BATMAN E L’ERA DI NEAL ADAMS Parte 1/2

Nell’immaginario collettivo Batman ha assunto necessariamente molte fisionomie, da Bob Kane passando per il duo di disegnatori, Mike Manley e Josef Rubistein, il personaggio affronta il lento cambiare delle mode e del tempo fino a diventare figlio, ai giorni nostri, della nuova ondata cyberpunk dalla quale pesca una pesante e fantascientifica corazza. Le cause di ogni variazione: stupire il lettore, rinnovare i contenuti e, soprattutto, evolversi con i tempi. Con il termine della serie TV nel Marzo 1968, il Batman grafico, già profondamente adattato al clima paradossale proposto nelle trame camp da Adam West e Burt Ward, viene reclamato ancora una volta dall’oscurità della notte. Il pubblico comincia a rifiutare i giochi cerebrali dei vari Joker, Riddler e Penguin, sviluppati tra oggetti enormi e scenografie pacchiane che, durante gli anni dello show televisivo, erano stati trasferiti integralmente sulla carta dei comics e, grazie anche alle nuove impostazioni psicologiche del tema supereroistico presentate dalla rivale “Marvel Comics”, pretende una figura più convincente e definita. L’America vive in questi anni le rivolte urbane legate alla lotta per i diritti civili della popolazione di colore, assistendo attonita ai primi scontri a Los Angeles, nel Distretto di Watts, nell’Agosto del 1965, continuando fino al 1967 con dimostrazioni in più di cento città. A Detroit, dove muoiono 43 persone e i danni alle proprietà raggiungono il mezzo miliardo di dollari, gli scontri sono così violenti che solo l’invio di paracadutisti e la Guardia Nazionale riescono a ripristinare l’ordine. Il Presidente Lyndon Baines Johnson presenta il rapporto finale della commissione d’inchiesta proprio nel Marzo 1968, mese in cui si conclude lo show per la ABC TV, imputando le sommosse a “Discriminazione e segregazione razziale nell’ambito delle assunzioni, dell’istruzione e dell’attribuzione degli alloggi”. Una nuova ondata di violenza esplode però nell’Aprile successivo con l’assassinio di Martin Luther King a “Memphis” nel Tennessee. Su tutti i problemi interni della Nazione, aleggia funesta la guerra nel “Vietnam” che alla fine del 1968 ha raggiunto il costo di 30 miliardi all’anno, con 30000 morti e 170000 feriti, dando origine a una crescente opposizione popolare che si manifesta con dimostrazioni contro il conflitto nelle quali gli studenti delle Università hanno un ruolo di primo piano. Inutile dire come in questo clima di violenta mutazione, il lettore americano medio, cerchi anche negli eroi di carta una ben diversa dimensione, un livello più realistico e quindi anche molto meno ottimista di quello proposto nei primi anni ’60. Fin questa ottica che si inserisce il rinnovamento stilistico di Neal Adams, uno dei disegnatori base del ritorno alle tenebre del pipistrello di Gotham City. Nato il 15 Giugno 1941 a New York, Adams si perfeziona alla Manhattan’s School of Industria Arts dove segue idealmente le sue influenze grafiche collegate a grandi nomi del disegno come Joe Kubert, Norman Rockwell, Stan Drake, Russ Heart e, alcuni maghi dell’illustrazione degli anni 50, Alfred Darne e Al Parker. L’artista inizia la sua carriera nel 1959 disegnando per vari titoli della “Archie Comics” e operando su Bat Masterson, una comic strip basata su l’omonima serie TV, che lo porta a contatto con il campo pubblicitario per cui lavorerà, nello studio di Howie Nostrand, creando spot commerciali per clienti come la “Esso”, la “Norelco”, “Tintex”, e molti altri. Ancora da uno show televisivo, la Ben Casey Syndacate Strip che impegnerà Adams dal 20 Settembre 1964 al 31 Luglio 1966, un lavoro che il suo stile unico e il disegno sperimentale, portò al successo in 365 quotidiani, attraversando tutto il Paese e decretando un primo incredibile trionfo del disegnatore. Dopo aver deciso di abbandonare le strisce giornaliere alla conclusione di Ben Casey, Adams arriva alla National Periodica’ Publications, in seguito DC, dove, lavorando sotto la super visione dell’ Editor Murray Boltinoff, continua l’ esperienza col fumetto comico disegnando sulle testate di Bob Hope e Jerry Lewis. Con i primi passi su Strange Adventures e l’allora nuovo character di “Deadman” a fianco di Jack Miller, l’artista continua la sua evoluzione dal fumetto comico fino a collocarsi fermamente, disegnando tra l’altro alcune copertine di Superman per Mort Weisinger e poche storie di guerra curate da Bob Kanigher, nel genere supereroistico a lui più congeniale. Il primo lavoro su Batman è una copertina per il n. 370 di “Detective Comics” nel Dicembre 1967, prologo di una accurata ricostruzione grafica dell’uomo pipistrello che entrerà nella storia del fumetto. “Allora, Batman era trattato come un cartoon” dice lo stesso Adams, rievocando i suoi inizi alla DC, in una intervista del 1983 con Will Eisner (l’autore di Spirit).

“Gli autori stavano creando tranquillamente storie simili a quelle dello Show TV Batman. Cosi iniziai chiedendo all’Editor (Murray Boltinoff) se al posto di una sequenza ambientata di giorno, potevo ambientare la scena di notte. Dissi che si suppone che Batman sia una creatura notturna, avere un ragazzo che gira attorno durante il giorno così equipaggiato, mi sembrerebbe comico. Boltinoff fu d’accordo e, dopo qualche tempo, arrivai al punto di non sentirmi più vicino alle trame di Bob Haney (sceneggiatore) e chiesi all’Editor se potevo fare dei cambiamenti”. Dopo un paio di storie su “World’s Finest”, dove la coppia Superman e Batman interagiva con quella che al tempo era la variopinta folla di comprimari come Jimmy Olsen, Batgirl, Supergirl e Robin, scomodando extraterrestri e gare di abilità nonsense, Neal Adams affronta la prova di “The Brave and the Bold” dove, con le sceneggiature di Bob Haney, che poi criticherà (Haney, certamente più legato come esperienze ai tardi ’40, scrive per un fumetto destinato prettamente agli adolescenti), disegna con successo vari team-up tra “Batman” e altri eroi DC come Deadman, Flash, New Titans, Aquaman e il Sgt. Rock, ridefinendo nel passaggio alcuni vecchi characters come Green Arrow che insieme a Green Lantern, sarà protagonista in seguito, di una saga acclamata dalla critica e, per i difficili temi trattati, uno per tutti: la droga, estremamente adulta.

