Batman secondo Frank Miller e Christopher Nolan: due trilogie a confronto – Intervista con Francesca Perozziello

SPECIALE INTERVISTA CON FRANCESCA PEROZZIELLO SCRITTRICE DEL LIBRO “MILLER VS NOLAN – LE DUE TRILOGIE DEL CAVALIERE OSCURO A CONFRONTO” EDITO DA ALTER EGO.

Francesca Perozziello è nata a Milano nel 1988. Laureata in Scienze umanistiche per la comunicazione e Storia e forme delle arti visive, dello spettacolo e dei nuovi media, svolge la professione di traduttrice e docente universitaria di Mediazione scritta passiva dall’inglese all’italiano presso Scuola Superiore per Mediatori Linguistici di Pisa. Francesca è da sempre appassionata e studiosa del linguaggio dei fumetti, del cinema e del teatro ed ha pubblicato numerosi articoli su riviste e siti specializzati.

Presso l’Università di Pisa, nell’anno accademico 2012-2013, riceve la massima votazione con lode, per la sua tesi dal titolo: Batman secondo Frank Miller e Christopher Nolan: due trilogie a confronto e decide di pubblicarne un libro che vede la luce grazie all’editore Alter Ego a Febbraio 2021.

Scrivere sulle due visioni di Batman: quella di Christopher Nolan, uno dei più importanti registi del cinema contemporaneo e confrontarla con la leggenda del fumetto Frank Miller (qui a Lucca Comics 2016) è un’operazione delicata quanto ardua, ma Francesca Perozziello riesce ad armonizzare le due visioni, dell’uomo pipistrello dal punto di vista transmediale. Il suo saggio si sposta attraverso i due diversi tipi di media, e con le sue riflessioni contribuisce a perfezionare ed integrare le notizie e le tante supposizioni dei lettori e degli appassionati di Batman contribuendo ad ampio spettro allo sviluppo e all’evoluzione della storia dell’Uomo-Pipistrello. Leggendo il suo studio, si ha la percezione di migliorare la comprensione di Batman all’interno dei due diversi “contenitori” di narrazione. In questo modo Francesca ricostruisce e assegna un significato complessivo alle due trilogie così diverse, quanto simili, integrandole in modo graduale e piacevole in una unica opera.

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Ra’s Al Ghul compie 50 anni

Ra’s Al Ghul esordisce nel 1971 grazie a un’idea di Dennis O’Neil (morto l’11 Giugno 2020) e Neal Adams. Sono passati 50 anni e il leader della Lega degli Assassini resta uno degli avversari più formidabili e pericolosi di Batman, peraltro uno dei pochi a conoscerne la reale identità del Cavaliere della Notte.

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Buone feste

Questo anno è stato duro, difficile, impietoso per ognuno di noi. Le motivazioni le conoscete tutti e quindi non mi soffermo a scrivere cio’ che già conoscete. Preferisco parlare della nostra passione, del nostro unico comune denominatore: Batman.

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Addio a O’Neil, papà del Batman “dark”

Lo scrittore e sceneggiatore statunitense è morto l’11 Giugno 2020 a 81 anni. Con lui le storie dell’uomo-pipistrello hanno acquisito un carattere oscuro.

Lo scrittore e sceneggiatore statunitense Dennis “Denny” O’Neil, autore ed editore di fumetti noto per il suo iconico lavoro su Batman, che rilanciò facendone un personaggio dark rispetto alla creazione originale di Bob Kane (1995-1998) con Bill Finger (1914-1974), è morto a 81 anni per cause naturali.

L’annuncio è stato dato su Twitter da Jim Lee, top manager di Dc Comics,  storica casa editrice a fumetti dei supereroi americani. «Denny è stato uno dei primi scrittori a portare attenzione alle questioni sociali, spingendo i fumetti a una maggiore rispettabilità e accettazione come forma d’arte», ha scritto Jim Lee.

La carriera
Nato a St. Louis il 3 maggio 1939, agli inizi degli Anni 60 O’Neil, all’epoca giornalista a Washington, fu assunto dal leggendario Stan Lee come assistente editor per Marvel Comics, dove lavorò a progetti che sono diventati successivamente pietre miliari nel mondo dei fumetti, scrivendo per Amazing Spider-Man, Iron Man e Daredevil. Entrato in seguito alla Charlton Comics a fianco di Dick Giordano, quando quest’ultimo passò a Dc Comics, O’Neil lo seguì, occupandosi delle sceneggiature delle serie Wonder Woman, Justice League of America, Superman e Lanterna Verde.

La nuova vita dell’uomo-pipistrello
O’Neil in coppia con Neal Adams rilanciò il personaggio dell’uomo-pipistrello Batman (che esordì nel 1939), creando personaggi come Ra’s al Ghul, Talia al Ghul, Leslie Thompkins, Azrael e Richard Dragon. Dopo un lungo periodo di storie dai contenuti più allegri, a fine anni Sessanta O’Neil arrivò anche alla guida come editore delle pubblicazioni di Batman: è suo il merito di aver riportato il cavaliere nell’ombra, virando le storie verso toni più oscuri, con l’uso di una narrazione realistica, dai tratti a volte horror.

