Batman e Zorro: il binomio lega i due supereroi. Ecco svelato il perchè.

Zorro nasce il 9 agosto del 1919 nel romanzo The Curse of Capistrano di Johnston McCulley, pubblicato a puntate sul settimanale di storie pulp All Story Weekly. L’eroe nerovestito, il cui vero nome è Don Diego de la Vega, è un celebre personaggio immaginario, eroico giustiziere mascherato e abile spadaccino, le cui gesta si svolgono nella California del periodo del dominio spagnolo. Anche lui fa parte dei supereroi il genere per eccellenza del mondo dei fumetti, nato negli Stati Uniti negli anni ’30 e da lì diffusosi in tutto il mondo. Un genere che si caratterizza principalmente per avere personaggi disegnati come persone comuni ma dotati invece di poteri straordinari e per trattare tematiche legate alla guerra o allo scontro tra il bene e il male, al desiderio di vendetta del cattivo e quello di giustizia dell’eroe.

Zorro è il primo eroe mascherato ad apparire sia in un racconto d’avventura americano sia nel mondo del cinema, nonché fonte d’ispirazione per vari supereroi, tra i quali Batman di Bob Kane e Bill Finger.

La possibilità di guadagnare di più spinse Bob Kane a mescolare in un unico personaggio molte delle icone e delle fonti che allora avevano maggior successo al cinema e sui pulp magazine. Bob Kane, affascinato dall’Italia e dai progetti ingegneristici di Leonardo da Vinci, ha unito l’ingegno leonardesco nell’ideazione di macchine complesse e fantastiche con le visioni suggerite da due film: Il segno di Zorro del 1920, con l’eroe solitario che combatte contro le ingiustizie, e l’horror The Bat del 1926 (del quale venne realizzato un remake sonoro nel 1930, The Bat Whispers).Quindi, se esistono alcune somiglianze tra i due eroi è ancora più vero che Zorro è stato fonte di ispirazione anche per altri eroi dalle identità segrete quali Superman, l’Uomo Ragno, l’Uomo Mascherato, Lone Ranger, senza contare eroi neri come Kriminal e Satanik.

Per il personaggio di Batman, non solo nell’idea, ma anche nel racconto troviamo il marchio di Zorro, infatti Bob Kane e Bill Finger, ci fanno vivere il dramma di Bruce Wayne,

raccontandoci che una sera del 26 giugno, insieme al padre Thomas e alla madre Martha, vanno al cinema per vedere Il segno di Zorro;

all’uscita i genitori vengono rapinati da Joe Chill, che nell’aggressione li uccide e il bambino, rimasto traumatizzato, promette un giorno di iniziare a combattere i criminali con lo scopo di rendere la città di Gotham un luogo più sicuro. Bruce, ereditato il patrimonio di famiglia, viene cresciuto dal maggiordomo Alfred Pennyworth e, raggiunta la maturità, gira il mondo apprendendo arti marziali e tecniche investigative dai migliori maestri. Ritornato a casa, un pipistrello irrompe da una finestra della villa dandogli l’idea di realizzare un travestimento ispirato all’animale per spaventare i criminali.

Nei romanzi di McCulley, così come successivamente nei fumetti di Bob Kane, sono tracciate le essenziali caratteristiche dei due cavalieri oscuri: l’audacia e l’astuzia, l’ironia e il romanticismo. Altro elemento comune per entrambi i supereroi è quella di avere al proprio servizio un fedele servo muto: Bernardo che conosce il vero volto di Zorro ed il gobbo Harold Allnut che conosce il vero volto di Batman. Il personaggio di Harold Allnut è apparso nell’universo DC Comics per la prima volta in The Question # 33 ed è stato creato da Dennis O’Neil e Alan Grant, mentre appare per la prima volta in una storia di Batman nell’arco narrativo Penguin Affair. Dopo aver salvato Harold, Batman gli dà una casa e una posizione nella Batcaverna, lavorando come aiutante tecnologico nella sua guerra al crimine.

Nella “DC Rebirth” appare una nuova versione di Harold Allnut. Dopo l’incontro ravvicinato di Batman e Harvey Dent con KGBeast, Duke Thomas li porta in una fattoria dove Harold esegue un intervento chirurgico su Two-Face. Batman spiega a Duke che Harold crea alcuni equipaggiamenti tecnologici per lui e li spedisce a Gotham. La didascalia di Harold lo descrive come “Genius Inventor, Mute, Family”.