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Il debutto di Batman

Incoraggiato dal travolgente successo di Superman, il business manager della DC, Jack Liebowitz, unì le forze con l’editore M.C. Gaines (che portava con sé il suo giovane e perspicace editor Sheldon Mayer) per lanciare una nuova linea di fumetti sotto le bandiere della All American Publications. La All American e la DC instaurarono un rapporto d’amicizia che comportò anche uno scambio di personaggi tra i loro titoli.
La Golden Age era ormai in pieno svolgimento quando titoli della All American come All-American Comics, Movie Comics e Mutt & Jeff si riversarono nelle edicole. Per quanto riguarda la DC, Superman ottenne una serie tutta sua e finì sui quotidiani con una propria striscia, ma la notizia più importante dell’anno fu l’acquisizione da parte dell’editor Vin Sullivan del nuovo eroe dello scrittore Bill Finger e del disegnatore Bob Kane – un vigilante mascherato chiamato Batman. “Sembrava un personaggio interessante”, disse Sullivan: “Penso che nessuno avesse capito che sarebbe diventato quello che è oggi”.

Detective Comics 27
La seconda superstar della DC debuttò nella storia principale di questo albo, scritta da Bill Finger e disegnata da Bob Kane (di cui all’interno di questo post troverete una esclusiva intervista), sebbene mancasse ancora di molti degli elementi che l’avrebbero resa una leggenda, come la Batmobile. In ogni caso, anche se era ancora “in costruzione”, Batman possedeva già una forza iconica, con il suo costume del colore dell’ombra, la sua silhouette distintiva caratterizzata dalle “orecchie di pipistrello” e fenditure bianche al posto degli occhi.
Presentato come il mondano e annoiato Bruce Wayne, Batman si dimostrò spietato, mandando all’altro mondo i criminali con feroce soddisfazione (“Una fine appropriata per uno della sua specie”, disse dopo aver spedito con un pugno un truffatore in una vasca di acido), commissario di polizia Gordon fu l’unico comprimario di Batman ad apparire al suo debutto. Lo scrittore Gardner Fox subentrò a Finger in alcuni episodi successivi, introducendo gadget come il Batarang e Batgyro (un ibrido tra un elicottero e un aeroplano).

Batman: i suoi cambiamenti in 5 punti

In 79 anni di storia Batman ha effettuato numerosi cambiamenti per andare incontro ai gusti del pubblico. Ne ricordiamo insieme solo alcuni.

La prima apparizione in assoluto di Batman avvenne nel marzo del 1939, ben 79 anni fa. Da allora l’uomo pipistrello ha subito numerosi cambiamenti per andare incontro al gusto del pubblico e per rimanere al passo coi tempi. Abbiamo cercato di limitarci ai 5 più significativi, per svelarvi alcune cose che con ogni probabilità sono rimaste sepolte nel passato.

  1. Origine misteriosa

La prima apparizione di Batman avvenne nel n.27 di Detective Comics del marzo 1939. Del supereroe non si conosceva nulla. Solo 6 mesi dopo la DC Comics decise di svelare la vera identità dell’uomo pipistrello e Bruce Wayne fece il suo ingresso nel mondo del fumetto. Infatti nel fumetto Detective Comics n. 33 (novembre 1939), i lettori scoprono che la missione del Cavaliere Oscuro è il risultato di un orrendo trauma: vede i suoi genitori morire uccisi da due colpi di pistola durante una rapina.

  1. Addio alle pistole

All’inizio Batman utilizzava le pistole. Nel 1940 però, quando uscì il primo fumetto intitolato proprio “Batman” si assistette ad una vera e propria rivoluzione: Batman non aveva più le pistole con cui uccideva i malviventi. Nel primo numero della serie furono inoltre introdotti anche i personaggi di Joker e Catwoman.

  1. Robin

Il fedele compagno di Batman arrivò solo nell’aprile del 1940, sul numero 38 di Detective Comics. Robin è stato ideato seguendo le illustrazioni di Robin Hood di N.C. Wyeth e fu pensato sia come spalla, sia per far dialogare Batman con qualcuno visto che fino ad allora era un personaggio estremamente solitario.

  1. La Bat-mobile

I primi anni Sessanta hanno coinciso con una crisi del fumetto di Batman a tal punto che nel 1964, come affermò Bob Kane (l’ideatore del personaggio insieme a Bill Finger), si pensava di chiudere bottega. Fortunatamente ci ripensò e affidò il tutto all’editor Julius Schwartz: egli portò nuova linfa vitale all’uomo pipistrello e introdusse la mitica Bat-mobile, rinnovò i costumi e scelse Carmine Infantino come disegnatore. Cliccando qui troverete le Batmobili a confronto, mentre qui sotto potete notare la Bat-mobile del fumetto Batman n. 20 Dicembre 1943-Gennaio 1944, disegnatore Dick Sprang.

  1. Le morti di Robin

Come tutti sappiamo nel corso della storia di Batman, ci sono stati ben 5 Robin:

Dick Grayson (in seguito diventato Nighwing)
Jason Todd (ucciso dal Joker, ma ricomparso nelle vesti di Cappuccio Rosso II, così come successivamente assume quella di Red Robin, Wingman e Cavaliere di Arkham solo in Batman: Arkham Knight)


Tim Drake (a seguito dell’evento di Batman R.I.P., nel 2009 DC Comics rilanciò il personaggio con una nuova identità segreta e un nuovo costume di Red Robin, dando al personaggio una propria testata autonoma)
Stephanie Brown (esordisce come Spoiler, ma diviene famosa, per aver nel tempo vestito i panni di Robin nel 2004 e quelli di Batgirl nel 2009).
Damian Wayne (figlio di Bruce Wayne e Talia al Ghul, idea introdotta nella trilogia IL FIGLIO DEL DEMONE, LA SPOSA DEL DEMONE E LA NASCITA DEL DEMONE acquisito da Grant Morrison nella continuity). Tre di loro quindi sono morti in battaglia uccisi da Joker e Maschera Nera. Damian Wayne invece, figlio di Bruce, fu assassinato da un suo clone creato dalla madre Talia Al Ghul.

‘Batman & Bill’ rivela la storia delle origini del Cavaliere Oscuro

Per 75 anni, Bob Kane è stato accreditato come unico creatore di Batman. Nei fumetti, libri, serie TV, film il suo nome è stato da sempre associato al nostro eroe. Tuttavia molti fans hanno da sempre riconosciuto anche il lavoro e l’importante contributo di Bill Finger. A 76 anni dalla nascita dell’eroe, e a pochi giorni di distanza dal Batman Day del 2015, DC Entertainment e la famiglia di Bill Finger hanno annunciato di aver raggiunto un accordo che riconosce i contributi significativi del signor Finger ai caracters della famiglia di Batman.

