La notte di Batman

La notte illumina il Cavaliere Oscuro, un ossimoro che ha la sua ragione di esistere dal 1939.

Batman Day 21 Settembre 2019 – Roma Hotel NH Piazza dei Cinquecento

Il Pipistrello scorrazza sui tetti avvolto nel silenzio della notte di Roma.
Non si mostra a chiunque, non lo fa mai.
Ma questa è la sua gloriosa notte, quella che ci ricongiunge con i suoi creatori: Bob Kane e Bill Finger.

E’ la notte in cui ripetiamo più volte la nostra esultanza guardando il Batsegnale che si staglia nel cielo notturno!

Non esiste più lontananza tra i suoi fans e i suoi creatori.
Per gli oppressi questa è la notte in cui le lacrime non vincono più. Il dolore non vince più. Lo smarrimento non vince più. Il male non vince più! Bruce Wayne dopo aver pianto, sofferto, vissuto lo smarrimento, per la morte dei suoi genitori è diventato Batman.
Ora il Bat segnale è visibile in cielo e con l’esplosione di gioia dei fans, Batman riceve un dono per i suoi 80 anni di vita.
Questo è un momento di una tenerezza e di una profondità d’amore senza limiti per il Cavaliere Oscuro.
Batman, e tutti i suoi fans fanno festa questa sera. Si sono uniti al party diversi disegnatori italiani che hanno succeduto i creatori: David Messina, Eleonora Carlini, Emanuel Simeoni, Emanuela Lupacchino, Fabio Listrani

ed il gruppo di figuranti dei Gotham Shadows.

Lasciamo che questa notte risvegli nell’intimità del cuore di ogni singolo fans la gioia di aver potuto conoscere un detective così speciale.

Per questa notte meravigliosa dedicata a noi fans, si ringrazia la DC Comics, la Warner Bros. Ent. Italia e la Rw Edizioni e per essa il loro Social Media Marketing Raffaele Il Raffo Coppola, un vero promoter del fumetto.

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The Bat-man 1939

Il 1939 era iniziato da poche settimane. Ogni giorno giornalai e drogherie presentavano un numero sempre maggiore di albi a fumetti. Eroi intrepidi nei lontani mari d’Oriente, animaletti parlanti buffi e divertenti, G-Men federali in tenace guerra contro gangsters e corrotti. L’offerta di comics soddisfaceva ogni tipo di pubblico. La TV era ancora troppo giovane, mentre la narrativa grafica era già a uno stadio avanzato. Nella conquista dei cuori americani non aveva molti rivali: cinema, radio e riviste di letteratura pulp. Una competizione aspra, ma leale.
Nella primavera del ’38 un nuovo personaggio, a bordo di un razzo proveniente dal moribondo e lontano pianeta Krypton, era approdato sulla Terra dei Comics. Il nobile e invulnerabile Superman, Adamo di tutti i super eroi. Nel 1939 ACTION CO­MICS, il magazine che ospitava le sue av­venture, superò il mezzo milione di copie mensili, con un trend in forte ascesa. Alla NATIONAL PERIODICALS si decise di raddoppiare la dose, aggiungendo le ristampe, che presto divenne un bimestrale di storie originali. Furono pubblicate strips persino sui quotidiani. Gli autori di Superman – Jerry Siegel e Joe Shuster – guadagnavano 800 dollari alla settimana. Era uno stipendio da sogno per un ventiduenne sveglio, ma privo di mezzi, come Bob Kane.

Quando VINCENT SULLIVAN, l’editor della National conosciuto un anno prima, gli confidò la cifra, Bob stentò a crederci. Le sue parole, rievocate tempo dopo dallo stesso Sullivan, furono suppergiù queste: “Lavoro su personaggi di ripiego e su strip che hanno solo una funzione riempitiva. Tutta roba umoristica. Incasso circa 40 dollari a settimana e sbarco a fatica il lunario. Se mi garantisci i guadagni di Siegel & Shuster, ti consegnerò un secondo Superman sul tavolino entro lunedì”. Questa conversazione tra Kane e Sullivan ebbe luogo un venerdì. C’era l’intero weekend davanti. Un weekend fortunato perché segnò la nascita di un’icona dell’immaginario fumettistico mondiale!


