Batman Last Knight On Earth

Mettete in sottofondo Heroes fall (gli eroi cadono) degli Hidden Citizens: Batman: Last Knight on Earth (Dc, 2019) di Scott Snyder e Greg Capullo è la storia di una caduta e di una rinascita. Quest’opera è l’ultimo, ideale, atto del New 52, della run che ha decretato il successo di questo duo creativo. Il canto del cigno del pipistrello dovrebbe essere indimenticabile, ma, almeno secondo me, solo l’inizio di questo racconto è davvero memorabile: l’atto finale di questo fumetto non è all’altezza delle aspettative.

Scott Snyder è famoso per i suoi folgoranti primi atti: premesse accattivanti, emozionanti, ricche di suspense. Le prime tavole di Batman: Last Knight on Earth catturano subito l’attenzione dei lettori. La sagoma del Cavaliere Oscuro disegnata col gesso, a terra, come se lui fosse la vittima di un omicidio. Un vicolo buio, quel vicolo di Gotham. Un ultimo caso da risolvere? Un ultimo sogno? Batman è in piedi, sotto una pioggia battente: di fronte a lui c’è un ragazzino, uno spettro dal passato. Bang.

Un giovane Bruce si risveglia in un manicomio, legato a un letto. Uno psichiatra sorridente, troppo sorridente, incombe sull’eroe, ma per fortuna appare un volto familiare, rassicurante: il buon Alfred metterà le cose a posto. O forse no… Snyder sta per stendere il suo pubblico con uno sconvolgente plot twist: Bruce si trova ad Arkham perché, durante la fatidica notte a Crime Alley, ha ucciso i suoi genitori. Batman è solo un parto della sua fantasia malata. Vi lascio un minuto per riprendervi.

No, le cose non sono andate davvero così: questa potrebbe essere la premessa perfetta per elseworld affascinante e disturbante, ma non per l’“ultima storia” di Batman, per la sua ultima missione. Qualcosa non torna. Pennyworth sta mentendo spudoratamente perché, come sempre, vuole tenere Bruce al sicuro, anche a costo di spezzargli il cuore: al di là delle mura dell’ospedale psichiatrico c’è un mondo morto.

Cosa è successo? L’ultimo scontro tra il bene e il male, un conflitto sanguinoso innescato dalle parole incendiarie di Lex Luthor, è finito in tragedia: gli uomini hanno ceduto ai loro istinti peggiori e hanno decretato la caduta degli eroi. Al di fuori del manicomio c’è un paesaggio devastato alla Mad Max, un deserto in cui si aggirano i superstiti dell’Apocalisse.

L’ultima battaglia è finita ancora prima di iniziare? No, c’è ancora una speranza. Se Batman riuscirà a sconfiggere Omega, il misterioso villain che è entrato in possesso dell’Anti-Life Equation e che ha preso il controllo di Gotham, il bat-segnale potrà tornare a essere un faro nell’oscurità. L’umanità può ancora risollevarsi, può ancora far risorgere il mondo dalle sue ceneri, ma ha bisogno dell’aiuto di un eroe.

Bruce, l’ultimo cavaliere, dall’armatura-camicia di forza, accetta la queste, e si inoltra nel deserto in cerca di risposte: deve capire chi è davvero e deve scoprire che cosa è successo durante gli anni di cui non ha memoria. Tra le dune lo aspetta una lanterna che contiene la testa di un vecchio amico, sempre ammesso che lo si possa definire così, ma non lui non è la persona migliore a cui chiedere delle spiegazioni: è notoriamente inaffidabile.

Inizia così un viaggio epico che porterà Bruce a scoprire cosa ne è stato della Justice League e quali sono state le conseguenze della caduta degli eroi. Al termine di questo percorso iniziatico, troverà ad aspettarlo Omega, il suo destino, ma se esiste un Omega, una fine, esiste anche un Alfa, la promessa di un nuovo inizio.

Le premesse per una storia avvincente, indimenticabile, ci sono tutte, ma di atto in atto, almeno secondo me, si perde un po’ di magia: il primo colpisce al cuore i lettori e li lascia alle prese con una serie di interrogativi; il secondo introduce nuovi personaggi e rivelazioni, complicando sin troppo la trama; il terzo non soddisfa le aspettative.

L’identità di Omega è prevedibile per chi conosce bene le storie di Snyder: a ben guardare Last Knight on Earth è solo una variazione sul tema delle sceneggiature precedenti dell’autore. Tutto torna, tutto ritorna:  la Corte dei gufi, la macchina “sforna cloni” destinata a perpetrare l’eredità del pipistrello, la sedia di Mobius, l’esplorazione del lato più oscuro della psiche di Batman, il ciclo infinito di cadute e rinascite.

Snyder indulge nei suoi cliché preferiti e dà ampio spazio ai suoi personaggi prediletti seguendo, in linea di massima, la falsa riga del New 52: Joker è l’amico/nemico desideroso di servire e mettere alla prova il suo bat-sovrano; Jim Gordon deve sempre essere presente, seppure in un ruolo minore; Alfred è il padre che non vorrebbe vedere suo figlio andare incontro alla notte oscura.