Se lo possiamo riassumere senza mezzi termini quello di Finger fu un intervento importante, basti pensare che senza di lui Batman avrebbe dovuto essere così:

Batman & Bill è un notevole documentario realizzato da Hulu (il servizio internet di video su richiesta che offre film e spettacoli televisivi in diretta, soprattutto di NBC e Fox e di altre reti via cavo) che rivisita il lungo viaggio per ottenere il riconoscimento del lavoro svolto da Bill Finger su Batman.Diretto da Don Argott e Sheena M. Joyce, offre uno sguardo struggente di come lo scrittore è stato trascurato, dimenticato e poi riscoperto. Il film ci mostra quello che Bill ha realizzato per il mondo di Gotham City e di come non ha mai ottenuto il giusto credito che meritava. Batman & Bill ci mostra come Finger ha creato tanti elementi che formano le fondamenta del Cavaliere Oscuro, solo per citarne alcuni:

Sembra quasi il “Fil Rouge” della storia principale del nostro amato protagonista. Bill Finger ha lavorato veramente tanto.

L’eroe di questa storia è Marc Tyler Nobile l’autore, tra le altre cose, del libro Bill the Boy Wonder: The Secret Co-Creator of Batman. Un nerd imperturbabile che si è messo in questo cammino di ricerca scrutando attraverso molti documenti, braccando molti dei suoi contatti e senza mai mollare la presa proprio come farebbe un eroe. Nel documentario vengono riportate le origini di Bill Finger e ci viene mostrato quanto è stata importante la propria famiglia per il cocreatore di Batman.

Il contenuto della storia sembra essere eccezionale, così come il modo in cui questo documentario è messo insieme. Le interviste sono mescolate con delle belle motion comics.
Guardando il documentario, un’ironia è chiara: mentre Finger ha contribuito a creare un eroe che ha combattuto contro l’ingiustizia, a quanto pare, non ha mai combattuto per ottenere un pò di giustizia per se stesso.

Il documentario, mostrato in anteprima il 6 maggio 2017, sarà disponibile sulla piattaforma Hulu da venerdì 23 Giugno 2017.

Per il Batman Day dell’anno 2015 abbiamo creato questo articolo dedicato ad entrambi i creatori di Batman. Troverete anche un esclusivo regalo per voi.

Chi è Batman per i lettori di Batman Crime Solver

Il personaggio creato nel 1939 da Bob Kane e Bill Finger è un “supereroe” nato sulle pagine dei fumetti un po’ sopra le righe.
Infatti Batman non è la maschera sotto cui si cela il miliardario Bruce Wayne. Semmai è il contrario. La vera indole del personaggio è l’uomo pipistrello, mentre la sua copertura è il miliardario di Gotham City, erede di una ricca famiglia, i cui genitori sono stati assassinati sotto i suoi stessi occhi nel vicolo di Crime Alley dopo aver visto al cinema Il segno di Zorro.
Joker:… [punta la pistola a Bruce] Dimmi una cosa amico mio. Danzi mai col diavolo nel pallido plenilunio?
Bruce: [confuso]…Cosa?
Joker: Io lo chiedo sempre a tutte le mie vittime… Sarà perché me ne piace il suono! Ah!

Sì, perché Batman non è l’eroe buono e positivo, ma è genesi riflessa di una crudeltà a cui ha assistito e che ha modificato in maniera indelebile la sua psiche.
La scelta del pipistrello, animale notturno, non è casuale. Rispecchia al meglio l’oscurità che è insita in lui e il superamento di una sua paura profonda e radicata, quella dei pipistrelli, appunto.
Batman rappresenta in maniera concreta la parte oscura dell’uomo, quella che nessuno vuole vedere, né manifestare. Raffigura il conflitto con questo lato oscuro dopo il quale si esce rafforzati, animati da un nuovo spirito interiore. Un lungo viaggio purificatorio dentro la parte di ognuno di noi di cui neghiamo l’esistenza, al termine del quale ci si trova di fronte a qualcosa di prezioso.
Un viaggio personale, individuale, dettato nel caso di Bruce Wayne dalla volontà di affrontare e superare il senso di impotenza e responsabilità per la violenta morte dei genitori.
“La mia vita è… complessa.” (Wayne/Keaton, nel Batman di Burton)
Michael Keaton interpreta Batman

