Speciale Halloween: Batman Mai più

Una tetra mezzanotte. Sono seduta in poltrona, stanca e sconsolata: non riesco a trovare l’ispirazione per scrivere un post di Halloween dedicato a Batman. Mentre me ne sto assorta in cupi pensieri, senza preavviso, un corvo, con un albo stretto tra gli artigli, entra dalla finestra e si posa su una action figure del Cavaliere Oscuro. Lo ho già visto prima… da qualche parte… eppure mi sarei aspettata un pipistrello… Il corvo lascia cadere il fumetto e dice: “Nevermore!”. Raccolgo l’albo e leggo il titolo: Batman: Mai più di Len Wein e Guy Davis (Grandi opere DC, RW Lion, 2014).

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Batman, Harley Quinn e molto altro in anteprima mondiale al Comicon di San Diego 2019

Anche se la divisione cinematografica DC/Warner Bros. non sarà presente al Comic-Con di quest’anno, ci penserà quella televisiva a fare faville: nel già annunciato programma WBTV, infatti, non vi saranno solo le serie live-action a tenere banco, ma anche quelle animate, tra cui spicca la nuova Harley Quinn.

A pochi giorni dalla diffusione del primo poster ufficiale, la serie animata di Harley Quinn è stata ufficialmente inserita nel programma del prossimo San Diego Comic-Con, durante il quale ci sarà la sua world premiere.

L’evento si terrà nella Ballroom 20 mercoledì 17 luglio (6-10 pm), e sarà parte della WBTV Preview Night.

LA SINOSSI DELLA SERIE ANIMATA HARLEY QUINN

“Harley Quinn, basata sul personaggio DC, si focalizzerà sull’ Harley Quinn che ha finalmente lasciato definitivamente il Joker, e cerca di farcela con le sue forze a diventare la regina del crimine di Gotham City. Presenti nella serie animata Harley Quinn, Poison Ivy e un intero cast di eroi e villain, vecchi e nuovi, del DC Universe” recita la sinossi ufficiale della serie che avrà Kaley Cuoco come doppiatrice del personaggio titolare. Nel cast anche Lake Bell (Poison Ivy), Alan Tudyk (Joker), James Wolk (Superman), Rahul Kohli (Spaventapasseri), Sanaa Lathan (Catwoman) e molti altri.

Poi ci saranno le novità della nuova stagione televisiva ovvero Batwoman e Pennyworth. Sarà in quel momento che il pubblico del Comic-Con potrà vedere in anteprima le première delle due nuove serie. Inoltre, la piattaforma di streaming presenterà la nuova stagione di Titans, in arrivo questo autunno, nuove notizie su Doom Patrol, la seconda parte di Young Justice: Outsiders.

Nella Indigo Ballroom, invece, si terrà la presentazione DC Universe (7-9pm), che promette anticipazioni, primi sguardi e notizie inedite.

Tra le altre serie tv e i loro cast pronti a lanciare trailer e annunci ufficiali, si rinunirà per l’ultima volta, sabato 20 luglio 2019 il cast di Arrow, visto che la The CW le ha cancellate e andranno in scena da ottobre con gli ultimi episodi. Il fine settimana mette in risalto anche le grandi celebrazioni per il ventesimo anniversario di Batman Beyond e il 50 ° anniversario di Scooby-Doo, oltre a uno sguardo interiore a due uscite imminenti incentrate sull’orrore: Critters Attack! e The Banana Splits Movie.

Batman Beyond 20th Anniversary
Giovedì 18 luglio – 12: 15-1:15 pm sala H
Prodotto da Warner Bros. Animation, Batman Beyond ha vinto due Emmy Awards e tre Annie Awards catturando l’immaginazione di una nuova generazione di fan di Batman, stabilendo nuovi standard per la narrazione di supereroi con design innovativo, eccezionale doppiaggio e un approccio intrigante a DC’s personaggi e storie iconiche. La serie ha anche generato un acclamato film d’animazione, Batman Beyond: Return of the Joker. Si festeggierà il ventesimo anniversario della serie con molti membri del team creativo dietro la produzione rivoluzionaria, compresi i produttori Bruce Timm (Batman: The Animated Series) e Glen Murakami (Teen Titans), otto volte vincitore di un Emmy Award / direttore del dialogo Andrea Romano (Justice League), il regista James Tucker (Batman: Hush), gli scrittori Bob Goodman (Elementary, Warehouse 13) e Stan Berkowitz (Justice League: The New Frontier), e le star della serie: Kevin Conroy (Batman: The Animated Series) e Will Friedle (Boy Meets World, Kim Possible), le voci di Batman e Terry McGinnis, rispettivamente.

Prima mondiale del documentario su  SHAZAM! 
Giovedì 18 luglio – 6: 00-7:00 pm – Horton Grand Theatre
Si potrà scoprire l’incredibile storia dietro l’iconico supereroe, magico e influente che è davvero solo un bambino nel cuore: SHAZAM! Sarà presentato in prima persona da una delle star del film – Asher Angel – questo DC Spotlight (in streaming questa estate su DC Universe) presenta interviste con le persone che hanno aiutato The World’s Mightiest Mortal a evolversi dall’eroe dei fumetti all’icona della cultura pop. Si potrà assistere alle illuminanti prospettive dei leggendari scrittori e artisti DC, tra cui Geoff Johns, Jerry Ordway, Tom Mandrake, Jeff Smith, Gerry Conway, Jim Lee e Dan DiDio; il regista / fumettista Kevin Smith; e le stelle e i creatori del film di successo del 2019, SHAZAM !: Zachary Levi, Mark Strong, Asher Angel, Jack Dylan Grazer, Grace Fulton, Cooper Andrews, il regista David F. Sandberg, e il produttore Peter Safran; e tanti altri.

World Premiere of Batman: Hush 
Venerdì 19 luglio – 7: 15-9:15 pm –  Ballroom 20
La Warner Bros. Home Entertainment, DC, e la Warner Bros. Animation tornano per il loro tradizionale venerdì sera al Comic-Con World Premiere dell’ultimo film DC Universe, e questa volta è il tanto atteso Batman: Hush. Un adattamento del classico racconto DC, Batman: Hush è incentrato su un oscuro nuovo criminale noto solo come Hush, che usa Gotham’s Rogues Gallery per distruggere la carriera di criminalità di Batman, così come la vita personale di Bruce Wayne, che è già stata complicata da una relazione con Selina Kyle, alias Catwoman. Alla presentazione sarà presente il cast vocale di questo nuovo classico per un panel di post-proiezione che includerà Jason O’Mara e Jennifer Morrison come le voci di Batman / Bruce Wayne e Catwoman / Selina Kyle, rispettivamente; Geoffrey Arend come l’Enigmista, Hynden Walch (Teen Titans Go!) nei panni di Harley Quinn, Bruce Thomas (Kyle XY) nei panni di Jim Gordon, regista Justin Copeland, sceneggiatore Ernie Altbacker (Teen Titans: The Judas Contract), character designer Phil Bourassa (Young Justice) e il produttore esecutivo James Tucker (Reign of the Supermen). Batman: Hush arriva su Digital a partire dal 20 luglio 2019; su 4K Ultra HD Combo Pack, Blu-ray Combo Pack il 6 agosto; e il servizio di streaming DC Universe il 13 agosto.

La prima mondiale di Teen Titans Go! Vs. Teen Titans
domenica 21 luglio alle 12: 00-02:00 – 6BCF
Quando le forze del male si uniscono nel tempo e nelle dimensioni, ci vorranno gli sforzi combinati di squadre di super eroi distintamente differenti ma simili per mantenere l’universo sicuro in Teen Titans Go! Vs. Teen Titans. Sarà trasmessa la prima mondiale di questo film campione d’incassi, al quale seguirà un panel incredibilmente divertente con le stelle del film – Greg Cipes nei panni di Beast Boy, Scott Menville come Robin, Khary Payton nei panni di Cyborg, Tara Strong nei panni di Raven, Hynden Walch come Starfire, Gray Griffin come signora Claus, e alcuni ospiti speciali a sorpresa. . . al fianco del produttore / regista Jeff Mednikow (Be Cool, Scooby-Doo !, Teen Titans Go!), gli sceneggiatori Marly Halpern-Graser (Batman vs Teenage Mutant Ninja Turtles) e Jeremy Adams (LEGO DC: Batman: Family Matters). Prodotto dalla Warner Bros. Animation e DC, il lungometraggio animato arriva da Warner Bros. Home Entertainment questo autunno su Blu-ray Combo Pack, DVD e Digital.

