STORIA DEL FUMETTO MODERNO: PIPISTRELLI E RINASCIMENTO AMERICANO – Parte 6/6

Nel 1991 nasce la Valiant Comics che sfrutta i rinnovati Characters della Gold Key come Magnus-Robot Fighter (maggio 1991), e Solar, Man of the Atom (settembre 1991). A capo della neonata società, Jim Shooter, ex-editor della Marvel, ora impegnato nella propria scalata al successo. Nuovo record per la Marvel Comics che raggiunge quasi i quattro milioni di copie vendute con X-Force n.1 (agosto 1991), disegnato da Rob Liefeld. L’albo, lanciato sul mercato dei collezionisti, è imbustato con una figurina che fa parte di una serie di cinque. Molti fans acquisteranno tutte le versioni con risultati di vendita clamorosi, Il gioco viene ripetuto con X-Men (ottobre 1991), seconda serie regolare del gruppo mutante, il cui numero uno, disegnato da Jim Lee, viene presentato in cinque differenti edizioni. Oltre otto milioni di copie vendute è il risultato di questa indovinata strategia commerciale. In autunno la DC Comics risponde alla concorrente Marvel con Robin II, The Joker’s Wild (ottobre 1991), una miniserie di quattro albi con più copertine differenti per numero e ologrammi.

La vendita di fumetti raggiunge quest’anno (di riferimento) i cinquecento milioni di copie, il doppio di tre anni prima, ma quello che il Rinascimento Americano voleva dire si è perso nel Business più feroce. La vendita record dell’anno precedente sprona alcuni artisti arrivati precocemente al successo, a fondare nel 1992 la loro propria casa editrice. Nasce l’Image Comics che si può considerare, con artisti del calibro di Todd McFarlane, Jim Lee, Erik Larsen e Rob Liefeld, l’ultima esplosione di un rinascimento grafico giunto ad esaurimento. Le prime testate, YoungBlood (aprile 1992), Spawn (maggio 1992) e WildC.A.T.S. (agosto 1992), rappresentano una mentalità nuova, più semplice ma certamente ispirata ad una spettacolarità tutta americana figlia di tanti Kolossal cinematografici “made in USA”. Quest’anno muore Joe Shuster, pochi mesi prima della sua creatura, Superman che, nell’albo n.75, cadrà eroicamente sotto i colpi del pazzo Doomsday, forse parabola dello scontro DC/Image Comics sul mercato. La morte di Superman è l’evento più pubblicizzato nella storia del fumetto americano; vende in prima tiratura circa due milioni e mezzo di copie e viene ristampato quattro volte. La DC pubblica il n.1 di Shadow of the Bat (giugno 1992), la quarta testata di Batman.

La storia, intitolata The Last Arkham di Alan Grant, disegnata da Norm Breyfogle, getta questa volta il Detective Mascherato nelle segrete del manicomio di Gotham dal quale l’eroe riuscirà ad evadere, come da copione. L’impostazione della serie è simile a quella utilizzata per “Legends of the Dark Knight”, unica e basilare differenza è che Bruce Wayne è quello attuale e può interagire con le trame di Batman e di Detective Comics. Ultime note per chiudere un passaggio storico importante nel comic moderno, il 1993 in cui Superman è riportato in vita nel n.500 di “The Adventures of Superman”, sacrificando tutti gli intenti artistici del “Rinascimento” sull’altare del Dio Dollaro. Viene varata la Vertigo, linea adulta che risente ormai dell’abbandono dei grandi nomi del fumetto, anche se le intuizioni grafiche sono superiori ed estranee al classico fumetto seriale. Alla qualità si è sostituito il marketing più ambiguo: al fine di promuovere le vendite, ai lettori sono offerte copertine cromate, fosforescenti o ologrammate all’insegna del puro consumismo. La Valiant e l’Image coeditano Deathmate (settembre 1993), una serie di sei numeri che impiega gli eroi di entrambe le società sottolineando le difficoltà della Image, incapace di affrontare la realtà delle scadenze (il quinto albo esce infatti dopo il sesto). Con Batman n.492 (maggio 1993), inizia Knightfall, la lunga sequenza di storie che vede il Giustiziere di Gotham alle prese con il nuovo supercriminale Bane che, nel n.497 di Batman (luglio 1993) spezza la schiena a Bruce Wayne nella batcaverna, mettendo fine (ma nessuno ci crede…) alla sua carriera di vigilante mascherato.