Michael Keaton interpreta Batman

Batman è un eroe diverso nell’anno della sua nascita. Di giorno è un facoltoso uomo d’affari, a metà tra il filantropo e il playboy, di notte è quello che è veramente, un uomo senza superpoteri e con grandi tecnologie che combatte il crimine e le sue mostruosità, diventando così un simbolo di giustizia.
“Io cerco i mezzi per combattere l’ingiustizia, per volgere la paura contro coloro che la usano per depredare!” (Wayne/Bale, in Batman Begins di Nolan)
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Il vero Batman è quello raccontato splendidamente e in maniera cupa e talvolta tragica sulle tavole di Frank Miller, fumettista e sceneggiatore di origini irlandesi, che ha saputo riprendere meglio di qualunque altro l’indole buia del personaggio che si era profilata nei primissimi lavori dello stesso Kane, soprattutto nel suo lavoro più celebrato, Il ritorno del Cavaliere Oscuro, attraverso la matita di David Mazzucchelli.
Un lavoro certosino che ridà nuova linfa all’uomo pipistrello e che anche dal lato tecnico introduce innovazioni degne di nota. C’è un nuovo modo di concepire le didascalie, ma in particolare una rigorosa suddivisione della tavola, alternata con spettacolari splash-page che rendono l’opera uno dei capolavori assoluti del fumetto mondiale.
Anche se Il ritorno del Cavaliere Oscuro (che vi regaliamo in download) è il lavoro più celebrato, se ci atteniamo all’analisi della psicologia del personaggio, certamente l’opera più significativa è Batman: Anno Uno.
Qui Miller, abbandonato il supereroe al crepuscolo nel precedente lavoro, ci riporta indietro nel tempo, al momento della nascita dell’uomo pipistrello. La storia viene raccontata attraverso i pensieri in prima persona di un giovane Bruce Wayne desideroso di vendicare la morte dei genitori, e di un commissario Gordon ancora nelle vesti di tenente, che appena trasferito nella città di Gotham si ritrova a dover affrontare nemici veri (malavita), presunti tali (Batman) e falsi amici (poliziotti corrotti) prima di consolidare la sua posizione. Gli eventi sono sempre datati e si svolgono da gennaio a dicembre a sottolineare che quello narrato è effettivamente il primo anno di vita del giustiziere mascherato. Un fumetto unico, in cui l’azione è confinata in secondo piano, preferendo l’approfondimento dei personaggi e lo scavare nella loro anima. Ampio spazio viene infatti riservato ai problemi interiori di Jim Gordon fra lavoro, etica e famiglia, e ai pensieri di Bruce Wayne alle prese con le sue prime esperienze nelle vesti di Batman. Un fumetto di non-azione, in cui i disegni traducono sentimenti e non atti.
“Le persone mostrano il vero lato di se stesse solo quando stanno per morire.” (Joker/Ledger, ne “Il cavaliere oscuro”)
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Dalla carta, allo schermo. Il corrispettivo di Miller e Mazzucchelli, lo si riscontra in parte in Tim Burton e in maniera più decisa e significativa nei lavori di Christopher Nolan.
Riguardo al primo, bisogna dire che non è mai stato un fan del fumetto ma nel 1989 accetta comunque la sfida e convoca lo sceneggiatore Sam Hamm per scrivere la storia, ispirata ai fumetti The Killing Joke e Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, avvalendosi della collaborazione dello storico creatore Bob Kane (Bill Finger riceverà il suo giusto credito a settembre del 2015).
Contrariamente a quanto farà poi Jonathan Nolan per Batman Begins, Hamm decide di dare il via alla storia nel momento in cui Batman è già una presenza nota a Gotham, e di giustificarne la nascita attraverso dei flashback esplicativi: “distruggi totalmente la tua credibilità se mostri il processo letterale per cui Bruce Wayne diventa Batman”, questa era la sua conclusione.
La scelta del protagonista cade su Michael Keaton, notoriamente attore da commedia e i fan non si dimostrano proprio soddisfatti della scelta dopo i nomi ventilati di Kevin Costner, Mel Gibson, Charlie Sheen, Harrison Ford e Dennis Quaid.
Ma evidentemente, Tim Burton ha le idee chiare sulla sua decisione. Keaton, porta sullo schermo un Batman più umano e nella storia d’amore con la reporter del Gotham Gazette Vicki Vale elimina la tipica misoginia dell’eroe che invece traspare dal fumetto e dai suoi amori perduti.
Ma in questa pellicola, a giganteggiare è la figura del Joker, interpretato alla perfezione da un enorme Jack Nicholson. Altra curiosità: il doppiaggio italiano del Joker è affidato alla inconfondibile timbrica di Giancarlo Giannini.
Anni dopo, ne Il Cavaliere Oscuro è il figlio, Adriano Giannini a doppiare lo sfortunato Heath Ledger.
Curiosità: il ruolo di Vicki Vale, dato poi a Kim Basinger, doveva essere interpretato da Sean Young che si ferì durante le riprese: si fece allora il nome di Michelle Pfeiffer, ma Keaton si oppose visto che aveva una relazione con la donna, l’attore temeva le critiche della stampa.
Ma Batman è comunque nel destino della Pfeiffer.
“Io sono Catwoman. Ascolta il mio ruggito… Miao!” Catwoman – Batman: il ritorno.
Michelle Pfeiffer interpreta Catwoman nel film Batman il ritorno

Michelle Pfeiffer interpreta Catwoman nel film Batman il ritorno

Avrà poi modo di rifarsi nel sequel, Batman: il ritorno, dove interpreta una indimenticabile e sensuale Catwoman.
“Io rido solo esteriormente. Il mio sorriso è solo a fior di pelle. Se tu potessi vedermi dentro, io sto piangendo!!! Puoi unirti a me per il singhiozzo?” (Joker/Nicholson a Vale/Basinger, in Batman di Burton)
Incassi alle stelle e il personaggio dell’uomo pipistrello diventa la gallina dalle uova d’oro. Vari registi fanno a gara per accaparrarsi le produzioni successive. A proseguire il franchise è Joel Schumacher, con una serie di pellicole con scenografie colorate alla Gaudì facendo il verso alla divertente produzione kitsch degli anni ’60 interpretata nella calzamaglia da Adam West e culminata con il film culto del 1966 spin-off della serie, in cui compaiono lo stralunato Joker di Cesar Romero, la Catwoman di Julie Newmar e di Eartha Kitt nella terza stagione, senza dimenticare il divertente Pinguino di Burgess Meredith, l’allenatore Mickey della saga di Rocky.
Batman nei film diretti da Joel Schumacher ha perso la sua oscurità e bisogna aspettare il regista Cristopher Nolan per ripiombare nelle tenebre dell’eroe di Bob Kane e Bill Finger.
Nolan da spazio alle origini del personaggio e alla natura della sua doppia identità e per farlo decisero di ispirarsi alla celebre graphic novel Batman: anno uno di Frank Miller. Nasce così nel 2005 Batman Begins.
Alfred: “Perche i pipistrelli, signor Wayne?”
Bruce Wayne: “Perché mi fanno paura. Che li temano anche i miei avversari.”
Bob Kane fu aiutato dallo sceneggiatore Bill Finger che, insieme con lui, pose le basi per una dettagliata biografia dell’Uomo Pipistrello.

Bob Kane fu aiutato dallo sceneggiatore Bill Finger che, insieme con lui, pose le basi per una dettagliata biografia dell’Uomo Pipistrello.