World Premiere di LEGO DC: Batman: Family Matters
Domenica 21 luglio – 2: 15-4: 15 pm 6BCF

Batman, Robin e Batgirl devono restare uniti anche quando i cattivi più pericolosi di Gotham tentano di separarli in LEGO DC: Batman: Family Matters, l’ultima avventura animata della serie LEGO DC. I presenti al San Diego Comicon, potranno assistete alla prima mondiale di questa avventura ricca di azione che sarà seguita da una giuria di attori e registi, tra cui le voci di Batman, Batgirl e Robin-Troy Baker (Batman vs Teenage Mutant Ninja Turtles , Batman: Arkham Origins), Alyson Stoner (Phineas e Ferb) e Scott Menville (Teen Titans, Teen Titans Go!) – insieme a Jason Spisak (Young Justice) nei panni di Red Hood, Tara Strong (Batman: The Animated Series, Teen Titans , Teen Titans Go!) nei panni di Batwoman e Steve Blum (Cowboy Bebop, Star Wars Rebels) nei panni di Spaventapasseri. I registi includono il produttore Rick Morales (LEGO Scooby-Doo !: Haunted Hollywood), il regista Matt Peters (LEGO DC Comics Super Heroes: Aquaman: Rage of Atlantis) e lo sceneggiatore Jeremy Adams (LEGO DC Comics Super Heroes: The Flash). Prodotto dalla Warner Bros. Animation, DC e dal LEGO Group, il film sarà distribuito da Warner Bros. Home Entertainment più avanti questa estate su Blu-rayTM Combo Pack, DVD e Digital.

Alcuni personaggi della Rogue Gallery di Batman

Sono il peggio che Gotham City possa offrire. Maniaci, assassini, gangster e scontenti d’ogni sorta, i loro nomi malfamati costituiscono un vero schedario criminale. Una feccia che accampa pretese territoriali su Gotham ed è affetta da fissazioni psicotiche sul Cavaliere Oscuro, come loro nemesi. E’ opinione consolidata, tra gli storici del fumetto americano, che Batman abbia raccolto nel tempo la miglior Rogue Gallery mai vista nel sotto-genere supereroístico.


Alcune nemesi di straordinario fascino si sono aggiunte anche piuttosto recentemente. Verso la fine degli anni sessanta abbiamo assistito alla nascita di Dollmaker (il fabbricante di bambole) apparso per la prima volta su Plastic Man n. 10 (giugno 1968). In seguito tre persone si sono susseguite nel ruolo del Fabbricante di Bambole. Gli anni ’70, ad esempio, ci hanno regalato Ra’s Al Ghul (creato da Julius Schwartz, Dennis O’Neil e dal disegnatore Neal Adams nel 1971) oppure un Man-Bat (apparso per la prima volta nel 1970 su Detective Comics vol. 1 n. 400, personaggio creato da Frank Robbins e Neal Adams). Terribili e inquietanti. Ma la stragrande maggioranza dei Bat-villains è composta di arcinemici classici, di lungo, lunghissimo corso. Alfieri del Male introdotti durante la mitica Golden Age (1938-1955) e da allora eternamente impostisi nell’immaginario collettivo. Ad esempio il cangiante FACCIA DI CRETA o meglio Clayface (creato da Bill Finger e Bob Kane per le pagine di Detective Comics vol. 1 n. 40). Per poi continuare con la sensuale CATWOMAN (creata da Bob Kane e Bill Finger nel 1940) e il goffo PINGUINO, alter ego di Oswald Chesterfield Cobblepot (creato da Bob Kane e Bill Finger). E dopo di loro ancora Hugo Strange (prima apparizione Detective Comics #36 (1940). Creato da Bill Finger e Bob Kane), DUE FACCE (creato da Bob Kane e Bill Finger nel 1942), lo SPAVENTAPASSERI (creato da Bill Finger e Bob Kane nel 1941) e ancora l’ENIGMISTA (creato da Bill Finger e Dick Sprang, apparso per la prima volta su Detective Comics n. 140, nel 1948), Cappellaio Matto (prima apparizione Batman #49 (1948). Creato da Bill Finger e Bob Kane). Nel breve volgere di una manciata di stagioni, insomma, l’officina grafica di Bob Kane & Bill Finger dotò il Cavaliere Oscuro di minacce sufficienti per andare avanti dei secoli.

Sempre nei primi tempi di vita di Batman, ebbe vita il genio folle, il Principe Clown del Crimine… il JOKER. Forse il solo personaggio negativo in grado di competere in popolarità con i maggiori eroi. E di batterli!
Il Joker debuttò nella primavera del 1940 su Batman n. 1. Proprio a quell’epoca il maligno ghigno del Joker esplose con l’impatto di una torta in faccia. Batman aveva appena conquistato il pubblico dei giovanissimi, grazie all’introduzione di Robin e alla decisa edulcorazione dei toni (sparite le pistole, niente più omicidi). Con l’esordio del buffonesco villain i teenager accostatisi alla serie restarono ipnotizzati. Ai pari di Bats, anche del Joker vennero presto smussati gli angoli più ruvidi e violenti. Da killer spietato, abituato a uccidere le sue vittime con un letale gas esilarante, il character si trasformò in un pagliaccio dal sorriso stampato. La nuova maschera piacque a tal punto, che ci sarebbero voluti oltre 40 anni – fino alle opere di Frank Miller (“Il Ritorno del Cavaliere Oscuro”) e di Alan Moore (“The Killing Joke”) – per un ritorno all’atavica passione per le stragi. Addirittura il Joker non desiderava una cassa da morto neppure per i suoi più indomiti avversari. Anzi, spesso rinunciò all’occasione di farla finita con il Dinamico Duo, senza cui la sua esistenza avrebbe perso di significato.
Un “cattivo” di incredibile e prolungato successo. A tratti persino simpatico. L’unico superstite del momentaneo oblio in cui caddero, negli Anni ’50, tutti i villains storici. L’unico così inscindibilmente legato a Batman da non potersene privare mai.
Il Clown è l’altra faccia della medaglia Gotham City. E’ l’anima nera del Pipistrello. Il suo alter ego schizzato. Joker vive per ricordare a Batman dove può condurre un’accelerazione eccessiva nei meandri dell’ossessione legalitaria. Quanto Due Facce, e più dello stesso, il Joker è pazzia pura. Ma è una pazzia funzionale alla saga, necessaria perché a Batman non sfugga mai il confine tra Bene e Male. Perché solo sfiorando, senza abbracciarli, i gorghi della lucida follia, l’eroe può individuare un limite alla sua crociata notturna e solitaria, altrimenti destinata a degenerare in violenza irrazionale. Il divario fra la Legge e il Caos è da sempre ambiguo e sottile. Tragicamente ironico, come il satanico ghigno del Joker. A distanza di 52 anni, venne deciso, nei cartoni animati  “Batman: The animated series“, di affiancare al Re del Crimine di Gotham il personaggio di Harley Quinn nel secondo episodio intitolato “Joker’s Favor“. Andato in onda a settembre del 1992, in cui il Joker era chiamato a organizzare uno dei suoi soliti piani folli. In questo contesto, il piano prevedeva che si sarebbe vestito da donna e che sarebbe balzato fuori da una torta. Gli sceneggiatori fecero tuttavia questioni sul fatto che Joker potesse vestirsi da donna. Infine preposero di revisionare la storia, aggiungendo un personaggio femminile. Questa donna altri non era che Harley Quinn.