 

I nemici

Altro espediente adottato da O’Neil per contribuire al revival di Batman fu la reintroduzione dei nemici come Joker o Due Facce. Come autore ed editore ha seguito tutte le pubblicazioni a fumetti di “Detective Comics”, “Batman” e “Batman: Legends of the Dark Knight” (dal 1989), dove rafforzò il legame del supereroe con l’animale suo simbolo, il pipistrello. Ha curato la stesura delle sceneggiatura di tutti i volumi di Batman per conto della Dc Comics dal 1986 al 2000. Come editor ha portato il fumettista Frank Miller alla Dc Comics promuovendo la sua miniserie “Batman: Il ritorno del Cavaliere Oscuro”. O’Neil si è occupato inoltre degli adattamenti dell’arco narrativo di “Batman: Knightfall” (1994) e ha seguito da vicino la realizzazione delle pellicole cinematografiche “Batman Begins” (2005) e “Il cavaliere oscuro” (2008).
FONTE: [LA STAMPA]

Stampa artistica di Batman # 50 Deluxe da collezione

Sideshow Collectibles ha rilasciato i dettagli per la loro ultima stampa artistica, che presenta un’ampia varietà di personaggi presenti nelle variant cover di Batman # 50 (matrimonio che non avresti mai pensato di vedere) dell’artista J. Scott Campbell. Misura circa cm. 96,52 x 38,10 si tratta di una stampa ottenuta con un processo su carta e tela, di un’opera d’arte digitale tramite l’uso di una stampante altamente professionale a getto d’inchiostro e in più volendo c’e’ anche incorniciata. È disponibile su appunto su carta, carta incorniciata e tela incorniciata. Il prezzo è di $ 500 per la tela incorniciata (limitata a 75), la carta incorniciata $ 450 (limitata a 300) e solo la carta $ 225 (limitata a 300). La stampa è disponibile su Sideshow Collectibles .

Stampa artistica di Batman # 50 Deluxe da collezione Sideshow

Sideshow presenta la Batman n. 50 Stampa artistica dell’artista J. Scott Campbell.

Nella stampa artistica giclée di Batman # 50, troviamo la Bat-Family e la Gotham Rogues ‘Gallery che si oppone alla periferia di Gotham vicino alle porte di Arkham Asylum. L’illustrazione dettagliata mostra Batwoman, Black Canary, Huntress, Red Robin, Nightwing, Commissario Gordon, Batgirl, Batman, Catwoman, Mr. Freeze, Poison Ivy, Pinguino e la sua ondata di pinguini, Clayface, Joker, Harley e la sua iena, l’Enigmista e Ra’s al Ghul. Il Batsegnale che illumina il cielo notturno dietro di loro.

Originariamente prevista come variant cover per Batman # 50, scritta da Tom King per DC Comics, questa collezione di copertine è ora disponibile per i collezionisti in un formato da collezione d’arte. Ogni Batman # 50 stampa artistica è firmata a mano dall’artista J. Scott Campbell e presenta un sigillo di autenticità in rilievo come parte dell’edizione limitata di 300 pezzi.

Fonte: [The Batman Universe]

Batman: il team di sviluppo svela nuovi indizi sul prossimo gioco

A cinque anni dallʼultimo episodio unʼimmagine pubblicata in rete alimenta le speculazioni sul prossimo capitolo della saga Batman: Arkham

Sono passati cinque lunghi anni quando Batman: Arkham Knight ha appassionato migliaia di giocatori in giro per il mondo. Già lo scorso dicembre erano trapelati alcuni indizi che volevano il ritorno del Cavaliere Oscuro in un nuovo episodio videludico. A un mese dalla prima comparsa di alcuni dettagli sul videogioco in lavorazione presso gli studi di Warner Bros. Games Montréal, una misteriosa immagine pubblicata recentemente sui social lascia presagire che questo ritorno sia sempre più vicino.

L’immagine in questione è frutto di una sorta di collage, i cui pezzi provengono da tre immagini pubblicate sui canali Facebook, Twitter e Instagram del team di sviluppo.

Una volta ricomposte, come in una sorta di puzzle, ciò che viene fuori da vita a una sorta di logo che sembra confermare le precedenti indiscrezioni sulla presenza della Corte dei Gufi, una setta segreta composta dall’élite di Gotham City che controlla l’intera città. Lo stesso logo è stato successivamente condiviso nella sua interezza da WB Games Montréal, che ha rimandato a una pagina segreta del suo sito.

Qui i fan hanno scoperto la presenza di una seconda immagine, simile a una sorta di “mandala”, che include anche il simbolo precedentemente diffuso dagli sviluppatori, che suggeriva inoltre la presenza di Ra’s al Ghul e della Lega degli Assassini come parte della storia. La nuova immagine, tuttavia, ha al suo interno spazi vuoti che dovrebbero riempirsi nei prossimi giochi con nuovi loghi simili a quelli già pubblicati.

Il messaggio riportato insieme all’immagine riporta la frase “Capture the Knight/Cape sur la Nuit”, dove la prima parte in inglese sembra riferirsi a Batman (Knight significa appunto Cavaliere, riferendosi all’appellativo di Cavaliere Oscuro, mentre la seconda in francese gioca con la parola Nuit (Notte) e Cape (Mantello), sempre alludendo all’Uomo Pipistrello.