Gotham City è priva di ogni aspetto surreale o fumettistico, è una metropoli moderna. C’è l’abbandono dei tratti pop in favore di una visione molto più realistica, con immagini cupamente poetiche e di forte impatto visivo, una delle caratteristiche principali delle opere di Nolan.
Niente più Bat gadget, ma attrezzatura militare tecnologicamente avanzata, niente più Batmobile ma un mezzo militare corazzato, niente più siparietti comici ma dialoghi ben costruiti che affrontano in maniera approfondita il tema della battaglia tra bene e male.
In tutta la triologia del regista Gotham è una città contesa tra il bene e il male, tra Batman e il Joker. La nuova versione della sghignazzante nemesi dell’uomo pipistrello (interpretata da Heath Ledger) è il fulcro della storia. Il Joker rappresenta l’inevitabile conseguenza dell’apparizione dell’uomo pipistrello a Gotham. È il simbolo della violenza e della criminalità. Non più uno stravagante pagliaccio dallo humour fatale, ma un astuto sociopatico, che capisce il legame tra Batman e Gotham e comprende che per battere la sua acerrima nemesi bisogna corrompere la sua città.
Christian Bale, così come l’ultima versione interpretata da Ben Affleck, è un Batman perfetto, a suo agio sia nelle scene recitate sia in quelle dinamiche, in grado, di mostrare il dualismo interiore con la sua doppia identità Bruce Wayne.
“Perché Batman è l’eroe che Gotham merita, ma non quello di cui ha bisogno adesso. E quindi gli daremo la caccia. Perché lui può sopportarlo. Perché lui non è un eroe, è un guardiano silenzioso che vigila su Gotham, un Cavaliere Oscuro.” (Gordon/Oldman, Il Cavaliere Oscuro).
Secondo Serena Bellocco, che fin da piccola è cresciuta con il classico cartone animato e i primi fumetti, piace perche’ “non e’ un supereroe .. E’ un personaggio talmente enigmatico quanto reale. Possiede una personalità’ forte ma combattuta… Cresciuto nel dolore ma nella ricchezza… Convinto di poter affrontare tutto da solo. Serena continua “Reputo che Batman sia la spiegazione e rappresentazione della realta’… Un po’ alterata e portata al limite.. Pero’ effettivamente avremmo bisogno veramente bisogno di un Batman e probabilmente anche di un personaggio come Alfred. Ma Serena, che ama la triologia di Nolan, ammira in particolare il personaggio del Joker. La follia umana e’ un tema che mi ha sempre affascinata”.
Alfred : Perché certi uomini non cercano qualcosa di logico, come i soldi. Non si possono né comprare né dominare, non ci si ragiona né ci si tratta. Certi uomini vogliono solo veder bruciare il mondo.
Alfred a Firenze
Simone Girardi invece ama Batman perché dimostra quanto un essere umano possa fallire e nonostante persegui una crociata che non potrà mai portare a termine comunque non molla mai. Il vero eroe. Ma quando gli chiediamo quale è la storia che ama di più risponde: “Ehhh, domanda da un milione di euro, considerando che ho letto tutto da Anno Uno in poi (quindi ahimè pochissimo prima di Batman #404) direi Hush per le storie in continuity e Il ritorno del cavaliere oscuro per le storie fuori continuity.
Menzione speciale: il ciclo della Terra di nessuno (compresi i suoi alti e bassi), storia in unico albo invece direi “Corsa Mortale” di Dini e Kramer se non ricordo male.
Ho imparato che non importa quale sia la storia, alcune cose non cambiano mai. Perchè anche quando non stanno parlando di me, lo fanno comunque. Perchè stanno parlando di Batman. Batman non accetta compromessi. Rendo questa città più sicura… dovesse anche esserlo per una sola persona… e mai… mai… rinuncio… o mi arrendo. A volte cado in battaglia. A volte muoio in grande stile, coraggiosamente, nel salvare la città da qualcosa che vorrebbe distruggerla. A volte è una morte piccola, paradossale, che passa inosservata… muoio salvando un bambino da un incendio, o affrontando un borseggiatore spaventato. Tutto cambia. Nulla resta uguale. Ogni amico mi tradisce, prima o poi, e ogni nemico diventa un’amante o un amico, ma c’è una cosa che non cambia: non mi arrendo mai. Non posso. Io sono Batman. Proteggo questa città. Salvo la gente. Indago sui crimini. Veglio sugli innocenti. Punisco i colpevoli. E lo capisco. Cioè, lo capisco davvero. La fine della storia di Batman è che è morto. Perchè, alla fine, Batman muore. Cos’altro dovrei fare? Ritirarmi e mettermi a giocare a golf? Non funziona così. Non posso. Combatto finchè non cado. E un giorno, cadrò. Ma fino ad allora combatto. (Batman: Cos’è successo al Cavaliere Oscuro?)
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Giuseppe Minutoli paragona Batman ad personaggio della mitoligia greca: Ulisse. Secondo Giuseppe Gotham la sua Itaca. Esattamente come Ulisse dimostra come una mente ben fatta possa avere la meglio persino sugli dei.
Non è essere Batman che ti rende un uomo degno; è esattamente il contrario. (Batman of the Future: Il ritorno del Joker)
Batman of the Future (Batman Beyond) RW Lion

Batman of the Future (Batman Beyond) RW Lion

Massimo Silveri ne esalta doti e qualità perché è solo un uomo, con le sue qualità, coi suoi limiti, in lotta perenne con se stesso
Io ho dato un nome al mio dolore; e il nome è Batman. (Batman – Fumetto)
BATMAN 1
Alessandro Rossi in maniera più pragmatica risponde alla domanda “Perché è Batman”
C’è stato un tempo incontaminato, un tempo precedente. Esisteva la perfezione, l’assoluto adamantino. Come precipitano le cose, le cose sulla Terra. E ciò che cade, è caduto. (Batman v Superman: Dawn of Justice)
Batman interpretato da Ben Affleck