Tanta fu, infatti, l’influenza che ebbe la storica serie animata nell’immaginario collettivo dei nerd dell’epoca, che la DC decise di inserirla nel suo universo fumettistico, commissionando proprio a Dini e Timm le origini dell’irrivente compagna di Joker, i quali sfornarono Mad Love, la prima graphic novel supereroistica a vincere un Eisner Award. Al grande parterre di villain si aggiunge anche l’ecoterrorista Poison Ivy. Nata a dalla matita di Robert Kanigher e Sheldon Moldoff nel 1966, debutta nel Batman n. 181. Il suo nome significa letteralmente edera velenosa. Le sue forme generose e l’appeal quasi mediterraneo cozzano con le bellezze filiformi imposte dalla società ma riesce a spopolare nei comics. Poison sfila tra le pagine della DC Comics con il personaggio che ricalca lo stereotipo della femme fatale e anche la sua fisicità, oltre che le sue origini diventano un punto di forza. Nello stesso periodo debutta Re Tut (prima apparizione in televisione “La maledizione di Re Tut” (1966). Prima apparizione nei fumetti “Batman Confidential” #26. Creato da Christina Weir, Nunzio DeFilippis e Josè Luis Garcia-Lòpez). Uno dei villain più forti dell’era moderna di Batman è certamente Hush, alter ego di Thomas “Tommy” Elliot, creato da Jeph Loeb (testi) e Jim Lee (disegni) per l’omonima saga nel 2002, al quale si aggiunge Bane nato nel fumetto Batman: La vendetta di Bane e successivo arco narrativo Batman: Knightfall del 1993, per poi riprendere nella nuovissima run di Tom King. Insomma, ogni grande eroe è definito dai grandi nemici affronta, e nessun gruppo di malvagi, assassini e criminali sembra essere migliore di quello che disturba Gotham City. Da un clown omicida, killer cerebrali e mostri brutali Batman ha letteralmente una lunga sfilza di avversari che mettono alla prova il suo acume nel combattere il crimine. I suoi nemici sognano un caos confacente alle loro peculiari manie, sia per diventare favolosamente ricchi, sia per appagare un’insaziabile bramosia di disordine. Nelle celle imbottite di Arkham Asylum, o dietro le sbarre del carcere di Blackgate, tramano le loro prossime insidiose imprese criminali…mentre Batman attende il prossimo inevitabile, scontro.

BATMAN IL CAVALIERE OSCURO, di Gregg Hurwitz e David Finch ( Recensione )

LO PUOI LEGGERE SU: New52 Limited 34 – Batman Il Cavaliere Oscuro n.2 ( volume, Lion )

AUTORI: Gregg Hurwitz, David Finch

SINOSSI:

Lo Spaventapasseri ha elaborato una nuova tossina della paura, ancora più potente e devastante. Per produrla e testarla ha rapito dei bambini, per cui Batman e il commissario Gordon si mettono sulle sue tracce per fermarlo, ma entrambi dovranno fare i conti con gli effetti nefasti del suo gas, che li metterà di fronte alle loro paure peggiori…!

PRO: Una storia dello Spaventapasseri con tutti i crismi, densa di terrore e angoscia, che ripercorre anche le origini del personaggio e lo introduce nel nuovo universo dei New52.

CONTRO: I disegni di David Finch a volte sono un po’ piatti e legnosi, anche se nel complesso la sua prova è soddisfacente.

GIUDIZIO COMPLESSIVO:

Jonathan Crane, alias lo Spaventapasseri, è sicuramente uno dei più spaventosi e affascinanti avversari del Cavaliere Oscuro. Ogni volta che c’è di mezzo lui Batman è costretto in qualche modo a fare i conti con le proprie paure e i fantasmi del suo passato, che vengono rievocati dal cosiddetto “gas della paura”.

Nella prima run scritta da Gregg Hurwitz per la serie Batman Il Cavaliere Oscuro viene analizzato proprio questo inquietante supercriminale, partendo dagli abusi che ha dovuto subire durante l’infanzia e che lo hanno portato a diventare ciò che è adesso. La paura, nella sua concezione più ancestrale, è l’elemento cardine del racconto, che influisce sulle azioni di ogni personaggio e le condiziona.

Lo stesso Batman non è certo immune agli effetti della tossina e la tragedia che lo ha segnato indelebilmente quando era solo un bambino ( con tutto ciò che ne è conseguito ) riaffiora, accomunandolo per certi aspetti al suo antagonista: entrambi infatti sono stati privati della loro innocenza in gioventù e hanno abbracciato l’oscurità, anche se per scopi diversi.

La sceneggiatura di Hurwitz è serrata e incalzante, e mescola bene azione, dramma e momenti più introspettivi. Anche il tratto cupo e massiccio di David Finch si dimostra un valore aggiunto: il suo Spaventapasseri risulta particolarmente inquietante e mostruoso, con un fisico mingherlino e dinoccolato che si contrappone a quello statuario e maestoso del Cavaliere Oscuro.

Se amate questo controverso villain e le tematiche a lui legate, dunque, non lasciatevi sfuggire il secondo volume che raccoglie la serie New 52 Batman Il Cavaliere Oscuro, dove troverete l’intera saga in questione.

 

VOTO: 7/8

Marco “Spider-Ci” Novelli

The Batman: scorpacciata di villain

Secondo una voce di corridoio riportata dal sito BirthMoviesDeath.com, nel film sull’Uomo Pipistrello che vedrà protagonista Ben Affleck, probabilmente intitolato The Batman, il supereroe di Gotham City avrà a che fare con la maggior parte dei suoi avversari.

Appena passata l’abbuffata di emozioni di Batman v Superman: Dawn of Justice, già l’attenzione di noi fan dell’Uomo Pipistrello è proiettata verso le sue nuove avventure.

Sappiamo che da molto tempo la Warner Bros. corteggiava Ben Affleck per fargli dirigere il film su Batman in solitaria, addirittura già dai tempi del casting si vociferava di un suo coinvolgimento dietro la macchina da presa e un anno fa si parlava già dello sviluppo di uno script insieme al boss della DC Comics Jeoff Johns, ma solo due settimane fa è arrivata la conferma che sarà proprio l’alter ego di Bruce Wayne sullo schermo a dirigere il futuro Batman e Zack Snyder non avrà nessun controllo creativo sul Batman di Affleck.

Per un po’ di tempo si è speculato sul fatto che il film sarà una versione di Under the Red Hood, in cui il morto Robin Jason Todd ritorna dalla tomba nei panni di un villain vendicativo.

Morte in famiglia

Morte in famiglia

Al contrario, se le fonti di Devin Faraci del sito Birth.Movies.Death sono attendibili, pare che Affleck e Johns stiano organizzando un’adunata in grande stile dei cattivi classici di Batman, «con molti, se non la maggior parte dei membri della galleria dei mascalzoni di Batman, che appariranno nel film».

Batman interpretato da Ben Affleck

Batman interpretato da Ben Affleck

Sembra proprio che Affleck e Johns vogliano realizzare il “film definitivo su Batman” e popolare la pellicola dei cattivi più iconici fa parte del piano. Questo, ovviamente, non significa che non ci sarà un cattivo principale, ma se ci saranno Pinguino, l’Enigmista e Catwoman e – dopo Suicide Squad (in uscita il 18 agosto unitamente ad una nostra sorpresa per voi) – anche Joker, Harley Quinn, Deadshot e Killer Croc, è presumibile che si tratterà soprattutto di camei.

Nella pellicola dovrebbe fare anche un cameo Joker (Jared Leto) magari durante un flashback in cui uccide Robin, per collegare ulteriormente il film a Suicide Squad.

Nella pellicola dovrebbe fare anche un cameo Joker (Jared Leto) magari durante un flashback in cui uccide Robin, per collegare ulteriormente il film a Suicide Squad.