Tornato a casa, Kane si affannò a buttar giù sketch preliminari, cercando l’ispirazione giusta, abbozzando le linee fondamentali del suo super eroe. In quel momento non si curò delle origini. Per quanto assurdo possa sembrare, il racconto del macabro omicidio in Crime Alley non era neppure lontanamente nei suoi pensieri. Joe Chill che massacra i coniugi Wayne di fronte agli occhi innocenti del figlioletto Bruce, l’ossessione di vendetta maturata da Bruce fino alla nascita dell’alter ego Batman… Nessuno, oggi, saprebbe concepire il Dark Knight senza la sua traumatica esperienza infantile. Non esiste Bat-racconto di un certo rilievo, recente o meno recente, che non riprenda a suo modo l’evento. Ma quel fine settimana del 1939, Kane non se ne preoccupò affatto. A lui premeva trovare un design “forte” per il suo character. Un look capace di impressionare al primo sguardo e di attirare sin dalla copertina la curiosità del lettore. Per le origini ci sarebbe stato tempo in seguito (e infatti arriveranno sei mesi dopo, nel novembre 1939).
Per chissà quale imperscrutabile motivo, continuava a ronzargli in testa una macchina volante sostenuta da una coppia di immense ali da pipistrello. Si chiamava l’ornitottero. L’aveva dipinta, secoli addietro, un certo Leonardo da Vinci. Kane ne era rimasto affascinato, e gli sembrava perfetto combinare quell’alata figura rinascimentale con i film d’azione che avevano rallegrato la sua adolescenza. Centinaia di pellicole in bianco e nero, decine e decine di sabati pomeriggio trascorsi al cinema, un mare di immagini e di ricordi riaffiorò nel breve volgere di qualche ora.
Da un film del 1921, THE MARK OF ZORRO, interpretato dalla stella del muto Douglas Fairbanks (e tratto dal romanzo di Johnston Mc Culley), Kane rubò il carattere dell’uomo in maschera.

Il campione del Bene che combatte il Male grazie alla sua abilità acrobatica e ginnica. Indolente dongiovanni di giorno, vendicatore mascherato di notte: Zorro lasciava una cospicua eredità al BatMan. Altrettanto la nascita del Cavaliere Oscuro deve in riconoscenza ai film dell’orrore, così in voga negli Anni ’30. In quel fatale weekend, Bob Kane recuperò dai suoi ricordi di fanciullo, un’opera del 1930: THE BAT WHISPERS (la seconda versione cinematografica di THE BAT, un giallo scritto da Mary Roberts Rinehart). Nel film Chester Morris era il cattivo di turno. Ma grazie al costume da pipistrello che indossava, emergeva subito come la vera star.


Al completo da pipistrello, Kane aggiunse il tocco d’eleganza del mantello. Anche qui si sprecavano i precedenti sul grande schermo, primo fra tutti il DRACULA uscito nel 1931, con un immortale Bela Lugosi. Dopo aver sciolto gli ultimi dubbi, il giovane artista chiamò ad aiutarlo l’amico e collaboratore Bill Finger, di appena un anno più giovane. I due lavoravano insieme alla strip di RUSTY E I SUOI COMPARI, serie minore pubblicata nell’antologico “Adventure Comics”.

