Un pò di storia sui personaggi che popolano l’universo di Batman parte 2

BATMAN I

Sulla scia di Superman, eroe solare e positivo simbolo dell’American Dream, nasce nel maggio 1939 il Cavaliere Oscuro, contrapposizione naturale all’ultimo figlio del pianeta Krypton, che, raccogliendo le tematiche consolidate del primo mistery e le figure eroiche nate dai pulps, sfrutta, utilizzando il disegno, le nuove visioni regalate dall’esperienza cinematografica del genere. Le macchine volanti e le straordinarie invenzioni di Leonardo Da Vinci unite ad un fisico imponente (bellamente ricalcato da quello del collega Superman) sono le basi di lavoro di Robert Kane, usate per la costituzione di un eroe immediatamente arricchito dai suggerimenti presi da “The Bat Whisper”, diretto nel 1930 da Roland West in 35 mm (in realtà remake di “The Bat”, film muto del 1915 tratto dalla novel “The Circular Staircase” della regina del “mistery” Mary Roberts Rinehart), in cui un criminale mascherato da pipistrello colpisce, annunciando anticipatamente le sue malefatte. L’identità psicologica del nuovo character sarà invece completamente sottratta dal film avventuroso “The Mark of Zorro” (1920), interpretato dallo scattante Douglas Fairbanks Sr., nella doppia parte di annoiato playboy e di spietato vendicatore. La crescita parallela del nuovo medium cinema con il successo opportuno del primo cinema di vampiri, al quale fa da apripista il famoso Dracula diretto da Tod Browning e interpretato da Bela Lugosi nel 1931, oltre la tendenza poliziesca dei vari serials radiofonici come The Shadow, scolpiscono presto una figura in bilico tra detective e horror story che il lavoro dello sceneggiatore William Finger, solo più tardi riconosciuto, aiutò a sviluppare con i risultati sorprendenti che conosciamo. Batman assume cosi le sembianze di un gigantesco pipistrello e appare per la prima volta nel n.27 di Detective Comics, in “The Case of the Chemical Syndicate”.

Detective Comics #27 (05/1939)

Solo nel n.33 però, sarà svelata la sua drammatica origine: in una tarda sera del 1925, al ritorno dal cinema (il film visto non sarà specificato ma, col tempo, diventerà prima un’interpretazione di Rodolfo Valentino poi, con Frank Miller, proprio “The Mark of Zorro” anche se, per ridatare le avventure post-Crisis, nel suo remake del 1940, nell’interpretazione di Tyron Power), la famiglia Wayne viene affrontata da un criminale che, alla reazione del padre di Bruce, il Dott. Thomas, lo uccide con un colpo di pistola. Un’altro proiettile troncherà per sempre le grida di sgomento della madre davanti al loro bambino. Da allora il piccolo Bruce consacrerà tutta la vita alla vendetta e, anche se in seguito la strada della giustizia prenderà il sopravvento, molti assassinii a sangue freddo costelleranno i primi anni della sua carriera di vigilante. Nuovi particolari arricchiscono nel tempo la lunga storia di Batman a dispetto della non-continuity, caratteristica della prima National Comics (ribattezzata poi DC dalle iniziali di Detective Comics), costituendo piano piano la saga vera e propria. Scopriremo infatti solo nel 1956, nella storia intitolata “The First Batman” (Detective Comics n.235, disegnata da Sheldon Moldoff), che il primo ad indossare il costume da pipistrello è stato lo stesso Thomas Wayne, anche se con la semplice intenzione di non sfigurare ad un ballo in maschera dell’alta società. L’avventura svela inoltre come Joe Chili, assassino dei genitori di Bruce, fosse in realtà la pedina di Lew Moxon, boss della malavita locale, che, arrestato per intervento del Dottor Wayne, rapito per curare una ferita del gangster, vuole così vendicarsi dell’uomo. Il Batman, con l’aiuto di Robin, indosserà nuovamente il costume del padre provocando la tragica fuga di Moxon, investito, come da copione, da un autocarro. Una fine che rispetta, siamo nei primi anni del Comics Code, i canoni del Batman che opera nella piena legalità, un’impostazione vista in precedenza anche su “The origin of Batman” (Batman n.47, disegnato nel 1948 da Bob Kane e Lou Schwartz), albo che segna la fine del killer Joe Chili, ucciso dai suoi compari quando racconta come lui stesso sia colpevole della genesi del Cavaliere Oscuro. Di nuovo una scappatoia narrativa che impedisce al Pipistrello una vendetta cruenta. L’ultimo Batman, a cui Frank Miller costruisce addosso una nuova origine, è una figura cupa, sempre più) oppressa dalla sua missione di giustizia, un personaggio che vive nelle numerose Graphic Novels, destinate ad un mercato adulto, l’amarezza di pesanti sconfitte e la frustrazione di una società che non rispetta i più deboli, fino alla pesante accusa di essere oramai pazzo come i maniaci che combatte. La morte di Jason Todd, il rifiuto di Vicki Vale e la solitudine, lo portano a superare la soglia di resistenza allo stress fisico e mentale, condizione che Bane sfrutterà nella violentissima saga di Knightfall.