Questa serie di simmetrie serve a rimarcare il collegamento con il New 52, a stabilire una connessione tra quel ciclo e la storia che vuole esserne l’ideale conclusione. I riferimenti sono voluti, studiati, ma, almeno secondo me, vanno a scapito della novità, del desiderio di superare sé stessi e i propri limiti.

Quando leggo una storia di Snyder mi capita sempre di “smontarmi” una volta arrivata all’ultimo atto (penso specialmente a Morte della famiglia): troppi paroloni, troppi intrecci da risolvere con soluzioni non sempre all’altezza delle premesse. Eppure il senso di delusione che ho provato durante la lettura del finale, non può offuscare il mio giudizio. Quindi ho deciso di stilare una lista di pro e di contro, di motivi per cui vale o meno la pena di leggere questo fumetto:

Pro:

  • Il character design di Capullo. Wonder Woman “in versione Mad Max” con i capelli rasati e il volto segnato dalle cicatrici è più “cazzuta” che mai, mentre lo Spaventapasseri non è mai stato così terrificante.
  • L’ambientazione
  • Il primo atto, in particolare la scena ambientata a Crime Alley e quella del manicomio.
  • La caratterizzazione di questo giovane, confuso, ma super determinato Batman.
  • Il legame padre-figlio che unisce Bruce e Alfred (giusto in caso Tom King non vi abbia fatto abbastanza male).
  • I particolari a cui bisogna prestare attenzione (un certo penny, per esempio) perché giocheranno un ruolo cruciale in seguito.
  • Il concept della lanterna-testa, folle, demenziale, eppure geniale.
  • La Bat-famiglia.

Contro:

  • L’identità di Omega.
  • Thomas Wayne… questo pover’uomo non trova pace ultimamente.
  • Il nuovo “Robin”: preferivo il cavallo.
  • La spiegazione del motivo per cui gli eroi sono caduti e il mondo è andato in rovina: è un filino tirata per i capelli.
  • La pappa già pronta: ci sono troppi elementi già visti e rivisti nel New 52.
  • Un terzo atto debole: troppi fili da tirare e troppe aspettative deluse.

Se siete dei fan sfegatati di Scott Snyder e di Capullo, se amate la loro sinergia e il loro stile, adorerete  Batman: Last Knight on Earth: è il coronamento della loro visione. Se, invece, avete uno sguardo più critico, potreste intravvedere delle crepe in questo bat-segnale d’inchiostro. Però devo ammettere che questa è forse la più coerente conclusione per il New 52: è la promessa di una rinascita, di una nuova epoca d’oro.

When all the heroes fall
Essence floating from the fire
Arise
Silent prayers and whispered ends
I hear ‘em calling from within (…)
I come alive at the end of time…

Redatto dalla bookblogger Benny seguite anche il suo nuovo blog cliccando qui

Gotham 5: le riprese della nuova stagione e una dichiarazione di Anthony Carrigan

Tutte le serie TV sono purtroppo destinate ad una conclusione, chi prima chi dopo. Gotham 5 sarà l’arco narrativo che concluderà definitivamente  il prequel di Batman, il cui fumetto l’anno prossimo compirà 80 anni. La quarta stagione di Gotham si era conclusa il 17 maggio 2018 con un finale inquietante e tenebroso. Il piano di Ra’s Al Ghul era terminato con successo.

La città è completamente avvolta nell’oscurità, ma Bruce Wayne, Lucius Fox, Jim Gordon ed Harvey Bullock non si arrendono e lottano per salvarla. Sembra che nella prossima stagione ci sarà il debutto di un altro storico nemico del Cavaliere oscuro: Man-Bat. Qui di seguito vi mostriamo una foto che potrebbe confermare la presenza del pipistrello antropomorfo, anche se chi ha seguito bene la serie avrà già potuto assistere ad un paio di richiami.

Gotham 5: solo 10 episodi per l’ultima stagione

E’ stato confermato che Gotham 5 godrà di soli 10/12 episodi (forse potrebbero arrivare a quota 100), molti di meno rispetto ai consueti 22 presenti negli archi narrativi visti in passato. Danny Cannon,produttore esecutivo che ha peraltro lavorato anche sul pilot di Gotham, ha informato i fan che le riprese della quinta stagione inizieranno il prossimo 23 Luglio.

In occasione di una recente intervista ai microfoni di ComicBook, l’attore Anthony Carrigan, l’interprete del personaggio Victor Zsasz, ha così dichiarato: “Sono entusiata del fatto che il network abbia dato via libera ad una quinta stagione. Sono molto felice per il cast e la produzione poichè hanno lavorato duramente e se lo meritano davvero. Spero che il mio personaggio, Victor Zsasz, possa avere un impatto maggiore. Fatico a credere che se ne sia andato per sempre.”


Anthony ha poi aggiunto di non aver ancora ricevuto un copione, ma di essere pronto a qualsiasi evenienza: “Sto aspettando con impazienza. In qualità di attore, mi piace essere sorpreso da quello che dovrò andare a fare. Adoro interpretare Victor e sarebbe un grande onore tornare nei suoi panni un’ultima volta.”

