Watchmen di Elisa Mami

In Rinascita abbiamo visto Batman trovare nella sua caverna lo smiley con lo schizzo di sangue del Comico, il simbolo per eccellenza di Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons. I due universi saranno definitivamente fusi da luglio 2019, quando verrà conclusa la saga Doomsday Clock iniziata a Novembre 2017 (da noi verrà pubblicata da RW Lion a Febbraio 2019). Qui vi proponiamo alcuni stralci della tesi realizzata da Elisa Mami, proprio sulla saga di Watchmen e nella quale troverete tutti gli spunti necessari a comprendere meglio questo capolavoro fumettistico che ha vinto il premio Hugo ed è stato inserito nella lista di Time dei cento migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 ad oggi.

INTRODUZIONE

Watchmen è una miniserie a fumetti supereroistica di 12 capitoli, scritta dall’autore britannico Alan Moore e disegnata da Dave Gibbons, che venne pubblicata in albi mensili dalla DC Comics a partire dal 1986. Ad oggi rimane l’unico graphic novel ad aver vinto un premio Hugo e ad essere inserito nella lista di “TIME Magazine” dei “100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923”. Presenta i supereroi protagonisti più nell’aspetto umano e “quotidiano” che in quello straordinario e avventuroso, distruggendo l’archetipo del supereroe convenzionale.  Watchmen tocca argomenti come il ruolo dei supereroi e l’effetto negativo che la lotta contro il crimine ha sulla psiche; vengono descritti i problemi etici e personali, le difficoltà di relazione tra i componenti del gruppo, i difetti e le nevrosi che caratterizzano i protagonisti. Inoltre, nessuno di essi, fatta eccezione per il dottor Manhattan, possiede alcun superpotere.

ORIGINE DEL TITOLO

Il titolo “Watchmen” è tratto dalla frase latina di Giovenale: «Quis custodiet ipsos custodes?» (“Chi sorveglia i sorveglianti?”), che in inglese si traduce in “Who watches the watchmen?”. Infatti, come Giovenale fu stimato dai suoi contemporanei per aver messo in mostra i vizi della società romana attraverso le sue satire, così Watchmen prende in esame le contraddizioni del supereroe in costume, analizzandone vizi e difetti invece di focalizzarsi sui suoi poteri speciali come nello schema del fumetto tradizionale, ma anche del loro rapporto con la società, come è dimostrato dal diffondersi del graffito “WHO WATCHES THE WATCHMEN” sulle pareti degli edifici di New York dopo che nel fumetto venne approvato un decreto che rendeva fuorilegge gli eroi in costume.