Si spera che l’azienda possa accelerare un po’ e svelare al più presto nuovi dettagli sul suo nuovo gioco, considerando che il suo ultimo progetto rilevante è stato Batman: Arkham Origins del 2013, e da allora la software house si sta dedicando in gran segreto a un nuovo titolo basato sull’universo DC Comics.

Fonte: [TGCom]

 

Alcuni personaggi della Rogue Gallery di Batman

Sono il peggio che Gotham City possa offrire. Maniaci, assassini, gangster e scontenti d’ogni sorta, i loro nomi malfamati costituiscono un vero schedario criminale. Una feccia che accampa pretese territoriali su Gotham ed è affetta da fissazioni psicotiche sul Cavaliere Oscuro, come loro nemesi. E’ opinione consolidata, tra gli storici del fumetto americano, che Batman abbia raccolto nel tempo la miglior Rogue Gallery mai vista nel sotto-genere supereroístico.


Alcune nemesi di straordinario fascino si sono aggiunte anche piuttosto recentemente. Verso la fine degli anni sessanta abbiamo assistito alla nascita di Dollmaker (il fabbricante di bambole) apparso per la prima volta su Plastic Man n. 10 (giugno 1968). In seguito tre persone si sono susseguite nel ruolo del Fabbricante di Bambole. Gli anni ’70, ad esempio, ci hanno regalato Ra’s Al Ghul (creato da Julius Schwartz, Dennis O’Neil e dal disegnatore Neal Adams nel 1971) oppure un Man-Bat (apparso per la prima volta nel 1970 su Detective Comics vol. 1 n. 400, personaggio creato da Frank Robbins e Neal Adams). Terribili e inquietanti. Ma la stragrande maggioranza dei Bat-villains è composta di arcinemici classici, di lungo, lunghissimo corso. Alfieri del Male introdotti durante la mitica Golden Age (1938-1955) e da allora eternamente impostisi nell’immaginario collettivo. Ad esempio il cangiante FACCIA DI CRETA o meglio Clayface (creato da Bill Finger e Bob Kane per le pagine di Detective Comics vol. 1 n. 40). Per poi continuare con la sensuale CATWOMAN (creata da Bob Kane e Bill Finger nel 1940) e il goffo PINGUINO, alter ego di Oswald Chesterfield Cobblepot (creato da Bob Kane e Bill Finger). E dopo di loro ancora Hugo Strange (prima apparizione Detective Comics #36 (1940). Creato da Bill Finger e Bob Kane), DUE FACCE (creato da Bob Kane e Bill Finger nel 1942), lo SPAVENTAPASSERI (creato da Bill Finger e Bob Kane nel 1941) e ancora l’ENIGMISTA (creato da Bill Finger e Dick Sprang, apparso per la prima volta su Detective Comics n. 140, nel 1948), Cappellaio Matto (prima apparizione Batman #49 (1948). Creato da Bill Finger e Bob Kane). Nel breve volgere di una manciata di stagioni, insomma, l’officina grafica di Bob Kane & Bill Finger dotò il Cavaliere Oscuro di minacce sufficienti per andare avanti dei secoli.

Sempre nei primi tempi di vita di Batman, ebbe vita il genio folle, il Principe Clown del Crimine… il JOKER. Forse il solo personaggio negativo in grado di competere in popolarità con i maggiori eroi. E di batterli!
Il Joker debuttò nella primavera del 1940 su Batman n. 1. Proprio a quell’epoca il maligno ghigno del Joker esplose con l’impatto di una torta in faccia. Batman aveva appena conquistato il pubblico dei giovanissimi, grazie all’introduzione di Robin e alla decisa edulcorazione dei toni (sparite le pistole, niente più omicidi). Con l’esordio del buffonesco villain i teenager accostatisi alla serie restarono ipnotizzati. Ai pari di Bats, anche del Joker vennero presto smussati gli angoli più ruvidi e violenti. Da killer spietato, abituato a uccidere le sue vittime con un letale gas esilarante, il character si trasformò in un pagliaccio dal sorriso stampato. La nuova maschera piacque a tal punto, che ci sarebbero voluti oltre 40 anni – fino alle opere di Frank Miller (“Il Ritorno del Cavaliere Oscuro”) e di Alan Moore (“The Killing Joke”) – per un ritorno all’atavica passione per le stragi. Addirittura il Joker non desiderava una cassa da morto neppure per i suoi più indomiti avversari. Anzi, spesso rinunciò all’occasione di farla finita con il Dinamico Duo, senza cui la sua esistenza avrebbe perso di significato.
Un “cattivo” di incredibile e prolungato successo. A tratti persino simpatico. L’unico superstite del momentaneo oblio in cui caddero, negli Anni ’50, tutti i villains storici. L’unico così inscindibilmente legato a Batman da non potersene privare mai.
Il Clown è l’altra faccia della medaglia Gotham City. E’ l’anima nera del Pipistrello. Il suo alter ego schizzato. Joker vive per ricordare a Batman dove può condurre un’accelerazione eccessiva nei meandri dell’ossessione legalitaria. Quanto Due Facce, e più dello stesso, il Joker è pazzia pura. Ma è una pazzia funzionale alla saga, necessaria perché a Batman non sfugga mai il confine tra Bene e Male. Perché solo sfiorando, senza abbracciarli, i gorghi della lucida follia, l’eroe può individuare un limite alla sua crociata notturna e solitaria, altrimenti destinata a degenerare in violenza irrazionale. Il divario fra la Legge e il Caos è da sempre ambiguo e sottile. Tragicamente ironico, come il satanico ghigno del Joker. A distanza di 52 anni, venne deciso, nei cartoni animati  “Batman: The animated series“, di affiancare al Re del Crimine di Gotham il personaggio di Harley Quinn nel secondo episodio intitolato “Joker’s Favor“. Andato in onda a settembre del 1992, in cui il Joker era chiamato a organizzare uno dei suoi soliti piani folli. In questo contesto, il piano prevedeva che si sarebbe vestito da donna e che sarebbe balzato fuori da una torta. Gli sceneggiatori fecero tuttavia questioni sul fatto che Joker potesse vestirsi da donna. Infine preposero di revisionare la storia, aggiungendo un personaggio femminile. Questa donna altri non era che Harley Quinn.