L’autore dell’articolo ipotizza che, un modo facile per infilare tutti questi cattivi nello stesso film potrebbe essere quello di girare alcune scene all’Arkham Asylum, ma è anche possibile che Affleck e Johns si stiano in qualche modo ripronendo in versione aggiornata e adeguatamente modificata il film di Batman del 1966, in cui Pinguino, Joker, L’Enigmista e Catwoman si alleano tutti contro il pipistrello. Così può darsi che il Batman di Affleck non si troverà di fonte a un unico villain, ma a una banda di ragazzacci guidati da un leader e non ci stupirebbe se fosse quello psicopatico del Joker di Leto.

Del resto Nolan ha fatto riposare Pinguino e L’Enigmista, preferendo loro Lo Spaventapasseri e Bane, quindi sarebbe bello rivederli in azione dopo una lunga pausa.

Bat-Bane

Si dice che Affleck potrebbe essere già pronto a girare il film l’anno prossimo e che abbia in mente un ruolo anche per l’amico Matt Damon.

Intervista in esclusiva con: Ivo De Palma

Lo Spaventapasseri (o Spauracchio, in originale Scarecrow), il cui vero nome è Jonathan Crane.

Ivo De Palma, artista di origini napoletane inizia le sue prime esperienze in radio, per poi entrare, nei primi anni 80, nel mondo del doppiaggio. Il personaggio più noto da lui doppiato è Pegasus dei Cavalieri dello Zodiaco, a cui ha dato la voce sia nella serie televisiva che negli OAV. Altri sono Mirko in Kiss Me Licia (solo nella parte parlata), Carey Mahoney in Scuola di polizia, Vernon Fenwick in Tartarughe Ninja alla riscossa, Akira Fudo (Devilman OAV: La Genesi, L’Arpia Silen e Amon – Apocalypse of Devilman), Kaede Rukawa (Slam Dunk), Ronni (Magica Emi), Kratos (I 5 Samurai) e vari personaggi secondari in City Hunter. Ivo interpreta con eccezionale bravura diversi personaggi, in particolare anime e raramente personaggi nelle serie animate americane. Tra le sue performance in casa Marvel ricordiamo Nick Fury in Wolverine o Dott. Donald Blake/Thor in L’incredibile Hulk e gli X-Men e in casa DC Comics Lo Spaventapasseri nella serie che noi tutti amiamo Batman The Animated Series. Oggi il nostro blog, si onora di incontrarlo una seconda volta (qui abbiamo un suo video saluto) per qualche curiosita’ sul suo lavoro davanti al leggio.

Ivo De Palma

Stefano: “Ciao Ivo e grazie di essere qui con noi per la seconda volta”
Grazie a voi per l’invito!

Stefano: “Viste le tue tante interpretazioni, mi viene da chiederti, che differenza c’e’ tra il doppiaggio di un’interpretazione di un’anime e una serie animata americana? Si tratta di due generi completamente opposti, anche se si rimane nel tema supereroistico”.
Sì, sono due cose un pochino diverse. Da grande appassionato, quale fui in tenera età, del repertorio fumettistico Marvel, mi aspetterei io stesso di propendere per l’animazione americana, ma 30 anni di esperienza nel settore mi hanno fatto capire alcune cose importanti: il cartone americano è molto più codificato, molto più standard, molto più conforme a regole non scritte, tali per cui il cattivone è sempre chiaramente riconoscibile, nel nome, spesso connotativo, nei tratti, spesso piegati al ghigno bieco, nelle musiche che lo accompagnano, di registro inquietante, nei megalomani progetti di conquista planetaria. In definitiva, pertanto, un po’ meno interessante. Il cartone giapponese ha certo anch’esso caratteristiche peculiari, ma ho riscontrato, per la mia esperienza, molta più libertà nei contenuti e molta più sincerità nel presentare il male, che spesso anche nella realtà può essere attraente. Lo trovo quindi più vero e, per certi aspetti, perfino più educativo, nel senso che sostiene l’idea che non sempre il male lo riconosci subito e inequivocabilmente.
Il fumetto americano, come del resto anche il cinema di Hollywood, è fortemente “lombrosiano”. Il cattivone, in buona sostanza, ce l’ha sempre scritto in fronte. Invece certi efferati assassini del cartone giapponese sono belli come il sole. Non che tale approccio sia necessariamente lontano dal nostro, giacché anche le Scritture narrano che nel più vicino oriente, in quei famosi 40 giorni di meditazione nel deserto, il Cristo dovette opporsi a tre tentazioni demoniache decisamente intriganti.

Stefano: “Leggevi o leggi i fumetti? Che cosa in particolare?”
Come anticipato, i fumetti Marvel, e in particolare L’Uomo Ragno e I Fantastici 4. Purtroppo, prima delle più recenti versioni “ultimate”, decisamente interessanti anche nella grafica e nell’approccio cinematografico, quel repertorio perse, per quanto mi riguarda ogni interesse, dal momento in cui, per vari motivi, il tandem Stan Lee – John Romita per l’Uomo Ragno, e Stan lee – Jack Kyrby per i fantastici 4 vennero meno. Ma parliamo di quando avevo 14/15 anni, e altre passioni urgevano nella mia vita di adolescente di quegli anni, in primi la musica e la politica (per molti aspetti in quegli anni concomitanti).

Stefano: “C’e’ qualche cartone animato della tua infanzia o adolescenza che pensi abbia influenzato il tuo modo di doppiare?”
No, perché di cartoni ne arrivavano comunque pochi, per quanto riguarda il repertorio “eroi e supereroi”. E di animazione giapponese in Italia non si parlava ancora. Ho affrontato l’animazione da professionista, pertanto, potendo contare solo sui miei approfondimenti d’arte drammatica precedenti, oltre che ovviamente sull’esempio dei bravissimi colleghi che mi ritrovai a fianco. Per l’interpretazione di Pegasus fu fondamentale un’esperienza appena precedente, alla Radio Svizzera Italiana, che mi mise sulla lunghezza d’onda ideale per seguire le indicazioni di Enrico Carabelli.

Ivo De Palma è Lo Spaventapasseri

Stefano: “Nella serie Batman The Animated Series hai doppiato uno dei nemici piu’ acerrimi dell’uomo pipistrello. Ci racconti qulacosa di quel periodo? Magari dalla tecnica che hai usato, a qualche particolare accaduto durante il doppiaggio?”
Ricordo molto poco dell’esperienza, perché doppiai quel personaggio in un solo episodio. Mi sono risentito recentemente, grazie a un allievo grande appassionato di Batman, e non è che la cosa mi abbia fatto impazzire. In certe sale di doppiaggio è più complicato usare la voce come l’ho usata per Pegasus (e per moltissimi altri personaggi meno noti), cioè alternando le cose più plateali a quelle più interiori. La qual cosa è di grande beneficio per i personaggi positivi, e addirittura indispensabile per quelli negativi. Laddove l’imperativo è sempre e comunque “stare su”, cioè emettere molto, non mi trovo affatto a mio agio, perché alla fine il risultato è più macchiettistico che altro.

Stefano: “Ti piace il personaggio di Batman? Perche’?”
Mah, da ragazzino il repertorio DC Comics non mi piaceva molto, perché gli eroi erano troppo tronfi e perfetti. Preferivo gli (anti)eroi Marvel, ai quali poteva capitare non solo la crisi esistenziale, ma addirittura, come all’Uomo Ragno in un episodio, di essere a terra per via dell’influenza. Cosa che può capitare a chiunque di noi. Probabilmente ora che Batman è approdato al cinema, c’è un filo di spazio in più per la dimensione interiore, quindi se fossi il ragazzino di allora potrei sicuramente seguirlo con soddisfazione.

Stefano: “Grazie per essere stato con noi e per la tua gentilezza”
Grazie a voi per le interessanti domande!

Batman Begins il raffronto con i fumetti

Vi proponiamo un interessante articolo sul film Batman Begins, in cui sono riportati tutti i raffronti con il fumetto di Batman. Il pezzo e’ tratto da Cinecomics e scritto da Stefano Dell’Unto.