RIASSUNTO DELL’OPERA

L’opera è ambientata in una realtà parallela, non troppo diversa dalla nostra vera vita, negli anni 80. La storia si apre con Edward Blake, agente governativo noto come il “Comico”, “eroe” in un mondo dove la legge vieta ai vigilanti in maschera di agire, e la guerra fredda è ancora nel suo momento più “caldo”. Allora, il costume era un’arma in più contro i malvagi e oggetto di ammirazione e rispetto da parte della popolazione. Blake muore scagliato giù dall’attico di un grattacielo. L’improvvisa morte del Comico porta il panico tra i membri del suo gruppo, i “CrimeBusters”: Adrian Veidt, noto come Ozymandias, l’ uomo più intelligente del pianeta; il dottor Jon Osterman, chiamato “Dottor Manhattan”: grazie ad un esperimento diventa l’unico essere con superpoteri di questo mondo: è praticamente onnipotente a causa delle forti radiazioni subite ( viene addirittura chiamato “la bomba H”); Julie Juspeczyk alias Silk Spectre, figlia di una ex membro del gruppo; Dan Dreiberg, discepolo di Hollis Mason già “Gufo Notturno” che ora gli lascia il ruolo di “Secondo Gufo Notturno” perché ,ormai ,“eroe in pensione”. Dan è lo stereotipo dell’uomo di mezza età con un pessimo lavoro, con una forte fibra morale, ma che ha abbandonato i suoi sogni di giustizia: “Volevamo rendere la città un posto migliore…ma non ci siamo riusciti!” La squadra si ritrova unita ai funerali del Comico, e si viene così a scoprire un possibile complotto per eliminare tutti gli eroi mascherati. A portare la notizia è un altro vigilante: Rorchach, per lui il mondo è solo in bianco e nero. Prima del decreto che rende fuorilegge i supereori, il nostro era un eroe solitario e taciturno, ma ancora sano di mente, e per un certo periodo aveva combattuto il crimine a fianco di Gufo Notturno. In seguito, l’ingiustizia dilagante tra l’autorità, la politica e il forte aumento della criminalità lo rendono smanioso di farsi giustizia da solo “a tutti i costi”. Rorchach tiene un diario, dove annota ogni passo delle sue indagini. Fondamentale per lo sviluppo della storia, sarà l’incontro con un vecchio supercriminale, Moloch, che gli rivela di aver ricevuto la visita del Comico poco prima della sua morte: era ubriaco e triste. Il Comico sapeva qualcosa, qualcosa che lo aveva sconvolto.
Nel frattempo, la stampa pubblica accusa il Dottor Manhanttan, di causare il cancro ad alcuni suoi collaboratori. Sconvolto dalla pochezza dell’umanità, che scaglia giudizi affrettati nella ricerca di un capro espiatorio ai propri mali, Jon si teletrasporterà su Marte, dove costruirà una cittadella di cristallo, e inizierà a riflettere sulla sua origine.
Anche Rorchach non se la passa troppo bene: una telefonata anonima lo denuncia alla polizia. Viene imprigionato e psicanalizzato. Gufo Notturno e Silk Spectre scoperto l’arresto, fanno evadere Rorchach, che mostra un sincero sentimento di amicizia per l’amico.  
Una brutta notizia per Silk Spectre: Manhattan la porta su Marte per rivelarle di essere la figlia del Comico! La forte e negativa reazione della ragazza è derivata dal fatto che le è incomprensibile come sua madre possa averlo amato malgrado lui l’avesse violentata. Il Dottore la consola facendole notare, che anche da un evento così negativo può nascere qualcosa di buono: lei.
Il Gufo e Rorschach scoprono un collegamento tra la morte del Comico, l’esilio di Manhattan e Ozymandias. Il duo raggiunge la base antartica del businessman ma non è in grado di fermare il piano diabolico dell’ex eroe. L’idea di Ozymandias era di inscenare una finta invasione aliena: egli fa sparire con l’inganno numerosi artisti, scienziati e li porta su un’isola deserta, pagandoli per progettare e costruire una mostruosa creatura aliena facendo loro credere che servirà per un film.
Il cervello del mostro è stato creato per clonazione da quello di un uomo dotato di poteri psichici. Ozymandias ha infatti stabilito di far teleportare (usando una forma ancora primitiva di teletrasporto ideata dal Dottor Manhattan) il mostro nel centro di New York, causandone la morte per auto distruzione che creerà un’onda psichica capace di generare visioni di morte e distruzione nelle menti dei sopravvissuti all’evento. Questo piano ha, secondo il suo autore, un fine sociale, “positivo”, interrompere la guerra fredda: le super potenze smetteranno di essere ostili e si alleeranno contro un nemico comune, gli alieni.
Manhattan e Silk Spectre tornano sulla terra appena dopo l’attuazione del progetto. Adesso i supereroi rimasti sono tutti riuniti in Antartide, davanti ad Ozymandias: Gufo Notturno II, Rorschach, Silk Spectre, Dr Manhattan e dovranno prendere una delle decisioni più impegnative della loro vita: tacere di fronte ad un grande crimine sebbene per un grande obiettivo, oppure parlare e rendere inutile la morte di tante persone. Ma Rorschach non ci sta, e decide di voler rivelare tutta la verità al mondo: dovranno ucciderlo per non farlo parlare. E levandosi la maschera, ci rivela la sua prima, vera, grande emozione, la disperazione di un uomo che non può sopportare le zone grigie. Ozymandias resta impunito. Ma nel piccolo giornale conservatore “New Frontiersman” sta per succedere qualcosa: Rorschach gli aveva inviato per posta il suo diario, che contiene le prove della cospirazione. E su questo finale aperto, si conclude la saga.

ALCUNE CONSIDERAZIONI E DOMANDE CHE SORGONO DOPO LA LETTURA

Può sembrare una saga avvincente con numerosi colpi di scena. Cosa rende Watchmen un capolavoro?  Seppure la storia sembri fantascientifica, i personaggi di Watchmen sono reali, o almeno lo sembrano. Tutti i pezzi di Watchmen compongono insieme una grande storia ricca di particolari e sfaccettature come il graffito sui muri di due scheletri che si baciano, metafora dell’era nucleare. Watchmen non è un fumetto facile. Affatto. E’ bello proprio perché ognuno ci vede qualcosa di diverso: dopotutto è solo questione di prospettiva, perchè siamo noi lettori che “guardiamo i guardiani”… Loro vegliano su di noi ma chi sorveglia loro?