Tanta fu, infatti, l’influenza che ebbe la storica serie animata nell’immaginario collettivo dei nerd dell’epoca, che la DC decise di inserirla nel suo universo fumettistico, commissionando proprio a Dini e Timm le origini dell’irrivente compagna di Joker, i quali sfornarono Mad Love, la prima graphic novel supereroistica a vincere un Eisner Award. Al grande parterre di villain si aggiunge anche l’ecoterrorista Poison Ivy. Nata a dalla matita di Robert Kanigher e Sheldon Moldoff nel 1966, debutta nel Batman n. 181. Il suo nome significa letteralmente edera velenosa. Le sue forme generose e l’appeal quasi mediterraneo cozzano con le bellezze filiformi imposte dalla società ma riesce a spopolare nei comics. Poison sfila tra le pagine della DC Comics con il personaggio che ricalca lo stereotipo della femme fatale e anche la sua fisicità, oltre che le sue origini diventano un punto di forza. Nello stesso periodo debutta Re Tut (prima apparizione in televisione “La maledizione di Re Tut” (1966). Prima apparizione nei fumetti “Batman Confidential” #26. Creato da Christina Weir, Nunzio DeFilippis e Josè Luis Garcia-Lòpez). Uno dei villain più forti dell’era moderna di Batman è certamente Hush, alter ego di Thomas “Tommy” Elliot, creato da Jeph Loeb (testi) e Jim Lee (disegni) per l’omonima saga nel 2002, al quale si aggiunge Bane nato nel fumetto Batman: La vendetta di Bane e successivo arco narrativo Batman: Knightfall del 1993, per poi riprendere nella nuovissima run di Tom King. Insomma, ogni grande eroe è definito dai grandi nemici affronta, e nessun gruppo di malvagi, assassini e criminali sembra essere migliore di quello che disturba Gotham City. Da un clown omicida, killer cerebrali e mostri brutali Batman ha letteralmente una lunga sfilza di avversari che mettono alla prova il suo acume nel combattere il crimine. I suoi nemici sognano un caos confacente alle loro peculiari manie, sia per diventare favolosamente ricchi, sia per appagare un’insaziabile bramosia di disordine. Nelle celle imbottite di Arkham Asylum, o dietro le sbarre del carcere di Blackgate, tramano le loro prossime insidiose imprese criminali…mentre Batman attende il prossimo inevitabile, scontro.

BATMAN E L’ERA DI NEAL ADAMS Parte 2/2

Nei suoi disegni, precisi e realistici nelle prospettive e nell’anatomia umana, Batman ritorna ad essere una creatura del buio, le orecchie del cappuccio si allungano e la cappa, ancora non dotata di vita propria come quella teatralmente gotica realizzata da autori come Todd McFarlane (vedi: “Batman-Year Two”), comincia a drappeggiarsi inquietante sulle spalle possenti dell’eroe, sottolineando azione e stati d’animo. Successivamente, il logico passaggio sulle testate dedicate al crociato di Gotham, “Batman” e “Detective Comics”, e la collaborazione con quello che divenne in seguito lo sceneggiatore di punta della DC, Denny O’Neil, permisero all’artista un più accurato approfondimento del personaggio che, non più appesantito dalla scenografia kitch dei primi 60, ritorna alle origini di cupo vigilante. Il Batman di O’Neil e Adams infatti, quasi completamente privo dell’apporto di Robin (Dick Grayson), ora impegnato nella difficile arte del crescere, e domiciliato in un superattico cittadino, superò indenne le prove che lo opponevano a nuove minacce come quella di Ra’s Al Ghùl, signore indiscusso di una potente associazione criminale, che, dopo aver scoperto l’identità dell’eroe, gli offre la propria organizzazione come suo erede e la mano della bella figlia Talia nella storia “Daughter of the Demon” (La figlia del demone, Batman n. 232, 1971). Ra’s Al Ghùl, poi descritto immortale nello sviluppo di una lunga saga che vede lui e Talia al centro di una trama complessa, verrà poi rivisitato in una serie di graphic novels, che meritano menzione a parte, dove gli sceneggiatori Mike W. Barre, nuovamente, Dennis O’Neil ne spiegano le origini provocando nel contempo eccezionali colpi di scena nella vita del Batman. Interessante anche l’introduzione di Man-Bat, “Detective Comics n. 400” del 1970, per la sceneggiatura di un altro grande disegnatore, Frank Robbins al quale si deve una delle versioni grafiche del Batman anni 60. Adams dà a Kirk Langstrom, imminente studioso di fauna notturna trasformato da un esperimento fallito in pipistrello umano, aspetti e proporzioni plausibili che ritroveremo anche nella storia “Moon of the wolf” (La luna del lupo, Batman n. 255 del 1974) scritta da Len Wein, più noto per la creazione di “Swamp Thing” a fianco di Bernie Wrightson, classica trama a sfondo Horror con annesso licantropo che sottolinea di nuovo la straordinaria capacità di Adams di rendere reali le trasformazioni anatomiche più improbabili.