Topolino salvò Superman, ovvero da Metropolis a Paperopoli

Recentemente, grazie all’inserto del sabato “La Lettura” pubblicato dal Corriere della Sera, sono entrato in possesso di una mini storia a fumetti che riguarda due personaggi iconici che hanno da poco compiuto gli anni: Superman (qui abbiamo celebrato i suoi 80 anni) e Topolino (che da poco ha compiuto 90 anni). Le due leggende del fumetto hanno uno stretto legame. Avrei voluto scrivere qualcosa in merito, ma ho preferito rivolgermi ad uno dei maggiori esperti italiani dell’uomo d’acciaio: Filippo Rossi. Già ospite con una approfondita intervista nel nostro blog per la promozione del suo saggio Super – Ottant’anni di Superman, il primo supereroe. Filippo si è messo senza esitazione a scrivere il pezzo e quello che potete leggere di seguito è il risultato, con tanto di “regalino” alla fine dell’articolo, dove troverete il fumetto “E Topolino salvò Superman” storia scritta da Stefano Priarone, giornalista che si occupa, tra l’altro, di cultura pop e Niccolò Storai disegnatore e autore di storyboard per il cinema.

DA METROPOLIS A PAPEROPOLI!

Di Filippo Rossi

Il mio libro Super, dedicato a Superman e alla Trinità DC Comics (con Batman e Wonder Woman), festeggia i primi ottant’anni dell’eroe venuto da Krypton: le origini di Superman (e della sua casa editrice, la DC Comics) sono nel 1938. Chi è il primo supereroe? Qual è il suo ruolo nella cultura del XX e del XXI secolo? Cosa significa essere il più grande eroe del genere umano, scoprirsi straniero in terra straniera e con i poteri di una divinità? Le risposte a queste e altre domande segnano otto decadi nella storia del fumetto popolare e nel cinema dei kolossal – e compongono un libro densissimo e vasto, che sta diventando un laboratorio alla base di presentazioni sempre più interessanti e nuovi progetti editoriali di vario genere, tra saggistica e creazioni originali. Super è allo stesso tempo saggio e narrazione: 345 pagine fitte che ho scritto mosso da sacro furore, interpuntate dai miei disegni a introdurre ciascun capitolo. Come autore cerco di raccontare la nascita degli eroi, la loro caduta e il loro rialzarsi; le strategie di una casa editrice che è stata sul tetto del mondo, ha creato e ordinato un Multiverso; come registi e produttori hanno interpretato i supereroi al cinema. L’editore Fabio Pinton di Runa ci ha creduto; il tolkieniano e autore fantasy Paolo Gulisano di Milano ne ha scritto la prefazione; l’esperto Dan Cutali di Torino ha supervisionato il manoscritto.

Disegno di Filippo Rossi

IL REGNO DEI SUPERUOMINI

Superman è un personaggio dei fumetti creato all’inizio del 1933 dallo scrittore Jerry Siegel, nato a Cleveland il 17 ottobre 1914 e morto a Los Angeles il 28 gennaio 1996, e dal coetaneo disegnatore Joe Shuster, nato a Toronto, in Canada, il 10 luglio 1914 e morto a Los Angeles il 30 luglio 1992. Due studenti liceali diciottenni di Cleveland, nell’Ohio. Rampolli di modeste famiglie ebraiche. Viene pubblicato cinque anni dopo dalla National/DC Comics sulle pagine di Action Comics #1, datato giugno 1938 ma in realtà in edicola fin da quell’aprile.

