Hollywood Walk of Fame: una stella per Batman nel 2020

Dopo la stella conferita sulla Hollywood Walk of Fame al co-creatore di Batman Bob Kane il 21 Ottobre 2015, ora è il momento del Cavaliere della Notte. Nell’ambito delle celebrazioni in corso per l’80esimo anniversario di Batman, il Cavaliere Oscuro riceverà, per la categoria cinema una stella sulla Hollywood Walk of Fame. La stella, alla punta di diamante della DC Comics verrà assegnata nel 2020. Oltre ad essere l’80° anniversario della prima apparizione di Batman, questo è l’anno che segna i 30 anni da quando Tim Burton ha letteralmente cambiato il modo di realizzare i film a fumetti con Batman, il blockbuster del 1989 che ha dato il via alla rivoluzione dei supereroi che ancora oggi continua ed ha portato a sette film solisti di Batman finora.

Tra gli altri riconoscimenti per la categoria film figurano Mahershala Ali, Julia Roberts, Spike Lee e Octavia Spencer. Anche il Marvel’s Thor, Chris Hemsworth, sarà presente. Ci sono un sacco di nomi di TV e musica inclusi nella lista dei premiati nel 2020, con onori postumi diretti a Andy Kaufman e Muddy Waters. I candidati sono votati dalla Camera di Commercio di Hollywood, che supervisiona e gestisce la Walk fo Fame. Le icone dei geek precedenti premiate con una stella includono Stan Lee, Mark Hamill e Lynda Carter. I fan stanno facendo una campagna per ottenere Carrie Fisher un onore postumo.

“Le scelte di quest’anno sono state particolarmente singolari”, ha dichiarato Vin Di Bona, presidente della commissione di selezione e Variety Walk of Fame. “Siamo stati in grado di riconoscere i talenti di 35 artisti che hanno già costruito un’eredità qui a Hollywood. Inoltre, siamo stati in grado di celebrare molti nuovi artisti di talento che hanno toccato i nostri cuori in film, televisione, radio e una varietà di categorie musicali “.

L’ultima apparizione sul grande schermo di The Dark Knight è stata nel 2017 Justice League , e la sua prossima apparizione sarà nel 2021, quando Matt Reeves reinventa The Batman per interpretare Robert Pattinson piuttosto che Ben Affleck, il cui incarico si è concluso dopo due film. Il Batman eviterà le domande sullo stato dell’universo cinematografico condiviso di Batman in DC esplorando un momento poco dopo che Bruce Wayne è diventato Batman, quando ha affinato le sue abilità da detective. Secondo quanto riferito, il progetto è il primo di una trilogia pianificata per Reeves, che in precedenza ha dato nuova linfa al franchise Il Pianeta delle scimmie.

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Un pò di storia sui personaggi che popolano l’universo di Batman parte 2

BATMAN I

Sulla scia di Superman, eroe solare e positivo simbolo dell’American Dream, nasce nel maggio 1939 il Cavaliere Oscuro, contrapposizione naturale all’ultimo figlio del pianeta Krypton, che, raccogliendo le tematiche consolidate del primo mistery e le figure eroiche nate dai pulps, sfrutta, utilizzando il disegno, le nuove visioni regalate dall’esperienza cinematografica del genere. Le macchine volanti e le straordinarie invenzioni di Leonardo Da Vinci unite ad un fisico imponente (bellamente ricalcato da quello del collega Superman) sono le basi di lavoro di Robert Kane, usate per la costituzione di un eroe immediatamente arricchito dai suggerimenti presi da “The Bat Whisper”, diretto nel 1930 da Roland West in 35 mm (in realtà remake di “The Bat”, film muto del 1915 tratto dalla novel “The Circular Staircase” della regina del “mistery” Mary Roberts Rinehart), in cui un criminale mascherato da pipistrello colpisce, annunciando anticipatamente le sue malefatte. L’identità psicologica del nuovo character sarà invece completamente sottratta dal film avventuroso “The Mark of Zorro” (1920), interpretato dallo scattante Douglas Fairbanks Sr., nella doppia parte di annoiato playboy e di spietato vendicatore. La crescita parallela del nuovo medium cinema con il successo opportuno del primo cinema di vampiri, al quale fa da apripista il famoso Dracula diretto da Tod Browning e interpretato da Bela Lugosi nel 1931, oltre la tendenza poliziesca dei vari serials radiofonici come The Shadow, scolpiscono presto una figura in bilico tra detective e horror story che il lavoro dello sceneggiatore William Finger, solo più tardi riconosciuto, aiutò a sviluppare con i risultati sorprendenti che conosciamo. Batman assume cosi le sembianze di un gigantesco pipistrello e appare per la prima volta nel n.27 di Detective Comics, in “The Case of the Chemical Syndicate”.