La sagoma inconfondibile che si staglia nella notte senza stelle della città di Gotham diventa simbolo di una giustizia inevitabile e, anche se a volte il tratto perfetto del disegnatore regala un Batman troppo “uomo in costume” e quindi per l’osservatore esterno non molto impressionante, la sua apparizione davanti ai malviventi inizia a provocare vere e proprie crisi d’isteria. Ultimo elemento del lavoro di restauro compiuto da Adams sul crociato incappucciato è ridefinire con O’Neil gli avversari classici del personaggio; Half an evil (Batman n.234, 1971) ripropone, per la prima volta dagli anni 50, la figura di Two-Face, lo sfigurato Harvey Dent, combattuto eternamente tra bene e male. Sempre con Denny O’ Neil alla sceneggiatura, la bella prova su Joker’s five-way revenge con il personaggio da sempre considerato la nemesi di Batman, Joker, in questa storia inquadrato nuovamente come killer mentalmente instabile, aspetto di base del character che verrà mantenuto ed evidenziato dai vari sceneggiatori fino ai giorni. nostri. Nei nuovi aspetti attribuiti a Batman, una conoscenza effettiva delle arti marziali, dal judo fino alla boxe occidentale che l’impostazione anatomicamente impeccabile rende ancora più evidente e, legata a trame e contenuti, la capacità di usare il personaggio sia come detective in gialli classici, sia come elemento notturno, con la possibilità di sfruttare le ambientazioni e i fondamenti fantastici del sovrannaturale. Abbandonando il personaggio circa nel 1974, Neal Adams si batte per molti anni contro le condizioni di lavoro offerto dalle majors dell’industria dei comics che privano dei diritti i disegnatori, sfruttando le nuove possibilità aperte dal mercato europeo e impegnandosi nell’Associazione degli Artisti del fumetto. Tra le prime reazioni al negativo stato di cose collegato al lavoro nell’editoria americana, la fondazione con Dick Giordano della “Continuity ” che, già dal 1971, si muove nel campo televisivo, illustrativo e cinematografico, curando copertine e manifesti per la pubblicità. Dal 1980, la “Continuity” entra nel mondo del fumetto editando personaggi come “Ms. Mystic”, “Echoes of Future Past”, “Toyboy”, “Armour” e “Captain Power and the Soldiers of the Future” tratto dalla serie televisiva, ma per Adams il fascino legato al giustiziere di Gotham è ancora vivo tanto che, con il personaggio di “Valeria the She-Bat”, che richiama immediatamente la concezione del Man-Bat, riporta sulla carta le sagome notturne tanto apprezzate in passato e, con la figura sinistra di “Knighthawk”, definisce, come afferma lui stesso, il Batman, della Continuity che cerca di rinnovare nel lettore quell’indimenticabile feeling con la sua versione del cavaliere oscuro, radice ideale di quello che Frank Miller accompagnerà sul viale del tramonto nel suo altrettanto indimenticabile “The Dark Knight Returns”.

Batman: qualche considerazione sugli anni 80…o giù di lì – Parte 2/2

Nella storia del comic book americano, e in quella di Batman, Dark Knight si colloca comunque come un episodio a sé, svincolato dalla cronologia del personaggio; ammesso e non concesso che nel lentissimo fluire del tempo sulle pagine degli albi a fumetti Batman arrivi mai ad avere i (più o meno) sessant’anni del protagonista di Dark Knight, i soggettisti e gli sceneggiatori dell’epoca non dovranno preoccuparsi di trovare coerenze spazio-temporali con il torvo mondo descritto da Frank Miller (tanto torvo, ahimè, da ricordare fin troppo, forse, quello vero in cui viviamo, sia pure osservato attraverso la lente deformante dell’artista). Diciamo pure che Dark Knight può essere catalogata come una di quelle “storie immaginarie” per le quali la DC andava (tristemente) famosa negli anni ’50 e ’60, sia pure a un livello assolutamente inconfrontabile con quelle. Ben diversa è la seconda operazione compiuta da Miller, questa volta su diretta commissione del management DC, e nel bel mezzo di tutta una serie di iniziative tendenti a rinnovare l’immagine della casa editrice e dei suoi personaggi più importanti. Tanto è vero che successivamente lo stesso Miller ha creato ancora Batman: Il cavaliere oscuro colpisce ancora, tra il 2001 e il 2002, e Il Cavaliere Oscuro III: Razza suprema pubblicato tra il 2015 e il 2017. Così se da una parte si dava mandato a John Byrne (altro pezzo da novanta in America, e altro transfuga dalla Marvel) di reinventare le origini di Superman e di ridisegnarne, attualizzandoli, comprimari e luoghi di azione, a Miller veniva affidato il compito di ripresentare le origini di Batman. Cosa che il nostro accettava di fare, ma questa volta solo come soggettista e sceneggiatore. La resa grafica sarebbe stata invece opera di David Mazzucchelli, ricomponendo così la stessa coppia che pochi anni prima aveva lavorato, e con grande successo, sul “nuovo” Devil della Marvel. Il risultato fu “Batman Year One”, un capolavoro assoluto, anche se, presentato com’è stato negli inserti di “Corto Maltese”, si può far fatica a riconoscerlo come tale). “Batman Year One” è stato inizialmente pubblicato come “miniserie all’interno della serie regolare” nei numeri 404-407 della testata “Batman”, e poi ripubblicato in un ottimo volumetto rilegato di 96 pagine. E’ la storia riraccontata delle origini di Batman e del suo incontro con due personaggi destinati ad avere un ruolo importante nella sua saga, il commissario Gordon e Selina Kyle (Catwoman).