Dopo aver diretto l’ottimo thriller Insomnia per la Warner Bros., il regista inglese Christopher Nolan si fece avanti quando seppe che la casa di produzione voleva riavviare il franchise di Batman, annientato dalle pessime pellicole di Joel Schumacher. Nolan desiderava una trasposizione ultrarealistica e considerava i film precedenti sul personaggio meri esercizi di stile piuttosto che storie drammatiche incentrate sul protagonista. Il regista intendeva realizzare un reboot e portare per la prima volta sullo schermo le origini del personaggio ma, pur essendo un fan di Batman, non era un esperto di fumetti. Si rivolse allora allo sceneggiatore David S. Goyer che, a proposito di cinecomics, aveva scritto Il Corvo 2 e la trilogia di Blade di cui stava per dirigere il terzo capitolo. Nolan e Goyer vennero ingaggiati dalla Warner all’inizio del 2003.

Dopo aver visionato tonnellate di materiale su Batman negli uffici della DC, Nolan e Goyer decisero di prendere spunto principalmente da tre opere: The Man Who Falls (L’uomo che cade), una storia breve scritta da Dennis O’Neil e Dick Giordano nell’89 e che racconta rapidamente le peregrinazioni e l’addestramento di Bruce in giro per il mondo dopo aver lasciato Gotham; Batman: Anno Uno di Frank Miller che rilegge gli inizi dell’attività del vigilante in chiave tangibile, e Il Lungo Halloween di Jeph Loeb e Tim Sale, seguito del lavoro di Miller che approfondisce la faida mafiosa a Gotham e la trasformazione del procuratore distrettuale Harvey Dent in Due Facce.

Nolan e Goyer si trovarono d’accordo nel porre al centro della storia la componente più umana e realistica. Nella sceneggiatura vennero sviluppate due tematiche fondamentali per il percorso intimo di Bruce Wayne: il potere della paura e la differenza tra giustizia e vendetta. Goyer voleva che il pubblico si affezionasse tanto a Batman quanto a Bruce Wayne e che il personaggio fosse interessante anche quando non indossava il costume. Inoltre, l’idea di un uomo che usa un’identità segreta per combattere il crimine doveva essere originale, per questo Nolan decise che nel suo universo non dovevano esserci altri supereroi. Lo script venne tenuto segreto con l’uso del falso titolo “The intimidation game” e i produttori dovettero andare a casa di Nolan per poterlo leggere.

Il regista decise di ispirarsi al Superman di Richard Donner sia per il realismo che per il sontuoso cast di supporto ai personaggi principali. L’attore inglese Christian Bale era interessato al ruolo di Batman fin da quando il progetto era nelle mani di Darren Aronofsky che lo aveva abbandonato per dedicarsi a Requiem for a Dream. Bale piacque subito a Nolan per il suo approccio controllato all’aggressività di Batman. L’attore criticò aspramente i precedenti film sul Cavaliere Oscuro che avevano concesso troppo spazio ai villains. Studiò meticolosamente il fumetto, entrò nella psicologia del personaggio e lavorò sulle sue pose e i suoi movimenti.

Nella complessa trasformazione interiore sviluppata attraverso un percorso di maturazione, il personaggio richiese una quadrupla interpretazione di Bale. All’inizio c’è un Bruce giovane, vendicativo ed arrabbiato che desidera uccidere l’assassino dei suoi genitori, poi l’uomo in fase di transizione, combattuto tra il senso di colpa, il rancore e la sete di giustizia, che cerca con dedizione la sua strada durante l’addestramento nella Setta delle Ombre, quindi il Batman rabbioso, ormai consapevole della propria missione e, infine, il finto playboy sopra le righe per mascherare la sua vera personalità che, tragicamente, vien fuori solo quando combatte il crimine.

Bale era reduce dalla sua performance estrema ne L’uomo senza sonno (The Machinist) per la quale si era ridotto pelle e ossa. Iniziò così a lavorare sul fisico raggiungendo cento chili di peso che risultarono addirittura eccessivi, somigliando più ad un wrestler che a un lottatore di arti marziali, tanto che sul set iniziarono a chiamarlo per scherzo “Fatman”. Venne riportato ad uno stato ottimale di forma lavorando su resistenza e tono muscolare. Nolan non voleva che la tecnica di combattimento di Batman risultasse una coreografia elegante e spettacolare ma uno stile più brutale e concreto. Buster Reeves, campione mondiale di ju-jitsu, suggerì il keysi, un’arte marziale nuova ed in evoluzione, basata in special modo sull’uso di gomiti e pugni e che incanala la furia emotiva del lottatore.

Bruce decide di usare l’icona del pipistrello, che lo spaventa fin da quand’era piccolo, per terrorizzare i criminali. Fondamentale risultò quindi il costume realizzato da Lindy Hemming. Nolan intedeva mostrare Batman come un’ombra rapida e animalesca e voleva che il costume fosse spaventoso e funzionale, che trascendesse il semplice essere umano che lo indossava. Nella storia, venne ideata una tenuta da combattimento militare subacquea in carbonfibra con interni ad alta tecnologia che impedisce al corpo di scendere sotto una certa temperatura. Bruce la copre poi di spray al lattice nero per rimuovere la traccia di calore e renderla invisibile agli infrarossi. L’idea della stoffa del mantello che s’irrigidisce se attraversata da una corrente si basa su autentici studi militari.

Venne fatto un calco del corpo di Bale da cui fu ricavato un modello in gesso, scomposto e trasformato nelle componenti in gomma espansa. Sullo schermo, l’espressione del cappuccio rivela la rabbia interiore del personaggio, il collo enorme sembra quello di una bestia feroce, il mantello in seta di nylon per paracaduti, resistente all’acqua ed imbottita di peletti, sembra vera pelle di animale. Il costume si rivelò comodo ma anche abbastanza caldo da procurare dei mal di testa a Bale che l’attore sfruttava per sfogare la furia di Batman. Affermò di sentirsi trasformare in un animale quando indossava il costume.

La back-story dei genitori di Bruce venne particolarmente approfondita. Come nel fumetto, il dottor Thomas Wayne e sua moglie Martha, interpretati da Linus Roache e Sara Stewart, sono una coppia filantropica che usa le risorse della multinazionale Waynecorp. per aiutare i bisognosi. Nel film, i due hanno salvato Gotham dalla crisi economica, primo tentativo di Ra’s Al Ghul di distruggere la città. Com’è noto, Thomas e Martha vengono uccisi da un ladruncolo davanti agli occhi del piccolo Bruce all’uscita del cinema dove hanno assistito a Il segno di Zorro, figura che avrebbe poi ispirato Batman. Nolan eliminò quest’idea e optò per una serata all’opera. Durante la rappresentazione del Mefistofele di Boito, Bruce, il piccolo Gus Lewis, si spaventa per alcuni ballerini travestiti da pipistrello e chiede ai genitori di uscire. Nel vicolo sul retro del teatro s’imbattono in Joe Chill che, tentando di rapinarli, li uccide. Seppure indirettamente, la paura di Bruce ha portato alla morte dei suoi genitori amplificando il suo senso di colpa. La sequenza dell’omicidio è pressoché identica al fumetto.

Primo tra gli alleati di Batman è il fido maggiordomo Alfred Pennyworth, interpretato da un altro attore inglese, come lo è del resto il personaggio, il grande Michael Caine. Anche se non venne portata sullo schermo, Caine creò una sua personale back-story per il personaggio che secondo lui aveva militato nello Special Air Service britannico rendendolo così più efficiente e risoluto rispetto alle precedenti incarnazioni cinematografiche, gli conferì forza ed eleganza e lo rese molto più fedele alla controparte fumettistica, figura paterna per Bruce dopo la morte dei genitori e dotato di un sottile humour tipicamente anglosassone.