Proprio parlando di fumetti, nell’ultima Napoli Comicon abbiamo avuto il piacere di conoscere il disegnatore Alessandro Miracolo presso lo stand dei Capitani Italiani. Alessandro è attualmente al lavoro sulla bella serie “Capitan Napoli” (ottimo lo script di Antonio Sepe) e sulla serie “Zorro” per la casa editrice “American Mythology”.  Questo lo sketch di cui ci ha voluti omaggiare.

Zorro e Batman, sono quindi due eroi che racchiudono in loro gli ideali di giustizia e di libertà, che incarnano lo spirito della ribellione contro la tirannia, che riscattano i propri concittadini. A questo si aggiunge il fascino del mistero dei giustizieri mascherati, del costume nero, che vivono la loro doppia identità segreta come “damerini” intellettuali, un pò paurosi, ma imbattibili nelle loro avventure. Il successo di Zorro, così come quello di Batman, ancora è di così vaste proporzioni da annoverare, oltre ai romanzi, i film e le serie televisive, anche pubblicità, produzioni teatrali, radiodrammi, mostre, un film biografico, cartoni animati, fumetti, giocattoli, maschere e costumi di carnevale.

 

Annunci

Linus reinterpreta Batman. Intervista a Sergio Ponchione

«Batman non è un superhero ma un luogo dell’anima» così lo definisce Graziano Origa. «Indubbiamente molto affascinante, da sconfinare a volte nei territori del fumetto underground che amo» Sergio Ponchione. Questo e tanto altro su Linus n. 5 di Maggio 2019 per festeggiare gli 80 anni di Batman.

Le celebrazioni mondiali dell’80esimo anniversario di Batman hanno già avuto la loro prima tappa ufficiale in Italia a Romics e successivamente a Napoli Comicon. Entrambe le Fiere del Fumetto, del Cinema, dell’animazione e dei Games, hanno ospitato, in modo diverso, omaggi d’artista, statue e contenuti di diverso genere dedicati all’uomo pipistrello, comparso per la prima volta sulla rivista Detective Comics #27 il 30 marzo del 1939.

Detective Comics #27 (05/1939)

Linus è stata la prima rivista italiana dedicata esclusivamente ai fumetti, destinata a un pubblico adulto. Il suo nome si riferisce all’omonimo personaggio dei fumetti della celebre serie a strisce Peanuts pubblicata sulle pagine del periodico. Linus questo mese è arrivato in edicola per festeggiare il compleanno del nostro amato Cavaliere Oscuro, infatti il n. 5 di Maggio 2019 è un numero interamente a lui dedicato.


La cover del nuovo albo è un omaggio alla storica copertina di Batman disegnata da Bob Kane. Basta aprirlo per poter immergersi nelle atmosfere completamente ridisegnate dall’ottimo Sergio Ponchione, il quale ha illustrato un tributo a tema per il racconto “Batman a Viggiù” scritto da Aldo Nove, contenente altre due tavole dello stesso Sergio.
Ad arricchire il numero troviamo anche un bellissimo editoriale di Igort Tuveri, un buon approfondimento di Graziano Origa dal titolo Batman & Robert, la storia Il Bat-Man e il caso del sindacato chimico, altri due tributi disegnati da Davide Toffolo, ai quali si aggiungono due incredibili pagine di omaggio a Batman di Antonio Lapone. La pellicola scorre nel sangue è l’approfondimento della storia cinematografica di Batman, curato da Andrea Fornasiero, al quale si associa un “lampo” di Giuseppe Sansonna dedicato al Joker di Phoenix e una breve rubrica di Giovanni Boccia Altieri. Insomma, si tratta di un numero per veri collezionisti del mondo di Batman.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Sergio Ponchione il quale ci ha spiegato la genesi della copertina da lui illustrata.