La storia si svolge fra i 14 gennaio e il 3 dicembre di un anno imprecisato e prende avvio dall’arrivo di un giovane tenente Gordon a Gotham City, lo stesso giorno in cui torna in città il venticinquenne Bruce Wayne dopo dodici anni passati all’estero. Le prime parole della storia, “pensate” da Gordon nella prima vignetta, sono indicative: “Gotham City. Forse è tutto quello che mi merito. Forse è il mio periodo di ferma all’inferno”. Nella sua estrema sintesi, la premessa è assolutamente chiara: le novantacinque pagine che seguono ci proiettano in qualcosa che, in termini giallisti, sta a metà strada fra il noir alla francese e l’hard boiled tipicamente americano, pur nell’assoluto rispetto del canone batmaniano (con i genitori assassinati davanti agli occhi del piccolo Bruce, il pipistrello che entra dalla finestra a ispiragli il nome…). Ma quello che colpisce è l’atmosfera del racconto, con il suo taglio assolutamente cinematografico; così come colpiscono il suo verismo e la sua violenza, questa però mai gratuita o quanto meno non più gratuita di quella che siamo abituati a vedere nei (buoni polizieschi hollywoodiani degli anni Quaranta. Verismo e violenza attraversano diagonalmente tutta la storia (mentre l’aspetto supereroistico, pur essendo ben presente, è quasi incidentale) e la rendono memorabile, così come il tratteggio e la definizione dei personaggi, Gordon su tutti.

Un Gordon che difficilmente, prima che qui, qualcuno avrebbe potuto immaginare in mutande o alle prese con una relazione extraconiugale nel mo-mento in cui sua moglie si appresta a dare alla luce Barbara! Ma di nuovo, non è mia intenzione raccontare quello che accade nelle pagine di questa storia, per non diminuire il piacere di chi ancora non ha avuto occasione di leggerla. Con “Batman-Year One” Miller (ottimamente “spalleggiato” da Mazzucchelli) ha consegnato alla DC un personaggio totalmente rivitalizzato, al di là di quanto aveva già fatto con Dark Knight. Se quest’ultimo era una escursione nel fantastico (una “storia immaginaria”, appunto), “Batman-Year One” è Batman. Sul personaggio di Batman si può lavorare e bene. Come, in effetti, è accaduto dal 1986 in avanti, con lusinghieri risultati commerciali e anche – sia pure fra alti e bassi, come è inevitabile – artistici. Il “trucco” visto a posteriori, era facile: per riavere un grosso personaggio bastava ricordare com’era il personaggio quando era veramente grande, alle sue origini, e riproporlo identico, sia pure aggiornandolo al “linguaggio” degli anni Ottanta. Ma bisognava pensarci, e nessuno prima di Miller ci aveva pensato prima. Per cui, tanto di cappello. Ora che Batman è di nuovo “in”, ora che imperversa la “batmania” grazie all’imminente anniversario per i suoi meravigliosi 80 anni e a tutti i film finora usciti al cinema, è più facile produrre buone e talvolta ottime storie, per cui chi avrà voglia di andare a riscoprire il personaggio sugli albi americani (sempre nell’attesa di buone edizioni e di buone traduzioni italiane) avrà solo l’imbarazzo della scelta. D’altra parte, quando il personaggio ha successo, e vende, è tipico dell’industria fumettara americana che siano molti i buoni autori disponibili o desiderosi di cimentarsi. Così abbiamo avuto Moore e Bolland che ci hanno proposto un allucinante “Killing Joke” (un altro “fuori serie” alla Dark Knight, anche se totalmente diverso da quello per stile, taglio e ambientazione) o Barr e Bingham che hanno ridato linfa vitale al vecchio avversario Ra’s al Ghul dell’epoca di Neal Adams in “Son of the Demon”.