Torniamo al freddissimo gennaio del 1933 a Cleveland, Ohio…

Il liceale Jerry Siegel scrive una storia breve, che fa illustrare dall’amico e compagno di classe Joe Shuster. Il titolo è The Reign of the Superman (Il regno del superuomo), che poi Siegel autopubblica sulla sua fanzine, Science Fiction. Il personaggio del titolo è un vagabondo che ottiene grandi poteri psichici grazie a una droga sperimentale e li usa solo per profitto e divertimento; poi li perde e torna povero, disperato poiché viene ricordato solo come un essere malvagio. La doppia pagina iniziale illustra a sinistra un uomo calvo (futuro Lex Luthor?) che domina una città futuristica (Metropolis?) estesa fino alla pagina di destra. La fanzine dello scrittore in erba è un flop. Siegel e Shuster quindi passano a fare strisce a fumetti, sempre autoprodotte, per un albo che chiamano Popular Comics. I due sognano l’assunzione in un’azienda di strisce per quotidiani, un lavoro più stabile e pagato dei magazine pulp. Inoltre, il livello artistico richiesto è basso quindi più accessibile ai giovani e inesperti creativi.

Tra il ’33 e il ’34 Siegel sviluppa un nuovo personaggio, anche questo chiamato Superman ma stavolta eroico poiché lo ritiene più vendibile. Questo prototipo non possiede poteri fantastici e indossa abiti normali; Siegel e Shuster spesso lo paragonano a Slam Bradley, un altro personaggio che creano nel ’36. Siegel convince Shuster a trasformarlo in una comic strip. La propongono quindi alla Humor Publishing di Chicago dopo aver letto uno dei loro albi, Detective Dan. Un rappresentante della casa editrice è in visita a Cleveland per affari e i due ragazzi mettono velocemente insieme una striscia intitolata The Superman. Gliela mostrano trepidanti. La Humor mostra interesse ma viene espulsa dal mercato prima di poter proporre un qualsiasi contratto. Siegel è convinto che gli editori continuino a rifiutarli perché lui e Shuster sono troppo giovani e sconosciuti. Così inizia a cercare un disegnatore più esperto per sostituire l’amico. Shuster reagisce male: brucia il fumetto rifiutato di Superman, risparmiandone solo la copertina. Siegel contatta diversi artisti e, nel ’34, risponde Russell Keaton, disegnatore dei comics di Buck Rogers. Keaton illustra un nuovo trattamento supermaniano su nove strisce di prova, in cui il personaggio evolve.

In un futuro distante, alcuni “cataclismi giganti” stanno per far esplodere la Terra; l’ultimo uomo sopravvissuto manda l’unico figlio indietro nel tempo fino all’anno 1935. Qui viene adottato da Sam e Molly Kent. Il ragazzo sfoggia una forza sovrumana e una pelle resistente ai proiettili. I Kent lo chiamano Clark e gli insegnano a usare questi doni per il bene.

Anche questo progetto viene rifiutato dai newspaper syndicates e Keaton abbandona la collaborazione. Siegel e Shuster fanno la pace e tornano, testardi, a lavorare su Superman. Il personaggio diviene un alieno del pianeta Krypton e indossa il costume oggi così popolare: calzamaglia con una “S” sul petto, mutande indossate sopra di essa e un mantello. Rendono Clark Kent un giornalista che fa finta di essere timido e presentano la sua collega Lois Lane, attratta dal mitico e potente Superman e incapace di capire come i due siano in realtà la stessa persona.

I due creatori diventano fumettisti professionisti nel ’35: producono storie di detective e d’avventura per l’editrice newyorkese National Allied Publications. Anche se la casa editrice esprime subito un certo interesse per Superman, Siegel e Shuster intendono sempre venderlo come striscia per i quotidiani, collezionando rifiuti. Il leggendario editore Max Gaines, che lavora al McClure Newspaper Syndicate, suggerisce loro di mostrare Superman alla testata Detective Comics – appena comprata dalla National Allied. I due, esausti, cedono: nel marzo del ’38 vendono tutti i diritti del personaggio alla Detective Comics, Inc. per 130 dollari (dieci dollari a pagina, più o meno 2.300 dollari di oggi). Ormai hanno perso ogni speranza nel successo di Superman. Vendendolo l’avrebbero almeno visto pubblicato.