Comunque si vocifera che Jim Gordon (Ben McKenzie) dovrà affrontare nuove facce nemiche, tra cui Scarface, Ventriloquo, Mother, Lady Shiva (queste le sue origini nei fumetti) ed un Jeremiah Valeska ancora scatenato e a piede libero.

Senza dubbio, Gotham 5 inizierà dove era terminata la quarta stagione, ossia con i buoni rimasti ad affrontare i criminali per riportare la pace in città. Al momento abbiamo solo tali informazioni e non  siamo in grado di riportare ulteriori particolari sulla trama di Gotham 5.

Gotham 5: il cast della stagione finale

Qui di seguito presentiamo il cast di attori che andrà a caratterizzare la stagione finale di Gotham:

Ben McKenzie: Jim Gordon

Morena Baccarin: Leslie Thompkins

Donal Logue: Harvey Bullock

Sean Pertwee: Alfred Pennyworth

Robin Lord Taylor: Oswald Cobblepot

Erin Richards: Barbara Kean

David Mazouz: Bruce Wayne

Cory Michael Smith: Edward Nygma

Camren Bicondova: Selina Kyle

Crystal Reed: Sofia Falcone

Jessica Lucas: Tabitha Galavan

Alexander Siddig: Ra’s Al Ghul

Drew Powell: Butch Gilzean

Chris Chalk: Lucius Fox

Metropolis: in arrivo la serie TV prequel di Superman

Batman e Superman sono certamente i due supereroi della DC Comics più amati e più popolari, proprio per questo oltre che riportarli sul grande schermo con pellicole come L’uomo d’acciaio, Batman v Superman: Dawn of Justice e Justice League, la DC Extended Universe ha pensato bene di dedicargli anche delle serie TV. O meglio, offrire agli spettatori una serie TV rivolta al mondo che circonda questi due personaggi. È così che da qualche anno sta avendo un buon successo Gotham, serie prequel delle avventure di Batman con protagonista un giovane detective Jim Gordon, ora la Warner Bros e la DC Entertainment sono al lavoro per un progetto simile: Metropolis, la serie in cui vengono proposti gli antefatti delle avventure di Superman.

Batman v Superman Concept Artbook – Illustrazione di Mauro Manthomex Antonini

Metropolis: la serie TV prequel di Superman

Metropolis non sarà una sorta di rifacimento di Smallville, celebre serie TV che raccontava le gesta del giovane Clark Kent, Superman non sarà infatti neanche il protagonista principale della storia (così come non lo è Bruce Wayne in Gotham), ma questo ruolo se lo divideranno altri due personaggi: Lois Lane e Lex Luthor. La serie TV sarà trasmessa direttamente dalla piattaforma streaming della DC nel 2019 e le riprese inizeranno nei prossimi mesi. La prima stagione sarà composta da tredici episodi. Non sono ancora noti i nomi degli attori che faranno parte del cast di Metropolis.

 

Krypton: la serie TV prequel di Superman e di Metropolis

Metropolis non sarà l’unica serie TV prequel di Superman che sarà visibile nei prossimi mesi: il prossimo 21 negli Stati Uniti andrà infatti in onda il primo episodio di Krypton (in Italia non è ancora noto quando arriverà), serie che avrà come protagonista Cameron Cuffe nel ruolo di un giovane Seg-El, ovvero il nonno di Superman. Il cast di Krypton è poi completato da attori come Georgina Campbell, Ian McElhinney, Aaron Pierre e Elliot Cowan. L’idea della serie TV su Krypton è stata di David S. Goyer (da noi incontrato personalmente al Roma Fiction Festival), un nome che noi fan dei film della DC conosciamo bene: scrive il soggetto per il film Batman Begins di Christopher Nolan, lavorando poi a quattro mani con quest’ultimo nella stesura della sceneggiatura definitiva. Successivamente co-scriverà il soggetto per i due sequel del film, Il cavaliere oscuro del 2008 e Il cavaliere oscuro – Il ritorno del 2012, oltre ad essere lo sceneggiatore di L’Uomo d’Acciaio e di Batman v Superman: Dawn of Justice e conosce bene la storia del pianeta di Superman. Krypton, di cui è stato anche già diffuso il primo trailer ufficiale, sarà ambientata, come suggerisce il titolo, nell’omonimo pianeta nativo di Superman duecento anni prima della sua esplosione.

Gotham: la serie TV

Gotham è la serie TV ideata da Bruno Heller per il network Fox che la trasmette dal 22 settembre 2014. Ma cos’ha di tanto speciale questa serie? Tutto: di fatto è la storia di un giovane Bruce Wayne ancora lontano dal divenire Batman, eppure così realistica, ironica ed emozionale da lasciare spiazzati. Con una regia di bravura eccezionale e un cast strepitoso, è ormai arrivato alla terza stagione e sul web sono già in circolazione indiscrezioni sulla quarta. In Italia, la serie è trasmessa dal 12 ottobre 2014 da Mediaset in chiaro su Italia 1 e da Mediaset Premium.

Gotham: cosa è?