Ma anche le serie mensili, dove abbiamo già visto un “Batman-Year Two”, sono generalmente godibili, anche se devono fare i conti col vecchio Comics Code (il codice di autocensura della industria del fumetto negli Usa), e affidate a buoni professionisti della scuderia DC oltre che, occasionalmente, a esterni di rango, per esempio Max Allan Collins (noto giallista e autore oltre che di True Detective anche di un fumetto poliziesco, “Ms. Tree”, che sicuramente meriterebbe un’edizione italiana) o lo stesso Sam Hamm, che ha steso la sceneggiatura del primo film di Tim Burton che all’epoca ha polverizzando ogni record di incasso.

Falena assassina…o Killer Moth

Batman nel corso della sua storia ha affrontato i nemici più diversi e disparati, primo tra tutti la sua nemesi, il folle Joker, il principe clown del crimine e altri nemici che sono passati alla storia anche grazie ad interpretazioni cinematografiche come il Pinguino, Enigmista, Ra’s Al Ghul, Poison Ivy o l’ex procuratore distrettuale Harvey Dent divenuto poi Due Facce.

Sicuramente già contando solo i nemici di “serie A” quello che potrebbe essere definito il “rooster” di nemici di Batman è davvero amplio, contando che dal 1989 ad oggi solo nei film sono comparsi ben 15 villains diversi (nonostante due di essi, Zsasz e KGBeast, non abbiano raggiunto la fama) e, nonostante ciò, ci sono davvero tanti nemici del Cavaliere Oscuro importanti che non abbiamo ancora visto (e che forse non vedremo mai) al cinema trai quali Clayface, Man-Bat, Cappellaio Matto o Maschera Nera, comunque famosi per le loro apparizioni in cartoni animati, videogames e per la loro parte principale, o comunque comprimaria, nei fumetti del Crociato Incappucciato.

Ma quelli di cui voglio parlarvi oggi sono quelli che Alan Grant nel ’92 sulle pagine di Shadow of The Bat denominò “Misfits”, ossia i Reietti, criminali di bassa lega che hanno più volte tentato di imporre il loro nome tra le file dei villains di Batman ed alcuni di loro, anche se per poco, ci sono anche riusciti.

Nella storia di Grant, contornata dagli splendidi disegni di un Tim Sale in grande forma e da poco ristampata dalla RW Lion nel volume “Batman illustrato da Tim Sale”, abbiamo un gruppo di, appunto, reietti messo su da colui che un tempo era considerato quasi una nemesi per il Cavaliere Oscuro, o comunque per uno (o meglio una) dei suoi principali comprimari, un nemico affascinante quanto sottovalutato, sto ovviamente parlando di Drury Walker aka Cameron Van Cleer aka Killer Moth (o Falena Assassina come lo hanno chiamato in alcune edizioni italiane).

Comparso per la prima volta nel ’51 sulle pagine di Batman 63, si può certamente definire Moth un villain storico per il Cavaliere Oscuro essendo riuscito, comunque, ad arrivare fino ad oggi. Il personaggio nasce come primo vero e proprio “anti-Batman” (ruolo poi ricoperto da Wrath e Catman più avanti negli anni) avendo il suo Moth-Segnale e la sua Mothmobile. Sostanzialmente era il paladino notturno della criminalità e, quando un gruppo di criminali era in pericolo, il suo segnale splendeva brillante nel cielo quasi a parodia di quello di Batman. Due inquietanti esseri notturni, uno l’opposto dell’altro, che si fanno battaglia tra i tetti di Gotham City difendendo uno la giustizia, l’altro il crimine. Nello stesso anno della sua prima apparizione, Moth fa ben 3 apparizioni comparendo anche nel numero 63 di Batman e nel 173 della serie madre del vigilante di Gotham, Detective Comics. Quest’ultima storia è molto importante per il personaggio ed è quella che, a mio parere, gli fa meritare un posto d’onore tra le file di villains del Cavaliere Oscuro. Il geniale e malvagio Drury Walker sotto le mentite spoglie del miliardario amico di Bruce Wayne Cameron Van Cleer riesce a scoprire la vera identità di Batman decenni prima di Hugo Strange, Bane, Hush o dello stesso Joker!

Moth usa ovviamente quest’informazione contro il Cavaliere Oscuro, fallendo anche questa volta. Per fare in modo che Moth non rivelasse l’identità di Batman, gli autori inventarono un’amnesia del criminale (nonostante lo stesso Batman abbia spesso paura che egli possa riconoscerlo comunque). Nel corso della Silver Age il criminale è comparso numerose volte, compresa la prima apparizione di Batgirl (che potete recuperare anche nel volume dedicato a Batman dei classici del fumetto di Repubblica, il numero 24 per essere precisi). Quest’apparizione segnò indelebilmente il personaggio di Moth che generò un vero e proprio odio nei confronti dell’aiutante di Batman divenendone la vera e propria nemesi per eccellenza (affrontandola numerose volte sui numeri di Batman, Shadow of the Bat e Detective Comics oltre che in due numeri di Batman Family Giant, Batgirl Anno Uno, in diverse testate con protagonista la ragazza tra cui proprio Batgirl e Birds of Prey e con apparizioni singole o fugaci in altre serie come JLA o Creeper e addirittura in un cameo su “Batman VS Hulk” delle Battaglie del Secolo). Il criminale presenza inoltre al fianco di nemici del calibro di Joker o Ra’s Al Ghul nei numeri 200 e 400 (quest’ultimo pubblicato per la prima volta in Italia da qualche anno sempre dalla RW Lion con tanto di prefazione scritta dal Re dell’orrore, Stephen King). Falena Assassina, nel corso degli anni ’90 (la Dark Age del fumetto come la definisce Morrison) vende la sua anima al demone Neron in modo da poter essere temuto, divenendo il mostro Charaxes  e apparendo per la prima volta  in questa forma contro Robin sulle pagine di Robin #24 (pubblicato in Italia nel ’95 in appendice al numero 33 del mensile di Batman) per poi comparire numerose altre volte sulle pagine della serie regolare del Ragazzo Meraviglia sempre in questa sua forma “mostruosa”.