Detective Comics #27 (05/1939)

Solo nel n.33 però, sarà svelata la sua drammatica origine: in una tarda sera del 1925, al ritorno dal cinema (il film visto non sarà specificato ma, col tempo, diventerà prima un’interpretazione di Rodolfo Valentino poi, con Frank Miller, proprio “The Mark of Zorro” anche se, per ridatare le avventure post-Crisis, nel suo remake del 1940, nell’interpretazione di Tyron Power), la famiglia Wayne viene affrontata da un criminale che, alla reazione del padre di Bruce, il Dott. Thomas, lo uccide con un colpo di pistola. Un’altro proiettile troncherà per sempre le grida di sgomento della madre davanti al loro bambino. Da allora il piccolo Bruce consacrerà tutta la vita alla vendetta e, anche se in seguito la strada della giustizia prenderà il sopravvento, molti assassinii a sangue freddo costelleranno i primi anni della sua carriera di vigilante. Nuovi particolari arricchiscono nel tempo la lunga storia di Batman a dispetto della non-continuity, caratteristica della prima National Comics (ribattezzata poi DC dalle iniziali di Detective Comics), costituendo piano piano la saga vera e propria. Scopriremo infatti solo nel 1956, nella storia intitolata “The First Batman” (Detective Comics n.235, disegnata da Sheldon Moldoff), che il primo ad indossare il costume da pipistrello è stato lo stesso Thomas Wayne, anche se con la semplice intenzione di non sfigurare ad un ballo in maschera dell’alta società. L’avventura svela inoltre come Joe Chili, assassino dei genitori di Bruce, fosse in realtà la pedina di Lew Moxon, boss della malavita locale, che, arrestato per intervento del Dottor Wayne, rapito per curare una ferita del gangster, vuole così vendicarsi dell’uomo. Il Batman, con l’aiuto di Robin, indosserà nuovamente il costume del padre provocando la tragica fuga di Moxon, investito, come da copione, da un autocarro. Una fine che rispetta, siamo nei primi anni del Comics Code, i canoni del Batman che opera nella piena legalità, un’impostazione vista in precedenza anche su “The origin of Batman” (Batman n.47, disegnato nel 1948 da Bob Kane e Lou Schwartz), albo che segna la fine del killer Joe Chili, ucciso dai suoi compari quando racconta come lui stesso sia colpevole della genesi del Cavaliere Oscuro. Di nuovo una scappatoia narrativa che impedisce al Pipistrello una vendetta cruenta. L’ultimo Batman, a cui Frank Miller costruisce addosso una nuova origine, è una figura cupa, sempre più) oppressa dalla sua missione di giustizia, un personaggio che vive nelle numerose Graphic Novels, destinate ad un mercato adulto, l’amarezza di pesanti sconfitte e la frustrazione di una società che non rispetta i più deboli, fino alla pesante accusa di essere oramai pazzo come i maniaci che combatte. La morte di Jason Todd, il rifiuto di Vicki Vale e la solitudine, lo portano a superare la soglia di resistenza allo stress fisico e mentale, condizione che Bane sfrutterà nella violentissima saga di Knightfall.

Batman e Zorro: il binomio lega i due supereroi. Ecco svelato il perchè.

Zorro nasce il 9 agosto del 1919 nel romanzo The Curse of Capistrano di Johnston McCulley, pubblicato a puntate sul settimanale di storie pulp All Story Weekly. L’eroe nerovestito, il cui vero nome è Don Diego de la Vega, è un celebre personaggio immaginario, eroico giustiziere mascherato e abile spadaccino, le cui gesta si svolgono nella California del periodo del dominio spagnolo. Anche lui fa parte dei supereroi il genere per eccellenza del mondo dei fumetti, nato negli Stati Uniti negli anni ’30 e da lì diffusosi in tutto il mondo. Un genere che si caratterizza principalmente per avere personaggi disegnati come persone comuni ma dotati invece di poteri straordinari e per trattare tematiche legate alla guerra o allo scontro tra il bene e il male, al desiderio di vendetta del cattivo e quello di giustizia dell’eroe.