La storia di Gotham è molto articolata e tocca diversi punti dell’universo a fumetti di Batman: di fatto, la storia ruota attorno ad un giovane Bruce Wayne, determinato a far luce sull’assassinio dei propri genitori. Le scoperte che farà saranno sconcertanti, al punto da mettere in discussione persino l’onore del padre, in un convulso roteare di colpi di scena che terranno incollato allo schermo il telespettatore. Non solo Wayne, nelle tre serie di Gotham si fa la conoscenza anche con tutti quei personaggi che poi diventeranno i buoni e cattivi della saga Batman. Nella prima stagione tra i villain troviamo i mafiosi Fish Mooney (personaggio creato appositamente per la serie tv) e due mafiosi apparsi nella miniserie a fumetti Anno Uno: Carmine Falcone (Introdotto come il boss della criminalità gothamita, originario della Sicilia) e Salvatore Vincent “Sal” Maroni (anche lui italoamericano) e succesivamente dall’Enigmista fino ad arrivare a Joker, Pinguino e Catwoman.

Gotham: gioie e dolori per noi fan?

Gotham non è un semplice prequel di Batman: gli episodi sono ambientati durante la adolescenza di Bruce Wayne, dunque Batman non lo si vede (almeno per il momento o forse non lo si vedrà mai). Anche i collegamenti con i comics book vanno e vengono, nel senso che – per motivi televisivi – esistono dei nuovi personaggi, reinterpretazione degli stessi mentre alcuni sono assenti nel fumetto e nei film ufficiali, e gli stessi personaggi si conoscono e interagiscono in modi che, ovviamente, non spiegano ciò che poi accade nell’universo di Batman “da grande”. Questo è probabilmente un aspetto a me personalmente non molto gradito (anche se devo dire l’ho trovato ben congegnato), ma in fondo la stessa cosa è già avvenuta in relazione al rapporto film-fumetto. Il segreto è sedersi in poltrona, e goderselo per quello che è: uno spaccato di un mondo frutto di fantasia, che ci consente di conoscere i personaggi di Batman da giovani. Qui potete trovare uno speciale sul mondo di Batman.

 

Un cast da urlo

Le scazzottate in Gotham non mancano, ma va anche detto che Ben McKenzie, l’attore che interpreta Jim Gordon, non ama molto le controfigure: durante una scena particolarmente “dinamica”, l’attore si è infatti procurato un notevole taglio sulla fronte, immediatamente ricucito sul set. Su una cosa credo possiamo essere tutti d’accordo però: sia Ben McKenzie sia Robin Lord Taylor (l’attore che in Gotham interpreta Pinguino) hanno sottolineato che l’atmosfera di Gotham è talmente viva e realistica che mette in luce, anche in loro stessi, l’eterno dibattito fra bene e male, quell’alternarsi di luci e ombre presente nell’animo di tutti noi. Proprio come accadrà al futuro Batman.

 

Batman v Superman: Dawn of Justice – Recensione di Daniele Cutali

Tra i tanti e diversi incontri fatti sia sul web, che di persona, mi è capitato di conoscere Daniele Cutali. Un fan DC, come noi, che ha scritto una recensione su Batman v Superman: Dawn of Justice. Mi faceva piacere condividerla con voi anche per poter discutere sul film, che ormai avremmo visto tutti, o quasi. Annovero questa recensione nella sezione “Le vostre esperienze”.

Batman v Superman - La prima locandina per i cinema italiani

Batman v Superman – La prima locandina per i cinema italiani

Sono un fan, con tutto quello che ne consegue. Lo sanno tutti, chi mi conosce e ormai anche chi no. L’ho dichiarato da più parti, seguo con amore sconsiderato la DC Comics dal lontanissimo periodo 1976-1978, quando da bambino sfogliavo gli albi di Superman, Batman e Flash dell’Editrice Cenisio. Sognavo mantelli rossi, super-velocità scarlatte e investigazioni cupe dalle orecchie a punta. Poi venne tutto il resto, nei secoli dopo, anche gli albi originali americani d’importazione. Quindi sarà dura essere obiettivo con questo film, per motivi affettivi di lunga lunghissima data. Come premessa ci tengo a dire che, a parte le avventure in singolo di Supes e Bats che si sono susseguite negli anni, finora un team-up del genere noi appassionati ce lo saremmo soltanto sognato. Allora, finalmente è stato prodotto un capolavoro targato DC Comics? No, ma è un gran bel film con qualche perplessità, che lascia alcune domande esistenziali per chi conosce i personaggi come le proprie tasche.

Tanti, forse troppi, puntano il dito su Zack Snyder come sugli sceneggiatori Chris Terrio e David S. Goyer, quest’ultimo autore dei soggetti per la trilogia del Batman di Nolan, completamente fuori continuity ma mica pizza e fichi, e di quel gioiello che è Da Vinci’s Demons. Di Snyder ne criticano la regia , il montaggio, un po’ tutto, e non ne comprendo la ragione. Sarò un fan cieco? No, non credo. Personalmente, il discorso dal punto di vista supereroistico con Snyder, poteva già essere chiuso in positivo con Watchmen (Sucker Punch e 300 esulano da tutine attillate e mantelli, anche se il secondo è tratto da un graphic novel dell’immenso Frank Miller). Ma invece ha proseguito sulla strada della profondità di significato, lasciando le allegre sdrammatizzazioni alla concorrenza, dove si è in vena di scherzare anche quando il mondo sta implodendo su se stesso. Legittime differenze di vedute. Snyder invece sa interpretare la quintessenza dell’azione sul grande schermo come pure le implicazioni filosofiche che i protagonisti trasudano da ogni poro del costume. Certo, non lo fa alla perfezione e la causa va ricercata nel troppo materiale a disposizione, al doverlo comprimere in già due ore e mezza di film. Il messaggio però, arriva dritto come un missile. Lo fa soprattutto con Watchmen e con questo Dawn of Justice, ponte per i film corali sulla Justice League.

