sceneggiatore Scott Silver hanno spiegato di essersi ispirati, in particolare, all’indimenticabile ruolo di Robert De Niro in Taxi Driver, capolavoro di Martin Scorsese del 1976.

Non a caso, Scorsese appare tra i produttori del film, mentre De Niro ha la parte del cinico conduttore televisivo che contribuisce al crollo psicologico di Arthur. «All’inizio ero spaventato dal ruolo», ha raccontato Phoenix, pur sapendo che la sceneggiatura era stata scritta per lui. Ha spiegato che ci ha messo molto tempo per trovare dentro di sé quella particolare risata patologica che contraddistingue il Joker. Poi di aver rinunciato a uscire per tre mesi, per poter perdere diversi chili come tutte le persone che soffrono di malattie mentali e quindi non si nutrono in modo adeguato. «L’unica persona che frequentavo in quel periodo era il regista », ha confessato. Assieme a Joaquin scopriremo la terrificante infanzia di Arthur, che da bambino ha subito violenza: abusi mentali e fisici da parte del padre. Più il piccolo cercava affetto e conforto, più si ritrovava umiliato e offeso. Capiremo come in certi casi la follia diventi, a un dato momento, l’unica via di uscita possibile per non dover affrontare quei ricordi intollerabili.

Pare che la pellicola sia destinata a debuttare al box Office americano (un giorno dopo rispetto all’Italia) con un incasso tra i 76 e gli 88 milioni di dollari.

https://youtu.be/o7nkJDjuSp4

Ora tutti al cinema e…silenzio in sala.

FONTE : [aciclico.com]

Robert Pattinson: «La prima volta che ho indossato il costume di Batman»

L’attore, che vedremo presto nel nuovo film originale Netflix insieme a Timothée Chalamet, si dice elettrizzato all’idea di vestire i panni dell’Uomo Pipistrello. Un ruolo, quello di Batman, che gli è valso numerose critiche ancora prima del primo ciak

Quando ha ricevuto la telefonata che gli annunciava che di lì a poco avrebbe indossato il mantello di Batman, Robert Pattinson era sul set di Tenet, il nuovo film di Christopher Nolan. Una coincidenza davvero incredibile e che sembra un passaggio di testimone a tutti gli effetti visto che il regista aveva firmato i tre film più riusciti dedicati all’Uomo Pipistrello: Batman Begins, Il cavaliere oscuro e Il cavaliere oscuro – Il ritorno. Tolta la parentesi Ben Affleck, che è stato definito uno dei peggiori interpreti del supereroe insieme a George Clooney, la DC riparte, appunto, da Pattinson che, ancora prima di accettare il ruolo in The Batman, il nuovo film diretto da Matt Reeves, era stato travolto dalle critiche perché considerato inadatto alla parte.

Un giudizio decisamente affrettato e sul quale pesa evidentemente l’Edward Cullen che l’attore ha interpretato nei cinque capitoli di Twilight, uno di quei personaggi che ti si appiccica addosso e da cui è difficile emanciparsi. Pattinson ce la sta mettendo tutta e, in un’intervista a Variety, non nasconde l’emozione di aver già indossato il costume al momento del provino: «Quando indossi quel costume ti senti immediatamente molto potente, ma entrarci dentro è un rituale incredibilmente difficile da affrontare, e anche piuttosto umiliante. Hai cinque persone che cercano di spingerti dentro quell’affare», dice Pattinson, che al Festival di Venezia ha presentato Il Re, il nuovo film originale Netflix con protagonista Timothée Chalamet.«È una parte davvero interessante. Credo che lo sia perché non ha i superpoteri», ammette l’attore che non nasconde una certa preoccupazione per come i fan di Batman recepiranno il prodotto una volta finito.

The Batman Robert Pattinson-Batsuit Screen Tests

 

«Era da un po’ che avevo in mente Batman. È una cosa così assurda da dire. Era come se avessi questa idea di doverlo interpretare e continuavo a tormentare Matt, ma lui non cedeva mai», insiste Pattinson, ormai colmo di gioia per essere riuscito nel suo intento. Al di là di quello che si possa pensare, l’attore ha dimostrato un talento drammatico non indifferente, specie grazie allo sguardo visionario di Cronenberg, che nel 2012 lo diresse in Cosmopolis regalandogli il primo ruolo di peso in un film d’autore. La speranza è, naturalmente, che Pattinson possa rendere Bruce Wayne un personaggio solido e credibile e chissà che con il suo sguardo malinconico e una certa ombra nel cuore non possa riuscirci davvero. Intanto è quasi certo che la produzione di The Batman non inizierà prima del 2020.

FONTE : [Vanityfair.it]

Dick Grayson vestirà i panni di Nightwing in Titans Stagione 2

Titans sta per tornare nel DC Universe per la sua seconda stagione, e continuerà ad avvicinare Dick Grayson e il suo team alle loro rappresentazioni nei fumetti. Raven, Starfire e Wonder Girl sono tra quelli che avranno look più tradizionali e sembra che il cambiamento sia in vista anche per Robin stesso, poiché stiamo sentendo che Boy Wonder passerà a Nightwing in questa stagione.

Il sito We Got This Covered ha comunicato che Grayson lascerà cadere il suo personaggio di Robin nella stagione 2 e diventerà ufficialmente Nightwing, completo di un nuovo costume. Questa informazione ci arriva tramite la stessa fonte che in passato ci ha fornito accurati scoop DC Comics – ad esempio, che Viola Davis sta tornando per The Suicide Squad e che Black Adam sarà a Shazam! e che Zachary Levi ha da allora confermato la sua presenza – quindi non abbiamo motivo di dubitarne.

Questa notizia ha anche molto senso con l’arco narrativo del personaggio. A parte l’interesse generale della seconda stagione di Titans, a dare al cast nuovi costumi, la visione più oscura di Dick e il desiderio di farlo da soli senza Batman si adatta al suo personaggio da Nightwing meglio di quello di Robin. Inoltre, dal recente trailer della stagione sembra che Dick promuoverà i suoi obiettivi per reinventarsi come nuovo eroe. Questa volta, pare con la benedizione di Bruce Wayne.

Naturalmente, i Titani saranno affiancati da una serie di nuovi personaggi nella stagione 2, tra cui Superboy, Aqualad e Ravager. Deathstroke servirà come il “grande male”, mentre altri organi di stampa hanno riferito che anche Lex Luthor e Superman saranno inseriti entro quest’anno, il che avrebbe senso considerando l’arrivo di Superboy. Il sito WGTC ha anche anticipato che gli spin-off potrebbero essere in lavorazione per Donna Troy, Hawk e Dove, ma WB non lo ha ancora confermato.

La stagione 2 di Titani prende il via con “Trigon”, che lega le estremità libere della battaglia dell’anno scorso con il padre demoniaco di Raven. La nuova stagione sarà disponibile su DC Universe presentata in anteprima il 6 settembre 2019.