Zorro è il primo eroe mascherato ad apparire sia in un racconto d’avventura americano sia nel mondo del cinema, nonché fonte d’ispirazione per vari supereroi, tra i quali Batman di Bob Kane e Bill Finger.

La possibilità di guadagnare di più spinse Bob Kane a mescolare in un unico personaggio molte delle icone e delle fonti che allora avevano maggior successo al cinema e sui pulp magazine. Bob Kane, affascinato dall’Italia e dai progetti ingegneristici di Leonardo da Vinci, ha unito l’ingegno leonardesco nell’ideazione di macchine complesse e fantastiche con le visioni suggerite da due film: Il segno di Zorro del 1920, con l’eroe solitario che combatte contro le ingiustizie, e l’horror The Bat del 1926 (del quale venne realizzato un remake sonoro nel 1930, The Bat Whispers).Quindi, se esistono alcune somiglianze tra i due eroi è ancora più vero che Zorro è stato fonte di ispirazione anche per altri eroi dalle identità segrete quali Superman, l’Uomo Ragno, l’Uomo Mascherato, Lone Ranger, senza contare eroi neri come Kriminal e Satanik.

Per il personaggio di Batman, non solo nell’idea, ma anche nel racconto troviamo il marchio di Zorro, infatti Bob Kane e Bill Finger, ci fanno vivere il dramma di Bruce Wayne,

raccontandoci che una sera del 26 giugno, insieme al padre Thomas e alla madre Martha, vanno al cinema per vedere Il segno di Zorro;

all’uscita i genitori vengono rapinati da Joe Chill, che nell’aggressione li uccide e il bambino, rimasto traumatizzato, promette un giorno di iniziare a combattere i criminali con lo scopo di rendere la città di Gotham un luogo più sicuro. Bruce, ereditato il patrimonio di famiglia, viene cresciuto dal maggiordomo Alfred Pennyworth e, raggiunta la maturità, gira il mondo apprendendo arti marziali e tecniche investigative dai migliori maestri. Ritornato a casa, un pipistrello irrompe da una finestra della villa dandogli l’idea di realizzare un travestimento ispirato all’animale per spaventare i criminali.

Nei romanzi di McCulley, così come successivamente nei fumetti di Bob Kane, sono tracciate le essenziali caratteristiche dei due cavalieri oscuri: l’audacia e l’astuzia, l’ironia e il romanticismo. Altro elemento comune per entrambi i supereroi è quella di avere al proprio servizio un fedele servo muto: Bernardo che conosce il vero volto di Zorro ed il gobbo Harold Allnut che conosce il vero volto di Batman. Il personaggio di Harold Allnut è apparso nell’universo DC Comics per la prima volta in The Question # 33 ed è stato creato da Dennis O’Neil e Alan Grant, mentre appare per la prima volta in una storia di Batman nell’arco narrativo Penguin Affair. Dopo aver salvato Harold, Batman gli dà una casa e una posizione nella Batcaverna, lavorando come aiutante tecnologico nella sua guerra al crimine.

Nella “DC Rebirth” appare una nuova versione di Harold Allnut. Dopo l’incontro ravvicinato di Batman e Harvey Dent con KGBeast, Duke Thomas li porta in una fattoria dove Harold esegue un intervento chirurgico su Two-Face. Batman spiega a Duke che Harold crea alcuni equipaggiamenti tecnologici per lui e li spedisce a Gotham. La didascalia di Harold lo descrive come “Genius Inventor, Mute, Family”.

Proprio parlando di fumetti, nell’ultima Napoli Comicon abbiamo avuto il piacere di conoscere il disegnatore Alessandro Miracolo presso lo stand dei Capitani Italiani. Alessandro è attualmente al lavoro sulla bella serie “Capitan Napoli” (ottimo lo script di Antonio Sepe) e sulla serie “Zorro” per la casa editrice “American Mythology”.  Questo lo sketch di cui ci ha voluti omaggiare.

Zorro e Batman, sono quindi due eroi che racchiudono in loro gli ideali di giustizia e di libertà, che incarnano lo spirito della ribellione contro la tirannia, che riscattano i propri concittadini. A questo si aggiunge il fascino del mistero dei giustizieri mascherati, del costume nero, che vivono la loro doppia identità segreta come “damerini” intellettuali, un pò paurosi, ma imbattibili nelle loro avventure. Il successo di Zorro, così come quello di Batman, ancora è di così vaste proporzioni da annoverare, oltre ai romanzi, i film e le serie televisive, anche pubblicità, produzioni teatrali, radiodrammi, mostre, un film biografico, cartoni animati, fumetti, giocattoli, maschere e costumi di carnevale.