Possiamo immaginare quel colloquio telefonico del 1939: sogni di gloria e di facili guadagni si saranno alternati a fitte discussioni sull’aspetto di Bruce. Troppe idee, per parlarne a distanza… Al suo arrivo nello studio di Kane, Finger esaminò accuratamente gli sketch. Vide una sorta di Superman, con gli stivali ma privo di guanti, vestito di una tutina rossa vagamente somigliante alla pelle di un roditore volante, gli occhi coperti da una mascherina stile Zorro, il mantello alla Dracula. Fioccarono i suggerimenti. Dall’illustrazione di un pipistrello contenuta nel dizionario Webster, nacque l’idea delle orecchie appuntite e triangolari, mentre si stabili di nascondere completamente il viso, coprendolo con un cappuccio. Il mantello assunse un ruolo di primo piano: quando l’eroe era in volo, doveva somigliare alle ali di un Pipistrello. In un secondo momento, gli occhi del personaggio furono ridotti a inquietanti fessu-re bianche. Era una virata verso l’orrorifico. Da lì a poco, il Detective Mascherato avrebbe viaggiato fino in Ungheria, per massacrare con pallottole d’argento un nugolo di vampiri (Detective Comics n. 31/32, scritto da GARDNER FOX).
Il personaggio era finalmente completo. Con un ultimo tocco di grande eleganza, Finger lo battezzò Bruce Wayne. Al suo socio, Bob Kane, non sfuggi l’assonanza con il proprio cognome. D’altronde, si commentò, Bat-Man amava le nottate in bianco proprio come lui.
Quando la versione definitiva del fumetto venne presentata a Vincent Sullivan, non ci furono dubbi. Questo super eroe così gotico, misterioso, e nel contempo del tutto sprovvisto di poteri soprannaturali, era perfetto per le atmosfere “nere” di DETECTIVE COMICS. Nata nel marzo 1937, questa collana era andata avanti senza particolari acuti fino al numero 26, dell’aprile 1939. Parziale eccezione, forse, si può fare solo per le rare apparizioni di Fu Manchu, e per i racconti del Vendicatore Cremisi, il primo giustiziere incappucciato della Golden Age. Ma adesso, con Bat¬Man, cambiava musica. Eravamo nel maggio del 1939. Chi avesse chiesto una copia di Detective Comics, avrebbe ricevuto il fatidico numero 27…
Il resto? Il resto è Storia. Bill Finger sceneggiò la prima Bat-avventura (“The Case of the Chemical Syndacate”) senza badare granché alla politically correctness. I cattivi morivano tra le fiamme, o giù da un grattacielo, e Bat-Man non batteva ciglio per salvarli dall’atroce fine: se l’erano meritata. Presto sarebbe apparsa anche una pistola nel suo arsenale. Uno strappo narrativo di breve durata, poiché la National ne proibì l’ulteriore uso per non turbare i bambini ed evitare reazioni negative da parte dei loro genitori. Elemento emblematico delle prime storie di Batman divennero le citazioni di altri eroi contemporanei: quelli della letteratura pulp, delle strips e degli show radiofonici. Dalle effervescenti riviste pulp proveniva la maestria scientifica e l’uso di fantagadget tipico di DOC SAVAGE, così come l’alone di mistero e l’ansia implacabile di giustizia caratteristici di THE SHADOW.

Le strisce quotidiane prestarono i grotteschi nemici di DICK TRACY e l’astuzia investigativa di PHANTOM, l’Uomo Mascherato. La radio, infine, propose il modello di GREEN HORNET, ricchissimo vigilante in grado di tramutare le proprie immense fortune personali in un’invincibile armeria anticrimine.
Mentre Finger si dilettava ad attingere nel fitto sottobosco della fiction d’evasione, prendendone in prestito i più popolari archetipi, Bob Kane affinò il suo stile grafico. Il suo modello principe erano le inquadrature innovative del regista Orson Welles. In particolare il film “Quarto Potere” (1941) sarebbe divenuto un’autentica fonte di ispirazione per l’artista e per il suo talentuoso aiutante, JERRY ROBINSON.


Ma su quest’accenno a Robinson – uno straordinario disegnatore – ci interrompiamo. Avremo modo di analizzare la saga di Bruce Wayne attraverso note, auguri di compleanno speciali e simpatici ricordi da parte di tanti personaggi del mondo dei fumetti, che avrete modo di leggere, vedere ed ascoltare in esclusiva su queste pagine. Oggi, però, ci interessava solo un incubo, nato in una notte del 1939. Il peggior incubo che potesse mai vivere la mala di Gotham City. Un incubo chiamato Bat-Man.

Hollywood Walk of Fame: una stella per Batman nel 2020

Dopo la stella conferita sulla Hollywood Walk of Fame al co-creatore di Batman Bob Kane il 21 Ottobre 2015, ora è il momento del Cavaliere della Notte. Nell’ambito delle celebrazioni in corso per l’80esimo anniversario di Batman, il Cavaliere Oscuro riceverà, per la categoria cinema una stella sulla Hollywood Walk of Fame. La stella, alla punta di diamante della DC Comics verrà assegnata nel 2020. Oltre ad essere l’80° anniversario della prima apparizione di Batman, questo è l’anno che segna i 30 anni da quando Tim Burton ha letteralmente cambiato il modo di realizzare i film a fumetti con Batman, il blockbuster del 1989 che ha dato il via alla rivoluzione dei supereroi che ancora oggi continua ed ha portato a sette film solisti di Batman finora.