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La domanda che sta alla base di questo film cupo, oscuro, arrabbiato e crudele, è: ma se Superman per qualsiasi ragione impazzisse o qualcuno potesse controllarne la mente, chi potrebbe fermare un alieno con i poteri di un dio? E lasciate da parte Thor, per favore. C’è da dire che effettivamente, è una domanda davvero lecita. La risposta va cercata in Batman, il cui dubbio diventa tarlo e poi ossessione. Da come comincia, infatti, potrebbe sembrare un film di Batman. Invece, è un film “con” Batman, è diverso. Perché il Cavaliere Oscuro interpretato da Ben Affleck, purtroppo sempre plastico nelle sue espressioni inesistenti, è incazzato nero per la distruzione e i morti che a suo tempo la lotta tra il Generale Zod e Superman hanno causato a Metropolis e dintorni. Ovvio che in queste scene si sprecano le reminiscenze nei confronti dell’11 Settembre, ormai incubo di tutti gli sceneggiatori americani, tra macerie, calcinacci e nuvoloni di polvere di cemento. Quello di Affleck è un Batman sulla quarantina, appesantito da vent’anni di lavoro da vigilante nella confinante Gotham City. Primo appunto: nelle scene dedicate a Batman e Gotham manca il Commissario Jim Gordon, da sempre pedina fondamentale del pipistrello. Come già detto, però non è un film di Batman. E nonostante l’inespressività e lo sguardo vuoto, Affleck è un buon interprete del Cavaliere Oscuro. Per delinearlo psicologicamente e fisicamente, Snyder, Terrio e Goyer hanno preso a piene mani dal capolavoro The Dark Knight Returns di Frank Miller, anche il costume.

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Superman balza al centro delle cronache perché non viene più visto come l’eroe salvatore del mondo ma appunto come una macchina di distruzione. E qui entra in scena Lex Luthor, la classica nemesi di Superman, ma trasformato in un personaggio molto strano per il canone fumettistico. A metà tra una checca isterica e il Joker di Heath Ledger, un folle oltre ogni limite, almeno a me è parso così – sarà stato un omaggio da parte di Snyder? –Jesse Eisenberg interpreta il deux ex-machina malvagio che allerta il governo sul pericolo di avere un super-alieno davvero in grado di distruggere il pianeta, se solo volesse. Da qui in poi lo svolgersi della trama, o dei vari plot, perché ce ne sono parecchi, avviene tutto in super-velocità. Le citazioni fumettistiche sono innumerevoli, a cominciare dai flashback e i flashforward di Bruce Wayne. Per non rovinare la sorpresa, parlo soltanto di una premonizione di Batman nella quale avviene proprio ciò di cui ha più timore: un Superman diventato cattivo forse per mano di… un’enorme Omega disegnata sul terreno in mezzo alle rovine di Metropolis dovrebbe far riflettere ed essere foriera di un oscuro presagio su chi sarà il super-villain del prossimo film sulla Justice League. Probabile che moltissime altre citazioni vadano perdute per chi non ha seguito la serialità e i graphic novel della DC Comics.

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Snyder è stato accusato di aver montato il film in modo troppo frenetico, senza linearità e continuità tra le varie sequenze infilate una dietro l’altra ad alta compressione, per narrare e far vedere troppe cose. Sì, in effetti c’è tanto, troppo materiale sullo schermo, come già dicevo. Ma io trovo che sia proprio questa la forza del film. Chi si è lamentato quando fu pubblicata Crisis on infinite Earths, il maxi-crossover che nel 1985 cambiò per sempre la storia della DC Comics? Penso pochi. Ecco io credo che lo spirito e il senso sia quello, premonizioni-cambi inquadratura-personaggi in quantità-cambi scena. Viene fuori tutto ciò che ci si aspetta dalla storia di icone pop quali sono Superman e Batman. E vogliamo parlare della terza icona che da sempre forma la Trinità DC Comics? Non sapevo cosa attendermi dalla modella israeliana Gal Gadot, interprete di Diana Prince/Wonder Woman. Nell’immaginario popolare è ancora ben viva la figura di Lynda Carter in short stellati e coroncina dorata, la Wonder Woman dai tratti tipicamente caucasici statunitensi e gli occhioni azzurri della serie televisiva della seconda metà degli anni ’70, che fece innamorare più di un adolescente appassionato e non di fumetti. Ma in quel periodo non era ancora stata riscritta la storia dell’Amazzone. Appunto, amazzone. Greca fino al midollo, dell’Isola Themyscira e che ha combattutto contro il dio Ares. Questa è la storia riscritta subito dopo Crisis on infinite Earths dal mitico George Peréz. E allora Gal Gadot è lei. A parte la bellezza mediterranea mozzafiato e i lineamenti vagamente somiglianti a quelli di Natalie Portman, la Wonder Woman di Gal Gadot è una guerriera coi controcazzi! E tante scene con lei protagonista sono riprese dal suo fumetto seriale, proprio quello di Peréz.