 

Linus reinterpreta Batman. Intervista a Sergio Ponchione

«Batman non è un superhero ma un luogo dell’anima» così lo definisce Graziano Origa. «Indubbiamente molto affascinante, da sconfinare a volte nei territori del fumetto underground che amo» Sergio Ponchione. Questo e tanto altro su Linus n. 5 di Maggio 2019 per festeggiare gli 80 anni di Batman.

Le celebrazioni mondiali dell’80esimo anniversario di Batman hanno già avuto la loro prima tappa ufficiale in Italia a Romics e successivamente a Napoli Comicon. Entrambe le Fiere del Fumetto, del Cinema, dell’animazione e dei Games, hanno ospitato, in modo diverso, omaggi d’artista, statue e contenuti di diverso genere dedicati all’uomo pipistrello, comparso per la prima volta sulla rivista Detective Comics #27 il 30 marzo del 1939.

Detective Comics #27 (05/1939)

Linus è stata la prima rivista italiana dedicata esclusivamente ai fumetti, destinata a un pubblico adulto. Il suo nome si riferisce all’omonimo personaggio dei fumetti della celebre serie a strisce Peanuts pubblicata sulle pagine del periodico. Linus questo mese è arrivato in edicola per festeggiare il compleanno del nostro amato Cavaliere Oscuro, infatti il n. 5 di Maggio 2019 è un numero interamente a lui dedicato.


La cover del nuovo albo è un omaggio alla storica copertina di Batman disegnata da Bob Kane. Basta aprirlo per poter immergersi nelle atmosfere completamente ridisegnate dall’ottimo Sergio Ponchione, il quale ha illustrato un tributo a tema per il racconto “Batman a Viggiù” scritto da Aldo Nove, contenente altre due tavole dello stesso Sergio.
Ad arricchire il numero troviamo anche un bellissimo editoriale di Igort Tuveri, un buon approfondimento di Graziano Origa dal titolo Batman & Robert, la storia Il Bat-Man e il caso del sindacato chimico, altri due tributi disegnati da Davide Toffolo, ai quali si aggiungono due incredibili pagine di omaggio a Batman di Antonio Lapone. La pellicola scorre nel sangue è l’approfondimento della storia cinematografica di Batman, curato da Andrea Fornasiero, al quale si associa un “lampo” di Giuseppe Sansonna dedicato al Joker di Phoenix e una breve rubrica di Giovanni Boccia Altieri. Insomma, si tratta di un numero per veri collezionisti del mondo di Batman.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Sergio Ponchione il quale ci ha spiegato la genesi della copertina da lui illustrata.

Batman – Copertina di Linus n. 5 Maggio 2019

Fin da giovanissimo, dopo il diploma dell’istituto d’arte, hai iniziato a pubblicare i tuoi lavori. Raccontaci qualcosa della tua carriera artistica.
Prima avevo già pubblicato qualcosa su fanzine e simili, ma l’inizio professionale è nel 1999, collaborando con Sergio Bonelli Editore a un racconto di Zona X per passare poi a Jonathan Steele. Avevo 24 anni e da allora ho fatto un pò di tutto: libri come autore completo (Obliquomo, Grotesque, Memorabilia), disegni per serie in edicola (Jonathan Steele appunto, Mercurio Loi), racconti e illustrazioni per riviste (Linus su tutte) e autoproduzioni, disegni per l’editoria scolastica e copertine di libri. Mi piace misurarmi con diverse realtà editoriali, mantiene vivi gli stimoli creativi.

Quali sono i tuoi modelli di riferimento, se ne hai, nell’ambito della nona arte ?
Sono troppi. Per evitare lunghi eventi ne nomino solo uno, ma musicale: Frank Zappa. La sua filosofia musicale, creativa e lavorativa rimane la mia guida e cerco sempre di applicarla al tavolo da disegno.

Il tuo stile a volte sembra di avanguardia ed altre volte è molto personale, quasi intimista e pare provenire più da un tuo stato emotivo. E’ una impressione corretta?
Sì, abbastanza. Credo traspaiano i miei stati d’animo perchè cerco di trasmettere la mia visione delle cose, gli aspetti di realtà e irrealtà che più mi colpiscono, enfatizzandoli secondo il mio carattere. Amo il grottesco proprio perchè è il confine suggestivo fra questi due scenari.

