80° anniversario di Wonder Woman, al via la campagna “Believe in Wonder”

DC, WARNER BROS. GLOBAL BRANDS AND EXPERIENCES E WARNERMEDIA LANCIANO LA CAMPAGNA “BELIEVE IN WONDER” PER DARE IL VIA ALLA CELEBRAZIONE GLOBALE DELL’ 80° ANNIVERSARIO DI WONDER WOMAN

Il Lazo della Verità è l’arma portata dWonder Woman, la Principessa Diana di Themyscira.
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Batman: gli esordi – Parte 3

Anche Batman e Robin, come tanti altri eroi dei fumetti e della letteratura popolare, hanno un’identità segreta che (per fortuna!) ha un’importanza secondaria rispetto al “caso” Superman-Clark Kent. Batman è il miliardario Bruce Wayne (secondo Nelson Bridwell il nome deriva da Robert the Bruce, eroico re di Scozia, e da Anthony Wayne, eroe della guerra d’indipendenza americana), mentre Robin è il suo giovane pupillo Dick Grayson. Il loro alto ‘tenore di vita rappresenta un ottimo alibi per le loro attività. Bruce non è esageratamente timido come Clark Kent, ma la sua spensieratezza e il suo apparente disinteresse per ciò che è fuori da un certo mondo dorato lo pongono al di sopra di ogni sospetto. Tanto che nessuna delle persone che lo conoscono lo riterrebbe all’altezza delle imprese che compie Batman. Il rifugio di Batman e Robin è la Batcaverna. Si tratta di un antro naturale situato sotto la villa dei Wayne: inizialmente pieno di trofei e souvenirs delle loro fantastiche imprese e in seguito zeppo di marchingegni scientifici o fantascientifici. Vi si accede dalla villa attraverso un passaggio segreto, mimetizzato da un grande orologio a pendolo. Tale ingresso è stato in seguito “aggiornato”.

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Batman: gli esordi – Parte 2

«Le prime avventure di Batman – come ha efficacemente scritto Joe Brancatelli sull”‘Enciclopedia mondiale del fumetto” curata da Maurice Horn e da Luciano Secchi poterono considerarsi uniche ai suoi tempi, infatti egli si presentava al suo pubblico come un acerrimo e accanito cacciatore di delinquenti, spinto all’unica meta per lui concepibile: l’annientamento del crimine. Nelle sue imprese gli capitò di giungere all’omicidio e la sua forza contro la delinquenza organizzata si raffinò con l’adozione di marchingegni elettronici, tecnica di cui era un cultore e nella quale giungeva a risultati invidiabili. Nel corso delle sue vicende egli mise in luce le pieghe più recondite di una società in cui la violenza deflagrava per sopire la esasperazione di certi sentimenti e fu proprio in Batman che, per la prima volta, la realtà cruda e senza veli veniva proposta al lettore, una realtà resa più cupa dalla figura di Batman che, come ebbe a dichiarare Kane stesso, era stata creata per infondere nei delinquenti la paura dell’inferno. Batman era praticamente un vigilante notturno, un giustiziere le cui mani arrivavano laddove quelle della giustizia non potevano o non volevano arrivare». Batman era un detective, ma anche un detective molto particolare, più vicino ai supereroi (nonostante non possieda superpoteri) che ai “normali” detective dei fumetti. Inoltre pretendeva di amministrare la giustizia in proprio e agiva con una violenza inaudita nel mondo dei fumetti. Una violenza alla Dick Tracy e alla Red Barry, tanto per restare in questo ambito. Ma anche una violenza che molti americani avevano conosciuto di persona negli anni del proibizionismo o di cui avevano abbondantemente letto sui giornali e che da qualche tempo era arrivata anche sugli schermi da quando i film sui gangster avevano dato vita a un fortunato filone cinematografico facendo la fama di autori come James Cagney, Edward G.Robinson e George Raft. E il primissimo Batman, oltre alle atmosfere cupe che caratterizzavano le sue avventure, non esitava a far uso di armi da fuoco e di colpi mortali di lotta giapponese.

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Batman: gli esordi – Parte 1

Il 1938 era stato l’anno di Superman. Creato nel 1933 da Jerome Siegel e da Joe Shuster, che a lungo avevano cercato di affidarlo a un’agenzia che ne curasse la distribuzione sui quotidiani, il capostipite di tutti i supereroi dei fumetti apparve in giugno sul primo numero di “Action Comics” e raggiunse un successo insperato. Tanto che dall’anno successivo sarebbe diventato titolare di una serie di strisce sui quotidiani e avrebbe avuto un albo tutto suo. “Action Comics”, come forse tutti sanno, era un albo della National Periodica’ Publications, una casa editrice specializzata in comic books. All’inizio del 1939, visto il successo ottenuto da Superman (anche se certamente nessuno avrebbe potuto supporre il boom che il supereroe avrebbe raggiunto in seguito), sembra che Whitney Ellsworth, direttore di alcune testate della National, abbia chiesto a Bill Finger e a Bob Kane di creare un personaggio dello stesso genere. Probabilmente lo aveva chiesto anche ad altri autori. Fatto sta che Finger e Kane riuscirono proprio a trovare l’idea giusta.

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Supereroi – Le leggende DC in edicola

Una nuova collezione da edicola mostra tutti gli eroi più famosi della DC COMICS.