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Il Batman di Paolo Spadot: saper disegnare non basta

Raccontare per immagini non è faccenda di poco conto e Paolo Spadot con i suoi lavori sa sorprendere il pubblico.

Chi, da piccino, non si è lasciato conquistare dalle stravaganti avventure di Topolino? E chi, da adolescente, non ha ceduto al fascino misterioso di Zorro o a quello senza tempo di Batman? Quello dei comics è un mercato che, nonostante la crisi dell’editoria, in Italia, continua a reggere. Il numero di lettori e appassionati di ogni età che si recano regolarmente nelle edicole, nelle librerie specializzate o nelle fumetterie per acquistare i loro giornalini preferiti non accenna a scendere. L’idea di scommettere professionalmente in questo settore potrebbe rivelarsi vincente e noi di Batman Crime Solver confidiamo questo possa essere il caso dell’architetto Paolo Spadot.

Paolo Spadot a Latina Comics

Paolo, oltre che realizzare opere tecniche inerenti il suo lavoro, per passione da sempre si occupa di realizzare, con la matita in mano, i personaggi e gli ambienti del fumetto. La sua predisposizione al disegno è un pre-requisito che degnamente si accompagna al talento.

Sketch di Due Facce realizzato da Paolo Spadot a Ludicomix 2017

Il suo tratto di impatto visivo è un racconto per immagini teso a coinvolgere il lettore e ad immergerlo in modo avvincente nella narrazione. Le sue vignette conferiscono la giusta velocità ad una scena e ne scandiscono bene il tempo di lettura. Per quanto le storie possano essere situazioni più o meno improbabili, Paolo con il suo tratto pulito e piacevole riesce a “giocare” con le inquadrature e le ombreggiature fino a riuscire a creare una dimensione avvolgente, nella quale l’appassionato può rifugiarsi.

Con il suo tratteggio particolare, Paolo definisce e racconta le ambientazioni, senza tralasciare l’azione. Riesce ad isolare i momenti più funzionali alla rappresentazione visiva della storia e trova sempre una soluzione su come utilizzare le tecniche per conferire maggiore efficacia agli avvenimenti narrati. Utilizza inquadrature, ambientazioni e caricature, creando il ritmo narrativo più giusto per la descrizione del racconto. Quello che vi sto mostrando al momento sono solo illustrazioni, ma vi assicuro che anche nel fumetto Paolo sta realizzando vignette che troverete sorprendenti.