Quale e’ il tuo rapporto con i super eroi dei fumetti e con Batman in particolare?
Adoro i super eroi fin da bambino. Ne ho letti chili e chili. Ora più saltuariamente ma sempre con grande affetto. Di Batman ho sempre apprezzato molto il suo lato oscuro, notturno. L’ho letto meno degli eroi Marvel perchè quando divoravo fumetti nei primi anni 90 era poco pubblicato in Italia, ma ne recuperavo diversi albi speciali in originale. Oggi rimane uno dei personaggi che leggo con grande piacere. La sua natura umana senza super poteri lo ha forse mantenuto più credibile e appassionante di altri suoi colleghi mascherati.

Hai realizzato la copertina del n. 5 di Linus con un bellissimo omaggio ai primi anni del personaggio. Ci racconti qualche retroscena o curiosità che ne ha preceduto la realizzazione ?
Come è nata l’idea di celebrare gli 80 anni di Batman e quale è stata la genesi della copertina?
L’idea credo sia nata da Igort, direttore attuale di Linus, ma me l’ha comunicata Stefania Rumor dalla redazione. Ovviamente l’idea del reboot mi è piaciuta subito, amante come sono della rimanipolazione del materiale altrui. Mi hanno mandato un impaginato con la copertina originale che intendevano riproporre e ho cercato un pò di reinterpretazioni già fatte di copertine on line, come Alex Ross per Detective Comics #27 e altri. Potevo essere fedele o stravolgere l’originale, ho scelto una “fedele rimanipolazione”. Per le illustrazioni interne del racconto di Aldo Nove ho invece fatto un Batman meno grottesco ma spero altrettanto d’effetto. Il tutto è stato poi approvato dalla DC Comics e voilà.

Cosa ti piace di più delle atmosfere create da Bob Kane?
Confesso di non averlo mai seguito molto, ma l’aspetto naif del suo lavoro è indubbiamente molto affascinate, da sconfinare a volte nei territori del fumetto underground che amo.

Quale è la tua storia di Batman preferita e perchè?
Se la giocano The Killing Joke e Batman: Year One, ma direi più la seconda, meno sperimentale della prima ma ugualmente riuscita. È perfetta, asciutta, equilibratissima. Un vero manifesto del personaggio per vecchi e nuovi lettori.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato e ti auguriamo un grosso in bocca al lupo per il proseguimento della tua carriera.
Grazie a voi!

Buon compleanno Bruce Wayne

In tanti pensiamo al compleanno di Batman che quest’anno compie 80 anni, ma ci siamo mai chiesti quale è il giorno del compleanno di Bruce Wayne?

Bruce Wayne compie gli anni oggi, il 19 febbraio (è difficile sapere quanti), ma il filantropo, miliardario di Gotham City, è anche colui che veste i panni di Batman, donando ai cittadini il sogno di una città ripulita dal crimine. Nato genio creativo di Bob Kane e Bill Finger, ha fatto la sua prima apparizione nei fumetti nel maggio del ’39 in Detective Comics #27. La data di nascita di Bruce ci viene rivelata dal calendario DC Comics del 1976 pubblicato qui, dove potete trovare le date di nascita di tutti gli altri personaggi DC Comics.

Bruce Wayne

La figura di Bruce Wayne spesso viene offuscata da quella dell’eroe Batman, ma per molti versi, Bruce Wayne è morto la notte in cui i suoi genitori furono assassinati a Crime Alley, tanti anni fa. Nella mente di Bruce, da quel giorno, Batman è diventato la realtà dominante, poiché la sua sete di giustizia offusca tutti gli altri bisogni e desideri personali. Assolutamente determinato nella propria crociata, Bruce si vede unicamente come il Cavaliere Oscuro. Bruce Wayne, playboy miliardario e annoiato, ben noto a tutta Gotham City è uno specchietto per le allodole, per sviare l’attenzione dal fatto che le sue opere di beneficenza diventano ben più concrete quando il giorno cede il passo alla notte, e Batman indossa i suoi “abiti da lavoro”.

Tanti auguri Bruce ed almeno altri 100 di questi giorni!