Ognuna di queste storie ha una nuova introduzione che esplora la natura del fumetto proposto, contestualizzando le storie e spiegando anche perché i supereroi DC sono stati così rivoluzionari. Già dalla prima uscita sarà possibile rivivere alcuni momenti significativi con alcuni degli iconici personaggi della casa di Burbank. Si tratta della prima collana da edicola realizzata da Panini DC Italia.
Nel primo volume, troveremo Batman nell’epico racconto di omicidio, misteri e amore, in cui il cavaliere oscuro intraprende quella che sembra una semplice missione per scoprire l’identità del misterioso criminale Hush.  L’albo sarà in edicola a partire dal 13 Aprile 2021.

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Batman v Superman: Dawn of Justice – Pressbook pt. 7/7

Parte 7 di 7 del pressbook per la presentazione del film Batman v Superman: Dawn of Justice.

>  L’ESTREMA RIVALITA’ CON LA CITTA’ SORELLA <<

Portando Batman e Superman insieme nel film, i produttori hanno deciso che, piuttosto che girare in casa di uno o dell’altro, avrebbero utilizzato entrambe le città icona, Gotham e Metropolis.

“Abbiamo pensato alla dinamica di creare due ambienti come città rivali che rappresentasse l’antagonistica relazione tra Batman e Superman”, dichiara Charles Roven. “Metropolis e Gotham come città sorelle, una di fronte all’altra, un po’ come New York City e certi angoli del New Jersey lungo il fiume Hudson. Metropolis è più cosmopolita, mentre Gotham è una città più dura”.

Il film è stato girato in gran parte a Detroit e dintorni, Michigan, mentre altre scene sono state girate nell’area di Chicago, Illinois, e quelle della fattoria della famiglia di Clark ancora una volta nei dintorni di Yorkville. Grazie alla preferenza di Zack Snyder per i set reali, gran parte del film è stato girato in esterni o in grandi costruzioni, la più grande delle quali era la Batcaverna, un’opera di ingegneria che sarebbe l’invidia di molti tra i più audaci architetti.

“Il concetto principale della caverna è che tutto è sospeso”, spiega Tatopoulos. “Tutto è attaccato come un pipistrello—niente ha un sostegno inferiore strutturale. Perfino all’interno del laboratorio, ogni postazione di lavoro è appesa in aria; l’unica cosa che tocca terra è la sedia. Anche il palazzo non tocca terra, poggia su travi poste all’esterno”.

La caverna è composta da una serie di spazi cubici collegati da una scalinata flottante e circondata muri di vetro sospesi usando un sistema a ragno, che sono una serie di staffe che mantengono il vetro solo in alto e in basso. Le staffe sono sostenute da tubi di acciaio, pitturate in modo di confondersi con i colori scuri delle mura intatte della caverna. C’è acqua che scorre lungo i muri della caverna fino a formare un laghetto sotto un ponticello, tra due cubi di vetro. L’effetto che si crea è quello di un cubicolo di vetro stretto in una caverna esistente. Il designer ha scelto un effetto  organico, minimalista e claustrofobico, costruito da un uomo che è diventato un tutt’uno con la sua natura animale ma che ne è rimasto schiacciato.

Questo tema minimalista continua sotto terra, nella piccola casa di vetro sul lago che sorge nella valle scavata sotto la fatiscente Wayne Manor. “La casa rispecchia la stessa idea di una orma di un piede molto profonda”, dice Tatopoulos. “La casa è immersa nella natura, quasi come se non fosse lì; dovunque si guardi si è nella natura. Ho preso ispirazione dall’architettura di Mies van der Rohe e la casa è stata realizzata sull’idea che il padre di Bruce credeva che van der Rohe l’avrebbe progettata”. Al suo interno, la casa contiene mobili minimalisti e l’essenziale sui muri della cucina: una griglia per il vino, frigorifero, lavello, fornelli e una macchina per il caffè. Un ambiente austero per un uomo con una singolare visione, combattere il crimine e in generale l’atteggiamento di chi non ha nulla da chiedere al mondo.

La casa è stata ricostruita su un vecchio campo di Ragazze Scout del Michigan, luogo in cui sono girate la maggior parte delle scene del film. Detroit ha offerto alla produzione la libertà e gli spazi necessari per girare all’aperto, su vere strade. “Abbiamo fatto una vasta ricerca per scegliere le strade di Gotham nel centro di Detroit”, dichiara Deborah Snyder. “C’era qualcosa di così reale in quelle strade tormentate della città, i palazzi vecchi di decenni  che ne hanno viste di tutti i colori”.

Una sequenza che ha visto protagonista un lungo inseguimento tra auto, è stata girata in sette giorni, tra una raffineria di petrolio e  le banchine del porto. “Sono state location coraggiose ed oscure, con quel leggero tocco di pioggia che non guasta”, continua. “Abbiamo girato su set reali per quanto ci è stato possibile, perfino le esplosioni e i ribaltamenti delle auto”.

Il Broad Museum della Michigan State University a East Lansing è stato il set della dimora di Lex Luthor; la Wayne County Courthouse, costruita subito dopo la Guerra Civile, è stata usata per le riprese di Gotham e Washington, DC; e la vecchia Grand Central Station è stata teatro della scena culmine della battaglia. Il film è stato anche girato per breve tempo nel New Mexico, che ha rappresentato il Nord Africa e a Bora Bora, diventata un isola dell’Oceano Indiano.

Per raffigurare questo mondo epico, il regista Snyder si è affidato al direttore della fotografia Larry Fong, con il quale ha lavorato già diverse volte. “Mi è piaciuto lo sviluppo dell’aspetto del film”, dice Fong. “Zack ha certamente un suo stile ma non ha paura di sperimentare cose nuove”.