Il criminale troverà la morte durante la Crisi Infinita, ma con il rilancio dei Nuovi 52 ritornerà alla vita come nemico di Freccia Verde nei numeri 25, 31, 32, 33 e 34 (in Italia su Justice League 29, 35, 36 e 37 della RW Lion), nello speciale di Harley Quinn dedicato al primo d’Aprile (Harley Quinn & the Suicide Squad April Fools’ Special) e ,di nuovo, come nemico di Batgirl nei numeri 45 (Freccia Verde 5 nella RW Lion) e il tutt’ora inedito in Italia 50, nonostante nel 45 compaia solamente in un flashback con il nuovo costume dei Nuovi 52. C’è da dire che in questa versione Moth ha un costume totalmente diverso e molto più realistico e, inoltre, non viene mai menzionato il suo vero nome (che viene svelato per la prima volta negli anni ’90, tra l’altro). Ha inoltre una nipote sulla sedia a rotelle (Drew Fisher alias Vengeance Moth).

Il personaggio al di fuori dei fumetti non ha avuto una carriera brillante comparendo in qualche episodio di The Batman (04×02 “La squadra di Pinguino” e 04×11 “Rumors”) sia nelle vesti di Killer Moth che ,principalmente, in quelle di Charaxes. Compare anche in diversi episodi di The Brave and The Bold (01×19 “Bat-Mike contro Batman”, 01×25 “L’incantesimo di Music Meister”, 02×06 “Assistenti alla Riscossa”, 02×08 “La divisione di Batman”, 02×12 “L’attacco dei gorilla!”, 02×16 “L’ultima pattuglia” nella sua prima apparizione come nemico principale della puntata, 03×03 “La notte dei Batman” e nella season finale della terza stagione, la 03×13, “The End” assieme a tutti gli altri antagonisti affrontati dal Cavaliere Oscuro nel corso delle prime tre stagioni). Una versione abbastanza diversa da quella classica che sembra quasi fondere il lato mentale di Moth al suo aspetto animalesco durante il periodo in cui era Charaxes appare nelle due serie animate dei Teen Titans come un nemico ricorrente della formazione (nella prima serie compare negli episodi 02×19 “Lo sciame killer”, 03×10 “Cucciolo”, 05×01 “Casa del futuro (Prima Parte)”, 05×11 “Riunione” e 05×12 “Teen Titans uniti”; nella seconda nelle puntate 01×46 “Cercasi Silkie”, 03×04 “L’aspetto non conta”, 03×16 “La danza degli spaghetti” in un cameo nell’episodio 03×16 “Il Black Friday”, l’ultimo episodio della serie per ora trasmesso nel nostro paese). In questa interpretazione del personaggio, Moth ha una figlia di nome Kitten ,anch’essa nemica ricorrente dei Giovani Titani, che impone addirittura la sua autorità sul padre ed è fidanzata con uno strambo mutante di nome Fang.

Il villain compare anche nell’ultimo film d’animazione “Batman: Bad Blood” assieme al suo protetto nei comics Firefly e nel secondo e terzo capitolo della saga videoludica di LEGO Batman. Nella saga di Arkham compare un suo riferimento in Arkham Asylum (dov’è presente la sua bio) e in Arkham Knight, durante il DLC di Red Hood, un criminale afferma che Jason Todd è l’assassino di Falena Assassina, facendo intuire che il personaggio sia morto nell’universo del gioco; compare però nel fumetto prequel di Batgirl (reperibile gratuitamente online): Batman Arkham Knight: Batgirl & Harley Quinn Special, una storia che rinarra il primo scontro tra Batgirl e Moth, ma nell’Arkhamverse. Killer Moth in originale è doppiato da Scott Menville, Corey Burton, Jeff Bennett, Thomas Haden Church, Marc Worden, Jason Spisak, Cristopher Corey Smith e Steve Blum.

In sostanza Killer Moth è un nemico di Batman che ,nonostante tutto, si può definire importante anche se poco conosciuto dal grande pubblico e che ,nel corso del tempo, ha dimostrato di essere una grande minaccia per il Cavaliere Oscuro nonché il suo opposto. Un nemico fortemente penalizzato dal suo aspetto degli anni ’50, ma che ,nonostante le apparenze, ha un grande potenziale e che ha avuto momenti brillanti nella sua carriera, un criminale che un vero appassionato di Batman non può non conoscere. Dopotutto le falene sono nemici naturali dei pipistrelli, capaci di sfuggire loro grazie al loro finissimo udito e, addirittura, mandare in tilt i loro radar.

Roberto Pasquale Lestinci

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