Elisa Mami

A margine della bella tesi scritta da Elisa Mami, aggiungiamo una notizia apparsa di recente.

Nuove edizioni di Watchmen per l’etichetta Black Label

Watchmen di Alan Moore, che verrà riproposto nella Modern Classic Edition con nuove creazioni artistiche del co-autore Dave Gibbons.

L’iniziativa è stata così presentata da  Dan DiDiopublisherdella DC Comics. “La linea DC Black Label ospiterà le migliori storie evergreen della DC. La compagnia ha una lunga storia che include alcuni tra i titoli più riconoscibili e rinomati nel mondo dei fumetti, vogliamo onorare questa storia mettendoli tutti insieme sotto un unico banner”.

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Sunshine Blogger Award 2018

A scuola mi domandarono cosa volessi essere da grande.
Io scrissi “Essere felice”.
Mi dissero che non avevo capito il compito, e io risposi che loro non avevano capito la vita.

Sunshine Blogger Award 2018

Questa massima è stata scritta da una persona che non ha un nome, ma rende bene ciò che è il mio pensiero sulla vita.
Proprio qualche giorno fa, nonostante la mia aura di Cavaliere Oscuro, ho ricevuto la nomina per il Sunshine Blog Award 2018, un riconoscimento per blogger che con le loro pagine ispirano gioia e positività!
A nominarmi è stato il bel blog The Traveling Fork redatto da una ragazza amante della lettura, del buon cibo e dei viaggi.

Ecco le regole del contest:
Ringraziare la persona che ti ha nominato e fornire un link dei loro siti di blog.
Rispondere alle domande.
Nominare altri 11 blogger e chiedere loro 11 nuove domande.
Informare i candidati sul contest commentando uno dei loro post sul blog.
Elencare le regole e mostrare il logo del premio blogger del sole sul tuo sito o sul tuo post.

Curiosi di sapere chi ho nominato?

Di seguito trovate alcuni tra i siti che preferisco, anche se ne ho dovuti lasciare diversi e mi dispiace per gli altri che al momento non fanno parte di questa lista:

Benito Di Salvo

MuatyLand

Opinioni Web

Il mondo di Bigate

Photo Forever

Antonella Lallo

La Grazia e il Contatto

I tesori di Amleta

Unreliablehero

Cucina in forma

Crudo e cotto

 

Queste invece sono le mie domande per i nominati che vorranno partecipare:

Usa tre aggettivi per definire il tuo blog.

Cosa ti piace di più del tuo blog ?

Come immagini il tuo blog fra 20 anni?

Cosa ti piace leggere negli altri blog ?

Il tuo articolo più bello.

Il tuo film preferito?

Il tuo drink preferito?

Cosa ti infastidisce di più al mondo?

Queste sono le risposte alle domande che mi ha posto The Traveling Fork:

Cosa ti ha spinto ad aprire il blog?

Aprire questo blog dedicato a Batman, per me ha significato aprire una finestra su tutti coloro che come me amano il Cavaliere Oscuro. Poter condividere la mia passione mi regala tanta gioia.

Che libro hai sul comodino in questo momento?

Il Tempo e la Felicità di Luciano De Crescenzo. Lo consiglio a tutti coloro che vogliono essere felici.

Domanda spinosa: pizza o sushi?

Entrambi con il giusto equilibrio.

Quale canzone sceglieresti come colonna sonora della tua vita?

Questa domanda è più spinosa della prima. Comunque direi “Careless Memories” (solo in questa versione):

 

Descrivi la tua vita con il titolo di un film.

Forrest Gump

In che animale ti rivedi?

Leone

Il miglior ristorante della tua città?

Il miglior ristorante del posto dove abito cucina pesce fresco.

Cena romantica: cosa prepari per far colpo?

Luce soffusa, ma che permetta di vedere bene, sul terrazzo di casa fronte mare. Due bicchieri, uno per il vino e uno per l’acqua. Centrotavola, una piccola candela. Musica soffusa di una playlist soft. Antipasto, primo, secondo e dolce, oltre al caffè e amaro.

La tua serie tv preferita?

Ce ne sono molte, ma qui posso parlare solo di Gotham.

Ti regalano un biglietto per una destinazione a tua scelta: dove andresti?

Tornerei molto volentieri nella dinamica e vivissima Londra.

Il personaggio famoso del passato con cui vorresti scambiare due chiacchiere?