Il sergente Jim Gordon, futuro commissario, è chiaramente ispirato alla versione di Frank Miller in Batman: Anno Uno. Inflessibile idealista in un dipartimento in cui dilaga la corruzione, si tratta di un uomo stressato, perennemente teso, genuino e fallibile. Fu Nolan a scegliere Gary Oldman per il ruolo. Nonostante l’attore sia noto per aver interpretato spesso figure negative, riuscì a trasformarsi in Gordon sia fisicamente che psicologicamente rendendolo meno duro e violento rispetto alla controparte fumettistica. Il personaggio risultò anche più puro moralmente. Basti pensare che, nel fumetto, Gordon tradisce la moglie Barbara con la collega Sarah Essen mentre nel film è assolutamente fedele agli affetti e alla sua figura istituzionale.

Lucius Fox, amministratore delegato della Wayne Enterprises, nel film è stato espulso dal consiglio d’amministrazione e relegato alla sezione ricerca e sviluppo dal corrotto dirigente Richard Earle. Interpretato dal sempre carismatico Morgan Freeman, Fox è fedele agli ideali di Thomas Wayne e fornisce a Bruce gli strumenti ipertecnologici per diventare Batman. Fox non sa esattamente quali siano gli scopi di Bruce e il tacito patto che lega i due rende il loro rapporto molto più interessante rispetto al fumetto.

L’idea di inserire il procuratore distrettuale Harvey Dent fu scartata perché non avrebbe avuto lo spazio necessario. Venne rimpiazzato dal personaggio femminile del film, Rachel Dawes, amica d’infanzia di Bruce nonché assistente del p. d. Carl Finch. Con il volto della bella Katie Holmes, Rachel non è la solita donzella in pericolo ma una figura forte e determinata, la persona che sa leggere meglio nel cuore di Bruce. Lo rimprovera quando è assetato di vendetta richiamandolo sulla retta via e, in seguito, capisce che il ragazzo di cui era innamorata non c’è più, rimpiazzato dalla personalità oscura che esprime nelle vesti di Batman. Il personaggio sembra trarre spunto, solo nel nome, da Rachel Caspian, figura femminile di Batman: Anno Due che Bruce sarebbe in procinto di sposare se non fosse che la donna decide di prendere i voti per espiare i peccati del padre, il vigilante omicida Mietitore.

Nolan e Goyer furono molto attenti a non inserire nel film villains che fossero già apparsi nella precedente serie cinematografica. Antagonista principale è Ra’s Al Ghul che nel fumetto è ritenuto da Batman non il suo peggior nemico, titolo che spetta al Joker, ma il più pericoloso. Si tratta di un potente arabo, il cui nome significa “Testa del Demone”, divenuto immortale grazie agli alchemici Pozzi di Lazzaro. A capo della Setta degli Assassini, il suo scopo è quello di utilizzare le proprie ingenti risorse per sterminare oltre il 90 percento della popolazione mondiale e ristabilire un perfetto equilibrio ambientale. Nella sua prima apparizione Ra’s scopre l’identità segreta di Batman, che chiama con ammirazione “detective”, e vorrebbe che si unisse a lui sposando sua figlia Talia. L’eroe naturalmente si oppone ai piani del malvagio instaurando un rapporto di reciproco timore e rispetto con lui e un legame di amore e odio con la ragazza scaturito nella nascita del figlio Damian, il nuovo Robin.

Nel film, Ra’s è interpretato da uno straordinario Liam Neeson e sono stati evitati tutti i riferimenti al medioriente e alla “Jihad” del Demone nel delicato momento storico post-11 settembre. L’uomo si presenta a Bruce sotto le mentite spoglie di Ducard, emissario di Ra’s che si offre di addestrarlo e di farlo entrare nella Setta delle Ombre, un clan ninjitsu come nel fumetto. Come già nell’Episodio I di Star Wars, Neeson si cala perfettamente nel ruolo del mentore, insegnando a Bruce come liberarsi dalle proprie paure ed instillarle negli avversari. Il rapporto tra i due si logora quando Bruce scopre che la Setta vuole distruggere Gotham considerandola ormai irrimediabilmente corrotta. Dunque, nonostante le differenze con il materiale originale, il concetto di base è lo stesso: effettuare un genocidio per un bene superiore. L’eroe ha maturato un codice d’onore secondo il quale non uccide. Qui sta il confine tra la giustizia, rappresentata da Batman, e la vendetta che sospinge Ra’s, privato della moglie da un gruppo di assassini proprio come viene raccontato nel fumetto.

Per preservare il colpo di scena nel finale del film, dove si scopre che Ducard è in realtà Ra’s Al Ghul, Nolan sapeva di dover rendere credibile il falso Ra’s all’inizio della storia. Se fosse stato interpretato da uno sconosciuto, il pubblico non ci sarebbe mai cascato. Uno spiritato Ken Watanabe fornì una performance breve ma magistrale. Il personaggio è chiaramente ispirato a quello del Sensei che, nel fumetto, è stato secondo di Ra’s a capo della Lega degli Assassini prima di contendergli il comando. Sempre nell’opera originale, Henri Ducard non è un’identità fittizia bensì un investigatore francese che insegna le sue tecniche a Bruce fino a tradire la sua fiducia rivelandosi un killer prezzolato. Le similitudini con il personaggio del film sono evidenti.

Nella tematica così ben sviluppata della paura, si inserisce perfettamente come antagonista lo Spaventapasseri. Jonathan Crane è un folle psichiatra esperto di fobie che usa un particolare gas allucinogeno per suscitare le più profonde paure nei suoi avversari. Caratterizzato dai glaciali, imperscrutabili occhi azzurri dall’irlandese Cillian Murphy, nel film è affiliato alla criminalità organizzata, usa il gas psicotropo come arma contro Batman o per condurre esperimenti sui pazienti, inconsapevole che Ra’s Al Ghul lo utilizzerà per cercare di distruggere Gotham.

Nel film, l’aspetto di Crane è molto simile alla prima incarnazione fumettistica del personaggio risalente al ’41. Nello stile sobrio di Nolan, il personaggio non viene dotato dell’intero costume da spaventapasseri ma solo del cappuccio. Durante i tumulti sull’isola Narrows nella parte finale del film, lo Spaventapasseri si aggira in groppa ad un cavallo, esattamente come viene raffigurato da Tim Sale ne Il lungo Halloween, rifacendosi alla figura di Ichabod Crane nel racconto La leggenda di Sleepy Hollow di Washington Irving, strettamente connesso al villain creato da Bill Finger e Bob Kane.

Tra le fonti che hanno ispirato Goyer e Nolan per la realizzazione dello Spaventapasseri vanno citate le due story-arc “Preda” e “Terrore” scritte da Doug Moench, disegnate da Paul Gulacy e pubblicate sulla serie regolare “Batman: Legends of the Dark Knight”. In “Preda”, la polizia ricorre alla consulenza dello psichiatra Hugo Strange per cercare di scoprire l’identità di Batman e catturare il vigilante. Strange si rivela però un pericoloso psicopatico e sembra rimanere ucciso alla polizia alla fine della storia. Sopravvissuto, ricomparire nel sequel “Terrore” dove psicanalizza proprio lo Spaventapasseri sguinzagliandolo contro Batman. Nel film, la figura di Jonathan Crane come psichiatra è più marcata rispetto all’opera originale e risultando così una sorta di mix tra la sua controparte fumettistica e Strange.

Capo della criminalità organizzata di Gotham è Carmine Falcone, creato da Frank Miller e David Mazzucchelli per Batman: Anno Uno e ulteriormente sviluppato ne Il Lungo Halloween dove viene ucciso da Due Facce. Interpretato da un altro attore britannico, Tom Wilkinson, il gangster esprime nel suo faccia a faccia col giovane Bruce la sua filosofia sul potere della paura.

Rutger Hauer presta invece il volto a Richard Earle, amministratore delegato delle Wayne Enterprises, affiliato con la malavita e pedina del piano di Ra’s. Inesistente nel fumetto, è un personaggio cinico e avido, nemesi principale di Lucius Fox.