Batman – Copertina di Linus n. 5 Maggio 2019

Fin da giovanissimo, dopo il diploma dell’istituto d’arte, hai iniziato a pubblicare i tuoi lavori. Raccontaci qualcosa della tua carriera artistica.
Prima avevo già pubblicato qualcosa su fanzine e simili, ma l’inizio professionale è nel 1999, collaborando con Sergio Bonelli Editore a un racconto di Zona X per passare poi a Jonathan Steele. Avevo 24 anni e da allora ho fatto un pò di tutto: libri come autore completo (Obliquomo, Grotesque, Memorabilia), disegni per serie in edicola (Jonathan Steele appunto, Mercurio Loi), racconti e illustrazioni per riviste (Linus su tutte) e autoproduzioni, disegni per l’editoria scolastica e copertine di libri. Mi piace misurarmi con diverse realtà editoriali, mantiene vivi gli stimoli creativi.

Quali sono i tuoi modelli di riferimento, se ne hai, nell’ambito della nona arte ?
Sono troppi. Per evitare lunghi eventi ne nomino solo uno, ma musicale: Frank Zappa. La sua filosofia musicale, creativa e lavorativa rimane la mia guida e cerco sempre di applicarla al tavolo da disegno.

Il tuo stile a volte sembra di avanguardia ed altre volte è molto personale, quasi intimista e pare provenire più da un tuo stato emotivo. E’ una impressione corretta?
Sì, abbastanza. Credo traspaiano i miei stati d’animo perchè cerco di trasmettere la mia visione delle cose, gli aspetti di realtà e irrealtà che più mi colpiscono, enfatizzandoli secondo il mio carattere. Amo il grottesco proprio perchè è il confine suggestivo fra questi due scenari.

Quale e’ il tuo rapporto con i super eroi dei fumetti e con Batman in particolare?
Adoro i super eroi fin da bambino. Ne ho letti chili e chili. Ora più saltuariamente ma sempre con grande affetto. Di Batman ho sempre apprezzato molto il suo lato oscuro, notturno. L’ho letto meno degli eroi Marvel perchè quando divoravo fumetti nei primi anni 90 era poco pubblicato in Italia, ma ne recuperavo diversi albi speciali in originale. Oggi rimane uno dei personaggi che leggo con grande piacere. La sua natura umana senza super poteri lo ha forse mantenuto più credibile e appassionante di altri suoi colleghi mascherati.

Hai realizzato la copertina del n. 5 di Linus con un bellissimo omaggio ai primi anni del personaggio. Ci racconti qualche retroscena o curiosità che ne ha preceduto la realizzazione ?
Come è nata l’idea di celebrare gli 80 anni di Batman e quale è stata la genesi della copertina?
L’idea credo sia nata da Igort, direttore attuale di Linus, ma me l’ha comunicata Stefania Rumor dalla redazione. Ovviamente l’idea del reboot mi è piaciuta subito, amante come sono della rimanipolazione del materiale altrui. Mi hanno mandato un impaginato con la copertina originale che intendevano riproporre e ho cercato un pò di reinterpretazioni già fatte di copertine on line, come Alex Ross per Detective Comics #27 e altri. Potevo essere fedele o stravolgere l’originale, ho scelto una “fedele rimanipolazione”. Per le illustrazioni interne del racconto di Aldo Nove ho invece fatto un Batman meno grottesco ma spero altrettanto d’effetto. Il tutto è stato poi approvato dalla DC Comics e voilà.

Cosa ti piace di più delle atmosfere create da Bob Kane?
Confesso di non averlo mai seguito molto, ma l’aspetto naif del suo lavoro è indubbiamente molto affascinate, da sconfinare a volte nei territori del fumetto underground che amo.

Quale è la tua storia di Batman preferita e perchè?
Se la giocano The Killing Joke e Batman: Year One, ma direi più la seconda, meno sperimentale della prima ma ugualmente riuscita. È perfetta, asciutta, equilibratissima. Un vero manifesto del personaggio per vecchi e nuovi lettori.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato e ti auguriamo un grosso in bocca al lupo per il proseguimento della tua carriera.
Grazie a voi!

Buon compleanno Bruce Wayne

In tanti pensiamo al compleanno di Batman che quest’anno compie 80 anni, ma ci siamo mai chiesti quale è il giorno del compleanno di Bruce Wayne?