Se il lavoro di riprese per “Man of Steel” era fatto principalmente a mano, Fong dice che per questo film Snyder ha voluto fare dei cambiamenti. Perciò Fong ha avuto un approccio più classico, usando perlopiù dolly, Technocrane e Steadicam. “La progettazione delle riprese con questi mezzi è stata un’ottima disciplina. Volevamo un look naturalistico ma intensificando la realtà. Questo era ciò che cercavamo di realizzare”.

La varietà di riprese è stata seconda solo varietà dei formati.  “Quando abbiamo iniziato a discutere dei formati, Zack ha puntato dritto al 35mm Cinemascope a macchina singola. Ma prima della fine abbiamo girato anche in 16mm, 35mm Cinemascope, 35mm Flat, 65mm, GoPro, digitale e IMAX”, ride Fong.

L’IMAX ha comportato delle grandi difficoltà, secondo il direttore della fotografia. “Le machine da presa IMAX sono voluminose e pesanti, con una profondità di campo molto superficiale.  Zack adora molto muovere le machine da presa”, aggiunge “quindi abbiamo dovuto spingerci al limite. Abbiamo provato a fare dei movimenti di macchina molto elaborati ed anche riprese a mano e il nostro operatore, John Clothier e il primo assistente operatore, Bill Coe, sono stati grandiosi.  Il risultato è stupefacente. Si sente veramente la portata immensa del formato”.

Ad enfatizzare l’impressionante livello del film, è la colonna sonora creata da Hans Zimmer e Junkie XL, che hanno lavorato in squadra per produrre una composizione degna dei Supereroi icona del grande schermo. Per dare inizio al processo, Zimmer dice, “Tutto ha avuto inizio quando è entrato in stanza Zack dicendo, ‘Ragazzi, voglio raccontarvi una storia’. Per noi quello è stato un ingresso meraviglioso in questo mondo”.

Incorporare i temi musicali di “Man of Steel” per le scene di Superman, Clark e Lois è stato fondamentale per i compositori, che volevano dare al pubblico un senso di familiarità con il mondo in espansione dell’eroe. “Abbiamo ripreso il concetto di Hans per Superman nell’ultimo film, inclusi la steel guitar e le percussioni, che celebrano veramente il potere del personaggio, e questa è un grande tema di discussione in questo film”, dichiara Junkie XL. “Abbiamo apportato leggere modifiche e penso che entrambi siamo contenti di come questo ha funzionato per il film”.

Insieme, i compositori hanno realizzato i nuovi temi  musicali per Batman.  Zimmer dice di aver trovato più facile come approccio al personaggio la concentrazione sul suo alter ego. “Ho prestato molta attenzione a Bruce Wayne. In lui c’è molta rabbia ed è proprio irresistibile, tanto che è diventata una sorta di missione supportare quelle emozioni. Ho cercato di scoprire il modo di scrivere un tema che fosse pieno di ambiguità e allo stesso tempo fornisse una scorciatoia al suo carattere instabile, mostrare il buio può diventare luce…non si sa mai”.

Per il debutto di Wonder Woman, Zimmer e Junkie XL hanno compost un tema tribale evidenziato dal suono distinguibile di un violoncello elettrico, eseguito dalla violoncellista Tina Guo.   Zimmer nota, “Come Diana Prince, Tina è elegante, quando imbraccia il suo violoncello—la sua spada—e da inizio al più feroce dei banshee, scatenata, una guerriera proprio come Wonder Woman. La prima volta che ho fatto ascoltare il pezzo a Zack e Debbie, sono rimasti veramente scioccati, nel senso buono del termine, e questo era proprio l’effetto sperato, la giusta dose di sorpresa”.

Con tutti gli elementi finalmente al loro posto, Zack Snyder trova che, “La cosa più eccitante per me è il fatto di avere un’opportunità con ‘Batman v Superman’, di trasportare le più grandi icone della storia dei fumetti sul grande schermo, in un singolo mondo coerente dove ognuna delle proprie esperienze e avventure passate, crea adesso un arazzo all’interno dell’universo DC.  Quando si nomina Batman, quando si nomina Superman, oppure Wonder Woman, si parla di nomi che la gente conosce ed ama. Vederli interagire con le loro avventure che si intrecciano, beh…è semplicemente una cosa incredibile e credo che la gente non veda l’ora di gustarselo al cinema”.

Fonte: [Ufficio Stampa Warner Bros.Entertainment Italia]

Batman v Superman: Dawn of Justice – Pressbook pt. 6/7

Parte 6 del pressbook per la presentazione del film Batman v Superman: Dawn of Justice.

>  TECNOLOGIA  REALE E CREATA AL COMPUTER <<

Wonder Woman ha sempre con sé la sua tiara, i suoi braccialetti da Amazzone e i suoi fidi lazo, spada e scudo. Progettata e realizzata sotto la supervisione dell’esperto attrezzista Doug Harlocker, la spada, come la cotta di maglia di Superman, in maniera subliminale incorpora una parte della citazione di Joseph Campbell ammirata dal regista Zack Snyder—stavolta però, incisa in stile Venetian nelle scanalature della spada. Un’aquila, motivo integrale della tradizione del personaggio, decora la parte superiore della spada la ritroviamo in maniera sbiadita e spettrale anche sul frontale del suo scudo logoro.

Ma è Batman, l’unico essere umano del trio, quello che dipende maggiormente dal suo arsenale. Accessoriato con pistole lancia uncini, lancia granate, boomerang, un Batbrand e fucili da cecchino che sparano sia dardi che mezzi di rilevamento  GPS, un arsenale da fare invidia.