Vorrei tanto poter scambiare due chiacchiere con Mahatma Gandhi, Nelson Mandela, Bob Kane e Federico Fellini.

Grazie ancora per avermi nominato The Traveling Fork ora tocca a voi.

Intervista a Valentina Favazza voce di Iris West in The Flash

“Il doppiaggio è il procedimento col quale nei prodotti audiovisivi si sostituisce la voce originale di un attore, o di un personaggio, con quella di un doppiatore”: questa è la definizione presente su Wikipedia di un’arte nella quale gli attori italiani, secondo me, sono i maestri indiscussi a livello mondiale. Descritto così, quel che appare superficialmente è soprattutto un aspetto tecnico, quello della “sostituzione” di una voce originale, incollandone un’altra al suo posto. Quel che, invece, non appare, è l’importanza del fattore artistico che contraddistingue questo importante mestiere: il doppiaggio non è una sola sostituzione di voce, ma la restituzione di un’emozione attraverso la voce. E, per questo, ciò che fa la differenza è proprio l’arte dei professionisti di questo settore, la loro capacità di giocare (inteso come il “to play” inglese utilizzato per definire la recitazione) con le situazioni, con i volti e le espressioni degli attori. Oggi, un’altra degna rappresentante della categoria è presente con una intervista speciale sul nostro blog. E’ con grande emozione che ospitiamo Valentina Favazza eletta voce femminile dell’anno nel luglio 2016 e vincitrice del premio “Il leggio d’oro”.

L’ugola di Valentina, già in attività dal 2005, è stata prestata principalmente a Felicity Jones, Alicia Vikander e Shailene Woodley, oltre che a Jennifer Lawrence nel ruolo di Mystica. Fra gli altri ruoli della serie “action comic” ha doppiato Chloe Bennet nel ruolo di Skye nella serie televisiva Agents of S.H.I.E.L.D. e soprattutto per noi, amanti della DC Comics presta la voce al personaggio de l’Incantatrice che appare nel film del DCEU Suicide Squad interpretata dalla modella e attrice inglese Cara Delavigne e all’attrice Candice Patton che interpreta il ruolo Iris West-Allen nella serie The Flash. Ospite di “Radio Cigliano” giovedì 5 Aprile 2018, ai microfoni del mio amico, nonché fantastico doppiatore Alessio Cigliano, Valentina Favazza ha interpretato per noi una frase di Iris West, tratta dall’episodio 22 dal titolo “Invincibile”.

E questo è il pezzo interpretato dalla bravissima Valentina.

Di recente è stata intervistata da tg regionale della sua città di origine (qui potete vedere la sua intervista). Anche noi abbiamo avuto la fortuna di raggiungerla per qualche domanda e permettere al suo pubblico conoscerla meglio.

Stefano: Ciao Valentina e benvenuta su Batman Crime Solver e grazie per aver accettato il nostro invito.

Valentina: Il piacere è mio Stefano. Grazie a te per la tua attenzione.

Stefano: Da dove è nata la tua passione di doppiatrice?

Valentina: Ero molto piccola. Mio nonno mi faceva giocare con la sua radio che poteva essere usata anche per registrare. In più ero un’appassionata di fiabe sonore; il mondo delle voci per me è sempre stato importantissimo.

Stefano: Il tuo sogno da bambina era quello di fare la doppiatrice?

Valentina: Per quanto io sia cresciuta in un contesto estremamente distante da quello del doppiaggio, e arrivi da una famiglia non inserita nell’ambiente (ma di grandissimo supporto e piena di fiducia in me), la risposta è sì. Volevo essere un’attrice doppiatrice.

Stefano: Quanto è duro e difficile fare la doppiatrice?

Valentina: È duro e difficile nella misura in cui lo è svolgere un lavoro che ha una grande componente artigianale e artistica. Ogni mestiere, se svolto con certi crismi, è duro. Più che duro, bisognoso di dovizia e attenzione. Pazienza e tanta concentrazione. Nel nostro caso il tutto va adattato ai ritmi di un altro artista che sul grande schermo chiede di non essere tradito. Il doppiaggio nasce già di per sé come un compromesso della versione originale, che è per noi una guida: quindi la “difficoltà” primaria sta nel discostarci il meno possibile da quello, attraverso la nostra arte. Come dice il direttore Rodolfo Bianchi (doppiatore di Robin nella serie anni 60 e Carmine Falcone in Gotham): “Anche in un falso d’autore c’è dell’arte, c’è bellezza.”

Stefano: Quale è l’interpretazione che più ti è rimasta nel cuore?