Bruce Wayne compie gli anni oggi, il 19 febbraio (è difficile sapere quanti), ma il filantropo, miliardario di Gotham City, è anche colui che veste i panni di Batman, donando ai cittadini il sogno di una città ripulita dal crimine. Nato genio creativo di Bob Kane e Bill Finger, ha fatto la sua prima apparizione nei fumetti nel maggio del ’39 in Detective Comics #27. La data di nascita di Bruce ci viene rivelata dal calendario DC Comics del 1976 pubblicato qui, dove potete trovare le date di nascita di tutti gli altri personaggi DC Comics.

Bruce Wayne

La figura di Bruce Wayne spesso viene offuscata da quella dell’eroe Batman, ma per molti versi, Bruce Wayne è morto la notte in cui i suoi genitori furono assassinati a Crime Alley, tanti anni fa. Nella mente di Bruce, da quel giorno, Batman è diventato la realtà dominante, poiché la sua sete di giustizia offusca tutti gli altri bisogni e desideri personali. Assolutamente determinato nella propria crociata, Bruce si vede unicamente come il Cavaliere Oscuro. Bruce Wayne, playboy miliardario e annoiato, ben noto a tutta Gotham City è uno specchietto per le allodole, per sviare l’attenzione dal fatto che le sue opere di beneficenza diventano ben più concrete quando il giorno cede il passo alla notte, e Batman indossa i suoi “abiti da lavoro”.

Tanti auguri Bruce ed almeno altri 100 di questi giorni!

BATMAN E L’ERA DI NEAL ADAMS Parte 1/2

Nell’immaginario collettivo Batman ha assunto necessariamente molte fisionomie, da Bob Kane passando per il duo di disegnatori, Mike Manley e Josef Rubistein, il personaggio affronta il lento cambiare delle mode e del tempo fino a diventare figlio, ai giorni nostri, della nuova ondata cyberpunk dalla quale pesca una pesante e fantascientifica corazza. Le cause di ogni variazione: stupire il lettore, rinnovare i contenuti e, soprattutto, evolversi con i tempi. Con il termine della serie TV nel Marzo 1968, il Batman grafico, già profondamente adattato al clima paradossale proposto nelle trame camp da Adam West e Burt Ward, viene reclamato ancora una volta dall’oscurità della notte. Il pubblico comincia a rifiutare i giochi cerebrali dei vari Joker, Riddler e Penguin, sviluppati tra oggetti enormi e scenografie pacchiane che, durante gli anni dello show televisivo, erano stati trasferiti integralmente sulla carta dei comics e, grazie anche alle nuove impostazioni psicologiche del tema supereroistico presentate dalla rivale “Marvel Comics”, pretende una figura più convincente e definita. L’America vive in questi anni le rivolte urbane legate alla lotta per i diritti civili della popolazione di colore, assistendo attonita ai primi scontri a Los Angeles, nel Distretto di Watts, nell’Agosto del 1965, continuando fino al 1967 con dimostrazioni in più di cento città. A Detroit, dove muoiono 43 persone e i danni alle proprietà raggiungono il mezzo miliardo di dollari, gli scontri sono così violenti che solo l’invio di paracadutisti e la Guardia Nazionale riescono a ripristinare l’ordine. Il Presidente Lyndon Baines Johnson presenta il rapporto finale della commissione d’inchiesta proprio nel Marzo 1968, mese in cui si conclude lo show per la ABC TV, imputando le sommosse a “Discriminazione e segregazione razziale nell’ambito delle assunzioni, dell’istruzione e dell’attribuzione degli alloggi”. Una nuova ondata di violenza esplode però nell’Aprile successivo con l’assassinio di Martin Luther King a “Memphis” nel Tennessee. Su tutti i problemi interni della Nazione, aleggia funesta la guerra nel “Vietnam” che alla fine del 1968 ha raggiunto il costo di 30 miliardi all’anno, con 30000 morti e 170000 feriti, dando origine a una crescente opposizione popolare che si manifesta con dimostrazioni contro il conflitto nelle quali gli studenti delle Università hanno un ruolo di primo piano. Inutile dire come in questo clima di violenta mutazione, il lettore americano medio, cerchi anche negli eroi di carta una ben diversa dimensione, un livello più realistico e quindi anche molto meno ottimista di quello proposto nei primi anni ’60. Fin questa ottica che si inserisce il rinnovamento stilistico di Neal Adams, uno dei disegnatori base del ritorno alle tenebre del pipistrello di Gotham City. Nato il 15 Giugno 1941 a New York, Adams si perfeziona alla Manhattan’s School of Industria Arts dove segue idealmente le sue influenze grafiche collegate a grandi nomi del disegno come Joe Kubert, Norman Rockwell, Stan Drake, Russ Heart e, alcuni maghi dell’illustrazione degli anni 50, Alfred Darne e Al Parker. L’artista inizia la sua carriera nel 1959 disegnando per vari titoli della “Archie Comics” e operando su Bat Masterson, una comic strip basata su l’omonima serie TV, che lo porta a contatto con il campo pubblicitario per cui lavorerà, nello studio di Howie Nostrand, creando spot commerciali per clienti come la “Esso”, la “Norelco”, “Tintex”, e molti altri. Ancora da uno show televisivo, la Ben Casey Syndacate Strip che impegnerà Adams dal 20 Settembre 1964 al 31 Luglio 1966, un lavoro che il suo stile unico e il disegno sperimentale, portò al successo in 365 quotidiani, attraversando tutto il Paese e decretando un primo incredibile trionfo del disegnatore. Dopo aver deciso di abbandonare le strisce giornaliere alla conclusione di Ben Casey, Adams arriva alla National Periodica’ Publications, in seguito DC, dove, lavorando sotto la super visione dell’ Editor Murray Boltinoff, continua l’ esperienza col fumetto comico disegnando sulle testate di Bob Hope e Jerry Lewis. Con i primi passi su Strange Adventures e l’allora nuovo character di “Deadman” a fianco di Jack Miller, l’artista continua la sua evoluzione dal fumetto comico fino a collocarsi fermamente, disegnando tra l’altro alcune copertine di Superman per Mort Weisinger e poche storie di guerra curate da Bob Kanigher, nel genere supereroistico a lui più congeniale. Il primo lavoro su Batman è una copertina per il n. 370 di “Detective Comics” nel Dicembre 1967, prologo di una accurata ricostruzione grafica dell’uomo pipistrello che entrerà nella storia del fumetto. “Allora, Batman era trattato come un cartoon” dice lo stesso Adams, rievocando i suoi inizi alla DC, in una intervista del 1983 con Will Eisner (l’autore di Spirit).