Wonder Woman Gal Gadot

Wonder Woman Gal Gadot

Dawn of Justice è un film dai colori scuri, quasi senza speranza, non per bambini ma per quei bambini ancora vivi dentro gli adulti che hanno centinaia di albi DC Comics in casa (o in cantina, come me). La solarità dei film che l’hanno preceduto è stata spazzata via per rendere umano un personaggio come Superman, assurto a falso Dio ma pieno di punti deboli nonostante l’invulnerabilità, che quando anche il Governo della nazione che protegge non si fida di lui, non sa più che fare. Soltanto l’amore per Lois e per sua madre gli fanno trovare la via. Questo è il senso di un fumettone con sotto sotto radici filosofiche che affondano nel cammino messianico dell’eroe, anzi del supereroe, fino all’estremo sacrificio per l’Umanità tutta. Non solo per l’America, questo Snyder e soci lo fanno ripetere più volte e meno male aggiungo io. Fine del supereroismo americanocentrico.

Ed ecco il secondo appunto, che mi ha fatto notare un caro amico, lui marveliano. Zack, Zack, come è possibile che a causa soltanto di un nome in comune tra i due rivali, che si sfracellano di botte a colpi di vista a raggi infrarossi, armatura e lancia di kryptonite, nel giro di mezzo secondo diventino alleati, amici, uniti per la vita contro il nemico in comune, umano e mostro? Misteri dei cinecomics con tanto di battuta. Adesso cominciamo il conto alla rovescia per Suicide Squad e poi per il film a solo di Wonder Woman e la prima parte di quello sulla Justice League nel 2017. Il DC Universe è finalmente arrivato al cinema!

Daniele Cutali

Il nuovo Batman corazzato del rilancio DC YOU ! ( Recensione )

LO PUOI LEGGERE SU: Batman nn.45-54 ( spillati RW-Lion )

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SINOSSI:  Batman è scomparso dopo il terribile scontro con il Joker visto nella saga End Game ( Gioco Finale ), ma Gotham City ha ancora bisogno di un vigilante che la protegga. Ecco perché la Powers International, nuova proprietaria delle defunte aziende Wayne, decide di creare un nuovo Batman in stretta collaborazione con il GCPD. Il risultato sarà un’imponente armatura super-accessoriata dentro cui si cela… Jim Gordon !!!

 

PRO: La storia è divertente e molto movimentata, ma soprattutto sgombra dalle pressanti aspettative create per le precedenti run di Snyder, vendute sempre come le “saghe definitive” del Cavaliere Oscuro. I disegni di Capullo, Manapul e Blanco, poi, sono molto validi.

CONTRO: Gordon è quasi irriconoscibile e sempre più simile ( guarda caso ) alla sua controparte televisiva in Gotham. Resta comunque poco credibile che un poliziotto vecchio stampo come lui decida di rinunciare al distintivo per andare a malmenare criminali dentro un’armatura di metallo. Aggiungiamo anche il dubbio design della corazza, più simile a un coniglio che a un pipistrello…

 

GIUDIZIO COMPLESSIVO: Scott Snyder cerca di stupire i lettori con una versione di Batman completamente inedita, che nessuno si sarebbe mai aspettato. Va apprezzato il coraggio della scelta, ma non c’è da meravigliarsi se le vendite negli USA siano iniziate a calare. Questa svolta infatti risulta un po’ azzardata e si sa che un Batman diverso da Bruce Wayne non può durare più di tanto… Detto questo, le storie per ora sono comunque piacevoli da leggere e ben realizzate, sia a livello grafico che di sceneggiatura, ma è l’idea alla base che risulta, ahimè, poco convincente e rischia di snaturare uno dei personaggi cardine dell’universo batmaniano.

 

VOTO: 6/7

 

GALLERY:

 

Marco “Spider-Ci” Novelli

Oracolo: le origini

ORACOLO

La pallottola del Joker mutilò per sempre Barbara Gordon. Ispirata dal Cavaliere Oscuro, Barbara percorreva le strade di Gotham infestate dal crimine, nelle vesti di Batgirl, un’identità che riuscì a tenere nascosta al padre, il Commissario di Polizia James Gordon. Pur essendosi guadagnata la stima e l’alleanza di Batman, Barbara affrontò da sola la sua battaglia più grande, quando il clown del crimine le lesionò la spina dorsale, prima di rapire il commissario Gordon. Paralizzata dalla vita in giù, Batgirl non poteva più volare, ma rifiutò di farsi confinare su una sedia a rotelle. Libera di navigare nel cyberspazio, assunse una nuova identità, servendosi della sua impareggiabile abilità con i computer, per continuare la lotta al crimine nelle vesti dell’onnisciente ed onniveggente Oracolo.