Batman interpretato da Ben Affleck

Daniel Perini ci ricorda che il Crociato Incappucciato è un personaggio che “Non ha poteri e la fa sempre franca”
Alfred: Vuole entrare in guerra?
Bruce: Quel bastardo ha portato la guerra qui, da noi, due anni fa. Dio santo, conta i morti: migliaia di persone. E poi quante? Milioni? Lui ha il potere di spazzare via l’intera razza umana, e se c’è anche una probabilità su cento che sia nostro nemico la dobbiamo considerare un’assoluta certezza! E dobbiamo distruggerlo.
Alfred: Ma lui non è nostro nemico!
Bruce: Non oggi. Vent’anni a Gotham, Alfred… abbiamo visto le promesse quanto valgono. Quante brave persone restano? Quante non sono cambiate? (Batman v Superman: Dawn of Justice)
Batman v Superman
Concludiamo con l’intervento di Giordano Bruno Bruce Tomei che ci racconta tutto qui:
Quando, in un tempo imprecisato che si perde tra i primi anni ’90, ancora bambino accesi il televisore e mi imbattei(quasi per caso) in un cartone animato dal tratto accattivante e dall’atmosfera noir (quella che diventerà la straordinaria “Batman: The Animated Series” anche grazie a doppiatori magistrali del calibro di Marco Balzarotti e Roberto Peroni) non potevo ancora sapere,cosa di lì a poco,sarebbe successo…
L’incontro con Batman: un evento tanto suggestivo quanto galvanizzante.
Nonostante l’impossibilità a seguire tutte le puntate del programma (cosa di cui me ne rammarico visto l’inaccettabile scelta della Warner Bros a non distribuire il cofanetto completo della serie in italiano) ogni qual volta mi era consentito rimanevo incollato davanti alla tv, subendo
la fascinazione per le avventure di un personaggio carismatico e oscuro diventato in poco tempo il mio eroe preferito.
Cosa mi piace del Crociato Incappucciato?
Decisamente impossibile affidarsi al dono della sintesi.
Bruce Wayne è una persona comune (non una divinità nè tantomeno un alieno) la cui natura è preda di un destino diviso tra luci ed ombre.
Si erge al di sopra delle leggi ma ne rappresenta la roccaforte; pur incarnando la notte è il faro della speranza di Gotham City; dispone di un conto miliardario e lo destina in buona parte
a orfani e indigenti; spirito di abnegazione, disciplina, rigore scientifico e investigativo sono le sue armi migliori.
Esiste, un punto di congiunzione tra il Cavaliere Oscuro e i suoi antagonisti, tale da amplificare la bellezza e la caratterizzazione psicologica dell’universo Batmaniano: l’ossessione.
Questa, come un filo passante riunisce a sè le perle, lega tra loro individui apparentemente distanti:L’Enigmista è ossessionato dal desiderio di dimostrare a Batman la sua superiorità celebrale, Hugo Strange da quello di scoprirne l’identità e prenderne il posto, Due Facce è ossessionato dalla dualità..etc.
L’elemento cardine, invece, in grado di distinguerlo e quindi consacrarlo alla gloria dei fans(presente!) è: l’Umanità, tra pregi e imperfezioni.
Non si ama un Self-Made-Hero del genere (diciamoci la verità) se non si arriva ad apprezzarne
i lividi, le ossa rotte, le paure e la costante lotta di un uomo per difendere se stesso e il prossimo da un crepuscolo, più buio del manto che indossa, rappresentato dalla violenza criminale.
Wayne e il suo alter-ego tratteggiano il tentativo coraggioso, disperato quanto meraviglioso
di mostrare a una società effimera, omertosa e dolente, una strada alternativa in grado di reintegrarne la dignità e i valori.
Si possono scegliere eroi più patinati e sorridenti oppure ci si può immergere a capofitto nelle atmosfere gotiche di una metropoli dove, tra la bruma della notte, un pipistrello governa il caos.
Da 28 anni a questa parte ho sempre optato per la seconda e…non ho nessuna intenzione di cambiare.
Bruce: Ancora al lavoro? Con la vecchiaia diventi lento, Alfred.
Alfred: Arriva per tutti, signor Wayne. Perfino lei è troppo vecchio per morire giovane. E non che non ci abbia provato. (Batman v Superman: Dawn of Justice)
batmang

Potete rivedere il vostro post originale facendo clic qui sotto. Grazie a tutti per aver partecipato e se lo desiderate continuate pure, leggeremo tutto!

Bye Bye 2015

E’ con estremo piacere che anche quest’anno mi accingo a fare un breve resoconto dell’anno trascorso insieme e di quanto questo abbia dato i suoi frutti nel nome di Batman.

Se desiderate rileggere qualche articolo dell’anno che sta per finire, fate clic sulle immagini.

Stiamo concludendo questo 2015 un po’ come lo avevamo iniziato parlando dell’attesissimo Batman v Superman: Dawn of Justice che ormai a breve sarà nelle sale. Ma quest’anno è stato davvero importante. Abbiamo avuto modo di seguire la produzione che ha terminato i suoi lavori e ha dato il via alla versione definitiva della pellicola, scoprendo insieme molti dei primi dettagli della trama del film, nonché le prime vere immagini ufficiali.

Ricordate questa?

Batman interpretato da Ben Affleck

Batman interpretato da Ben Affleck

E’ stato l’anno in cui finalmente abbiamo avuto l’opportunità di vedere il primo trailer del film. Un momento attesissimo che ci ha fatto già capire la sua storia e le idee di Snyder il quale ha partecipato a un video che spiega il motivo per cui è importante salvare i pipistrelli.

Fate clic per visualizzare l'articolo

Un vero e proprio biglietto da visita per noi fans. Ora non ci rimane che attendere con profonda impazienza il 24 marzo 2016.

Bill Finger ha finalmente ricevuto il giusto credito per la creazione di Batman!!!

Bill Finger e Bob Kane

Bill Finger e Bob Kane

Abbiamo assistito al crossover Arrow/Flash nella serie televisiva dedicata all’arciere verde e il 20 gennaio abbiamo visto entrare in azione il velocista scarlatto nella nuova serie The Flash.

Vi abbiamo proposto alcuni gadget commemorativi per il settantacinquesimo compleanno del nostro Crociato Incappucciato.

Romain Jerome Batman-DNA orologio per il 75 ° Anniversario in versione limitata

Romain Jerome Batman-DNA orologio per il 75 ° Anniversario in versione limitata

Mentre arrivavano voci che parlavano di un Batman Movie al femminile, vi abbiamo parlato di Cosplay (date un’occhiata alla sezione), videogiochi dedicati, nuovi fumetti e nuovi lungometraggi Warner (di cui pochi tradotti e doppiati in Italiano), ma soprattutto le nostre attenzioni sono state rivolte alla serie televisiva Gotham. Tante le novità introdotte rispetto ai fumetti e alle diverse saghe cinematografiche, ma tutte scelte interessanti e intriganti, che ci hanno permesso una visione ancora diversa di un universo a noi gia’ pienamente conosciuto. Tante le novità che ci saranno da qui ai prossimi cinque anni dedicate ai personaggi DC Comics, infatti finalmente quest’anno ha visto la nascita del DC Extended Universe (DCEU) (in italiano “Universo esteso DC”) .

La triade della Justice League

La triade della Justice League

C’e’ stato un ritorno alle avventure camp e surreali della serie TV degli anni ’60 interpretate da Adam West, e Burt Ward protagonisti di un nuovo film d’animazione, doppiato dalla coppia storica di attori, alla quale si unita anche Julie Newmar nel suo ruolo storico di Catwoman.

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Purtroppo abbiamo dovuto salutare la Batwoman di quegli anni interpretata dalla brava Yvonne Craig.

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Il nostro blog ha avuto, per il secondo anno consecutivo, il piacere di essere partner del Latina Comics rassegna dedicata ai comics e tutto il mondo dell’immaginario. Tanti gli artisti italiani partecipanti.

La locandina della seconda edizione del Latina Comics by Andrea Olimpieri

La locandina della seconda edizione del Latina Comics by Andrea Olimpieri

Tanti sono stati i regali per tutti voi: dalle strip anni 40 di Batman v Superman

Superman/Batman

Superman/Batman

agli speciali su Batman Forever (1995) e 18 anni da Batman & Robin (1997).