Superman debutta come personaggio principale, raffigurato in copertina, sul numero 1 della rivista antologica Action Comics: la data stampata è giugno 1938 ma la pubblicazione esatta è il 18 aprile ’38. L’antologia è un successo immediato grazie al personaggio. Nel giugno ’39 l’editrice sorella Detective Comics inizia una serie parallela chiamata solamente Superman, dedicata esclusivamente a lui. In breve anche Action Comics lascia perdere gli altri personaggi e viene riservata solo all’Uomo d’Acciaio: da allora le due testate vengono pubblicate senza interruzioni.

Intanto, nel gennaio del ’39 si realizza la volontà originaria di Siegel: una striscia a fumetti appare ogni giorno sui giornali, attraverso la mediazione del potente McClure Syndicate; in novembre parte anche la versione domenicale a colori. La scrivono dei ghostwriter su indicazioni dell’autore e la continuity va per conto suo. Nel ’41 i lettori delle strisce si contano sull’ordine dei venti milioni in tutti gli States. Shuster disegna le prime strisce ma poi passa il lavoro a Wayne Boring, matitista del Minnesota. Dal ’49 al ’56 il disegnatore diventa Win Mortimer. Le strisce terminano nel maggio del ’66 ma vengono ripubblicate dal ’77 al ’83, in coincidenza con la serie di film della Warner Bros.

Superman, zio Paperone e il Giocattolaio

CADUTA AMERICANA E SOPRAVVIVENZA ITALIANA

Jerry Siegel scrive la maggior parte delle narrazioni supermaniane tra albi e strisce, poi presta il servizio militare. Nel ’44, coscritto alle Hawaii, non può impedire che la casa editrice proponga in autonomia la versione giovanile del suo personaggio: il cosiddetto “Superboy”. Oltretutto, basato su un concept dello stesso autore a suo tempo rifiutato. È l’inizio della lunga lotta legale sui diritti dell’Uomo d’Acciaio combattuta tra gli ancora anonimi inventori e la DC Comics, che sulle pagine stampate non li cita mai. Dopo la Seconda guerra mondiale, nel ’47, Siegel e Shuster portano in tribunale l’editrice per il possesso di Superman e di Superboy. La decisione del giudice è che la vendita a prezzo di fame del ’38 concede il possesso del supereroe alla DC Comics, mentre Superboy appartiene a Siegel. Un accordo tra le parti fa poi intascare ai due creatori 94mila dollari (960mila di oggi) per la rinuncia a qualsiasi pretesa; in cambio, Siegel e Shuster vengono licenziati e dimenticati. Cadono in miseria. Nel 1975, dopo l’annuncio del film di Richard Donner con Christopher Reeve (che esce nel 1978) e la protesta di Siegel, un’azione di artisti del fumetto impone alla DC Comics di tornare sui propri passi: da allora, i due inventori del primo supereroe devono essere sempre nominati (e pagati) in ogni iterazione del personaggio. Siegel e Shuster sono in miseria e il recupero dei diritti salva loro la vita. La causa riguarda anche gli eredi e dura tutt’oggi.

Siegel nel frattempo conduce una carriera discontinua e di scarso successo commerciale, segnato dalla decennale causa legale e, soprattutto, dall’orgogliosa lotta di principio con la potente DC Comics. Tra le sue collaborazioni più curiose e, dal nostro punto di vista italiano, clamorose, vi è quella con la Mondadori per la popolare testata Topolino.

Nel 1968, trent’anni dopo aver pubblicato Superman, Jerry Siegel conosce il genio del fumetto disneyano Carl Barks – vero creatore dell’universo dei Paperi e del mito di Paperon De’ Paperoni. Grazie a lui lavora per la Western Publishing nel comic book Junior Woodchucks, ossia il famosissimo gruppo para-scout delle Giovani Marmotte di Qui, Quo e Qua, i nipotini di zio Paperino. Realizza due brevi episodi…

On the Dodo’s Trail, 9 pagine dedicate alle Giovani Marmotte disegnate da Kay Wright – pubblicate su Junior Woodchucks #16 del settembre 1972, poi in Italia su Topolino #886 del 19 novembre 1972 con il titolo Qui, Quo, Qua sulle tracce del dodo.