Tra gli altri riconoscimenti per la categoria film figurano Mahershala Ali, Julia Roberts, Spike Lee e Octavia Spencer. Anche il Marvel’s Thor, Chris Hemsworth, sarà presente. Ci sono un sacco di nomi di TV e musica inclusi nella lista dei premiati nel 2020, con onori postumi diretti a Andy Kaufman e Muddy Waters. I candidati sono votati dalla Camera di Commercio di Hollywood, che supervisiona e gestisce la Walk fo Fame. Le icone dei geek precedenti premiate con una stella includono Stan Lee, Mark Hamill e Lynda Carter. I fan stanno facendo una campagna per ottenere Carrie Fisher un onore postumo.

“Le scelte di quest’anno sono state particolarmente singolari”, ha dichiarato Vin Di Bona, presidente della commissione di selezione e Variety Walk of Fame. “Siamo stati in grado di riconoscere i talenti di 35 artisti che hanno già costruito un’eredità qui a Hollywood. Inoltre, siamo stati in grado di celebrare molti nuovi artisti di talento che hanno toccato i nostri cuori in film, televisione, radio e una varietà di categorie musicali “.

L’ultima apparizione sul grande schermo di The Dark Knight è stata nel 2017 Justice League , e la sua prossima apparizione sarà nel 2021, quando Matt Reeves reinventa The Batman per interpretare Robert Pattinson piuttosto che Ben Affleck, il cui incarico si è concluso dopo due film. Il Batman eviterà le domande sullo stato dell’universo cinematografico condiviso di Batman in DC esplorando un momento poco dopo che Bruce Wayne è diventato Batman, quando ha affinato le sue abilità da detective. Secondo quanto riferito, il progetto è il primo di una trilogia pianificata per Reeves, che in precedenza ha dato nuova linfa al franchise Il Pianeta delle scimmie.

Un pò di storia sui personaggi che popolano l’universo di Batman parte 2

BATMAN I

Sulla scia di Superman, eroe solare e positivo simbolo dell’American Dream, nasce nel maggio 1939 il Cavaliere Oscuro, contrapposizione naturale all’ultimo figlio del pianeta Krypton, che, raccogliendo le tematiche consolidate del primo mistery e le figure eroiche nate dai pulps, sfrutta, utilizzando il disegno, le nuove visioni regalate dall’esperienza cinematografica del genere. Le macchine volanti e le straordinarie invenzioni di Leonardo Da Vinci unite ad un fisico imponente (bellamente ricalcato da quello del collega Superman) sono le basi di lavoro di Robert Kane, usate per la costituzione di un eroe immediatamente arricchito dai suggerimenti presi da “The Bat Whisper”, diretto nel 1930 da Roland West in 35 mm (in realtà remake di “The Bat”, film muto del 1915 tratto dalla novel “The Circular Staircase” della regina del “mistery” Mary Roberts Rinehart), in cui un criminale mascherato da pipistrello colpisce, annunciando anticipatamente le sue malefatte. L’identità psicologica del nuovo character sarà invece completamente sottratta dal film avventuroso “The Mark of Zorro” (1920), interpretato dallo scattante Douglas Fairbanks Sr., nella doppia parte di annoiato playboy e di spietato vendicatore. La crescita parallela del nuovo medium cinema con il successo opportuno del primo cinema di vampiri, al quale fa da apripista il famoso Dracula diretto da Tod Browning e interpretato da Bela Lugosi nel 1931, oltre la tendenza poliziesca dei vari serials radiofonici come The Shadow, scolpiscono presto una figura in bilico tra detective e horror story che il lavoro dello sceneggiatore William Finger, solo più tardi riconosciuto, aiutò a sviluppare con i risultati sorprendenti che conosciamo. Batman assume cosi le sembianze di un gigantesco pipistrello e appare per la prima volta nel n.27 di Detective Comics, in “The Case of the Chemical Syndicate”.