Valentina: Molti film mi sono rimasti nel cuore. Ma non posso non citare Gerda Wegener, interpretata da un’intensa Alicia Vikander nel film “The Danish Girl”. Lì, per lei e con lei, ho messo tutto e ho lasciato molto.

Stefano: A noi interessa molto il tuo lavoro in Flash e quindi della tua interpretazione di Iris West-Allen. Come è stato il tuo primo approccio con l’attrice Candice Patton? Hai avuto subito un buon feeling con il suo modo di recitare?

Valentina: Candace Patton è per me un caso di empatia immediata. La sua dolcezza e la sua vivacità, miste alla sua capacità di dare ad Iris la giusta dose di profondità, mi hanno permesso di toccare in leggerezza tutte le corde che preferisco in assoluto.

Stefano: Quali sono le cose che ti sono venute più facilmente nel doppiarla e cosa invece ti ha messo un po alla prova?

Valentina: Come dicevo, tutto quello che la rappresenta lo sento abbastanza vicino a me. Se devo scegliere, ho avuto un affetto particolare per tutte le scene in cui Iris aiuta Barry a dissipare la sfiducia, a sciogliere dei nodi sul cuore. Amo molto le scene in cui la coppia si apparta, in un momento di intimità, per parlare con il cuore.

Stefano: Ci puoi raccontare un aneddoto particolare accaduto in sala di doppiaggio?

Valentina: In realtà i turni delle serie tv hanno dei ritmi abbastanza serrati, e non lasciano molto il tempo per il formarsi di aneddoti. Ricordo però di un turno al fianco di Alessandro Campaiola (Barry -qui la nostra intervista-), uno dei pochi perché spesso lavoriamo separati. Ad un certo punto è arrivato il momento di una scena emotivamente molto forte, riguardava il padre di Iris (non mi spingo oltre per chi non avesse visto la serie). Dopo la prima prova, Alessandro e io abbiamo contemporaneamente alzato gli occhi dallo schermo, ci siamo guardati e avevamo entrambi la lacrima pronta.

Stefano: Hai mai letto fumetti americani o comunque della DC Comics? Quali personaggi preferisci? E perché?

Valentina: Confesso di non essere mai stata fruitrice di questo tipo di fumetto. In compenso mi considero una lettrice compulsiva.

Stefano: Grazie per la tua pazienza e per il tempo che ci hai dedicato e ci auguriamo di vederti presto in altri tuoi lavori.

Valentina: Grazie a te per l’attenzione e la gentilezza Stefano. Un saluto grande e un abbraccio a tutti i lettori di Batman Crime Solver. Grazie a tutti!

Qui di seguito potete trovare il saluto speciale che Valentina ha voluto regalare ai lettori del nostro blog.

Stan Lee: le reazioni alla sua scomparsa, i ricordi e l’ultimo saluto di alcuni addetti ai lavori

Batman Crime Solver rende omaggio a Stan Lee, scomparso il 12.11.2018 all’età di 95 anni. Ci ha lasciati un uomo dalla mente fertile e creativa e piena di inesauribile energia. Ci ha lasciati un uomo il cui volto è legato indissolubilmente alla casa editrice Marvel, ma il caso ha voluto che il suo ultimo cameo pubblicato prima della sua morte lo fatto in formato cartoon nel film DC Comics: Teen Titans Go! Il Film.

Soffrire per la morte del mitico Stan Lee per molti di noi, amanti del fumetto, è come soffrire per una persona cara, è come essere gettati in un fiume e lottare contro corrente, con emozioni potenti e contraddittorie. È qualcosa che ci scaraventa in acque oscure, dove è impossibile respirare. Cerchiamo disperatamente di fuggire. Nel momento in cui ci arrendiamo, ci sentiamo trasportati verso una nuova destinazione. Una volta emersi, approdiamo a riva con occhi diversi ed entriamo nella pienezza della vita. Questo è quanto emerge, dopo aver appreso la notizia, dai tanti commenti di disegnatori, scrittori e giornalisti che abbiamo avuto modo di raccogliere qui sotto.

Elena Casagrande
You know, inside you, that your grandpa’ before or later will die, but you don’t want to think about it and it seems like never gonna happen… until it happens and it’s the saddest day of your life. We’re never ready to say goodbye. 💔

Sai, dentro di te, che tuo nonno ‘ prima o poi morirà, ma tu non ci vuoi pensare e sembra che non succederà mai… fino a quando non succede ed è il giorno più triste della tua vita. Non siamo mai pronti a salutarci. 💔

Federica Manfredi
Che dire… Un colpo al cuore 😢 ho saputo poco fa, come non portare il mio non adeguato omaggio?! Grazie Stan ❤️ è uno di quei momenti che abbiamo sempre saputo prima o poi sarebbe avvenuto… Ma col passare del tempo, non accadendo, nel nostro profondo cominciammo a pensare che non sarebbe mai accaduto… E invece… Buon viaggio, magari in quell’incredibile Universo che hai creato!