The Maxi-Medal, 9 pagine dedicate a Qui, Quo, Qua disegnate sempre da Kay Wright – pubblicate su Junior Woodchucks #17 del novembre 1972, poi in Italia sull’Almanacco di Topolino #203 del novembre 1973 con il titolo Le Giovani Marmotte e la maximedaglia.

Il primo, breve passo dalla Metropolis di Clark Kent verso la Paperopoli della Walt Disney è compiuto. Il secondo, più grande, implica una trasvolata oceanica dalla East Coast americana alla Milano meneghina. Ciò avviene nel decennio che, alla sua fine, lo rilancia all’attenzione mondiale con la drammatica pacificazione sui diritti supermaniani con la DC Comics, dovuta al successo incredibile del primo film dell’Uomo d’Acciaio Christopher Reeve.

Negli anni ’70 Siegel è una leggenda solo per gli addetti ai lavori più colti, visto l’anonimato e la stato di indigenza; accetta, possiamo immaginare con che stato d’animo, questo fatidico lavoro minore: la scrittura di storie italiane per la Arnoldo Mondadori Editore, licenziataria per l’Italia dei diritti dei fumetti Walt Disney Company per i mitici Mickey Mouse e Donald Duck. La testata per la quale lavora è, ovviamente, il settimanale Topolino, centrale nella crescita intellettuale e creativa di intere generazioni di piccoli appassionati – compreso il sottoscritto. Qui, il creatore di Superman figura come “scriptwriter”, ossia soggettista e sceneggiatore a regolare libro paga Mondadori, di alcune avventure lette da quasi tutti i bambini italiani degli anni ’70.

PAPEROPOLIS, MILANO, U.S.A.

Nel 1971 Mario Gentilini, direttore responsabile dell’albo italiano Topolino, è in visita alla sede della Walt Disney a Burbank, California. Qui incontra Jerry Siegel: lo conosce già avendo diretto, nel decennio precedente, la testata italiana dedicata al suo Superman, il settimanale Nembo Kid.

L’imprenditore milanese ha uno di quei colpi di genio degni di una carriera: proporre alla decaduta star americana, ideatrice della prima icona supereroica, la scrittura delle storie nostrane sul mito dell’arte statunitense, Mickey Mouse.

Siegel accetta: pubblica in Italia ben 158 storie tra il 1972 e il 1980. L’autore ne approfitta per esprimere tutta la sua disperazione esistenziale, pur in un genere dedicato ai bambini: assoluto idealismo, sconsolata lotta contro i massimi sistemi, critica amara delle grandi compagnie capitalistiche senz’anima – simbolo della diatriba con la DC Comics per i diritti di Superman. Lo stesso rampante miliardario Paperon De’ Paperoni presenta slanci positivi a confronto di capitani d’industria ben peggiori come lo spietato Rockerduck. In questa visione siegeliana, il preferito è ovviamente la sfortunata vittima universale Paperino; mentre il buon Topolino è protagonista eroico di avventure fantascientifiche: entra anche a far parte dei Rangers Spaziali. Le forme narrative, in effetti, fanno ampio ricorso a idee legate alla science fiction più classica.

Le storie esclusive per l’Italia iniziano con due titoli che la dicono tutta sulle passioni supereroiche e cosmiche dell’autore del kryptoniano Kal-El…

 

Paperino e la macchina dell’eroismo, 30 pagine dedicate a zio Paperino disegnate dal giovanissimo maestro veneziano Giorgio Cavazzano, che nella sua eccezionale carriera ha anche l’onore di battezzare l’esordio italiano del creatore di Superman – pagine pubblicate su Topolino #878 del 24 settembre 1972.

Zio Paperone e il rovesciamento cosmico, 23 pagine dedicate a zio Paperone disegnate da Giancarlo Gatti – pubblicate sull’Almanacco di Topolino #199 del 1 luglio 1973.