Detective Comics #27 (05/1939)

Solo nel n.33 però, sarà svelata la sua drammatica origine: in una tarda sera del 1925, al ritorno dal cinema (il film visto non sarà specificato ma, col tempo, diventerà prima un’interpretazione di Rodolfo Valentino poi, con Frank Miller, proprio “The Mark of Zorro” anche se, per ridatare le avventure post-Crisis, nel suo remake del 1940, nell’interpretazione di Tyron Power), la famiglia Wayne viene affrontata da un criminale che, alla reazione del padre di Bruce, il Dott. Thomas, lo uccide con un colpo di pistola. Un’altro proiettile troncherà per sempre le grida di sgomento della madre davanti al loro bambino. Da allora il piccolo Bruce consacrerà tutta la vita alla vendetta e, anche se in seguito la strada della giustizia prenderà il sopravvento, molti assassinii a sangue freddo costelleranno i primi anni della sua carriera di vigilante. Nuovi particolari arricchiscono nel tempo la lunga storia di Batman a dispetto della non-continuity, caratteristica della prima National Comics (ribattezzata poi DC dalle iniziali di Detective Comics), costituendo piano piano la saga vera e propria. Scopriremo infatti solo nel 1956, nella storia intitolata “The First Batman” (Detective Comics n.235, disegnata da Sheldon Moldoff), che il primo ad indossare il costume da pipistrello è stato lo stesso Thomas Wayne, anche se con la semplice intenzione di non sfigurare ad un ballo in maschera dell’alta società. L’avventura svela inoltre come Joe Chili, assassino dei genitori di Bruce, fosse in realtà la pedina di Lew Moxon, boss della malavita locale, che, arrestato per intervento del Dottor Wayne, rapito per curare una ferita del gangster, vuole così vendicarsi dell’uomo. Il Batman, con l’aiuto di Robin, indosserà nuovamente il costume del padre provocando la tragica fuga di Moxon, investito, come da copione, da un autocarro. Una fine che rispetta, siamo nei primi anni del Comics Code, i canoni del Batman che opera nella piena legalità, un’impostazione vista in precedenza anche su “The origin of Batman” (Batman n.47, disegnato nel 1948 da Bob Kane e Lou Schwartz), albo che segna la fine del killer Joe Chili, ucciso dai suoi compari quando racconta come lui stesso sia colpevole della genesi del Cavaliere Oscuro. Di nuovo una scappatoia narrativa che impedisce al Pipistrello una vendetta cruenta. L’ultimo Batman, a cui Frank Miller costruisce addosso una nuova origine, è una figura cupa, sempre più) oppressa dalla sua missione di giustizia, un personaggio che vive nelle numerose Graphic Novels, destinate ad un mercato adulto, l’amarezza di pesanti sconfitte e la frustrazione di una società che non rispetta i più deboli, fino alla pesante accusa di essere oramai pazzo come i maniaci che combatte. La morte di Jason Todd, il rifiuto di Vicki Vale e la solitudine, lo portano a superare la soglia di resistenza allo stress fisico e mentale, condizione che Bane sfrutterà nella violentissima saga di Knightfall.

Batman e Zorro: il binomio lega i due supereroi. Ecco svelato il perchè.

Zorro nasce il 9 agosto del 1919 nel romanzo The Curse of Capistrano di Johnston McCulley, pubblicato a puntate sul settimanale di storie pulp All Story Weekly. L’eroe nerovestito, il cui vero nome è Don Diego de la Vega, è un celebre personaggio immaginario, eroico giustiziere mascherato e abile spadaccino, le cui gesta si svolgono nella California del periodo del dominio spagnolo. Anche lui fa parte dei supereroi il genere per eccellenza del mondo dei fumetti, nato negli Stati Uniti negli anni ’30 e da lì diffusosi in tutto il mondo. Un genere che si caratterizza principalmente per avere personaggi disegnati come persone comuni ma dotati invece di poteri straordinari e per trattare tematiche legate alla guerra o allo scontro tra il bene e il male, al desiderio di vendetta del cattivo e quello di giustizia dell’eroe.

Zorro è il primo eroe mascherato ad apparire sia in un racconto d’avventura americano sia nel mondo del cinema, nonché fonte d’ispirazione per vari supereroi, tra i quali Batman di Bob Kane e Bill Finger.