Poi si sposta in volo con l’elegante Batwing appesa come un gargoyle nella Batcaverna e che si libra in volo senza sforzo alcuno su Gotham e dintorni. Comunque, storicamente è l’automobile che guida da sempre a suscitare le curiosità maggiori: la Batmobile.

Come il costume di Batman, la Batmobile riflette lo stile di combattimento brutale dell’eroe.  Progettata dallo scenografo Patrick Tatopoulos, l’art director Kevin Ishioka, il disegnatore Ed Natividad e il progettista di veicoli da set Joe Hiura, poi realizzata da Dennis McCarthy della Vehicle FX di Sun Valley, California, la bestia da oltre 4 tonnellate ha richiesto oltre un anno di lavoro per la sua costruzione, per i test e le modifiche necessarie prima di considerarla pronta per i primi piani in macchina da presa.

“La Batmobile è stato il mio primo progetto per il film ed è diventata un mezzo per identificare l’estetica di Batman”, dichiara Tatopoulos.

“È fenomenale”, dice Deborah Snyder. “Questa cosa è impressionante e corre come uno non si aspetterebbe mai. Fa un rumore incredibile. Le Batmobiles del passato erano super stilose, perciò come si fa a farle meglio? Questa è veramente un opera d’arte. È militaristica e ha un aspetto logoro. È semplicemente un veicolo magnifico sotto molti punti di vista”.

Però era un po’ troppo costosa per distruggerla contro un muro o farla ribaltare. Per le riprese più impegnative, il team ha costruito due auto simili: hanno ridotto all’essenziale due Dodge Ram Duallys, poi il team degli effetti speciali ha costruito uno chassis in tubi metallici per la protezione dei piloti e  aggiunto placche metalliche per raggiungere le misure della Batmobile. In fase di postproduzione, il team del supervisore agli effetti visivi DJ DesJardin ha inserito digitalmente la Batmobile sulla scena.

Per le scene in cui era usata la vera Batmobile, lo stunt driver Mike Justus era l’uomo al volante. “Tutto quello che mi era consentito fare era  accostare e fermarmi”, ride Ben Affleck.  “Mi sarebbe piaciuto fare gli incidenti e le sparatorie, ma quell’auto era troppo costosa”.

Anche Jeremy Irons era rimasto ipnotizzato dal veicolo. “La prima volta che ho visto la Batmobile, sono rimasto sbalordito e questo è successo su un set in esterni”, ricorda. “Ma quando era parcheggiata nel mio laboratorio nella Batcave, beh…una vera figata”. L’attore si è emozionato  solo nello stare seduto per qualche minuto al volante di quell’auto icona. “Volevo provare a fare qualche numero con la Batmobile e vedere se riuscivo  a portare le ruote anteriori fuori strada, ma ero consapevole che dovevo portarla indietro in condizioni accettabili. Quindi ho frenato il mio entusiasmo—anche se mi sono divertito un sacco!”

Per aiutare gli effetti visivi in postproduzione, la Batmobile è stata scannerizzata dalla Scanline per fornire i punti di riferimento richiesti. Anche gli attori sono stati scannerizzati, stavolta dalla Light Stage, con il nuovissimo macchinario mobile della compagnia. Costruita dalla Light Stage e dal Gentle Giant Studios, la tecnologia pionieristica crea un ologramma del soggetto e risolve il problema di dover mandare l’attore nella sede della società, con un considerevole risparmio di tempo. L’unità mobile più piccola può essere mandata ovunque si stia girando, attrezzata nel corso della giornata e usata nelle pause di un attore; alcune scannerizzazioni richiedono anche meno di 20 minuti.

“Ci sono molte cose che si possono fare adesso con gli effetti speciali”, dice Deborah Snyder, “Però credo che il trucco sia di combinare gli effetti speciali con le cose reali. I nostri film sono sempre stati basati sulla realtà. Costruire i set e le sue suppellettili, da al film un senso di realtà che la computergrafica non riesce a dare. Pertanto quando i nostri personaggi fanno cose fantastiche nel mondo reale, appaiono ancora più di fantasia perché tutto sembra più realistico”

Famoso per preferire il reale piuttosto che l’immaginario, Zack Snyder è convinto ci sia posto per entrambe le cose in un film come “Batman v Superman: Dawn of Justice”, dichiara, “Sono favorevole alle combinazioni. Uso i computer per risolvere i problemi e non ho paura della CGI, è un grande strumento. Non la escludo a priori, ma dipende tutto dalla scena girata. Io e DJ abbiamo lavorato insieme per molto tempo; ci fidiamo l’un l’altro su cosa sia meglio fare per rendere ogni scena di forte impatto per il pubblico”.

Stai andando in guerra?

—Alfred

Quel figlio di puttana ha portato la guerra da noi.

—Bruce Wayne

Fonte: [Ufficio Stampa Warner Bros.Entertainment Italia]

Batman v Superman: Dawn of Justice – Pressbook pt. 5/7

Parte 5 del pressbook per la presentazione del film Batman v Superman: Dawn of Justice.

>  LA VESTIZIONE  <<

Essere in forma per interpretare un Supereroe è importante, ma forse è ancora più decisivo il costume per recitare la parte. Il costumista Michael Wilkinson, autore del costume di Superman in “Man of Steel”, è stato felice di poterlo rivisitare e di avere l’opportunità di lavorare anche per i costumi di Batman e Wonder Woman.