Come in Batman: Anno Uno, Gordon deve invece vedersela con la corruzione nel dipartimento di polizia. Il commissario Loeb, interpretato da Colin McFarlane, non è viscido e marcio come nella graphic novel, o almeno non viene mostrato esplicitamente, appare invece rigoroso e ligio al dovere. Fedele all’opera di Miller è invece il detective Flass che rappresenta tutta la corruzione nella polizia di Gotham. Ma se nel fumetto è un uomo massiccio ed elegante, Mark Boone Junior gli conferisce un aspetto rozzo e trasandato.

Joe Chill, assassino dei genitori di Bruce, ha vissuto varie traversie nella saga a fumetti. Ucciso dal Mietitore in Batman: Anno Due, è stato ripescato dai capricci della continuity DC ed è morto suicida di recente. Nel film ha il volto di Richard Brake e, in procinto di testimoniare contro Falcone, viene eliminato da un suo sicario. Il cantante inglese Tim Booth presta il capo calvo al pluriomicida psicopatico Zsasz che ha il corpo cosparso di cicatrici, una per ogni vittima. Nel film la sua storia non viene raccontata, anche se possono intravedersi le ferite sul corpo, ma funge da personaggio ricorrente e riconoscibile tra i folli del manicomio Arkham, sconfitto da Batman quando sta per aggredire Rachel ed un bambino.

Il cast figura due piccole curiosità. Il grande attore serbo Rade Serbedzija, visto tra l’altro in Eyes Wide Shut e Mission: Impossible II, interpreta il senzatetto a cui Bruce lascia il suo cappotto prima di sparire da Gotham. Il piccolo ruolo di tecnico anziano dell’acquedotto di Gotham è invece ricoperto dal canadese Shane Rimmer, visto in Superman II come tecnico della NASA che supervisiona le operazioni degli astronauti sulla Luna e in Superman III come sceriffo al lavoro nella zona dell’incendio allo stabilimento chimico, domato poi dall’Uomo d’Acciaio.

Le riprese ebbero inizio nel marzo 2004 con un budget di 150 milioni di dollari. Come nei suoi primi due film, Memento ed Insomnia, Nolan rifiutò una seconda unità di ripresa. Il regista voleva girare soprattutto negli Shepperton Studios, in Inghilterra, ma per la parte iniziale del film ambientata nella remota e minuscola nazione asiatica del Bhutan fu necessario recarsi sul ghiacciaio islandese del Vatnajokull, una location da incubo spazzata da raffiche di vento a 100 km all’ora, pioggia e neve, che richiese l’ausilio di riprese artigianali con l’operatore che doveva portare la steadicam in spalla o seduto su uno slittino.

In condizioni estreme, venne costruito il villaggio che Bruce attraversa scalando la montagna in direzione del tempio di Ra’s Al Ghul del quale cui furono erette solo le porte. Il resto della costruzione era un modellino aggiunto in digitale. Durante l’addestramento, quando Bruce e Ducard si affrontano con le spade sul lago ghiacciato, il pack si stava davvero sciogliendo con dei bruschi e rumorosi scricchiolii amplificando la tensione della scena. Christian Bale e Liam Neeson si erano allenati su una pista da hockey. La scena in cui Bruce salva Ducard sul ciglio di un burrone fu una delle più pericolose e mozzafiato, realizzata con due stunt appesi ai cavi e senza alcun trucco digitale. Ne risultò una scena fortemente realistica e funzionale.

Anche lo scenografo Nathan Crowley aveva lavorato nel garage di Nolan costruendo in pre-produzione un modellino di Gotham City che si ispirava nel design a Blade Runner, con elementi estremizzati da New York, Chicago e Tokyo. Le riprese panoramiche risultarono da un compositing digitale tra modellini scansionati in 3-D, fotografie e riprese dal vivo. Il college di Londra fornì gli interni per l’aula di tribunale. In un hangar aereo a Cardington, nel Bedfordshire, venne costruita parte della città, una sezione dell’autostrada, le travi portanti della monorotaia che percorre Gotham e la degradata isola Narrows, ispirata alla penisola residenziale di Kowloon ad Hong Kong, demolita nei primi anni ’90. Il set era alto 50 metri e richiese dieci mesi di lavoro ma fu fondamentale per la tangibilità estetica del film.

Le Mentmore Towers nella contea di Buckingham vennero scelte per Wayne Manor. A Nolan e Crowley piacevano i marmi bianchi che davano l’idea di un mausoleo inospitale. L’idea di distruggere Wayne Manor nel finale del film sembra ispirata dalla saga a fumetti Cataclisma, in cui un terremoto abbatte l’abitazione. La successiva saga, Terra di nessuno, si conclude con Bruce che supervisiona la ricostruzione della villa come accade nel film.

La batcaverna venne ricostruita in studio con una cascata artificiale. La storia secondo cui la grotta venne utilizzata da un avo di Bruce per nascondere gli schiavi in fuga durante la Guerra Civile è fedele al fumetto, come anche la scena d’apertura del film in cui Bruce vi cade dentro da bambino e viene investito dai pipistrelli che scatenano la sua fobia. Nella batcaverna si svolge anche il momento più simbolico e intenso della storia. Reduce dall’addestramento e in cerca di un simbolo, Bruce lavora nel suo studio quando un pipistrello entra nella stanza, una delle scene più iconiche nelle origini del personaggio. Bruce scende nella caverna e viene investito da uno stormo di pipistrelli. Anziché esserne spaventato, spalanca le braccia e chiude gli occhi. Con un magnifico stacco, dettato dalla splendida colonna sonora di Hans Zimmer, Nolan ci mostra una panoramica della caverna invasa dai pipistrelli rendendo indistinguibile Bruce: l’uomo abbraccia l’idea ed assurge a mito.

All’inizio l’idea fu quella di utilizzare dei pipistrelli veri ma poiché si dimostrarono “poco collaborativi”, si decise di crearli in digitale, soluzione che funzionò in particolar modo nella scena ambientata ad Arkham Asylum, manicomio criminale, luogo cult nella saga di Batman, per i cui esterni fu utilizzato l’istituto nazionale di ricerche mediche di Mill Hill, a nord-ovest di Londra, e per gli interni la stazione ferroviaria di St. Pancras e la stazione di pompaggio di Abbey Mills.

Dopo aver strappato Rachel dalle grinfie dello Spaventapasseri, Batman è asserragliato nell’edificio assediato dalla SWAT. Il Cavaliere Oscuro usa un apparecchio sonar per richiamare uno stormo di pipistrelli che irrompe furiosamente ad Arkham favorendo la sua fuga. La scena è ripresa da Batman: Anno Uno nel quale si svolgeva, però, all’interno di un edificio pericolante.

Batman e Rachel saltano a bordo della Batmobile e seminano le volanti della polizia. Nolan voleva reinventare l’auto di Batman come un veicolo unico nel suo genere ed ideò un incrocio tra una Lamborghini ed una Humvee con parti di bombardieri Stealth e componenti di un fuoristrada Hummer. Creata dalla squadra degli effetti visivi di Chris Corbould, la Tumbler, come venne chiamato il veicolo, è larga tre metri e lunga cinque, in grado di raggiungere i 160 km orari, dotata di un tettuccio scorrevole e sedili che si sollevano all’apertura. Guidato dallo stunt George Cottle, il prototipo sorprese tutti resistendo ad ogni test. Pur se diverso nel design, l’idea di realizzare un tank sembra ispirata a Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller.

Alla fine ne vennero create quattro tra cui una versione jet ed un modello per resistere ai balzi, come quello che attraversa la cascata della Batcaverna, sequenza per la quale la Tumbler fu sparata con un tubo all’azoto. La maggior parte delle riprese vennero eseguite dal vivo, senza cgi o uso di modellini e per riprendere l’auto c’era bisogno di collegare la macchina da presa ad un braccio da gru montato su una mercedes e controllato roboticamente. L’abitacolo della Tumbler era un set a parte nel quale potevano essere ripresi gli attori. Bruce Wayne guida invece una Lamborghini “Murcielago” che in spagnolo significa appunto pipistrello.