George Clooney: Bruce Wayne/Batman - Chris O'Donnell: Dick Grayson/Robin - Alicia Silverstone: Barbara Wilson/Batgirl

George Clooney: Bruce Wayne/Batman –
Chris O’Donnell: Dick Grayson/Robin –
Alicia Silverstone: Barbara Wilson/Batgirl

Con mia grande emozione abbiamo partecipato al LIEBSTER AWARD

Liebster Award - Logo

Liebster Award – Logo

A questo proposito vorrei ringraziare di cuore COMICSUNIVERSE per avermi fatto questo onore.

Abbiamo intervistato giovani disegnatori che presto entreranno a far parte dei big del fumetto.

Joker & Harley Quinn by Giulia La Mura

Joker & Harley Quinn by Giulia La Mura

L'opera premiata dal nostro blog di Leonardo Cannistrà - Titolo DANGER

L’opera premiata dal nostro blog di Leonardo Cannistrà – Titolo DANGER

Festeggiare il Batman Day insieme ed e’ stato un vero piacere.

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Tra gli ospiti graditi abbiamo avuto il bravo giornalista Andrea Guglielmino il quale ci ha onorato di un suo pezzo interamente dedicato a Batman.

Le molte morti del Batman Edizione Originale Batman #433-435 USA Edizione Italiana Batman N. 28-29 Ed. Glenat da 05/1989 a 07/1989.

Le molte morti del Batman Edizione Originale Batman #433-435 USA
Edizione Italiana Batman N. 28-29 Ed. Glenat da 05/1989 a 07/1989.

Francesco Vanagolli, uno dei maggiori e migliori traduttori di materiale DC Comics in Italia, su gentile concessione del blog Fumetti di carta, ci ha permesso un lungo speciale in 5 parti dedicato alla Play Press distributore italiano anni 90 dei fumetti targati DC Comics.

Batman/Freccia Verde: Il Veleno del Futuro

Batman/Freccia Verde: Il Veleno del Futuro

Tra gli illustri autori italiani che lavorano già per la DC Comics abbiamo intervistato in esclusiva il disegnatore de “Le Sirene di Gotham” Lorenzo Ruggiero.

Le Sirene di Gotham #23 Pagina 7 - Apparso qui in Italia su LE SIRENE DI GOTHAM N.4: Divisione edito da RW Lion by Lorenzo Ruggiero

Le Sirene di Gotham #23 Pagina 7 – Apparso qui in Italia su LE SIRENE DI GOTHAM N.4: Divisione edito da RW Lion by Lorenzo Ruggiero

Mentre per la serie artisti vi abbiamo mostrato L’arte di Benedetta Fazzino che si è cimentata con il volto del Joker su una tavola da skate.

Joker e Batman di Benedetta Fazzino

Joker e Batman di Benedetta Fazzino

Siamo stati presenti a Lamezia Terme, nella provincia di Catanzaro in Calabria, per la settima edizione della fiera internazionale del fumetto “Lamezia Comics & Co…”. Presso i quali abbiamo potuto presentare il blog e premiare con una targa, da noi messa in palio, un disegnatore che ha partecipato ad un contest sui villains di Batman

LAMEZIA

Vi abbiamo parlato delle origini di Harley Quinn;

Daniela Di Matteo per il Batman Silent Book (Harley Quinn)

Daniela Di Matteo per il Batman Silent Book (Harley Quinn)

le origini di Oracolo e Batgirl;

Batgirl

Batgirl

le origini di Pinguino

Pinguino - Enrico Galli

Pinguino – Enrico Galli

Inutile dirvi quanto abbiamo lavorato con Orgoglio Nerd, DC Leaguers e Il Bar del Fumetto, sul Batman v Superman Concept Artbook che vedrà la luce proprio a ridosso dell’uscita dell’omonimo film. Vi abbiamo già mostrato un piccola anteprima che potete trovare cliccando sull’immagine qui sotto.

Batman v Superman Concept Artbook

Batman v Superman Concept Artbook

Facendo clic qui potete assistere ad una carrellata di saluti di alcuni disegnatori dedicati in esclusiva solo per voi lettori del blog.

A Capodanno tutto è magico, probabilmente anche Shazam sarà dei nostri e noi faremo un’enorme festa, per salutare l’anno passato e festeggiare quello appena arrivato. Vi auguro di trascorrere una felice fine è un buon inizio 2016. Grazie a tutti per la vostra fiducia e i numeri che abbiamo raggiunto insieme.

 

Batman e il grande schermo: una storia d’amore iniziata quasi 73 fa

Se oggi l’uomo pipistrello è sinonimo di una popolarità straordinaria, in pochi avrebbero scommesso su un successo cinematografico tanto longevo e costante quando il personaggio di Batman venne per la prima volta abbozzato nel 1939, nel tentativo di bissare l’exploit di Superman, nato l’anno prima.
Creato dalle matite due giovanissimi Bob Kane e Bill Finger, l’uomo pipistrello fa la sua prima apparizione sullo schermo nell’estate del 1943, quando la Columbia Pictures decide di renderlo protagonista di un serial cinematografico, intitolato semplicemente «Batman», composto da quindici episodi proiettati nelle sale a cadenza settimanale.
Realizzato al culmine della seconda guerra mondiale, questo prodotto mostrava Batman e Robin, nei cui panni agivano rispettivamente Lewis Wilson e Douglas Croft, alle prese con il temibile dottor.Tito Daka: una spia giapponese in grado di trasformare, tramite un dispositivo di sua invenzione, gli esseri umani in zombie al suo servizio.
Ottenuto un buon riscontro, la Columbia decise di proporne un seguito, «Batman e Robin», nel 1949: altri quindici episodi dove i due protagonisti, ora interpretati da Robert Lowey e John Duncan, hanno come nemico The Wizard, un personaggio incappucciato, la cui identità viene rivelata soltanto nella conclusione.
Se questi due serial sono nella memoria di pochi, ancora oggi è invece popolare la serie televisiva degli anni ’60 con protagonista Adam West, caratterizzata dai colori sgargianti dei personaggi e dalle scazzottate a tempo di musica.
Per sfruttarne il grande successo, la Fox decise nel 1966 di produrne un film vero e proprio, girato con lo stesso cast nella pausa estiva tra la prima e la seconda stagione della serie: da molti considerato un vero e proprio cult, il primo lungometraggio di Batman, diretto da Leslie Martinson, è un prodotto ingenuo e divertente dove i nemici storici dell’eroe mascherato sono quasi tutti presenti.
Diversi anni dopo sarà il genio di Tim Burton a ripescare l’eroe di Kane e Finger, in «Batman» del 1989, approfondendo, come mai era stato fatto prima sullo schermo, le origini e la natura psicologica del personaggio. Cocktail postmoderno di generi (dal poliziesco all’horror, passando anche per la commedia) e ricco di omaggi alla storia del cinema, questo film rimane ancora oggi uno dei titoli più significativi degli anni ’80, anche grazie alla memorabile performance di Jack Nicholson nei panni di Joker.

Batman 1989 Jack Nicholson è Joker

Batman 1989 Jack Nicholson è Joker

Sebbene non fosse inizialmente previsto un seguito, nel 1992 esce «Batman-Il ritorno», ancora con Burton alla regia e Michael Keaton sotto il costume dell’uomo pipistrello: l’accento, grazie soprattutto alla presenza del personaggio di Pinguino, si sposta sui temi della solitudine e della diversità, il ritmo si fa meno concitato e più riflessivo, ma l’ottimo livello raggiunto con il precedente capitolo rimane invariato.

Batman - Il ritorno (Batman Returns) film del 1992 - Danny DeVito è Oswald Cobblepot/Pinguino

Batman – Il ritorno (Batman Returns) film del 1992 – Danny DeVito è Oswald Cobblepot/Pinguino

Dopo le due pellicole gotiche di Burton, la Warner Bros affida a Joel Schumacher (regista, tra gli altri, di Ragazzi perduti, Un giorno di ordinaria follia e Il cliente), il terzo e il quarto capitolo della saga: «Batman Forever» del 1995, con protagonista Val Kilmer, e «Batman & Robin» del 1997 con George Clooney e Chris O’Donnell nei ruoli dei due eroi mascherati.
La volontà della casa di distribuzione era quella di realizzare una trasposizione molto più fedele al fumetto rispetto all’ottica autoriale di Burton per garantirsi il successo commerciale.

L’intenzione iniziale di Schumacher era quella di girare un prequel basato sulla graphic novel Batman – Anno uno di Frank Miller. La Warner glielo impedì ma gli concesse di inserire dei flashback per analizzare il passato e le origini di Batman.

Quello che affascinava il regista, infatti, era l’approfondimento psicologico del protagonista, un aspetto lasciato un po’ in disparte nei due film precedenti di Tim Burton. Gli sceneggiatori Lee e Janet Scott-Batchler, con l’aggiunta di Akiva Goldsman, scrissero una storia nella quale il Cavaliere Oscuro affronta il suo dualismo scavando nel proprio subconscio con l’aiuto di una psicologa di cui s’innamora. Avversari dell’eroe sono lo schizofrenico Due Facce e il cervellotico Enigmista. A gettare luce nella crociata solitaria di Batman arriva invece Robin.

La scenografa Barbara Ling decise di scostarsi dallo stile dark e gotico dei primi due film optando per una Gotham più sgargiante che mescola le atmosfere fumettistiche anni ’40-’50 e le architetture della New York anni ’30 con le luci al neon e le fosforescenze di Tokyo. Il tutto punteggiato da barocchismi ai limiti del kitsch tra i quali delle statue esageratamente gigantesche. É chiaro fin da subito che il film punta ad accattivare un pubblico più giovane ed avvezzo al linguaggio visivo dei cartoon.

George Clooney: Bruce Wayne/Batman - Chris O'Donnell: Dick Grayson/Robin - Alicia Silverstone: Barbara Wilson/Batgirl

George Clooney: Bruce Wayne/Batman – Chris O’Donnell: Dick Grayson/Robin –
Alicia Silverstone: Barbara Wilson/Batgirl

Tralasciando una parentesi di tre pellicole d’animazione dirette da Curt Geda per il piccolo schermo («Batman: the Movie» del 1999, «Batman Beyond: return of the Joker» del 2000 e «Batman: Mistery of the Batwoman» del 2003), il personaggio troverà nuova vita con Christopher Nolan: il regista inglese, reduce dai successi di «Memento» e «Insomnia», sceglierà di ricominciare dalle origini dell’uomo pipistrello con «Batman Begins» del 2005, in cui vengono indagati i motivi che hanno spinto Bruce Wayne a trasformarsi nel celebre giustiziere mascherato.

Batman Beyond: dvd box set

Batman Beyond: dvd box set

 

Batman Begins

Batman Begins

Christian Bale ne dà una versione sfaccettata e introversa. Il film (nonostante gli oltre 350 milioni di dollari d’incasso nel mondo) si prende sul serio dando meno spazio alla spontaneità come invece avvenuto nelle opere burtoniane.
Tutt’altro livello è stato quello raggiunto dal successivo «Il cavaliere oscuro», uscito nell’estate del 2008 e considerato uno dei film più spettacolari e significativi: Christopher Nolan conquista la piena maturità alla regia e Heath Ledger, nei panni di Joker, dà vita a uno dei cattivi più inquietanti, con le sue psicosi e perversioni, che siano mai apparsi sul grande schermo.
Critica entusiasta e pubblico che ha riempito le sale per diversi mesi. Risultato: oltre un miliardo di dollari al box office e dodicesimo incasso di sempre.
«Il cavaliere oscuro-Il ritorno» ha puntato a fare ancora meglio, grazie a un passaparola incalzante che ha reso l’attesa sempre più febbrile, soprattutto in Italia che ha avuto il piacere di ospitare anche la mostra ufficiale della Warner Bros ad Ostia (RM). Il budget di 250.000.000 di dollari usato per la realizzazione del film è stato il più alto di tutta la trilogia, e, come i precedenti episodi, si rivelò un successo di pubblico e di critica ed è diventato il film più proficuo della saga di Nolan.
Il capitolo conclusivo della trilogia di Nolan, dove Batman se la vede con Bane e con Catwoman, non sarà probabilmente l’ultima apparizione da “solista” sul grande schermo dell’eroe mascherato. Infatti, oltre alle apparizioni che ci saranno nei prossimi film targati DC Comics, già si parla, di un possibile reboot, un ennesimo nuovo inizio della saga, che potrebbe entrare in produzione nei prossimi anni: certo il regista designato dovrà avere una buona dose di coraggio, perché fare meglio di Burton e Nolan sembra una sfida più ardita di qualsiasi impresa realizzata dall’uomo pipistrello nel corso della sua lunga carriera. Batman Crime Solver vi offre in allegato la rivista ufficiale del film Batman & Robin qui sotto. Buona lettura.

Qui puoi scaricare la rivista ufficiale del film Batman & Robin

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