“Gli autori stavano creando tranquillamente storie simili a quelle dello Show TV Batman. Cosi iniziai chiedendo all’Editor (Murray Boltinoff) se al posto di una sequenza ambientata di giorno, potevo ambientare la scena di notte. Dissi che si suppone che Batman sia una creatura notturna, avere un ragazzo che gira attorno durante il giorno così equipaggiato, mi sembrerebbe comico. Boltinoff fu d’accordo e, dopo qualche tempo, arrivai al punto di non sentirmi più vicino alle trame di Bob Haney (sceneggiatore) e chiesi all’Editor se potevo fare dei cambiamenti”. Dopo un paio di storie su “World’s Finest”, dove la coppia Superman e Batman interagiva con quella che al tempo era la variopinta folla di comprimari come Jimmy Olsen, Batgirl, Supergirl e Robin, scomodando extraterrestri e gare di abilità nonsense, Neal Adams affronta la prova di “The Brave and the Bold” dove, con le sceneggiature di Bob Haney, che poi criticherà (Haney, certamente più legato come esperienze ai tardi ’40, scrive per un fumetto destinato prettamente agli adolescenti), disegna con successo vari team-up tra “Batman” e altri eroi DC come Deadman, Flash, New Titans, Aquaman e il Sgt. Rock, ridefinendo nel passaggio alcuni vecchi characters come Green Arrow che insieme a Green Lantern, sarà protagonista in seguito, di una saga acclamata dalla critica e, per i difficili temi trattati, uno per tutti: la droga, estremamente adulta.

Il debutto di Batman

Incoraggiato dal travolgente successo di Superman, il business manager della DC, Jack Liebowitz, unì le forze con l’editore M.C. Gaines (che portava con sé il suo giovane e perspicace editor Sheldon Mayer) per lanciare una nuova linea di fumetti sotto le bandiere della All American Publications. La All American e la DC instaurarono un rapporto d’amicizia che comportò anche uno scambio di personaggi tra i loro titoli.
La Golden Age era ormai in pieno svolgimento quando titoli della All American come All-American Comics, Movie Comics e Mutt & Jeff si riversarono nelle edicole. Per quanto riguarda la DC, Superman ottenne una serie tutta sua e finì sui quotidiani con una propria striscia, ma la notizia più importante dell’anno fu l’acquisizione da parte dell’editor Vin Sullivan del nuovo eroe dello scrittore Bill Finger e del disegnatore Bob Kane – un vigilante mascherato chiamato Batman. “Sembrava un personaggio interessante”, disse Sullivan: “Penso che nessuno avesse capito che sarebbe diventato quello che è oggi”.