La possibilità di guadagnare di più spinse Bob Kane a mescolare in un unico personaggio molte delle icone e delle fonti che allora avevano maggior successo al cinema e sui pulp magazine. Bob Kane, affascinato dall’Italia e dai progetti ingegneristici di Leonardo da Vinci, ha unito l’ingegno leonardesco nell’ideazione di macchine complesse e fantastiche con le visioni suggerite da due film: Il segno di Zorro del 1920, con l’eroe solitario che combatte contro le ingiustizie, e l’horror The Bat del 1926 (del quale venne realizzato un remake sonoro nel 1930, The Bat Whispers).Quindi, se esistono alcune somiglianze tra i due eroi è ancora più vero che Zorro è stato fonte di ispirazione anche per altri eroi dalle identità segrete quali Superman, l’Uomo Ragno, l’Uomo Mascherato, Lone Ranger, senza contare eroi neri come Kriminal e Satanik.

Per il personaggio di Batman, non solo nell’idea, ma anche nel racconto troviamo il marchio di Zorro, infatti Bob Kane e Bill Finger, ci fanno vivere il dramma di Bruce Wayne,

raccontandoci che una sera del 26 giugno, insieme al padre Thomas e alla madre Martha, vanno al cinema per vedere Il segno di Zorro;

all’uscita i genitori vengono rapinati da Joe Chill, che nell’aggressione li uccide e il bambino, rimasto traumatizzato, promette un giorno di iniziare a combattere i criminali con lo scopo di rendere la città di Gotham un luogo più sicuro. Bruce, ereditato il patrimonio di famiglia, viene cresciuto dal maggiordomo Alfred Pennyworth e, raggiunta la maturità, gira il mondo apprendendo arti marziali e tecniche investigative dai migliori maestri. Ritornato a casa, un pipistrello irrompe da una finestra della villa dandogli l’idea di realizzare un travestimento ispirato all’animale per spaventare i criminali.

Nei romanzi di McCulley, così come successivamente nei fumetti di Bob Kane, sono tracciate le essenziali caratteristiche dei due cavalieri oscuri: l’audacia e l’astuzia, l’ironia e il romanticismo. Altro elemento comune per entrambi i supereroi è quella di avere al proprio servizio un fedele servo muto: Bernardo che conosce il vero volto di Zorro ed il gobbo Harold Allnut che conosce il vero volto di Batman. Il personaggio di Harold Allnut è apparso nell’universo DC Comics per la prima volta in The Question # 33 ed è stato creato da Dennis O’Neil e Alan Grant, mentre appare per la prima volta in una storia di Batman nell’arco narrativo Penguin Affair. Dopo aver salvato Harold, Batman gli dà una casa e una posizione nella Batcaverna, lavorando come aiutante tecnologico nella sua guerra al crimine.

Nella “DC Rebirth” appare una nuova versione di Harold Allnut. Dopo l’incontro ravvicinato di Batman e Harvey Dent con KGBeast, Duke Thomas li porta in una fattoria dove Harold esegue un intervento chirurgico su Two-Face. Batman spiega a Duke che Harold crea alcuni equipaggiamenti tecnologici per lui e li spedisce a Gotham. La didascalia di Harold lo descrive come “Genius Inventor, Mute, Family”.

Proprio parlando di fumetti, nell’ultima Napoli Comicon abbiamo avuto il piacere di conoscere il disegnatore Alessandro Miracolo presso lo stand dei Capitani Italiani. Alessandro è attualmente al lavoro sulla bella serie “Capitan Napoli” (ottimo lo script di Antonio Sepe) e sulla serie “Zorro” per la casa editrice “American Mythology”.  Questo lo sketch di cui ci ha voluti omaggiare.

Zorro e Batman, sono quindi due eroi che racchiudono in loro gli ideali di giustizia e di libertà, che incarnano lo spirito della ribellione contro la tirannia, che riscattano i propri concittadini. A questo si aggiunge il fascino del mistero dei giustizieri mascherati, del costume nero, che vivono la loro doppia identità segreta come “damerini” intellettuali, un pò paurosi, ma imbattibili nelle loro avventure. Il successo di Zorro, così come quello di Batman, ancora è di così vaste proporzioni da annoverare, oltre ai romanzi, i film e le serie televisive, anche pubblicità, produzioni teatrali, radiodrammi, mostre, un film biografico, cartoni animati, fumetti, giocattoli, maschere e costumi di carnevale.