Il capolavoro è una storia cosmica di alto livello, figlia oscura delle drammatiche crisi spaziotemporali del primo supereroe e di una situazione personale terrificante. Paperone, Paperino e Archimede attraversano la storia della Terra in una scorribanda da un secolo all’altro, fino a vivere gli ultimi istanti del nostro pianeta. È un olocausto. La popolazione terrestre si è auto-distrutta a causa delle guerre e dell’avidità; e la Luna sta precipitando sulla Terra. Non a caso, questa magnifica opera del Siegel maturo, ideata a inizio decennio, è riproposta dalla Mondadori proprio nei momenti in cui il suo Superman trionfa nei cinema di tutto il mondo. Ecco…

Zio Paperone e la scorribanda nei secoli, 34 pagine dedicate a Paperino, Archimede, Zio Paperone disegnate dal maestro Romano Scarpa e inchiostrate da Sandro Del Conte – pubblicate su Topolino #911 del 13 maggio 1973, poi ripubblicate nei Classici di Walt Disney (seconda serie) #22 dell’ottobre 1978.

A seguire è tutta discesa. Un altro exploit è la riproposta nel mondo italico Disney di un personaggio basilare dell’Universo di Superman: il Giocattolaio, villain psicopatico creato da Siegel nel settembre 1943 su Action Comics #64…

Le Giovani Marmotte contro il terribile Giocattolaio, 30 pagine dedicate a Qui, Quo, Qua disegnate da Guido Scala – pubblicate su Topolino #922 del 29 luglio 1973.

Cito alcuni dei titoli finali firmati da Jerry Siegel per l’Italia, a mo’ di esempio…

Macchia Nera e i furti paralizzanti, 34 pagine dedicate a Macchia Nera, Phantom Blot, il nemico fanta-horror di Topolino nato nel 1939 come Batman, disegnate Giancarlo Gatti – pubblicate su Topolino #1047 del 21 dicembre 1975.

Topolino e il terrore ad alta tensione, 30 pagine dedicate a Topolino, Pippo e Gambadilegno disegnate da Sergio Asteriti – pubblicate su Topolino #1059 del 21 marzo 1976.

Zio Paperone e il triangolo del terrore, 25 pagine dedicate a zio Paperone, Paperino, Qui, Quo, Qua, Archimede e Banda Bassotti disegnate da Luciano Gatto – pubblicate su Topolino #1132 del 7 agosto 1977.

Pippo “drago” dei travestimenti, 25 pagine dedicate a Pippo disegnate da Sergio Asteriti – pubblicate su Topolino #1149 del 4 dicembre 1977.

Paperino e la cura d’urto, 29 pagine dedicate a Paperino disegnate da Maurizio Amendola – pubblicate su Topolino (Arnoldo Mondadori Editore, serie 1949) #1208 del 21 gennaio 1979.

Tutte le storie sono state ripubblicate nei volumetti dei Grandi Classici Disney, la popolare serie antologica Mondadori edita in 34 numeri dal giugno 1980 al luglio 1988.

In contemporanea alla misconosciuta avventura professionale di Jerry Siegel tra Paperi e Topi tricolori (nonostante tutto, di buon auspicio?), lo scrittore e l’ormai semicieco disegnatore Joe Shuster vincono la loro guerra. Riescono a ottenere dalla DC Comics un vitalizio per la creazione di Superman – dal quale è nato un intero genere, ricordiamo: quello dei supereroi. Soprattutto, ricevono il riconoscimento della loro opera. Shuster scompare nel 1992, Siegel nel 1996: entrambi in debito con la vita.

Questi avvenimenti della vita professionale di Jerry Siegel tra “Paperi e Topi tricolori”, sono stati tramutati in una breve storia dal titolo “E Topolino salvò Superman” scritta da Stefano Priarone, e Niccolò Storai che potete scaricare qui.

Buon compleanno Superman!