BATMAN E L’ERA DI NEAL ADAMS Parte 1/2

Nell’immaginario collettivo Batman ha assunto necessariamente molte fisionomie, da Bob Kane passando per il duo di disegnatori, Mike Manley e Josef Rubistein, il personaggio affronta il lento cambiare delle mode e del tempo fino a diventare figlio, ai giorni nostri, della nuova ondata cyberpunk dalla quale pesca una pesante e fantascientifica corazza. Le cause di ogni variazione: stupire il lettore, rinnovare i contenuti e, soprattutto, evolversi con i tempi. Con il termine della serie TV nel Marzo 1968, il Batman grafico, già profondamente adattato al clima paradossale proposto nelle trame camp da Adam West e Burt Ward, viene reclamato ancora una volta dall’oscurità della notte. Il pubblico comincia a rifiutare i giochi cerebrali dei vari Joker, Riddler e Penguin, sviluppati tra oggetti enormi e scenografie pacchiane che, durante gli anni dello show televisivo, erano stati trasferiti integralmente sulla carta dei comics e, grazie anche alle nuove impostazioni psicologiche del tema supereroistico presentate dalla rivale “Marvel Comics”, pretende una figura più convincente e definita. L’America vive in questi anni le rivolte urbane legate alla lotta per i diritti civili della popolazione di colore, assistendo attonita ai primi scontri a Los Angeles, nel Distretto di Watts, nell’Agosto del 1965, continuando fino al 1967 con dimostrazioni in più di cento città. A Detroit, dove muoiono 43 persone e i danni alle proprietà raggiungono il mezzo miliardo di dollari, gli scontri sono così violenti che solo l’invio di paracadutisti e la Guardia Nazionale riescono a ripristinare l’ordine. Il Presidente Lyndon Baines Johnson presenta il rapporto finale della commissione d’inchiesta proprio nel Marzo 1968, mese in cui si conclude lo show per la ABC TV, imputando le sommosse a “Discriminazione e segregazione razziale nell’ambito delle assunzioni, dell’istruzione e dell’attribuzione degli alloggi”. Una nuova ondata di violenza esplode però nell’Aprile successivo con l’assassinio di Martin Luther King a “Memphis” nel Tennessee. Su tutti i problemi interni della Nazione, aleggia funesta la guerra nel “Vietnam” che alla fine del 1968 ha raggiunto il costo di 30 miliardi all’anno, con 30000 morti e 170000 feriti, dando origine a una crescente opposizione popolare che si manifesta con dimostrazioni contro il conflitto nelle quali gli studenti delle Università hanno un ruolo di primo piano. Inutile dire come in questo clima di violenta mutazione, il lettore americano medio, cerchi anche negli eroi di carta una ben diversa dimensione, un livello più realistico e quindi anche molto meno ottimista di quello proposto nei primi anni ’60. Fin questa ottica che si inserisce il rinnovamento stilistico di Neal Adams, uno dei disegnatori base del ritorno alle tenebre del pipistrello di Gotham City. Nato il 15 Giugno 1941 a New York, Adams si perfeziona alla Manhattan’s School of Industria Arts dove segue idealmente le sue influenze grafiche collegate a grandi nomi del disegno come Joe Kubert, Norman Rockwell, Stan Drake, Russ Heart e, alcuni maghi dell’illustrazione degli anni 50, Alfred Darne e Al Parker. L’artista inizia la sua carriera nel 1959 disegnando per vari titoli della “Archie Comics” e operando su Bat Masterson, una comic strip basata su l’omonima serie TV, che lo porta a contatto con il campo pubblicitario per cui lavorerà, nello studio di Howie Nostrand, creando spot commerciali per clienti come la “Esso”, la “Norelco”, “Tintex”, e molti altri. Ancora da uno show televisivo, la Ben Casey Syndacate Strip che impegnerà Adams dal 20 Settembre 1964 al 31 Luglio 1966, un lavoro che il suo stile unico e il disegno sperimentale, portò al successo in 365 quotidiani, attraversando tutto il Paese e decretando un primo incredibile trionfo del disegnatore. Dopo aver deciso di abbandonare le strisce giornaliere alla conclusione di Ben Casey, Adams arriva alla National Periodica’ Publications, in seguito DC, dove, lavorando sotto la super visione dell’ Editor Murray Boltinoff, continua l’ esperienza col fumetto comico disegnando sulle testate di Bob Hope e Jerry Lewis. Con i primi passi su Strange Adventures e l’allora nuovo character di “Deadman” a fianco di Jack Miller, l’artista continua la sua evoluzione dal fumetto comico fino a collocarsi fermamente, disegnando tra l’altro alcune copertine di Superman per Mort Weisinger e poche storie di guerra curate da Bob Kanigher, nel genere supereroistico a lui più congeniale. Il primo lavoro su Batman è una copertina per il n. 370 di “Detective Comics” nel Dicembre 1967, prologo di una accurata ricostruzione grafica dell’uomo pipistrello che entrerà nella storia del fumetto. “Allora, Batman era trattato come un cartoon” dice lo stesso Adams, rievocando i suoi inizi alla DC, in una intervista del 1983 con Will Eisner (l’autore di Spirit).