 

Linus reinterpreta Batman. Intervista a Sergio Ponchione

«Batman non è un superhero ma un luogo dell’anima» così lo definisce Graziano Origa. «Indubbiamente molto affascinante, da sconfinare a volte nei territori del fumetto underground che amo» Sergio Ponchione. Questo e tanto altro su Linus n. 5 di Maggio 2019 per festeggiare gli 80 anni di Batman.

Le celebrazioni mondiali dell’80esimo anniversario di Batman hanno già avuto la loro prima tappa ufficiale in Italia a Romics e successivamente a Napoli Comicon. Entrambe le Fiere del Fumetto, del Cinema, dell’animazione e dei Games, hanno ospitato, in modo diverso, omaggi d’artista, statue e contenuti di diverso genere dedicati all’uomo pipistrello, comparso per la prima volta sulla rivista Detective Comics #27 il 30 marzo del 1939.

Detective Comics #27 (05/1939)

Linus è stata la prima rivista italiana dedicata esclusivamente ai fumetti, destinata a un pubblico adulto. Il suo nome si riferisce all’omonimo personaggio dei fumetti della celebre serie a strisce Peanuts pubblicata sulle pagine del periodico. Linus questo mese è arrivato in edicola per festeggiare il compleanno del nostro amato Cavaliere Oscuro, infatti il n. 5 di Maggio 2019 è un numero interamente a lui dedicato.


La cover del nuovo albo è un omaggio alla storica copertina di Batman disegnata da Bob Kane. Basta aprirlo per poter immergersi nelle atmosfere completamente ridisegnate dall’ottimo Sergio Ponchione, il quale ha illustrato un tributo a tema per il racconto “Batman a Viggiù” scritto da Aldo Nove, contenente altre due tavole dello stesso Sergio.
Ad arricchire il numero troviamo anche un bellissimo editoriale di Igort Tuveri, un buon approfondimento di Graziano Origa dal titolo Batman & Robert, la storia Il Bat-Man e il caso del sindacato chimico, altri due tributi disegnati da Davide Toffolo, ai quali si aggiungono due incredibili pagine di omaggio a Batman di Antonio Lapone. La pellicola scorre nel sangue è l’approfondimento della storia cinematografica di Batman, curato da Andrea Fornasiero, al quale si associa un “lampo” di Giuseppe Sansonna dedicato al Joker di Phoenix e una breve rubrica di Giovanni Boccia Altieri. Insomma, si tratta di un numero per veri collezionisti del mondo di Batman.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Sergio Ponchione il quale ci ha spiegato la genesi della copertina da lui illustrata.

Batman – Copertina di Linus n. 5 Maggio 2019

Fin da giovanissimo, dopo il diploma dell’istituto d’arte, hai iniziato a pubblicare i tuoi lavori. Raccontaci qualcosa della tua carriera artistica.
Prima avevo già pubblicato qualcosa su fanzine e simili, ma l’inizio professionale è nel 1999, collaborando con Sergio Bonelli Editore a un racconto di Zona X per passare poi a Jonathan Steele. Avevo 24 anni e da allora ho fatto un pò di tutto: libri come autore completo (Obliquomo, Grotesque, Memorabilia), disegni per serie in edicola (Jonathan Steele appunto, Mercurio Loi), racconti e illustrazioni per riviste (Linus su tutte) e autoproduzioni, disegni per l’editoria scolastica e copertine di libri. Mi piace misurarmi con diverse realtà editoriali, mantiene vivi gli stimoli creativi.

Quali sono i tuoi modelli di riferimento, se ne hai, nell’ambito della nona arte ?
Sono troppi. Per evitare lunghi eventi ne nomino solo uno, ma musicale: Frank Zappa. La sua filosofia musicale, creativa e lavorativa rimane la mia guida e cerco sempre di applicarla al tavolo da disegno.

Il tuo stile a volte sembra di avanguardia ed altre volte è molto personale, quasi intimista e pare provenire più da un tuo stato emotivo. E’ una impressione corretta?
Sì, abbastanza. Credo traspaiano i miei stati d’animo perchè cerco di trasmettere la mia visione delle cose, gli aspetti di realtà e irrealtà che più mi colpiscono, enfatizzandoli secondo il mio carattere. Amo il grottesco proprio perchè è il confine suggestivo fra questi due scenari.