Joker di Paolo Spadot Settembre 2016

LA FORMAZIONE E LA PARTECIPAZIONE ALLE FIERE DI PAOLO SPADOT

Paolo Spadot, come vi ho anticipato è un architetto, laureato con lode presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Il suo lavoro lo porta a realizzare diversi incarichi dall’allestimento del Museo presso il Bioparco di Roma, alla preparazione Museo di Magliano dei Marsi, Sala Operativa Nazionale. Le sue mansioni lavorative lo conducono anche alla ristrutturazione dei locali URP presso l’Ispettorato Generale CFS, alla progettazione e allestimento di varie edizioni dell’Anniversario CFS in Piazza del Popolo a Roma, di aree verdi e logistiche del Centro Visitatori del Parco nazionale del Circeo a Sabaudia, arredamento di interni e molto altro. Ma come diceva Pablo PicassoL’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni” e Paolo è da sempre un appassionato della nona arte in ogni sua forma. Infatti ha insegnato presso diversi istituti scolastici la pratica del disegno assistito da computer (Autocad, 3DStudio, Photoshop) e lavorato come art designer presso una ditta di produzione di videogames. Collabora con studi professionali per lavori di progettazione, grafica e disegna vignette per le riviste “Il Forestale” e “#Natura”. Abbiamo avuto il piacere di conoscere Paolo durante il Latina Comics del 2016 e da quel momento è nato un sodalizio proprio con il nostro blog.

Illustrazione creata da Paolo Spadot per il Batman Day 2017

Per noi ha realizzato anche una illustrazione per festeggiare il Batman Day dell’anno 2017, per poi partecipare sempre nel nostro stand alla fiera del fumetto di Empoli, Ludicomix.

Nel 2016 vince un premio alla Biennale d’Arte Contemporanea di Latina (della quale cura anche l’allestimento) e nel 2017 partecipa al 50° Premio di Pittura S. Barbara di Colleferro. In questo periodo Paolo ha già realizzato il n. 0 di una nuova serie a fumetti dal titolo Iscariot, un fumetto italiano autoprodotto nato dall’ingegno di Dan Cutali e appunto dalla magica matita Paolo Spadot. Attualmente è già in corso di redazione il n.1. Una piccola recensione del fumetto la potete trovare sulla pagina Facebook di Mr. Comics facendo click qui.

COSA RAPPRESENTA BATMAN PER PAOLO SPADOT

“Cosa rappresenta per me Batman? Il lato oscuro del mondo dei super eroi. Amo le atmosfere noir, gotiche che spesso confinano con l’horror. Non è l’unico, basti pensare a Spawn e a Ghost Rider, ma di tutti è sicuramente il più umano. Amo disegnare questo personaggio, sempre legato alle atmosfere urbane e notturne di Gotham City. Un solitario. Un uomo che nonostante abbia i mezzi per una vita di lusso mette se stesso e le sue risorse in gioco, non per una ricerca di gloria personale ma per un mondo migliore. Non è un carachter design semplice da riprodurre. Ha un’iconografia ben precisa. Lo abbiamo visto tantissime volte a scrutare l’orizzonte dall’alto di un palazzo sopra un gargoyle in una notte di tempesta. Le atmosfere notturne costringono a cercare ombre profonde o doppie fonti di illuminazione. In genere preferisco delle pose dinamiche e così, per questa cartolina, con la quale ho voluto celebrare i suoi ottant’anni di vita editoriale, lo vediamo sospeso nel vuoto sfrecciare in solitudine, illuminato dalle luci della vita ordinaria che si svolge sotto di lui, in un mondo di fantasia”. Paolo Spadot

Prima di arrivare a farvi vedere il suo lavoro godetevi questo sketch in cui Batman lotta contro uno dei suoi più acerrimi nemici.

Sketch di Batman contro Killer Kroc di Paolo Spadot Maggio 2019

80 ANNI DI BATMAN LA CELEBRAZIONE DEL PERSONAGGIO: ILLUSTRAZIONE DI PAOLO SPADOT

Ottanta anni fa usciva un albo che avrebbe per sempre cambiato la storia del fumetto. Era il numero 27 del quindicinale antologico Detective Comics, specializzato in storie noir e hard boiled in cui protagonisti erano detective, vendicatori mascherati e supercriminali che traevano spunto dai personaggi delle strisce pulp che da quasi un ventennio avevano conquistato un pubblico enorme.

Detective Comics #27 (05/1939)

Ma in quel fatidico numero 27 comparve per la prima volta quello che negli anni sarebbe diventato il supereroe più amato dal pubblico mondiale: Batman.

La cartolina esclusiva creata da Paolo Spadot per celebrare gli 80 anni di Batman

 

Paolo Spadot, per rendere un tributo alla memorabile copertina disegnata da Bob Kane, ha deciso di celebrare gli ottanta anni del Cavaliere di Gotham City con una propria illustrazione che omaggia quella cover storica. Ne abbiamo realizzato una speciale cartolina a tiratura limitatissima che potrete trovare al nostro stand durante la nuova edizione del Latina Comics 2019 dal 28 al 30 Giugno. Paolo sarà ben lieto di fare la vostra conoscenza, realizzare sketch, fare autografi e foto.

L’illustrazione cartolina celebrativa per gli 80 anni di Batman realizzata da Paolo Spadot – Giugno 2019

Batman – Il Ritorno il film del 1992

Tranne alcune rare eccezioni, i sequel non riescono a reggere il confronto con il primo film e finiscono per deludere lo spettatore (qui una retrospettiva dei film di Batman). Batman – Il Ritorno – è un eccezione ante litteram: innanzitutto non è un vero e proprio seguito ed inoltre è migliore. Il merito è senz’altro dello sceneggiatore, Daniel Waters – autore di Schegge di follia – e della produzione, affidata allo stesso Tim Burton e a Denise Di Novi – già sua collaboratrice in Edward mani di forbice. Superata quindi l’empasse di dover trasporre sullo schermo il personaggio, Burton ha trovato la libertà che gli era un po’ mancata nel primo film e ha saputo riprenderne gli elementi di successo, realizzando un ottimo film. Sembra però che i conti non tornino: Batman – Il Ritorno perde terreno rispetto al primo film. L’apertura faceva ben sperare: 45.687.711 dollari nel primo week-end e 141 milioni nelle prime quattro settimane, ma il record di 251 milioni raggiunto dal primo film (quinto nella classifica di tutti i tempi) ha cominciato ad allontanarsi già dalla terza settimana, quando la percentuale degli spettatori è scesa del 45%. Come volevasi dimostrare, pubblico e critica non vanno d’accordo. Anche se successivamente nel 2008, Batman – Il ritorno è risultato al 401º posto nella classifica dei 500 più grandi film di tutti i tempi pubblicata da Empire.

 

IL SOGGETTO

“Per me, Batman Il Ritorno, nasce dal perfetto intreccio di due storie” commenta Daniel Waters. “Da un lato c’è Batman contro il Pinguino; dall’altro, c’è tutta la vicenda che vede protagonisti Batman/Bruce e Catwoman/Selina. E la trama secondaria affronta comunque determinati argomenti ed elementi – il sesso e desiderio, l’amore e il romanticismo, così come la sfera comica – in modo tutt’altro che banale”. Lineare e semplice, la trama di questo Batman – Il Ritorno ruota infatti su Catwoman e il Pinguino. E non poteva essere altrimenti dato che Batman esiste solo come elemento stabilizzante. Mentre, però, nel primo film l’uomo pipistrello finisce per lasciare la scena al Joker, magistralmente interpretato da Jack Nicholson, questa volta Batman rimane il prota-gonista, nonostante appaia sullo schermo meno degli altri personaggi. Le sue entrate non sono meno grandiose, ma molto meno pacchiane. Trattandosi di un colossal e di un film fantastico, la trama non poteva che essere quella classica, ma questo Batman -Il Ritorno evita l’errore del primo film e riesce a dare al finale, per quanto scontato, un suo svolgimento naturale e soprattutto cre-dibile. Il Joker, che con un proiettile sparato dalla sua pistola, per quanto a canna “lunghissima”, abbatte il Bat-aereo è se non altro grottesco. Per non parlare poi del corpo a corpo finale che è assolutamente inverosimile, soprattutto se consideriamo che è una situazione che esula dal modus operandi del Joker. Qui potete scaricare un articolo dedicato al film tratto dal settimanale TV Sorrisi e Canzoni del 30 Agosto 1992.

I PERSONAGGI

Sebbene la scelta di Michael Keaton sia stata contestata fin dall’uscita del primo film, questo attore interpreta la parte di Bruce Wayne/Batman in maniera perfetta. Keaton con il suo aspetto un po’ bonario — anche se effettivamente lontano dal personaggio dei fumetti — contribuisce infatti ad aumentare il contrasto tra i due aspetti della personalità di Wayne e Batman, il solare playboy miliardario e l’oscuro vigilante, dando maggiore credibilità ad un personaggio umano, divertente, ma al tempo stesso capace di in-cutere paura. “Il nostro Batman non è un alieno dotato di poteri speciali…” dice Tim Burton, “…sarebbe stato molto facile scegliere il classico culturista dalla mascella quadrata […] Nel film appare chiaro che l’uniforme di Batman nasconde un uomo dalle condizioni fisiche perfette, esperto nel corpo a corpo, ma che comunque rimane pur sempre un uomo come tutti gli altri.”

Il ruolo più ambito di questo film è stato però quello di Catwoman “…era senz’altro una delle mie eroine preferite da bambina” racconta Michelle Pfeiffer. “Quando guardavo Batman in TV, non vedevo l’ora che arrivasse e le sue apparizioni erano sempre troppo brevi per me. Credo che Catwoman abbia davvero infranto tutti gli stereotipi femminili. Mi sembrava un personaggio sia sconvolgente che proibito.”

Anche Danny De Vito riesce ad entrare perfettamente nel personaggio e, a detta di Tim Burton “[De Vito] ha portato alla luce l’uomo nascosto nel Pinguino e il Pinguino nascosto nell’uomo”.

Batman – Il ritorno (Batman Returns) film del 1992 – Danny DeVito è Oswald Cobblepot/Pinguino

L’assenza di Jack Nicholson, che tanto aveva dato al primo film, ha finito per non influire più di tanto. Il Joker possiede senz’altro un tratto psicologico più interessante, ma la presenza di ben tre cattivi, Catwoman, Il Pinguino e Max Schreck, una trama più solida e soprattutto alcune trovate narrative, non danno il tempo allo spettatore di accorgersi della mancanza del ghigno satanico di Nicholson. A parte il commissario Jim Gordon – limitato al ruolo di comparsa -, anche i personaggi comprimari vengono ripresi adeguatamente, primo fra tutti Alfred, interpretato da Michael Gough.

SCENOGRAFIE, EFFETTI SPECIALI, COSTUMI, ETC. ETC.

Suicidatosi durante le riprese del film, Anton Furst – scenografo del primo Batman – è stato sostituito da Bo Welch. Questi ha saputo mantenere intatte le atmosfere cupe del primo film, creando una Gotham City del tutto originale. Opprimente, tetra e forte-mente claustrofobica, la New York del Cavaliere Oscuro non viene mai rappresentata nella sua totalità, consentendo così allo spettatore di far uso della propria immaginazione per completarne l’insieme. L’inizio del film è grandioso: il percorso del cesto del neonato pinguino, le musiche di Danny Elfman, le riprese di Burton, la visione delle fogne di Gotham, sono il preludio di un film che deve molto alle atmosfere e alla fotografia. I gadgets, tra cui il Bat-boomerang programmabile, la Batmobile che si trasforma in Bat-missile e il Bat-motoscafo, sono realizzati talmente bene che riescono ad essere credibili, esaltando il pubblico più giovane senza deludere quello più smaliziato. L’Artic World, ossia il covo del Pinguino, è il padiglione acquatico di uno zoo abbandonato e in rovina e l’esercito di pinguini è altrettanto suggestivo e realistico. Gli elementi visivi, dai costumi alla ricostruzione dei tetti di Gotham e le scene d’azione, dall’ingresso del Bat-motoscafo alla fuga del Pinguino sull’ombrellicottero, contribuiscono a dare a Batman Il Ritorno una spettacolarità degna di un colossal. Aggiungete battute e scene mozzafiato – che evitiamo di raccontarvi, per non guastarvi la visione – e otterrete un ottimo film, che, come dicevamo in apertura, rappresenta l’unico caso in cui il seguito sia stato migliore del primo. Qui potete vedere il dietro le quinte del film.

Un pò di storia sui personaggi che popolano l’universo di Batman parte 1

Iniziamo con pazienza la semplificazione, per il lettore neofita, della lunga sequenza di avvenimenti e personaggi che costituiscono la complessa saga del Pipistrello. Primo ostacolo, la presenza storica, nella fase precedente al repulisti della “Crisi delle Terre Infinite” (1985), di una catena impressionante di mondi e dimensioni paralleli al nostro, teatro ottimale per una serie di storie immaginarie e ipotetiche, in tempi più recenti, codificate dalla DC sotto la definizione di “Elseworlds”.

L’ottobre 1956, con l’apparizione del nuovo Flash, Barry Allen (Showcase n.4, sceneggiato da Gardner Fox e disegnato da Carmine Infantino), segna infatti l’inizio della prima grande operazione di ringiovanimento della scuderia della Casa delle Leggende. Gli eroi della Golden Age, l’età d’oro del genere attraversato dai primi anni ’40 fino al dopo-guerra, sono presto confinati in un ipotetico mondo gemello, Terra 2, primo di una moltitudine, una scappatoia che lascia la prima Terra nuovamente libera di ospitare nuovi personaggi e di lanciare versioni rivedute e corrette delle figure più note che, come Batman, Superman o Wonder Woman, godono ancora di una vasta platea di affezionati lettori. I numerosi What if (Cosa succederebbe se… ?) costituiscono in questi anni la base di avventure che esplorano, con la più grande libertà interpretativa, tutte le più strane possibilità di utilizzazione dei characters DC, sfruttando utilmente la voglia di “sensazionale” del pubblico USA. La mancanza di una vera e propria concatenazione degli eventi narrati coinvolge Batman, o per meglio dire i Batman, e i suoi comprimari in avventure dove entra prepotentemente la fantascienza che, se ampiamente giustificata nel caso del personaggio di Superman, certamente più cosmico, diventa poco vantaggiosa per la figura metropolitana del Pipistrello. Con il ritorno all’oscurità di O’Neil e Adams, fino ai primi anni ’80, il Cavaliere Oscuro risente fortemente della prima concorrenza valida targata Marvel Comics che si assomma alla generale crisi che colpisce il settore.

Rinnovato il parco testate con “Crisis”, la nuova impostazione di Continuity narrativa, prima tanto estranea ai concetti DC Comics, entra nella costruzione delle trame ricercando con successo risultati simili alle interminabili soap opera televisive, oramai tristemente note anche nel nostro Paese. Per assurdo, i fatti e i colpi di scena successi negli ultimi nove anni, sono i più importanti in più di mezzo secolo di narrazione e da soli bastano ed avanzano a giustificare questo speciale. Da sottolineare inoltre come, a questa evoluzione rapidissima del Batman a fumetti, si siano affiancate successivamente le libere interpretazioni del cinema e della animazione, contribuendo alla generale confusione scatenata tra vecchi e nuovi fans del Pipistrello. Sarebbe ostico spiegare a chi non abbia mai letto il Cavaliere Oscuro per esempio, come sia impossibile far fuori per sempre, con una sola apparizione, nemesi longeve come il Joker o il Pinguino, cosa invece accaduta nella visione “Dark” del pur bravo regista Tim Burton, o, come nei cartoni della Warner Bros, il Robin – Dick Grayson sia in realtà raffigurato con il costume intero e la pettinatura sbarazzina di Tim Drake, terzo partner del Batman. Davanti a noi, una grossa e importante fetta di storia del fumetto e quindi figure e scenografie che evolvono giorno per giorno, adattate ad avvenimenti di attualità, mode e marketing, alla ricerca dell’ opinabile connubio tra divertimento e Business. Batman, come vedremo, affronta il tempo che corre con la stessa audace veemenza con la quale si oppone ai suoi nemici, aggiungendo ad ogni pagina un nuovo interessante motivo per continuare la lettura. La notte, contorno naturale del mito del Detective Mascherato, si apre davanti a noi in questa succinta, ma spero piacevole, presentazione dei personaggi principali della saga.

Fine parte 1

WONDER WOMAN 1984: Debutto Teaser Poster

Un rapido balzo fino agli anni ’80 nella nuova avventura per il grande schermo di Wonder Woman, che si troverà ad affrontare un nemico del tutto nuovo: The Cheetah. Il film riprende le avventure della supereroina, dopo il primo film campione d’incassi “Wonder Woman”, capace di incassare 822 milioni di dollari al box office a livello mondiale. Come il precedente, anche “Wonder Woman 1984” sarà diretto dall’acclamata regista Patty Jenkins e la protagonista sarà ancora una volta Gal Gadot.

Come già annunciato, nel cast del film film compare anche Kristen Wiig nel ruolo della super cattiva The Cheetah, così come Pedro Pascal. Chris Pine fa ritorno al suo ruolo di Steve Trevor.

Charles Roven, Deborah Snyder, Zack Snyder, Patty Jenkins, Stephen Jones e Gal Gadot sono i produttori del film. Rebecca Roven Oakley, Richard Suckle, Wesley Coller, Geoff Johns e Walter Hamada ne sono i produttori esecutivi.

 

A far compagnia alla regista dietro la macchina da presa, troviamo numerosi membri del team del suo film precedente, “Wonder Woman”, tra cui il direttore della fotografia Matthew Jensen, la scenografa candidata all’Oscar® Aline Bonetto (“Amélie”) e la costumista premio Oscar® Lindy Hemming (“Topsy-Turvy”). Il montatore candidato all’Oscar®, Richard Pearson (“United 93”) si occuperà del montaggio del film.

“Wonder Woman 1984” è ispirato al personaggio creato da William Moulton Marston e pubblicato nei fumetti dalla DC Entertainment.

Il film sarà distribuito in tutto il mondo dalla Warner Bros. Pictures, ed uscirà nelle sale italiane il 4 giugno 2020.

Batman v Superman: la Warner prepara un nuovo ipotetico scontro

Batman v Superman: Dawn of Justice non è stato il successo al botteghino che Warner Bros. sperava, così come il seguito – Justice League – ha messo la parola fine al Batman di Ben Affleck.

Ora, dopo l’annuncio di Robert Pattinson protagonista di una nuova trilogia dedicata all’Uomo Pipistrello, sembra che Warner stia gettando le basi per far incontrare nuovamente i due eroi DC.

We Got This Covered ha infatti reso noto che la serie di Supergirl sarà ambientata nella medesima continuity di The Batman. Tradotto, l’Universo Cinematografico di Gotham che quello di Krypton condivideranno la stessa linea narrativa e temporale.

Viene spontaneo pensar che Batman e Superman siano quindi destinati a incontrarsi di nuovo, magari non appena i tempi saranno maturi.

The Batman, atteso nelle sale nel 2021, inizierà la pre-produzione nel corso della prossima estate.

Quanto lo aspettate?

Fonte: WGTC

Pennyworth: i trailer

Nel marzo del 2016, via avevamo anticipato che sarebbe stata dedicata una serie tv ad Alfred.

Ad ottobre 2018 Epix e Warner Bros. TV hanno trovato il loro Alfred Pennyworth. Jack Bannon è stato l’attore scelto per il ruolo principale della prossima serie drammatica Epix Pennyworth, un prequel di Batman dello showman di Gotham Bruno Heller, del produttore esecutivo/regista Danny Cannon e della Warner Horizon Scripted TV.


La nuova serie tv Pennyworth formata per ora da 10 episodi ha iniziato la produzione il 22 ottobre 2018 presso la Warner Bros. Studios Leavesden nel Regno Unito, diventando la prima serie essere girata nel complesso degli studi della Warner Bros. a nord di Londra che ha ospitato la produzione di film come Harry Potter di WB/Il franchise di Animali fantastici, The Dark Knight, Inception e Wonder Woman, oltre a produzioni esterne come Jason Bourne, Kingsman, Paddington e le più recenti puntate di Mission Impossible.
Al centro della trama c’è il leggendario maggiordomo Alfred Pennyworth, ruolo affidato a Jack Bannon, un ex soldato britannico che fonda una società esperta in sicurezza e accetta di lavorare per il giovane miliardario Thomas Wayne (Ben Aldridge), il padre di Bruce, nella Londra degli anni ’60.

Nel cast anche Paloma Faith, Jason Flemyng, Ryan Fletcher, Hainsley Lloyd Bennett, Emma Paetz e Polly Walker.

Questi i trailer ufficiali.