Era il 1938 e l’industria del fumetto lottava per sopravvivere, ma Jack Liebowitz aveva il presentimento che i comics avessero del potenziale non sfruttato. “Sentivo che era un buon settore”, avrebbe poi detto. Quando Malcolm Wheeler-Nicholson andò in bancarotta, Liebowitz e il socio Harry Donenfeld rilevarono la sua quota della società per conto della Detective Comics, Inc. e acquistarono Fun Comics e New Adventure Comics, portando a tre le testate della società (con Detective Comics). A livello societario ci fu anche un altro cambiamento: Whitney Ellsworth lasciò la Detective Comics e Vin Sullivan rimase Tunico supervisore. L’industria aveva bisogno di un eroe e Superman arrivò al momento giusto. Con il lancio di Action Comics, Jerry Siegei e Joe Shuster videro finalmente pubblicato il loro ambizioso progetto e i lettori reagirono con grande entusiasmo. Superman diventò la prima megastar dei fumetti, dimostrando che i comics erano più che una moda passeggera. La Golden Age dei fumetti era iniziata.

10 GIUGNO 1938 SUPERMAN FA LA SUA PRIMA APPARIZIONE SUL PRIMO NUMERO DI ACTION COMICS

Action Comics 1

In estate la DC lanciò la sua quarta testata, Action Comics che, come il titolo prometteva, con More Fun Comics, New Adventure Comics e Detective Comics, offriva appassionanti fumetti d’azione. Anche se i lettori venivano attirati dalle imprese di avventurieri virili come Chuck Dawson, Scoop Scanlon e Pep Morgan, fu la serie principale, “Superman”, a dimostrarsi speciale. “Era da tanto tempo che sapevamo di poter proporre qualcosa di molto diverso, qualcosa che avrebbe subito coinvolto il pubblico”, disse l’autore di Superman, Jerry Siegei, che insieme al disegnatore Joe Shuster riuscì finalmente a portare la loro creazione preferita all’attenzione dei lettori. Fu il supervisore Sheldon Mayer, che lavorava al McClure Syndicate di M.C. Gaines, a suggerire Superman alla DC come serie da inserire in Action Comics. La prima storia comprendeva una breve introduzione su Superman, che poteva “fare balzi di 200 metri, saltare un palazzo di venti piani, sollevare pesi eccezionali e correre più veloce di un treno espresso”. Aveva anche la fortuna di possedere una tale invincibilità che “niente di meno potente di una granata potrebbe perforargli la pelle”. Il pianeta Krypton veniva mostrato ma non nominato, e Clark Kent lavorava come reporter per il Daily Star (il Daily Planet sarebbe apparso solo nel novembre 1940 in  Superman n.7). Loise Lane fu inserita subito nella serie, anche se all’inizio respinse Clark definendolo uno “smidollato, insopportabile vigliacco”. La storia si concludeva con una profetica frase di chiusura: “Così iniziano le avventure del personaggio dei fumetti più sensazionale di tutti i tempi”. Siegel poi commentò dicendo: “Potrebbe sembrare un pò presuntuosa, ma esprime esattamente ciò che avevamo pensato”.

Nota a margine:

Ottant’anni fa, (anche se in realta’ l’Uomo d’Acciaio i suoi ottant’anni li ha compiuti ad aprile, visto che i comic-book delle origini erano dei bimestrali antologici e anche dopo essere diventati mensili hanno per decenni riportato in copertina non il mese d’uscita, ma la data di fine reperibilita e quindi di ritiro dai newsstand e dai drugstore), nelle edicole americane si trovava ancora il giornalino a fumetti, Action Comics numero 1. C’erano dentro diverse storie, ma una, di tredici pagine appena, eccitò così tanto i lettori; in breve tempo le avventure di Superman si presero tutto lo spazio che c’era nel periodico. Per incassare il primo compenso per quella storia, Jerry e Joe cedettero tutti i diritti sul personaggio. Come ho anticipato era l’anno 1938. Solo nel 1975, finalmente, dopo una lunghissima battaglia legale, venne riconosciuto il diritto degli autori (nonché creatori del personaggio) di vedere in ogni fumetto dell’Uomo d’Acciaio la dicitura: Superman creato da Jerry Siegel e Joe Shuster.

In questo video la DC Comics racchiude l’evoluzione dell’iconico simbolo del personaggio.

UN BOLLO FILATELICO PER L’UOMO D’ACCIAIO

In occasione degli ottant’anni dell’Uomo D’Acciaio, RW Edizioni e Poste Italiane hanno collaborato per realizzare un esclusivo bollo filatelico che fissi nel tempo questo momento speciale.