What can I say … A blow to the heart 😢 I heard about that a little while ago, how could I not bring my inappropriate tribute?! Thanks Stan ❤️ is one of those moments that we always knew sooner or later it would be happened … But over time, because it was not happening, in our depths we began to think that it would never be happened … And instead … Good journey, maybe in that marvelous Universe you created!

Mauro Manthomex Antonini
The worst news for everyone who lives for the comics – and now, making comics – has arrived. Stan “The Man” Lee has passed away. I am not able at the moment doing some homage art for him. It’s too hard. So i choose to remind him with a smile – he’s the “smiling” Stan after all! – the smile we shared when i met him in London years ago. We were young! I was not a pro cartoonist at the time, just a “fun”boy who have had the chance to meet a god between humans. Thanks Stan. Excelsior!!

La peggiore notizia per tutti quelli che vivono per i fumetti – e ora, facendo i fumetti – è arrivato. Stan “L’ uomo” Lee è morto. Non sono in grado al momento di fare un po ‘ di arte omaggio per lui. È troppo difficile. Quindi scelgo di ricordarlo con un sorriso – lui è il “sorridente” Stan dopo tutto! – il sorriso che abbiamo condiviso quando l’ho conosciuto a Londra anni fa. Eravamo giovani! All’epoca non ero un pro fumettista, solo un ragazzo “divertente” che ha avuto la possibilità di incontrare un Dio tra gli umani. Grazie Stan. Excelsior!!

Pasquale Qualano
La vecchia e gloriosa generazione che ha creato le fondamenta del Fumetto Supereroistico ci sta pian piano lasciando.
Noi dobbiamo conservare e tramandare la memoria.
Ieri un amico di mia figlia ha pianto per la morte di Stan Lee.
È un ragazzino mi sono commosso, siamo in staffetta rendiamo onore a chi ci passa il testimone.
Ciao Stan , sei stato grande , anche di piu’ , non c’è qualcosa che possa misurare la tua grandezza ❤️

Michele Pasta

Thank you for making dreams come true!

Emanuela Lupacchino
Goodbye, Stan Lee

Lorenzo Ruggiero

Gaspare Orrico
Goodbye Stan

Daniele Bianchi
Addio al creatore dell’universo Marvel
RIP Stan

Emilia Lista
in modo più pragmatico scrive il nome di Stan Lee con il carattere di colore bianco su uno sfondo nero.

David Messina
…scorrendo la bacheca di facebook c’è un fiume di post dedicati alla scomparsa di Stan Lee. Non solo da parte dei miei colleghi ma anche di lettori, critici, giornalisti e tanti altri. Forse e’ ridondante, è vero ma allo stesso tempo è stranamente confortante. Stan Lee assieme a Jack Kirby è l’autore che mi ha in qualche modo influenzato maggiormente in un età in cui mettevo le basi della persona che sono. E quando sei un bambino grassottello e vittima di bullismo non è a Superman o Batman che guardi ma al gigante di giada perseguitato da soldati che come bulli non lo vogliono lasciare in pace o lo studente secchione preso in giro a scuola e morso da un ragno od il mostro di roccia dal cuore d’oro ed ai ragazzi reietti perchè nati con mutazioni che li rendono diversi da tutti. Ecco, per me Stan Lee ha raccontato soprattutto la poetica del diverso, del reietto quando io per primo mi sentivo così.
Vedendo così tanti post, tra quelli che non hanno mai letto nulla di suo, che magari lo conoscono solo per i cameo, riconosco i post degli altri, di quelli che allora si sentivano come mi sentivo io.
E solo adesso mi rendo conto che non eravamo soli, eravamo solo distanti. Per i mostri, per le meraviglie e per questo, ancora una volta, grazie Stan. Al suo post aggiunge una illustrazione di Andy Fairhurst.

Scott Tipton
For now, no words.
Except “Thank you.”

Simone Bianchi
In questo momento sono senza parole……. completamente……. domani ne scriverò condoglianze alla famiglia di Stan ……… che brutta brutta sensazione l’ho scoperto un ora fa e ancora non riesco a pensare ad altro ……..