Detective Comics 27
La seconda superstar della DC debuttò nella storia principale di questo albo, scritta da Bill Finger e disegnata da Bob Kane (di cui all’interno di questo post troverete una esclusiva intervista), sebbene mancasse ancora di molti degli elementi che l’avrebbero resa una leggenda, come la Batmobile. In ogni caso, anche se era ancora “in costruzione”, Batman possedeva già una forza iconica, con il suo costume del colore dell’ombra, la sua silhouette distintiva caratterizzata dalle “orecchie di pipistrello” e fenditure bianche al posto degli occhi.
Presentato come il mondano e annoiato Bruce Wayne, Batman si dimostrò spietato, mandando all’altro mondo i criminali con feroce soddisfazione (“Una fine appropriata per uno della sua specie”, disse dopo aver spedito con un pugno un truffatore in una vasca di acido), commissario di polizia Gordon fu l’unico comprimario di Batman ad apparire al suo debutto. Lo scrittore Gardner Fox subentrò a Finger in alcuni episodi successivi, introducendo gadget come il Batarang e Batgyro (un ibrido tra un elicottero e un aeroplano).

Batman: i suoi cambiamenti in 5 punti

In 79 anni di storia Batman ha effettuato numerosi cambiamenti per andare incontro ai gusti del pubblico. Ne ricordiamo insieme solo alcuni.

La prima apparizione in assoluto di Batman avvenne nel marzo del 1939, ben 79 anni fa. Da allora l’uomo pipistrello ha subito numerosi cambiamenti per andare incontro al gusto del pubblico e per rimanere al passo coi tempi. Abbiamo cercato di limitarci ai 5 più significativi, per svelarvi alcune cose che con ogni probabilità sono rimaste sepolte nel passato.

  1. Origine misteriosa

La prima apparizione di Batman avvenne nel n.27 di Detective Comics del marzo 1939. Del supereroe non si conosceva nulla. Solo 6 mesi dopo la DC Comics decise di svelare la vera identità dell’uomo pipistrello e Bruce Wayne fece il suo ingresso nel mondo del fumetto. Infatti nel fumetto Detective Comics n. 33 (novembre 1939), i lettori scoprono che la missione del Cavaliere Oscuro è il risultato di un orrendo trauma: vede i suoi genitori morire uccisi da due colpi di pistola durante una rapina.

  1. Addio alle pistole

All’inizio Batman utilizzava le pistole. Nel 1940 però, quando uscì il primo fumetto intitolato proprio “Batman” si assistette ad una vera e propria rivoluzione: Batman non aveva più le pistole con cui uccideva i malviventi. Nel primo numero della serie furono inoltre introdotti anche i personaggi di Joker e Catwoman.

  1. Robin

Il fedele compagno di Batman arrivò solo nell’aprile del 1940, sul numero 38 di Detective Comics. Robin è stato ideato seguendo le illustrazioni di Robin Hood di N.C. Wyeth e fu pensato sia come spalla, sia per far dialogare Batman con qualcuno visto che fino ad allora era un personaggio estremamente solitario.

  1. La Bat-mobile

I primi anni Sessanta hanno coinciso con una crisi del fumetto di Batman a tal punto che nel 1964, come affermò Bob Kane (l’ideatore del personaggio insieme a Bill Finger), si pensava di chiudere bottega. Fortunatamente ci ripensò e affidò il tutto all’editor Julius Schwartz: egli portò nuova linfa vitale all’uomo pipistrello e introdusse la mitica Bat-mobile, rinnovò i costumi e scelse Carmine Infantino come disegnatore. Cliccando qui troverete le Batmobili a confronto, mentre qui sotto potete notare la Bat-mobile del fumetto Batman n. 20 Dicembre 1943-Gennaio 1944, disegnatore Dick Sprang.

