Una Kia Optima per il Cavaliere Oscuro!


TEMPI MODERNI Una volta erano Lincoln fiammanti, Chevrolet 350 customizzate “in caverna”, o avveniristici incroci tra una Lamborghini e una Hummer. Adesso, invece, Batman se ne va in giro su una Kia Optima. Merito dei progressi -indiscutibili – delle berline coreane o colpa della crisi che non risparmia nessuno, manco i supereroi? Giudicatelo voi. L’importante è che la missione della Batmobile, allora coma oggi, sia rimasta la stessa: fare del bene all’umanità.

ONE-OFF Essendo un esemplare unico, non si può acquistare e, per il momento, non andrà nemmeno all’asta, la Optima pipistrellata. Ma per diversi giorni farà bella mostra di sé al Time Warner Center di New York, dando comunque il proprio contributo a una campagna di sensibilizzazione per combattere la fame nel Corno d’Africa. “We Can Be Eroes” è il motto, citando ad hoc il Duca Bianco; e così il supereroe, chiamato in causa da un accordo tra la Kia e la DC Entertainment – che potrebbe dare vita ad ulteriori allestimenti ispirati ai fumetti- ha deciso di rinnovare il garage.

LUCE GIALLA Fatta salva la riconoscibilità del modello da cui trae origine, una Kia Optima SX Limited, anche questa batmobile ha ben poco di serie. Niente razzi o speroni che spuntano dalle ruote, ma una tuta nera cucita su misura cui non mancano appendici aerodinamiche e personalizzazioni, su tutte la mascherina fatta ad ali di pipistrello. Manco a dirlo, è gialla la luce proiettata dai fari, per lanciare il bat-segnale al commissario Gordon (e a tutti i passanti).

PELLE NERA Cerchi da 20” dedicati, freni a disco gialli griffati K-Sport e un impianto di scarico dal rombo ben più minaccioso rispetto a quello di serie completano l’allestimento esterno. Dentro, poi, la Optima di Batman monta sedili rigorosamente rivestiti in pelle nera e muniti di un piccolo monitor integrato al poggiatesta dedicato al confort dei passeggeri posteriori. Quanto al guidatore, Bruce Wayne, lui la guardia non l’abbassa mai, e i ferri del mestiere se li porta anche in ufficio: una tuta da uomo pipistrello nel bagagliaio e una manciata di stelline ninja nel portaguanti.

Articolo di Luca Cereda

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Paul Thomas Anderson parla della trilogia di Batman di Nolan

Qualche giorno fa, è stato Sam Mendes, regista di 007 – Skyfall, a lodare pubblicamente il Batman di Christopher Nolan, sottolineando come Il Cavaliere Oscuro sia stato di fondamentale importanza tanto per il cinema nel suo complesso quanto per il suo approccio verso l’ultimo Bond movie.

A questo attestato di stima, se ne aggiunge ora un altro, altrettanto di prestigio.

In una sessione di Botta&Risposta avvenuta dopo una proiezione di The Master in Australia, anche Paul Thomas Anderson, l’acclamato regista di Boogie Nights e Il Petroliere, ha pubblicamente lodato l’operato di Christopher Nolan:

Non mi hanno mai seriamente chiesto di dirigere un grosso tentpole. Guardiamo a quello che Christopher Nolan è riuscito a fare con Batman. Si è trattato dell’incontro ideale fra le più elevati doti artistiche e quel tipo di commerciabilità e appeal capace di attirare un grandissimo numero di persone. Chiunque vorrebbe una cosa come questa per il proprio film. E’ abbastanza senza precedenti e non vengono a chiedermi di fare cose come queste. E questo è bene.

Chissà che Anderson non possa un giorno ricevere un’offerta del genere dalla Warner? D’altronde la major ha dimostrato un notevole coraggio quando ha affidato a Nolan, regista che prima di Batman Begins era alquanto distante dal mondo dei blockbuster, il compito di rilanciare le avventure cinematografiche dell’Uomo Pipistrello, quindi non è detto che la storia non possa ripetersi.

Staremo a vedere cosa ci riserverà il futuro…

Redatto da Andrea Bedeschi

007 – Skyfall ispirato dal Cavaliere Oscuro!


Da quando Christopher Nolan ha detto la sua in materia di film supereroistici con l’acclamata (ma anche aspramente criticata) trilogia di Batman, molto spesso sentiamo dichiarazioni di filmmaker decisi a dare un’impronta “dark and gritty” (oscura e crudamente realitica) e “nolaniana” ai loro lungometraggi.

Sappiamo tutti come funzionano queste cose: una volta che qualcuno scoperchia un vaso pieno di dollari a Hollywood, i “cloni” e gli “epigoni” si moltiplicano a vista d’occhio.

A due settimane dall’uscita della sua nuova pellicola, 007 – Skyfall, anche l’inglese Sam Mendes ha dichiarato a The Playlist di essersi ispirato a quanto fatto dal suo connazionale specie con Il Cavaliere Oscuro. Considerato che, comunque la possiate pensare su film come American Beauty o Revolutionary Road, Mendes è un regista decisamente autorevole, vale la pena ascoltare come le parole del filmmaker britannico esulino dalla semplice “promozione stampa”, apparendo decisamente ponderate.

Oltre alla riluttanza iniziale nell’accettare la regia di un capitolo del franchise di James Bond – un ruolo molto importante l’ha avuto il suo amico Daniel Craig col quale aveva già lavorato a Era Mio Padre, Mendes dichiara:

“Quello che Nolan ha ottenuto, specie col secondo capitolo della saga, Il Cavaliere Oscuro, è stato eccezionale. Ha cambiato le carte in tavola, per tutti noi. L’industria cinematografica attuale è esclusivamente suddivisa fra progetti molto piccoli e altri enormi. Non ci sono più delle vie di mezzo. Sarebbe una tragedia se, da una parte, avessimo piccole pellicole “serie” e, dall’altra, popcorn movie enormi con nulla da dire. Con Il Cavaliere Oscuro Nolan ha dato prova che si può dare vita a un blockbuster emozionante, di grande intrattenimento che ha tanto da dire sul mondo in cui viviamo oggi, anche se, di fatto, non è neanche ambientato nel nostro mondo. Mi è sembrata una pellicola basata sul mondo post 11 settembre, che ha raccontato e discusso le nostre paure, il perché della loro esistenza e ho sempre ritenuto che l’abbia fatto in maniera interessante e audace. Questo film mi ha aiutato a acquisire la fiducia necessaria a dare una specifica direzione a Skyfall, una fiducia che magari, senza Il Cavaliere Oscuro, non avrei ottenuto. Perché la gente potrebbe dire “Wow, è un film alquanto cupo”, ma poi tu potresti controbattere tirando in ballo The Dark Knight e rispondere “Quello è un film anche più dark e ha incassato un fantastiliardo di dollari!”. Ti aiuta molto. Poi c’è anche un fattore da non sottovalutare. E’ chiaramente possibile dare vita a un film dark che la gente vuole vedere.”

Una nuova, curiosa connessione, quella fra il franchise di James Bond e Christopher Nolan, un regista che, dal canto suo, non ha mai nascosto il suo amore verso il personaggio di Ian Fleming. Tanto che il prologo del Cavaliere Oscuro – Il Ritorno pare una citazione abbastanza marcata a 007 – Vendetta Privata.

Articolo di Andrea Bedeschi