Oracolo art by Emilio Laiso per Batman Silent Book

Oracolo art by Emilio Laiso per Batman Silent Book

BATGIRL
Sebbene avesse creato Batgirl per stupire suo padre al ballo mascherato della Polizia, Barbara ne fece presto miglior uso, proteggendo Bruce Wayne da Killer Moth!

Batgirl

Batgirl

MEGA-MEMORIA
Dotata di memoria fotografica (ricorda quasi alla perfezione tutto ciò che legge o vede), Barbara è stata amministratrice della Biblioteca pubblica di Gotham City.

LO SCHERZO CHE UCCIDE
Per minare lo spirito di Jim Gordon, il Joker sparò a Barbara appena gli aprì la porta, storpiandola per sempre. Mentre giaceva sanguinante sul tappeto, il Joker ne fotografò il corpo paralizzato, nell’intento di far impazzire il padre dal dolore.

CENTRALE DATI
La sedia a rotelle di Barbara Gordon non ha maniglie: un chiaro segnale per tutti che non è nè impotente nè indifesa. Avversaria formidabile prima dell’incidente che la paralizzò, Barbara segue una faticosa fisioterapia, per conservare le migliori condizioni fisiche, facendo assegnamento sulla parte superiore del corpo per difendersi. Ma la vera arma di Barbara è l’informazione, che controlla servendosi degli archivi costantemente aggiornati nascosti nella base fortificata accessibile alla sua sedia a rotelle, la storica Torre dell’Orologio di Gotham City.

LA TORRE DELL’OROLOGIO
La stazione di lavoro di Oracolo è composta da 6 supercomputer Yale ordinati in sequenza da un’interfaccia di quinta generazione a riconoscimento vocale. Un sofisticato ambiente di realtà virtuale, con visualizzatori olografici “HEAD UP”, fornisce ad Oracolo simulazioni in tempo reale di qualsiasi località inserita nel suo database.

BLACK CANARY
Oracolo impiega, come “agenti sul campo”, alcuni giustizieri mascherati per rispondere a situzioni di crisi nei punti caldi del pianeta. La sua collaboratrice più frequente è Dinah Lance, alias Black Canary, membro fondatore della Justice League of America. Esperta di Judo e di altre arti marziali, Canary possiede anche un formidabile potere metaumano: uno sbalorditivo urlo ultrasonico.

Black Canary

Black Canary

IL TRAPEZIO VOLANTE
La sensazione che manca di più a Barbara è quella di volare appesa alle sue funi. Come proprietario del Circo Haly, Dick Grayson le ha premesso di provare una sensazione analoga sul trapezio che oscillava alto, sotto il tendone. Per un attimo, Batgirl ha volteggiato di nuovo: un ricordo che Barbara serberà per sempre nel suo cuore.

Barbara Gordon è un personaggio dei fumetti creato da Gardner Fox e Carmine Infantino nel 1966, pubblicato dalla DC Comics. Fa parte dell’universo narrativo di Batman. Dal 1966 al 1986 ha indossato i panni della supereroina Batgirl; dal 1986 al 2011 è stata conosciuta come Oracolo (Oracle). Con il reboot della DC Comics, in New 52, Barbara Gordon torna a vestire i panni di Batgirl. Le sue avventure sono trattate nella sua testata personale Batgirl.

Gotham: arriva Leslie Thompkins

Leslie Thompkins

Leslie Thompkins

Un altro personaggio che i fan dei fumetti di Batman potrebbero conoscere. L’ex star di Homeland e Firefly Morena Baccarin sarà guest star nello show nel ruolo della dottoressa Leslie Thompkins: il personaggio, tuttavia sarà diverso da come lo ricordano i cultori del fumetto. Infatti, come tutti sappiamo, Leslie Thompkins nelle strisce di Batman è una ricca e colta donna di discendenza inglese, molto amica dei coniugi Thomas e Martha Wayne. Vive a Gotham City, dove in qualità di medico gestisce una clinica rivolta ai poveri e, soprattutto a chi soffre di tossicodipendenza. Le sue benevole motivazioni e la sua importanza sociale sono tali che la famiglia Wayne la sostiene ripetutamente sia sul piano legale che su quello finanziario. Alla morte dei Wayne per mano di un rapinatore di nome Joe Chill, la Thompkins rimane molto vicina al loro bambino, Bruce, del quale tenta di alleviare il dolore insieme al fedele maggiordomo Alfred, con cui cercherà di compensare la mancanza dei genitori. Leslie è di fatto unica persona, a parte ovviamente Alfred, con cui il giovane Bruce osa confidarsi, fattore che le consente di esercitare un’elevata e benevola influenza morale sul giovane miliardario, che spesso e volentieri tenta di dissuadere dall’indossare la maschera di Batman, nel timore che gli possa costare la vita oppure gli affetti che più gli sono cari. Nel serial Gotham, invece, ha dichiarato la Baccarin a Zap2it “Non ci attendiamo in modo troppo fedele alla mitologia originale. Penso che gli sceneggiatori di Gotham vogliano inserirla in mondi e scenari differenti, al momento, e stiamo cercando di capire quali saranno”. Nei fumetti la dottoressa Leslie Thompkins è piuttosto amica di Bruce ed Alfred. Nel caso di Gotham, lavorerà al manicomio di Arkham e darà il via al rapporto con Jim Gordon, che è stato retrocesso e si occupa della sorveglianza della struttura. Ciò solleva la questione della natura del loro rapporto. Dopotutto, al momento Barbara ha lasciato Jim e se la spassa con la sua ex amante (e rivale di lavoro di Jim) Renee Montoya. Questo lascia Gordon libero di esplorare le sue scelte. Alla domanda se le cose tra Jim e Leslie torneranno romantiche, Morena Baccarin risponde con un furbo “Forse”. Un aspetto del personaggio che probabilmente rimarrà uguale ai fumetti è il legame tra la dottoressa Thompkins e Thomas Wayne: i due erano molto amici. “Penso ci fosse un legame” dice la Baccarin. “Non ci siamo ancora addentrati in quell’aspetto del mio personaggio, quindi non sono sicura di come verrà gestito.