Alessandro Di Nocera

Nel 1988 ebbi modo di ringraziarlo personalmente per ciò che mi aveva dato, per la passione e per i valori che mi aveva trasmesso. Ricordo mentre gli stringevo la mano e lui e la moglie entusiasti per le mie parole. Non c’era ressa quella sera al festival di Futuro Remoto, la Marvel in Italia era stata quasi dimenticata, anche se di lì a poco la Star Comics e Marco M. Lupoi avrebbero rilanciato i supereroi della Casa delle Idee nell’immaginario del nostro Paese. Col Sorridente c’erano anche John Buscema e Tom De Falco. Questa è la mia resistente seppur malandata copia de La Marvel Storia dei Supereroi dell’Editoriale Corno autografata da lui.

Carmine Di Giandomenico

immagine realizzata questo agosto per una pubblicazione sui personaggi famosi. Tra questi il buon vecchio Stan, dove l’ho visto sempre con la fantasia di un giovane ragazzo che ama stupirsi ed ascoltare. La sua scomparsa lascia un vuoto, ma anche no…. perchè ci ha raccontato e lasciato in eredità le sue visioni.
Grazie Stan.

Rafa Sandoval
R.I.P Stan Lee. Gracias por todo, seguramente muchísimos te debemos el dedicarnos al mundo del cómic, mil gracias por todo lo que has hecho, tú legado perdurará por siempre.
Descansa en paz…

R.I.P Stan Lee. Grazie di tutto, sicuramente tantissimi ti dobbiamo il dedicarci al mondo del fumetto, mille grazie per tutto quello che hai fatto, la tua eredità vivrà per sempre.
Riposa in pace…

Luca Maresca
Cazzo Stan Lee!

Giorgio Spalletta
Purtroppo ho un problema con la morte dei personaggi famosi, soprattutto se ci lasciano dopo una lunga vita. Il fatto è che non riesco a prenderle seriamente perchè Personaggi come Stan Lee hanno lasciato così tanto da essere immortali.
Sto leggendo tantissimi post: persone che lo ringraziano per le sue fantastiche storie, c’è chi si dispiace per non vederlo più comparire con quel sorrisone nei film della marvel, e addirittura chi sente la mancanza dei suoi disegni (qua so sarcastico, ma fidatevi, qualcuno lo ha scritto), io ho deciso di celebrarlo rileggendo alcune delle meravigliose storie che ci ha lasciato.
So long Stan ?

Alessandro Vitti

Grazie mille per aver condiviso la tua fantasia con noi e per aver creato un mondo che ci ha fatto sognare e che continuerà a farlo! Grazie, Mr. Stan “the Man” Lee.

Umberto Giampà
Non sono solito postare notizie del genere, ma lui era (e rimane) uno dei pilastri del comicdom mondiale. Non aggiungo altro, se non GRAZIE STAN.

Il saluto di Lucca Comics a Stan Lee

Abbiamo ancora davanti ai nostri occhi – dice il direttore Emanuele Vietina – le immagini di Stan Lee che a Luciano Secchi davanti alla cattedrale di San Martino nel’73 raccontava l’incipit di una storia mai scritta (e magari, chissà, ancora da scrivere) ambientata proprio nella nostra città: l’Uomo Ragno e i Fantastici Quattro devono impedire al Dottor Destino di impadronirsi nientemeno che dell’Italia intera. Era un esempio di ciò che ancora oggi tentiamo qui a Lucca: far collidere mitologie contemporanee di tutto il mondo in uno scenario impareggiabile, mettendo sempre al centro il pubblico dei lettori e degli autori. Stan nella sua luminosa carriera ci ha indicato come esplorare nuovi e incredibili mondi, noi vogliamo seguire la sua strada con entusiasmo e determinazione: glielo dobbiamo, oggi più che mai”.

BATMAN E SUPERMAN, AMICI O NEMICI?

Il rapporto di due supereroi profondamente diversi, eppure, forse proprio per questo, tanto vicini.

di Alessondro Bottero

Batman e Superman. La notte e il giorno. Due eroi che racchiudono tutte le varie dicotomie e le differenze tra i due modi di essere eroe. Tanto solare, buono, profondamente rispettoso della legge e dell’ordine costituito Superman, tanto notturno. duro, inflessibile, teso ad inseguire la giustizia più che la legge Batman. Eppure, malgrado tutte le differenze, tra i due è sempre esistita un’amicizia, o, nei peggiori dei momenti, un rapporto di stima e fiducia reciproca, pur se venato da una sottile diffidenza.

Alla Dc Comics fu subito chiaro fin dagli anni ’40, che le potenzialità dei suoi personaggi principali non si annullavano, anzi si potenziavano a vicenda. e nella primavera del 1941 diede alle stampe World’s Best Comics (dal n.2 World’s Finest Comics), una testata che presentava storie di Superman e Batman, anche se i due personaggi non si incontravano mai. Due carriere parallele che arrivarono ad un punto d’incontro sul n.71 (luglio/agosto 1954) della rivista, dove i due Titani della Giustizia univano le forze contro il crimine. Il primissimo incontro tra loro risale però a due anni prima su Superman 76 (maggio/giugno 1952), in una storia dove i due scoprono l’identità segreta l’uno dell’altro. Subito simpatizzano, e dato anche il clima più “naive” di quegli anni, che aveva portato ad un edulcoramento del carattere notturno di Batman, tra Superman e Batman nasce una specie di giovanile complicità che si traduce in amicizia e stima reciproca.

Per tutto il periodo pre-Crisis, ossia fino al 1986, Batman e Superman condividono numerosissime avventure, principalmente sulla collana World’s Finest (conclusasi col n.323, nel gennaio 1986). Le cose cambiano bruscamente dopo Crisis. Nel nuovo universo DC Comics Batman riprende in pieno i tratti notturni e da “outsider” ai margini della legalità, che ne avevano caratterizzato i primissimi anni. Il primo incontro tra i due nel “nuovo universo DC Comics”. si ha su Man of Steel n.3, dove collaborano per catturare una pazza omicida. Alla fine si lasciano in un clima di rispetto sì, ma anche di diffidenza. perlomeno da parte di Superman, per i nietúdi l’uno dell’altro. Due modi di essere supereroi troppo diversi per potersi conciliare pienamente. Nel corso degli anni questa diffidenza si attenuerà e Superman arriverà addirittura ad affidare la sua vita nelle mani di Batman nel corso della saga “Dark Knight over Metropolis”.

Superman, temendo che un giorno qualcuno possa arrivare a controllarlo e ad usare i suoi immensi poteri per commettere atti malvagi, affida a Batman un anello di Kryptonite, per ucciderlo se questo accadesse. Credo che l’opera che meglio abbia colto caratteri e le attitudini, non solo dei due personaggi, ma anche di tutto il mondo che li circonda, sia Stata la miniserie in tre numeri “World’s Finest”, edita nel 1990, scritta da Dave Gibbons, e disegnata da uno Steve Rude in gran forma, dove i due vengono colti nel loro essere quasi figure archetipe del giorno e della notte. In tutto questo discorso va inserito, certamente, anche “Il Ritorno del Cavaliere Oscuro”, in cui Frank Miller ci offre la sua visione distopica del rapporto tra i due. Batman e Superman qui sono raffigurati come su due lati della barricata: uno, Kal-El, asservito al governo, agente speciale segretissimo usato dagli USA per risolvere situazioni disperate, ma ormai legato mani e piedi alla classe politica dedita alla conservazione dello Status Quo; l’altro, Bruce Wayne, vecchio ma ancora disposto a mettersi in moto per combattere quelle ingiustizie che un sistema legislativo e penale ormai impazzito non riesce più a contrastare. Lo scontro finale è degno di una tragedia wagneriana. II semidio apparentemente cade di fronte all’uomo che lotta per riaffermare il senso dei suoi atti e la libertà di combattere per quello che ritiene il bene. Ma anche qui alla fine è l’amicizia che trionfa.

Quando Superman si accorge del trucco usato da Batman per fingersi morto, preferisce star zitto per non guastare i piani del suo vecchio amico. La risposta finale alla domanda: che rapporto esista tra loro due è a questo punto molto chiaro. I due si stimano, si apprezzano, riconoscono l’uno la competenza e l’efficacia dei metodi dell’altro, ma una vera e propria amicizia ormai è perduta, forse per sempre, perché troppi diversi i metodi seguiti. Forse è la vita stessa che non permette più una risposta univoca ai problemi della società, e Batman e Superman che incarnano due tipi di risposte, non possono conciliare i loro modi di essere. A noi lettori delle loro gesta rimane la certezza che sempre le stelle di questi eroi brilleranno nel firmamento fumettistico e che le pagine migliori della loro storia sono ancora da leggere negli anni a venire.

Alessandro Bottero (Giornalista, traduttore, scrittore)

Il giornalista qui saluta i nostri affezionati lettori.