  1. Le morti di Robin

Come tutti sappiamo nel corso della storia di Batman, ci sono stati ben 5 Robin:

Dick Grayson (in seguito diventato Nighwing)
Jason Todd (ucciso dal Joker, ma ricomparso nelle vesti di Cappuccio Rosso II, così come successivamente assume quella di Red Robin, Wingman e Cavaliere di Arkham solo in Batman: Arkham Knight)


Tim Drake (a seguito dell’evento di Batman R.I.P., nel 2009 DC Comics rilanciò il personaggio con una nuova identità segreta e un nuovo costume di Red Robin, dando al personaggio una propria testata autonoma)
Stephanie Brown (esordisce come Spoiler, ma diviene famosa, per aver nel tempo vestito i panni di Robin nel 2004 e quelli di Batgirl nel 2009).
Damian Wayne (figlio di Bruce Wayne e Talia al Ghul, idea introdotta nella trilogia IL FIGLIO DEL DEMONE, LA SPOSA DEL DEMONE E LA NASCITA DEL DEMONE acquisito da Grant Morrison nella continuity). Tre di loro quindi sono morti in battaglia uccisi da Joker e Maschera Nera. Damian Wayne invece, figlio di Bruce, fu assassinato da un suo clone creato dalla madre Talia Al Ghul.

‘Batman & Bill’ rivela la storia delle origini del Cavaliere Oscuro

Per 75 anni, Bob Kane è stato accreditato come unico creatore di Batman. Nei fumetti, libri, serie TV, film il suo nome è stato da sempre associato al nostro eroe. Tuttavia molti fans hanno da sempre riconosciuto anche il lavoro e l’importante contributo di Bill Finger. A 76 anni dalla nascita dell’eroe, e a pochi giorni di distanza dal Batman Day del 2015, DC Entertainment e la famiglia di Bill Finger hanno annunciato di aver raggiunto un accordo che riconosce i contributi significativi del signor Finger ai caracters della famiglia di Batman.

Se lo possiamo riassumere senza mezzi termini quello di Finger fu un intervento importante, basti pensare che senza di lui Batman avrebbe dovuto essere così:

Batman & Bill è un notevole documentario realizzato da Hulu (il servizio internet di video su richiesta che offre film e spettacoli televisivi in diretta, soprattutto di NBC e Fox e di altre reti via cavo) che rivisita il lungo viaggio per ottenere il riconoscimento del lavoro svolto da Bill Finger su Batman.Diretto da Don Argott e Sheena M. Joyce, offre uno sguardo struggente di come lo scrittore è stato trascurato, dimenticato e poi riscoperto. Il film ci mostra quello che Bill ha realizzato per il mondo di Gotham City e di come non ha mai ottenuto il giusto credito che meritava. Batman & Bill ci mostra come Finger ha creato tanti elementi che formano le fondamenta del Cavaliere Oscuro, solo per citarne alcuni:

Sembra quasi il “Fil Rouge” della storia principale del nostro amato protagonista. Bill Finger ha lavorato veramente tanto.

L’eroe di questa storia è Marc Tyler Nobile l’autore, tra le altre cose, del libro Bill the Boy Wonder: The Secret Co-Creator of Batman. Un nerd imperturbabile che si è messo in questo cammino di ricerca scrutando attraverso molti documenti, braccando molti dei suoi contatti e senza mai mollare la presa proprio come farebbe un eroe. Nel documentario vengono riportate le origini di Bill Finger e ci viene mostrato quanto è stata importante la propria famiglia per il cocreatore di Batman.

Il contenuto della storia sembra essere eccezionale, così come il modo in cui questo documentario è messo insieme. Le interviste sono mescolate con delle belle motion comics.
Guardando il documentario, un’ironia è chiara: mentre Finger ha contribuito a creare un eroe che ha combattuto contro l’ingiustizia, a quanto pare, non ha mai combattuto per ottenere un pò di giustizia per se stesso.

Il documentario, mostrato in anteprima il 6 maggio 2017, sarà disponibile sulla piattaforma Hulu da venerdì 23 Giugno 2017.

Per il Batman Day dell’anno 2015 abbiamo creato questo articolo dedicato ad entrambi i creatori di Batman. Troverete anche un esclusivo regalo per voi.