Senza dover necessariamente tornare al tavolo da disegno, Wilkinson dice, “Abbiamo voluto sviluppare il costume di Superman. A Zack è piaciuta l’idea di renderlo ancora più aerodinamico, quindi abbiamo provato ad usare nuove tecnologie e cambiato il dettaglio laterale. Ha avuto la brillante idea di incorporare alcuni simboli di Krypton nel costume, quindi sui bicipiti, la S sul petto e sui polsini troviamo alcuni simboli di testo accennati stile trama di cotta di maglia. Questa è una citazione di Joseph Campbell significativa per Zack”.

La citazione di Campbell che Wilkinson ha integrato nel costume, la dice lunga sui temi del film nei confronti del personaggio: “E se pensavamo di trovare un abominio, troveremo un Dio; se pensavamo di ucciderne un altro, uccidevamo noi stessi; se pensavamo di viaggiare verso l’esterno, arriveremo al centro della nostra stessa esistenza; se pensavamo di essere soli, saremo insieme a tutto il mondo”

“Naturalmente, per decifrare questo sul costume dovreste essere in grado di saper leggere il Kryptoniano”, sorride Wilkinson.

Anche il mantello di Superman si è evoluto. “Con il mantello di Superman volevamo dare un senso di perfezione impossibile”, dice il costumista. “Abbiamo trovato un nuovo tessuto grandioso di una lucentezza metallica ultraterrena che si mescola a meraviglia con il blu del costume. Il tessuto è stato tagliato con una lama rovente e saldato per evitare le righe delle cuciture. Il mantello di   Superman è un estensione delle sue line estremamente eleganti, ed è una reminiscenza della cultura dei mantelli di Krypton”.

Dall’altro lato, il Batsuit è stato ispirato da un costume realistico illustrato Frank Miller in The Dark Knight Returns. In quel fumetto, il costume di Batman è meno tecnologico e più analogico, interpretato da Wilkinson come “un prototipo di Bruce Wayne realizzato nel suo laboratorio. Ha l’aspetto incompiuto, rozzo e brutale”.  Il disegno è stato utile per enfatizzare le differenze tra i due Supereroi: mentre Superman ha un profilo aerodinamico e una perfezione quasi Greca, Batman è più corpulento e  un profilo grezzo.

Se il Batsuit a prima vista può apparire low-tech, il disegnatore dichiara, “Le tecnologie usate per arrivare ad ottenere quel look sono in realtà all’avanguardia. Abbiamo iniziato facendo uno scanning di Ben per poter creare un manichino delle sue fattezze. Poi abbiamo scolpito uno strato della sua anatomia e ricoperto con uno strato di tessuto creato digitalmente. Per il cappuccio, abbiamo iniziato creando un calco in gesso poi passato al computer usando un incredibile scanner manuale. Una volta acquisiti i dati nel computer, vi abbiamo applicato una bellissima struttura in cuoio. Dopo, è iniziata la vera opera di ingegneria.

“Abbiamo svuotato le cavità del cappuccio così da farlo diventare più flessibile, per farlo muovere secondo l’anatomia dell’attore”, continua. “Si vedono benissimo i muscoli del collo ed è diventato un tutt’uno con Ben. Questo è stato un grande risultato nell’ingegneria dei costume, un cappuccio così comodo e con una completa gamma di movimenti. Ci sono voluti dai sei agli otto mesi per realizzare l’intero Batsuit prima di poterlo mandare davanti alla macchina da presa”.

Inoltre, in contrasto con l’eccellente qualità del costume di Superman, c’è il look da post battaglia del costume e del mantello di Batman. Pieno di graffi, buchi di pallottole e sporcizia incrostata nel tessuto risultato di anni di battaglie sulle strade di Gotham. E se il mantello di Superman fa parte della sua cultura Kryptoniana, quello di Batman è parte del suo travestimento, nascondendo l’uomo e aggiungendo un lato sinistro ed oscuro al già minaccioso fisico.

“Zack voleva che il nostro Batman fosse incredibilmente intimidatorio dal punto di vista fisico, un combattente esperto, un lottatore”, dice Wilkinson. “La sua potenza non deriva dalla sua armatura ma dalla forza bruta dell’uomo dentro di essa, perciò si può vedere la definizione dei muscoli dalla testa ai piedi, anche attraverso gli stivali ed i guanti. Si ha l’impressione di una forza enorme”.

La storia ha richiesto anche un secondo Batsuit, con funzioni completamente diverse. In aggiunta al Batsuit che Batman indossa per la maggior parte del film, è stata realizzata una “tuta meccanica corazzata”. In questo costume, Bruce Wayne e Alfred hanno profuso tutte le loro conoscenze della meccanica, sperando di averlo reso impenetrabile per dare a Batman una possibilità in più di combattere contro Superman.

Così come il costume di Henry Cavill lo ha aiutato ad immedesimarsi in Superman, Ben Affleck è convinto che il Batsuit abbia fatto lo stesso con lui per Batman. “Dopo aver letto la sceneggiatura”, ammette Affleck, “Mi sono chiesto, ‘Come faccio a fare questo? Come si fa ad interpretare Batman?’ Poi ho indossato il costume, mi sono guardato allo specchio ed ho pensato, ‘Ecco come si fa’.  In realtà, non stai interpretando Batman, ma Bruce Wayne, è li che il personaggio diventa complicato. Batman è stoico ed oscuro e se il costume è ben fatto e con le luci giuste, diventa un’icona, quasi un quadro di questo personaggio vendicatore. Strafare con Batman è sempre sbagliato. Il costume da solo fa già gran parte del lavoro”.