Nel finale, Ra’s usa un emettitore di microonde, sottratto alle Wayne Enterprises con l’aiuto di Earle, per far evaporare dalle condutture l’acqua avvelenata con la tossina psicotropa e scatena così il caos sull’isola Narrows. L’idea di distruggere la città attraverso la paura chiude il cerchio. Lo scontro decisivo richiese diversi accorgimenti artigianali: vapore sparato dai tombini, bat-stuntmen appesi ai cavi trascinati a tutta velocità a dieci metri d’altezza travolgendo casse e quant’altro, una coreografia di combattimento ravvicinata e con poco spazio tra Batman e Ra’s all’interno del vagone della monorotaia e l’uso di un modellino per l’esplosione finale.

L’epilogo è chiaramente ispirato all’ultima tavola di Batman: Anno Uno nella quale Gordon, nominato tenente, chiede aiuto all’eroe per occuparsi di un nuovo psicopatico che si fa chiamare Joker. Il Bat-Segnale, peraltro, torna ad essere uno strumento segreto, al contrario di quanto accadeva nel film di Tim Burton in cui veniva maldestramente presentato al pubblico. Gordon ricorre a Batman per poter agire là dove lui è impotente a causa della corruzione nel dipartimento.

Come detto, della colonna sonora si occupò Hans Zimmer che volle James Newton Howard come collaboratore. Si trovarono subito d’accordo sul comporre musica che non ricordasse quella degli altri film su Batman e decisero di sfruttare il lavoro in coppia per sviluppare musicalmente il dualismo del personaggio. Zimmer si occupò della parte action ed epica con grande uso di percussioni ed archi, musica elettronica e una voce solista da coro. Particolarmente incisivo il brano teso e drammatico dell’addestramento e quello martellante e cupo nelle scene d’azione con Batman. Howard lavorò alla parte melodrammatica inerente soprattutto le scene tra Bruce e Rachel o che vedono il protagonista confrontarsi col proprio passato. Per i brani della colonna sonora vennero usati come titoli i nomi di alcune razze di pipistrello.

Tanti di questi elementi specifici e tecnici di Batman li trovate tra i nostri post a partire da febbraio 2012.

Batman Crime Solver: Speciale Roma Fiction Fest 2012

Dal 30 Settembre al 5 Ottobre a Roma, presso l’auditorium parco della musica, si sta tenendo la manifestazione Fiction Fest 2012 organizzata dalla Regione Lazio, in collaborazione con APT, Sviluppo Lazio e Camera di Commercio di Roma.
Batman Crime Solver, anche in questa occasione non poteva mancare per far vivere a tutti i lettori del blog una Bat-esperienza, come pochi altri possono regalarvi. Nella giornata di ieri (domenica 30 settembre) si sono alternati sul palco e sul “Pink Carpet”: Capitan Kuk, Pocoyo, il Piccolo Principe, Geronimo Stilton, Pikachu, le Winx, Ben 10 e i Gormiti. Si e’ potuto assistere alle anteprime dei loro cartoni, giocare con i tanti laboratori creativi, e farsi fotografare con gli eroi preferiti. Ma oggi, lunedì 1 ottobre 2012, abbiamo avuto l’occasione di assistere, nella sala Petrassi dell’auditorium, alla conferenza stampa di David S. Goyer, per la presentazione di una sua nuova produzione. Infatti, per la BBC Worldwide Production per Starz, Gran Bretagna/Stati Uniti, (2013) David Goyer (autore di Batman Begins, Il cavaliere Oscuro e Il cavaliere oscuro – Il ritorno) ha incontrato il pubblico, presentando la sua nuova serie “Da Vinci’s Demons” mostrando in anteprima mondiale alcuni minuti di footage inedito. Inoltre, il gentilissimo mr. Goyer, si e’ concesso a tutti i fans per autografi e foto ricordo.
Pubblichiamo quanto siamo riusciti a riprendere dell’intervista con mr. Goyer. Una parte sara’ in completa versione originale, mentre un’altra avra’ il doppio audio, quindi sentirete la traduzione simultanea.

 

Riassumendo, il moderatore, Mario Sesti, ha posto almeno un paio di domande interessanti per noi fans di Batman:

Domanda:”Lei è molto bravo a fare due cose: creare storie fantastiche e completamente originali, ricche di aspetti soprannaturali o fantasy, oppure prendere storie altrui (in particolare i fumetti) e reinventarle in maniera altrettanto originale. Sappiamo che sta lavorando a un nuovo grande progetto su un supereroe DC Comics. Quali aspetti comuni ad altri suoi lavori farà emergere in questo film?”

D.Goyer: “Stiamo parlando dell’Uomo d’Acciaio, vero? Il lavoro che abbiamo fatto io e Christopher Nolan è stato cercare di portare lo stesso naturalismo della trilogia di Batman. Il nostro è sempre stato un approccio naturalista, realistico, cerchiamo sempre di immaginare queste storie come se potessero accadere nello stesso mondo in cui viviamo. Non è una cosa facile con Superman, e ciò non significa per forza che sarà un film dark, ma nel lavorare a questo reboot stiamo pensando a cosa potrebbe succedere se una storia come questa avvenisse davvero. Come reagirebbe la gente comune? Quali ripercussioni ci sarebbero? Quello che piace fare a me sono storie ambientate in “generi”, pezzi di “genere”, che tuttavia non siano dei cartoon, dei fumetti. Ho fatto la stessa cosa con Da Vinci’s Demons, e farò lo stesso con L’Uomo d’Acciaio”.

Inutile dire che siano state poste anche alcune domande sulla trilogia di Batman. Goyer ha confermato di essere sicuro che la Warner Bros. continuerà la saga di Batman nel futuro, ma che per quanto riguarda lui e Nolan il lavoro è definitivamente finito.

Come abbiamo anche ascoltato, Goyer ha anche risposto a una domanda sull’aspetto più “politico” del Cavaliere Oscuro – il Ritorno, del quale qui in italia si è particolarmente dibattuto, ovvero sul fatto che il film possa avere riferimenti al movimento Occupy e spalleggi in qualche modo la repressione di ciò che possono essere le ribellioni degli “indignati”. Questa la sua riflessione:

D. Goyer: “Diciamo che ogni volta che lavoro su un pezzo di fiction, che sia Superman, Call of Duty, Da Vinci, cerco di capire quali problematiche sono in corso nel Mondo, e cerco di ricollergarmici, in modo da rendere più attuale il mio progetto. Detto questo, quando abbiamo scritto Il Cavaliere Oscuro – il Ritorno il movimento Occupy non c’era ancora stato. Diciamo che abbiamo “presagito” che ci sarebbe stato molto scontento popolare, e abbiamo pensato che sarebbe stata una bella opportunità per generare ulteriori riflessioni legate a questa storia. Lavorare su elementi rilevanti dal punto di vista sociale non può che rendere il tutto più interessante”.

In attesa di aprile (data in cui presumibilmente riusciremo a vedere la sua nuova produzione, fan di David S. Goyer commentate questo breve articolo. E poi rimanete sintonizzati su Batman Crime Solver per tutte le altre bat-news, con l’approssimarsi di Lucca Comics and Games! 🙂

Immediatamente dopo terminata la conferenza di mr. Goyer, abbiamo avuto l’opportunità di incontrare uno degli attori/doppiatori italiani piu’ conosciuti soprattutto nell’ambito dei cartoni animati: Ivo De Palma, che era presente per la maratona “SAINT SEIYA HADES CHAPTER – ELYSION (I cavalieri dello Zodiaco) (Toei Animation, in onda in Italia su Italia1). Infatti, e’ la voce italiana di Pegasus, dialoghista e direttore del doppiaggio della Saga di Hades.
Per questa sua partecipazione straordinaria Ivo ci ha concesso un video-saluto, visto che, proprio nella serie Batman The Animatede Series, lui ha doppiato lo Spaventapasseri (o Spauracchio, in originale Scarecrow).

A voi il suo saluto: