Cos’è successo al Cavaliere Oscuro?

Dove sono andata in vacanza quest’anno? A Gotham. Ho messo in valigia una giacca dei tempi del liceo, un completo elegante e un abito nero. La prima mi è servita per il viaggio nei ricordi con i personaggi di The Batman, il secondo per intrufolarmi ai comizi elettorali della prima stagione di Batman: The Telltale series, il terzo per partecipare al funerale di Batman. Invece di mostrarvi le solite diapositive e filmini, vi parlerò solo dell’ultima parte del mio soggiorno nella città oscura e vi racconterò Cos’è successo al Cavaliere Oscuro*.

Ecco com’è andata. Il panorama dall’Aparo Bridge era mozzafiato: la gotica città e le acque del suo porto erano avvolte da un alone aranciato, da una luce mistica e inquietante al tempo stesso. Mi sarei fermata a godere la vista, avrei sostato a lungo in ogni via per scrutare palazzi e insegne che sembravano sussurrarmi nomi familiari, come Finger, ma dovevo affrettarmi. La mia destinazione era Crime Alley, dove tutto è iniziato e dove il mito del Cavaliere Oscuro sembrava destinato a finire. Un certo Neil Gaiman mi ha indicato un sordido bar, il New Drop Inn. Mi è parso di riconoscere il barista, gli ho chiesto come si chiamava e lui ha risposto “Joe Chill”. Nella stanza sul retro, c’erano un maggiordomo, alleati e nemici, tutti quelli che contano, ma, soprattutto, c’era lui, Batman… dentro a una bara.

Di solito, in queste occasioni si celebra la vita di chi ci ha lasciato, si ripercorre la sua storia, ma mi hanno detto che gli Ultimi Offici** erano già stati celebrati dal sacerdote Morrison, una cavalcata tra ere d’oro e d’argento,con come sottofondo l’incessante ticchettare di una macchina da scrivere. Restava solo la morte: l’enigma che il pipistrello si stava portando nella tomba. Una morte che sembrava inspiegabile e di cui tutti hanno dato la loro versione: dal racconto della donna gatto, storia di un amore tinto di rosso sangue, alle rivelazioni sconvolgenti del maggiordomo, sino ad arrivare a Superman.

 

Tante voci discordanti, che restituivano frammenti, echi dissonanti. Diavolo, nulla sembrava certo in quella stanza: gli ospiti cambiavano aspetto di tavola in tavola, come se venissero ridisegnati da mani diverse. Senza che potessi impedirlo, una serie di nomi mi danzavano davanti agli occhi: Dick Sprang, Carmine Infantino, Brian Bolland e altri. L’unico che avrebbe potuto svelare l’arcano e spigarmi cosa stesse succedendo, il più grande detective non era più tra noi. O era davvero così?

Una porta è apparsa dal nulla e non ho potuto fare a meno di aprirla e sgattaiolare via. Lui, il mito, l’eroe, era lì insieme a una donna. Non vi svelerò cosa si sono detti, dovete scoprirlo da soli raggiungendo il New Drop Inn, dove quello strano funerale viene messo in scena, di nuovo e di nuovo, per ogni amante del Cavaliere Oscuro. Vi dirò solo che alla fine avevo gli occhi lucidi (mi sa che c’era qualche cipolla in giro) e che mi sentivo rassicurata, come se avessi finito di sfogliare un familiare libro di fiabe per l’infanzia. Quando me ne sono andata, non ho detto “Addio, Batman”, ma “Buonanotte. A presto, Bats.”. Questa non è la fine, il tuo è un destino immortale***, tu sei l’eroe che ci serve, il nostro mito eterno.

 

Redatto da:  Benny a.k.a.  seguite anche il suo blog cliccando qui Benny a.k.a. Unreliablehero

 

*  Batman, Cos’è successo al cavaliere Oscuro, Neil Gaiman e Andy Kubert, Lion, 2016 – Batman 686. P.S. A darmi l’indirizzo del New Drop Inn è stato il buon Stefano. Ci sarebbero anche altre storie da esplorare, una volta usciti da lì (Un mondo in bianco e nero, Pavana, Peccati originali, Quando è una porta), ma ho deciso di parlarvi solo della prima.

 

** Batman in Ultimi Offici, Grant Morrison e Lee Garbett (in Il cavaliere Oscuro Batman, Il cuore di Hush, vol.23, Mondadori – Batman 682-683). Qui Morrison ripercorre l’intera carriera di Batman, regalandoci più di uno spunto di riflessione.

 

*** L’idea dell’eterno ritorno, di Bats come l’eroe il cui destino immortale è combattere per Gotham e per noi compare anche nella storia Vecchia scuola di Gregg Hurwitz e Neal Adams, apparsa sul volume 30 di Batman, edito dalla Lion, in occasione dei 75 anni (portati egregiamente) del nostro Cavaliere Oscuro.

Annunci

La Caduta degli Dei

a cura di Dan Cutali

Sembra proprio che la DC Comics, negli ultimi trent’anni, abbia voluto abituare gli aficionados alla distruzione e al rimodellamento dei propri miti, icone inossidabili nell’immaginario americano e mondiale. Che sia una manovra di marketing o di semplice rinnovo dell’iconografia, l’operazione comincia nel 1985 con il terremoto Crisis on Infinite Earths. La miniserie in dodici numeri scritta da Marv Wolfman e disegnata da George Pérez funziona da spartiacque nel confuso universo e nel lore creato dalla casa editrice statunitense. Viene cancellato il multiverso costituito da un’infinità di Terre parallele, talvolta inventate anche soltanto per trovare un semplice escamotage alle trame pensate dagli sceneggiatori. Vengono anche letteralmente disintegrati e uccisi due personaggi fondamentali del DC Universe. Il primo è il Flash della Silver Age, quel Barry Allen amato da tutti e che dà inizio a una nuova era super-eroistica nel 1956, chiudendo simbolicamente con la sua morte un cerchio importante. Il secondo personaggio a venire spazzato via è Supergirl, la Kara Zor-El cugina kryptoniana di Superman sopravvissuta alla distruzione del pianeta sulla città volante Argo City. Morti necessarie per uno scopo superiore, viene ordito da Wolfman e dagli editor della DC. Ma fu soltanto l’inizio degli stravolgimenti di ambienti e trame.

Nel 1992 la DC Comics ha il coraggio di essere ancora più iconoclasta. È l’anno in cui anche i telegiornali parlano di The Death of Superman. Dan Jurgens, Roger Stern, Louise Simonson, Jerry Ordway e Karl Kesel, sotto l’egida dell’editor Mike Carlin, scrivono una sceneggiatura che abbraccia tutte e quattro le testate dedicate al simbolo supereroistico americano per eccellenza, soltanto per distruggerlo e portarlo alla sconfitta definitiva. Doomsday è la nemesi prescelta, un inarrestabile mostro frutto di un esperimento genetico sulla sopravvivenza in ambienti ostili da parte di un folle scienziato alieno senza scrupoli. Semplice e lineare: Doomsday, arriva sulla Terra e inizia radere al suolo tutto ciò che gli si para davanti. Arriva fino a Metropolis e all’inevitabile scontro finale a suon di botte da orbi con l’Uomo d’Acciaio, nell’ormai famosissimo numero 75 della testata omonima in cui il supereroe muore per le gravissime ferite ricevute, alla pari del mostro stesso. L’ultimo e significativo sacrificio, l’immolazione di un uomo (qui non importa se alieno o meno) per permettere all’Umanità di continuare a esistere. Qui si potrebbe tirare in ballo il fatto che a continuare a esistere siano i valori di Verità, Giustizia e del Modo di Vivere Americano, ma è meglio allargare il discorso a tutto il pianeta e alla razza umana in genere. Il lungo percorso sui quattro albi mensili di Superman è un successo epocale di vendite per la casa editrice.

Se la morte di Superman significa la fine di un simbolo un po’ bacchettone di rettitudine, giustizia e onestà, tutto quello che segue dopo, ovvero le run chiamate Funeral for a Friend e Reign of the Supermen, servono per arrivare alla caduta di un altro mito: Lanterna Verde. Non contenta, la DC Comics annichilisce un altro esempio di valore eroico per eccellenza. Anche se Hal Jordan è un pilota collaudatore di caccia militari molto irresponsabile, la sua controparte in costume e anello del potere è un poliziotto cosmico con una reputazione di grande rettitudine, coraggio, giustizia e altruismo che lo precede in tutta la Galassia conosciuta. E allora cosa succede se la psicologia di questo personaggio buono, buonissimo che più non si può, viene buttata in centrifuga, stropicciata, stravolta e infine stracciata? Ecco che da eventi collegati alla saga Reign of the Supermen nasce quell’Emerald Twilight che restituisce ai lettori un Hal Jordan completamente votato al Male. E chi l’avrebbe mai detto?

La drammatica caduta di Lanterna Verde parte dal numero 48 della testata dedicata al Cavaliere di Smeraldo. Ron Marz e Darryll Banks ci presentano il Superman Cyborg, tra i quattro protagonisti di Reign of the Supermen rivelatosi poi essere il supervillain Hank Henshaw, che si allea con il potente alieno Mongul per creare un’armata di Mondoguerra, pianeti-arma semoventi utili alla conquista dell’Universo. Nell’intenzione dei due, la Terra dovrà far parte di questo esercito di super-armi e uno dei punti dove verrà installato il gigantesco motore cosmico che la farà muovere nello spazio sarà proprio Coast City, città natale di Hal Jordan in cui vivono ancora tutti i suoi cari. La città viene rasa al suolo da una serie di bombe causando milioni di morti e, ça va sans dire, questa è la molla che fa scattare la follia di Lanterna Verde. Indimenticabili le scene della discesa del supereroe verso l’oblio, nelle quali parla con i fantasmi degli abitanti di Coast City in mezzo a quello che rimane della città, soltanto crateri. Questa diventa la sua fissazione, questa la sua pazzia: il non aver potuto far nulla per salvare la sua città. È la metafora del pesantissimo macigno della responsabilità, del dover essere eroe a ogni costo e in ogni momento, senza tener conto che tra gli enormi poteri in dotazione alle Lanterne Verdi non vi è quello dell’ubiquità. E allora tenta di percorrere la strada che crede più semplice per far assopire il proprio dolore: ricreare Coast City e far vivere di nuovo tutti i suoi abitanti. Ovvero, ma lui non se ne rende più conto, diventare un dio sollevando nel lettore tutti i risvolti etici della questione.

Hal Jordan sa bene che il potere del suo anello è insufficiente a ricreare in modo stabile una città di sette milioni di persone. Ha bisogno di altro potere che può essergli dato soltanto dalla Batteria Centrale situata su Oa, il pianeta dei suoi “superiori”, i Guardiani dell’Universo che hanno creato il Corpo delle Lanterne Verdi. Ecco che l’Uomo, ormai totalmente folle, rientra per l’ennesima volta nel tòpos del viaggio dell’Eroe, al contrario però perché si trasforma in un dio del Male. Durante il percorso verso Oa, l’escalation di violenza arriva ai massimi livelli: uccide tutti i suoi ex-compagni del Corpo, rubandogli gli anelli. I Guardiani, per contrastare Jordan e l’immenso potere acquisito, liberano il suo più grande nemico dalla prigione in cui lambiva da anni, la stessa Batteria Centrale citata sopra. È quindi Sinestro a doverlo affrontare, in passato suo insegnante e poi sua unica nemesi. Hal Jordan uccide anche lui. Superato ormai il punto di non ritorno, arriva su Oa e si ritrova davanti i Guardiani. I nanerottoli blu, come li chiama Kilowog, sergente istruttore del Corpo caduto anche lui per mano di Jordan, soccombono e inviano sulla Terra il loro unico emissario sopravvissuto, Ganthet. Intanto, Jordan si tuffa in quello che rimane della Batteria Centrale e ne assorbe tutto il potere possibile. Ne esce trasformato in un nuovo personaggio, finalmente paragonabile davvero a un dio: Parallax. Il suo potere è tale che può cambiare davvero ciò che è avvenuto a Coast City, cambiando il flusso temporale e resettando la realtà. Quello che accade dopo porta all’evento crossover chiamato Zero Hour, viene fatta luce sulla vera origine di Parallax e la trama architettata alle spalle del povero Hal Jordan. Ma questa è un’altra storia.

 

Il punto interessante è evidenziare che cosa possa far diventare totalmente folle una persona con una volontà di ferro, onesta e buona. Qualcosa che nella realtà potrebbe accadere a chiunque. Al di là del fumetto super eroistico, un altro esempio lampante è il film Un Giorno di Ordinaria Follia di Joel Schumacher e la DC Comics fa cadere un altro dei suoi pilastri utilizzando proprio questo schema narrativo.

Prima di Crisis, in casa DC Comics era tutto nero o bianco. Era l’epoca dell’ingenuità, dell’eroe senza macchia e senza paura di cui l’America (badate bene, non il mondo) poteva e doveva andare fiera. Le ultime incarnazioni della casa editrice di Burbank  si sono invece adattate ai tempi e ai gusti dei lettori. Più smaliziati, più desiderosi di leggere di veri problemi e non della solita invasione dallo spazio. La concorrenza con la Marvel è tosta: la Casa delle Idee e dei super-eroi con super-problemi è sempre al primo posto delle vendite a causa della maggior vicinanza alle moderne tematiche adolescenziali. Quale migliore occasione per la DC Comics di distruggere i propri miti un po’ stucchevoli e fin troppo “normali” nella loro super-potenza, per poi farli risorgere dalle ceneri lasciate da situazioni invece fin troppo estreme? Talmente drastiche da lasciare sconvolto anche il lettore più smaliziato.

Gotham: la serie TV

Gotham è la serie TV ideata da Bruno Heller per il network Fox che la trasmette dal 22 settembre 2014. Ma cos’ha di tanto speciale questa serie? Tutto: di fatto è la storia di un giovane Bruce Wayne ancora lontano dal divenire Batman, eppure così realistica, ironica ed emozionale da lasciare spiazzati. Con una regia di bravura eccezionale e un cast strepitoso, è ormai arrivato alla terza stagione e sul web sono già in circolazione indiscrezioni sulla quarta. In Italia, la serie è trasmessa dal 12 ottobre 2014 da Mediaset in chiaro su Italia 1 e da Mediaset Premium.

Gotham: cosa è?

La storia di Gotham è molto articolata e tocca diversi punti dell’universo a fumetti di Batman: di fatto, la storia ruota attorno ad un giovane Bruce Wayne, determinato a far luce sull’assassinio dei propri genitori. Le scoperte che farà saranno sconcertanti, al punto da mettere in discussione persino l’onore del padre, in un convulso roteare di colpi di scena che terranno incollato allo schermo il telespettatore. Non solo Wayne, nelle tre serie di Gotham si fa la conoscenza anche con tutti quei personaggi che poi diventeranno i buoni e cattivi della saga Batman. Nella prima stagione tra i villain troviamo i mafiosi Fish Mooney (personaggio creato appositamente per la serie tv) e due mafiosi apparsi nella miniserie a fumetti Anno Uno: Carmine Falcone (Introdotto come il boss della criminalità gothamita, originario della Sicilia) e Salvatore Vincent “Sal” Maroni (anche lui italoamericano) e succesivamente dall’Enigmista fino ad arrivare a Joker, Pinguino e Catwoman.

Gotham: gioie e dolori per noi fan?

Gotham non è un semplice prequel di Batman: gli episodi sono ambientati durante la adolescenza di Bruce Wayne, dunque Batman non lo si vede (almeno per il momento o forse non lo si vedrà mai). Anche i collegamenti con i comics book vanno e vengono, nel senso che – per motivi televisivi – esistono dei nuovi personaggi, reinterpretazione degli stessi mentre alcuni sono assenti nel fumetto e nei film ufficiali, e gli stessi personaggi si conoscono e interagiscono in modi che, ovviamente, non spiegano ciò che poi accade nell’universo di Batman “da grande”. Questo è probabilmente un aspetto a me personalmente non molto gradito (anche se devo dire l’ho trovato ben congegnato), ma in fondo la stessa cosa è già avvenuta in relazione al rapporto film-fumetto. Il segreto è sedersi in poltrona, e goderselo per quello che è: uno spaccato di un mondo frutto di fantasia, che ci consente di conoscere i personaggi di Batman da giovani. Qui potete trovare uno speciale sul mondo di Batman.

 

Un cast da urlo

Le scazzottate in Gotham non mancano, ma va anche detto che Ben McKenzie, l’attore che interpreta Jim Gordon, non ama molto le controfigure: durante una scena particolarmente “dinamica”, l’attore si è infatti procurato un notevole taglio sulla fronte, immediatamente ricucito sul set. Su una cosa credo possiamo essere tutti d’accordo però: sia Ben McKenzie sia Robin Lord Taylor (l’attore che in Gotham interpreta Pinguino) hanno sottolineato che l’atmosfera di Gotham è talmente viva e realistica che mette in luce, anche in loro stessi, l’eterno dibattito fra bene e male, quell’alternarsi di luci e ombre presente nell’animo di tutti noi. Proprio come accadrà al futuro Batman.

 

Wonder Woman: tutto ciò che desideri sapere e illustrazioni esclusive di autori italiani

Arriva dal mondo dei fumetti sullo schermo cinematografico, “Wonder Woman”, eroina che permette al pubblico di dare anche al mondo dei supereroi un punto di vista diverso da quello prettamente maschilista. Il mondo si sta trasformando e sebbene agli inizi degli anni 40 l’introduzione nei fumetti originali dell’eroina, destò molto scalpore per quella che era l’immagine della donna a quell’epoca, furono realizzate numerose modifiche, contaminandone il contenuto femminista che lo distingueva. Oggi nella società in cui ci troviamo è importantissimo tornare ai valori reali di una donna che non è unicamente eroina perchè si trova sotto i riflettori, ma “Wonder Woman” in sè incarna lo spirito battagliero che fa parte della vita delle donne di ogni giorno, poichè anche loro, tanto quanto gli uomini, lottano per guadagnare il proprio posto nella società e col tempo sta diventando una realtà concreta, verso un mondo dove le diversità stanno per sparire. Pubblicata a partire dal 2015, The Legend of Wonder Woman di Renae De Liz e Ray Dillon racconta le origini della principessa guerriera e il percorso di maturazione che la porterà a diventare una supereroina. La serie ha avuto un discreto successo e una nomination agli Eisner Awards 2016, ma dopo essere stata riconfermata a luglio 2016 è stata improvvisamente cancellata dalla DC Comics, così il personaggio di Wonder Woman si riprenderà lo scettro di eroina incontrastata al cinema e nel recente rilancio dei suoi fumetti da parte della DC Comics con la serie Rinascita, dove il buon Greg Rucka spiega quale sarà la natura e il ruolo di Diana nell’attuale DCU. Le eroine sul grande schermo negli ultimi anni proliferano e si stanno prendendo la rivincita sugli amici uomini. Wonder Woman è il film di lancio del DC Extended Universe per l’anno 2017 e che apre le porte al crossover Justice League con protagonisti Batman, Superman, Cyborg, Flash, Wonder Woman e Aquaman, comunque anche tra i supereroi aspettatevi un futuro prolifico di Supergirl. Wonder Woman, che abbiamo già visto in azione in Batman v Superman: Dawn of Justice interpretata dall’ex modella amante dell’Italia Gal Gadot è la protagonista assoluta del film. Ma chi è Wonder Woman? Quali sono le origini di questa icona femminista, sex simbol, mito, leggenda che a settantacinque anni dal primo fumetto arriva al cinema per la prima volta?

Arriva l’amazzone

Il personaggio di Wonder Woman comparve per la prima volta nel dicembre del 1941, nel numero 8 della serie “All Star comics” della DC comicsWonder Woman (che in lingua italiana significa “La donna meraviglia“) è un personaggio dei fumetti, creato dopo un attenta indagine di mercato sui gusti e le tendenze del momento. La Dc Comics si rivolse al famoso psicologo americano Charles Moulton, per individuare un personaggio che potesse far fronte alla concorrenza dei supereroi Marvel. Visto l’incalzare delle correnti femministe e dell’importanza dei ruoli sociali che assumeva la donna in quegli anni, si decise di ideare un personaggio femminile che seguisse l’onda di questa tendenza. A dire il vero tutti i fumetti con personaggi femminili, prodotti in quegli anni, non ebbero il successo sperato, ma l’accurata miscela di particolari ingredienti narrativi, dette al fumetto supereroistico di Wonder Woman, un successo immediato.

Quindi tra la fine del 1941 e l’inizio del 1942 Wonder Woman fu l’attrazione principale di Sensation Comics e poi la titolare di una serie a suo nome. L’idea dello psicologo William Moulton Marston- che si era unito alla DC Comics come consulente prima di iniziare a scrivere storie – era di dare a Wonder Woman un look insolito in un ‘industria di supereroi maschi. Nel frattempo, la casa editrice Californiana mise a segno un colpo inserendo tra i propri ranghi il celebre team artistico composto dal disegnatore Jack Kirby e dallo scrittore Joe Simon, che durante l’anno si occuparono della Newsboy Legion, di Guardian e dei Boy Commandos. Jerry Siegel scrisse Robotman e altri personaggi, tra cui Mister Terrific, e debuttò anche Wildcat. Superman divenne protagonista di un romanzo ed ebbe un nuovo fastidioso avversario, Prankster, mentre Batman con Due Facce si guadagnò un nuovo arcinemico. Ma con la Battaglia delle Midway che infuriava nel Pacifico e il razionamento di carburante, fu la guerra a influenzare le vite dei lettori e anche degli autori.

Il disegnatore Giacomo Porcelli omaggia Wonder Woman

Il disegnatore Giacomo Porcelli omaggia Wonder Woman

Lo psicologo William Moulton Marston si aggiunse ai ranghi degli autori di fumetti di grosso calibro grazie a Wonder Woman, quando la sua creatura prese la guida di Sensation Comics dopo una breve anteprima su All Star Comics 8 l’anno precedente. Marston aveva voluto introdurre una forte supereroina nei fumetti per equilibrare la situazione in un mondo dominato dagli uomini. “Da un punto di vista psicologico, mi sembrava che il peggior difetto dei comics fosse la loro raccapricciante mascolinità”, scriveva Marston nel 1943, in un numero della rivista The American Scholar. “Un eroe maschio, al suo meglio, manca di quell’amore e di quella tenerezza materna che al bambino sono essenziali come l’aria”. La copertina di Sensation Comics 1 fu disegnata da Jon Blummer (che lavorava a Hop Harrigan, su All- America Comics), nonostante i disegni interni di Wonder Woman fossero di Harry G.Peter, con uno stile esagerato che avrebbe finito per caratterizzare il personaggio. L’anteprima su All Star Comics aveva presentato il comandante dell’esercito statunitense Steve Trevor, che si era schiantato sull’avamposto delle Amazzoni sull’Isola Paradiso guadagnandosi le attenzioni di Diana. Il numero inaugurale di Sensation Comics riprendeva questa trama, con la missione di Diana per riportare Steve Trevor nel mondo degli uomini. Incoraggiata da sua madre, la Regina Ippolita, e con la benedizione delle dee Afrodite e Atena, Diana viaggiò negli Stati Uniti ispirato alle stelle e strisce ma che rivelava abbastanza da farle guadagnare la condanna dei ficcanaso dei locali. Come Wonder Woman, Diana dimostrò grande forza, stupefacente velocità e riflessi incredibilmente precisi. Per poter controllare Steve Trevor, ricoverato in ospedale, Wonder Woman assunse l’identità di Diana Prince e divenne un’infermiera. Il numero successivo di Sensation Comics rimpolpò il cast di comprimari, introducendo la sua amica Etta Candy e le Holliday Girls, del vicino Holliday College. Wonder Woman ottenne un successo immediato, tanto da guadagnarsi un titolo a suo nome prima della fine dell’anno e unirsi alla Justice Society of America su All Star Comics 11 di giugno.

A partire dal 1968 gli autori Mike Sekowsky, Dennis O’Neil e Dick Giordano rivitalizzarono la serie cambiando radicalmente lo status del personaggio che alla fine degli anni sessanta risultava totalmente anacronistico. Wonder Woman perde tutti i suoi poteri, abbandona il costume tradizionale ed assume l’identità di Diana Prince. Grazie all’aiuto di un nuovo personaggio, I Ching, si addestra nelle arti marziali e affronta tutta una serie di avventure che, pur in uno stile totalmente diverso, ritrovano l’antico spirito del personaggio. L’esperimento avrà successo e la serie di Wonder Woman sfugge ancora una volta alla chiusura, ma durerà fino al 1973 quando i poteri e il costume saranno ripristinati e le storie riprenderanno quelle della Golden Age, riscritte e ridisegnate. Ma è nel 1975 che Wonder Woman riacquista popolarità grazie soprattutto a una serie di telefilms americani, interpretati dall’affascinante Linda Carter, nei panni della celebre super-eroina. Cambiamenti, però, arriveranno nuovamente: con il n.329 di Wonder Woman del 1986, il matrimonio con Steve Trevor chiudeva l’era di Diana Prince per aprire quella della principessa Diana. Dopo Crisi sulle Terre infinite, infatti, la serie ricominciò dal numero 1 la pubblicazione delle avventure di Wonder Woman, che venne affidata a George Pérez, il quale prese al volo l’occasione per rivoluzionare non poco il personaggio, legandolo sempre più alla sua tradizione greca. Questo arco di storie (una sessantina o poco più) sono probabilmente le migliori mai realizzate sul personaggio, grazie alle quali Perez dimostrò tutta la sua bravura non solo come disegnatore, ma anche come narratore. Nel luglio 2010, in occasione dell’uscita del seicentesimo numero della sua serie, DC Comics ha rinnovato il costume dell’eroina, ad opera di Jim Lee, con un paio di pantaloni neri attillati, un corsetto rosso e una giacca blu.

Una lunga evoluzione e i tanti volti di Wonder Woman, specchio dei mutamenti della condizione femminile dal 1941 ad oggi

1941

William Moulton Marston crea Wonder Woman, amazzone che lotta per i diritti delle donne.

1942

Il look di Wonder Woman, ispirato dalle pin-up e dalle suffragette (con il termine suffragette si indicavano le appartenenti a un movimento di emancipazione femminile nato per ottenere il diritto di voto per le donne) è al centro di un acceso dibattito.

1943

In un fumetto Wonder Woman lotta contro la sua nemesi, Cheetah.

1944

Wonder Woman si candida come presidente contro il Man’s World Party. E vince le elezioni.

1949

Dopo la morte di Marston, Wonder Woman privata dei suoi poteri, diventa modella e babysitter.

1968

Una versione psichedelica di Wonder Woman. Ancora senza poteri, indossa i pantaloni.

1972

Nel numero di Women’s Lib Issue Wonder Woman si batte per la giusta paga. Nello stesso anno Gloria Steinen mette Wonder Woman Presidente sulla copertina di MS. Magazine.

1979

Negli anni settanta la popolarità di Wonder Woman cresce grazie alla serie TV con Linda Carter.

1987

George Perez modernizza Wonder Woman, enfatizzando le sue muscolari origini di amazzone.

1992

Negli anni 90 il fumetto vira sul sexy e Wonder Woman non fa eccezione. Il look abbraccia l’estetica punk e pantaloni in pelle che piacciono ai giovani fan maschi.

2013

Wonder Woman acquista una nuova storia delle sue origini in 52 trame della DC Comics.

2016

La consapevolezza del potere. E il mitico Greg Rucka afferma che Wonder Woman è bisessuale.

Cheetah sfodera gli artigli

Essendo una delle poche supereroine dei fumetti, di frequente Wonder Woman affrontava criminali al femminile con cui lo scrittore William Moulton Marston rimpolpava la sua galleria dei nemici. Un ‘avversaria memorabile fu Cheetah, che esordì su una dinamica copertina del disegnatore Harry G.Peter. Priscilla Rich, gelosa di Wonder Woman dopo averla incontrata a un evento di beneficenza, adottò l’identità in costume di Cheetah e rubò l’incasso nel tentativo di incastrare la Principessa Amazzone. Nonostante Cheetah fosse apparentemente morta, tornò poi in scena più avanti nello stesso albo e col passare del tempo divenne uno dei nemici più iconici di Wonder Woman.

Wonder Woman è il terzo elemento della trinità che comprende Superman e Batman, e molti la considerano la più affascinante dei supereroi. Modellata dalla creta da sua madre Hippolyta dell’isola di Themyscira, è nata in una tribù di Amazzoni, le donne guerriere dalle fenomenali doti che riempiono la loro vita con l’arte e la bellezza. Semidea in possesso di capacvità sovrumane, si reca nel mondo esterno per promuovere  la pace, l’amore e l’uguaglianza, disponibile a difendere queste eterne verità con la forza, se necessario. Viene creata dal dr. Villiam Moulton Marston, uno psicologo che la modella in base ad una serie di leggende e le fornisce una vibrante esistenza in virtù della stima che nutre per le donne. Negli anni che seguono il suo debutto, nel 1941, le sue avventure nei fumetti, nei cartoni animati e alla tv catturano donne e uomini di tutte le età, diventando fonte di ispirazione nella lotta per un mondo migliore. Il suo nome è Wonder Woman, e rappresenta uno scoraggiante paradosso. “Lavorare su Wonder Woman penso voglia dire cambiare tanto e aggiungere tanto” rivela Jim Lee. “Questo, in parte, è dovuto al fatto che, in tutta franchezza, l’industria dei comic book è parecchio orientata verso un pubblico maschile. Poi, l’originale Wonder Woman…come rafforzare un personaggio come il suo?. Non è che la sua storia non sia valida, oggi, ma credo comunque che debba essere adattata all’età moderna. Quindi, dentro di me, creativamente, è ancora una sorta di cantiere aperto”.

Wonder Woman e i suoi poteri

Per catturare i nemici si avvale di un “lazo” magico e per spostarsi indisturbata, pilota un aereo invisibile. Anche Wonder Woman ha una identità segreta, infatti quando deve mimetizzarsi con la gente comune, assume l’identità di Diana Prince, una ausiliaria dell’esercito americano, anche lei timida e impacciata, e con dei grossi occhiali come Clark Kent. I nemici di Wonder Woman sono il più delle volte spie, ladri e criminali di sesso maschile, ai quali deve puntualmente dare una lezione, dalla quale trapelano il suo astio verso la psicologia maschile, la cui indole è una costante minaccia per l’umanità. Dopo la morte del suo autore Charles Moulton avvenuta nel 1947, Wonder Woman ha perso tutto il carisma tipico della sua “Golden Age” e un po’ alla volta le sue storie hanno perso il classico taglio supereroistico, divenendo quindi un classico fumetto di avventura e di spionaggio. Fra questi autori ricordiamo Mike Sekowsky,  Andru ed Esposito.

I costumi nella nuova pellicola: il look di Diana

I costumi di Wonder Woman, oggetto di dibattiti fin dal 1941, sono cambiati nel corso degli anni. La costumista di Wonder Woman, l’inglese Lindy Hemming, un Oscar per Topsy-Turvy di Mike Leigh e un passato con Nolan sulla trilogia di Batman, ha rivisitato quello più iconico per renderlo coerente con la storia della principessa Diana, ma anche con la moda contemporanea. Stupefacenti le armature delle amazzoni che, realizzate in pelle morbida e leggera da artigiani inglesi e dipinte in modo che sembrino di metallo, modellano perfettamente il corpo delle attrici consentendo loro di compiere qualunque acrobazia. Una volta giunta a Londra, Diana Prince nel film dovrà trovare abiti adatti alla nuova identità, quella di segretaria di Steve, vesti femminili sufficientemente comode per combattere. Durante una festa di gala, la principessa indosserà un abito azzurro, nascondendo tra le scapole, come fosse un gioiello incastonato tra la seta, la leggendaria spada God Killing, l’unica in grado di uccidere Ares il Dio della Guerra. Solo quando giungerà al fronte, tra i soldati, Diana mostrerà il costume da Wonder Woman, fino a quel momento tenuto nascosto sotto un mantello nero. I bracciali, ricordo della antica schiavitù, sono in grado di fermare proiettili, così come lo scudo.

Curiosità per la scelta della protagonista del film

Prima della Gadot, al ruolo di Wonder Woman avevano aspirato anche Sandra Bullock e Jennifer Aniston. A dirigere un film sull’amazzone ci avevano già provato Joss Whedon e George Miller. La Gadot sarà Wonder Woman anche in Justice League in sala il 23 novembre.

Come promesso vi mostriamo la conferenza tenutasi domenica 9 Aprile 2017 al Romics che ha avuto come tema l’anniversario dei 75 anni di Wonder Woman e qualche notizia sul film.

Queste sono alcune delle copertine più significative dei fumetti di Wonder Woman

Curiosità per la promozione del film di Wonder Woman

Durante il finale di stagione di Supergirl, il network The CW ha proposto uno speciale promo del film Wonder Woman che vede la partecipazione delle protagoniste della serie Melissa Benoist (doppiata qui in Italia dalla bravissima Veronica Puccio) e Chyler Leigh, e dei volti ricorrenti Lynda Carter e Teri Hatcher. In sottofondo un remix del brano “These Boots Are Made For Walking”.

Il film di cui abbiamo visto l’anteprima mercoledì 24 Maggio 2017, diretto da Patty Jenkins e distribuito da Warner Bros., uscirà nelle sale di tutto il mondo da inizio giugno.

#WonderWomanFanDay

Mercoledì 24 Maggio abbiamo vissuto insieme l’anteprima mondiale del film sull’evento del #WonderWomanFanDay della nostra pagina Facebook. Eccovi qualche immagine catturata presso il cinema The Space di Parco De Medici a Roma.

All’anteprima era presente anche la disegnatrice DC Comics Emanuela Lupacchino, la quale ha realizzato un meraviglioso poster promozionale in esclusiva per l’Italia, che ritrae la Principessa Amazzone nelle diverse ere trascorse nei suoi 75 anni di storia.


L’artista si è concessa al pubblico del cinema per una mini intervista che vi mostriamo qui sotto.

Questo il grouphy realizzato durante la serata con Emanuela. Eravamo tutti con il suo poster in mano.

Infine vi avevamo promesso uno speciale sketch realizzato da Mirka Andolfo dedicato all’amazzone di casa DC Comics.

Sketch di Mirka Andolfo per i lettori di Batman Crime Solver


Wonder Woman 2 – Ambientazione

Il film Wonder Woman ha debuttato il 1 Giugno nei cinema italiani e di molte nazioni in tutto il mondo e le aspettative di casa Warner Bros sono molto alte. Le recensioni ottenute dal progetto diretto da Patty Jenkins sono particolarmente positive e già si parla del miglior progetto tratto dai fumetti della DC.

In cantiere c’è un sequel della storia di Diana Prince, la supereroina interpretata dall’attrice Gal Gadot.

La filmmaker, in un’intervista rilasciata a The Hollywood Reporter, ha ora anticipato che il secondo capitolo della storia di Wonder Woman sarà ambientato nel mondo contemporaneo.

Vi riproponiamo l’Official Finale Trailer che abbiamo visto in anteprima al Napoli Comicon diffuso dalla Warner Bros.

 

 

LUDICOMIX Bricks & Kids 2017

Quest’anno Batman Crime Solver ha avuto il piacere di presenziare per la prima volta anche a Ludicomix Bricks & Kids, la fiera empolese dedicata al gioco e al fumetto giunta alla 14esima edizione.

Rispetto alle precedenti edizioni, che ricordavano molto la ben più nota Lucca Comics, con varie tensostrutture sparse nelle principali piazze del centro storico, quest’anno la manifestazione si è concentrata in tre macro-aree che comprendevano una parte dedicata a fumetti, gadget e collezionismo in generale, collegata a sua volta all’area Lego, con splendide costruzioni realizzate da “professionisti del mattoncino”.

 

Nel Palazzo delle Esposizioni invece erano presenti associazioni ed artisti, tra cui anche noi, con ben due banchi a nostra disposizione, per dare spazio agli artisti Daniele Bianchi e Paolo Spadot, a cui si sono aggiunti poi anche Benedetta Fazzino e Cristiana Leone, autrici di alcune illustrazioni per i nostri libri Batman v Superman Concept Artbook e Dead XX Squad.

Qui potete trovare una breve galleria di alcuni sketch realizzati da Daniele Bianchi, Paolo Spadot e Cristiana Leone durante la kermesse empolese.

Nella medesima struttura vi era anche la parte dedicata ai giochi da tavolo e ai videogames, oltre a due sale incontri dove ci è stata concessa la possibilità di presentare al pubblico il nostro blog e le sue attività principali, soffermandoci sui tanti artisti che hanno collaborato per i nostri libri illustrati, con fulgide carriere nel campo del fumetto.

Una conferenza alla quale abbiamo avuto il piacere di presenziare come semplici spettatori invece è stata quella dedicata ad alcuni importanti doppiatori di cartoon e dintorni, che ci hanno intrattenuto con curiosi e divertenti aneddoti e retroscena sul mondo del doppiaggio. Dato che tutti loro avevano avuto a che fare in qualche modo con il Cavaliere Oscuro, siamo riusciti ad avvicinarli e molto gentilmente ci hanno concesso un saluto a tutti voi che ci seguite. Potete vederli qui di seguito.

Renata Bertolas, che oltre ad essere doppiatrice e attrice (come gli altri) è anche cantante, ed ha prestato la propria ugola al personaggio di Dana Tan la fidanzata ed in seguito moglie di Terry McGinnis, nella serie Batman Beyond (Batman of the Future), nonchè la voce di Viky Vale in Batman contro Dracula, il lungometraggio della serie animata The Batman.

Jacopo Calatroni che, tra le sue interpretazioni annovera quella nel cartone animato Yu-Gi-Oh! Arc-V interpretando Yuya Sakaki, ma per Batman ha comunque fatto qualcosa, proprio come recita lui stesso nel suo saluto a voi lettori.

Maurizio Merluzzo, che ha dato voce nel videogioco Batman: Arkham Origins ad uno personaggi più controversi del mondo della DC Comics: Anarky, al secolo Lonnie Machin, un individuo che combatte la criminalità e la corruzione uccidendo i criminali. Ascoltiamo qui il suo saluto e l’interpretazione nel videogioco.

Aldo Stella, oltre che attore/doppiatore anche dialoghista e direttore del doppiaggio, ha lavorato in molte serie animate, prestando la voce a tantissimi personaggi, anche nella serie di Batman uscita tra il 1992 e il 1995, dove interpreta il Cappellaio Matto. Qui trovate il suo saluto.

La terza area tematiche, infine, è il parco Mariambini ( ribattezzato per la manifestazione Fantasy Park ), dedicato in particolare ai più piccoli, con tanti giochi e un bel prato sul quale correre e giocare, ma anche una bella vetrina dove poter sfilare con i propri cosplay, che non possono mancare in ogni fiera del fumetto che si rispetti. Quest’anno, tra l’altro, il cosplay contest era particolarmente ricco e ambito, visto che prevedeva premi fino a 700 euro e biglietti gratis per la prossima edizione di Lucca Comics.

Concludiamo questo nostro reportage con una breve intervista alle organizzatrici dell’evento, Irene Barbagli e Mirella Vicini, che ci raccontano qualcosa di più sulla manifestazione.

Ti va di raccontarmi quando e come è nata e da chi è nata l’idea di Ludicomix?

Io non c’ero! Ma mi dicono che…<< Eravamo tre amici al bar, e mentre tra un bicchier di birra e una rullata di dadi si parlava con profondità di supereroi, elfi, draghi e immortalità… ci sentimmo destinati a qualche cosa in più! >>

Francesco Gabriele e Tommaso sono amici da sempre, e da sempre sono accomunati dalla passione per i giochi di ruolo, i fumetti e i manga. Era il 2003, e di ritorno dalla loro annuale full immersion nerd-fantasy lucchese (Lucca Comics&Games, ndr) gasatissimi quasi da cambiare il mondo e hanno cominciato a sognare e immaginare una manifestazione ludica e atipica, tutta loro. L’anno dopo è nata Ludicomix!

Quali sono le difficoltà incontrate durante la prima organizzazione?

Tutto è iniziato davvero ormai tanti anni fa! Manco loro si ricordano più! Ludicomix è una delle manifestazioni ludiche più longeve dell’intero panorama italiano. Adesso ogni week end c’è un evento in giro, allora non era affatto così e sicuramente ci saranno state delle difficoltà, ma con l’entusiasmo e lo spirito pionieristico che i miei boss hanno sempre avuto… io sono convinta che le abbiano bypassate di forza!

Quali invece sono state le prime soddisfazioni avute con la vostra manifestazione?

Io credo l’ “essere riusciti”. Riusciti a portare, senza tante pretese, tante persone a giocare assieme, intorno alla “loro idea”. E a vedere tutti allegri, soddisfatti, felici di avere partecipato. E poi sono (siamo!) riusciti a convogliare sempre più persone proprio grazie alla soddisfazione e al passaparola, crescendo piano piano, di anno in anno, senza mai montarci la testa.

In tanti raccontano della vostra manifestazione come una piccola Lucca Comics. Volete emularla oppure offrire qualcosa di diverso rispetto alla fiera mercato principe del fumetto? Su cosa puntate ?

Magari, dai: Lucca Comics & Games è quasi una seconda casa per noi tutti, ma sarebbe da pazzi pensare di poterla emulare: Lucca C&G viaggia su un’altra orbita!

Vero è che dal 2015, cioè da quando Ludicomix e Mattoncini a Palazzo (l’altra importante manifestazione ludica empolese, interamente dedicata alla LEGO) si sono unite diventando Ludicomix Bricks & Kids, e hanno avuto il sostegno diretto del Comune di Empoli, la manifestazione è cresciuta tanto. Vedremo, ma la cosa importante per noi è consolidarci.

Quali sono le principali novità di questa nuova edizione 2017?

Una su tutte: il Fantasy Park, che ospita un sacco di associazioni con le loro attività e proposte a 360°

Grazie per la disponibilità e buona fortuna per questa nuova edizione. 

Ci vediamo a Ludicomix! (è uno dei nostri primi motti !)

 

Romics primavera 2017 un’edizione fantastica

ROMA – Dal 6 al 9 aprile è tornata presso la Nuova Fiera di Roma l’edizione primaverile della più importante manifestazione ludico-culturale del centro Italia con oltre 200.000 visitatori: con 5 padiglioni, la 21esima edizione si è presentata davvero ricca di appuntamenti dedicati ad ogni settore dell’intrattenimento.
Come ogni anno si è trattato di una quattro giorni di kermesse ininterrotta con eventi, incontri e spettacoli che hanno portato all’attenzione del grande pubblico le stelle del fumetto e dell’animazione. In questa edizione sono stati assegnati ben cinque Romics D’Oro, alle eccellenze di mondi creativi straordinari: Yoshiyuki Tomino, uno delle istituzioni dell’animazione giapponese; Sharon Calahan, storica direttrice della fotografia della Pixar Animation/Disney; Giuseppe “Cammo” Camuncoli matita che ha dato vita a saghe pubblicate anche negli USA per Marvel e DC Comics, Matteo Casali sceneggiatore conteso dalle più grandi editrici internazionali; Igort, uno dei più grandi maestri del fumetto e dell’illustrazione internazionale.
La grande creatività da tutto il mondo, le forti radici e la linfa del fumetto e dell’animazione sono esplose in un continuo fiorire, nella trasversalità delle nuove arti creative e dell’intrattenimento, dal cinema al videogame, al web, confermando lo sguardo attento sul mondo della narrativa e sull’illustrazione fantasy e per ragazzi, con presenza di autori e iniziative speciali. Questa edizione ha omaggiato il genio Carlo Rambaldi con una mostra che ripercorre le fasi ideative e creative delle sue amatissime creature, tra cui E.T. Grande successo per il consueto Concorso dei Libri a Fumetti, il premio dedicato alle migliori pubblicazioni italiane; ampio spazio per i professionisti nell’area pro, per gli incontri B2B e la self area dove giovani e nuovi talenti hanno potuto mostrare le proprie creazioni.
Noi di Batman Crime Solver (come anticipato qui) abbiamo realizzato reportage video e fotografici ad ogni tema DC Comics proposto in fiera.
Giovedì 06 Aprile 2017
Allo Stand RW Lion per sketch ed autografi abbiamo trovato Rafa Sandoval, artista che negli ultimi mesi ha disegnato la rinascita delle LANTERNE VERDI per i testi di Robert Venditti.

Abbiamo assistito all’apertura e inaugurazione della mostra dedicata alle copertine dei 75 anni di Wonder Woman e alle riproduzioni di alcuni oggetti usati da Gal Gadot sul set del film che presto vedremo nelle sale. Presso il Palamovie infatti è stata allestita una mostra dedicata alla supereroina amazzone, creata nel 1941 per la DC Comics dalla fantasia di William Moulton Marston, teorico del femminismo.
Vi proponiamo qualche scatto (poi nel dettaglio vi faremo vedere le copertine esposte e una specifica conferenza sul film e sul fumetto nel nostro speciale su Wonder Woman) e una breve clip.

Tra i tanti giovani autori che muovono i primi passi nel grande mare dell’editoria dei fumetti, abbiamo avuto modo di conoscere Francesco Tomaselli allievo della Scuola Internazionale di Comics che ha realizzato un piccolo sketch book in particolare con personaggi DC Comics. Questo il nostro scatto rubato al suo stand.

Immancabili, con le loro installazioni e scenografie a tema Gotham City, i Gotham Shadows, il gruppo di talentuosi professionisti del Costuming dedicato al Cavaliere Oscuro, specializzati nel riprodurre il più fedelmente possibile gli abiti di scena, gadget e scenografie ispirate all’universo di Batman.

Venerdì 07 Aprile 2017

Al padiglione 9 – Pala Comics Meeting&Lab – Arena abbiamo fotografato per voi buona parte della mostra dedicata a Giuseppe Camuncoli e Matteo Casali.

Presso il padiglione 7 – Pala Comics – Sala Officina del fumetto abbiamo assistito al workshop di Giuseppe Camuncoli con la collaborazione di Valentina Brancati di cui vi avevamo anticipato qualcosa qui.

Sabato 08 Aprile 2017

RW-Lion, presso il padiglione 9 – Pala Comics Meeting&Lab – Arena ha presentato: La rinascita smeraldo di Rafa Sandoval. Incontro con l’autore, disegnatore di punta della serieHal Jordan and the green Lantern Corps. Ha moderato l’incontro Salvatore Cervasio.

Nel pomeriggio invece si è tenuto l’incontro con un’altra eccellenza italiana del mondo del fumetto DC Comics: Emanuela Lupacchino ed ha condotto l’incontro l’immarcescibile Alessandro Bottero. Per quei pochi che ancora non lo conoscono vi segnalo che il buon Alessandro ha fatto tante cose nel mondo del fumetto nel quale lavora dal 1991, come traduttore, sceneggiatore, saggista (tra gli altri leggete il suo I segreti del cavaliere oscuro), direttore di varie realtà editoriali. In particolare, per noi amanti di Batman, ha curato gli albi della Play Press dal 1990 al 1998 quando in quel periodo viveva il connubio con la DC Comics (vi rimando ai 5 articoli di Francesco Vanagolli disponibili qui sul nostro blog).

Poco prima della lunga e interessante conferenza Emanuela Lupacchino, (disegnatrice di Supergirl, Starfire, Bombshell e designer su progetti entertainment alla Warner Bros) ha voluto salutare tutti nostri lettori con questo video.

Dopo la conferenza, come da tradizione, Romics le ha fatto mettere una firma sul murales dedicato agli autori partecipanti.

Domenica 09 Aprile 2017

La domenica inizia con una fantastica chiacchierata insieme a Davide Perino, la voce dell’attore Jesse Eisenberg che impersona Lex Luthor nel film Batman v Superman: Dawn of Justice

Presso l’officina del fumetto si è tenuta nel pomeriggio una lezione di prova aperta a tutti con Emanuel Simeoni autore DC Comics e insegnante della Scuola Internazionale di Comics sul tema: osservazione e narrazione: strumenti per semplificare l’anatomia e il movimento nello spazio.

Presso il Padiglione 5 del Movie Village , il coordinatore editoriale Salvatore Cervasio ha presentato le prossime novità di LION e REAL WORLD.

Il rilancio RINASCITA proseguirà senza sosta con il debutto di nuove serie che saranno presentate sui nostri nuovi quindicinali, ampliando il variopinto mosaico che costituisce il multiverso DC: sulle pagine del quindicinale WONDER WOMAN debuttano SUPERWOMAN (di Phil Jimenez ed Emanuela Lupacchino) e TRINITY (di Francis Manapul e Clay Mann), mentre il quindicinale JUSTICE LEAGUE si appresta a proporre la nuova serie dedicata a CYBORG (di John Semper, Will Conrad e Paul Pelletier). Su BATMAN IL CAVALIERE OSCURO esordirà la rinascita di BATMAN BEYOND (di Dan Jurgens e Ryan Sook), parallelamente alla pubblicazione in volumi brossurati della serie new 52.Gotham City non sarà più la stessa dopo LA NOTTE DEGLI UOMINI MOSTRO, crossover tra le testate americane BATMAN, DETECTIVE COMICS e NIGHTWING che in Italia potremo leggere integralmente sul quindicinale BATMAN dai numeri 7 al 9.

JUSTICE LEAGUE VS SUICIDE SQUAD sarà il primo grande evento della rinascita: la miniserie scritta da Joshua Williamson sarà pubblicata in tre parti sul nuovo mensile JUSTICE LEAGUE AMERICA che debutterà a maggio. Questo scontro tra crimine e giustizia si concluderà a luglio e farà da prologo alla nuova serie della JLA scritta da Steve Orlando, che sarà affiancata dai TEEN TITANS di Ben Percy, Jonboy Meyers e Khoi Pham. La miniserie sarà collegata ad alcune tie-in pubblicati in quei mesi sulle pagine dei quindicinali JUSTICE LEAGUE e SUICIDE SQUAD.

Proprio nel mese in cui vedremo sul grande schermo Gal Gadot vestire i panni della Principessa Amazzone in un lungometraggio totalmente incentrato sulle origini dell’eroina, in tutto il mondo si celebrerà l’anniversario dei 75 anni di Wonder Woman. Letture imprescindibili di quei mesi saranno la riproposizione del ciclo new52 di Greg Rucka e Cliff Chiang (in volumi cartonati e brossurati), WONDER WOMAN: PARADISO PERDUTO di J.M. Dematteis, Joe Kelly e Phil Jimenez (pubblicato in brossurato per la DC Library), la graphic novel WONDER WOMAN: THE TRUE AMAZON di Jill Thompson (pubblicata in cartonato per GRANDI OPERE DC) e la miniserie WONDER WOMAN LA LEGGENDA di Renae De Liz (che sarà pubblicato integralmente in un unico volume brossurato e non in due volumi come precedentemente annunciato).

Merita una nota speciale (in particolare per noi di Batman Crime Solver) la cover da collezione di BATMAN IL CAVALIERE OSCURO 50, mostrata in anteprima. La realizzazione dell’albo ha richiesto tempi più lunghi rispetto a quelli preventivati, quindi l’uscita della variant cover non è coincisa con quella della regular, ma il cinquantesimo numero della seconda testata dedicata al Cavaliere Oscuro ha rappresentato un importante traguardo sia per l’autore che per la casa editrice, che è stato festeggiato, anche se in ritardo, con il fumettista DC Comics Pasquale Qualano (qui trovate un’omaggio sul quotidiano la Repubblica.it) che ha splendidamente reinterpretato il dinamico duo e del quale trovate illustrazioni inedite all’interno del Batman v Superman Concept Artbook e Dead xx Squad.

Tanti sono stati i personaggi DC Comics interpretati dai cosplayer. Il fenomeno inizialmente nato per la maggior parte per la resa di personaggi tratti dai manga o dagli anime (essendo nato in Giappone, i primi personaggi interpretati erano tratti da manga e anime), in seguito esteso anche a personaggi di videogames, fumetti, cartoni animati, film, telefilm, libri, pubblicità, band musicali e giochi di ruolo. Ne abbiamo fotografati alcuni che vi proponiamo in una photogallery qui sotto.

 

 

DC: Rebirth – Tutto cambia, niente cambia

Rinascita, (in inglese Rebirth, conosciuto anche come DC Universe Rebirth) costituisce il rilancio dell’universo supereroistico della DC Comics dopo la chiusura delle serie nate con il reboot dei New 52 del 2011.

A distanza di 5 anni e in seguito ad una crisi di vendite Geoff Johns (direttore creativo della DC) ammette che la nuova continuity ha appiattito le storie dei personaggi DC, impoverendo la mitologia anche di eroi iconici quali Superman, Batman, Wonder Woman e molti altri.

L’inizio della saga di un nuovo multiverso DC inizia il 25 maggio 2016 con la distribuzione dell’albo DC Universe: Rebirth n.1, scritto da Geoff Johns e disegnato da Gary Frank, Ivan Reis, Ethan Van Sciver e Phil Jimenez. Dal mese di Gennaio, come negli Stati Uniti, anche in Italia la rinascita ha coinvolto gradualmente e progressivamente tutti gli spillati del parco testate RW Lion e riguarda non soltanto la numerazione, il sommario e la continuity, ma anche la periodicità: Batman, Superman, Flash, Wonder Woman, Lanterna Verde, Justice League e Suicide Squad/Harley Quinn sono diventi infatti quindicinali.

Dopo la pubblicazione ad inizio gennaio di Universo DC: Rinascita, vero e proprio prologo che fa da apripista al nuovo status quo, i primi titoli a rinascere sono stati quelli di Batman e Superman, i personaggi-bandiera dell’editore di Burbank. Sul quindicinale del pipistrello di Gotham City, oltre alla rinascita di Batman, in appendice si trovano anche Detective Comics e Nightwing, mentre sul quindicinale del figlio di Krypton possiamo leggere la rinascita di Superman, Action Comics e la controversa New Super-Man. La Principessa Amazzone e il Velocista Scarlatto sono titolari principali di una testata a loro dedicata: su Flash sono pubblicate anche le avventure di Aquaman e Green Arrow, mentre su Wonder Woman c’è la miniserie di Poison Ivy, e da marzo le serie Trinity e Superwoman. Lanterna Verde invece vede pubblicata la rinascita di Hal Jordan and The Green Lantern Corps. Queste le altre testate Lion interessate dal Ribirth: Justice League, Justice League America, Suicide Squad/Harley Quinn e Batman Il Cavaliere Oscuro.

L’iniziativa DC: Rebirth ci ha restituito il passato degli eroi, e ci ha ridato anche il vero Superman. È sempre lui, anche se non porta più le mutande sopra ai pantaloni. Il problema della DC Comics è che, malgrado i suoi eroi siano noti grazie agli altri media (cinema, tv, videogames…), spesso i giovani non ne leggono i fumetti (iniziati negli anni ’30-’40) per paura di dover recuperare tonnellate di vecchi numeri al fine di comprendere le storie attuali. Ogni tanto è quindi necessario un “colpo di spugna” alla continuity per cancellare parte del passato e facilitare l’inizio della lettura alle nuove generazioni.

Da gennaio la DC Comics ha quindi varato anche in Italia l’iniziativa editoriale Rebirth: tutte le sue testate principali hanno azzerato la numerazione e la periodicità. Stavolta però non si tratta di un reboot (non avrebbe senso, sono passati solo cinque anni dall’ultimo!), bensì di una sorta di “marcia indietro” per recuperare quel che di buono c’era nel passato, che era stato cancellato.

 

Facciamo un piccolo riassunto.
Nel 2011 Barry Allen/Flash (su testi di Geoff Johns e disegni di Andy Kubert) era tornato indietro nel tempo per salvare sua madre Nora, uccisa da Eobard Thawne (aka Professor Zoom aka Anti-Flash).

Così facendo fece nascere una nuova linea temporale, detta Flashpoint, in cui Nora era ancora viva,  infatti nella storia, la realtà spazio-temporale di Terra-0 viene alterata e manipolata da Reverse-Flash. Si crea quindi una nuova linea temporale denominata convenzionalmente Flashpoint timeline in cui tutto il destino del mondo era stato modificato.
La capsula che trasportava Kal-El in fasce, anziché tra i campi di Smallville, si schiantò nel mezzo di Metropolis. Il piccolo fu preso in custodia dai militari e crebbe come alieno di esperimenti da laboratorio senza mai vedere il sole.

Il proiettile di Joe Chill uccise il piccolo Bruce Wayne, e fu suo padre Thomas a divenire Batman.

Ma, soprattutto, Aquaman e Wonder Woman erano nemici mortali a causa di una guerra tra Atlantide e Themyschira (l’isola delle amazzoni) di cui stava facendo le spese il mondo intero.

Per scongiurare l’apocalisse, Barry decise a malincuore di tornare nuovamente indietro nel tempo e fermare se stesso, sacrificando sua madre.

Tutto ciò è stato riassunto nel bel film animato per l’home video Justice League: The Flashpoint Paradox (2013) diretto dallo stesso regista di Justice League Dark .

Ciò però non ripristinò il vecchio continuum, bensì originò una terza linea temporale, soprannominata dalla DC New 52 (dato che 52 testate avrebbero ricominciato la numerazione da 1).

Nell’universo New 52 Flash e soci erano più giovani, avevano fondato la Justice League da appena cinque anni, e molti eventi e personaggi del loro passato erano scomparsi senza che loro ne conservassero il ricordo (il perfetto starting point per nuovi lettori).

Se da un lato la realtà New 52 portò belle sorprese (come il ritorno di Barbara Gordon nei panni di Batgirl), dall’altro gli autori caddero nella tentazione del restyling probabilmente non necessario.

Da tempo molti sostenevano che Superman era troppo puro e perfetto per i gusti scaltri del pubblico d’oggi. Grant Morrison (Arkham Asylum  tra gli altri capolavori), colse l’occasione del reboot per proporre un nuovo Superman che facesse abbandonare l’idea del boy-scout sorridente che aiuta i gattini a scendere dall’albero. Un Superman che, nei flashback sugli inizi della sua carriera, non si faceva scrupolo a minacciare di scaraventare un boss mafioso giù da un palazzo se questi non avesse ammesso i suoi crimini, il tutto sotto agli occhi dei poliziotti che lo tenevano inutilmente sotto tiro.

Un Superman visto dall’umanità non come un eroe e un modello, bensì come una potenziale minaccia aliena.

Un Superman che, invece di flirtare con Lois Lane, flirta con Wonder Woman.

Nel frattempo però le vendite delle varie collane erano iniziate a calare. Il reboot New 52 aveva sacrificato alcune storie e personaggi, scontentando i vecchi fans affezionati alle storie originali dei supereroi.

Ad esempio, Superman, il nuovo azzurrone sfrontato e dai modi spicci era antipatico a molti, non è stato molto amato dal momento che lui inizialmente rappresentava la purezza di cuore di Kal-El (ai limiti dell’ingenuità).

Ecco allora che, da maggio 2016 (gennaio 2017 per l’Italia), Geoff Johns e la DC hanno varato l’iniziativa Rebirth: la continuity pre e post Flashpoint si sono sovrapposte per creare un universo (si spera) definitivo.
Il che ha permesso un coup de theatre perfetto per ri-aggiustare i nostri eroi preferiti. Vi anticipiamo qualcosa che riguarda il Superman di New 52, che muore per un avvelenamento da radiazioni, accumulatosi per varie battaglie precedenti.

E mentre Lex Luthor (con armatura robotica) si appresta a sostituirlo, arriva il colpo di scena. Scopriamo infatti che il Clark Kent della realtà pre-Flashpoint, la “sua” Lois Lane, e il loro figlio Jon, in qualche modo avevano continuato ad esistere anche nella nuova linea temporale. Il vecchio Clark agiva in segreto, lasciando i riflettori al se stesso più giovane. Ma, ora che il “fratellino minore” è venuto a mancare, il vecchio Superman decide di raccoglierne l’eredità. Per quanto riguarda Batman, vi svelerà tutto Marco “Spider-Ci” Novelli. nella recensione del primo story-arc targato Rebirth, che pubblicheremo a breve sul nostro blog.

Stay tuned ! 😉