Presso lo stand RW Edizioni, durante il Napoli Comicon 2018, abbiamo acquistato le tre esclusive cartoline celebrative timbrate con lo speciale bollo filatelico su cui è disegnato il simbolo di Superman.

Ve le mostriamo qui sotto.

Questo è il retro delle cartoline complete di bollo filatelico

Oggi, Superman si muove in un mondo molto diverso eppure i suoi valori, il suo potere invincibile e gentile, sono rimasti invariati. Jerry Siegel e Joe Shuster diedero vita a un simbolo che, a ottant’anni dalla sua prima apparizione, continua a ispirare i lettori di comics di tutto il mondo e continua a influenzare la cultura di massa.

UN BLOG DEDICATO AI GADGET DI SUPERMAN

A questo proposito, per continuare a celebrare il mito di Superman, vi segnalo un blog hawaiano gestito dal mio amico Lawrence (hawaiisupermanfan), interamente dedicato ai gadgets dedicati all’uomo d’acciaio. Per visualizzare il suo blog fate clic anche sull’immagine qui sotto.

Per completare la celebrazione dell’azzurrone di casa DC Comics, qui trovate una serie di articoli che abbiamo dedicato ai momenti cinematografici e televisivi dedicati alle avventure dell’uomo d’acciaio, oltre ad una speciale intervista a Veronica Puccio la doppiatrice italiana della serie tv Supergirl.

SuperEaster egg

Ho il piacere di presentarvi due disegnatori:

Umberto Giampà che ha partecipato al nostro libro tributo Batman Silent Book, ma qui ci offre è il suo personale omaggio a Superman.

Max Moda anche lui ha partecipato al libro tributo Batman v Superman Concept Artbook e Dead xx Squad, ma qui ci offre il suo personale omaggio a Superman.

Superboy

Superboy (Id.) Con: Gerard Chri­stopher, John Haymes Newton, Stacy Haiduk, Gerard Christopher, Han Mit- chell-Smith, Jim Calvert, Robert Levi­ne. Produzione: Usa, 1988, awentura/fantastico, colore (100 episodi da 30’ ciascuno per un totale di 4 stagioni).

Forte come l’acciaio, più veloce della luce, capace di fermare il tempo, in perenne lotta contro il crimine: Super­man, il super-eroe dei fumetti di Jerry Siegei, viene raccontato negli anni del­la sua gioventù, quando studente di college comincia ad aver coscienza dei propri superpoteri e dell’amore per l’amica del cuore Lana Lang (Stacy Haiduk). Girato a Orlando, in Califor­nia, ambientato nella decade che va dagli anni ’80 ai ’90, il serial vede quale protagonista iniziale – per un anno – l’ex guardia del corpo ventidueenne John Haymes Newton, che poi ha lasciato la tuta e il mantello a Gerard Ch­ristopher. Ilan Mitchell-Smith interpreta Andy McAllister, il compagno di stanza di Clark; Jim Calvert veste i panni di T.J. White, il figlio di Perry, l’editore di quel “Daily Planet” in cui sarà assunto Kent; Robert Levine è C. Dennis Jackson, a capo dell’ufficio che si occupa di casi detti, in originale, “extranormal”, quelli che suscitano la curiosità di Clark e Lana. Kent studia giornalismo all’università Shuster; il nome dell’ateneo è un omaggio a uno degli ideatori di Superman, Joe Shuster (Jerry Siegei dà invece il nome al­lo stabile degli studenti). Scott Wells e Sherman Howard compaiono di tanto in tanto nei panni di un giovane Lex Luthor. La produzione è affidata a Ilya Salkind, già dietro le quinte del Super­man cinematografico del 1978; la prima puntata ricalca il plot cinematografico della pellicola: Superboy salva Lana Lang da un incidente d’elicottero alla stessa stregua di Superman sul grande schermo. La colonna sonora è composta da Kevin Kiner. George Lazenby (Agente 007 – Al servizio segreto di Sua Maestà nel 1969) compare da guest-star.