Morena Baccarin in Gotham è il Dr. Leslie Tompkins

Morena Baccarin in Gotham è il Dr. Leslie Tompkins

Gotham: Nuovo Banner rilasciato dalla Fox

Il canale tematico di intrattenimento FOX ha rilasciato, per la serie Gotham ideata da Bruno Heller per il network, un manifesto per il Comic-Con, che mette in luce personaggi principali dello show. Hanno anche pubblicato alcune nuove foto della puntata pilota.

I fans che parteciperanno al Comic-Con di San Diego a fine mese saranno in grado di vedere in anteprima una proiezione del primo episodio di Gotham, in attesa del debutto il 22 settembre.

Nuovo banner prodotto dalla FOX

Nuovo banner prodotto dalla FOX

Attraverso gli occhi e il lavoro di un giovane Jim Gordon (Benjamin McKenzie), rivivremo l’omicidio dei genitori di Bruce Wayne appena dodicenne e tutta la rabbia e desiderio di vendetta che coverà il futuro Batman. Inoltre incroceremo la strada con le versioni young di villain storici come il Pinguino, Catwoman e Poison Ivy, senza dimenticare Carmine Falcone, il boss mafioso che tiene in mano Gotham City, vera protagonista della storia.

Una delle scene del pilot di Gotham

Una delle scene del pilot di Gotham

Il nuovo trailer della serie tv:

Batman:Arkham Origins

 BATMAN:ARKHAM ORIGINS

BATMAN:ARKHAM ORIGINS

“A Gotham tutto inizio’ così…”dal 25 Ottobre prossimo sapremo quali furono le origini di Batman in questo nuovo capitolo videoludico dal titolo Batman:Arkham Origins.
Il nuovo “prequel” (ovvero avvenuto prima cronologicamente agli altri due titoli ArkhamAsylum e ArkhamCity) sarà ambientato durante una vigilia di Natale diversi anni prima degli eventi occorsi in Arkham Asylum.
Troveremo un giovane Batman a quanto pare orfano della voce di Kevin Conray inesperto, rude e piu’ impulsivo rispetto all’implacabile e infallibile combattente del crimine protagonista dei due precedenti capitoli.
Tutta la trama ruotera’ intorno al tentativo di Maschera Nera, forse il meno noto degli avversari del pipistrello,di eliminarlo.
Per riuscirvi il Boss del crimine elargira’ una cospicua taglia a chi riuscirà ad eliminare il crociato incappucciato,ciò attirerà molti famelici nemici che popolano la città di Gotham.
Tra questi ci saranno sicuramente Deathstroke e Pinguino gia confermati,ma forse saranno affiancati anche dal Joker, lo Spaventapasseri, Deadshot, KillerKroc e Firefly. L’eroe incontrerà anche per la prima volta il Capitano Jim Gordon.
Come teatro in cui si svolgeranno gli avvenimenti ci sarà la vastissima isola di Gotham divisa in due grandi sezioni che sarà sbloccabile totalmente attraverso i progressi ottenuti nel gioco.
La Northern Gotham una visione precedente senza recinzioni della futura Arkham City, un po’ malfamata più sporca,piena di smog e con degli edifici degradati dall’altezza medio bassa.
E la New Gotham la sezione in cui ci saranno i quartieri alti e benestanti dove vigila l’ordine,la pulizia e il lusso tutto circondato dagli enormi grattacieli.
La città sarà comunque interamente esplorabile da una certa fase in poi del gioco tramite il Batwing che facilitera’ gli spostamenti del giocatore da un estremo all’altro ma non sara’ guidabile. Non si hanno altre informazioni al momento sulla presenza degli altri veicoli del Cavaliere Oscuro.
Il sistema di gioco sarà molto simile e fedele ai due capitoli precedenti, con novità riguardanti la modalità Detective e la possibilità di espansione e dei miglioramenti dei batgadget.
Questo nuovo tributo a Batman sara’ disponibile per Ps3, Psvita, Xbox360, Pc, NintendoWii e Nintendo3DS.
ARTICOLO DI: Mario Aiello

BATMAN:ARKHAM ORIGINS: Maschera Nera

BATMAN:ARKHAM ORIGINS: Maschera Nera

Batman Arkham Origins: Screenshot del gioco

Batman Arkham Origins: Screenshot del gioco