Forse la difficoltà maggiore per il reparto costumi è stata quella di progettare il nuovo costume di Wonder Woman. Erano già stati fatti dei tentativi altrove per aggiornare il disegno dell’icona anni ‘70, ma il regista Snyder non voleva semplicemente una rivisitazione. Voleva cominciare tutto da capo.

“La prima cosa di cui io e Zack abbiamo parlato è stato che volevamo che apparisse come se avesse indossato quel costume da sempre”, ricorda Wilkinson. “Indossa una placca sul petto stile gladiatore, una gonna pantalone e protezioni sulle gambe, tutto usurato da mille battaglie. Il cuoio è aggrinzito e sembra vecchio. Tutte le sue armi sono logore e danno un fantastico senso dell’età che hanno”.

Snyder voleva che il costume di Wonder Woman fosse realizzato in metallo, sembrava un’idea geniale fino a quando Wilkinson ha iniziato a pensare a quale sarebbero potute essere le difficoltà durante le scene di lotta ed altri effetti speciali. “Il metallo è rigido”, spiega Wilkinson, “ma le coreografie e i requisiti delle scene d’azione richiedevano una grande libertà di movimento. Pertanto abbiamo sviluppato un materiale che sembra metallo, ma che una volta pitturato risultava anticato alla perfezione, ed era comunque flessibile quanto basta. Ho progettato una placca pettorale sezionata con giunture ad espansione, che consentono a Gal di respirare e piegarsi e fare tutte le mosse incredibili pur sembrando di indossare una solida armatura di metallo. Volevamo che fosse potente ed intimidatoria in equilibrio con la sua grazia regale”.

Come Wilkinson ha imparato ormai, le difficoltà fanno parte del processo di creazione di costume complessi. “Ogni volta che lavoriamo a questi costumi di Supereroi, facciamo enormi ricerche e sviluppo in fase di pre-produzione”, dice Wilkinson. “Ci soffermiamo sui tessuti e pensiamo a come potranno essere i costumi durante le riprese. In genere ci sono sempre molte scene d’azione e spesso gli attori vengono appesi a cavi o eseguono delle coreografie elaborate, quindi i costumi devono essere anche resistenti.  Bisogna anche pensare a fare stare comodi gli attori, che vuol dire aggiungere elementi freschi sotto i costumi quando fa molto caldo o aggiungere strati per mantenerli caldi quando fa freddo. E poi i costumi devono durare per tutto il tempo necessario alle riprese. Bisogna capire quanti capi servono e in quale diverse varianti, magari con il mantello corto, oppure senza mantello, cappucci flessibili, stivali pesanti…è un vero e proprio rompicapo. Ma è stato veramente appagante, perché questo mi consente di andare in luoghi dove quei costumi non si sono ancora mai visti, oppure di esplorare nuove tecnologie che ci aiutano a rendere questi costumi non solo belli da vedere ma anche molto funzionali”

Naturalmente, tutti e tre i personaggi in costume appaiono anche come i loro alter ego, Clark Kent, Bruce Wayne e Diana Prince, e Wilkinson ed il suo team hanno dovuto provvedere anche al loro guardaroba. “Per tutti i vestiti in borghese di Clark, abbiamo deciso per uno stile uomo Midwestern del Kansas, perciò abbiamo usato strutture morbide e calde—lana, velluto a coste—e colori marroni terra e tartan”.

Visto il fisico di Cavill, tutto è stato rifatto da zero. “Henry ha forme straordinarie, non si può comprare il suo abbigliamento al negozio”, nota Wilkinson, “ed eravamo consapevoli di dover usare tessuti e disegni che sminuissero la sua taglia e che lo aiutassero—in realtà aiutare Clark—a nascondersi nei suoi vestiti”.

Bruce Wayne, invece, ha richiesto uno stile totalmente opposto. “La cosa che mi ha aiutato a scoprire chi fosse in realtà e come dovesse vestire Bruce, è stata una conversazione che avevo avuto in precedenza con Ben”, dichiara Wilkinson. “Aveva la sensazione che il suo personaggio dovesse essere molto austero, il tipo di persona che, quando apri il suo armadio, ha otto camicie bianche perfettamente stirate e 12 incredibili completi blu e neri. Infatti, forse quella è la sua uniforme, quello è il suo alter ego, far finta di essere un facoltoso playboy che esce solo con supermodelle e guida macchine da sogno, mentre in realtà è molto più simile al personaggio di Batman”.

Quando il costumista ha avuto bene in mente tutti questi dettagli, ha evitato la volontà di essere appariscente optando per uno stile raffinato e minimalista per Bruce Wayne. “Ho disegnato tutti i suoi vestiti e ho scelto dei tessuti favolosi. I vestiti su misura di Bruce sono stati realizzati dai fantastici sarti di Gucci a Milano, e gli stanno a pennello”.

Bruce Wayne, comunque, non è l’unico uomo d’affari milionario nella storia. In contrasto con quel personaggio in quasi tutto, Lex Luthor è un modello dei giorni nostri, imprenditore poco più che ventenne che cura un vasto impero ma con poca affinità per come suo padre potrebbe aver gestito le cose al suo tempo.

“Subito dopo che Jesse Eisenberg fu scritturato per interpretare Lex, ho avuto subito le idee chiare sul suo personaggio”, ricorda Wilkinson. “C’era stato un grande senso di libertà perché il casting avvenne in maniera inusuale, in qualche modo contrario all’immagine del tycoon di Wall Street, con il completo a tre pezzi e cravatta sgargiante che uno si aspetta di solito. Il nostro Lex è un giovane uomo d’affari del 21° secolo; mi piaceva l’idea che avesse una fisicità completamente diversa da quella muscolosa dei Supereroi. Naturalmente il suo potere risiede nell’intelletto, non nel fisico.  Anche se è sfacciatamente ricco, e quindi potrebbe comprarsi tutti i migliori vestiti del mondo, combina giocosamente pezzi costosissimi con t-shirt stampate, completi casual chiari e scarpe da ginnastica. Non lo si può certo biasimare per il suo stile—a lui piace così”.

Wilkinson si è divertito pensando al prospetto di vestire due personaggi che potevano fare acquisti nelle stesse boutique, ma che hanno un approccio così diverso riguardo i loro guardaroba.  “Abbiamo immaginato Lex come un mix tra Mick Jagger e un imprenditore della Silicon Valley, lo stesso tipo di  atmosfera. Penso che il risultato si sia rivelato come una sorpresa ed una provocazione per il personaggio”.

Del disegno dei vestiti civili di Diana Prince, Wilkinson dice di essere stato attento a resistere alla tentazione di usare “troppa alta moda. Volevamo creare vestiti per Gal che fossero originali e molto appariscenti, ma anche giusti per la sua persona e per la realtà del film”.

Il designer ha fatto ricerche nel campo dell’eleganza e sofisticatezza della moda europea, dando risalto alla bellezza dell’attrice per mezzo di colori minimal . “Indossa molti capi a tinta unita  e gioielleria che simboleggia la sua intelligenza e, in qualche modo, che si tratta di una persona con la quale non bisogna bisticciare. Pensavamo fosse importante che i suoi vestiti suscitassero sensazioni di forza piuttosto che essere di ornamento”.

Naturalmente, sappiamo tutti che Wonder Woman è famosa anche per i suoi accessori, ma né lei né Batman sarebbero veramente pronti per la battaglia senza i loro propri arsenali individuali.

Gli uomini cadono dal cielo e gli dei scagliano fulmini…

Ecco come inizia.

—Alfred

Sperando di farvi cosa gradita vi riproponiamo i cinque fumetti dal titolo Batman v Superman: Dawn of Justice – Cross Fire, pubblicati solo in America dalla bevanda Dr Pepper (tradotti per noi dall’attore Marco Piva e lettering realizzato da Michael Formica) che fanno da prequel al film di Snyder. – CAPITOLO 5

Batman v Superman Dawn of Justice -Cap. 5

Fonte: [Ufficio Stampa Warner Bros.Entertainment Italia]

Batman v Superman: Dawn of Justice – Pressbook pt. 4/7

Parte 4 del pressbook per la presentazione del film Batman v Superman: Dawn of Justice.

>  IN FORMA PER LA BATTAGLIA  <<

Grazie alle sane abitudini sviluppate da Henry Cavill durante il suo primo Superman, il trainer Mark Twight, che lo ha allenato per “Man of Steel” ed è anche nel cast di questo film, ha studiato un diverso metodo di lavoro per “Batman v Superman: Dawn of Justice”, visto che l’attore si è mantenuto in buona forma.

“Mi ero già immaginato uno standard di allenamento più duro per ‘Batman v Superman’ rispetto a ‘Man of Steel’, che era già abbastanza difficile”, ci relaziona Cavill. “Comunque, per fortuna, Mark Twight è stato abbastanza generoso nell’allenarmi anche durante le riprese di ‘Man from U.N.C.L.E.’ in modo di mantenere la forma richiesta per ‘BvS’”.

Twight è rimasto impressionato dall’impegno di Cavill. “Si è allenato fino ad arrivare alle condizioni di un cavallo da tiro”, dice l’allenatore. “L’intenzione di Henry su cosa fare del suo corpo è cambiata completamente. Tre anni fa, non gli sarebbe mai venuto in mente di scalare la Rocca di Gibilterra per raccogliere fondi a favore dei Marines Reali, ma poi nel 2014 lo ha fatto. Quando eravamo a Vancouver, abbiamo scalato il Grouse Grind, un traguardo difficile. Questo dimostra come si trovi a suo agio con la sua fisicità”

Cavill nota, “Una volta partita la preproduzione di ‘BvS’ sono stato affidato alle cure di Michael Blevins. Insieme, abbiamo lavorato ad un programma di aumento della massa, con il risultato che sono aumentato di circa cinque chili rispetto ai tempi di ‘Man of Steel’.  Poi abbiamo iniziato il processo che mi ha portato ad essere quello che vedrete nel film, risultato conseguito  attraverso un allenamento performante e condizionato. Il bello di lavorare con Michael è che nonostante sia il lavoro più duro mai fatto prima per un ruolo, lui lo ha fatto diventare anche un’esperienza divertente e grazie a questo siamo diventati buoni amici”

Il ruolo di Batman richiedeva che Ben Affleck apparisse intimidatorio per affrontare Superman. “Per me era importante che  Batman fosse imponente perché Superman è infinitamente più forte di chiunque altro al mondo”, spiega il regista Zack Snyder. “In teoria, il meglio che può mettere in mostra un uomo è niente in confronto Superman, ma volevo sembrasse come se avesse una possibilità. Ben è alto 195 cm; con gli stivali ai piedi è alto 201 cm. E poi è bello, intelligente, carismatico e maturo. Per il Batman affaticato che volevamo, Ben era perfetto”.

A parte il piccolo vantaggio nella statura—Cavill è alto 186 cm—Affleck doveva ancora amplificare le cose. Forse Batman sta invecchiando ed è pieno di cicatrici, ma è pur sempre Batman, perciò l’attore si è allenato per oltre un anno per entrare nella parte. “Ho dovuto veramente essere al top della forma ed essere flessibile il più possibile”, dice. “In un certo senso, il lavoro prima del film è stato più impegnativo che lavorare al film stesso”.

Il regista della seconda troupe e coordinatore delle controfigure Damon Caro, che proviene anche lui da “Man of Steel”, ha lavorato con Snyder per determinare in entrambi gli eroi lo stesso livello di abilità e tecnica per le varie riprese di lotta. “Io e Zack abbiamo discusso su come dovesse essere migliorato Superman dall’ultima volta che lo abbiamo visto”, dice Caro. “Ha dovuto salvare persone ma non ha necessariamente combattuto contro qualcuno, quindi la sua tecnica è rimasta inalterata. Ma la sua saggezza e la pianificazione tattica sono avanzate grazie alle esperienze vissute”.

Per quanto riguarda Batman, Caro dice, “C’è una cosa accattivante in lui e cioè che è un uomo più maturo. Questo mi interessava perché eravamo oltre la sua curva di apprendimento, dato che ha un’enorme esperienza. Quindi abbiamo studiato le coreografie di lotta per Ben in modo diverso; è astuto, ha un sacco di qualità, è potente e, naturalmente, è armato. Batman ha in grande considerazione la pianificazione occulta”.

L’allenamento per il film non è stata un’esclusiva degli uomini. Dato che i produttori hanno presentato sia Wonder Woman che la misteriosa Diana Prince nel film, avevano bisogno che il fisico di Gal Gadot riflettesse le due facce del personaggio. Essendo stata arruolata nell’Esercito Israeliano, l’attrice non era propriamente a digiuno per quanto riguarda i combattimenti. Dopo aver discusso il ruolo con la produzione, Twight dice di aver allenato la Gadot con un occhio allo “sviluppo della fisicità del personaggio, che deve integrarsi nell’alta società oltre ad essere spietata quando è il momento di sguainare la spada e combattere i cattivi”.

Twight ha lavorato con la Gadot per oltre nove mesi. “Mi son reso conto che più diventava abile fisicamente più il suo atteggiamento cambiava, dallo stupore sulle sue abilità nell’interpretazione del ruolo alla consapevolezza che poteva farcela. Era affascinante vedere lo sviluppo del livello di fiducia, che poteva essere allo stesso tempo bello e dolce quando ce n’era bisogno e duro quando era il momento di combattere i cattivi”.

Caro ha anche indirizzato la Gadot attraverso i suoi passi. “Ci siamo esercitati molto nelle arti marziali, lavorato alle prese, al gioco di gambe, pugni, calci e così via”, dice. “Ci siamo anche concentrati molto sull’uso delle armi — in particolare la spada e lo scudo”.

“Gal ha dovuto sottoporsi ad un rigoroso processo di allenamento”, aggiunge Deborah Snyder, “ma era sempre con lo spirito positivo, voleva sempre sapere come migliorarsi. Il suo impegno è stata la testimonianza che avevamo veramente trovato la nostra Wonder Woman”.

Sebben Lois Lane non indossi mai un costume da Supereroe, anche ad Amy Adams non sono stati risparmiati i duri allenamenti necessari per evitare di usare controfigure, come ad esempio le scene chiave che richiedevano la sua presenza sott’acqua. “Avevamo a disposizione un grande team che mi ha fatto sentire molto sicura”, ricorda la Adams, “anche se ero un po’ claustrofobica. Ero intrappolata sott’acqua e non avevo mai avuto un’esperienza simile. È stato intenso, fino a quando ho accettato il fatto che non sarei affogata per davvero. Eravamo una squadra di sei persone—i sub, la mia controfigura, l’operatore di ripresa—e siamo andati giù tutti insieme, cosa che mi ha messo a mio agio. Tutto è diventato stranamente meditativo e rilassante. Tranne per il fatto che le mie orecchie hanno sofferto un po’; erano le mie ferite di guerra! Però stavano tutti lavorando duramente che il minimo che potessi fare era andare sott’acqua senza lamentarmi”.

Forse è la Gotham City che è in me…

Abbiamo avuto brutte esperienze con pazzi vestiti da clown.

—Bruce Wayne

Sperando di farvi cosa gradita vi riproponiamo i cinque fumetti dal titolo Batman v Superman: Dawn of Justice – Cross Fire, pubblicati solo in America dalla bevanda Dr Pepper (tradotti per noi dall’attore Marco Piva e lettering realizzato da Michael Formica) che fanno da prequel al film di Snyder. – CAPITOLO 4

Batman v Superman Dawn of Justice - Cap. 4

Fonte: [Ufficio Stampa Warner Bros.Entertainment Italia]

Batman v Superman: Dawn of Justice – Pressbook pt. 3/7

Parte 3 del pressbook per la presentazione del film Batman v Superman: Dawn of Justice.

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Nello sviluppo della storia di “Batman v Superman: Dawn of Justice”, ci si è posti la domanda se un Superman come questo possa esistere nel 2016, o se sia puramente una creazione di tempi più innocenti.  Come può sopportare di sopravvivere in un mondo complicato come il nostro, con così tante alleanze e programmi in competizione e in conflitto?  Con l’attuale ciclo di informazioni il cui accesso è possibile 24 ore su 24, come si può combattere per la verità globale e la giustizia senza temere di essere accusato?

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