Quale e’ il tuo rapporto con i super eroi dei fumetti e con Batman in particolare?
Adoro i super eroi fin da bambino. Ne ho letti chili e chili. Ora più saltuariamente ma sempre con grande affetto. Di Batman ho sempre apprezzato molto il suo lato oscuro, notturno. L’ho letto meno degli eroi Marvel perchè quando divoravo fumetti nei primi anni 90 era poco pubblicato in Italia, ma ne recuperavo diversi albi speciali in originale. Oggi rimane uno dei personaggi che leggo con grande piacere. La sua natura umana senza super poteri lo ha forse mantenuto più credibile e appassionante di altri suoi colleghi mascherati.

Hai realizzato la copertina del n. 5 di Linus con un bellissimo omaggio ai primi anni del personaggio. Ci racconti qualche retroscena o curiosità che ne ha preceduto la realizzazione ?
Come è nata l’idea di celebrare gli 80 anni di Batman e quale è stata la genesi della copertina?
L’idea credo sia nata da Igort, direttore attuale di Linus, ma me l’ha comunicata Stefania Rumor dalla redazione. Ovviamente l’idea del reboot mi è piaciuta subito, amante come sono della rimanipolazione del materiale altrui. Mi hanno mandato un impaginato con la copertina originale che intendevano riproporre e ho cercato un pò di reinterpretazioni già fatte di copertine on line, come Alex Ross per Detective Comics #27 e altri. Potevo essere fedele o stravolgere l’originale, ho scelto una “fedele rimanipolazione”. Per le illustrazioni interne del racconto di Aldo Nove ho invece fatto un Batman meno grottesco ma spero altrettanto d’effetto. Il tutto è stato poi approvato dalla DC Comics e voilà.

Cosa ti piace di più delle atmosfere create da Bob Kane?
Confesso di non averlo mai seguito molto, ma l’aspetto naif del suo lavoro è indubbiamente molto affascinate, da sconfinare a volte nei territori del fumetto underground che amo.

Quale è la tua storia di Batman preferita e perchè?
Se la giocano The Killing Joke e Batman: Year One, ma direi più la seconda, meno sperimentale della prima ma ugualmente riuscita. È perfetta, asciutta, equilibratissima. Un vero manifesto del personaggio per vecchi e nuovi lettori.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato e ti auguriamo un grosso in bocca al lupo per il proseguimento della tua carriera.
Grazie a voi!

Buon compleanno Bruce Wayne

In tanti pensiamo al compleanno di Batman che quest’anno compie 80 anni, ma ci siamo mai chiesti quale è il giorno del compleanno di Bruce Wayne?

Bruce Wayne compie gli anni oggi, il 19 febbraio (è difficile sapere quanti), ma il filantropo, miliardario di Gotham City, è anche colui che veste i panni di Batman, donando ai cittadini il sogno di una città ripulita dal crimine. Nato genio creativo di Bob Kane e Bill Finger, ha fatto la sua prima apparizione nei fumetti nel maggio del ’39 in Detective Comics #27. La data di nascita di Bruce ci viene rivelata dal calendario DC Comics del 1976 pubblicato qui, dove potete trovare le date di nascita di tutti gli altri personaggi DC Comics.

Bruce Wayne

La figura di Bruce Wayne spesso viene offuscata da quella dell’eroe Batman, ma per molti versi, Bruce Wayne è morto la notte in cui i suoi genitori furono assassinati a Crime Alley, tanti anni fa. Nella mente di Bruce, da quel giorno, Batman è diventato la realtà dominante, poiché la sua sete di giustizia offusca tutti gli altri bisogni e desideri personali. Assolutamente determinato nella propria crociata, Bruce si vede unicamente come il Cavaliere Oscuro. Bruce Wayne, playboy miliardario e annoiato, ben noto a tutta Gotham City è uno specchietto per le allodole, per sviare l’attenzione dal fatto che le sue opere di beneficenza diventano ben più concrete quando il giorno cede il passo alla notte, e Batman indossa i suoi “abiti da lavoro”.

Tanti auguri Bruce ed almeno altri 100 di questi giorni!