“Gli autori stavano creando tranquillamente storie simili a quelle dello Show TV Batman. Cosi iniziai chiedendo all’Editor (Murray Boltinoff) se al posto di una sequenza ambientata di giorno, potevo ambientare la scena di notte. Dissi che si suppone che Batman sia una creatura notturna, avere un ragazzo che gira attorno durante il giorno così equipaggiato, mi sembrerebbe comico. Boltinoff fu d’accordo e, dopo qualche tempo, arrivai al punto di non sentirmi più vicino alle trame di Bob Haney (sceneggiatore) e chiesi all’Editor se potevo fare dei cambiamenti”. Dopo un paio di storie su “World’s Finest”, dove la coppia Superman e Batman interagiva con quella che al tempo era la variopinta folla di comprimari come Jimmy Olsen, Batgirl, Supergirl e Robin, scomodando extraterrestri e gare di abilità nonsense, Neal Adams affronta la prova di “The Brave and the Bold” dove, con le sceneggiature di Bob Haney, che poi criticherà (Haney, certamente più legato come esperienze ai tardi ’40, scrive per un fumetto destinato prettamente agli adolescenti), disegna con successo vari team-up tra “Batman” e altri eroi DC come Deadman, Flash, New Titans, Aquaman e il Sgt. Rock, ridefinendo nel passaggio alcuni vecchi characters come Green Arrow che insieme a Green Lantern, sarà protagonista in seguito, di una saga acclamata dalla critica e, per i difficili temi trattati, uno per tutti: la droga, estremamente adulta.

Il debutto di Batman

Incoraggiato dal travolgente successo di Superman, il business manager della DC, Jack Liebowitz, unì le forze con l’editore M.C. Gaines (che portava con sé il suo giovane e perspicace editor Sheldon Mayer) per lanciare una nuova linea di fumetti sotto le bandiere della All American Publications. La All American e la DC instaurarono un rapporto d’amicizia che comportò anche uno scambio di personaggi tra i loro titoli.
La Golden Age era ormai in pieno svolgimento quando titoli della All American come All-American Comics, Movie Comics e Mutt & Jeff si riversarono nelle edicole. Per quanto riguarda la DC, Superman ottenne una serie tutta sua e finì sui quotidiani con una propria striscia, ma la notizia più importante dell’anno fu l’acquisizione da parte dell’editor Vin Sullivan del nuovo eroe dello scrittore Bill Finger e del disegnatore Bob Kane – un vigilante mascherato chiamato Batman. “Sembrava un personaggio interessante”, disse Sullivan: “Penso che nessuno avesse capito che sarebbe diventato quello che è oggi”.

Detective Comics 27
La seconda superstar della DC debuttò nella storia principale di questo albo, scritta da Bill Finger e disegnata da Bob Kane (di cui all’interno di questo post troverete una esclusiva intervista), sebbene mancasse ancora di molti degli elementi che l’avrebbero resa una leggenda, come la Batmobile. In ogni caso, anche se era ancora “in costruzione”, Batman possedeva già una forza iconica, con il suo costume del colore dell’ombra, la sua silhouette distintiva caratterizzata dalle “orecchie di pipistrello” e fenditure bianche al posto degli occhi.
Presentato come il mondano e annoiato Bruce Wayne, Batman si dimostrò spietato, mandando all’altro mondo i criminali con feroce soddisfazione (“Una fine appropriata per uno della sua specie”, disse dopo aver spedito con un pugno un truffatore in una vasca di acido), commissario di polizia Gordon fu l’unico comprimario di Batman ad apparire al suo debutto. Lo scrittore Gardner Fox subentrò a Finger in alcuni episodi successivi, introducendo gadget come il Batarang e Batgyro (un ibrido tra un elicottero e un aeroplano).